sopravvivenza editoria

newsbusinessmodels
Pubblicato il 24 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Come Sopravvivere alla Crisi della Carta Stampata

Terza pun­tata su Radio Citta Fui­jko di “In Media Stat Virus: I Media nel’era di Twit­ter” dedi­cata al dilemma del pri­gio­niero ed a come soprav­vi­vere alla crisi della carta stam­pata, ovvero a quali nuovi modelli di busi­ness è pos­si­bile per­se­guire per sup­plire al calo di ven­dite e rac­colta pub­bli­ci­ta­ria della carta stam­pata ai quali l’online, allo stato attuale delle cose, non rie­sce a sopperire.

newsbusinessmodels

Durante la tra­smis­sione, tra buona musica e la spie­ga­zione di per­chè credo che il dilemma del pri­gio­niero sia un modello che pare per­fet­ta­mente cal­zante all’attuale dif­fi­coltà di defi­nire se e come sia pos­si­bile rim­piaz­zare i ricavi della carta con quelli del digi­tale, provo ad indi­care alcune pos­si­bili strade per il recu­pero dei ricavi in ambito digitale.

In par­ti­co­lare si parla di:

  • Shop­pa­ble
  • Mem­ber­ship
  • Rever­sed Paywall
  • Altre pos­si­bi­lità esistenti

Nel pod­cast sot­to­stante è pos­si­bile [ri]a­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Mar­tedi pros­simo, 28.10.2014, si parla di Social Media Stra­tegy delle Isti­tu­zioni, ovvero di come le isti­tu­zioni e la PA uti­liz­zano i socialSi ricorda che è pos­si­bile inte­ra­gire via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag #imsv14  @pedroelrey /@radiofujiko.

Repubblica Social Ad Comments
Pubblicato il 23 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Social Ads De Noantri

Riprende la rubrica men­sile “de noan­tri” dedi­cata al meglio del peg­gio, alle cat­tive pra­ti­che, non tanto per pun­tare il dito con fare accu­sa­to­rio quanto per spro­nare a fare di meglio.

È oggi la volta dei social ads, dell’advertising sui social e ovvia­mente in par­ti­co­lare su Face­book. Lo spunto viene for­nito da la Repub­blica che pro­muove appunto con que­sto for­mat l’abbonamento alla pro­pria ver­sione digitale.

Repubblica Social Ad FB

 

Evi­den­te­mente la gestione dell’annuncio pub­bli­ci­ta­rio non deve essere stata affi­data ad un pro­fes­sio­ni­sta degno di que­sto nome se si con­si­dera che, pur essendo attivo dal 26 di set­tem­bre, in circa un mese “piace” a sole 88 per­sone. È chiaro che la sele­zione del tar­get dell’annuncio è stata fatta senza la neces­sa­ria cura, in maniera troppo generale.

Aspetto che emerge con ancor mag­gior chia­rezza leg­gendo i 22 com­menti [a que­sto momento]. Com­menti che sono tutti di insulti, di spre­gio nei con­fronti del quo­ti­diano, chiaro segno che l’annuncio è stato mostrato a per­sone a cui non piace. Ulte­riore segno di debo­lezza nella gestione per un quo­ti­diano la cui pagina Face­book piace alla bel­lezza di quasi due milioni di persone.

Repubblica Social Ad Comments

Com­menti che ancora una volta [sigh!] non ven­gono mode­rati, gestiti, nono­stante con­ten­gano scur­ri­lità di vario genere, come ahimè suc­cede anche per la pagina Face­book stessa del giornale.

Non sarà un caso se tra i casi di suc­cesso che Face­book pro­pone nella pro­pria sezione busi­ness, quella dedi­cata agli inser­zio­ni­sti, non vi sia nes­suno dei media ma siano pre­senti solo imprese di altri settori.

Set­tori che quando pia­ni­fi­cano delle cam­pa­gne su Face­book rispon­dono ai com­menti che ven­gono fatti dalle per­sone, gesti­scono le obie­zioni che ven­gono mosse, dia­lo­gano a tono, dimo­strando che esi­ste la pos­si­bi­lità di farlo, volendo.

