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Pubblicato il 6 giugno 2012 by Pier Luca Santoro

Il Terremoto delle Notizie

I due ter­re­moti, per par­lare delle scosse prin­ci­pali del 20 e 29 mag­gio, che hanno scosso l’Emilia e coin­volto emo­ti­va­mente l’Italia intera, hanno avuto una gran­dis­simi coper­tura media­tica sia dalle fonti tra­di­zio­nali, gior­nali e tele­vi­sioni, che in Rete con Twit­ter sem­pre più mezzo di dif­fu­sione di noti­zie anche nel nostro paese.

Su entrambi i fronti non sono man­cate le pole­mi­che e gli errori, con da un lato il richiamo dell’ordine dei Gior­na­li­sti ad evi­tare allar­mi­smo nella rin­corsa allo scoop ad ogni costo da parte dei pro­fes­sio­ni­sti dell’informazione e la bufala della RAI, e dall’altro lato l’ingorgo di Twit­ter che ha creato la neces­sità di scri­vere un deca­logo sul suo uti­lizzo negli eventi di crisi anche a causa di spe­cu­la­zioni tanto dan­nose quanto inu­tili che sono state create da alcune imprese.

Sono aspetti dei quali ho avuto modo di par­lare più volte nel tempo, anche di recente. Se cer­ta­mente la tem­pe­sti­vità dell’informazione non è sem­pre neces­sa­ria­mente un valore, ancor meno se fini­sce per essere ele­mento di disturbo alla sele­zione qua­li­fi­cata ed all’affidabilità, pre­fe­ri­sco guar­dare al lato posi­tivo, alla soli­da­rietà, ai volon­tari digi­tali [e ovvia­mente a quelli sul campo] ed agli esempi vir­tuosi di col­la­bo­ra­zione che si sono sviluppati.

E’ indub­bio che vi siamo ancora degli anelli man­canti per sfrut­tare al meglio le poten­zia­lità infor­ma­tive e di col­la­bo­ra­zione, ma se  la “con­tent cura­tion” è la sfida da vin­cere sui social net­work, come giu­sta­mente scrive Serena Danna nel suo arti­colo sul tema, esi­stono gli stru­menti per farlo, forse il pro­blema è di cono­scerli e saperli utilizzare.

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Sarà inte­res­sante cono­scere, quando saranno dispo­ni­bili, i dati Audi­web con gli accessi durante il mese di mag­gio ai siti d’informazion e online e i dati ADS sulle dif­fu­sioni dei quo­ti­diani in edi­cola, anche se da una mia inda­gine pare che per le ven­dite dei quo­ti­diani il ter­re­moto ha avuto un impatto scarso o nullo. Ele­mento che, se con­fer­mato, fa riflet­tere sul posi­zio­na­mento dei gior­nali gene­ra­li­sti nell’attuale eco­si­stema dell’informazione.

Come nel caso dell’attentato di Brin­disi, sono state  ana­liz­zate in det­ta­glio le con­di­vi­sioni delle 30 testate moni­to­rate da UAC Meter in rife­ri­mento al ter­re­moto [che non smette].

I risul­tati evi­den­ziano, come già emer­geva dal gra­fico sopra ripor­tato rela­tivo solo a Twit­ter,  che la seconda scossa del 29 mag­gio ha otte­nuto un numero di con­di­vi­sioni su Face­book, Twit­ter e Goo­gle Plus, di gran lunga supe­riore a quella pre­ce­dente del 20.

Com­ples­si­va­mente, nel per­diodo com­preso tra il 20 mag­gio ed il 03 giu­gno, sono state circa 350mila [347,743] le con­di­vi­sioni di arti­coli sulla notizia.

Oltre ai tre “soliti noti”: «La Repub­blica», «Il Cor­riere della Sera» ed «Il Fatto Quo­ti­diano», emerge l’ «Ansa», fonte d’informazione che ottiene il mag­gior numero di arti­coli con­di­visi [183] con­fer­mando il valore attri­buito alla tem­pe­sti­vità dell’informazione in que­sti casi, anche se il pri­mato del totale con­di­vi­sioni resta a «La Repub­blica» con 64,872 men­tion totali.

