superblog

Pubblicato il 24 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi della Condivisione Sociale delle Notizie Online in Italia

Veri­fi­cato il grande inte­resse, sia da parte dei pro­fes­sio­nals del set­tore che delle imprese coin­volte, che si è gene­rato in seguito alla pub­bli­ca­zione dei dati rela­tivi alle con­nes­sioni ed alle con­di­vi­sioni  delle fonti d’informazione prin­ci­pali nel nostro paese, il cui obiet­tivo di fondo era di veri­fi­care la cen­tra­lità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le prin­ci­pali testate del nostro Paese, Human High­way ha rea­liz­zato delle nuove ela­bo­ra­zioni sul tema.

I dati si basano sull’incrocio tra i dati Audi­web e quelli di UAC Meter, stru­mento di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie messo a punto dal pre­ci­tato isti­tuto di ricerca. Rispetto a quelli pre­ce­den­te­mente pub­bli­cati, oltre ad essere attua­liz­zati, è stata effet­tuata l’analisi del peso di cia­scun social net­work, offrendo il det­ta­glio di Face­book e di Twit­ter per cia­scuna delle testate gior­na­li­sti­che prese in considerazione.

Si con­ferma, e non poteva essere altri­menti, la pre­do­mi­nanza asso­luta di Face­book che pesa com­ples­si­va­mente il 91,4% degli sha­ring acts, delle con­di­vi­sioni, Twit­ter, il new­swire per eccel­lenza, incide l’8%; irri­so­ria l’inicidenza di Google+.

La mappa di affi­nità tra le testate e le due piat­ta­forme prin­ci­pali con­sente di veri­fi­care il diverso posi­zio­na­mento delle sin­gole testate al loro interno con, ad esem­pio, «Gior­na­let­ti­smo» che rac­co­glie il 98% delle con­di­vi­sioni da Face­book men­tre per «Il Post», per restare nelle testate all digi­tal, l’incidenza dei tweet sul totale delle con­di­vi­sioni è supe­riore al 40%.

Ele­menti ulte­rior­mente con­fer­mati dall’analisi spe­ci­fi­ca­ta­mente con­dotta sui dati rela­tivi alla con­di­vi­sione delle noti­zie su Twit­ter che vede un ribal­tarsi delle posi­zioni con «Il Cor­riere della Sera» che sca­valca «La Repubblica”.

Se la gerar­chia delle con­di­vi­sioni su Twit­ter  com­ples­si­va­mente rispec­chia i dati gene­rali che face­vano emer­gere come, ad  esclu­sione di «Lettera43», fos­sero i “super­blog”, i quo­ti­diani all digi­tal, ad avere l’indice di par­te­ci­pa­zione più ele­vato, è il rap­porto tra le con­di­vi­sioni su Twit­ter e quelle su Faceb­bok che aiuta ad inqua­drare meglio il pano­rama attuale.

Si evi­den­zia una sorta di bipo­la­ri­smo con una gene­rale ele­vata affi­nità tra i pure players all digi­tal for­te­mente con­cen­trati su Twit­ter e le testate tra­di­zio­nali che invece la fanno da padrone, per così dire, su Face­book. Parebbe quasi di vedere in Twit­ter un pub­blico, mino­ri­ta­rio, fatto di avan­guar­die, al quale si con­trap­pone la grande massa mul­ti­forme di per­sone attive su Face­book. Il nuovo viag­gia su Twit­ter, come testi­mo­nia anche l’affinità con «SKI.it», la testata gior­na­li­stica digi­tale di Sky che si è recen­te­mente rifatta il look, ed il vec­chio, o per­lo­meno ciò che è più tra­di­zio­nale resta su Face­book, pare.

La testi­mo­nianza [in]diretta di pub­blici diversi con atti­tu­dini distinte per le varie testate che non si può che por­tare alla con­clu­sione della neces­sità di uti­liz­zare, in chiave di comu­ni­ca­zione e di rela­zione da parte delle testate, i distinti mezzi in maniera diversa e, pos­si­bil­mente, complementare.

