sopravvivenza editoria

Architettura Informazione Banzai
Pubblicato il 5 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Cosa Insegna il Prospetto Informativo Banzai

Ban­zai società attiva nell’e-commerce, foca­liz­zato sul mer­cato ita­liano, e nell’editoria [e nella pub­bli­cità] online, ha pre­sen­tato la docu­men­ta­zione per quo­tarsi in borsa.

Il Gruppo, attra­verso i pro­pri por­tali ver­ti­cali, è tra i prin­ci­pali player ita­liani nei seguenti seg­menti Donne: gra­zie al sito web Pia­neta Donna, web maga­zine dedi­cato all’universo fem­mi­nile, con con­te­nuti rela­tivi a moda, benes­sere e bel­lezza, è lea­der in Ita­lia nel seg­mento Donne, con 9,9 milioni di Utenti Unici al mese [dato al 31 otto­bre 2014], di cui 6,4 milioni via desk­top e 5,0 milioni via mobile; Cucina: con Giallo Zaf­fe­rano, prin­ci­pale sito web ita­liano dedi­cato alla cucina, con 8,0 milioni di Utenti Unici al mese [dato al 31 otto­bre 2014], di cui 4,3 milioni via desk­top e 4,7 milioni via mobile; Gio­vani: gra­zie a Stu­denti, prin­ci­pale sito web ita­liano dedi­cato agli stu­denti dalle scuole medie sino all’università, offre con­te­nuti didat­tici e ser­vizi utili allo stu­dio, con 5,4 milioni di Utenti Unici al mese [dato al 31 otto­bre 2014], di cui 3,7 milioni via desk­top e 1,9 milioni via mobile; News: l’offerta del Gruppo ine­rente il mondo dell’informazione online è costi­tuita da Il Post, Liquida, Sol­dion­line, Spor­tlive, Filmtv e Gior­na­let­ti­smo. Con­giun­ta­mente, i por­tali sono visi­tati da 5,6 milioni di Utenti Unici al mese [dato al 31 otto­bre 2014], di cui 3,6 milioni via desk­top, 2,3 milioni via mobile.

Banzai Group

Il pro­spetto infor­ma­tivo per gli inve­sti­tori con­tiene una miniera di infor­ma­zioni sia per quanto riguarda le testate con­trol­late da Ban­zai che più in gene­rale sul mer­cato di rife­ri­mento. Ho letto con la dovuta atten­zione le oltre 500 pagine del docu­mento e credo che ci siano diversi con­te­nuti che vale la pena di ripren­dere, di evi­den­ziare, poi­chè sono cer­ta­mente d’interesse per chi opera — a vario titolo — nell’editoria e nell’advertising online.

Vediamo in ordine cosa inse­gna il pro­spetto infor­ma­tivo pre­di­spo­sto per la quo­ta­zione in borsa.

1 — Ricavi Editoria/Adv Online - Fatto 100 i ricavi a fine 2013 di Ban­zai, il 12.8% deriva dai con­te­nuti ver­ti­cali, dall’area rela­tiva ad editoria/adv online [era il 14.4% a fine 2012] con una cre­scita del 14.2% rispetto all’anno precedente.

Nel pro­spetto ven­gono indi­cati anche i dati dei ricavi dei primi nove mesi del 2014. alla fine del terzo tri­me­stre l’area di busi­ness rela­tiva ad editoria/adv online rap­pre­senta il 12% del totale ricavi della società [era il 13.4% nel pari periodo del 2013] con un tasso di cre­scita del 7.9% rispetto ai primi nove mesi del 2013.

Se si con­si­dera che com­ples­si­va­mente i ricavi rispetto all’anno pre­ce­dente cre­scono del 29.1% a fine 2013 e del 20.8% nei primi nove mesi del 2014 rispetto al pari periodo del 2013 è chiaro come il seg­mento sia in minor cre­scita rispetto all’e-commerce. È un’indicazione, credo, sulle pro­spet­tive di rac­colta pub­bli­ci­ta­ria per l’editoria online e sui rela­tivi modelli di business.

2 — Fat­tori di Rischio - Tra i fat­tori di rischio cor­ret­ta­mente indi­cati nel pro­spetto ne ven­gono citati due  che meri­tano di essere evidenziati. 

Il primo è rela­tivo ai rap­porti con adver­ti­ser e cen­tri media. Si legge: “Nel corso degli eser­cizi 2013, 2012 e 2011, i ricavi gene­rati dai Cen­tri Media sono stati rispet­ti­va­mente pari a Euro 13,6 milioni, Euro 11,7 milioni e Euro 9,0 milioni e hanno rap­pre­sen­tato, rispet­ti­va­mente, l’8,9%, il 9,9% e l’8,2% dei ricavi del Gruppo. Nei nove mesi chiusi al 30 set­tem­bre 2014, i ricavi gene­rati dai Cen­tri Media sono stati pari ad Euro 8,8 milioni e hanno rap­pre­sen­tato il 7,3% dei ricavi del Gruppo. Si segnala che, sul mer­cato ita­liano dell’attività pub­bli­ci­ta­ria online ope­rano un numero limi­tato di Cen­tri Media, che gesti­scono com­ples­si­va­mente gran parte del bud­get pub­bli­ci­ta­rio ita­liano dedi­cato al mer­cato pub­bli­ci­ta­rio online e che quindi sono dotati di un signi­fi­ca­tivo potere negoziale”. 

