Posted on 15 gennaio 2014 by

Il Bianco Vince

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Le discus­sioni, le ana­lisi ed i com­menti sul rede­sign del sito web del «The New York Times» si sono con­cen­trate prin­ci­pal­mente sugli aspetti com­mer­ciali ed in par­ti­co­lare sull’adozione del native adverts­ing.

La ripro­get­ta­zione di un sito web è un evento cru­ciale e molto deli­cato. Qual­cosa accu­ra­ta­mente pro­get­tato da un pic­colo team di pro­fes­sio­ni­sti e sot­to­po­sto alla forma più demo­cra­tica di con­trollo: chiun­que abbia occhi può vedere cosa c’è di sba­gliato con quanto realizzato.

Ciò è aggra­vato dal fatto che il rap­porto con il nostro sito web pre­fe­rito è più intimo che con qual­siasi pub­bli­ca­zione car­ta­cea. Online c’è così tanto con­te­nuto, e cam­bia così rapi­da­mente, che impa­rare a uti­liz­zare un sito web, fami­lia­riz­zare con i suoi con­te­nuti e impa­rare a leg­gere è molto più cen­trale per l’esperienza di let­tura rispetto al lay­out di una pub­bli­ca­zione car­ta­cea, alla let­tura tra­di­zio­nale alla quale siamo più abi­tuati e che ci giuda mag­gior­mente nel per­corso di lettura.

Dal rede­sign del sito del quo­ti­diano sta­tu­ni­tense emer­gono indi­ca­zioni chiare su quale dovrebbe essere il primo cri­te­rio nella ripro­get­ta­zione.  Il «The New York Times», pro­ba­bil­mente par­tendo anche dal suc­cesso di Sno­w­fall, dà cen­tra­lità al bianco, allo spazio.

Ele­mento che nelle pagine dei sin­goli arti­coli viene ancor più rimar­cato.  Il testo viene cen­trato in uno spa­zio bianco e pulito, ren­dendo il carat­tere appa­ren­te­mente ancora più grande di quanto effet­ti­va­mente sia e dando gli arti­coli mag­gior chia­rezza e faci­lità di lettura.

Il bianco vince.

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