Aspetti che avremo modo di appro­fon­dire ulte­rior­mente al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo gra­zie ai dati che ver­ranno pre­sen­tati in quella sede da Vin­cenzo Cosenza.

Una cosa è certa, come segnala Giu­seppe Gra­nieri, “Non coglie­remo mai le nuove oppor­tu­nità se le rac­con­tiamo con la nostal­gia per come anda­vano le cose prima, se con­ti­nuiamo a descri­vere le spinte della cul­tura digi­tale in ter­mini gene­ra­zio­nali, o se con­ti­nuiamo ad assol­verci dalla respon­sa­bi­lità di usare que­ste pos­si­bi­lità per creare un mondo in cui la qua­lità delle con­nes­sioni è la norma e non l’eccezione”.

Pubblicato il 11 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Social Popularity & Sharing Through dell’Informazione in Italia

Visto l’interesse rispetto all’ana­lisi pro­po­sta ieri, mani­fe­stato, a pro­po­sito, con nume­rose con­di­vi­sioni sulle diverse piat­ta­forme social, ho pen­sato di ren­dere dispo­ni­bili pub­bli­ca­mente i dati, le ela­bo­ra­zioni rea­liz­zate in col­la­bo­ra­zione con Human High­way gra­zie a UAC Meter.

Rispetto ai dati pro­po­sti, ho avuto modo di appren­dere che Ban­zai, società attiva nel mer­cato Inter­net e foca­liz­zata sui set­tori e-commerce, media, e Web design che da fine 2011 “con­trolla” «Gior­na­let­ti­smo», parla di 70mila let­tori nel giorno medio per la testata in que­stione e che stime, ripor­tate nella nota dell’articolo di ieri, erano quindi ecces­sive. I dati sono dun­que stati cor­retti ed impat­tano, come potrete veri­fi­care nella pre­sen­ta­zione sot­to­stante, sullo sha­ring through e sulle mappe rela­tive rea­liz­zate su tale base di dati.

L’amico Marco Dal Pozzo, ripren­dendo le ela­bo­ra­zioni for­nite, spiega che i fat­tori che influen­zano lo sha­ring through sono a suo avviso:

  • La qua­lità dei contenuti
  • La stra­te­gia social della testata
  • La pro­pen­sione alla con­di­vi­sione del pub­blico di riferimento

Con­clu­dendo che il peso mag­giore vada alla terza voce, alle terza variabile.

Ipo­tesi di lavoro che mi pare asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bile come, mi pare, affer­mavo già ieri con­fer­man­dolo anche su Twit­ter in una con­ver­sa­zione sul tema.

[tweet https://twitter.com/pedroelrey/status/189601494629224449 align=‘center’ lang=‘it’]

Aspetti che, per cor­ret­tezza e com­ple­tezza, vanno inte­grati con inte­resse sul tema pro­po­sto e situa­zione ambien­tale di rife­ri­mento nel momento spe­ci­fico. Varia­bili che, a parità di con­di­zione, hanno un loro impatto sull’attenzione e la con­di­vi­sione di deter­mi­nate notizie.

Le con­clu­sioni che tiravo ieri, alla luce dei dati dif­fusi in gior­nata sulle per­dite del «The Guar­dian», sono, se pos­si­bile, ancor più rilevanti.

In pro­spet­tiva, a medio-lungo ter­mine, ritengo che reste­ranno pochi gior­nali gene­ra­li­sti in grado di fare grandi volumi di traf­fico a livello inter­na­zio­nale, magari risol­vendo da qui ad allora qual­che “pro­ble­mino”; per gli altri sarà d’obbligo la spe­cia­liz­za­zione, la foca­liz­za­zione su inte­ressi spe­ci­fici delle per­sone e la capa­cità di coin­vol­gere e rea­liz­zare una comu­nità attorno a que­sti interessi.

