social network

20140603 - dmh social_traffico da social
Pubblicato il 3 giugno 2014 by Pier Luca Santoro, Andrea Nelson Mauro

Fotografia dell’Informazione Online in Italia

L’elaborazione rea­liz­zata venerdì che foto­gra­fava le prin­ci­pali testate online ha destato grande inte­resse e par­te­ci­pa­zione in ter­mini di com­menti ai dati sui diversi social. In par­ti­co­lare il rilan­cio da parte di Arianna Cic­cone su Face­book ha gene­rato oltre 100 com­menti. Mi è sem­brato dove­roso appro­fon­dire ulte­rior­mente per ten­tare di dare una rispo­sta il più pos­si­bile strut­tu­rata alle con­si­de­ra­zioni emerse dal dibattito.

- Affi­da­bi­lità dati Audi­web:  Sulla par­zia­lità dei dati Audi­web ho avuto modo di scri­vere diverse volte. Anche dopo essermi con­fron­tato per­so­nal­mente con i diretti inte­res­sati. Direi che i due arti­coli pub­bli­cati tempo addie­tro sul tema restano attuali in attesa della total digi­tal audience” pro­messa da gen­naio di quest’anno che pare arrivi invece a luglio.

- Senza dati mobile non si può fare nes­suna rifles­sione cre­di­bile: I dati della ricerca di Human High­way, società di ana­lisi ed inda­gini online con la quale  Data­Me­dia­Hub col­la­bora da tempo, mostrano come l’audience esclu­si­va­mente da mobile si atte­sti intorno al 18% del totale media­mente per il com­parto delle news.  Sep­pure si tratti di circa un quinto dimo­strano come l’impatto della cre­scita della frui­zione di Inter­net in mobi­lità sia di gran lunga infe­riore a quella che si regi­stra per altri comparti.

Va segna­lato come Audi­web il dato mobile e tablet lo rileva già e anche da mesi ormai  nel cen­sua­rio interno ad uso e con­sumo degli edi­tori. Il fatto che il dato non sia ancora dispo­ni­bile pub­bli­ca­mente potrebbe essere la con­ferma dello scarso gra­di­mento da parte di alcuni.

HH Quotidiani Online

 

- Per­ma­nenza e Bounce Rate come indici da valu­tare: Cer­ta­mente sono indici che defi­ni­scono qua­li­ta­ti­va­mente una visita al sito web di un gior­nale. Se il tempo medio di per­ma­nenza era già stato pub­bli­cato la scorsa set­ti­mana, con­fer­mando come com­ples­si­va­mente il tempo dedi­cato alle noti­zie sia deci­sa­mente mar­gi­nale rispetto al totale del tempo speso su Inter­net dalle per­sone, ho appro­fon­dito rea­liz­zando un’ulteriore ela­bo­ra­zione che com­prende sia il bounce rate per cia­scuna testata che l’incidenza del traf­fico che arriva da social sul totale delle visite, inte­gran­dolo con il numero di fan su Face­book [che nor­mal­mente fatto 100 il traf­fico da social pesa almeno il 90%].

Il tasso di rim­balzo mag­giore per le testate tra­di­zio­nali, quelle che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, è per quo­ti­diano net [il pool di gior­nali locali di Mon­rif], men­tre tra le testate all digi­tal è per il net­work di Blogo.

È invece «Il Mat­tino» il gior­nale con la mag­gior inci­denza di traf­fico dai social. Testata a cui si affianca un altro par­te­no­peo: «Fan­Page» per i pure players. Se può essere apprez­za­bile la capa­cità di coin­vol­gi­mento, resta peri­co­losa, in ter­mini di poten­ziale vola­ti­lità, una così forte dipen­denza. Ele­mento che spesso si accom­pa­gna ad un “inso­ste­ni­bile leg­ge­rezza dei refer­rals

Quo­ti­diani Online — Ela­bo­ra­zione DataMediaHub

Quotidiani Online Bounce Rate

Testate All Digi­tal - Ela­bo­ra­zione DataMediaHub

Testate Online Bounce Rate

Gene­ral­mente non pare esservi una cor­re­la­zione diretta tra il numero di fan in rap­porto al traf­fico da social. Ele­mento che rin­forza la mia per­so­nale con­vin­zione della neces­sità di una nuova eco­lo­gia dei social media da parte delle testate.

Il gra­fico rea­liz­zato del numero di fan in rap­porto al traf­fico da social sin­te­tizza quanto emerge dai dati sopra riportati.

