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IDF-Ranks-Promo-Poster
Pubblicato il 17 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

Gamification della Guerra dell’Informazione tra Israele ed Hamas

La bat­ta­glia media­tica tra Israele e Hamas ha tro­vato nei social media una nuova dimen­sione. E’ l’ennesima evi­denza della disin­ter­me­dia­zione in corso, enne­simo pro­blema da gestire per i gior­nali che anche in que­sto modo rischiano di vedere ridi­men­sio­nata la pro­pria rile­vanza nell’ecosistema dell’informazione.

Adesso il blog di IDF [Israel Defense For­ces] affina le armi e intro­duce ele­menti di gami­fi­ca­tion per favo­rire la con­di­vi­sione delle infor­ma­zioni pro­po­ste sui social network.

Anche se, secondo quanto ripor­tato, l’idea era stata intro­dotta già da luglio è sol­tanto da un paio di giorni che si è deciso di imple­men­tare l’iniziativa dan­dole evidenza.

Da gio­vedì dun­que i let­tori del blog ven­gono pre­miati per il loro sup­porto media­tico e per ogni con­di­vi­sione sui social net­work si gua­da­gnano punti e badge [meda­glie] sca­lando la vetta sino ad arri­vare ad essere “Lieu­te­nat Gene­ral”, coman­dante vir­tuale dell’esercito israeliano.

La gami­fi­ca­tion della guerra dell’informazione.

Pubblicato il 10 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Fotogiornalismo: La Nuova Tiananmen

La foto del bam­bino in bici­cletta davanti al mas­sic­cio spie­ga­mento di poli­zia schie­rato con­tro per le pro­te­ste popo­lari anti Putin che in que­sti giorni stanno avendo luogo in Rus­sia è diven­tata popo­la­ris­sima sul Web ed all’interno delle reti sociali.

Imma­gine icona al pari del ragazzo schie­rato davanti ai carri armati nella cele­bre foto della rivolta nella cinese piazza Tiananmen.

L’immagine è stata scat­tata con un iPhone da  Julia Ioffe, gior­na­li­sta free lance che risiede a Mosca e da lì effet­tua ser­vizi per nume­rose testate estere, e postata su Twit­ter agli oltre 6700 fol­lo­wer da dove ha comin­ciato a dif­fon­dersi a mac­chia d’olio arri­vando alle edi­zioni online dei prin­ci­pali organi d’informazione nel mondo; ad ecce­zione, pare, di quelli del nostro Paese, al momento.

Il foto­gior­na­li­smo ai tempi degli smart­pho­nes e dei social network.

Pubblicato il 8 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Il Declino dei Social Readers

I social rea­ders, le appli­ca­zioni che con­sen­tono di leg­gere, di sfo­gliare i quo­ti­diani su Face­book, sono stati oggetto di una corsa fre­ne­tica da parte degli edi­tori di tutto il mondo.

Appa­ren­te­mente, sono appli­ca­zioni che hanno por­tato grandi van­taggi in ter­mini di volumi di traf­fico alle edi­zioni online dei quo­ti­diani. Cosa ne pen­sassi io sin dall’inizio credo sia suf­fi­cien­te­mente chiaro da quanto scritto all’epoca senza biso­gno di ritor­narci sopra; con­for­tato, anche, suc­ces­si­va­mente dalla visione di Fré­dé­ric Fil­loux che parla di “sha­ring mirage”, non ho cam­biato idea, anzi.

Di fatto pare che i social rea­ders stiano crol­lando coin­vol­gendo i prin­ci­pali quo­ti­diani, dal «Washing­ton Post» al «The Guar­dian» che tanto suc­cesso pareva aver riscosso con la pro­pria appli­ca­zione per Facebook.

Diverse le tesi sulle moti­va­zioni del crollo con buona parte dei pro­fes­sio­nals del set­tore che se ne feli­ci­tano e sosten­gono si tratti dell’inevitabile con­se­guenza dell’invasività delle appli­ca­zioni stesse e, dall’altro lato, Tech­Crunch e Ryan Y. Kel­let, enga­ge­ment pro­du­cer del «Washing­ton Post», che lo moti­vano con la recente intro­du­zione dei “tren­ding arti­cles” da parte di Face­book. Per­so­nal­mente pro­pendo per la prima delle due ipotesi.

