the washington post

Be significant
Posted on 24 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Iconografia dell’Informazione

Siamo, da tempo, nella società della cono­scenza, dell’informazione e della comu­ni­ca­zione ico­nica. Gli ele­menti visivi sono parte sem­pre più rile­vante nella dif­fu­sione dei con­te­nuti e delle infor­ma­zioni, basti pen­sare alla dif­fu­sione, agli usi ed agli abusi delle info­gra­fi­che.

Deve essere par­tendo da que­sta con­sta­ta­zione che ieri il «The Washing­ton Post» ha lan­ciato “Topi­cly”, un nuovo modo di con­su­mare l’informazione creato per gli utenti inte­res­sati a sco­prire con­te­nuti visivamente.

Topi­cly è ali­men­tato da una tec­no­lo­gia pro­prie­ta­ria per dare agli utenti noti­zie tem­pe­stive che gli edi­tor del Wash­Post pen­sano pos­sano essere d’interesse per i i let­tori. Tutti i con­te­nuti gior­na­li­stici [sto­rie, blog, foto, video] ven­gono aggior­nati ogni 15 minuti,  gli argo­menti sono sta­bi­liti in tempo reale in base al con­te­nuto. Mag­giori sono i con­te­nuti  pub­bli­cati su un deter­mi­nato argo­mento più alto è il tema viene visua­liz­zato sul display.

Topicly

Tra­mite la barra in alto a destra, gli utenti pos­sono aprire un menu per visua­liz­zare gli argo­menti nella vista elenco. Vedranno un numero che indica quanti pezzi di con­te­nuti sono stati pub­bli­cati nelle ultime 72 ore su un deter­mi­nato argo­mento.  E’ stato costruito come un pro­dotto “mobile-first” ma è pos­si­bile visua­liz­zarlo anche da desk­top, da PC.

Secondo quanto ripor­tato da Adweek, clic­cando su uno qua­lun­que dei pezzi, degli arti­coli,  i let­tori saranno comun­que por­tati al sito del «The Washing­ton Post , in modo che il gior­nale sarà ancora in grado di con­tarli come visite on-line ed even­tual­mente ten­tare di obbli­garli a pagare se si imbat­tono con­tro nuovo pay­wall del Post nel processo.

Topi­cly ha un pro­prio for­mato di annunci, e, come con molti nuovi pro­dotti pub­bli­ci­tari del quo­ti­diano sta­tu­ni­tense ed altri edi­tori lan­ciati ulti­ma­mente, que­sto è  nativo per l’ambiente edi­to­riale. Gli inser­zio­ni­sti appa­iono nello stesso for­mato come i temi infor­ma­tivi ed uti­liz­zano lo stesso lay­out per con­di­vi­dere sto­rie, imma­gini e con­te­nuti sociali. Lo spon­sor del lan­cio uffi­ciale è Land Rover [anda­telo a guar­dare, vale la pena garantisco].

Evo­lu­zione com­mer­ciale di quanto rea­liz­zato dal desi­gner pari­gino Syl­vain Boyer, segna­lato in que­sti spazi a marzo, for­te­mente orien­tata ai click ed alle pagine viste, deci­sa­mente meno al coin­vol­gi­mento ed al tempo speso sul sito, con­fer­me­rebbe l’ipotesi di lavoro di Mat­tew Ingram secondo il quale i gior­nali online non pos­sono soprav­vi­vere senza bene­fat­tori o le gif ani­mate dei gatti [e tutte le pos­si­bili varianti sul tema].

Insomma, come si sarà capito, a mio avviso, se cer­ta­mente ci sono dei con­cetti inte­res­santi in Topi­cly mi pare che siano più gli svan­taggi che i van­taggi appor­tati dalla rea­liz­za­zione. Se sono que­sti i primi risul­tati dell’ingresso di Jeff Bezos il resto del cam­mino non lascia spe­rare molto di buono per l’informazione online.

