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Pubblicato il 17 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

Gamification della Guerra dell’Informazione tra Israele ed Hamas

La bat­ta­glia media­tica tra Israele e Hamas ha tro­vato nei social media una nuova dimen­sione. E’ l’ennesima evi­denza della disin­ter­me­dia­zione in corso, enne­simo pro­blema da gestire per i gior­nali che anche in que­sto modo rischiano di vedere ridi­men­sio­nata la pro­pria rile­vanza nell’ecosistema dell’informazione.

Adesso il blog di IDF [Israel Defense For­ces] affina le armi e intro­duce ele­menti di gami­fi­ca­tion per favo­rire la con­di­vi­sione delle infor­ma­zioni pro­po­ste sui social network.

Anche se, secondo quanto ripor­tato, l’idea era stata intro­dotta già da luglio è sol­tanto da un paio di giorni che si è deciso di imple­men­tare l’iniziativa dan­dole evidenza.

Da gio­vedì dun­que i let­tori del blog ven­gono pre­miati per il loro sup­porto media­tico e per ogni con­di­vi­sione sui social net­work si gua­da­gnano punti e badge [meda­glie] sca­lando la vetta sino ad arri­vare ad essere “Lieu­te­nat Gene­ral”, coman­dante vir­tuale dell’esercito israeliano.

La gami­fi­ca­tion della guerra dell’informazione.

Pubblicato il 10 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Fotogiornalismo: La Nuova Tiananmen

La foto del bam­bino in bici­cletta davanti al mas­sic­cio spie­ga­mento di poli­zia schie­rato con­tro per le pro­te­ste popo­lari anti Putin che in que­sti giorni stanno avendo luogo in Rus­sia è diven­tata popo­la­ris­sima sul Web ed all’interno delle reti sociali.

Imma­gine icona al pari del ragazzo schie­rato davanti ai carri armati nella cele­bre foto della rivolta nella cinese piazza Tiananmen.

L’immagine è stata scat­tata con un iPhone da  Julia Ioffe, gior­na­li­sta free lance che risiede a Mosca e da lì effet­tua ser­vizi per nume­rose testate estere, e postata su Twit­ter agli oltre 6700 fol­lo­wer da dove ha comin­ciato a dif­fon­dersi a mac­chia d’olio arri­vando alle edi­zioni online dei prin­ci­pali organi d’informazione nel mondo; ad ecce­zione, pare, di quelli del nostro Paese, al momento.

Il foto­gior­na­li­smo ai tempi degli smart­pho­nes e dei social network.

Pubblicato il 8 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Il Declino dei Social Readers

I social rea­ders, le appli­ca­zioni che con­sen­tono di leg­gere, di sfo­gliare i quo­ti­diani su Face­book, sono stati oggetto di una corsa fre­ne­tica da parte degli edi­tori di tutto il mondo.

Appa­ren­te­mente, sono appli­ca­zioni che hanno por­tato grandi van­taggi in ter­mini di volumi di traf­fico alle edi­zioni online dei quo­ti­diani. Cosa ne pen­sassi io sin dall’inizio credo sia suf­fi­cien­te­mente chiaro da quanto scritto all’epoca senza biso­gno di ritor­narci sopra; con­for­tato, anche, suc­ces­si­va­mente dalla visione di Fré­dé­ric Fil­loux che parla di “sha­ring mirage”, non ho cam­biato idea, anzi.

Di fatto pare che i social rea­ders stiano crol­lando coin­vol­gendo i prin­ci­pali quo­ti­diani, dal «Washing­ton Post» al «The Guar­dian» che tanto suc­cesso pareva aver riscosso con la pro­pria appli­ca­zione per Facebook.

Diverse le tesi sulle moti­va­zioni del crollo con buona parte dei pro­fes­sio­nals del set­tore che se ne feli­ci­tano e sosten­gono si tratti dell’inevitabile con­se­guenza dell’invasività delle appli­ca­zioni stesse e, dall’altro lato, Tech­Crunch e Ryan Y. Kel­let, enga­ge­ment pro­du­cer del «Washing­ton Post», che lo moti­vano con la recente intro­du­zione dei “tren­ding arti­cles” da parte di Face­book. Per­so­nal­mente pro­pendo per la prima delle due ipotesi.

Qua­lun­que sia la reale moti­va­zione, anche per quanto ci riguarda più da vicino suc­ce­dono cose strane con i social rea­ders dei quo­ti­diani nostrani. Aprendo un arti­colo, ad esem­pio [ma vale anche per altri gior­nali] del «Cor­riere della Sera» dalla app del quo­ti­diano mila­nese su Face­book basta un click destro del mouse per vedere il codice sor­gente, il codice html sve­lare che Niel­sen Net Rating sta moni­to­rando il numero di accessi alla pagina.

Se si tratti del test di Object, il nuovo sistema di rile­va­zione di Audi­web che entrerà in fun­zione uffi­cial­mente a giu­gno, in grado di rile­vare anche l’audience all’interno delle appli­ca­zioni per tablet e smart­phone, le app per Face­book e gli “oggetti” nei siti come le gal­le­rie foto­gra­fi­che e gli sli­de­show, oggi non rile­vati, o se vi sia un fine distinto è dif­fi­cile a dirsi, anche se per­so­nal­mente mi sfugge il senso di misu­rare con un sistema a a paga­mento di trac­king di pub­bli­cità delle pagine su cui la pub­bli­cità non la puoi mettere.

Comun­que sia pare siano arri­vati in ritardo anche in que­sto caso.

A mar­gine, sem­pre in tema di quo­ti­diani e appli­ca­zioni, con­si­glio la lucida ana­lisi “Why Publi­shers Don’t Like Apps”.

