silvio berlusconi

Prime Pagine Il Giornale
Pubblicato il 11 agosto 2013 by Pier Luca Santoro

Giornalismo d’Inchiesta

In molti pro­ba­bil­mente ricor­de­ranno la vicenda del giu­dice Rai­mondo Mesiano, autore della sen­tenza civile che obbli­gherà Sil­vio Ber­lu­sconi a pagare un risar­ci­mento milio­na­rio per il lodo Mon­da­dori, inse­guito dalle tele­ca­mere di “Mat­tino 5″, pro­gramma della prima rete Media­set, per [di]mostrare la sua eccen­tri­cità reo di indos­sare cal­zini azzurri e mocas­sini bian­chi. Ser­vi­zio per il quale Clau­dio Bra­chino, diret­tore respon­sa­bile della testata gior­na­li­stica del gruppo Media­set Video­news, era stato sospeso dall’ordine dei gior­na­li­sti per 60 giorni.

In quell’occasione  «Il Gior­nale» di fami­glia per due giorni con­se­gui­tivi dedicò la prima pagina a Mesiano, come mostra l’ imma­gine sotto ripor­tata, per appor­tare il suo con­tri­buto alla cam­pa­gna di discre­dito con­tro il giudice.

Prime Pagine Il Giornale

Deve essere poca cosa il risar­ci­mento di 750 milioni di euro, poi ridotti a 560, in con­fronto alle colpe del giu­dice Espo­sito, nono­stante a molti pro­ba­bil­mente sfugga che la Cas­sa­zione non giu­dica nel merito ma solo nella forma e dun­que tutti i giu­dizi espressi sul fatto che Ber­lu­sconi sapesse o meno non sono fatti che atten­gono alla valu­ta­zione della Cas­sa­zione ma dei gradi di giu­di­zio pre­ce­denti, vista la cam­pa­gna media­tica nei suoi confronti.

Dal 3 di ago­sto ad oggi, in otto giorni, 6 delle prime pagine de «Il Gior­nale» sono infatti dedi­cate al magi­strato della Corte di Cas­sa­zione che ha con­fer­mato la sen­tenza di con­danna a 4 anni di reclu­sione nei con­fronti di Sil­vio Berlusconi.

Gior­na­li­smo d’inchiesta di altis­simo livello gra­zie al quale si va dalle “cene alle­gre” alla “dop­pia vita” pas­sando per “il bugiardo” ed il “metodo Espo­sito”. Spie­gato a cosa serve essere pro­prie­tari, anche, di un giornale.

Cene Esposito

Prime Pagine Il Giornale

Affari del Giudice

Pubblicato il 26 maggio 2011 by Pier Luca Santoro

Una Prima Pagina Gioconda

Nell’edizione di “Porta a Porta” di ieri, l’attuale Pre­si­dente del Con­si­glio, tra le diverse dichia­ra­zioni rese si para­gona a Leo­nardo da Vinci.

L’Unità di sta­mane decide di con­cen­trare la pro­pria atten­zione su que­sta ed altre affer­ma­zioni fatte nel salotto not­turno di Vespa rea­liz­zando, per così dire, una prima pagina gioconda.

Pubblicato il 6 marzo 2011 by Pier Luca Santoro

Palazzo Grazioli & Il Web

Miguel Mora, cor­ri­spon­dente da Roma per “El Pais”, da circa un mese ha aperto un blog dedi­cato alle vicende ita­liane chia­man­dolo Vati­ca­lia.

Il gior­na­li­sta spa­gnolo tratta in maniera molto graf­fiante ma pun­tuale l’attualità del nostro paese ripor­tan­dola dalla sua pro­spet­tiva con cadenza quasi quo­ti­diana.  La let­tura dei suoi arti­coli offre la pos­si­bi­lità di veri­fi­care la per­ce­zione dell’Italia vista con gli occhi di chi non è diret­ta­mente coin­volto oltre che di otte­nere infor­ma­zioni soli­ta­mente non ripor­tate, se non mar­gi­nal­mente, dagli organi d’informazione nazionali.

E’ il caso dell’arti­colo di gio­vedì in cui, tra l’altro, segnala che sul web è in ven­dita il domino con il nome della resi­denza romana di Sil­vio Berlusconi.