Qua­lun­que sia la reale moti­va­zione, anche per quanto ci riguarda più da vicino suc­ce­dono cose strane con i social rea­ders dei quo­ti­diani nostrani. Aprendo un arti­colo, ad esem­pio [ma vale anche per altri gior­nali] del «Cor­riere della Sera» dalla app del quo­ti­diano mila­nese su Face­book basta un click destro del mouse per vedere il codice sor­gente, il codice html sve­lare che Niel­sen Net Rating sta moni­to­rando il numero di accessi alla pagina.

Se si tratti del test di Object, il nuovo sistema di rile­va­zione di Audi­web che entrerà in fun­zione uffi­cial­mente a giu­gno, in grado di rile­vare anche l’audience all’interno delle appli­ca­zioni per tablet e smart­phone, le app per Face­book e gli “oggetti” nei siti come le gal­le­rie foto­gra­fi­che e gli sli­de­show, oggi non rile­vati, o se vi sia un fine distinto è dif­fi­cile a dirsi, anche se per­so­nal­mente mi sfugge il senso di misu­rare con un sistema a a paga­mento di trac­king di pub­bli­cità delle pagine su cui la pub­bli­cità non la puoi mettere.

Comun­que sia pare siano arri­vati in ritardo anche in que­sto caso.

A mar­gine, sem­pre in tema di quo­ti­diani e appli­ca­zioni, con­si­glio la lucida ana­lisi “Why Publi­shers Don’t Like Apps”.

Pubblicato il 5 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Informazione Partecipata per Coinvolgere e Fidelizzare il Lettore

Pro­se­gue il per­corso for­ma­tivo intra­preso un paio di set­ti­mane fa per i com­po­nenti della reda­zione di un quo­ti­diano nazionale.

Dopo il crash course sui social media della gior­nata di lavoro pre­ce­dente entriamo oggi nella pra­tica par­lando di infor­ma­zione par­te­ci­pata per coin­vol­gere e fide­liz­zare il lettore.

Come la volta scorsa ho pen­sato di ren­dere pub­bli­che le slide della for­ma­zione odierna. Spero pos­sano essere di uti­lità come ele­mento di rac­cordo tra i diversi for­ma­tori, quasi tutti miei con­tatti in Rete sui diversi social net­work e piat­ta­forme “social”, e magari d’interesse per chi fre­quenta que­sto spazio.

Pubblicato il 24 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi della Condivisione Sociale delle Notizie Online in Italia

Veri­fi­cato il grande inte­resse, sia da parte dei pro­fes­sio­nals del set­tore che delle imprese coin­volte, che si è gene­rato in seguito alla pub­bli­ca­zione dei dati rela­tivi alle con­nes­sioni ed alle con­di­vi­sioni  delle fonti d’informazione prin­ci­pali nel nostro paese, il cui obiet­tivo di fondo era di veri­fi­care la cen­tra­lità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le prin­ci­pali testate del nostro Paese, Human High­way ha rea­liz­zato delle nuove ela­bo­ra­zioni sul tema.

I dati si basano sull’incrocio tra i dati Audi­web e quelli di UAC Meter, stru­mento di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie messo a punto dal pre­ci­tato isti­tuto di ricerca. Rispetto a quelli pre­ce­den­te­mente pub­bli­cati, oltre ad essere attua­liz­zati, è stata effet­tuata l’analisi del peso di cia­scun social net­work, offrendo il det­ta­glio di Face­book e di Twit­ter per cia­scuna delle testate gior­na­li­sti­che prese in considerazione.

Si con­ferma, e non poteva essere altri­menti, la pre­do­mi­nanza asso­luta di Face­book che pesa com­ples­si­va­mente il 91,4% degli sha­ring acts, delle con­di­vi­sioni, Twit­ter, il new­swire per eccel­lenza, incide l’8%; irri­so­ria l’inicidenza di Google+.