Circa tre quarti dei ricavi pub­bli­ci­tari deri­vano dun­que dai cen­tri media. Un peso sul quale riflet­tere, diciamo.

Clientii Adv Banzai

Il secondo è atti­nente i motori di ricerca. Si legge: “Il suc­cesso e la cre­scita di Ban­zai dipen­dono in maniera rile­vante dalla pro­pria capa­cità di miglio­rare e man­te­nere in cima ai risul­tati dei motori di ricerca il posi­zio­na­mento dei pro­pri siti inter­net, delle rela­tive offerte com­mer­ciali ai clienti finali, non­ché dei con­te­nuti edi­to­riali sui motori di ricerca rispetto all’organic pla­ce­ment dei siti, gene­rato dagli algo­ritmi degli stessi motori di ricerca in base alla miglior cor­ri­spon­denza fra la ricerca effet­tuata e i con­te­nuti dispo­ni­bili sul web. Per­tanto, il suc­cesso e la cre­scita di Ban­zai sono stret­ta­mente con­nessi alla capa­cità della società di inter­pre­tare gli algo­ritmi alla base dei motori di ricerca”.  

Altro che fare la guerra a Goo­gle [a pro­po­sito, pare sce­mata anche l’ultima ondata sul tema], biso­gna allearsi.

3 — Mone­tiz­za­zione e Con­te­nuti Edi­to­riali - Il traf­fico gene­rato dai tali siti web ver­ti­cali — dalla parte edi­to­riale di Ban­zai — viene mone­tiz­zato attra­verso la pub­bli­cità ven­duta sui siti web mede­simi. Il busi­ness della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria è legato a para­me­tri di mer­cato che defi­ni­scono il numero di pagine web visi­tate e gli annunci pub­bli­ci­tari pre­senti sulle pagine stesse. In par­ti­co­lare, i para­me­tri mag­gior­mente uti­liz­zati nel mer­cato della pub­bli­cità online sono A) l’audience [ossia, il numero di Visi­ta­tori Unici delle pagine web di un edi­tore o di un sito web], B) il numero di visite di un sito, C) il time spent [il tempo medio di navi­ga­zione tra­scorso da un utente unico nel corso di una visita], D) la active reach [il numero di visi­ta­tori unici che con­sul­tano un sito una o più volte in un dato periodo di tempo] ed E) l’inven­tory [il numero di annunci pub­bli­ci­tari dispo­ni­bili su un sito internet].

I con­te­nuti dei por­tali ver­ti­cal con­tent del gruppo sono gene­rati prin­ci­pal­mente da una piat­ta­forma auto­ma­tica di pro­du­zione del con­te­nuto e, in modi diversi, dagli utenti stessi dei por­tali [cro­wd­sour­cing]. Sia la piat­ta­forma auto­ma­tica di pro­du­zione che il cro­wd­sour­cing per­met­tono di mini­miz­zare i costi di pro­du­zione rispetto all’acquisto di con­te­nuti dai for­ni­tori pro­fes­sio­nali, dei quali soli­ta­mente si avval­gono gli edi­tori tradizionali.

I con­te­nuti pro­dotti spon­ta­nea­mente dagli utenti inte­grano in maniera effi­cace i con­te­nuti pro­dotti inter­na­mente dal team edi­to­riale. Que­sto modello è mag­gior­mente effi­ciente rispetto ad un modello edi­to­riale tra­di­zio­nale basato solo su reda­zioni pro­fes­sio­nali. Il con­tri­buto mas­sic­cio dei visi­ta­tori dei siti alla rea­liz­za­zione dei con­te­nuti dei siti mede­simi, con­sente di con­te­nere i costi di pro­du­zione garan­tendo comun­que stan­dard edi­to­riali di buona qua­lità. La qua­lità è garan­tita da un pro­cesso che inte­gra sia tec­no­lo­gie ad hoc di sele­zione e orga­niz­za­zione dei con­te­nuti sia il lavoro di cura e sele­zione degli stessi ope­rata dal team edi­to­riale interno alla divi­sione ver­ti­cal content.

Il gra­fico sot­to­stante illu­stra il modello di pro­du­zione dei con­te­nuti della divi­sione ver­ti­cal content

Produzione Contenuti Banzai

4 — Det­ta­glio Ricavi — Il pro­spetto sotto ripor­tato rie­pi­loga i prin­ci­pali indi­ca­tori eco­no­mici per il seg­mento ver­ti­cal content. 

