sinagi

Pubblicato il 23 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Il Trade Marketing Questo Sconosciuto

Se per l’industria edi­to­riale del seg­mento quo­ti­diani e perio­dici già il mar­ke­ting è una disci­plina eser­ci­tata pre­va­len­te­mente per dedi­carsi all’acquisto di monili e col­la­nine made in china et simi­lia da ter­mo­re­trarre, incel­lo­pha­nare al pro­dotto edi­to­riale, il trade mar­ke­ting è un’area asso­lu­ta­mente sco­no­sciuta, non esercitata.

Non si spiega altri­menti la len­tezza con la quale la FIEG [e i sin­da­cati di rap­pre­sen­tanza] stanno approc­ciando la vitale que­stione dell’informatizzazione delle edi­cole che di que­sto passo non sarà attiva nep­pure per fine 2013.

Una situa­zione ancora più para­dos­sale se si tiene conto che dall’ana­lisi sulla stampa nel nostro Paese tra il 20o9 ed il 2011, rea­liz­zato sem­pre dalla FIEG stessa, si evi­den­zia come oltre l’80% delle ven­dite di quo­ti­diani pas­sino per il canale edi­cole e che i ricavi del digi­tale pesa­vano a fine 2011 solo l’1,4% dei ricavi dell’intero settore.

Sono pro­prio gli abbo­na­menti, insieme alle ope­ra­zioni di cut price, una delle prin­ci­pali evi­denze della disat­ten­zione, del disin­te­resse degli edi­tori nei con­fronti del trade, delle edi­cole, con il ripro­porsi quo­ti­diano di pro­po­ste che arri­vano sino all’80% di taglio del prezzo di coper­tina e che, para­dos­sal­mente, ven­gono vei­co­late pro­prio attra­verso il canale edi­cole. Ope­ra­zioni di con­cor­renza tra canali che, dav­vero, non mi pare esi­stano in nes­sun altro set­tore o seg­mento di mercato.

Il video sot­to­ri­por­tato, rea­liz­zato da un gruppo di gior­na­lai, che sta impa­rando ad usare la Rete ed i suoi diversi mezzi, uscendo dal recinto di Face­book dove vi sono molti gruppi di edi­co­lanti che spesso diven­gono solo degli ste­rili “sfo­ga­toi”, testi­mo­nia il con­flitto esi­stente su quest’area.

Il trade mar­ke­ting que­sto sconosciuto.

Pubblicato il 26 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

Conflitto d’Interessi

Più volte ho rac­co­man­dato a chi opera, a vario titolo, in ambito edi­to­riale di leg­gere la realtà delle edi­cole ita­liane attra­verso la lente di Face­book, e dei nume­rosi gruppi, dai nomi più diversi, che spon­ta­nea­mente si aggre­gano per ten­tare di dare voce alla pro­pria realtà quotidiana.

E’ pro­prio attra­verso uno di que­sti che imparo una situa­zione ancora più dra­stica rispetto a quella segna­lata, anche di recente, in que­sti spazi.

Viene ripor­tato infatti che:

“Il Sinagi in Cam­pa­nia è stato com­mis­sa­riato con tutti i suoi diri­genti che non con­tenti sono pas­sati al Fenagi tra­sfe­rendo il pac­chetto di deleghe,senza avvi­sare nean­che gli iscritti.

In pra­tica 250 edi­cole di Napoli e pro­vin­cia si sono tro­vate sull’ec il cam­bio di sigla sindacale,senza aver fir­mato revoca e soprat­tutto delega per il nuovo sin­da­cato Fenagi.

Il distri­bu­tore ha fatto il gioco dei diri­genti, se tele­foni per pro­te­stare dicendo che non sei del Fenagi e che fino a ieri eri Sinagi ti risponde che non è responsabile,allora tu fai pre­sente che il DL per riti­rare la quota deve avere le deleghe,e loro dicono che ese­guono solo ordini e che non si puo’ ritor­nare o disdire se non in accordo col sindacato”.

L’amara rispo­sta ai, sem­pre gra­diti, sug­ge­ri­menti di Marta.

La con­ferma di quali siano, ad ogni lati­tu­dine, le col­lu­sioni, i con­flitti di inte­ressi esistenti.