La mappa di affi­nità tra le testate e le due piat­ta­forme prin­ci­pali con­sente di veri­fi­care il diverso posi­zio­na­mento delle sin­gole testate al loro interno con, ad esem­pio, «Gior­na­let­ti­smo» che rac­co­glie il 98% delle con­di­vi­sioni da Face­book men­tre per «Il Post», per restare nelle testate all digi­tal, l’incidenza dei tweet sul totale delle con­di­vi­sioni è supe­riore al 40%.

Ele­menti ulte­rior­mente con­fer­mati dall’analisi spe­ci­fi­ca­ta­mente con­dotta sui dati rela­tivi alla con­di­vi­sione delle noti­zie su Twit­ter che vede un ribal­tarsi delle posi­zioni con «Il Cor­riere della Sera» che sca­valca «La Repubblica”.

Se la gerar­chia delle con­di­vi­sioni su Twit­ter  com­ples­si­va­mente rispec­chia i dati gene­rali che face­vano emer­gere come, ad  esclu­sione di «Lettera43», fos­sero i “super­blog”, i quo­ti­diani all digi­tal, ad avere l’indice di par­te­ci­pa­zione più ele­vato, è il rap­porto tra le con­di­vi­sioni su Twit­ter e quelle su Faceb­bok che aiuta ad inqua­drare meglio il pano­rama attuale.

Si evi­den­zia una sorta di bipo­la­ri­smo con una gene­rale ele­vata affi­nità tra i pure players all digi­tal for­te­mente con­cen­trati su Twit­ter e le testate tra­di­zio­nali che invece la fanno da padrone, per così dire, su Face­book. Parebbe quasi di vedere in Twit­ter un pub­blico, mino­ri­ta­rio, fatto di avan­guar­die, al quale si con­trap­pone la grande massa mul­ti­forme di per­sone attive su Face­book. Il nuovo viag­gia su Twit­ter, come testi­mo­nia anche l’affinità con «SKI.it», la testata gior­na­li­stica digi­tale di Sky che si è recen­te­mente rifatta il look, ed il vec­chio, o per­lo­meno ciò che è più tra­di­zio­nale resta su Face­book, pare.

La testi­mo­nianza [in]diretta di pub­blici diversi con atti­tu­dini distinte per le varie testate che non si può che por­tare alla con­clu­sione della neces­sità di uti­liz­zare, in chiave di comu­ni­ca­zione e di rela­zione da parte delle testate, i distinti mezzi in maniera diversa e, pos­si­bil­mente, complementare.

Aspetti che avremo modo di appro­fon­dire ulte­rior­mente al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo gra­zie ai dati che ver­ranno pre­sen­tati in quella sede da Vin­cenzo Cosenza.

Una cosa è certa, come segnala Giu­seppe Gra­nieri, “Non coglie­remo mai le nuove oppor­tu­nità se le rac­con­tiamo con la nostal­gia per come anda­vano le cose prima, se con­ti­nuiamo a descri­vere le spinte della cul­tura digi­tale in ter­mini gene­ra­zio­nali, o se con­ti­nuiamo ad assol­verci dalla respon­sa­bi­lità di usare que­ste pos­si­bi­lità per creare un mondo in cui la qua­lità delle con­nes­sioni è la norma e non l’eccezione”.

Pubblicato il 21 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Giornalismi & Social Media

Rial­zare la testa e rico­min­ciare a vivere è un’espressione che spesso si usa e che solo chi ha dovuto dav­vero spe­ri­men­tarne in  prima per­sona  le dina­mi­che è in grado di com­pren­derne il signi­fi­cato appieno.

E’ quello che, ora posso dirlo final­mente, sto facendo, uscito da una malat­tia e da un inter­vento chi­rur­gico che non auguro, dav­vero, a nes­suno, dopo alcuni mesi di con­va­le­scenza vivo appieno que­sta pri­ma­vera del 2012 che nono­stante le bizze mete­reo­lo­gi­che mi appare sor­pren­den­te­mente meravigliosa.