Anche «TGcom24» ha ben 157 arti­coli con­di­visi con un arti­colo: “Sisma le ban­che fanno cassa sulle disgra­zie. Com­mis­sioni sui boni­fici di soli­da­rietà” che da solo ottiene oltre 7mila con­di­vi­sioni. Rispunta la voca­zione social [in par­ti­co­lare su Face­book — vd 12 & 3] di «Gior­na­let­ti­smo», testata all digi­tal di recente entrata nel gruppo Ban­zai, che ha 83 arti­coli con­di­visi per un totale di più di 15mila mention.

La quota delle prime sei testate sopra men­zio­nate arriva al 63%. I  tre “soliti noti”, così come li ho con­ven­zio­nal­mente defi­niti, pesano il 43,3%.

L’informazione in Rete con­ti­nua a mostrare una mag­gior con­cen­tra­zione rispetto a quella omo­loga su carta anche sui social media, è un aspetto non tra­scu­ra­bile sia in ter­mini di pro­spet­tive di busi­ness che a livello di moni­to­rag­gio della plu­ra­lità informativa.

Anche que­sta volta, clic­cando sull’immagine sot­to­stante avrete accesso ad altre infor­ma­zioni sup­ple­men­tari, che per sin­tesi ho tra­la­sciato, non­chè alla ver­sione inte­rat­tiva e per­so­na­liz­za­bile dell’elaborazione realizzata.

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Pubblicato il 2 giugno 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi della Diffusione Sociale sull’Attentato a Brindisi

Sono tra­scorse esat­ta­mente due set­ti­mane dal giorno dell’attentato a Brin­disi e, pur­troppo, nono­stante le riprese delle tele­ca­mere di sicu­rezza l’attentatore non è stato ancora con­se­gnato alla giustizia.

La noti­zia della bomba davanti alla scuola è stata una gior­nata buia dell’informazione ita­liana per il trat­ta­mento effet­tuato da quasi tutti i prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali come testi­mo­nia sia il richiamo del garante della pri­vacy che quello del Pre­si­dente dell’Ordine dei Gior­na­li­sti, che recen­te­mente ha avviato tre pro­ce­di­menti disci­pli­nari sulla questione.

Una que­stione non sol­tanto etica ma di respon­sa­bi­lità sociale frutto della ricerca dello scoop ad ogni costo che, ahimè, si sta ripe­tendo anche in occa­sione del ter­re­moto che ha col­pito l’Emilia e la pro­vin­cia in cui risiedo.

Con l’amico Gia­como Fusina, tito­lare di Human High­way, società di ricer­che che ha svi­lup­pato UAC Meter, stru­mento di moni­to­rag­gio della social popu­la­rity delle noti­zie  e delle fonti d’informazione, abbiamo deciso di con­cen­trare l’analisi sull’attentato del capo­luogo pugliese per veri­fi­care l’impatto del tra­gico fatto.

L’ela­bo­ra­zione, basata sui dati rac­colti da UAC meter dal 19 al 27 mag­gio, mostra lo svi­luppo tem­po­rale delle con­di­vi­sioni, la pro­gres­sione per giorno e ora del numero com­ples­sivo di con­di­vi­sioni degli arti­coli pro­dotti sul tema.

Com­ples­si­va­mente su Face­book, Twit­ter e [per quel che vale] Goo­gle Plus, vi sono state 200mila con­di­vi­sioni della noti­zia. Le tre fonti mag­gior­mente citate sono state, in ordine di numero di men­tion, «La Repub­blica» con 98 arti­coli citati, «Il Cor­riere della Sera» con 66 ed «Il Fatto Quo­ti­diano» con 49.

Le tre testate da sole pesano il 65% del totale delle con­di­vi­sioni di arti­coli sulla noti­zia. L’articolo che ha avuto la mag­gior par­te­ci­pa­zione sociale, di «La Repub­blica», ha otte­nuto 66.168 condivisioni.

Clic­cando sull’immagine sot­to­stante avrete accesso ad altre infor­ma­zioni sup­ple­men­tari, che per sin­tesi ho tra­la­sciato, non­chè alla ver­sione inte­rat­tiva e per­so­na­liz­za­bile dell’elaborazione realizzata.

Ben­ve­nuti nell’era della distri­bu­zione sociale dei mezzi di massa.

A mar­gine, sem­pre in tema di con­di­vi­sioni, si segnala quanto pub­bli­cato da Nie­man Lab rela­ti­va­mente al peso, al valore dei “bot­toni” di Twit­ter all’interno dei siti d’informazione.