Ini­ziate a pen­sare come sal­vare il vostro dino­sauro, par­don giornale. [#]

Note:

[#] La visione della slide n° 7 vi con­sen­tirà di com­pren­dere meglio

Nota bene — I dati rela­tivi ai por­tali [Vir­gi­lio, Libero, Yahoo, Tiscali], evi­den­ziati in rosso nella tabella pro­po­sta ieri, sono pura­mente indi­ca­tivi poi­chè non distin­guono tra i ser­vizi gene­rici dei por­tali [search, posta, com­mu­ni­ties… etc.] e i canali spe­ci­fici di news dei por­tali stessi.

Mappa Lettori-Condivisioni nel Giorno Medio
Pubblicato il 10 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Connessioni & Condivisioni Quotidiane

Veri­fi­cato il grande inte­resse per l’elaborazione rea­liz­zata par­tendo dai dati Audi­web di Feb­braio, in col­la­bo­ra­zione con Human High­way [#], società di ricer­che di mer­cato tutta ita­liana a dispetto del nome, abbiamo appro­fon­dito cer­cando di veri­fi­care la cen­tra­lità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le prin­ci­pali testate del nostro Paese, pro­vando, gra­zie a UAC Meter, stru­mento di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie messo a punto dall’istituto di ricerca, a dare ele­menti di razio­na­lità ad un dibat­tito di asso­luta rile­vanza per l’ecosistema dell’informazione nostrana.

L’intento, meglio dirlo subito, non è quello di sta­bi­lire clas­si­fi­che di merito o pun­teggi, che si pre­fe­ri­sce lasciare ad altri, bensì di for­nire ele­menti il più pos­si­bile fat­tuali a inter­ro­ga­tivi spesso restati senza rispo­sta sin ora, auspi­cando che non siano il punto di arrivo ma il punto di par­tenza, sti­molo del dibat­tito al quale si ha, dav­vero, grande pia­cere nel poter partecipare.

Sulla base dei dati dispo­ni­bili e delle rela­tive ela­bo­ra­zioni [§] emer­gono, è dav­vero il caso di dirlo, mol­tis­simi ele­menti di rifles­sione. E’ impor­tante ricor­darsi che sem­pre a valori asso­luti ridotti cor­ri­sponde mag­gior varianza statistica.

Nel com­plesso le ver­sioni online dei quo­ti­diani tra­di­zio­nali otten­gono rispetto agli omo­lo­ghi all digi­tal un livello di dif­fu­sione e con­di­vi­sione sulle tre piat­ta­forme prese in con­si­de­ra­zione enor­me­mente supe­riore con un rap­porto gene­rale di 5:1. Sia per la ver­sione digi­tale dei gior­nali stam­pati che per i new comers dell’informazione è Face­book la rete sociale che genera il mag­gior numero di con­di­vi­sioni. Asso­lu­ta­mente irri­le­vante il valore di Goo­gle Plus la cui inci­denza non lascia spa­zio a inter­pre­ta­zioni o equivoci.

Con­di­vi­sione Arti­coli per Social Net­work e Tipo­lo­gia Testate

Si tratta della con­se­guenza dei valori in gioco sia per numero di utenti unici che di per­sone pre­senti su Face­book in gene­rale e spe­ci­fi­ca­ta­mente fans delle diverse fonti di infor­ma­zione di gran lunga supe­riore a Twit­ter che mostra comun­que una dina­mi­cità dav­vero inte­res­sante anche nel breve, con testate quali «Il Post» e «Wired» dove il numero di con­di­vi­sioni sulla piat­ta­forma da 140 carat­teri è molto vicino a quello dei likes, dei mi piace, su Facebook.

Il det­ta­glio delle diverse testate prese in con­si­de­ra­zione dalla desk research mette in evi­denza che a pesare però sono più gli aspetti qua­li­ta­tivi che non quelli quan­ti­ta­tivi. In par­ti­co­lare è lo “sha­ring through” [°], l’indice di par­te­ci­pa­zione che abbiamo voluto veri­fi­care, che evi­den­zia come non vi sia una cor­re­la­zione diretta tra fol­lo­wers o fans e nep­pure con gli utenti unici.

Si evince infatti, ed è que­sto forse uno degli aspetti di mag­gior valore dell’elaborazione, come pub­blici, gruppi di per­sone distinti con inte­ressi, molto pro­ba­bil­mente, altret­tanto distinti abbiano stili di par­te­ci­pa­zione che sono estre­ma­mente distanti tra loro.

