the guardian

lastampa1
Posted on 21 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Innovazione, Sperimentazione, Contaminazione

Ha preso il via ieri il ciclo di lezioni, di incon­tri, pro­mossi da «La Stampa» [*] sul gior­na­li­smo digi­tale. Il pro­getto: “La Stampa Aca­demy” è svi­lup­pato dal quo­ti­diano pie­mon­tese in col­la­bo­ra­zione con Goo­gle, un primo ele­mento che la dice lunga sulla pro­pen­sione a spe­ri­men­tare ed inno­vare invece di ricer­care ele­menti di con­trap­po­si­zione con il gigante di Moun­tain View.

Il calen­da­rio delle atti­vità si arti­cola sino a fine feb­braio e vede alcuni incon­tri all’interno della sede del gior­nale, calen­da­riz­zati per il 27 gen­naio ed il 03 feb­braio pros­simi, ed un’altra serie di lezioni esclu­si­va­mente in remoto, online.

Dopo il primo incon­tro di ieri, su data e visual jour­na­lism, tema essen­ziale della nascita di que­sto nuovo spa­zio, il per­corso si arti­co­lerà su una serie di temi: dal ruolo big data, con Gianni Riotta, all’esperienza del «The Guar­dian», che, come noto, ha un’ampia sezione dedi­cata, pas­sando per come creare una start-up e la pri­vacy nel data­jour­na­lism. Il ciclo di lezioni si con­clu­derà con un hac­ka­ton finale in cui i par­te­ci­panti, sud­di­visi in gruppi, costrui­ranno in tempo reale dei nuovi pro­getti di gior­na­li­smo digitale.

Il Diret­tore, Mario Cala­bresi, nel suo discorso di aper­tura, ha spie­gato, o ricor­dato — a seconda dei casi — come al gior­na­li­smo nuovo serva con­ta­mi­na­zione, sot­to­li­neando che «La Stampa» farà da incu­ba­tore di start-up per i gruppi di lavoro più meri­te­voli e che, ele­mento tutt’altro tra­scu­ra­bile di que­sti tempi, i pro­getti sele­zio­nati e svi­lup­pati saranno remunerati.

Le iscri­zioni alla com­mu­nity sono aperte sino alle 24:00 di oggi e per tutti i par­te­ci­panti, più di mille al momento della reda­zione di que­sto arti­colo, oltre allo strea­ming live degli incon­tri, saranno resi dispo­ni­bili i mate­riali uti­liz­zati dai diversi docenti ed i video degli incon­tri per futura consultazione.

L’iniziativa non ha pre­ce­denti nel pano­rama edi­to­riale ita­liano ed è la più con­creta evi­denza dell’effettiva volontà del gior­nale di aprirsi a inno­va­zione, spe­ri­men­ta­zione e con­ta­mi­na­zione, come ha sot­to­li­neato, tra gli altri, anche il Sot­to­se­gre­ta­rio alla Pre­si­denza del Con­si­glio dei mini­stri del Governo Letta con delega all’Editoria e all’Attuazione del pro­gramma di governo Noi di Data­Me­dia­Hub saremo ben con­tenti di col­la­bo­rare agli svi­luppi del pro­getto met­tendo a dispo­si­zione le com­pe­tenze del nostro gruppo di lavoro.

[*] Disclai­mer: Il sot­to­scritto attual­mente col­la­bora con «La Stampa» come “tem­po­rary mana­ger” in qua­lità di social media editor.

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Posted on 4 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Communities Sulla Carta

John­ston Press, una delle prin­ci­pali orga­niz­za­zioni edi­to­riali del Regno Unito con decine di testate locali in Inghil­terra, Sco­zia ed Irlanda, ha pre­sen­tato venerdì 1 novem­bre un’iniziativa inte­res­sante volta a ren­dere le comu­nità più coin­volte nel deci­dere ciò che viene pub­bli­cato nell’edizione car­ta­cea dei loro gior­nali locali.

Sulla prima pagina del «Bourne Local»  di venerdì ven­gono invi­tati i let­tori a iscri­versi per essere una parte della nuova era del loro gior­nale locale pro­po­nendo alla popo­la­zione locale di pre­sen­tare foto­gra­fie, arti­coli e recen­sioni per gli argo­menti di loro inte­resse. Invito che era stato ampia­mente anti­ci­pato nei giorni pre­ce­denti con “call to action” attra­verso Face­book e Twit­ter.