In uno dei tanti arti­coli, di oltre due anni fa, che com­pa­iono in Rete sul social media mar­ke­ting viene tra le altre cose scritto: “If you don’t know the peo­ple, or don’t care, it’s pro­ba­bly not social media. It’s just media. It doesn’t mat­ter if it’s crea­ted by an indi­vi­dual or a corporation”. 

Mi pare un’ottima sin­tesi di come la stra­grande mag­gio­ranza delle testate del nostro Paese gesti­scono la loro pre­senza sui social, inclusa quella a paga­mento. I social ads de noantri…

Bonus track quello da fare e da non fare, appunto, con gli ads su Facebook.

PLS OdG
Pubblicato il 14 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Giornalismo Digitale [e dintorni]

Sono stati pub­bli­cati i video della pre­sen­ta­zione della ricerca sul gior­na­li­smo e l’organizzazione delle reda­zioni digi­tali in Ita­lia che il gruppo di lavoro sui “Gior­na­li­smi” del Con­si­glio nazio­nale dell’Ordine dei Gior­na­li­sti ha pre­sen­tato a Prato in aper­tura di Digit2014. 

È una serie di sette video con la pre­sen­ta­zione della sin­tesi dei risul­tati da parte di Pino Rea, coor­di­na­tore del cruppo di lavoro del Cnog che ha con­dotto la ricerca in aper­tura dell’incontro, un ulte­riore appro­fon­di­mento da parte del sot­to­scritto, e gli inter­venti di Mario Tede­schini Lalli, vice­di­ret­tore Inno­va­zione e svi­luppo del Gruppo Espresso, ed il Pre­si­dente del Cnog Enzo Iaco­pino, seguiti da quello del segre­ta­rio della Fnsi Franco Siddi.

Inter­venti, gli ultimi due [quelli di Iaco­pino e Siddi], che hanno gene­rato una rea­zione tanto pacata quanto decisa da parte mia. Nel video sot­to­stante, dal minuto 7:21, potete ascol­tare le mie parole, la mia per­so­nale visione su una serie di argo­menti che vanno dall’organizzazione del lavoro nelle reda­zioni all’equo com­penso pas­sando per il fatto  che i let­tori “devono” pagare le noti­zie online e la for­ma­zione ai giornalisti.

Seguono due video del dibat­tito, del que­stion & answers con il pub­blico, con le per­sone pre­senti in sala, che inte­grano ulte­rior­mente il con­ve­gno arric­chen­dolo con una serie di spunti e rifles­sioni che vale la pena di ascol­tare, credo.

Nel mio inter­vento sopra ripor­tato sono inten­zio­nal­mente “pun­gente”. MI farebbe pia­cere rice­vere un feed­back se pote­ste inve­stire 3 minuti del vostro tempo inse­rendo un vostro con­tri­buto nell’apposito spa­zio dei com­menti. Grazie

ADS Agosto 2014
Pubblicato il 9 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Più Canali di Vendita # Più Vendite

In que­sti giorni tor­nano a cir­co­lare con insi­stenza voci sulla libe­ra­liz­za­zione dei punti ven­dita dei gior­nali. Al tempo stesso ven­dono dif­fusi i dati sulle ven­dite dei quo­ti­diani ad agosto.

In un mese in cui tra­di­zio­nal­mente aumenta la let­tura, e la ven­dita, della carta stam­pata, pur som­mando i dati delle ven­dite dei quo­ti­diani sia nella ver­sione car­ta­cea che nella “replica digi­tale”, le ven­dite calano di oltre 400mila unità rispetto all’agosto 2013 [-9.5%].

Unica ecce­zione vir­tuosa Il Sole24Ore che gra­zie al digi­tale rea­lizza un incre­mento del 18.3% rispetto al mese cor­ri­spon­dente dell’anno pre­ce­dente. Il Cor­sera ha un calo di ven­dite in linea con il mer­cato [-9.4%], Repub­blica regi­stra una fles­sione del 7.4% men­tre La Gaz­zetta dello Sport regi­stra un — 10.9% [che diventa un –18.9% nell’edizione del lunedì, quella più ven­duta, per citare solo alcune delle testate con mag­giori vendite.