Un aspetto che, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, si può veri­fi­care con chia­rezza nelle dif­fe­renze che emer­gono tra «Il Fatto Quo­ti­diano» e « La Repub­blica» che pur avendo un numero di fans su Face­book e di fol­lo­wers su Twit­ter quasi pari , come mostra la tabella di sin­tesi sot­to­stante, hanno invece uno sha­ring through molto diverso. Piut­to­sto che la for­tis­sima diver­genza rile­vata tra «Lin­kie­sta» ed «Il Sole24Ore», per citare gli estremi opposti.

Con­di­vi­sione Arti­coli Det­ta­glio Testate

- Clicca per Ingrandire -

Se per testate quali «Il Sole24Ore» il diva­rio tra inte­resse nei con­fronti della testata, in ter­mini di utenti unici, ed ade­sione e con­di­vi­sione all’interno dei social media può forse essere spie­gato con una certa tra­di­zio­na­lità del pub­blico di rife­ri­mento, è evi­dente che nel caso dei por­tali si tratta invece di una man­canza di atten­zione a que­ste leve da parte dei responsabili.

Al di là di pun­tua­liz­za­zioni e distin­guo si con­ferma come gruppi di per­sone diverse per tipo­lo­gia ed inte­ressi richie­dano un approc­cio dif­fe­ren­ziato anche sui social media. Bana­lità scon­tata appa­ren­te­mente che nella ten­denza dif­fusa alla gene­ra­liz­za­zione mi pare dove­roso rimarcare.

Ad esclu­sione di «Lettera43» sono i “super­blog”, i quo­ti­diani all digi­tal, ad avere l’indice di par­te­ci­pa­zione più ele­vato. Un dato che incre­menta l’ottimismo dopo due mesi di rile­va­zioni Audi­web che segna­lano tassi di cre­scita a dop­pia cifra e che dovrebbe incen­ti­vare que­ste testate ad una par­te­ci­pa­zione mag­giore rispetto all’attuale, dav­vero scarsa, alla con­ver­sa­zione ed al coin­vol­gi­mento delle per­sone attra­verso le reti sociali.

Dall’altro lato è evi­dente, fatto salvo quanto sin qui pro­po­sto, che le grandi testate tra­di­zio­nali non hanno ancora padro­nanza dei mec­ca­ni­smi e delle moda­lità di coin­vol­gi­mento nella rela­zione con le per­sone attra­verso i social media.

L’interazione delle per­sone, il “word of mouth” vir­tuale eser­ci­tato attra­verso le diverse piat­ta­forme di social net­wor­king, e tutti i feno­meni ad esso col­le­gati, ha cam­biato e con­ti­nuerà a cam­biare ine­vi­ta­bil­mente l’attuale moda­lità di dif­fu­sione delle noti­zie che saranno sem­pre meno divul­gate ano­ni­ma­mente ad una massa ete­ro­ge­nea di sog­getti, sem­pre più dif­fuse attra­verso l’interazione delle per­sone in fun­zione del livello di fidu­cia di cui que­ste per­sone godono tra i mem­bri della pro­pria comu­nità vir­tuale [e non].

Spero di poter dire che i dati pre­sen­tati, in esclu­siva sul “Il Gior­na­laio”, aiu­tano a met­terne a fuoco moda­lità e dina­mi­che. La mappa sot­to­stante ben sin­te­tizza quanto sin qui espresso ed i valori [*] attual­mente in gioco.

Mappa Lettori-Condivisioni nel Giorno Medio

- Clicca per Ingrandire -

Note:

[#] Il sot­to­scritto NON intrat­tiene alcuna forma di col­la­bo­ra­zione remu­ne­rata, nep­pure sotto forma di omaggi o rega­lie, con Human Higway.

[§] Fedele all’idea che que­sto possa essere un punto di par­tenza del dibat­tito sul tema, i dati com­pleti che inte­grano quanto pub­bli­cato sono dispo­ni­bili a chiun­que ne fac­cia richie­sta. Il mio indi­rizzo di posta elet­tro­nica è dispo­ni­bile allo scopo nell’about di que­sto spazio.