Pubblicato il 2 marzo 2012 by Pier Luca Santoro

Notizie Virali

Quanto social media e social net­work siano solo mezzi di distri­bu­zione sociale dei mezzi di massa, come sostiene Tom Forem­ski, o se invece svol­gano un ruolo ormai indi­spen­sa­bile per un’eco­lo­gia dell’informazione, è parte inte­grante delle spe­ri­men­ta­zioni e del dibat­tito in corso su evo­lu­zioni, cre­di­bi­lità e soste­ni­bi­lità del sistema massmediatico.

Nella mag­gior parte dei casi, sin ora, le fonti di infor­ma­zione tra­di­zio­nale hanno mostrato incer­tezza ed insi­cu­rezza, da un lato desi­de­rose di sfrut­tare al meglio le poten­zia­lità offerte dallo stru­mento a fini pro­mo­zio­nali dall’altro incerte, insi­cure sull’impatto reale che lo stesso può avere sul loro futuro, zig­za­gando peri­co­lo­sa­mente tra veti e socia­lità della notizia.

L’interazione delle per­sone, il “word of mouth” vir­tuale eser­ci­tato attra­verso le diverse piat­ta­forme di social net­wor­king, e tutti i feno­meni ad esso col­le­gati, ha cam­biato e con­ti­nuerà a cam­biare ine­vi­ta­bil­mente l’attuale moda­lità di dif­fu­sione delle noti­zie che saranno sem­pre meno divul­gate ano­ni­ma­mente ad una massa ete­ro­ge­nea di sog­getti, sem­pre più dif­fuse attra­verso l’interazione delle per­sone in fun­zione del livello di fidu­cia di cui que­ste per­sone godono tra i mem­bri della pro­pria comu­nità virtuale.

New­sWhip, società spe­cia­liz­zata nel moni­to­rag­gio della dif­fu­sione delle noti­zie attra­verso social net­work e social media, ha clas­si­fi­cato, sin­te­tiz­zan­dole [anche a fini pro­mo­zio­nali?] in un’infografica le 25 fonti di infor­ma­zione che nel mese di gen­naio di quest’anno hanno otte­nuto almeno 100 men­zioni su Twit­ter e Facebook.

«BBC», «Huf­fing­ton Post» e «The Guar­dian» sono le tre fonti di infor­ma­zione mag­gior­mente con­di­vise sulle due piat­ta­forme sociali. 12 delle 25 fonti mag­gior­mente citate su Twit­ter sono “all digi­tal”, non hanno un cor­ri­spet­tivo car­ta­ceo; emerge anche una pre­va­lenza di inte­resse verso l’area “tech”. Dall’altro lato, su Face­book si evi­den­zia una pre­do­mi­nanza del gos­sip, diver­genza che lascia intuire la dif­fe­renza di pub­blici, di utenti delle due piat­ta­forme che, come emerge anche da altre ricerca, allo stato attuale non hanno una grande sovrap­po­si­zione di iscritti.

Per veri­fi­care in tempo reale quale siano le infor­ma­zioni di mag­gior inte­resse per gli inter­nauti di lin­gua inglese non resta che recarsi sul sito di New­sWhip men­tre la veri­fica della social popu­la­rity delle noti­zie nel nostro Paese può essere effet­tuata gra­tui­ta­mente gra­zie a UAC Meter.

Pubblicato il 2 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

Se Piace, Piacerà

A meno di una set­ti­mana dal lan­cio di “UAC Meter”, tool di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie nel nostro Paese, gli autori dello stru­mento con­ti­nuano ad inno­vare con una nuova proposta.

Youllike.it, se ti piace, pia­cerà, è un aggre­ga­tore di noti­zie che prende i dati di UAC Meter e li pre­senta con taglio edi­to­riale e non “di ricerca” come invece visua­liz­zati da UAC.

Le noti­zie più in evi­denza quando si apre il sito, o in alter­na­tiva clic­cando sull’icona rossa a forma di mondo, sono ordi­nate per cre­scita ora­ria di likes: più una noti­zia sta cre­scendo in ter­mini di popo­la­rità e più  occupa uno spa­zio grande, ha il titolo grande, e  si trova in alto, in mag­giore evi­denza, nella pagina.

