social media

Mix Digital 2014
Pubblicato il 18 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Et Voilà la Réclame

17esima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nell’Era di Twit­ter” dedi­cata all’andamento degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari in Ita­lia nel 2014.

In mezz’ora, inter­val­lata da musica scelta ad hoc, in tema, com­men­tiamo i dati rela­tivi alla comu­ni­ca­zione d’impresa [“above the line”] nel nostro Paese. Inve­sti­menti in adver­ti­sing che a fine 2014, in ter­mini reali, al netto dell’inflazione tor­nano ai livelli del 1990. Infatti, negli ultimi tre anni è stata bru­ciata tutta la cre­scita dei 25 anni pre­ce­denti e si è ritor­nati, appunto, a cin­que lustri fa.

Focus su area digi­tal, unica area in cre­scita, e sul media mix, sti­mato, degli inve­sti­menti in quest’ambito con i social a rap­pre­sen­tare ancora una quota mino­ri­ta­ria rispetto al totale, la search che con­ti­nua a domi­nare la scena ed il video adver­ti­sing che sopra­vanza, con pro­ie­zioni di ulte­riore cre­scita anche nel 2015 e negli anni a venire.

Mix Digital 2014

Di par­ti­co­lare inte­resse i dati rela­tivi al mix dei mezzi uti­liz­zati sia da quei macro­set­tori che nel 2014, in con­tro­ten­denza, hanno aumen­tato il livello dei loro inve­sti­menti in adver­ti­sing che di quelli che invece li hanno ridotti. Ad esclu­sione del com­parto ali­men­tare, in entrambi i casi è la tele­vi­sione a rap­pre­sen­tare il grosso della torta aumen­tando la pro­pria inci­denza in maniera più che sen­si­bile dal 2006 ad oggi. È dun­que più la TV che il digi­tale a rubare quota e a cau­sare la con­tra­zione della stampa [il mezzo che mag­gior­mente cala rispetto al 2013].

Inter­net, il digi­tale, cre­sce ma gli inve­sti­menti, anche se vedono il numero di imprese che uti­liz­zano que­sto medium in calo del 5%, restano pre­va­len­te­mente anco­rati al mezzo tele­vi­sivo. La cre­scita di allo­ca­zione di bud­get sulla tele­vi­sione è un indi­ca­tore da un lato dell’abbattimento dei costi per GRP che ha atti­rato mag­gior­mente gli inve­sti­tori e, dall’altro lato, di come la comu­ni­ca­zione “top-down” resti la pre­fe­rita dalle imprese. L’inter­rup­tion mar­ke­ting conti­nua ad essere la moda­lità pri­vi­le­giata nella comu­ni­ca­zione d’impresa nono­stante si parli da circa un decen­nio ormai di per­mis­sion e inbound marketing.

Media Mix Aziende

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Si ricorda che “In Media Stat Virus: I Media nell’era di Twit­ter” con­ti­nuerà la pro­gram­ma­zione sino a giu­gno e sono asso­lu­ta­mente gra­diti sug­ge­ri­menti sui temi da affron­tare da qui ad allora. Sul ter­razzo di Radio Fujiko abbiamo alle­stito appo­si­ta­mente una pic­cio­naia allo scopo. In alter­na­tiva è pos­si­bile inte­ra­gire, anche, via Twit­ter uti­liz­zando l’hashtag  #imsv14 e/o men­zio­nando i due account @pedroelrey / @radiofujiko.

Come In We are Open
Pubblicato il 17 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Open Data, Call to Action

In col­la­bo­ra­zione con Human High­way abbiamo deciso di aprire, di for­nire a tutti, i dati delle con­di­vi­sioni degli arti­coli delle diverse testate.