Ricavi Banzai Media

Il seg­mento “news”, quello costi­tuito da Il Post, che è rite­nuto il brand prin­ci­pale, Liquida, Sol­dion­line, Spor­tlive, Filmtv e Gior­na­let­ti­smo, genera il 16% del totale dei ricavi del seg­mento ver­ti­cal con­tent. Sta­bile rispetto al 2013.

Nel pro­spetto si legge che “nella divi­sione ver­ti­cal con­tent opera un team di 6 per­sone dedi­cato alla gene­ra­zione e sele­zione di con­te­nuti per i Social Media, gene­rando circa 25.000 nuove “con­di­vi­sioni” al giorno da parte di altri utenti della rete”. Viene uti­liz­zata una “social moni­to­ring plat­form”: un sistema appli­ca­tivo che trac­cia il suc­cesso, in ter­mini di “like” rice­vuti, dei con­te­nuti pub­bli­cati sui prin­ci­pali social network.

Com­ples­si­va­mente, per le atti­vità ver­ti­cal con­tent la Società, al 31 dicem­bre 2014, impiega 191 risorse fra dipen­denti e collaboratori. 

5 — Modello di Busi­ness e Catena del Valore - L’approccio ver­ti­cale di Ban­zai è una carat­te­ri­stica pre­ziosa per gli adver­ti­ser ai fini delle loro atti­vità pub­bli­ci­ta­rie. La Società genera ricavi poi­ché con­sente agli adver­ti­ser di comu­ni­care all’audience di rife­ri­mento tra­mite una gamma diver­si­fi­cata di solu­zioni pub­bli­ci­ta­rie: ban­ner, for­mati rich media, video, pro­getti pub­bli­ci­tari spe­ciali per­so­na­liz­zati e direct email marketing.

La Società adotta, per l’erogazione dei ban­ner adv, la piat­ta­forma Dou­ble­click For Publi­shers [DFP], piat­ta­forma uti­liz­zata da alcuni dei prin­ci­pali publi­sher digi­tali mon­diali, e la piat­ta­forma di Rubi­con, società fra le più impor­tanti nel set­tore del Pro­gram­ma­tic Buy­ing, per la gestione del Real Time Bid­ding [RTB].

Il gra­fico sot­to­stante sin­te­tizza la catena del valore

Catena del Valore Banzai

6 — Archi­tet­tura Mul­ti­li­vello - Ban­zai uti­lizza una “ser­vice orien­ted archi­tec­ture”. Sotto ripor­tato il suo schema gene­rale in ter­mini di mone­tiz­za­zione, orga­niz­za­zione ed acqui­si­zione dei contenuti.

Architettura Informazione Banzai

7 — Lo Sce­na­rio Com­pe­ti­tivo - Dopo il bal­letto di cifre sui dati for­niti rela­ti­va­mente al 2014, che mi segna­lano [GRAZIE!] potrebbe deri­vare dai dif­fe­renti para­me­tri di rile­va­zione, cioè dalle con­ces­sio­na­rie che for­ni­scono i dati, poi­chè nei diversi anni sono entrate/uscite testate/concessionarie per que­sto, essendo i peri­me­tri mobili, anche i dati da un anno all’altro diven­tano mobili, anche il pro­spetto infor­ma­tivo di Ban­zai con­tiene una pano­ra­mica sul mer­cato dell’adv online nel nostro Paese.

Secondo i dati di Call­cre­dit for­niti a Ban­zai, nel 2018 il mer­cato dovrebbe rag­giun­gere il valore di 1.9 miliardi di euro, regi­strando una cre­scita pari ad un CAGR 2014–2018 dell’8,4% trai­nata dai seg­menti search, dal quale gli edi­tori sono esclusi per defi­ni­zione, e display. 

Adv Digitale Banza CallCredit

Di gran lunga supe­riori i tassi di cre­scita del mobile, che però, anche nel medio periodo, a fine 2018, resterà un seg­mento minore, e del video adver­ti­sing che invece dovrebbe rap­pre­sen­tare un impor­tante dri­ver di crescita.

Video Advertising Banzai

Il seg­mento “news”: rap­pre­senta il seg­mento più com­pe­ti­tivo, dal momento che una larga parte di audience uti­lizza i siti web dei brand sto­rici dell’informazione ita­liana, Repub­blica e Cor­riere della Sera per tutti, e TGCom24. 

Il gra­fico degli utenti unici men­sili di alcuni brand sele­zio­nati da Ban­zai mostra come però vi siano “nuovi player”, oltre a  Ban­zai stessa, quali Blogo/Populis [e Fanpage/Ciao Peo­ple Media Group, che non viene con­si­de­rato], che hanno ormai una posi­zione di asso­luto rilievo scal­zando molti dei player tra­di­zio­nali, dei media il cui brand è affer­mato da tempo.