Pubblicato il 5 maggio 2012 by Pier Luca Santoro

Informazione Partecipata per Coinvolgere e Fidelizzare il Lettore

Pro­se­gue il per­corso for­ma­tivo intra­preso un paio di set­ti­mane fa per i com­po­nenti della reda­zione di un quo­ti­diano nazionale.

Dopo il crash course sui social media della gior­nata di lavoro pre­ce­dente entriamo oggi nella pra­tica par­lando di infor­ma­zione par­te­ci­pata per coin­vol­gere e fide­liz­zare il lettore.

Come la volta scorsa ho pen­sato di ren­dere pub­bli­che le slide della for­ma­zione odierna. Spero pos­sano essere di uti­lità come ele­mento di rac­cordo tra i diversi for­ma­tori, quasi tutti miei con­tatti in Rete sui diversi social net­work e piat­ta­forme “social”, e magari d’interesse per chi fre­quenta que­sto spazio.

Pubblicato il 24 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi della Condivisione Sociale delle Notizie Online in Italia

Veri­fi­cato il grande inte­resse, sia da parte dei pro­fes­sio­nals del set­tore che delle imprese coin­volte, che si è gene­rato in seguito alla pub­bli­ca­zione dei dati rela­tivi alle con­nes­sioni ed alle con­di­vi­sioni  delle fonti d’informazione prin­ci­pali nel nostro paese, il cui obiet­tivo di fondo era di veri­fi­care la cen­tra­lità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le prin­ci­pali testate del nostro Paese, Human High­way ha rea­liz­zato delle nuove ela­bo­ra­zioni sul tema.

I dati si basano sull’incrocio tra i dati Audi­web e quelli di UAC Meter, stru­mento di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie messo a punto dal pre­ci­tato isti­tuto di ricerca. Rispetto a quelli pre­ce­den­te­mente pub­bli­cati, oltre ad essere attua­liz­zati, è stata effet­tuata l’analisi del peso di cia­scun social net­work, offrendo il det­ta­glio di Face­book e di Twit­ter per cia­scuna delle testate gior­na­li­sti­che prese in considerazione.

Si con­ferma, e non poteva essere altri­menti, la pre­do­mi­nanza asso­luta di Face­book che pesa com­ples­si­va­mente il 91,4% degli sha­ring acts, delle con­di­vi­sioni, Twit­ter, il new­swire per eccel­lenza, incide l’8%; irri­so­ria l’inicidenza di Google+.

La mappa di affi­nità tra le testate e le due piat­ta­forme prin­ci­pali con­sente di veri­fi­care il diverso posi­zio­na­mento delle sin­gole testate al loro interno con, ad esem­pio, «Gior­na­let­ti­smo» che rac­co­glie il 98% delle con­di­vi­sioni da Face­book men­tre per «Il Post», per restare nelle testate all digi­tal, l’incidenza dei tweet sul totale delle con­di­vi­sioni è supe­riore al 40%.

Ele­menti ulte­rior­mente con­fer­mati dall’analisi spe­ci­fi­ca­ta­mente con­dotta sui dati rela­tivi alla con­di­vi­sione delle noti­zie su Twit­ter che vede un ribal­tarsi delle posi­zioni con «Il Cor­riere della Sera» che sca­valca «La Repubblica”.

Se la gerar­chia delle con­di­vi­sioni su Twit­ter  com­ples­si­va­mente rispec­chia i dati gene­rali che face­vano emer­gere come, ad  esclu­sione di «Lettera43», fos­sero i “super­blog”, i quo­ti­diani all digi­tal, ad avere l’indice di par­te­ci­pa­zione più ele­vato, è il rap­porto tra le con­di­vi­sioni su Twit­ter e quelle su Faceb­bok che aiuta ad inqua­drare meglio il pano­rama attuale.

Si evi­den­zia una sorta di bipo­la­ri­smo con una gene­rale ele­vata affi­nità tra i pure players all digi­tal for­te­mente con­cen­trati su Twit­ter e le testate tra­di­zio­nali che invece la fanno da padrone, per così dire, su Face­book. Parebbe quasi di vedere in Twit­ter un pub­blico, mino­ri­ta­rio, fatto di avan­guar­die, al quale si con­trap­pone la grande massa mul­ti­forme di per­sone attive su Face­book. Il nuovo viag­gia su Twit­ter, come testi­mo­nia anche l’affinità con «SKI.it», la testata gior­na­li­stica digi­tale di Sky che si è recen­te­mente rifatta il look, ed il vec­chio, o per­lo­meno ciò che è più tra­di­zio­nale resta su Face­book, pare.

La testi­mo­nianza [in]diretta di pub­blici diversi con atti­tu­dini distinte per le varie testate che non si può che por­tare alla con­clu­sione della neces­sità di uti­liz­zare, in chiave di comu­ni­ca­zione e di rela­zione da parte delle testate, i distinti mezzi in maniera diversa e, pos­si­bil­mente, complementare.

Aspetti che avremo modo di appro­fon­dire ulte­rior­mente al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo gra­zie ai dati che ver­ranno pre­sen­tati in quella sede da Vin­cenzo Cosenza.

Una cosa è certa, come segnala Giu­seppe Gra­nieri, “Non coglie­remo mai le nuove oppor­tu­nità se le rac­con­tiamo con la nostal­gia per come anda­vano le cose prima, se con­ti­nuiamo a descri­vere le spinte della cul­tura digi­tale in ter­mini gene­ra­zio­nali, o se con­ti­nuiamo ad assol­verci dalla respon­sa­bi­lità di usare que­ste pos­si­bi­lità per creare un mondo in cui la qua­lità delle con­nes­sioni è la norma e non l’eccezione”.

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