[°] Sha­ring through dei con­te­nuti della testata: rap­porto tra il numero di con­di­vi­sioni com­ples­sive sulla testata nel giorno medio e il numero di let­tori nel giorno medio della mede­sima testata.

[*] Il numero di con­di­vi­sioni di un arti­colo è la somma dei Face­book Like, Twit­ter Tweets e +1 su Goo­gle+. Il dato rela­tivo a Giornalettismo.com — è qui sti­mato dai dati di Goo­gle AdPlan­ner e da comu­ni­ca­zioni dell’editore sul numero di let­tori nel mese, pari a poco meno di un milione.

Dati Audiweb Quotidiani e Superblog Feb 2012 Vs Feb 2011
Pubblicato il 29 marzo 2012 by Pier Luca Santoro

Disastri Quotidiani

Sono stati dif­fusi ieri i dati Audi­web rela­tivi all’ audience online del mese di feb­braio 2012.

Com­ples­si­va­mente l’audience online nel giorno medio regi­stra una cre­scita del 7,3%, con 13,8 milioni di utenti attivi. Calano però sia il tempo speso, che passa da 1 ora e 37 minuti a 1 ora e 26 minuti, che le pagine viste, che si ridu­cono a 166 da 202; il tempo per pagina si riduce altret­tanto del 7,2%. Dun­que, a parità di con­di­zione, vi sono più per­sone che acce­dono ad Inter­net ma, pare dav­vero, vi dedi­cano meno tempo, minor atten­zione ed interesse.

Aller­tato da que­sto cam­pa­nello d’allarme, ho voluto veri­fi­care la situa­zione di quo­ti­diani e “super­blog”, quo­ti­diani all digi­tal, ela­bo­rando i dati for­niti da Audiweb.

Per le edi­zioni online dei prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali emerge un pano­rama dav­vero deso­lante sia in ter­mini di utenti unici che di pagine viste e tempo per utente. Vi sono cali di utenti unici che rag­giun­gono pic­chi del — 63,5%, com’è il caso dell’ «Unità», e crollo di pagine viste sino al — 68,7% forte discesa delle pagine viste, — 30,3%, per «Il Fatto Quo­ti­diano» [#], una situa­zione che nel com­plesso vede una ridu­zione degli utenti unici, dei soli quo­ti­diani, dell 1,5% e una deba­cle per le pagine viste che rag­giunge ben il — 20,1%. Ridu­zione che col­pi­sce anche «Repub­blica» e «Cor­riere della Sera», che da soli val­gono oltre il 50% degli utenti.

In con­tro­ten­denza, vuoi per la nuova linea edi­to­riale appor­tata dal nuovo Diret­tore, vuoi per inte­resse gene­rale verso i temi pre­va­len­te­mente trat­tati, con­fer­mato anche dal buon anda­mento dell’edizione car­ta­cea, «Il Sole24Ore» con quasi il 40% in più di utenti unici ed un incre­mento del 27,8% delle pagine viste.

Buona altret­tanto la per­for­mance del «Post» di Luca Sofri e di «Lettera43» che con­fer­mano la ten­denza posi­tiva del mese scorso. Final­mente dispo­ni­bili rispetto alle rile­va­zioni pre­ce­denti i dati dell’ «Lin­kie­sta» che ha numeri dav­vero mode­sti rispetto agli altri due super­blog e di «Varese News» che, per avere una con­no­ta­zione locale rispetto agli altri, merita una men­zione d’onore per il numero di utenti che rie­sce ad attrarre. Si tratta, comun­que, nel com­plesso di valori ancora deci­sa­mente mode­sti sia per nume­ro­sità di utenti che per tempo speso per pagina. Gli all digi­tal restano con un peso spe­ci­fico molto ridotto allo stato attuale.

Tra i por­tali, infine, spicca Vir­gi­lio che stacca deci­sa­mente Yahoo e si avvi­cina minac­cio­sa­mente ad intac­care la lea­der­ship di MSN di Micro­soft, entrambi in calo netto.

