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Sintesi Facebook
Posted on 28 gennaio 2016 by Pier Luca Santoro

Facebook Inarrestabile

Facebook ha pubblicato i risultati del quarto trimestre 2015 e c’è chi, come Forbes, sintetizza l’inarrestabile crescita del social network più popoloso del pianeta parlando di “Facebook’s Monster Mobile Ad Machine”.

Ci sono ora 1 miliardo di persone che usano i gruppi [+8.1% rispetto ai 925 milioni del trimestre precedente], 500 milioni di persone usano gli eventi con 125 milioni di eventi creati nel 2015, ci sono 2.5 milioni di inserzionisti, 50 milioni di fanpage di piccole e medie imprese [erano 45 milioni nel trimestre precedente] e 100 milioni di ore di video viste ogni giorno. Una crescita che definire esplosiva non è certamente esagerato.

Sintesi Facebook

Gli utenti attivi giornalieri superano il miliardo di persone con un incremento del 16.7% rispetto al quarto trimestre del 2014 e la bellezza di 934 milioni di persone attive quotidianamente da mobile [+25% rispetto al pari periodo dell’anno precedente]. Di circa 1.6 miliardi di utenti attivi nel mese il 51.7%, pari a 823 milioni di persone, accede esclusivamente da mobile.

Esplosiva la crescita dei ricavi con un +42.3% rispetto al quarto trimestre del 2014 e del 21.7% rispetto al trimestre precedente. Circa la metà dei ricavi derivanti dalla raccolta pubblicitaria [49.8%] arriva dagli USA, un quarto [24.6%] dall’Europa ed il rimanente dalla restante parte del mondo; il che significa che Facebook ha ancora ampissimi margini di ulteriore crescita.

L’ARPU totale cresce del 42% rispetto al quarto trimestre 2014, arrivando a toccare il +50.4% negli Stati Uniti ed il +30.4% in Europa; non a caso il Washington Post a commento dei risultati titola: “This is how much money you’re worth to Facebook”

Al di là di ogni possibile considerazione sono i risultati di quella che viene chiamata Symbiosis e che si basa, come dice il termine, sull’idea che le imprese e le persone abbiano mutuamente bisogno gli uni degli altri per avere successo, soddisfazione. Avete, abbiamo, ancora non molto tempo per lavorarci sopra.

Italo Sentiment
Posted on 26 gennaio 2016 by Pierluigi Vitale, Pier Luca Santoro

Italo Social Analysis

La vicenda della promozione di Italo con il 30% di sconto per chi volesse partecipare al Family Day ha surriscaldato gli animi negli ultimi giorni. Abbiamo voluto analizzare il fenomeno per cercare di comprenderne l’entità con il supporto dei dati, come d’abitudine.

Sia i follower su Twitter che i fan su Facebook sono cresciuti [il calo di oggi su FB è dovuto al fatto fisiologico di essere all’inizio della giornata] e questo, anche se certamente non può essere l’unico indicatore, fa pensare ad una polarizzazione con i “difensori della famiglia tradizionale” a dare man forte.

Italo FB

Italo TW

Per Italo, come per molte altre imprese, i social hanno fondamentalmente due funzioni: quella di social customer care e quella promozionale. Si parte dunque da un approccio ai social prettamente strumentale. È in questa logica che vanno visti i due post su Facebook [e su Twitter] che hanno seguito questa logica, una logica commerciale, promozionale appunto, che ha fatto apparire “naturale” rispondere in modo sbagliato ad una possibile crisi di reputazione aziendale.

Grazie all’accordo realizzato con Seejay abbiamo realizzato due “social wall”, due raccolte dei post sui diversi social da parte delle persone relativamente a #ItaloFail e #ItaloTreno. Secondo questo tool innovativo messoci a disposizione, su Twitter sarebbero stati 6772 tweet totali per ItaloTreno e  507 tweet totali, inclusi i retweet, per ItaloFail. Numeri relativamente esigui neppure lontanamente paragonabili ad altri casi recenti quali quello del “dieselgate” di VW o delle penne d’oca di Moncler che avevano generato una vera e propria sollevazione di massa in Rete e sui social.

Secondo Cogito, la tecnologia semantica multilingue la cui validità è certificata da un brevetto e da numerosi riconoscimenti internazionali adottata da Seejay, come mostra il grafico sottostante, relativo al solo #ItaloTreno [la tag prevalentemente usata], pare prevalere un sentiment positivo su tutti i social presi in considerazione.

Italo Sentiment

Per approfondire ulteriormente abbiamo anche effettuato un’analisi delle interazioni dei tre post, incluso quello di scuse, utilizzando un “mood comunicazionale” certamente migliorabile, per usare un eufemismo,  su Facebook che Italo ha pubblicato per gestire la crisi scatenata dagli sconti per il Family Day.