Pubblicato il 13 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

La Voce del Padrone

Quando la rap­pre­sen­tanza pro­vin­ciale di uno dei due prin­ci­pali sin­da­cati di gior­na­lai insi­ste nel man­dare avvisi minac­ciosi ai pro­pri asso­ciati, per tute­lare quella che, nono­stante le dichia­ra­zioni di cir­co­stanza, nei fatti è la con­tro­parte è evi­dente che c’è qual­cosa che non funziona.

Una visita ai nume­rosi gruppi di edi­co­lanti pre­senti su Face­book chia­ri­sce alcuni aspetti. Altri più spe­ci­fici richie­dono una ricerca rela­ti­va­mente banale.

- clicca per ingrandire —

Avendo rac­colto infor­ma­zioni e visioni da parte di chi svolge que­sto, sem­pre più ingrato lavoro, domani approfondiamo.

Pubblicato il 25 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Maiuscolo

Sba­lor­di­tivo il tono ed il con­te­nuto della comu­ni­ca­zione che si riceve dalla sede pro­vin­ciale del sin­da­cato al quale sono affiliato.

In buona sostanza, come potete leg­gere voi stessi, gli edi­co­lanti ven­gono “caz­ziati” per non aver dedi­cato la suf­fi­ciente atten­zione ad una deter­mi­nata pub­bli­ca­zione, spe­ci­fi­ca­ta­mente “Il Fè”: rivi­sta di annunci gratuiti.

Spiace dover ram­men­tare che in que­sti spazi era stato spie­gato tempo fa, con pre­ciso rife­ri­mento alla testata in que­stione, come le ini­zia­tive in essere fos­sero con­dotte con un livello di appros­si­ma­zione tale da ren­derle inutili.

Si ricorda, inol­tre, che sulla base del vigente prin­ci­pio di parità di trat­ta­mento, che il sot­to­scritto da tempo pro­pone di abo­lire, i gior­na­lai non pos­sono pri­vi­le­giare le pubblicazioni.

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Ah, l’uso e abuso delle maiu­scole è desueto al pari del con­te­nuto della mis­siva. Per il futuro si prega, se colti nuo­va­mente da uti­lizzo com­pul­sivo e irre­fre­na­bile [che si scon­si­glia], di riser­varle a noi giornalai.

Pubblicato il 25 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Strenna natalizia

Nelle rivi­ste del gruppo edi­to­riale Hacette – Rusconi arri­vate in edi­cola nei giorni scorsi è inse­rito un dépliant di ben 34 pagine che in coper­tina pro­mette abbo­na­menti a prezzi di saldo con sconti sino al 78% del prezzo di copertina.

Sono nume­rose le impli­ca­zioni di que­sta iniziativa.

In pri­mis, come ricor­dava un attento visi­ta­tore pochi giorni fa, è cla­mo­roso il furto che quo­ti­dia­na­mente pro­pi­nano gli edi­tori con l’inserimento di sconti allu­ci­nanti su abbo­na­menti che vei­co­lano attra­verso i nostri punti ven­dita. Credo che potendo andare a fondo, sotto il piano legale que­sto si possa rubri­care come con­cor­renza sleale.

Nella mia espe­rienza, pro­dotti ali­men­tari e cosme­tici ven­dono in diversi canali ma, quanto meno, vi è atten­zione alle poli­ti­che di prezzo e, lad­dove pos­si­bile, dif­fe­ren­zia­zione di for­mati e pac­ka­ging. L’assenza totale di que­sti ele­menti nel canale edi­cole è evi­dente segnale di arro­ganza ed inca­pa­cità pro­fes­sio­nale da parte della stra­grande mag­gio­ranza degli editori.

Altret­tanto ecla­tante è come da un lato si com­batta la guerra dei diritti e dei con­te­nuti per poi, nei fatti, sven­dere le pub­bli­ca­zioni senza il minimo rite­gno senza coe­renza alcuna.

Evi­dente carenza di coe­renza e di scarsa cono­scenza dei fun­da­men­tals del mar­ke­ting è rap­pre­sen­tata dalla disto­nia che si crea attra­verso que­ste ope­ra­zioni nella mente del let­tore acqui­rente che avrà neces­sa­ria­mente la per­ce­zione sia di essere fre­gato quanto com­pra le pub­bli­ca­zioni a prezzo pieno che dello scarso valore delle rivi­ste stesse. Il let­tore, inol­tre, non essendo tenuto per defi­ni­zione a cono­scere i det­ta­gli, imma­gi­nerà, erro­nea­mente pur­troppo, anche che la filiera edi­to­riale lavori con mar­gi­na­lità stra­to­sfe­ri­che, facen­dosi così ine­vi­ta­bil­mente l’idea che edi­tori ed edi­co­lanti siano “dei ladri”.