Quo­ti­diani & Super­blog Feb 2012 vs Feb 2011

- Clicca per Ingrandire -

Insomma, nel com­plesso un mese di feb­braio a tinte fosche per l’informazione online del nostro Paese. Se per alcuni la causa potrebbe essere nella fine dell’effetto traino dell’anti ber­lu­sco­ni­smo, per altri le ragioni sono evi­den­te­mente distinte. Vedendo il numero di pagine viste ed il tempo medio per utente, direi, pare essere la con­ferma degli effetti della “snack information”.

L’evidenza ulte­riore di come neces­sa­ria­mente i gior­nali deb­bano tor­nare ad essere  perno cen­trale degli inte­ressi delle per­sone, delle loro con­ver­sa­zioni e dei diversi gruppi, delle distinte comu­nità, sia in Rete che fisi­ca­mente. O così o morte, non è un pro­blema di sup­porto, di piat­ta­forma di offerta, ma di approc­cio ancora una volta.

———————————————————-

[#] Update: Peter Gomez, mi segnala un errore da me com­messo nel ripor­tare i dati 2011 rela­ti­va­mente al «Il Fatto Quo­ti­diano»; alle ore 11.00 l’articolo è stato aggior­nato e dove­ro­sa­mente cor­retta la tebella dell’elaborazione. I dati sono cer­ta­mente migliori di quelli ripor­tati in pre­ce­denza ma non dram­ma­ti­ca­mente diversi nella sostanza, direi.

Il file di cal­colo dell’elaborazione è dispo­ni­bile, a chi inte­res­sasse, su richie­sta, man­dando una mail all’indirzzo di posta elet­tro­nica ripor­tato nell’about.

Pubblicato il 2 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Quotidiani & Superblog Italiani su Twitter

Ho effet­tuato una ela­bo­ra­zione sulla pre­senza dei quo­ti­diani ita­liani su Twit­ter elen­cando il numero di fol­lo­wers ed il numero di per­sone seguite, la quan­tità di tweet e la data dalla quale sono pre­senti su quello che è stato assorto al news net­work per eccel­lenza. Sono stati presi in con­si­de­ra­zione i prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali, i dati sono aggior­nati a ieri sera, dina­mici e dun­que varia­bili per definizione.

«La Repub­blica» capeg­gia su tutti gli altri quo­ti­diani sia per numero di fol­lo­wers che per quan­tità di tweets. Se la mag­gior parte dei diret­tori dei gior­nali hanno sco­perto, o comun­que ade­rito a, Twit­ter rela­ti­va­mente di recente, così non è per gli account uffi­ciali dei gior­nali che pre­va­len­te­mente hanno una pre­senza sulla piat­ta­forma dal 2009.

Non pare esi­stere una cor­re­la­zione tra accessi alle edi­zioni online dei quo­ti­diani e/o ven­dite in edi­cola e numero di fol­lo­wers come dimo­strano le delu­denti per­for­mance del «Mes­sag­gero» e «Libero» a cui fa da con­tra­sto «Il Foglio» con un numero di fol­lo­wers straor­di­na­ria­mente posi­tivo rispetto alla sua dimensione.

Se, come dimo­strano nel com­plesso i tre quo­ti­diani spor­tivi, lo sport tira sem­pre, appare dav­vero tra­scu­rata la posi­zione del «Mes­sag­gero» che, banal­mente, in quanto quo­ti­diano di Roma non dovrebbe avere dif­fi­coltà a coin­vol­gere più e meglio gli iscritti a Twit­ter. Da tra­la­sciare allo stato attuale «Il Cor­riere della Sera» ed «Il Sole24Ore» che evi­den­te­mente hanno aperto solo di recente gli account uffi­ciali dopo aver vei­co­lato per lungo tempo i loro mes­saggi con altri account.