Il grafico mostra l’andamento dei commenti ed evidenzia quei commenti che hanno ricevuto più like dalle altre persone nel corso di questi ultimi tre giorni. In questo caso si evidenzia come la maggior crisi di comunicazione sia avvenuta principalmente proprio sulla fanpage di Italo dove infatti la stragrande maggioranza dei commenti è negativa, di aspra critica nei confronti dell’operato dell’azienda. È questo un ulteriore elemento di riflessione sulla cattiva gestione da parte dell’impresa che pur “giocando in casa” non ha saputo reagire e relazionarsi adeguatamente a partire, banalmente, dalla scelta di non interagire, di non dialogare rispetto alle critiche ricevute.

Abbiamo effettuato una procedura di topic extraction dai commenti pubblicati ai tre post, da cui sono emersi i temi salienti nella discussione pubblica su Facebook.

L’analisi consiste in tre fasi: in una prima il dataset è ripulito di ogni forma di stop words [come congiunzioni e punteggiature], in una seconda fase si opera un’attività di stemming, che va a depurare ogni parola della sua desinenza, così da associare parole simili con diverse forme flesse [es. “bravi” e “bravo”], infine si procede all’individuazione di bigrammi, ossia coppie di parole che ricorrono in diverse frasi, non necessariamente concatenate.

Nei commenti analizzati questi sono i temi emersi con le rispettive frequenze:
social – media – manager 315 (somma dei “social media” e “media manager”)
scelta – commerciale 257
bassa – dietrologia – politica 162 (“bassa dietrologia” e “dietrologia politica”)
“perso cliente” + “addio italo” 159
diritti – individuali 149
chiedere – scusa 101
fatto – scelta 79

Si pone in grande evidenza la criticità del secondo post pubblicato dall’azienda, che faceva leva sulla scelta commerciale, ma ancor più evidente è l’attenzione del pubblico alle dinamiche, strettamente “tecniche”, di gestione della community, additando e dialogando sulle sorti e abilità del social media manager all’opera.

In conclusione, al di là dei numeri, la principale lezione che ne viene da questa ennesima cattiva gestione della comunicazione di crisi sui social è che oggi i pubblici di riferimento delle imprese, dei brand [ovviamente vale anche per i newsbrand] non vedono la loro azione solo come una promozione, cosa che altrimenti non avrebbe scatenato queste reazioni così come avvenuto anche in altri episodi analoghi a partire da quello di Melegatti e/o di Barilla per restare nella stessa sfera, ma come vera e propria scelta di campo. Quando ci sono dei valori in gioco prendere una posizione, sia sui diritti LGBT o su altro, è il vero posizionamento, Ceres, ma anche altri, lo insegnano.

Wolf-Obiettivo-Raggiunto-1024x433
Posted on 26 gennaio 2016 by Pier Luca Santoro

Crowd-Loving

Di crowdloving, creando probabilmente un neologismo, avevo già parlato, al ter­mine della cam­pa­gna, di suc­cesso, di cro­w­d­fun­ding in soste­gno alla rea­liz­za­zione dell’edizione 2014 del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo di Peru­gia, per analizzarne le ragioni del buon esito dell’iniziativa. Concetto poi ripreso relativamente al recente successo della campagna di raccolta fondi di Valigia Blu.

Torno ad usare questo termine, che mi appare il più adeguato, anche per Wolf. in 45 giorni la campagna di crowdfunding – lanciata, oggettivamente, in un periodo dell’anno poco favorevole, perché comprensivo delle vacanze di Natale – ha ottenuto 5295 euro su un obiettivo di 5000 euro, per 137 sostenitori in totale [GRAZIE!].

Wolf-Obiettivo-Raggiunto-1024x433

Con oggi, come annunciato, Post-it, la rubrica quotidiana con una sele­zione ragio­nata delle noti­zie su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione, cessa di essere pubblicata poichè diviene parte integrante di Wolf. Da domani, in sostituzione, sarà pubblicata una nuova rubrica: “ChartaMente” che avrà quotidianamente una chart, un’infografica, prodotta dal nostro gruppo di lavoro, basata su dati relativi alla nostra sfera d’interesse: media, comunicazione e giornalismi, nel senso più ampio del termine.

Non è questa l’unica novità e, a due anni dalla nascita di questo spazio, sentiamo un forte bisogno di rinnovamento. Un cambiamento del sito, che crediamo di realizzare entro la fine di febbraio, che non sarà solo grafico sul quale ci piacerebbe coinvolgervi. Diteci, nello spazio dei commenti, o sui social utilizzando l’hashtag #Crowdloving se preferite, cosa vi è piaciuto e cosa non vi è piaciuto in questi due anni di pubblicazioni. Ed ancora, per favore, diteci cosa vorreste trovare, in che formati e con quali cadenze. Insomma aiutateci a costruire un prodotto editoriale sempre più interessante e vicino alle vostre esigenze, ai vostri interessi. Grazie.