E’ così che, dopo il Vene­zia Camp della set­ti­mana scorsa, torno anche all’attività lavo­ra­tiva a pieno regime, ora che il fisico ini­zia a con­sen­tir­melo, con delle gior­nate di for­ma­zione dedi­cate ad un gruppo di gior­na­li­sti pro­fes­sio­ni­sti di un quo­ti­diano nazio­nale, con un modulo che ana­lizza come gover­nare le pro­spet­tive del citi­zen jour­na­lism e svi­lup­pare la fide­liz­za­zione del let­tore pre­ve­dendo un focus sulla que­stione del cam­bia­mento del rap­porto tra  gior­na­li­sti e let­tori e affron­tando la gestione dei frui­tori e le moda­lità dell’informazione partecipata.

Un per­corso for­ma­tivo che si arti­cola in ben 28 appun­ta­menti da qui alla fine di giu­gno e che, avendo il pia­cere e l’onore di inau­gu­rare come docente della prima gior­nata, ho pen­sato di approc­ciare par­lando di gior­na­li­smi e social media. Una sorta di crash course sui social media a bene­fi­cio dei gior­na­li­sti in aula come intro­du­zione gene­rale al tema alla quale seguirà, per quanto mi riguarda diret­ta­mente, una seconda ses­sione su open jour­na­lism foca­liz­zan­domi sul tema dell’informazione partecipata.

Anche a bene­fi­cio degli altri docenti del corso, quasi tutti miei con­tatti in Rete sui diversi social net­work e piat­ta­forme “social”, per restare in tema, ho pen­sato di ren­dere pub­bli­che le slide della lezione di oggi. Spero pos­sano essere di uti­lità come ele­mento di rac­cordo tra i diversi for­ma­tori e, magari, d’interesse per voi tutti.

Pubblicato il 11 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Social Popularity & Sharing Through dell’Informazione in Italia

Visto l’interesse rispetto all’ana­lisi pro­po­sta ieri, mani­fe­stato, a pro­po­sito, con nume­rose con­di­vi­sioni sulle diverse piat­ta­forme social, ho pen­sato di ren­dere dispo­ni­bili pub­bli­ca­mente i dati, le ela­bo­ra­zioni rea­liz­zate in col­la­bo­ra­zione con Human High­way gra­zie a UAC Meter.

Rispetto ai dati pro­po­sti, ho avuto modo di appren­dere che Ban­zai, società attiva nel mer­cato Inter­net e foca­liz­zata sui set­tori e-commerce, media, e Web design che da fine 2011 “con­trolla” «Gior­na­let­ti­smo», parla di 70mila let­tori nel giorno medio per la testata in que­stione e che stime, ripor­tate nella nota dell’articolo di ieri, erano quindi ecces­sive. I dati sono dun­que stati cor­retti ed impat­tano, come potrete veri­fi­care nella pre­sen­ta­zione sot­to­stante, sullo sha­ring through e sulle mappe rela­tive rea­liz­zate su tale base di dati.

L’amico Marco Dal Pozzo, ripren­dendo le ela­bo­ra­zioni for­nite, spiega che i fat­tori che influen­zano lo sha­ring through sono a suo avviso:

  • La qua­lità dei contenuti
  • La stra­te­gia social della testata
  • La pro­pen­sione alla con­di­vi­sione del pub­blico di riferimento

Con­clu­dendo che il peso mag­giore vada alla terza voce, alle terza variabile.

Ipo­tesi di lavoro che mi pare asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bile come, mi pare, affer­mavo già ieri con­fer­man­dolo anche su Twit­ter in una con­ver­sa­zione sul tema.

[tweet https://twitter.com/pedroelrey/status/189601494629224449 align=‘center’ lang=‘it’]

Aspetti che, per cor­ret­tezza e com­ple­tezza, vanno inte­grati con inte­resse sul tema pro­po­sto e situa­zione ambien­tale di rife­ri­mento nel momento spe­ci­fico. Varia­bili che, a parità di con­di­zione, hanno un loro impatto sull’attenzione e la con­di­vi­sione di deter­mi­nate notizie.

Le con­clu­sioni che tiravo ieri, alla luce dei dati dif­fusi in gior­nata sulle per­dite del «The Guar­dian», sono, se pos­si­bile, ancor più rilevanti.