Quo­ti­diani Nazio­nali su Twit­ter Feb­braio 2012

Tra i cosid­detti super­blog la lea­der­ship è di Dago­spia, sito a cavallo tra l’informazione e il gos­sip. Pro­por­zio­nata alle dimen­sioni degli accessi online ed alla visi­bi­lità gene­rale la pre­senza degli altri quo­ti­diani all digi­tal ita­liani che però, evi­den­te­mente, non sfrut­tano ade­gua­ta­mente le poten­zia­lità del mezzo.

E’ que­sta una carat­te­ri­stica, una costante, che acco­muna i quo­ti­diani all digi­tal a quelli che nascono dalla tra­di­zione della carta. In entrambi i casi infatti non pare che allo stato attuale nes­suno vada oltre la pro­mo­zione dei pro­pri  contenuti.

Non vi sono domande nè rispo­ste, non esi­ste inte­ra­zione alcuna con i fol­lo­wers assorti a elenco da mai­ling list a cui spam­mare con insi­stenza con­te­nuti di dub­bia vali­dità ed inte­resse per gli stessi. Che Twit­ter abbia un peso rela­ti­va­mente mode­sto nel nostro Paese non è scu­sante per moda­lità di que­sto tipo che al con­tra­rio potreb­bero, dovreb­bero, per­met­tere di sfrut­tare meglio l’opportunità di testare moda­lità di comu­ni­ca­zione e di rela­zione con le per­sone iscritte, con i followers.

Super­blog su Twit­ter Feb­braio 2012

Pubblicato il 11 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Correlazioni: Il Dato è Tratto

A com­ple­mento e com­ple­ta­mento della visione che emerge dalle ela­bo­ra­zioni rea­liz­zate nell’ultima set­ti­mana, sol­le­ci­tato da una mail a com­mento dei dati, invia­tami da un pro­fes­sio­ni­sta del set­tore di cui ho stima e con­si­de­ra­zione,  ho deciso di para­go­nare i dati pre­ce­de­mente pro­dotti rela­ti­va­mente all’online con quelli delle ven­dite  [edi­cola + abbo­na­menti pagati] dei quo­ti­diani nella loro ver­sione cartacea.

Obiet­tivo dell’analisi veri­fi­care il mer­cato con­ten­di­bile, quello di chi va a com­prare in edi­cola ed ha la pos­si­bi­lita’ di sce­gliere una qua­lun­que testata, e ogni volta che com­pra un gior­nale fa una scelta, come avviene altret­tanto ogni volta che punta un bro­w­ser ad un indi­rizzo di un sito web di un quo­ti­diano online.

L’elaborazione rea­liz­zata si basa sui dati aggior­nati a set­tem­bre di quest’anno per le edi­zioni online, men­tre i dati delle ven­dite sono aggior­nati a luglio 2011. Il totale del mer­cato è ripor­tato a 100 in maniera “fit­ti­zia” per ren­dere il più omo­ge­neo pos­si­bile il con­fronto tra i due seg­menti che sap­piamo essere molto più arti­co­lati e com­plessi di quanto rap­pre­sen­tato dalla tabella di sin­tesi sot­to­ri­por­tata. In base a que­sta, minima, pre­ci­sa­zione meto­do­lo­gica, per inqua­drare i con­torni gene­rali è pos­si­bile con­te­stua­liz­zare meglio il pano­rama gene­rale e le sin­gole specificità.

Com­ples­si­va­mente, tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, si evi­den­zia, ad esclu­sione di  «Gaz­zet­tino» e «Mes­sag­gero», entrambi dello stesso gruppo edi­to­riale [Cal­ta­gi­rone], anda­mento nega­tivo per le ven­dite della ver­sione car­ta­cea alle quali cor­ri­sponde invece posi­ti­vità per numero di utenti unici che acce­dono al sito web cor­ri­spon­dente alla mede­sima testata.

