Posted on 21 gennaio 2013 by

Informazione [In]Sensibile al Crowdfunding?

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Infor­ma­ción Sen­si­ble è una nuova piat­ta­forma di cro­w­d­fun­ding, di finan­zia­mento di massa in Rete, in casti­gliano [quello che nor­mal­mente — erro­nea­mente — chia­miamo spa­gnolo], che a breve sarà ope­ra­tiva per finan­ziare pro­getti legati all’informazione sia sotto forma di arti­coli, e-books o documentari.

La piat­ta­forma non avrà pub­bli­cità al suo interno per man­te­nersi mag­gior­mente indi­pen­dente nei con­te­nuti pro­po­sti affi­dan­dosi esclu­si­va­mente alle dona­zioni delle per­sone per finan­ziare cia­scun pro­getto gior­na­li­stico. Il sito web si pre­sen­terà al visi­ta­tore con una dop­pia veste, quella di testata d’informazione, dove saranno pro­gres­si­va­mente pub­bli­cati i con­te­nuti finan­ziati, e quella, appunto, di piat­ta­forma di cro­w­d­fun­ding sulla fal­sa­riga, per citare la più cele­bre di Spot.us.

Al suo interno è stata creato un sistema di gestione della repu­ta­zione che rias­sume il pro­filo pro­fes­sio­nale di cia­scun autore e pre­mia coloro che pro­du­cono con­te­nuti più com­pleti, che hanno otte­nuto le migliori valu­ta­zioni dei let­tori e/o sono di mag­giore impatto sociale.

Una volta arri­vati alla cifra neces­sa­ria i con­te­nuti saranno pub­bli­cati sotto licenza Crea­tive Com­mons 3.0 ren­dendo pos­si­bile a chiun­que, anche a coloro che non hanno co-finanziato i pro­getti,  leg­gerla, con­di­vi­derla o ripro­durla altrove.

Il video sot­to­stante ne rias­sume le carat­te­ri­sti­che prin­ci­pali men­tre la pagina web dedi­cata all’iniziativa for­ni­sce tutti i det­ta­gli  sia in gene­rale sulle carat­te­ri­sti­che della piat­ta­forma che le indi­ca­zioni utili a gior­na­li­sti e lettori.

Se l’iniziativa pare cer­ta­mente meri­te­vole di atten­zione e suc­cesso è sull’efficacia del modello di finan­zia­mento pro­po­sto che, in spe­ci­fico rife­ri­mento all’area dell’informazione che resto per­plesso, dub­bioso sulle effet­tive possibilità.

Infatti il gra­fico di sin­tesi pub­bli­cato da «The Eco­no­mist» rela­ti­va­mente alle tipo­lo­gie di pro­getti che hanno otte­nuto mag­gior suc­cesso nel 2012 su Kick­star­ter, la mag­gior piat­ta­forma di cro­w­d­fun­ding al mondo, secondo quanto dichia­rato dai gestori stessi, non lascia ben sperare.

Come mostra l’immagine sot­to­stante la cate­go­ria del publi­shing si col­loca al fondo sia per quanto riguarda gli importi media­mente ver­sati da cia­scuna per­sona che, soprat­tutto, per il tasso di suc­cesso, per il rag­giun­gi­mento della cifra necessaria.

L’impressione è che in ambito stret­ta­mente infor­ma­tivo sia dif­fi­cile entu­sia­smare e coin­vol­gere “a sca­tola chiusa” lasciando imma­gi­nare che in quest’area sia più fun­zio­nale, e fun­zio­nante, un modello free­mium che non quello di cro­w­d­fun­ding che invece fun­ziona molto bene per quanto riguarda i giochi.

Com­bi­nando que­sti aspetti mi pare pos­si­bile ipo­tiz­zare un buon grado di pro­ba­bi­lità di suc­cesso per ini­zia­tive di cro­w­d­fun­ding incen­trate sui new­sga­mes per quanto riguarda l’informazione.

Tema che, posso anti­ci­pare, verrà trat­tato in un panel ad hoc al pros­simo Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo  al quale par­te­ci­però come val­letto, come mode­ra­tore. Come si suol dire, se il tema vi inte­ressa, stay tuned.

Crowdfunding

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