O le regole del gioco ven­gono [ri]fatte insieme o tra breve non sarà più pos­si­bile giocare.

Pubblicato il 18 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Indicazioni

Il Sinagi, in vista della fase di rin­novo dell’accordo nazio­nale, circa un mese fa ha inviato ai pro­pri asso­ciati un que­stio­na­rio teso ad iden­ti­fi­care quali siano gli aspetti prio­ri­tari della nego­zia­zione dal punto di vista della base, degli edicolanti.

Si chie­deva di for­nire due rispo­ste rispetto alle cin­que alter­na­tive pro­po­ste così, appunto, da indi­care le priorità.

I risul­tati sono stati pub­bli­cati sul men­sile “Nuove dall’Edicola” di que­sto mese.

Rispo­sta % Posi­tiva
Con­tratto esti­ma­to­rio, ovvero paga­mento delle for­ni­ture solo al ritiro della resa 75,00%
Unica per­cen­tuale su tutto il pro­dotto editoriale 20,00%
Libertà di scelta delle pub­bli­ca­zioni da tenere in edicola 65,00%
Azze­ra­mento della defiscalizzazione 10,00%
Rico­no­sci­mento eco­no­mico per tutti gli alle­gati, con per­cen­tuale di sconto pari al prezzo effet­tivo di ogni testata diffusa 50,00%

[Fonte: Nuove dall’Edicola. Le per­cen­tuali ripor­tate, ovvia­mente, non cor­ri­spon­dono a 100 in quanto le rispo­ste pos­si­bili erano due].

Dalle rispo­ste otte­nute risulta evi­dente, nella sem­pli­cità – forse ecces­siva – del que­stio­na­rio, come l’interesse dei gior­na­lai sia foca­liz­zato, da un lato, sul breve, all’ottenimento di con­di­zioni di paga­mento più favo­re­voli che con­sen­ti­reb­bero sia di ridare fiato alle finanze dei sin­goli edi­co­lanti che di eli­mi­nare pro­gres­si­va­mente dal mer­cato i nume­rosi edi­tori scor­retti che appro­fit­tan­dosi delle attuali logi­che entrano sul mer­cato senza nes­suna bar­riera sfrut­tan­dolo biecamente.

Dall’altro lato si evi­den­zia il legit­timo desi­de­rio di deter­mi­nare auto­no­ma­mente, senza impo­si­zioni ed arro­ganza, l’assortimento della pro­pria atti­vità com­mer­ciale. Pos­si­bi­lità che allo stato attuale è negata a fronte di teo­ri­che parità di trat­ta­mento che sono ele­mento da man­te­nere solo per quanto riguarda i quo­ti­diani come è stato detto.

Sono indi­ca­zioni che non devono restare disattese.

Pubblicato il 23 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

E se provassimo a fare Marketing?

La distri­bu­zione com­mer­ciale non ha mai bril­lato per la comu­ni­ca­zione ed il mar­ke­ting limi­tan­dosi pre­va­len­te­mente ad affi­darsi alle poli­ti­che delle aziende for­ni­trici o, al mas­simo, pun­tando alla leva del prezzo per con­tra­stare la con­cor­renza più diretta.

Le edi­cole, da un lato age­vo­late, e dall’altro costrette, nella morsa della parità di trat­ta­mento e dalla pos­si­bi­lità di ren­dere l’invenduto non fanno ecce­zione, anzi, se pos­si­bile, sono carenti di qual­siasi poli­tica di canale come ho evi­den­ziato a più riprese in que­sti spazi.

Oggi la situa­zione non è più soste­ni­bile. Dalla prima, far­se­sca, libe­ra­liz­za­zione ad oggi oltre 6mila gior­na­lai hanno già chiuso e mol­tis­simi anna­spano attual­mente stretti nella morsa cre­di­ti­zia costretti a finan­ziare quo­ti­dia­na­mente le neces­sità di cassa di una mol­ti­tu­dine di ope­ra­tori non qua­li­fi­cati che affol­lano il canale.