L’andamento nega­tivo dei quo­ti­diani tra­di­zio­nali è con­fer­mato, anche se solo in forma aggre­gata, dai dati FIEG che sono aggior­nati a set­tem­bre 2011.  Sep­pure in maniera meno accen­tuata rispetto ad altre nazioni, anche in Ita­lia dun­que si assi­ste ad un  pro­gres­sivo spo­sta­mento verso l’online. Ten­denza che, visti dati di per­ma­nenza sul sito e per sin­gola pagina, al momento, a mio avviso si con­cen­tra sui let­tori deboli di quo­ti­diani tra­di­zio­nali, su coloro, per dirla in una bat­tuta, che comun­que già prima non com­pra­vano quo­ti­dia­na­mente il gior­nale in edicola.

Sono por­tato a rite­nere che invece per gli “heavy users”, per chi frui­sce di infor­ma­zione con con­ti­nuità, si tratti di dupli­ca­zione, di sovrap­po­si­zione tra piat­ta­forme diverse, anche, in fun­zione di momenti diversi della gior­nata. E’ una sen­sa­zione, un’ ipo­tesi di lavoro, che pare essere con­fer­mata dallo share, dalla quota che cia­scuna testata ha nei due formati.

Pro­prio dall’analisi dello share sulle diverse piat­ta­forme emerge come «La Repub­blica» ed «Il Cor­riere della Sera» siano molto sopra la loro quota di mer­cato car­ta­ceo, bene­fi­ciando sia di  inve­sti­menti rea­liz­zati in ambito digi­tale cer­ta­mente supe­riori alle altre testate che del fatto di essere gene­ra­li­sti e nazionali.

A livello di sin­gola pub­bli­ca­zione si evi­den­zia, da un lato, la forza rela­tiva del «Fatto Quo­ti­diano» in Rete con una quota quasi dop­pia rispetto all’edizione car­ta­cea e, dall’altro lato, un alli­nea­mento “per­fetto” tra edi­zione digi­tale e car­ta­cea del «Sole24Ore» con­tra­ria­mente a quanto avviene per gli altri quo­ti­diani presi in considerazione.

Forse il dato più inte­res­sante che emerge dall’analisi rea­liz­zata è rela­tivo a come, com­ples­si­va­mente, l’informazione online sia deci­sa­mente più con­cen­trata rispetto a quella car­ta­cea con le prime 4 testate che rac­col­gono il 65% degli utenti con­tro il 49% delle ven­dite. Una con­cen­tra­zione che con­tri­bui­sce a spie­gare ulte­rior­mente la dif­fi­coltà di emer­gere da parte delle nuove ini­zia­tive edi­to­riali, dei cosi­detti “super­blog”. Sotto que­sto pro­filo sem­bre­rebbe dun­que che la van­tata plu­ra­lità della Rete sia distante dalla realtà delle cose. Aspetto che, evi­den­te­mente, impatta diret­ta­mente non solo sulla qua­lità dell’informazione ma anche sulle pro­spet­tive di otte­nere ricavi dall’online da parte degli “outsider”.

Se a com­mento dei dati Audi­web sono state mosse per­ples­sità da più parti, per­so­nal­mente resto deci­sa­mente più dub­bioso sull’attendibilità dei dati Audi­press che ho incluso nella tavola di sin­tesi che che pre­fe­ri­sco, per que­sto motivo, aste­nermi dal commentare.

Sem­pre in  tema di com­menti, in con­clu­sione, ancora una volta, ogni com­mento è gra­dito, auspi­cato, non­chè gratuito.

- Clicca per Ingrandire -

Pubblicato il 15 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

Anatomia di un Post

Nella fase attuale  i blog sono sem­pre più un for­mat reda­zio­nale, ampia­mente adot­tato dalla ver­sione online delle pub­bli­ca­zioni edi­to­riali tra­di­zio­nali o addi­rit­tura rivale, in ter­mini di attra­zione dell’utenza, come dimo­strano sia l’Huf­fing­ton Post che la nostrana decli­na­zione tutta ita­liana acco­mu­nati nella defi­ni­zione di superblog.

L’infografica illu­stra le carat­te­ri­sti­che di quelli che, secondo l’autore, sono gli ele­menti impre­scin­di­bili per ren­dere per­fetto un post di un blog, defi­nen­done prio­rità ed aspetti distintivi.

Utile guida per stu­denti di gior­na­li­smo e neofiti.

- Clicca per Ingrandire -