Audience Banzai

Per quanto riguarda i dati spe­ci­fi­ca­ta­mente rife­riti ad Il Post, ed alla recen­te­mente acqui­sita Good Mor­ning Ita­lia, si rimanda all’articolo scritto da Luca Conti al riguardo.

Se invece vi inte­ressa l’area dell’e-commerce non vi resta che leg­gervi il pro­spetto infor­ma­tivo com­pleto che con­tiene, altret­tanto, mol­tis­sime infor­ma­zioni al riguardo.

guardian
Pubblicato il 2 febbraio 2015 by Massimo Gentile, Pier Luca Santoro

Essere unici: la lezione del restyling del sito del Guardian

Ripen­sare un sito web da più di 100 milioni di utenti unici al mese è una bella sfida. Se poi il sito in que­stione è quello del Guar­dian, uno dei più pre­sti­giosi e influenti quo­ti­diani del pia­neta, allora l’operazione si carica anche di una grande respon­sa­bi­lità: l’attesa gene­rale che la voca­zione all’innovazione, un mar­chio del quo­ti­diano bri­tan­nico, venga confermata.

Chi ha lavo­rato alla rior­ga­niz­za­zione del sito web quella sfida l’ha vinta abbon­dan­te­mente. Sia dal punto di vista gene­rale (gerar­chia, faci­lità di navi­ga­zione, strut­tura, fles­si­bi­lità), sia per capa­cità inno­va­tiva: con le solu­zioni intro­dotte dal resty­ling del Guar­dian (par­tito uffi­cial­mente il 28 gen­naio) ci si dovranno con­fron­tare un poco tutti coloro che nel mondo dei media e delle news ci lavorano.

Guardian Sito

Ma vediamo in ordine cosa impa­rare dalla pro­po­sta del Guardian.

1 — Abbat­tere i muri. In tempi in cui il taglio dei costi nelle reda­zioni sem­bra essere la prin­ci­pale stra­te­gia di soprav­vi­venza per molte aziende edi­to­riali, il Guar­dian ha avuto il corag­gio di inve­stire su un team di desi­gners, di gior­na­li­sti, di user-experience archi­tects, di pro­duct mana­gers, di svi­lup­pa­tori e di inge­gneri cui affi­dare il pro­prio resty­ling attra­verso un lavoro fianco a fianco. E que­sta è la prima lezione alla quale guar­dare con inte­resse: l’informazione distri­buita attra­verso piat­ta­forme digi­tali oggi ha a dispo­si­zione stru­menti potenti e com­plessi che pos­sono essere gover­nati e sfrut­tati in pieno solo attra­verso un lavoro di equipe. Gior­na­li­sti, desi­gner, pro­gram­ma­tori e inge­gneri devono lavo­rare insieme. Certe bar­riere tra set­tori del mede­simo gior­nale, certi muri che ancora si incon­trano in molte reda­zioni sono ana­cro­ni­stici e rap­pre­sen­tano una zavorra per chi ha vera­mente voglia e neces­sità di affron­tare la rior­ga­niz­za­zione impo­sta dalla rivo­lu­zione digi­tale. Gli inge­gneri devono com­pren­dere le neces­sità dei gior­na­li­sti, i gior­na­li­sti devono far pro­pri gli stru­menti for­niti da chi pro­gramma soft­ware e i gra­fici lavo­rare alla sin­tesi del tutto.

2 — Un team interno. E’ bene ricor­dare che il team che ha lavo­rato al nuovo Guar­dian è tutto interno al quo­ti­diano. La qua­lità pro­fes­sio­nale gene­rale di un gior­nale è — a mag­gior ragione in tempi di dram­ma­ti­che tra­sfor­ma­zioni - il primo mat­tone sul quale costruire la pro­pria soprav­vi­venza. Non solo, ma il gruppo di lavoro ha avuto ben 18 mesi di tempo per pre­pa­rare l’architettura del nuovo sito, stu­diarne l’organizzazione e veri­fi­care le pro­po­ste e i sug­ge­ri­menti inviati attra­verso una mole immensa di feed­back (180.000 dichiara il Guar­dian) da parte dai let­tori di tutto il mondo che in qual­che modo ave­vano avuto accesso alla ver­sione Beta. Quanti edi­tori in Ita­lia avreb­bero avuto il corag­gio, la forza eco­no­mica e la strut­tura gene­rale per affron­tare una scom­messa di que­sta portata?