In pro­spet­tiva, a medio-lungo ter­mine, ritengo che reste­ranno pochi gior­nali gene­ra­li­sti in grado di fare grandi volumi di traf­fico a livello inter­na­zio­nale, magari risol­vendo da qui ad allora qual­che “pro­ble­mino”; per gli altri sarà d’obbligo la spe­cia­liz­za­zione, la foca­liz­za­zione su inte­ressi spe­ci­fici delle per­sone e la capa­cità di coin­vol­gere e rea­liz­zare una comu­nità attorno a que­sti interessi.

Ini­ziate a pen­sare come sal­vare il vostro dino­sauro, par­don giornale. [#]

Note:

[#] La visione della slide n° 7 vi con­sen­tirà di com­pren­dere meglio

Nota bene — I dati rela­tivi ai por­tali [Vir­gi­lio, Libero, Yahoo, Tiscali], evi­den­ziati in rosso nella tabella pro­po­sta ieri, sono pura­mente indi­ca­tivi poi­chè non distin­guono tra i ser­vizi gene­rici dei por­tali [search, posta, com­mu­ni­ties… etc.] e i canali spe­ci­fici di news dei por­tali stessi.

Mappa Lettori-Condivisioni nel Giorno Medio
Pubblicato il 10 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Connessioni & Condivisioni Quotidiane

Veri­fi­cato il grande inte­resse per l’elaborazione rea­liz­zata par­tendo dai dati Audi­web di Feb­braio, in col­la­bo­ra­zione con Human High­way [#], società di ricer­che di mer­cato tutta ita­liana a dispetto del nome, abbiamo appro­fon­dito cer­cando di veri­fi­care la cen­tra­lità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le prin­ci­pali testate del nostro Paese, pro­vando, gra­zie a UAC Meter, stru­mento di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie messo a punto dall’istituto di ricerca, a dare ele­menti di razio­na­lità ad un dibat­tito di asso­luta rile­vanza per l’ecosistema dell’informazione nostrana.

L’intento, meglio dirlo subito, non è quello di sta­bi­lire clas­si­fi­che di merito o pun­teggi, che si pre­fe­ri­sce lasciare ad altri, bensì di for­nire ele­menti il più pos­si­bile fat­tuali a inter­ro­ga­tivi spesso restati senza rispo­sta sin ora, auspi­cando che non siano il punto di arrivo ma il punto di par­tenza, sti­molo del dibat­tito al quale si ha, dav­vero, grande pia­cere nel poter partecipare.

Sulla base dei dati dispo­ni­bili e delle rela­tive ela­bo­ra­zioni [§] emer­gono, è dav­vero il caso di dirlo, mol­tis­simi ele­menti di rifles­sione. E’ impor­tante ricor­darsi che sem­pre a valori asso­luti ridotti cor­ri­sponde mag­gior varianza statistica.

Nel com­plesso le ver­sioni online dei quo­ti­diani tra­di­zio­nali otten­gono rispetto agli omo­lo­ghi all digi­tal un livello di dif­fu­sione e con­di­vi­sione sulle tre piat­ta­forme prese in con­si­de­ra­zione enor­me­mente supe­riore con un rap­porto gene­rale di 5:1. Sia per la ver­sione digi­tale dei gior­nali stam­pati che per i new comers dell’informazione è Face­book la rete sociale che genera il mag­gior numero di con­di­vi­sioni. Asso­lu­ta­mente irri­le­vante il valore di Goo­gle Plus la cui inci­denza non lascia spa­zio a inter­pre­ta­zioni o equivoci.

Con­di­vi­sione Arti­coli per Social Net­work e Tipo­lo­gia Testate

Si tratta della con­se­guenza dei valori in gioco sia per numero di utenti unici che di per­sone pre­senti su Face­book in gene­rale e spe­ci­fi­ca­ta­mente fans delle diverse fonti di infor­ma­zione di gran lunga supe­riore a Twit­ter che mostra comun­que una dina­mi­cità dav­vero inte­res­sante anche nel breve, con testate quali «Il Post» e «Wired» dove il numero di con­di­vi­sioni sulla piat­ta­forma da 140 carat­teri è molto vicino a quello dei likes, dei mi piace, su Facebook.