Be significant

Infografica Vendite Giornali USA
Posted on 9 agosto 2013 by Pier Luca Santoro

Svalutation

Era il 1976 quando Adriano Celen­tano incise “Sva­lu­ta­tion”, orec­chia­bile can­zone sulla crisi ita­liana di que­gli anni che ben sia adatta alla crisi dei giornali.

The Pew Research Center’s Pro­ject for Excel­lence in Jour­na­lism ha pub­bli­cato una serie di dati sul mer­cato dei quo­ti­diani sta­tu­ni­tensi per aiu­tare a capire cosa c’è die­tro la ven­dita del «The Washing­ton Post», quale sia lo sce­na­rio di riferimento.

I ricavi pub­bli­ci­tari del car­ta­ceo sono il 39% di quello che erano nel 2005 — anno di mag­giori ricavi nella serie sto­rica — men­tre le entrate pub­bli­ci­ta­rie del digi­tale, dell’online, hanno tassi di cre­scita che PEW defi­ni­sce “ane­mici” negli ultimi due anni [2012 +3.8%]. La cre­scita della pub­bli­cità online, quindi, è ben lon­tana dal com­pen­sare le per­dite della stampa. Infatti nel 2012, per ogni dol­laro gua­da­gnato dal digi­tale 15 dol­lari sono stati persi in stampa; in ulte­riore peg­gio­ra­mento rispetto al rap­porto nel 2011 di 10 dol­lari per­duti dalla stampa per ogni dol­laro gua­da­gnato in pub­bli­cità digitale.

ADV Revenues Giornali Statunitensi

Oltre ad una serie di dati spe­ci­fi­ca­ta­mente dedi­cati alle testate acqui­state da Bezos, PEW ha rea­liz­zato un’infografica di sin­tesi delle prin­ci­pali ces­sioni ed acqui­si­zioni di gior­nali negli Stati Uniti. Il valore delle testate è sceso nella migliore delle ipo­tesi, si fa per dire, dell’89%, per arri­vare sino ad un calo del 95% per  «The Boston Globe» come segna­lavo già ieri.

Attual­mente lo sce­na­rio ita­liano, per quanto grave, non è così dram­ma­tico come quello di oltreo­ceano, meglio darsi da fare subito prima di dover dare ragione a Celen­tano che in uno dei pas­saggi  di “Sva­lu­ta­tion” canta: “Mah, siamo in crisi ma senza andare in la’ l’America e’ qua”.

Infografica Vendite Giornali USA

Clicca per ingrandire ed accedere alla versione interattiva
Posted on 4 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

La Mia PropostaSciocc per i Quotidiani Online Italiani

Il tanto atteso discorso di Ber­lu­sconi ha sor­tito il suo effetto e la bou­tade sul rim­borso dell’IMU ha tenuto banco per tutta la gior­nata di ieri ed è la noti­zia prin­ci­pale di aper­tura di tutti i quo­ti­diani oggi in edicola.

Discorso che è stato accolto pre­va­len­te­mente con ama­rezza ed iro­nia dalle per­sone su Twit­ter. Secondo Topsy, stru­mento tra i più affi­da­bili tra quelli dispo­ni­bili gra­tui­ta­mente, l’hashtag #pro­po­sta­shock e stato twit­tato 20.578 volte sino alla mez­za­notte di ieri con un picco di 3644 tweet alle 15:00 e la ver­sione pro­po­sta dal PD #pro­po­sta­sciocc ha avuto 3.622 men­tion con un picco di 583 tweet alle 14:00. Per entrambe le tag uno dei “top tweet” è rela­tivo ad un’immagine che mette assieme i titoli di diversi gior­nali sulle pre­ce­denti pro­messe, come noto non man­te­nute, di tagli fiscali da parte del Cava­liere, men­tre per il solo #pro­po­sta­shock è l’affermazione di Cetty D., spe­cia­liz­zata in satira, che ottiene 651 ret­weet e 169 favoriti.