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Utenti Social in Europa
Posted on 25 gennaio 2016 by Pier Luca Santoro

Utenti Social in Europa

eMarketer ha pubblicato i dati relativi all’utilizzo dei social nelle diverse nazioni del vecchio continente con la penetrazione attuale per ciascun Paese, Italia inclusa, e le proiezioni sino al 2019.

Complessivamente i professional social networks [LinkedIn e Xing]sono usati dal 13.4% degli uomini e dal 10.5% delle donne. I personal social network [Facebook, Instagram, etc.] vengo invece utilizzati dal 57.5% delle donne e dal 54.9% degli uomini.

Il nostro Paese è quello che presenta il maggior tasso di crescita in quello che ormai è considerato un settore “maturo”. In Italia le persone di sesso femminile tra 18 e 19 anni sono la fascia di popolazione con la maggior penetrazione nell’utilizzo dei social: 90%, mentre per i maschi della stessa età la penetrazione si attesta al 84.5%.

Passando il mouse sull’infografica vengono visualizzati i valori assoluti per ciascuna nazione.

4 Fasi Era Digitale
Posted on 25 gennaio 2016 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non per­dere. Si avvisa che a par­tire da domani que­sta rubrica sarà parte inte­grante di Wolf e dun­que verrà pub­bli­cata gra­tui­ta­mente solo il venerdì. Se non volete per­der­vela avete ancora un giorno per ABBONARVI a con­di­zioni straordinariamente favorevoli.

  • Galateo Social – Avvenire pubblica il proprio galateo social, ispirato a quelli già realizzati da testate straniere e, per loro stessa ammissione, a quello che avevo prodotto per quando ho lavorato come temporary social media editor per La Stampa. Poche regole di convivenza civile, chiare e ben scritte, ed infatti i lettori apprezzano. Bene!
  • Data Valorization – Quali gli strumenti atti a trasformare i risultati della data analisys in leve e strumenti di marketing? Tema di grande attualità sul quale Parse.ly ha prodotto un “cheat sheet”, una guida [richiede registrazione], per dare un senso compiuto ai numeri, all’analisi dei dati, senza rischiare di dare i numeri nel senso più deleterio del termine. Utile.
  • Rented Land – Dopo la recente censura della copertina de l’Espresso da parte di Facebook, sul sito Columbia Journalism Review viene pubblicato “Censorship in the social media age”, interessante lettura sulla censura effettuata dalle diverse piattaforme social. Con i social che costituiscono sempre più una parte di assoluta rilevanza nell’ecosistema dell’informazione è sempre più necessario ricordarsi che siamo in affitto e cercare di costruire casa propria altrove. Fatelo, facciamolo, il prima possibile.
  • World Wait Web – Con la crescita esponenziale della fruizione delle Rete in mobilità i tempi di caricamento sono un elemento essenziale per evitare che i visitatori abbandonino il sito. Su questo, come noto, sta lavorando Google con le  Accelerated Mobile Pages e Facebook con Instant Articles. Il Financial Times ha invece intrapreso la propria strada in autonomia passando ad una “culture of subtraction”. Less is more.
  • Snake Oil – Il Giornale ha pubblicato venerdì scorso 3 annunci di lavoro, tre ricerche di personale per rinforzare gli organici della propria testata. In un epoca di tagli occupazionali sarebbe una buona notizia se non fosse che leggendo le job description si vede come invece non lo sia affatto. Infatti sia i temi, le aree di competenza, che le competenze richieste, così come definite nell’annuncio, fanno capire quanto siano di bassa lega. Come i venditori di olio di serpente del vecchio west…
  • Incrementare le Vendite dei Quotidiani – In Oklahoma è legge il “The Paper Informed Public Act”. La legge obbliga tutti i cittadini maggiorenni dello Stato statunitense ad acquistare un quotidiano nella nella versione cartacea. Non ditelo a quelli della FIEG, potrebbero farci un pensierino.
  • Forza Roma – Dopo aver ridisegnato in crowdsourcing il proprio sito, la Roma, che ha aperto 11 nuovi account sui social nel 2015, rende note le 10 statistiche più significative sull’attività in Rete da parte della squadra di calcio. Complessivamente sono 8.2 milioni i fan/follower della Roma. La squadra della capitale ora comunica in 8 lingue diverse: dall’ arabo al portoghese, passando per spagnolo e cinese, oltre naturalmente a italiano ed inglese. Forza Roma.

4 Fasi Era Digitale

Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

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