Il det­ta­glio delle diverse testate prese in con­si­de­ra­zione dalla desk research mette in evi­denza che a pesare però sono più gli aspetti qua­li­ta­tivi che non quelli quan­ti­ta­tivi. In par­ti­co­lare è lo “sha­ring through” [°], l’indice di par­te­ci­pa­zione che abbiamo voluto veri­fi­care, che evi­den­zia come non vi sia una cor­re­la­zione diretta tra fol­lo­wers o fans e nep­pure con gli utenti unici.

Si evince infatti, ed è que­sto forse uno degli aspetti di mag­gior valore dell’elaborazione, come pub­blici, gruppi di per­sone distinti con inte­ressi, molto pro­ba­bil­mente, altret­tanto distinti abbiano stili di par­te­ci­pa­zione che sono estre­ma­mente distanti tra loro.

Un aspetto che, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, si può veri­fi­care con chia­rezza nelle dif­fe­renze che emer­gono tra «Il Fatto Quo­ti­diano» e « La Repub­blica» che pur avendo un numero di fans su Face­book e di fol­lo­wers su Twit­ter quasi pari , come mostra la tabella di sin­tesi sot­to­stante, hanno invece uno sha­ring through molto diverso. Piut­to­sto che la for­tis­sima diver­genza rile­vata tra «Lin­kie­sta» ed «Il Sole24Ore», per citare gli estremi opposti.

Con­di­vi­sione Arti­coli Det­ta­glio Testate

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Se per testate quali «Il Sole24Ore» il diva­rio tra inte­resse nei con­fronti della testata, in ter­mini di utenti unici, ed ade­sione e con­di­vi­sione all’interno dei social media può forse essere spie­gato con una certa tra­di­zio­na­lità del pub­blico di rife­ri­mento, è evi­dente che nel caso dei por­tali si tratta invece di una man­canza di atten­zione a que­ste leve da parte dei responsabili.

Al di là di pun­tua­liz­za­zioni e distin­guo si con­ferma come gruppi di per­sone diverse per tipo­lo­gia ed inte­ressi richie­dano un approc­cio dif­fe­ren­ziato anche sui social media. Bana­lità scon­tata appa­ren­te­mente che nella ten­denza dif­fusa alla gene­ra­liz­za­zione mi pare dove­roso rimarcare.

Ad esclu­sione di «Lettera43» sono i “super­blog”, i quo­ti­diani all digi­tal, ad avere l’indice di par­te­ci­pa­zione più ele­vato. Un dato che incre­menta l’ottimismo dopo due mesi di rile­va­zioni Audi­web che segna­lano tassi di cre­scita a dop­pia cifra e che dovrebbe incen­ti­vare que­ste testate ad una par­te­ci­pa­zione mag­giore rispetto all’attuale, dav­vero scarsa, alla con­ver­sa­zione ed al coin­vol­gi­mento delle per­sone attra­verso le reti sociali.

Dall’altro lato è evi­dente, fatto salvo quanto sin qui pro­po­sto, che le grandi testate tra­di­zio­nali non hanno ancora padro­nanza dei mec­ca­ni­smi e delle moda­lità di coin­vol­gi­mento nella rela­zione con le per­sone attra­verso i social media.

L’interazione delle per­sone, il “word of mouth” vir­tuale eser­ci­tato attra­verso le diverse piat­ta­forme di social net­wor­king, e tutti i feno­meni ad esso col­le­gati, ha cam­biato e con­ti­nuerà a cam­biare ine­vi­ta­bil­mente l’attuale moda­lità di dif­fu­sione delle noti­zie che saranno sem­pre meno divul­gate ano­ni­ma­mente ad una massa ete­ro­ge­nea di sog­getti, sem­pre più dif­fuse attra­verso l’interazione delle per­sone in fun­zione del livello di fidu­cia di cui que­ste per­sone godono tra i mem­bri della pro­pria comu­nità vir­tuale [e non].

Spero di poter dire che i dati pre­sen­tati, in esclu­siva sul “Il Gior­na­laio”, aiu­tano a met­terne a fuoco moda­lità e dina­mi­che. La mappa sot­to­stante ben sin­te­tizza quanto sin qui espresso ed i valori [*] attual­mente in gioco.