Un amplia­mento della distri­bu­zione, sia esso attra­verso la libe­ra­liz­za­zione degli eser­cizi com­mer­ciali auto­riz­zati alla ven­dita di gior­nali che attra­verso altri canali quali il digi­tale, non è con­di­zione suf­fi­ciente di per se stessa a garan­tire un aumento delle vendite.

Men­tre in Fran­cia i 13 mag­giori gior­nali del Syn­da­cat de la Presse Quo­ti­dienne Natio­nale fanno qua­drato per pro­muo­vere le ven­dite nelle edi­cole con una cam­pa­gna stampa ad hoc, in Ita­lia gli edi­tori ritor­nano a caval­care la chi­mera delle liberalizzazioni.

Non si è mai visto mer­cato, incluso quello auto­mo­tive che pre­senta molte somi­glianze per logi­che distri­bu­tive, in cui i pro­dut­tori fanno la guerra al trade. In Ita­lia tocca vedere anche questo.

Audipress 2014
Pubblicato il 1 ottobre 2014 by Pier Luca Santoro

Dati di Lettura Quotidiani Cartacei & Digitali

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­press di let­tura dei quo­ti­diani nel nostro Paese.

I dati rela­tivi all’edizione Audi­press 2014/I-II  [16 set­tem­bre 2013 – 6 luglio 2014] rile­vano per la prima volta con­te­stual­mente la let­tura delle copie car­ta­cee e delle copie digi­tali replica in Italia.

I dati mostrano come le copie digi­tali abbiamo un peso estre­ma­mente ridotto in ter­mini di rea­der­ship rispetto alla sola ver­sione car­ta­cea dei quotidiani.

La “rosa” resta ampia­mente il quo­ti­diano più letto d’Italia. Cosa ben diversa da quello che invece è il più ven­duto.

I let­tori di quo­ti­diani tra­di­zio­nali supe­rano abbon­dan­te­mente i let­tori di quo­ti­diani online che ammon­tano nel giorno medio a ben meno della metà dei quo­ti­diani cartacei.

L’infografica inte­rat­tiva [dati per ‘000] rias­sume i dati emer­genti dall’indagine Audipress [*]

[*] L’indagine Audi­press, attra­verso un que­stio­na­rio inno­va­tivo, ha esplo­rato le moda­lità di let­tura degli ita­liani, par­tendo dalla testata per poi appro­fon­dire le diverse ver­sioni usu­fruite.
I dati Audi­press 2014/I-II sono pre­sen­tati secondo due tar­get: “Let­tori carta e/o replica” e “Let­tori carta”. Qual­siasi altra metrica di rife­ri­mento non riflette l’ufficialità del dato Audi­press. L’indagine non pre­senta quindi i let­tori totali delle copie replica.
L’innovazione nel modello di rac­colta dei dati non rende in alcun modo com­pa­ra­bili i risul­tati dell’edizione Audi­press 2014/I-II con i dati delle pre­ce­denti edi­zioni.
I dati Audi­press 2014/I-II sono il risul­tato della cumu­la­zione di 50.676 inter­vi­ste personali,condotte con il sistema CAPI Dop­pio Schermo, su un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo della popo­la­zione ita­liana di 14 anni e oltre.
Le inter­vi­ste sono state rea­liz­zate lungo un calen­da­rio di 35 set­ti­mane com­ples­sive, dal 16 set­tem­bre 2013 al 6 luglio 2014. Gli Isti­tuti ese­cu­tori del field sono Doxa ed Ipsos; il dise­gno del cam­pione e l’elaborazione dei dati sono stati effet­tuati da Doxa; i con­trolli sono a cura di Reply.

Audience Periodici
Pubblicato il 30 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

I Periodici NON Sfondano Online

Dopo la pub­bli­ca­zione dei dati sulla total digi­tal audience dei news media del nostro Paese, abbiamo estra­po­lato dai dati Audi­web della total mobile e total digi­tal audience del mese di giu­gno 2014 i prin­ci­pali perio­dici, con cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, pre­senti online.