3 - Tre colonne bye bye! Nel nuovo sito del Guar­dian tutto è estre­ma­mente logico, razio­nale, cali­brato secondo logi­che rico­no­sci­bili e a misura di let­tore. Cade defi­ni­ti­va­mente l’impaginazione a tre colonne ver­ti­cali che ha con­trad­di­stinto, impo­ve­rito e dram­ma­ti­ca­mente irri­gi­dito la distri­bu­zione delle noti­zie via piat­ta­forme digi­tali. Quella limi­ta­zione esi­steva sin dagli albori delle prime ver­sioni dei siti di News Online, ma oggi è caduta. E’ vero che la tec­no­lo­gia e la neces­sità di pro­du­zione impon­gono limiti crea­tivi, ma è anche vero che la tec­no­lo­gia può essere ami­che­vole pro­prio con chi si occupa di infor­ma­zione aiu­tan­dolo a libe­rarsi dei lacci dell’ovvietà. Mi sem­bra una bella notizia.

4 — La fine allo sche­ma­ti­smo  Nella home page del nuovo Guar­dian non tro­viamo la tra­di­zio­nale orga­niz­za­zione edi­to­riale. Poli­tica, Esteri, Eco­no­mia soprav­vi­vono ma solo come tag per cer­care le noti­zie all’interno del sito. Il lin­guag­gio scelto invece sem­bra deci­sa­mente più com­pren­si­bile per i let­tori. L’offerta delle news viene orga­niz­zata attra­verso bloc­chi oriz­zon­tali rico­no­sci­bili attra­verso chiavi come “Head­li­nes” in aper­tura, poi “Highlights” e ancora “Sport”, “Opi­nion”, “In Brief”, In Depth” e via dicendo, fino alla clas­sica gal­le­ria mul­ti­me­diale che chiude il sito.  I van­taggi sono molti: un bel repor­tage su Kobane potrà appa­rire nella sezione “Appro­fon­di­menti”, così come la coper­tura del Super Bowl può tran­quil­la­mente diven­tare il rac­conto più rile­vante del “Primo Piano”. Una volta scrol­lata di dosso la pri­gio­nia della sequenza tra­di­zio­nale impo­sta dalla carta, si gua­da­gna una fles­si­bi­lità incre­di­bile. E’ un bene sia per chi orga­nizza la gerar­chia delle news, sia per chi le infor­ma­zioni è costretto a cer­car­sele. Essere “user friendly” signi­fica anche tro­vare parole giu­ste e comprensibili

Tec­ni­ca­mente il dise­gno del sito è modu­lare, dise­gnato come quando si usano i mat­ton­cini del Lego: sem­pli­fi­cando un poco, tre richia­mini pic­coli se messi uno sopra l’altro cor­ri­spon­dono all’altezza di un richiamo medio. Due o tre richiami medi alli­neati in fila rap­pre­sen­tano l’equivalente di un richiamo grande, magari con foto. In que­sto modo la logica e la gestione dei mat­ton­cini risulta molto sem­plice. Costruire una pagina web del nuovo Guar­dian non sem­bra ope­ra­zione com­plessa. E sfo­gliare il sito è un piacere.

5 — Gerar­chia in tech­ni­co­lor. L’uso inten­sivo di fondi colo­rati per orga­niz­zare la gerar­chia delle news e atti­rare l’attenzione non è certo una novità né per online, né per le edi­zioni car­ta­cee dei gior­nali. La logica pro­po­sta dal Guar­dian è sem­plice: rosso vino e rosso per i primi due livelli di let­tura (molto rile­vante, rile­vante), un gri­gio ripo­sante per le altre noti­zie e per i tag al piede degli arti­coli. Il nero resta esclu­sivo per tutto ciò che è foto o mul­ti­me­dia e il mar­rone terra per le guide e recen­sioni. Il blu della testata ha com­piti isti­tu­zio­nali come le testa­tine delle sezioni della home, i bot­toni di “+ more…” o per le parole chiave di un titolo. Stu­pi­sce come, rispetto a altre testate che pure hanno dato ampio rilievo a colori forti (Usa Today, tanto per fare un esem­pio di alto livello), al Guar­dian abbiano saputo gover­nare un mix cro­ma­tico ampio ma sfug­gendo con intel­li­genza dall’ovvietà del “blu = poli­tica”, “verde = sport” e via dicendo.