Pre­mendo invece le icone dei tre social net­works le noti­zie si rior­di­nano con la stessa logica pre­ci­tata ma con­si­de­rando tutti i like acqui­siti e non il trend ora­rio dei like.

Per ogni arti­colo viene for­nito: titolo, por­zione di testo, imma­gine [se pre­sente], dati sui likes e icona che pre­senta la forma della cre­scita del numero dei like nelle ore pre­ce­denti. Esi­ste la ver­sione rela­tiva ai quo­ti­diani online, siti web che sono l’emanazione di testate tra­di­zio­nali, e fonti di infor­ma­zione “all digi­tal” quali ad esem­pio i così­detti super­blog ed altro.

 Youllike.it non è solo uno stru­mento inte­gra­tivo rispetto a quello pre­ce­dente ma è un vero e pro­prio pro­dotto edi­to­riale, un aggre­ga­tore di noti­zie basato sulle pre­fe­renze degli internauti.

La dimo­stra­zione di come si annulli sem­pre più la distanza tra imprese e orga­niz­za­zioni edi­to­riali, il cui ruolo diviene sem­pre più sovrap­po­ni­bile, e di quante pos­si­bi­lità ine­splo­rate esi­stano, volendo.

Pubblicato il 24 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

La “Social Popularity” delle Notizie Online

Al lan­cio di “Rip­pla”, sito web che moni­tora e trac­cia quali sono le noti­zie che mag­gior­mente ven­gono con­di­vise dai let­tori con­cen­tran­dosi prin­ci­pal­mente sulle fonti d’informazione anglo­sas­soni, fa seguito quasi con­tem­po­ra­nea­mente “UAC Meter”, tool di misu­ra­zione che, final­mente, si foca­lizza sul nostro Paese.

Lan­ciato da meno di una set­ti­mana da Human High­way, società di ricer­che online tutta ita­liana a dispetto del nome,  lo stru­mento offre nume­rose carat­te­ri­sti­che di asso­luto inte­resse per chi, a vario titolo, si inte­ressa al mondo dei media ed all’impatto che lo user ampli­fied con­tent ha all’interno dell’ecosistema dell’informazione.

Il sistema di moni­to­rag­gio si basa sui seguenti aspetti:

1) Un  cra­w­ler, un soft­ware, che ogni due ore ana­lizza i siti d’informazione ita­liani moni­to­rando tutti gli arti­coli in home page che hanno avuto almeno un click.

2) Un fil­tro che ana­lizza tutte le pagine indi­ciz­zate per sepa­rare le pagine con arti­coli da quelle con con­te­nuti diversi.

3) Un sistema di moni­to­rag­gio di tutti gli arti­coli che hanno avuto un “like”, sono stati “twit­tati” o hanno otte­nuto un “+”.

Attual­mente il moni­to­rag­gio è sud­di­viso tra quo­ti­diani online, siti web che sono l’emanazione di testate tra­di­zio­nali, e fonti di infor­ma­zione “all digi­tal” quali ad esem­pio i così­detti superblog.

Per cia­scuna delle due fonti ven­gono indi­cati quali sono le 24 noti­zie che hanno una mag­gior “social popu­la­rity”, così come defi­nita pre­ce­den­te­mente al punto 3, i primi 24 arti­coli che, sia nell’ultima ora che nelle ultime sei ore, hanno il mag­gior trend di cre­scita,  il trend delle 10 noti­zie più popo­lari delle ultime 24 & 48 ore, il livello di ampli­fi­ca­zione di cia­scuna testata nell’ultima set­ti­mana e nell’ultimo giorno non­chè la rela­tiva tendenza.

Le infor­ma­zioni sono libe­ra­mente acces­si­bili pre­via regi­stra­zione e for­ni­scono un pano­rama dav­vero inte­res­sante sulle ten­denze dei media e dell’informazione in Italia.

Lo stru­mento è un utile sup­porto sia per coloro che lavo­rano con/per gli edi­tori che più in gene­rale per ana­liz­zare il sen­ti­ment degli ita­liani di fronte a deter­mi­nate noti­zie come illu­stra, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, la tavola di sin­tesi dei 10 arti­coli più con­di­visi nelle ultime 48 ore, che mostra l’impatto delle giu­ste affer­ma­zioni del Pre­si­dente della Repubblica.