Se si esclude Donna Moderna, il cui dato è però for­te­mente infi­ciato da 3BMeteo che rea­lizza una quota estre­ma­mente con­si­stente degli utenti unici del perio­dico in que­stione e che viene aggre­gato al suo interno mani­po­lando la realtà [*], la pre­senza dei perio­dici online è dav­vero ridotta, risicata.

Sia in ter­mini di utenti unici che di tempo speso i valori sono ai minimi ter­mini, in asso­luto ed in con­fronto con l’audience che i quo­ti­diani rie­scono ad attrarre. Anche testate con brand forti, quali Fami­glia Cri­stiana o Sor­risi e Can­zoni per citarne alcuni, stanno sotto i 5mila utenti unici nel giorno medio.

Clic­cando sull’infografica inte­rat­tiva è pos­si­bile vedere il det­ta­glio degli utenti unici da PC e da mobile

I perio­dici NON sfon­dano online…

[*] Aspetto con­fer­mato dalla NON pre­senza dei dati di Pano­rama che infatti ven­gono aggre­gati pour cause all’interno di quelli di TGCom24. La disin­for­ma­zione corre online. Quando pia­ni­fi­cate su delle testate fatevi dare il det­ta­glio dall’agenzia e/o dal cen­tro media. Mi sa che è meglio.

Audience Mobile News Giu 14
Pubblicato il 26 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Total Digital Audience News Media Italia

Sono stati pub­bli­cati i dati Audi­web della total mobile e total digi­tal audience del mese di giu­gno 2014.

Abbiamo estra­po­lato gli utenti unici nel giorno medio per tutte le testate d’informazione ita­liane nazio­nali, o plu­ri­re­gio­nali, sia tra­di­zio­nali che pure players, rea­liz­zando l’infografica [in ordine alfa­be­tico] del totale degli utenti unici ed il det­ta­glio di quelli da PC e da mobile.

Se dai dati pub­bli­cati da Audi­web la frui­zione di inter­net da mobile [smart­phone e tablet] ha gene­rato il 58,5% del tempo totale speso online e, più in det­ta­glio, con 15 milioni di utenti unici nel giorno medio e 1 ora e 34 minuti di tempo speso per per­sona, l’accesso alla rete da device mobili supera l‘accesso da PC [12,9 milioni di utenti unici dai 2 anni in su, col­le­gati in media per 1 ora e 17 minuti], per i siti di news, tranne raris­sime ecce­zioni, come mostra la tabella sotto ripor­tata è esat­ta­mente il contrario.

Su un totale di 1 ora e 34 minuti da mobile, il tempo speso per le news rap­pre­senta una fra­zione estre­ma­mente ridotta, infi­ni­te­si­male. Inol­tre, sono solo tre le testate per le quali il tempo speso da mobile supera quello da PC.

Le news sono immo­bili, e non è sola­mente un pro­blema di device ma di tempo e livello di coinvolgimento/interesse.

Slide ODG
Pubblicato il 19 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Indagine dell’Ordine dei Giornalisti sul Giornalismo Digitale in Italia

Oggi a Dig.It, il festi­val del gior­na­li­smo digi­tale giunto alla sua terza edi­zione, nel panel d’apertura,  mode­rato da  Pino Rea, con la par­te­ci­pa­zione del Pre­si­dente dell’OdG Enzo Iaco­pino, Franco Siddi, Segre­ta­rio gene­rale della Fede­ra­zione Nazio­nale della Stampa Ita­liana, Mario Tede­scini Lalli, vice­di­ret­tore Inno­va­zione e svi­luppo del Gruppo Espresso, ed il sot­to­scritto, pre­sen­te­remo i primi dati di una ricerca “epo­cale” per il gior­na­li­smo italiano.