Digi­tando www.palazzograzioli.com si accede ad una pagina che pro­muove l’acquisto del domi­nio [offerta minima a par­tire da 3mila euro] invi­tando gli utenti con un richiamo irre­si­sti­bile: quello di una pagina porno. Le prin­ci­pali parole chiave asso­ciate sono incon­tri, ragazze, trasgressioni.

Dif­fi­cile dav­vero recla­mare per la man­canza di coe­renza tra con­te­ni­tore e contenuto.

Pubblicato il 17 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Gerontocrazia & Democrazia

The Eco­no­mist pub­blica un gra­fico di sin­tesi rela­ti­va­mente al diva­rio dì età tra chi governa e l’età media della popo­la­zione in 16 nazioni del mondo Ita­lia compresa.

Uti­liz­zando que­sta varia­bile come ele­mento di ana­lisi emerge che un gap mag­giore è carat­te­ri­stica pre­va­lente dei paesi con regimi auto­ri­tari men­tre le demo­cra­zie sem­brano pre­fe­rire lea­der più giovani.

Ecce­zione alla regola gene­rale è rap­pre­sen­tata pro­prio dal nostro paese.

Cia­scuno tragga la pro­pria conclusione.

A mar­gine si segnala l’infografica inte­rat­tiva, sem­pre a cura del set­ti­ma­nale bri­tan­nico, sui cari­chi pen­denti per il nostro pre­mier e la time­line rea­liz­zata dall’Huff Post sullo stesso tema di fondo.

Pubblicato il 15 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Parodia: Berlusconi salvo per 3 voti

Secondo la defi­ni­zione offerta dal dizio­na­rio eti­mo­lo­gico, una paro­dia è un com­po­ni­mento in versi sul modello di un’altro già noto, tenen­done in parte le espres­sioni, ma appli­can­dole ad un altro argo­mento allo scopo di far satira, muo­vere il riso.

In que­sto rie­sce cer­ta­mente l’estratto dal film “Gli Ono­re­voli”  che nel 1963 descri­veva minu­zio­sa­mente le dina­mi­che di quanto avve­nuto in que­sti giorni nel nostro paese.

E’ un riso amaro che aiuta a riflet­tere sul valore attuale dell’etica e della poli­tica che governa l’Italia.

Pubblicato il 29 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Batman, Robin & Wonderwoman

Tra i docu­menti dif­fusi da Wiki­leaks spun­tano alcune con­si­de­ra­zioni sulla rela­zione tra il Pre­si­dente Russo ed il Primo Mini­stro della Rus­sia che, secondo quanto ripor­tato, vedreb­bero Med­ved, uffi­cial­mente il “senior part­ner”, gio­care il ruolo di Robin rispetto a Putin che invece imper­so­ni­fi­che­rebbe Batman.

Per quanto riguarda la nostra nazione, ad ora, pare che il Pre­si­dente del Con­si­glio in carica venga visto dall’incaricato agli affari dell’ambasciata USA di Roma come inca­pace, vani­toso e inef­fi­cace come moderno lea­der euro­peo; ruolo che eser­ci­te­rebbe in qua­lità di por­ta­voce in Europa degli inte­ressi di Putin.

Se Putin è il maschio alfa, pare dun­que che a Ber­lu­sconi non resti che gio­care ad essere Won­der­wo­man, potrebbe essere un’idea per il pros­simo dei suoi “wild parties”.

Pubblicato il 2 settembre 2009 by Pier Luca Santoro

Advertorials & Berlustories

Gli adver­to­rials, per chi non lo sapesse, sono arti­coli reda­zio­nali pro­mo­zio­nali masche­rati da noti­zia senza che ne venga, come obbli­ga­to­rio, dichia­rato con ade­guata evi­denza il fine pubblicitario.

Il quo­ti­diano anglo­sas­sone “The Guar­dian” dalla metà di ago­sto in poi ha pub­bli­cato una serie di arti­coli dedi­cati agli adver­to­rials con par­ti­co­lare rife­ri­mento alle deci­sioni prese dall’ ASA – l’equivalente bri­tan­nico del nostro Isti­tuto di Auto­di­sci­plina Pubb­bli­ci­ta­ria – nei con­fronti di “The Daily Express” che è stato san­zio­nato per ben quat­tro volte per que­sta pra­tica in sole due settimane.