Avremo modo e motivo di ritor­nare sul tema. Com­ment is free.

Quotidiani Online Fan Social

Di seguito invece un dia­gramma che mostra una clas­si­fica del traf­fico da social per le testate (divise tra “Car­ta­cee” e “All digi­tal”. I numeri sulla destra indi­cano la per­cen­tuale di traf­fico pro­ve­niente da social.

20140603 - dmh social_traffico da social
NB: 
I dati e i gra­fici sono frutto — come ripor­tato — delle ela­bo­ra­zioni di Data­Me­dia­Hub. Si prega di ripor­tare la fonte in caso di uti­lizzo. GRAZIE.

Pubblicato il 27 maggio 2014 by Andrea Nelson Mauro

L’algoritmo che censura le notizie?

Su LSDI.it Ber­nardo Par­rella (bio) trac­cia un qua­dro delle moda­lità con le quali le noti­zie ven­gono aggre­gate e vira­liz­zate da algo­ritmi auto­ma­tici, dai gior­nali online ai social. Par­rella parla di «un mec­ca­ni­smo che ci tra­sforma da sem­plici let­tori in pedine del mar­ke­ting online» e per larga parte ha ragione, anche se va detto che non neces­sa­ria­mente cia­scuno di noi si limita a clic­care noti­zie che appa­iono nel main­stream di face­book, oppure — meglio — siamo soliti uti­liz­zare di fre­quente twit­ter, che invece per­mette sistemi di ricerca più effi­caci. Ad ogni modo l’analisi di Par­rella è molto inte­res­sante anche per­ché ricca di nume­rosi link e risorse aggiun­tive. Eccola: La cen­sura stri­sciante di algo­ritmi social e news pseudo-personalizzate | LSDI.

PLS FreelanceCamp
Pubblicato il 26 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

15 Minuti di Celebrità

“In the future, eve­ryone will be world-famous for 15 minu­tes”. Così scrisse Andy Warhol, nel marzo 1968, a Stoc­colma per il cata­logo di una mostra al Moderna Museet. Frase poi rin­for­zata nel 1979: “…my pre­dic­tion from the six­ties finally came true: In the future eve­ryone will be famous for 15 minutes”.

Se le slide dell’altro giorno per il mio mini-speech su quale sia, il dif­fi­cile, mestiere di social media edi­tor, e più in gene­rale sull’utilizzo dei social da parte dei gior­nali nostrani, vi hanno inte­res­sato, qui di seguito il video dei 15 minuti del mio inter­vento al FreelanceCamp.

Nel canale Digi­tal Update i video di tutti gli inter­venti delle due giornate

Risultati La Stampa
Pubblicato il 23 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Temporary Social Media Editor… Ma che vor di’?

Nel corso di que­sto wee­kend si terrà il Free­lan­ce­Camp, due giorni par­te­ci­pat­tiva [non è un refuso] in cui i free­lance ita­liani si incon­trano per scam­biarsi le loro esperienze.

Mi è sem­brata la cor­nice più adatta per rac­con­tare, entro il limiti dell’etica pro­fes­sio­nale, la mia espe­rienza recen­te­mente con­clusa come [tem­po­rary] social media edi­tor de «La Stampa».

Di seguito le slide del mio inter­vento, tenendo pre­sente, as usual, che sono solo un sup­porto al discorso, al ragio­na­mento. Ci vediamo lì?

* La slide 11 è tratta da que­sto post dell’amico Roberto Favini

MentionMapp DMH
Pubblicato il 20 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Strumenti per la Gestione della Reputazione in Rete

La repu­ta­zione, di una per­sona, un’azienda o un brand, è tutto, è l’essenza ultima del valore, del cre­dito di cui gode e dun­que di ciò che è possibile.

La repu­ta­zione di un sog­getto è la con­si­de­ra­zione o la stima di cui que­sto sog­getto gode nella società.

Esi­ste un pro­cesso pas­sivo nel quale ognuno si crea un’immagine, un’opinione di qual­cosa o di qual­cuno. Esi­ste poi un pro­cesso attivo che è ciò che si è dispo­sti a testi­mo­niare pub­bli­ca­mente di qual­cosa e/o di qual­cuno, come dimo­stra, per citare uno dei casi più recenti, l’epic fail della poli­zia di New York. In ultima ana­lisi, la repu­ta­zione è la cre­di­bi­lità provata.