Dopo i segnali e gli stru­menti rea­liz­zati dal Sinagi, recen­te­mente anche lo Snag ha pro­po­sto di affig­gere una locan­dina i cui con­te­nuti, come mostra l’immagine sot­to­stante, sono iden­tici nella sostanza all’iniziativa precedente.

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Che il pro­blema sia effet­tivo e che pena­lizzi, ancor più in que­sto momento di grave crisi, i gior­na­lai non vi è dub­bio ed io stesso ho soste­nuto que­sta cam­pa­gna; non credo però che sia né l’atteggiamento cor­retto né tanto meno la solu­zione ai pro­blemi di que­sto canale e dei sin­goli punti vendita.

Ritengo che il cliente, l’individuo, che si reca in edi­cola sia poco inte­res­sato a sapere se la sua pub­bli­ca­zione pre­fe­rita è assente per colpa del suo edi­co­lante o per respon­sa­bi­lità dell’editore. Penso che comun­que l’immagine com­ples­siva ne esca asso­lu­ta­mente sbia­dita con il risul­tato di ren­dere il pub­blico ancora meno affe­zio­nato all’editoria su carta ed al suo canale commerciale.

Voglio imma­gi­nare che si otter­reb­bero risul­tati di gran lunga migliori se le locan­dine che ci viene pro­po­sto di affig­gere sulle porte dei nostri negozi par­las­sero di altri argo­menti con altri linguaggi.

Per­ché non evi­den­ziare la fun­zione di ser­vi­zio pub­blico assolta dalle edi­cole, la loro capil­la­rità in ter­mini di pre­senza sul ter­ri­to­rio ed ancora il ser­vi­zio offerto con orari di aper­tura vicini alle 24h/die.

Credo che posi­ti­viz­zare il mes­sag­gio sia una delle regole base della comu­ni­ca­zione e possa essere uno dei primi e più ele­men­tari prin­cipi che ci gui­dano nella rela­zione con la clientela.

Insomma, e se pro­vas­simo a fare Mar­ke­ting?

Pubblicato il 22 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Informatizzazione dell’edicola

Se, da un lato col­tivo l’idea di riu­scire a dare forma ad alcuni pro­getti di cen­si­mento ed ana­lisi del canale di ven­dita di rife­ri­mento attuale e futuro per l’editoria [al momento non posso spe­ci­fi­care oltre per la fase asso­lu­ta­mente embrio­nale dei pro­getti], dall’altro ho ini­ziato a col­la­bo­rare con uno dei sin­da­cati dei gior­na­lai per favo­rire lo svi­luppo dell’informatizzazione delle edicole.

Non più tardi della set­ti­mana scorsa ho par­te­ci­pato alla prima riu­nione nazio­nale del nascente gruppo di lavoro che si occu­perà di come favo­rire il pro­cesso di alfa­be­tiz­za­zione infor­ma­tica dei gior­na­lai. Con­di­zione e pre­sup­po­sto essen­ziale, a mio avviso, per la riqua­li­fi­ca­zione di que­sto canale di vendita.

Attual­mente sono com­ples­si­va­mente circa 5mila le edi­cole che sono dotate di un soft­ware di gestione del punto ven­dita. Nel 2009, dun­que, più dell’80% dei punti ven­dita non è dotato di que­sto stru­mento gestionale.

I due prin­ci­pali soft­ware uti­liz­zati con­sen­tono di dia­lo­gare con il pro­prio distri­bu­tore locale, veri­fi­cando for­ni­ture e rese oltre a ren­dere più fluido il pro­cesso di comu­ni­ca­zione tra i punti ven­dita distri­buiti sul ter­ri­to­rio ed i loro primi fornitori.

Aware Resa

Ige­riv è il primo nato dei due e risente sicu­ra­mente di una con­ce­zione datata che ne influenza nega­ti­va­mente le per­for­mance. La gestione delle ven­dite a banco è dav­vero limi­tata e l’aspetto di rile­va­mento e cono­scenza dell’andamento del pro­prio punto ven­dita pra­ti­ca­mente assente. Si tratta per­ciò più di uno stru­mento fun­zio­nale alla sem­pli­fi­ca­zione della rou­tine quo­ti­diana del gior­na­laio che non di un gestio­nale vero e pro­prio. Punto di forza la pos­si­bi­lità di visua­liz­zare le imma­gini dei pro­dotti richia­mati in resa [aspetto non tra­scu­ra­bile quando nella bolla alla voce “sup­ple­mento bime­strale di dia­bete oggi” cor­ri­sponde, a seconda dei casi, l’ultimo calen­da­rio della sub­rette di turno discinta o il cd con le cover dei Pink Floyd].