Uno stu­dio com­mis­sio­nato dallo stesso Ordine dei Gior­na­li­sti e rea­liz­zato da alcuni esperti del set­tore, fra i quali, come con­su­lente, il sot­to­scritto, in cui per la prima volta si indaga in forma uffi­ciale il com­parto del gior­na­li­smo digi­tale italiano.

Rea, ed il gruppo di lavoro che ha col­la­bo­rato alla ricerca, ha incon­trato e inter­vi­stato alcuni dei pro­ta­go­ni­sti dell’ evo­lu­zione digi­tale del gior­na­li­smo nostrano per cer­care di com­pren­dere a fondo il feno­meno e rac­co­gliere dati sulla sua dif­fu­sione nel nostro Paese.

Il rap­porto com­pleto dei risul­tati dell’indagine sarà pre­sen­tato durante il panel di quest’oggi e reso dispo­ni­bile online sul sito web della mani­fe­sta­zione. Di seguito la pre­sen­ta­zione da me rea­liz­zata, per conto dell’OdG, di aper­tura dei lavori.

Se non pote­ste pre­sen­ziare, è pos­si­bile seguire la diretta strea­ming, curata da Pra­to­sfera, ed il live­blog­ging rea­liz­zato da Glo­cal­news e Varese News. Hash­tag uffi­ciale: #digit14

LINKiesta
Pubblicato il 18 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

LINKiesta Sospende le Pubblicazioni?

In poche righe, senza lo strac­cio di firma di un diret­tore respon­sa­bile, o altro, chiude LINKiesta?

Com­ment is free

LINKiesta

 

Update 16:15: Pochi minuti fa sulla pagina Face­book della testata in que­stione è apparso quanto sotto ripor­tato. Resta il fatto che, comun­que sia, in caso di manu­ten­zione [del sito e/o del Diret­tore] il comu­ni­cato sul sito lascia più di qual­che per­ples­sità sulla sorte della testata che tanti pro­blemi economico-finanziari ha avuto durante la sua vita.

LINKiesta FB

Words Nothing
Pubblicato il 18 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

Tempo al Tempo

Il tempo speso sul sito del gior­nale è, a mio avviso ma anche di molti altri, un indi­ca­tore impor­tante del livello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore. Indi­ca­tore che, per essere spe­cu­la­tivo viste le dif­fi­coltà com­ples­sive di mone­tiz­za­zione, che può essere speso per aumen­tare il valore di ven­dita per CPM.

Si tratta di un tema che ritengo cen­trale sia per quanto riguarda la qua­lità del gior­na­li­smo — e dei gior­nali — nell’era digi­tale che, appunto, per la rela­tiva soste­ni­bi­lità eco­no­mica. Argo­mento al quale ho dedi­cato la mia, azzar­data as usual, pre­vi­sione di ini­zio anno e che ha dato luogo ad un inte­res­san­tis­simo con­fronto durante lo scorso Festi­val Inter­na­zio­nale del Giornalismo. 

Secondo quanto riporta The Wall Street Jour­nal, The Eco­no­mist garan­tirà agli inser­zio­ni­sti che acqui­stano spazi pub­bli­ci­tari sul suo il sito web, e/o sue app, che i let­tori potranno tra­scor­rere un certo periodo di tempo con i loro annunci. Ad esem­pio, si garan­tirà che un annun­cio che appare per tre set­ti­mane sulle sue appli­ca­zioni rice­verà 100 ore di atten­zione del lettore.

Paul Rossi, Pre­si­dente del The Economist’s group media busi­nes­ses, ha dichia­rato che: “We need to find ways to highlight to adver­ti­sers that there is a dif­fe­rent level of enga­ge­ment they get from our rea­ders, value that isn’t reflec­tive in just clicks”

In tal senso, il tempo, come vado dicendo da tempo [sorry per il gioco di parole], è, credo dav­vero, un indi­ca­tore impor­tante del livello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore anche online. In que­sto caso, se que­sto ele­mento di misu­ra­zione fosse appli­cato sia all’online/digitale che alla carta stam­pata, si avrebbe una metrica comune ad entrambe le versioni.

Diamo tempo al tempo.

Words Nothing

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