Come recita una delle frasi più citate di Jeff Bezos: la vostra marca è quello che le per­sone dicono quando siete fuori dalla stanza. Ecco per­chè ho pen­sato potesse essere utile una lista di stru­menti per il moni­to­rag­gio e la gestione della repu­ta­zione online.

Your-brand-is-what

Ovvia­mente esi­stono molti altri stru­menti a paga­mento oltre a quelli sotto ripor­tati. Que­sta lista include sola­mente tool gratuiti.

  1. Men­tion: Con­sente di effet­tuare il moni­to­rag­gio in 42 lin­gue diverse, Nella ver­sione gra­tuita per­mette di avere sotto con­trollo una key­word e sino a 100 mention.
  2. Who­sTal­kin: Estrae i dati da oltre 60 fonti: social, blog, siti di notizie,forum e molto altro ancora.
  3. Search All of the Com­plaint Web­si­tes at Once: Effet­tua la ricerca delle lamen­tele in oltre 40 siti web.
  4. Men­tion­mapp: Per­mette di vedere il vostro net­work su Twit­ter come una mappa. Utile per iden­ti­fi­care nodi e snodi influenti.MentionMapp DMH
  5. BackT­weets: Con­sente di tor­nare indie­tro nel tempo per vedere i tweet che lin­kano al vostro sito/blog.
  6. Hyper Alerts: Noti­fica via mail, con la cadenza desi­de­rata [ora­ria, gior­na­liera, settimanale…etc.], per pagine Face­book, account Twit­ter e ter­mini desi­de­rati. Ottima alter­na­tiva al sem­pre più inco­si­stente Goo­gle alert.
  7. Twee­tA­larm: Noti­fica via mail quando qual­cuno twitta qual­cosa su di voi, la vostra azienda/brand o altro ancora.
  8. Addict-o-matic: Per­mette di creare una pagina per­so­na­liz­zata dove rac­co­glie quanto viene detto sul vostro brand o sul tema di vostro interesse.
  9. Boar­drea­der: Motore di ricerca per siti web, blog, comu­ni­cati stampa e altri media.

Buon lavoro.

Social web reputation

HH Quotidiani Online
Pubblicato il 15 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

Total Audience & Mobile Only

Con­ti­nuiamo ad appro­fon­dire il feno­meno dell’utilizzo totale della Rete e di quello da mobile, sia com­ples­si­va­mente che per quanto riguarda in maniera spe­ci­fica i quo­ti­diani online. Dopo i dati da oltreo­ceano pub­bli­cati ieri è adesso, final­mente, la volta dell’Italia.

La ghiotta occa­sione viene dai dati pub­bli­cati ieri da Human High­way, società di ana­lisi ed inda­gini online con la quale  Data­Me­dia­Hub col­la­bora da tempo.

Human High­way ha rea­liz­zato in Aprile una ricerca su un cam­pione di 800 indi­vi­dui rap­pre­sen­ta­tivi dell’utenza Inter­net nel giorno medio per alcuni dei ser­vizi online più popolari. 

Sono state ana­liz­zate le moda­lità di frui­zione di 10 aree d’interesse e appli­ca­zioni online, dal meteo ai ser­vizi finan­ziari, pas­sando per Face­book e quo­ti­diani online. In molti casi, rispetto alle stime di Audi­web, che come noto allo stato attuale misura solo chi si con­nette da PC, è neces­sa­rio aggiun­gere una quota com­presa tra il 15% e il 35% di mobile only.

Se si esclude Insta­gram dove per la sua stessa natura il mobile only arriva a pesare oltre l’80%, la quota mag­giore va ai ser­vizi meteo, con il 43% di mobile only, a Goo­gle maps, con il 35% ed a Twit­ter, anch’esso intorno al 35%.

Inte­res­santi anche le quote di over­lap, la per­cen­tuale di coloro che frui­scono del mede­simo ser­vi­zio online sia da pc che in mobi­lità. In que­sto caso regna sovrano Face­book con oltre il 44% delle per­sone che lo uti­lizza sia da desk­top che da mobile.

Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente i quo­ti­diani online sono quelli che hanno la minor quota di per­sone che ne frui­scono esclu­si­va­mente in mobi­lità, atte­stan­dosi media­mente al 18.3% del totale, con­fer­mando la rela­tiva “immo­bi­lità” che emer­geva dai dati pub­bli­cati ieri rela­ti­va­mente agli USA. La causa è pro­ba­bil­mente da ricer­carsi nella com­bi­na­zione di inter­facce media­mente delu­denti ed il fatto che per alcuni dei prin­ci­pali quo­ti­diani la ver­sione mobile non è gra­tuita con­tra­ria­mente al sito web.