6 — Per­so­na­lità tipo­gra­fica. Tra i motivi più fru­stranti per un desi­gner che doveva affron­tare l’adattamento web di un pro­dotto edi­to­riale c’erano, fino a non molti anni fa, le limi­ta­zioni rela­tive ai carat­teri tipo­gra­fici. La tipo­gra­fia è il primo ele­mento distin­tivo sia per i gior­nali che per le rivi­ste. Doversi limi­tare a font che ogni bro­w­ser e ogni com­pu­ter avrebbe sicu­ra­mente cari­cato era motivo di nevrosi. Oggi anche quel muro tec­no­lo­gico è caduto e è pos­si­bile pro­gram­mare un sito inse­rendo la stringa rela­tiva ai codici dei carat­teri stu­diati e usati per la ver­sione stam­pata.  Il Guar­dian per il pas­sag­gio da broad­sheet (let­te­ral­mente “len­zuolo”, ossia grande) al for­mato ber­li­ner (2005) ha com­mis­sio­nato ai desi­gner Paul Bar­nes e Chri­stian Sch­warz lo stu­dio di un carat­tere chia­mato Guar­dian Egyp­tian. Dopo qual­che anno di esclu­siva per il Guar­dian, oggi quel font è libe­ra­mente in com­mer­cio. Da tempo il Guar­dian era riu­scito a usare le pro­prie font nella ver­sione online ma il nuovo resty­ling rende ancor di più giu­sti­zia alla bel­lezza del carat­tere in tutta la ric­chezza degli stili dispo­ni­bili. Son­tuoso nella testata, ele­gante e vibrante quando usato nei titoli, estre­ma­mente ripo­sante e leg­gi­bile come corpo dei testi, è uno dei carat­teri più belli dell’ultimo decen­nio tra tutti quelli pen­sati per il mer­cato editoriale.

Insomma, quella del nuovo Guar­dian è una una ope­ra­zione di grande impatto. Lo si per­ce­pi­sce appena si apre la home e i motivi di novità sono tan­tis­simi. Forse nes­suna delle solu­zioni adot­tate è par­ti­co­lar­mente nuova. Non è una novità il fatto che il sito sia “respon­sive”, quindi in html 5, per adat­tarsi agli schermi da desk di ogni dimen­sione e a ogni sup­porto digi­tale. Così come non è una novità la capa­cità man­te­nere il sito “leg­gero” nono­stante l’uso abbon­dante di imma­gini e di con­te­nuti mul­ti­me­diali, e non è una novità nem­meno lo svi­luppo oriz­zon­tale in alter­na­tiva allo scrol­ling ver­ti­cale delle tre colonne. Sem­mai la vera sor­presa è il modo con il quale si sono siste­ma­tiz­zate tante solu­zioni intel­li­genti, tutte insieme e tutte per ren­dere migliore l’esperienza di navigazione.

Ma la lezione più inte­res­sante che ci ha offerto il Guar­dian è forse un’altra. In un mer­cato, quello dei gior­nali, in cui in fondo si rischia l’appiattimento sui mede­simi titoli e in un mondo, quello edi­to­riale, in cui ci si copia nelle solu­zioni stra­te­gi­che per­ché nes­suno ha più voglia di per­der soldi e nes­suno ha idea di come gua­da­gnarne, forse l’unico cam­mino da per­cor­rere è quello di mostrare con intel­li­genza la pro­pria per­so­na­lità, il pro­prio essere unici e dif­fe­renti. La strada che sal­verà i gior­nali dalla crisi dell’editoria e dal dram­ma­tico pas­sag­gio verso il digi­tale ine­vi­ta­bil­mente porta in quella direzione.

Guardian Sito Tech

Copie Digitali
Pubblicato il 23 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro, Giacomo Fusina

Edicola Italiana & Copie Digitali

I dati sotto ripor­tati del trend delle ven­dite di copie digi­tali, aggior­nati all’ultimo dato dispo­ni­bile [novem­bre 2014], mostrano come, ad ecce­zione del quo­ti­diano di Con­fin­du­stria, la ten­denza sia piatta. Fon­da­men­tal­mente insomma chi aveva pro­pen­sione ed inte­resse ad abbo­narsi lo ha fatto ed attual­mente non pare esservi grosso spa­zio di ulte­riore crescita.

È in que­sto qua­dro che que­sta set­ti­mana è stata lan­ciata “Edi­cola Ita­liana”, con­sor­zio costi­tuito da Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 Ore, Espresso — Repub­blica, La Stampa — Itedi, Mon­da­dori e Rcs, che offre i quo­ti­diani e perio­dici di que­sti edi­tori; com­ples­si­va­mente una ses­san­tina di titoli.

L’iniziativa, che ha visto la luce con tempi biblici, per come è pro­po­sta attual­mente non ha senso. Infatti, oltre alla sta­gna­zione della ven­dita di copie digi­tali, l’offerta è spe­cu­lare a quanto già pro­po­sto su altri store e sui siti web degli edi­tori coin­volti con la pro­po­sta bundle che riguarda sola­mente i perio­dici e non i quotidiani.

Se si osser­vano i dati di Fran­cia e Spa­gna per ini­zia­tive simili a quella di Edi­cola Ita­liana non si può certo par­lare di suc­cesso, anzi. 

Oltralpe esi­stono tre piat­ta­forme che distri­bui­scono, che ven­dono le copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Relay, che vende 158 titoli e appar­tiene a una società dell’editore Lagar­dère, Lekiosk, che peral­tro è pre­sente anche sul mer­cato ita­liano, ed ePresse. Secondo quanto dichia­rato da OJD, l’equivalente della nostrana ADS, nel totale le copie digi­tali hanno rap­pre­sen­tato una fra­zione estre­ma­mente ridotta degli esem­plari ven­duti a paga­mento e, così come avviene in Ita­lia, non hanno di fatto arre­stato il calo com­ples­sivo di vendite.