Mappa Lettori-Condivisioni nel Giorno Medio

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Note:

[#] Il sot­to­scritto NON intrat­tiene alcuna forma di col­la­bo­ra­zione remu­ne­rata, nep­pure sotto forma di omaggi o rega­lie, con Human Higway.

[§] Fedele all’idea che que­sto possa essere un punto di par­tenza del dibat­tito sul tema, i dati com­pleti che inte­grano quanto pub­bli­cato sono dispo­ni­bili a chiun­que ne fac­cia richie­sta. Il mio indi­rizzo di posta elet­tro­nica è dispo­ni­bile allo scopo nell’about di que­sto spazio.

[°] Sha­ring through dei con­te­nuti della testata: rap­porto tra il numero di con­di­vi­sioni com­ples­sive sulla testata nel giorno medio e il numero di let­tori nel giorno medio della mede­sima testata.

[*] Il numero di con­di­vi­sioni di un arti­colo è la somma dei Face­book Like, Twit­ter Tweets e +1 su Goo­gle+. Il dato rela­tivo a Giornalettismo.com — è qui sti­mato dai dati di Goo­gle AdPlan­ner e da comu­ni­ca­zioni dell’editore sul numero di let­tori nel mese, pari a poco meno di un milione.

Pubblicato il 12 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Botta & Risposta

Nel suo inter­vento al par­la­mento, il pre­mier con­ser­va­tore inglese, David Came­ron, illu­strando le deci­sioni prese per inter­rom­pere la serie di rivolte che hanno inve­stito molte città del Regno Unito, ha ven­ti­lato l’ipotesi di sospen­sione dei social net­work, iden­ti­fi­cati come stru­mento di rivolta, in caso di disordini.

Forse anche a causa dello scon­tro in atto tra Governo e forze dell’ordine bri­tan­ni­che, gli risponde Peter Fahy, Capo della Poli­zia di Man­che­ster, che social media e social net­work sono stati di grande aiuto alla polizia.

Botta e risposta.

Pubblicato il 9 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Il Mezzo NON è il Messaggio

Il quo­ti­diano tori­nese La Stampa sta­mane, in uno degli arti­coli dedi­cati agli scon­tri in atto da tre giorni in Inghil­terra, titola: “Lon­dra, la rivolta corre su Twit­ter”, lasciando inten­dere  che il tam tam sui social net­work sia respon­sa­bile dei fatti.

E’ oppor­tuno spe­ci­fi­care che si tratta, ad essere bene­voli, di un’inesattezza, poi­chè in realtà il mezzo pre­va­len­te­mente uti­liz­zato dai gio­vani per coor­di­narsi è stato il Blac­k­Berry Mes­san­ger, ser­vi­zio di mes­sag­ge­ria istan­ta­nea che non è pos­si­bile clas­si­fi­care come social network.

Ciò pre­messo, in que­ste ore i cit­ta­dini bri­tan­nici stanno uti­liz­zando i social media ed i social net­work esat­ta­mente in maniera opposta.

Sotto la deno­mi­na­zione di «Riot Clean Up» è un fio­rire di ini­zia­tive spon­ta­nee delle diverse comu­nità di resi­denti che si orga­niz­zano e coor­di­nano attra­verso distinte moda­lità e mezzi, sfrut­tando la Rete, per rista­bi­lire una situa­zione di normalità.

Si va dalle com­mu­nity che si danno appun­ta­mento per pulire i quar­tieri deva­stati, alle pagine su Face­book desti­nate al mede­simo scopo o, addi­rit­tura, per segna­lare con foto e video atti di van­da­li­smo ed autori; com­pito al quale è dedi­cato anche un micro­blog su Tum­blr così come avviene con Flickr.

Si tratta di una ten­denza pre­sente anche su Twit­ter dove i mes­saggi a favore della puli­zia [#riot­clea­nup] hanno quasi pareg­giato quelli di nar­ra­zione, più o meno rea­li­stica e più o meno par­ti­giana su, come ven­gono chia­mati in inglese, i riots [#londonriots].

Il mezzo non è il messaggio.

Per appro­fon­dire: 1234

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