Clicca per ingrandire ed accedere alla versione interattiva

Clicca per ingran­dire ed acce­dere alla ver­sione interattiva

Nono­stante, come mostra l’immagine sopra ripor­tata, la tag più uti­liz­zata sia stata quella del solo nome di “Mr.B”, i prin­ci­pali gior­nali online hanno ripreso la que­stione, ad esclu­sione di quelli aper­ta­mente schie­rati a favore delle “Ber­lu­sto­ries”, neo­lo­gi­smo che credo valga la pena di coniare ispi­ran­dosi al più famoso advertorials.

Se for­tu­na­ta­mente in que­sto caso, ad ecce­zione del «Mes­sag­gero» che cita solo i tweet ma non l’autore, viene rispar­miato il tweet ano­nimo il trat­ta­mento delle due coraz­zate dell’informazione online ita­liana fa riflettere.

In entrambi i casi infatti sia «Il Cor­riere della Sera» che «la Repub­blica» pub­bli­cano una foto­gal­lery di alcuni tweet da loro sele­zio­nati. Una scelta che evi­den­te­mente non può essere giu­sti­fi­cata da dif­fi­coltà tec­ni­che nell’embeddare, nell’inserire il tweet ori­gi­nale [e rela­tivo link alla fonte] stante anche le recenti miglio­rie appor­tate da Twit­ter in tal senso create pro­prio allo scopo.

La foto­gal­lery genera pagine viste, è dun­que lam­pante l’obiettivo di entrambe le testate. Una scelta che non è rispet­tosa del let­tore, degli autori dei tweet e nep­pure, a mio modo di vedere, degli inserzionisti.

Che sia pos­si­bile farlo lo dimo­stra, se neces­sa­rio, «La Stampa» che invece, for­tu­na­ta­mente, sce­glie una strada diversa pub­bli­cando lo sto­rify dei prin­ci­pali tweet dando un senso edi­to­riale attra­verso una sele­zione ragionata.

La mia “pro­po­sta­sciocc” è quella di adot­tare, ad esem­pio, il for­mat rea­liz­zato recen­te­mente dal «The Washing­ton Post» in occa­sione del giu­ra­mento di Obama. Pro­po­sta di for­mat che ha come sot­to­pro­dotto non tra­scu­ra­bile il rico­no­sci­mento, final­mente, del giu­sto cre­dito alle per­sone  e che con­sente comun­que di mone­tiz­zare pre­sen­tando nume­rosi van­taggi rispetto alle foto­gal­lery. Una base minima di rispetto che dovrebbe essere alla base di una qual­siasi rela­zione, e dun­que anche in quella tra gior­nali e let­tori, per­sone, dalla quale pare invece, ahimè, alcuni quo­ti­diani ita­liani abbiano ancora molto da imparare.

“Bonus track” le word cloud, e rela­tivo link al testo inte­grale, del discorso della discesa in campo e di quello di ieri. Altra infor­ma­zione che mi pare non venga ripor­tata inte­gral­mente dalle testate online. L’informazione credo sia sem­pre meglio for­nirla com­pleta altri­menti se non di parte resta cer­ta­mente parziale.

Il discorso del 3 Febbraio 2013 alla Fiera di Milano

Il discorso del 3 Feb­braio alla 2013 Fiera di Milano

Il discorso della discesa in campo "Per il mio paese"

Il discorso della discesa in campo “Per il mio paese”

Posted on 30 gennaio 2013 by Pier Luca Santoro

La Bocca della Verità in Tempo Reale

Al «The Washing­ton Post» tira aria di cam­bia­mento e inno­va­zione. Dopo “Live Grid”, for­mato di live blog­ging mul­ti­me­diale, e “Post Pulse”, segna­lati e com­men­tati il 22 gen­naio scorso, adesso viene lan­ciata la bocca della verità in tempo reale.