Copie Francia

In Spa­gna, Orbyt, che è molto più simile al con­sor­zio della nascente Edi­cola Ita­liana, rea­lizza numeri dav­vero ridotti ed, anche in que­sto caso, è tutt’altro che un suc­cesso di ven­dite come cer­ti­ficano i dati dell’Obser­va­to­rio de la prensa dia­ria AEDE –Deloitte

Copie Spagna

È chiaro che osti­narsi a pro­porre tout court la ven­dita di copie digi­tali in maniera spe­cu­lare, iden­tica, alla pro­po­sta car­ta­cea non ha senso. Da infor­ma­zioni rac­colte dal sot­to­scritto pare che sia in pro­gramma la ven­dita di sin­goli arti­coli, così come avviene nei Paesi Bassi con Blendle, anche su Edi­cola Ita­liana. Spe­riamo che non ci vogliano altri quat­tro anni…

humor (1)
Pubblicato il 19 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Appunti per un Corriere NON Sciacallo

Si è par­lato molto dell’inserto spe­ciale rea­liz­zato dal Cor­riere della Sera che ha sca­te­nato furiose rea­zioni in Rete al grido di #cor­rie­re­scia­callo.

Oltre al con­tri­buto all’interno di que­sti spazi, in cui si esorta in buona sostanza a rila­sciare nei pros­simi giorni in open data tutti i dati rela­tivi a tira­tura, distri­bu­zione, ven­dita, ricavi [inclu­sivi delle ven­dite extra del quo­ti­diano gene­rate dall’iniziativa, eh!], costi e ver­sa­mento in bene­fi­cenza del libro, se vi fos­sero sfug­giti, val­gono asso­lu­ta­mente il tempo di let­tura le con­si­de­ra­zioni di Mas­simo Man­tel­lini e le impres­sioni di Luca Sofri sulla vicenda.

Credo ci siano degli aspetti che non sono emersi e che sia utile evi­den­ziare, non per ampli­fi­care la pole­mica ma, al con­tra­rio, spe­rando che pos­sano essere spunto, tra per­sone edu­cate come sug­ge­ri­sce Sofri, per evi­tare il ripe­tersi di epi­sodi di que­sto tipo. Per il bene della testata di Via Sol­fe­rino e per tutte le altre testate che voles­sero trarre inse­gna­mento da que­sta vicenda.

Die­tro alle scuse di De Bor­toli si cela qual­cosa di ben più pre­oc­cu­pante. Un errore così doz­zi­nale, che segue dopo quelli della vicenda del “click fasulli” e del macro­sco­pico errore nel lan­cio del nuovo Corriere.it, non è casuale. Si tratta della somma di evi­denze di quanto mac­chi­nosa e far­ra­gi­nosa sia l’organizzazione del lavoro all’interno del quo­ti­diano la cui già dif­fi­cile gestione di equi­li­bri di più poteri, ed inte­ressi, con­trap­po­sti, è resa ancor più dif­fi­col­tosa dalle dimis­sioni annun­ciate del suo Diret­tore e, secondo quanto batte “radio moquette”, la voce dei ben infor­mati, da mesi ormai di assenza di dia­logo tra la parte editoriale-giornalistica e quella mana­ge­riale del quotidiano.

In caso di dubbi al riguardo, credo sia suf­fi­ciente il tweet di Michela Cola­mussi, Mar­ke­ting Mana­ger Cor­riere Digi­tal, che a breve distanza dalle scuse di De Bor­toli cerca invece di repli­care alle accuse rice­vute. Un exploit, diciamo, che al di là di altre pos­si­bili con­si­de­ra­zioni è il segno tan­gi­bile della con­trap­po­si­zione tra “noi e loro”, non­ché il segnale della asso­luta man­canza di unità di visione tra i due com­parti azien­dali.

È evi­dente che la riso­lu­zione di que­ste dina­mi­che diviene perno cen­trale per evi­tare il pros­simo “epic fail” e, pos­si­bil­mente, essere final­mente parte della Rete.

Corriere Colamussi

La comu­nità di let­tori è da sem­pre asset fon­da­men­tale per un gior­nale, ancor più, se pos­si­bile, per una testata per la quale si voci­fera da tempo sulle inten­zioni di appli­care a breve un modello di mem­ber­ship come forma di remu­ne­ra­zione, di gene­ra­zione di ricavo.

A pre­scin­dere di quanto siano effet­ti­va­mente reali le giu­sti­fi­ca­zioni addotte rela­ti­va­mente al poco tempo per un’operazione da instant book e la dif­fi­coltà di chie­dere a tutti gli autori i per­messi neces­sari è l’approccio che è da rive­dere, anzi da ribaltare.