Ogni arti­colo con­te­nuto nel data­set è descritto dall’URL, dal titolo e dai tag [even­tual­mente] ad esso asso­ciati. Alla data dell’osservazione, ripor­tata nell’omonimo campo, le API di quat­tro social net­work con­se­gnano a UAC Meter il numero di con­di­vi­sioni dell’articolo:

  • Like e share su Facebook
  • Tweet e ret­weet su Twitter
  • +1 su Goo­gle Plus
  • Like e con­di­vi­sioni su LinkedIn

Diamo il data­base men­sile open e avremmo pia­cere di vedere quali ela­bo­ra­zioni ed inte­gra­zioni si pos­sono fare rispetto a quelle che abbiamo già effet­tuato. Potre­ste avere delle idee che noi non abbiamo mai avuto, sia nell’analisi che nel modo di visua­liz­zare i risul­tati. Potre­sti arric­chirli con altre infor­ma­zioni, clas­si­fi­carli in base al con­te­nuto — molto utile ma molto dif­fi­cile — o appro­fon­dire le ragioni alla base della condivisione.

Avete tempo sino al 7 di marzo per fare la vostra ana­lisi e/o visua­liz­za­zione gra­fica ed inviarle a a info@humanhighway.it o a info@datamediahub.it. Le migliore ana­lisi o le migliori visua­liz­za­zioni gra­fi­che dei risul­tati saranno pub­bli­cate con un arti­colo e un’intervista su Data­Me­dia­Hub nella seconda set­ti­mana di marzo 2015. Non fate i timidi.

Come In We are Open 

Sanremo Trend
Pubblicato il 15 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Sanremo NON Prende il Volo su Twitter

Secondo l’Osser­va­to­rio Social Tv Cen­tro Inter­di­par­ti­men­tale Digi­lab della Sapienza, le socially enga­ged TV audience, che com­men­tano e par­te­ci­pano on line ai con­te­nuti tv, media­mente sono circa il 15% degli inter­net users ita­liani attivi nel giorno medio [pari a 13,5 milioni di utenti secondo Audi­web]. Attin­gendo a fonti diverse ed uti­liz­zando più di di un tool di ana­lisi ho veri­fi­cato quale e quanto sia stato l’impatto di San­remo su Twitter.

Com­ples­si­va­mente gli uni­que authors sono stati circa 182mila. I tweet dal nostro Paese hanno sfio­rato i due milioni [1.9 milioni, per la pre­ci­sione]. La prima serata, del 10/2, è stata, insieme alla finale, quella in cui sono stati fatti il mag­gior numero di tweet.

Per la serata inau­gu­rale Niel­sen indica 84.700 uni­que authors con un audience - numero di per­sone espo­ste almeno ad un tweet rela­tivo ad un pro­gramma tv — di 365.300. Durante quella serata, nel momento di picco, vi erano 15.6 milioni di tele­spet­ta­tori che sta­vano guar­dando il Festi­val. In pra­tica poco più dello 0.5% di coloro che sta­vano guar­dando San­remo ha twit­tato qual­cosa al riguardo e poco più del 2% è stata l’audience rag­giunta attra­verso Twitter.

Per la serata di ieri i dati Niel­sen non sono ancora stati dif­fusi [verrà aggior­nato l’articolo quando saranno dispo­ni­bili] ma con­si­de­rando che il numero com­ples­sivo, inclu­sivo della “coda lunga” del 15/2, di tweet e i tweet unici/ora sono molto simili a quelli del 10 feb­braio i numeri non dovreb­bero distac­carsi in maniera significativa.

Update del 16.02: Sono dispo­ni­bili i dati Niel­sen su uni­que authors e audience su Twit­ter e quelli Audi­tel su ascolti serata finale del Festi­val. Su un audience di 14,8 milioni di tele­spet­ta­tori gli uni­que authors sono stati 73.800 e l’audience unica rag­giunta è stata di 336mila per­sone. Come si ipo­tiz­zava i numeri [e le con­si­de­ra­zioni] restano validi.

Sanremo Trend

Non pare si tratti nep­pure della com­po­si­zione del pub­blico tele­vi­sivo del Festi­val di San­remo che, secondo i dati dispo­ni­bili, cre­sce rispetto alla scorsa edi­zione nelle fasce d’età tra i 15 e i 34 anni, quella dei cosid­detti “digi­tal natives”.

Insomma San­remo NON sfonda su Twit­ter ma forse il pro­blema è all’origine. Si ten­dono a misu­rare spesso sola­mente il numero di tweet e la loro reach, che in realtà però dovrebbe più accu­ra­ta­mente essere defi­nita come OTS [Oppor­tu­nity To be Seen — Pos­si­bi­lità di Essere Visua­liz­zato], gon­fiando mal­de­stra­mente numeri che, come mostra il gra­fico di sin­tesi dei dati dell’ultimo qua­dri­me­stre, in realtà sono comun­que modesti.