“Truth Tel­ler”, ancora in fase di pro­to­tipo, è un’applicazione rea­liz­zata da quo­ti­diano sta­tu­ni­tense con il finan­zia­mento della Knight Foun­da­tion che veri­fica le affer­ma­zioni dei poli­tici in tempo reale.

Secondo quanto spiega il gior­nale viene uti­liz­zata la tec­no­lo­gia di Micro­soft Audio Video Inde­xing Ser­vice [MAVIS] per estrarre i file audio dai video dei discorsi dei poli­tici e tra­sfor­marli in testo com­bi­nan­doli al data­base di infor­ma­zioni del quo­ti­diano o a fonti esterne per il fact chec­king, la veri­fica delle affer­ma­zioni in tempo reale.

Guar­dando le prime rea­liz­za­zioni pub­bli­cate il risul­tato è dav­vero inte­res­sante. In un unico spa­zio vi è il video del discorso, la tra­scri­zione dello stesso al cui interno sono evi­den­ziate le por­zioni di testo che sono state veri­fi­cate alle quali si ha accesso come mostra lo screen­shot sottostante.

Ottima ini­zia­tiva sia per­chè riporta, final­mente, il gior­na­li­smo ed i gior­nali al loro ruolo di wat­ch­dog che per la pre­ge­vole rea­liz­za­zione gra­fica, oltre che tec­no­lo­gica, con lo splash a tutta pagina di grande impatto per la sto­ria principale.

Truthteller

Giraffa
Posted on 10 gennaio 2013 by Pier Luca Santoro

Nuove Fonti di Ricavo per l’Industria dell’informazione

Alan Rusbrid­ger, editor-in-chief del «The Guar­dian», durante l’open wee­kend pro­mosso dal quo­ti­diano anglo­sas­so­sone a marzo dell’anno scorso, chie­deva cosa le per­sone fos­sero dispo­ste a dare ai gior­nali in cam­bio delle noti­zie, elen­cando come scelte pos­si­bili: soldi, tempo e informazioni.

Dopo il lan­cio ad aprile di Goo­gle Custo­mer Sur­veys, solu­zione dispo­ni­bile anche in Ita­lia, solu­zione alter­na­tiva con­cet­tual­mente al pay­wall che pro­pone un breve que­stio­na­rio al quale il let­tore deve rispon­dere per poter avere accesso all’articolo com­pleto, come segna­lavo all’epoca dell’esordio, arri­vano ora altre pro­po­ste e solu­zioni in tal senso.

E’ infatti sem­pre sulla rac­colta di dati, di infor­ma­zioni, che si con­cen­tra la pro­po­sta di Enli­ken, dispo­ni­bile a breve, che pensa di uti­liz­zare le infor­ma­zioni richie­ste agli utenti per meglio pro­fi­lare la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria online uti­liz­zando i loro dati come forma di micro paga­mento per avere accesso a con­te­nuti infor­ma­tivi pre­mium e/o per avere accesso a pro­mo­zioni particolari.

Ed è sem­pre di que­sti giorni l’annuncio del «The Washing­ton Post» che uffi­cia­lizza come il il gruppo di lavoro, lo staff interno al gior­nale, dedi­cato ai son­daggi che ora diventa un ser­vi­zio che sarà rea­liz­zato non solo ad uso e con­sumo del gior­nale ma verrà offerto ai pro­pri clienti, alle aziende, andando a costi­tuire un’unità di busi­ness indi­pen­dente, una nuova fonte di ricavo per la testata statunitense.

Prove tec­ni­che del pas­sag­gio dal pie­di­stallo allo sga­bello per chi ha la capa­cità di guar­dare oltre i soliti, obso­leti, modelli di business.

Giraffa

“Bonus track”: How publi­shers are fin­ding new ways to fea­ture old con­tent [QUI]

Older Posts
Vai alla barra degli strumenti