Sono que­ste moda­lità che ingan­nano il pub­blico ed al tempo stesso, a mio avviso, svi­li­scono ulte­rior­mente la già scarsa cre­di­bi­lità del gior­na­li­smo, delle quali ho avuto modo di par­lare rela­ti­va­mente di recente con spe­ci­fico rife­ri­mento ad un gior­nale che ne ha addi­rit­tura fatto pra­tica quo­ti­diana e dun­que linea di pro­dotto, di busi­ness senza che nes­suno [ad esclu­sione del sot­to­scritto] appa­ren­te­mente abbia sol­le­vato obie­zioni al riguardo.

Non ci si sor­prenda per­ciò se il nostro Pre­si­dente del Con­si­glio uti­lizza, anche, que­sto mezzo per pro­muo­vere la pro­pria imma­gine affi­dan­dosi a Signore e Signo­rini di casa pro­pria, con­fer­mando, coe­ren­te­mente alla sua con­ce­zione di gior­na­li­smo e di uti­lizzo dei media, che il modello a lui caro era ed è rima­sto quello di una infor­ma­zione senza domande ed ovvia­mente senza risposte.

Esem­plare sotto que­sto pro­filo l’apertura e la con­clu­sione della inter­vi­sta pub­bli­cata ieri su “Il Gior­nale” [di casa] che a tutta pagina pub­bli­cava con il titolo “Ecco cosa penso di que­sto momento” la visione di Mr B. sullo sce­na­rio mon­diale pas­sando, ovvia­mente per la que­relle con “L’Avvenire” e con il quo­ti­diano diretto da Ezio Mauro.

Insomma nell’epoca dell’ asso­pi­mento e dell’ intor­pi­di­mento delle coscienze, dell’ info­tait­ment, di [par­don] tette e culi,  il potere attual­mente ha tro­vato un nuovo mezzo per pro­se­guire sulla pro­pria strada supe­ran­dosi nella con­ce­zione mani­po­la­to­ria di cosa sia informazione.

Se gli arti­coli pro­mo­zio­nali masche­rati da noti­zie ven­gono defi­niti con il neo­lo­gi­smo adver­to­rials , come dovremmo defi­nire le inter­vi­ste pro­mo­zio­nali? Per­so­nal­mente avrei pen­sato di coniare il ter­mine Ber­lu­sto­ries, si accet­tano suggerimenti.

berlujoker

Pubblicato il 31 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

Buon Natale

L’impatto gene­rato dal “caso Repub­blica – Ber­lu­sconi” è argo­mento inter­na­zio­nale che ancora una volta pone la nostra nazione al cen­tro di un dibat­tito la cui con­clu­sione pres­so­ché gene­rale è lo stu­pore per la tol­le­ranza degli ita­liani nei con­fronti di un Pre­si­dente del Con­si­glio che alle loro lati­tu­dini sarebbe stato desti­tuito già da tempo o, più digni­to­sa­mente, avrebbe comun­que ras­se­gnato le pro­prie dimissioni.

Domanda [Why have Ita­lians put up with all this?] alla quale era giunta anche Chiara Vol­pato, docente uni­ver­si­ta­ria e ricer­ca­trice su pre­giu­dizi e ste­reo­tipi, dalle pagine del New York Times che, par­tendo dalla sua pro­spet­tiva, ana­lizza l’atteggiamento verso la parte fem­mi­nile dell’universo del Cava­liere e la sua orchestra.

L’attacco di que­sti giorni da parte di Fel­tru­sconi è solo un tas­sello nel dise­gno stra­te­gico che, par­tendo da un uso poli­tico spinto dei media e della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, ha carat­te­riz­zato sin dall’inizio il per­corso, dalla “discesa in campo”, l’operato di Sil­vio Bona­ven­tura. a sal­va­guar­dia dei pro­pri inte­ressi; men­tre Craxi scap­pava ad Ham­ma­met ed agli ita­liani veniva pre­le­vata d’ufficio una per­cen­tuale della pro­pria liqui­dità sui conti cor­renti ban­cari per fron­teg­giare l’esplosione del debito pub­blico che egli aveva ampia­mente con­tri­buito a gene­rare e che è stato sin qui abil­mente man­te­nuto nelle tre legi­sla­ture più buie dal dopo­guerra ad oggi.