Info­riv è l’altro soft­ware che gode di una discreta pene­tra­zione – circa 2mila edi­cole — “spon­so­riz­zato” dai prin­ci­pali attori della filiera è sicu­ra­mente di miglior rea­liz­za­zione, per­mette anche la comu­ni­ca­zione tra distri­bu­tori locali ed editori/distributori nazio­nali con evi­dente van­tag­gio di imme­dia­tezza in ter­mini di moni­to­rag­gio dell’andamento delle pub­bli­ca­zioni. Più tec­nico, di mag­gior costo e senza imma­gini per i detrattori.

Poi­ché per il gior­na­laio è fon­da­men­tale nell’esercizio della pro­pria atti­vità la comu­ni­ca­zione con il primo anello, con il pro­prio primo for­ni­tore, il sot­to­scritto è dotato obbli­ga­to­ria­mente del primo dei due stru­menti infor­ma­tici citati poi­ché è quello adot­tato dal pro­prio distri­bu­tore locale. Il sin­da­cato ed il gruppo di lavoro al quale sono stato invi­tato a far parte cal­deg­giano invece l’adozione dell’altra proposta.

Entrambi mi sem­brano asso­lu­ta­mente ina­de­guati per il futuro delle edi­cole e strut­tu­rati in modo da non favo­rirne l’utilizzo nella pra­tica quo­ti­diana di lavoro dei gior­na­lai. Mi pare che in altri canali – ali­men­tare, risto­ra­zione, cate­ring – si siano adot­tate già solu­zioni di mag­gior pra­ti­cità rispetto a quelle in uso nelle edicole.

Credo che siano gli stru­menti infor­ma­tici a doversi adat­tare al biso­gno e non vice­versa e sarà que­sto uno degli aspetti che cer­cherò sem­pre di tenere alto nel dia­logo con i tec­nici del gruppo di lavoro. Ovvia­mente le com­ples­sità sono mol­te­plici e vanno oltre que­sto aspetto sia per gli aspetti eco­no­mici che per le impli­ca­zioni “poli­ti­che” della vicenda.

Non man­cherò di tenervi aggior­nati al riguardo nei limiti della pos­si­bi­lità e della cor­ret­tezza pro­fes­sio­nale. A presto.

Pubblicato il 21 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

E’ qui la festa?

Sabato sera scorso sono andato ad una cena con un cen­ti­naio di gior­na­lai di Fer­rara e pro­vin­cia orga­niz­zata da una testata locale in col­la­bo­ra­zione con il Sinagi provinciale.

Sull’invito c’era scritto che ci sareb­bero state illu­strate le stra­te­gie di rilan­cio della pub­bli­ca­zione, recen­te­mente ritor­nata in mani locali dopo un periodo “stra­niero”. Incu­rio­sito ho dun­que deciso di par­te­ci­pare anche per sfrut­tare l’occasione di incon­trare in una volta sola molti di quelli che fanno il mio stesso mestiere in zona.

Loca­tion ade­guata, non ecces­si­va­mente sfar­zosa ma nem­meno troppo dimessa, e menù più che digni­toso, col­le­ghi e col­le­ghe vivaci e sim­pa­tici nono­stante la gior­nata ini­ziata 14/15 ore prima sulle spalle. Nulla da dire.

Un’occasione spre­cata per la testata in que­stione fuori di dubbio.

Dopo aver orga­niz­zato e riu­nito un numero cospi­cuo di per­sone [ed aver sop­por­tato l’esborso] mi sarei aspet­tato deci­sa­mente di più e di meglio.

Dopo l’apertura del segre­ta­rio pro­vin­ciale del sin­da­cato gli inter­venti dei due respon­sa­bili della testata sono stati con­fusi ed inu­tili. Tutto esclu­si­va­mente all’insegna di gene­rici “vole­mose bene” e con richiami alla stra­te­gia di rilan­cio della testata che dichia­ra­ta­mente con­si­stono in rilan­ciare le ven­dite; aspetto che mi pare sia da con­si­de­rarsi un obiet­tivo ma non una-LA stra­te­gia della pub­bli­ca­zione. Ho/abbiamo stretto mani, rin­gra­ziando per il pasto offerto e salutato.