Love Bourne

Secondo quanto ripor­tato  sul sito isti­tu­zio­nale di John­ston Press il quo­ti­diano sarà ri-posizionato come “gior­nale del popolo”.  In pro­spet­tiva sino al 75% dei con­te­nuti del gior­nale potrebbe essere rea­liz­zato dai cit­ta­dini, dalla comu­nità di riferimento.

In un’intervista al «The Guar­dian», il chief exe­cu­tive di John­ston Press, ha dichia­rato che i gior­na­li­sti non devono temere di per­dere il loro lavoro poi­chè saranno impie­gati a “curare”, a valu­tare e sele­zio­nare le infor­ma­zioni rice­vute dalle per­sone, dando corpo e senso ai con­te­nuti pro­po­sti dai non pro­fes­sio­ni­sti dell’informazione.

Inte­res­sante spe­ri­men­ta­zione sia in ter­mini di evo­lu­zione del lavoro gior­na­li­stico che per la reale crea­zione del senso di comu­nità, o com­mu­nity che dir si voglia. Da seguire con attenzione.

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Sul tema vale la let­tura “For­bes, dove i gior­na­li­sti sono solo una parte della produzione”

Akamai
Posted on 8 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Redazione e Notizie: Il Caso del Blackout di Internet in Siria

Il flusso dell’informazione ormai è costante nell’arco delle 24 ore e le reda­zioni dei prin­ci­pali gior­nali online si sono dovute ine­vi­ta­bil­mente ade­guare orga­niz­zan­dosi per for­nire una coper­tura adeguata.

E’ il caso di Repubblica.it e del Corriere.it che sui rispet­tivi siti offrono aggior­na­menti che coprono l’intera gior­nata. Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo in testa appare l’orario dell’ultimo aggior­na­mento come mostrano i due screen­shot sottostanti.

Corsera Updated

Repubblica Updated

Men­tre è ampia la coper­tura dell’incidente al porto di Genova, avve­nuto poco dopo le 23:00, nes­suna noti­zia viene data rela­ti­va­mente al blac­kout di Inter­net in Siria avve­nuto intorno alle 22:00 di ieri ora italiana.

Google Siria

Infor­ma­zione che se forse non ha lo stesso appeal del disa­stro geno­vese cer­ta­mente non è tra­scu­ra­bile e che viene ripor­tata da tutte le prin­ci­pali fonti d’informazione inter­na­zio­nali e com­pare sia sul sito del Guar­dian che su quello di Le Monde da ore ed ovvia­mente è dispo­ni­bile su Twit­ter con con­tri­buti anche da parte di fonti nostrane suf­fi­cien­te­mente note.

Mante Siria

La domanda che sorge dun­que spon­ta­nea è come mai? Se la rispo­sta fosse per­chè le agen­zie ita­liane non hanno ancora “bat­tuto” la noti­zia, o peg­gio per­chè non fa tanti click, capi­remmo molte cose sul reale fun­zio­na­mento delle reda­zioni al di là delle dichia­ra­zioni di “moder­nità” che ven­gono rese durante alcuni eventi, a comin­ciare dal recente Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo di Peru­gia. In caso con­tra­rio lo spa­zio dei com­menti è, anche in que­sto caso, a disposizione.

Akamai

Update: Europa — alle 08.11 — ne parla; ma resta l’unico quo­ti­diano ita­liano a farlo.

Guardian5
Posted on 18 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Il Piacere Laico del Mattino

«Pres­sGa­zette» pub­blica i dati pre­sen­tati da Anthony Sul­li­van, group pro­duct mana­ger del «The Guar­dian» durante un dibat­tito sulle noti­zie in mobi­lità: “How to make jour­na­lism work on tablet com­pu­ters” tenu­tosi l’11 aprile scorso.

I dati mostrano il con­sumo di noti­zie del quo­ti­diano anglo­sas­sone nell’arco della gior­nata a seconda dei diversi sup­porti utilizzati.

Si con­ferma, come diceva Frie­drich Hegel par­lando di pre­ghiera laica del mat­tino in rife­ri­mento ai gior­nali, che i quo­ti­diani di carta hanno un picco di let­tura nelle prime ore della gior­nata come mostra il gra­fico sottostante.