HH Quotidiani Online

Gli usi e costumi della Rete legati ai prin­ci­pali device sono pro­fon­da­mente diversi: l’ubiquità per lo Smart­phone [insieme ai limiti dell’interfaccia], il divano per il Tablet e la scri­va­nia per il PC. I luo­ghi di uti­lizzo influen­zano i biso­gni e l’atteggiamento e que­sti deter­mi­nano gli stili di con­sumo. Non con­si­de­rarlo in fase pro­get­tuale non può che por­tare ad una cat­tiva user expe­rience e rela­tive conseguenze.

Di seguito, estratti dalla ricerca, i gra­fici di sin­tesi di quanto emerge rela­ti­va­mente ad alcuni dei prin­ci­pali social nel nostro Paese.

HH Twitter

HH Facebook

HH YouTube

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Pubblicato il 14 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

La Notizia è Immobile

E’ cre­scente, come noto, l’utilizzo di inter­net in mobi­lità ed in molti, incluso il sot­to­scritto, atten­dono la “total digi­tal audience” di Audi­web per com­pren­derne l’impatto sui siti web dell’informazione nostrana.

Secondo una ricerca di com­Score, il com­pe­ti­tor più diretto di Audi­web, società uti­liz­zata per la misu­ra­zione nella mag­gio­ra­naza degli altri Paesi, in Ita­lia vi sareb­bero 48 milioni di per­sone che frui­scono della Rete da mobile, il 64.1% dei quali da smartphone.

Negli Stati Uniti entro la fine di quest’anno dovrebbe avve­nire il sor­passo ed il mobile avrebbe una quota di tempo speso online supe­riore a quello da desk­top secondo le pro­ie­zioni di eMar­ke­ter. Non pare però che que­sta sia una buona noti­zia per l’industria dell’informazione.

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Secondo i dati dello stu­dio di com­Score “2014 U.S. Digi­tal Future in Focus” la que­stione riguar­de­rebbe essen­zial­mente i social, e Face­book in par­ti­co­lare as usual, ed il gaming, i digi­tal games. Per quanto riguarda le news, che già di per se stesse rap­pre­sen­tano una quota asso­lu­ta­mente mar­gi­nale del totale del tempo speso online [0.9% del totale], resta il PC il device mag­gior­mente uti­liz­zato men­tre da tablet la quota scende allo 0.4% per arri­vare allo 0.2% per gli smartphones.

Una fru­zione sem­pre più “snac­king”, mordi e fuggi che sicu­ra­mente non è di buon auspi­cio per lo svi­luppo digi­tale dell’industria dell’informazione, almeno come è stato con­ce­pito sin ora.

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Anche dai dati dello stu­dio “Mul­ti­Me­dia Men­tor” di GFK, pub­bli­cati recen­te­mente dall’Internet Adver­ti­sing Bureau sta­tu­ni­tense, emerge come la quota di tempo com­ples­si­va­mente dedi­cata alle news tende ulte­rior­mente ad erodersi.

Come dicevo un paio di giorni fa si tratta dell’evidenza del fatto che se la cre­scita nell’utilizzo della Rete in mobi­lità porta ad un minor numero di pagine risulta evi­dente come que­ste non pos­sano più essere la metrica di rife­ri­mento pena l’ulteriore ridu­zione dei già esi­gui ricavi.

Se dopo i social il gaming è l’attività che assorbe il tempo mag­giore delle per­sone online [e non saranno mica solo 15enni bru­fo­losi, eh!] con­ti­nuare a sot­to­va­lu­tare il pos­si­bile impatto della gami­fi­ca­tion dell’informazione potrebbe essere l’ennesimo errore di valutazione.

Trend Online Minutes USA

IJF14 Pass
Pubblicato il 28 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

DataMediaHub Verso #IJF14

Ha ini­zio sta­sera con la pre-emption dedi­cata allo scon­tro tra media e potere l’edizione del 2014 del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo. Edi­zione for­te­mente voluta come hanno dimo­strato i risul­tati del cro­w­d­fun­ding, arri­vato addi­rit­tura a supe­rare l’obiettivo pre­fis­sato, gra­zie a 712 dona­tori e 32 gold donors.