Quanti espor­ranno meglio e per quanto tempo la rivi­sta in que­stione e quanti dopo­do­mani mat­tina si saranno invece già dimen­ti­cati dei capel­lacci e del fagiano offerto? Io non ho una rispo­sta certa ed altret­tanto i respon­sa­bili del impresa editoriale.

Si poteva dia­lo­gare, chie­dere una par­te­ci­pa­zione più attiva e sfrut­tare la costosa e rara pre­senza di chi era alla cena. Volendo, addi­rit­tura, si poteva orga­niz­zare un gioco. Pre­ve­dere o richie­dere step di fol­low up. Insomma si poteva e si doveva uti­liz­zare l’occasione creata per comu­ni­care e coin­vol­gere con mag­gior effi­ca­cia andando oltre un gene­rico good­will che, a mio avviso, lascia il tempo che trova.

Pec­cato! La for­tuna di riu­scire ad avere la pre­senza di un numero impor­tante non sarà repli­ca­bile a breve, come sem­pre averci pen­sato prima avrebbe fatto la dif­fe­renza. La pia­ni­fi­ca­zione e la comu­ni­ca­zione non sono degli optio­nal tra­scu­ra­bili da tempo, ora, se pos­si­bile, ancor meno.

I love d you

Pubblicato il 14 settembre 2009 by Pier Luca Santoro

L’Interrogazione

Poco prima delle vacanze Cate­rina Pes ha pre­sen­tato una inter­ro­ga­zione al Pre­si­dente del Con­si­glio, al Mini­stro del lavoro, della salute e delle poli­ti­che sociali rela­ti­va­mente alla con­di­zione degli edi­co­lanti, con par­ti­co­lare rife­ri­mento ai rap­porti di forza tra i vari sog­getti della filiera – edi­tori e distri­bu­tori – ed, appunto i gior­na­lai.

La depu­tata del PD, in par­ti­co­lare, evi­den­zia come: “Vi è un evi­dente squi­li­brio dei rap­porti di forza tra i vari sog­getti della filiera, squi­li­brio che com­porta solo obbli­ghi per gli edi­co­lanti e soli diritti per il resto dei sog­getti, al punto che edi­tori e distri­bu­tori deci­dono quale e quanto mate­riale sca­ri­care e le rela­tive moda­lità di paga­mento in maniera sostan­zial­mente uni­la­te­rale ed auto­re­fe­ren­ziale”. Rife­ri­sce inol­tre che “la situa­zione attuale è dram­ma­tica per la quasi tota­lità degli edi­co­lanti che non rie­scono più a sop­por­tare il peso di que­sto pena­liz­zante sistema di paga­mento”. Con­clu­dendo “[.….] se il Governo sia a cono­scenza dei fatti rap­pre­sen­tati in pre­messa, se le ten­sioni con­cer­nenti la distri­bu­zione e la ven­dita al det­ta­glio della stampa abbiano pena­liz­zato o rischino di pena­liz­zare il diritto all’informazione dell’utenza e quali ini­zia­tive intenda pro­muo­vere o adot­tare, anche tra­mite l’Osservatorio per il moni­to­rag­gio del mer­cato edi­to­riale ”.

L’interrogazione pro­pone una parte dei temi che anche all’interno di que­sti spazi sono stati ripresi più volte nel tempo e che, ad oggi, sono rima­sti ina­scol­tati.

Rin­gra­zio Cate­rina Pes per l’attenzione posta al tema, anche se for­mal­mente sarebbe stata più inci­siva una inter­pel­lanza par­la­men­tare, come un ser­vi­zio pub­blico – quali sono le edi­cole – meriterebbe.

Sono pur­troppo que­sti tempi bui nei quali i nostri gover­nanti tuo­nano con­tro i gior­nali e si inte­res­sano a ben altre inter­ro­ga­zioni.

Ho la sen­sa­zione che le ini­zia­tive da met­tere in campo siano neces­sa­ria­mente di mag­gior inten­sità e vigore rispetto a quella, pur meri­te­vole, qui ripor­tata; nei pros­simi giorni por­terò la mia pro­po­sta al riguardo in que­ste pagine. Ancora una volta, si accet­tano sug­ge­ri­menti utili.

San

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