Se infatti gli autori delle vignette fos­sero stati con­tat­tati e coin­volti per tempo non solo si sarebbe evi­tato quanto avve­nuto ma addi­rit­tura si sarebbe potuto con­tare su un gruppo di per­sone che avreb­bero soste­nuto e dif­fuso l’operazione benefico-promozionale magni­fi­can­done gli aspetti posi­tivi con­tri­buendo così com­ples­si­va­mente ad un impatto posi­tivo non solo rela­ti­va­mente all’iniziativa spe­ci­fica ma più in gene­rale rispetto al “new­sbrand” Cor­riere. Un per­corso sul quale poi sarebbe pos­si­bile costruire ulte­riori svi­luppi positivi. 

Era que­sta insomma una pos­si­bile occa­sione di crea­zione di valori con­di­visi per una testata che al con­tra­rio del suo più diretto con­cor­rente non può con­tare sul senso di appar­te­nenza. Si chiama, nel suo insieme, com­mu­nity mana­ge­ment ed è ormai da tempo che se ne sente par­lare, mi pare…

Credo, e spero, pos­sano essere appunti utili per un Cor­riere non scia­callo e tutto quel che ne con­se­gue poten­zial­mente. Buon lavoro!

humor (1)

Salta Left
Pubblicato il 17 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

Parte il Crowdfunding per Left, Partecipa!

Che nella chiu­sura di Left ci fosse qual­cosa di strano era un sospetto, nep­pure tanto velato, che ho mani­fe­stato all’inizio dell’anno.

Oggi la rivi­sta torna in edi­cola ma non una delle per­sone che hanno scritto e pro­dotto la testata sin qui, che [stru­men­tal­mente?] non paiono essere gra­dite a Edi­to­ria­le­No­vanta, è stata coinvolta.

La vicenda nella sua invo­lu­zione è spie­gata con chia­rezza ed ampiezza di det­ta­gli dall’ex diret­tore della testata nell’inter­vi­sta con­cessa a Radio Radi­cale un paio di giorni fa le cui con­clu­sioni si pos­sono ascol­tare nel pod­cast sottostante

Un “bal­letto” che, come si ipo­tiz­zava, ha il fine ultimo di appro­priarsi della rivi­sta che andrà all’asta il 21 gen­naio pros­simo. Infatti, a sor­presa, diciamo, l’amministratore unico della coo­pe­ra­tiva rinun­cia al como­dato d’uso e ritira l’offerta di acqui­sto della testata [senza infor­mare gli altri soci della coo­pe­ra­tiva] ed al tempo stesso la società Edi­to­riale Novanta di Mat­teo Fago comu­nica che ha otte­nuto il como­dato d’uso per la testata e pre­sen­tato una for­male offerta d’acquisto.

È per que­sto che il gruppo di gior­na­li­sti che hanno rea­liz­zato Left sino a fine 2014 ha deciso, con il mio sup­porto in ter­mini di idea­zione della cam­pa­gna [*], di par­tire con un cro­w­d­fun­ding che con­senta loro di con­tro­bat­tere, rien­trando in pos­sesso di ciò che in realtà è sem­pre stato loro, per poi rilan­ciare la testata man­te­nendo al suo interno la per­sone che da sem­pre l’hanno realizzata.

Salta Left

Abbiamo lan­ciato ieri la rac­colta fondi pen­sando a tre livelli di dona­zione, con un “entry level” dav­vero alla por­tata di chiun­que voglia con­tri­buire. Da qui a mer­co­ledì abbiamo biso­gno di 30mila euro, importo che siamo con­vinti sia pos­si­bile rag­giun­gere nono­stante una sca­denza così ravvicinata.

Chie­diamo il sup­porto di tutte le per­sone di coscienza che abbiano a cuore la plu­ra­lità di voci nell’informazione ed abbiamo pre­vi­sto un sistema di ricom­pense cre­scenti a seconda del livello di dona­zione anche se siamo con­vinti che la spinta debba essere ideale.

Insomma, donate e dif­fon­dete presso i vostri con­tatti l’iniziativa. Pre­sto, per­ché i tempi sono stretti. Grazie!

Left Crowdfunding

[*] Il sup­porto è offerto a titolo non one­roso nono­stante fac­cia parte delle atti­vità che svolgo nor­mal­mente come con­su­lente [a paga­mento], poi­chè credo che in que­sto Paese ci sia abbon­danza, eccesso, di “fur­betti del quar­tie­rino”, sal­tim­banco e pre­sti­gia­tori. È dove­roso far capire che il gioco delle tre tavo­lette non sem­pre frutta. Una lezione di civiltà comun­que la si pensi, qual­si­vo­glia sia il pro­prio orien­ta­mento poli­tico, direi. DONATE!

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