Il pro­gramma defi­ni­tivo è online da qual­che giorno e cer­ta­mente tutti coloro che sono inte­res­sati a vario titolo a media ed infor­ma­zione reste­ranno pia­ce­vol­mente sor­presi dalla ric­chezza di con­te­nuti della cin­que giorni peru­gina —  dal 30/4 al 4/5 — con key­note speech, panel discus­sion, work­shop e molto altro ancora.

Per quanto riguarda diret­ta­mente i com­po­nenti di Data­Me­dia­Hub saranno cin­que gior­nate dav­vero fitte di appuntamenti.

Anche quest’anno per tutta la durata del festi­val scri­verò sul sito web dell’International Jour­na­lism Festi­val gli arti­coli di sin­tesi e deco­di­fica dei risul­tati del gruppo di lavoro dedi­cato al moni­to­rag­gio delle con­ver­sa­zioni che riguar­dano #ijf14 sui diversi social.

Per il terzo anno con­se­cu­tivo, quo­ti­dia­na­mente effet­tue­remo, dopo la veri­fica, il fil­trag­gio delle infor­ma­zioni, il rac­conto del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo visto con gli occhi dei par­te­ci­panti. Saranno rea­liz­zate diverse forme di sin­tesi gra­fica come le mappe di social net­work ana­ly­sis ma anche le tag cloud e word cloud. Oltre ai “top tweet”, ai tweet piu rit­wit­tati, saranno for­niti in tempo reale e attra­verso una sin­tesi gior­na­liera dispo­ni­bile sul sito web uffi­ciale della mani­fe­sta­zione, alcuni dati sta­ti­stici come le per­sone più popo­lari, imma­gini e video più dif­fusi, più con­di­visi, e sele­zio­nati, con quello che abbiamo chia­mato “edi­tor picks”, le men­tion, le affer­ma­zioni che meglio rac­con­tano la manifestazione.

La Mappa delle Inte­ra­zioni di ijf13

ijf13

Il pome­rig­gio della prima gior­nata terrò un mini-seminario, un work­shop dedi­cato all’applicazione della gami­fi­ca­tion in ambito edi­to­riale. Con “La gami­fi­ca­tion è una cosa seria, anche per le news”, pro­verò a for­nire il mio con­tri­buto alla crea­zione di una cul­tura di base sul tema, par­lando dell’applicazione delle tec­ni­che di gioco a con­te­sti non ludici con esempi con­creti delle pos­si­bili appli­ca­zioni in campo editoriale.

Il giorno suc­ces­sivo, il 1 mag­gio, sarà la volta del panel dedi­cato alla data visua­li­za­tion. Farò da mode­ra­tore nel con­fronto su “Data visua­li­za­tion: i dati si fanno belli e diven­tano infor­ma­zione”  in cui si discu­terà della tra­sfor­ma­zione dei dati in infor­ma­zione stra­te­gica  per il gior­na­li­smo e per le aziende. La ragion d’essere di DataMediaHub.

Il 2 mag­gio si passa alla rea­liz­za­zione di con­te­nuti con l’hackathon in cui sei gruppi di lavoro, coor­di­nati da altret­tanti men­tor tra cui due dei co-fondatori di Data­Me­dia­hub, si dedi­che­ranno per tutta la gior­nata a temi distinti: sanità, eco­no­mia, sport, poli­tica, ricerca e svi­luppo. L’evento, il cui hash­tag uffi­ciale è #hackijf14, vedrà il sup­porto del quo­ti­diano “La Stampa” con la pro­pria web car — che sarà pre­sente ed attiva nel corso di tutta la mani­fe­sta­zione — ed il live blog­ging della gior­nata. I risul­tati ver­ranno pre­sen­tati il giorno suc­ces­sivo ed i migliori lavori saranno pub­bli­cati, anche, nell’area Media­lab del sito del quo­ti­diano con il quale col­la­boro come social media editor.

Sem­pre il 2 mag­gio modero un panel dedi­cato alla metri­che ed al loro impatto per il futuro del gior­na­li­smo, e dei gior­nali, nell’era digi­tale. Il con­fronto vedrà la par­te­ci­pa­zione di esperti inter­na­zio­nali del cali­bro di Tony Haile, CEO Chart­beat, Stef­fen Kon­rath, fon­da­tore Liquid New­sroom, e Andrea Ian­nuzzi, diret­tore dell’AGL, l’Agenzia Gior­nali Locali del Gruppo Edi­to­riale L’Espresso. Tema che mi è par­ti­co­lar­mente caro da tempo poi­chè, come altri, ritengo che sia neces­sa­rio andare oltre le pagine viste per evi­tare i click who­res che fanno affon­dare il gior­na­li­smo digi­tale e per recu­pe­rare red­di­ti­vità per i quo­ti­diani online.