La social TV è un feno­meno ancora mar­gi­nale, un trend da seguire con atten­zione per farsi un’idea di quello che sarà, forse.

sanremo-2

Linkedin Users Trend
Pubblicato il 13 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

LinkedIn Batte Facebook e Twitter

Lin­ke­dIn, il social net­work più effi­cace per la distri­bu­zione di con­te­nuti, per il con­tent mar­ke­ting nel B2B, ha pub­bli­cato i dati rela­tivi all’ultimo tri­me­stre ed al totale 2014.

Se gli utenti di Face­book e, soprat­tutto, di Twit­ter, cre­scono a tassi con­te­nuti, così non è per Lin­ke­dIn che invece galoppa tri­me­stre dopo trimestre.

Come mostra il gra­fico sot­to­stante le per­sone regi­strate cre­scono del 25% rispetto al 2013 e del 71% rispetto al 2012. Gli utenti unici attivi nel 2014 aumen­tano del 19% rispetto all’anno pre­ce­dente e del 64% in con­fronto al 2012. For­tis­sima anche la cre­scita delle pagine viste [+31%], segno di un uti­lizzo inten­sivo del social net­work e degli utenti unici da mobile che pesano il 46% del totale.

La pre­sen­ta­zione sotto ripor­tata mostra il trend tri­me­strale di cre­scita degli utenti e quello di ricavi e EBITDA dall’inizio del 2012 ad oggi non­ché le pre­vi­sioni per il 2015. Se ancora non avete una vostra pagina azien­dale su Lin­ke­din è deci­sa­mente arri­vato il momento di porre rimedio.

Io Leggo Perchè
Pubblicato il 12 febbraio 2015 by Pier Luca Santoro

Gli Editori Italiani si Affidano alla Gamification

In un Paese, il nostro, in cui i let­tori di libri sono da cer­carsi con il lumi­cino i dati rela­tivi al 2014 con 820mila per­sone [-3.4%] che sono uscite dal mondo della let­tura, por­tando al 41% chi legge almeno un libro all’anno, hanno fatto suo­nare più di un cam­pa­nello di allarme all’Associazione Ita­liana Edi­tori che ha lan­ciato #ioleg­go­per­ché, ini­zia­tiva nazio­nale di pro­mo­zione del libro e della let­tura rivolta ai futuri let­tori, fon­data sulla pas­sione dei let­tori di ogni età ed estra­zione che cul­mi­nerà Il 23 aprile in occa­sione della gior­nata mon­diale del libro e del diritto d’autore.

Per rea­liz­zare l’obiettivo si affida ai “mes­sag­geri”, alle per­sone, e soprat­tutto alla gami­fi­ca­tion. All’interno del sito infatti esi­ste un’apposita area costruita ad hoc con una serie di mis­sioni nella migliore tra­di­zione del gioco.

Dopo essersi regi­strati si riceve già un primo bonus di pre­mio per essere dive­nuti “mes­sag­gero di primo livello. Il col­le­gare i pro­pri account social — Face­book, Twit­ter & Insta­gram — frutta 250 punti per cia­scuno di que­sti. Seguono diverse mis­sioni che hanno sem­pre fon­da­men­tal­mente l’obiettivo di gene­rare buzz, passa parola, sia online che off line.

Oltre all’eccessivo accento posto sulla dif­fu­sione dell’iniziativa, su appunto la gene­ra­zione di buzz, l’altro limite con­si­ste in un  game design ecces­si­va­mente basico e senza né una pro­gres­sione nelle dif­fi­coltà di gioco né nei rela­tivi punteggi.

Si tratta comun­que di un’iniziativa inte­res­sante che dalla mia pro­spet­tiva non posso che augu­rarmi che fac­cia da apri­pi­sta ad altre, pos­si­bil­mente meglio strut­tu­rate, vin­cendo igno­ranza e pre-giudizi che sono ancora molto dif­fusi sul valore della gami­fi­ca­tion in ambito edi­to­riale ed informativo.

Io Leggo Perchè

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