Guardian1

Deci­sa­mente più “spal­mato” nell’arco della gior­nata l’accesso al sito web del gior­nale bri­tan­nico con un leg­gero picco verso l’intervallo di pranzo, men­tre l’acceso in mobi­lità e la rela­tiva appli­ca­zione mostrano come la frui­zione avvenga durante i momenti di tra­sfe­ri­mento casa-lavoro e vice­versa. Per l’ennesima volta si ha la con­ferma che la frui­zione attra­verso i tablet avviene invece di sera in ambiente dome­stico, pro­ba­bil­mente men­tre si stanno svol­gendo altre attività.

Guardian5

I dati con­fer­mano sostan­zial­mente la mede­sima ana­lisi rea­liz­zata da Steve Wing, Busi­ness Direc­tor, Mobile, Guar­dian News and Media, pub­bli­cata ad ago­sto dell’anno scorso che ripren­deva i dati di marzo 2012 for­nendo un mag­giore det­ta­glio rela­ti­va­mente alle dif­fe­renze tra appli­ca­zione per iPad e quella per iPhone/Android — per smart­phone — e per l’app di Face­book, il social rea­der poi dismesso poco prima della fine del 2012.

La pre­ghiera laica del mat­tino con­ti­nua ad essere una realtà, i diversi sup­porti sono pre­va­len­te­mente com­ple­men­tari tra loro e NON alter­na­tivi con occa­sioni di con­sumo, frui­zione in distinti momenti della giornata.

La sfida NON è il digi­tale, la sfida è la con­ver­genza come con­fer­mano, anche, i dati del «The Finan­cial Times».

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Guardian Witness
Posted on 17 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Il Giornalismo è una Conversazione a Due Vie

La filo­so­fia del «The Guar­dian»: digi­tal e open, è stata oggetto di una delle 8 case history ana­liz­zate nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Observatory.

Il gior­nale diretto da Alan Rusbrid­ger dopo aver rea­liz­zato, a luglio 2012, l’ennesimo passo verso l’apertura ai con­tri­buti dei let­tori con #smart­ta­kes, stru­mento di aggre­ga­zione, di cura­tion dei con­te­nuti, per rac­co­gliere ana­lisi e com­menti dei let­tori in un unico spa­zio via Twit­ter, pro­se­gue senza esi­ta­zioni sulla strada del gior­na­li­smo partecipativo.

E’ di ieri infatti l’annuncio del lan­cio di una piat­ta­forma per i con­te­nuti gene­rati dagli utenti. I let­tori saranno in grado di inviare foto­gra­fie, video e testi diret­ta­mente ai gior­na­li­sti del quo­ti­diano anglo­sas­sone attra­verso il sito web dedi­cato o  gra­zie ad appli­ca­zioni gra­tuite per smart­phone sia Apple iPhone che Goo­gle Android.

Guardian Witness

Guar­dia­n­Wit­ness, que­sto il nome della piat­ta­forma, è inte­grato diret­ta­mente nel sistema di gestione dei con­te­nuti del «The Guar­dian», il che signi­fica che i gior­na­li­sti pos­sono visua­liz­zare e sele­zio­nare in tempo reale al momento del cari­ca­mento i con­tri­buti degli utenti per i loro arti­coli. Gli utenti sono inco­rag­giati a pre­sen­tare con­tri­buti per le “brea­king news” e altri temi — come quello di que­sta set­ti­mana sui grat­ta­cieli — sug­ge­riti ogni set­ti­mana dall’editor della reda­zione. Tutti i con­te­nuti pre­sen­tati ven­gono veri­fi­cati dai coor­di­na­tori della comu­nità prima di essere pubblicati.

Joanna Geary, social and com­mu­ni­ties edi­tor del gior­nale, ha dichia­rato che:

Guar­dia­n­Wit­ness raf­for­zerà ulte­rior­mente il nostro rico­no­sci­mento che il gior­na­li­smo è ormai una con­ver­sa­zione a due vie e aprirà il nostro sito come non abbiamo mai fatto prima. Non solo que­sto ren­derà ancora più facile per i nostri let­tori essere coin­volti nel nostro gior­na­li­smo e for­mare comu­nità sia locali che glo­bali di inte­resse comune, ma for­nirà anche ai nostri gior­na­li­sti un nuovo fan­ta­stico stru­mento, for­nendo loro spunti e punti di vista ai quali forse ancora non hanno ancora accesso.

Il gior­na­li­smo è una con­ver­sa­zione a due vie. I con­te­nuti sono la base, la repu­ta­zione e la comu­nità, le chiavi del successo.

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