La mat­tina del giorno suc­ces­sivo, il 3 mag­gio, sarò a fare cola­zione con Good Mor­ning Ita­lia, pro­getto è nato a gen­naio 2013 e che da allora, ogni mat­tina, “dà la sve­glia” a migliaia di abbo­nati con uno sguardo infor­mato e una sin­tesi dei fatti da tenere in considerazione.

Per l’ultima gior­nata del festi­val, il 4 mag­gio, è la volta di un’interessante case study. Un altro dei mem­bri di Data­Me­dia­Hub inter­vi­sta Daniel Ha, co-fondatore e CEO di Disqus, com­pany che rac­co­glie 200 milioni di com­men­ta­tori e un miliardo e due­cento milioni di visite uniche.

Ci vediamo lì

IJF14 Pass

Shareaholic-Social-Referral-Traffic-Trends-Oct2012-Mar2014
Pubblicato il 24 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Social Media Traffic Referrals

Dopo i dati rela­tivi al periodo set­tem­bre 2013 — feb­braio 2014 arriva ora l’aggiornamento di Share­a­ho­lic, appli­ca­zione per la con­di­vi­sione dei con­te­nuti, con i dati anche del marzo di quest’anno.

L’analisi è frutto del moni­to­rag­gio di oltre 300mila siti web per un totale di più di 400 milioni di utenti unici al mese.

Nella sostanza cam­bia poco. È sem­pre Face­book il domi­na­tore asso­luto al top per numero di visi­ta­tori che arri­vano dal social network.

Quello che è inte­res­sante notare, esclu­dendo Pin­te­rest che nel nostro Paese è asso­lu­ta­mente mar­gi­nale, è che, in ter­mini di ten­denza, per il social net­work più popo­loso del pia­neta si assi­ste ad una cre­scita di ben il 37.6% come dri­ver di traf­fico negli ultimi 4 mesi [con buona pace dei pia­gni­stei sulla reach orga­nica dei post], men­tre per gli altri è “ence­fa­lo­gramma piatto”.

Twit­ter, il new­swire per eccel­lenza, si con­ferma ancora una volta estre­ma­mente secon­da­rio come dri­ver di traf­fico. Il suo ruolo è un altro.

Il gra­fico rea­liz­zato da Mar­ke­ting Charts, sotto ripor­tato, sin­te­tizza i dati di Share­a­ho­lic dall’ottobre 2012 al marzo di quest’anno, enfa­tiz­zando i trend riassunti.

Shareaholic-Social-Referral-Traffic-Trends-Oct2012-Mar2014

Sul tema è d’interesse il con­fronto tra il traf­fico gene­rato dai motori di ricerca e quello dei 5 prin­ci­pali social che mostra la cre­scente rile­vanza di social media/network come dri­ver di traffico.

Per­so­nal­mente credo che uti­liz­zare i social esclu­si­va­mente sotto que­sto pro­filo sia un’occasione spre­cata e che, comun­que, il traf­fico che gene­rano sia com­ples­si­va­mente di basso valore. Come sem­pre, fate vobis…

Shareaholic-Organic-Search-v-Social-Referrals-Nov-2012-2013

NPR-AprilFools2
Pubblicato il 8 aprile 2014 by Pier Luca Santoro

Commentare # Leggere

Chi gesti­sce, o fre­quenta con assi­duità, la pagina Face­book di un media avrà cer­ta­mente avuto la sen­sa­zione che spesso le per­sone com­men­tino senza leg­gere l’articolo richiamato.

Istrut­tivo in tal senso l’esperimento con­dotto da NPR che il primo di aprile ha postato sulla bacheca della pro­pria pagina la pre­view di un arti­colo di pro­po­sito fuor­viante rispetto al suo con­te­nuto effettivo.

Men­tre infatti su Face­book si leg­geva una cosa, l’articolo sul sito web della sta­zione radio aveva un con­te­nuto asso­lu­ta­mente diverso [vedi due imma­gini sottostanti].

NPR-April-Fools

NPR-AprilFools2

I com­menti al post su Face­book, con gente che afferma di leg­gere sino a 20 libri al mese, dimo­strano che è esat­ta­mente così: com­men­tare NON è leggere.

La mia per­so­nale con­vin­zione della neces­sità di una nuova eco­lo­gia dei social media si rinforza.

NPR-AprilFools3

Via

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