L’editoriale del Pre­si­dente Fnsi Roberto Natale, pub­bli­cato in prima pagina dal Mani­fe­sto di sabato 29, rap­pre­senta la più pre­cisa rico­stru­zione di que­sto per­corso: “Il cer­chio che si sta chiu­dendo era stato aperto quin­dici anni fa, al momento della famosa “discesa in campo”: nella video­cas­setta che arrivò in tutte le reda­zioni dei tele­gior­nali c’era già una pro­gram­ma­tica eli­mi­na­zione di ogni pos­si­bile media­zione gior­na­li­stica dal rap­porto diretto con gli elet­tori”. Pro­se­guendo: “Il modello caro al pre­mier era ed è rima­sto quello di una “infor­ma­zione senza domande”: incom­pa­ti­bile con ogni paese decen­te­mente demo­cra­tico, con ogni sistema for­nito di stru­menti ade­guati a rego­lare i con­flitti di inte­resse. E tut­ta­via pra­ti­cato con suc­cesso in Ita­lia [con suc­cesso anche per­so­nale di coloro che, soprat­tutto nel ser­vi­zio pub­blico, sulle inter­vi­ste senza domande hanno costruito bril­lanti carriere].”

Tas­selli che fanno parte di uno stesso dise­gno di cen­sura, disin­for­ma­zione e sem­pli­fi­ca­zione pour cause teso ad una gestione ad per­so­nam della nazione, che avevo già evi­den­ziato tempo fa ripren­dendo le parole di Michele Serra che nella sua rubrica quo­ti­diana [“L’Amaca”] scri­veva:“…….que­sto schifo non trova una defi­ni­zione tec­nica con­vin­cente nella parola “regime”. Si chiama con­for­mi­smo, o ser­vi­li­smo, o pigri­zia intel­let­tuale, o doci­lità pro­fes­sio­nale, o zelo azien­da­li­sta, ed è molto peg­gio, per­ché affonda le sue radici non in regole liber­ti­cide o in cen­sure con­cla­mate, ma nella pro­gres­siva assue­fa­zione di un paese intero……all’ inci­vile assetto dell’ infor­ma­zione in Ita­lia“.

Ora, come ricorda, ad inte­gra­zione, El Pais: “Ber­lu­sconi saca la artil­le­ría pesada. Tras tra­spa­sar a Kaká, Ber­lu­sconi no reforzó el Milan, pero invir­tió 15 mil­lo­nes de euros en un nuevo direc­tor para Il Gior­nale: Vit­to­rio Fel­tri, vete­rano perio­di­sta con fama de kil­ler de la infor­ma­ción” [tra­duz.],facente fun­zione di ven­ti­la­tore e citato recen­te­mente anche in que­sti spazi

I let­tori hanno già deciso quale sia il loro livello di fidu­cia nell’informazione e del resty­ling delle influenze scien­te­mente effet­tuato in que­sti anni. Non si può, dun­que, che con­di­vi­dere le con­clu­sioni del pre­si­dente Fnsi: “Que­sto cer­chio va spez­zato, prima che sia troppo tardi. E di tempo non ce n’è più molto”.

Mi pia­ce­rebbe poter festeg­giare il [e, per­chè no, con] Natale brin­dando al ripri­stino dell’ Art.21 della Costi­tu­zione, solo allora, sve­gliati dal tor­pore, potremo ripren­dere a par­lare con coscienza del futuro del gior­na­li­smo e dei gior­nali nel nostro paese.

 Berlusconi

PS: Come ho avuto modo di dire: I just chan­ged my pro­file pic­ture on Frien­d­Feed, Twit­ter and Face­book to remind to all my con­tacts that Italy is under attack and press free­dom is seriou­sly trea­te­ned by our PM Mr B. If you agree with me please chance your pic­ture as well. All sizes here: http://www.vincos.it/2009/08/30/berlusconi-joker-icone-per-la-liberta-di-stampa/

Pubblicato il 4 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

Voi siete qui

Fibril­la­zione in casa Media­set per le nuove nomine nel set­tore infor­ma­zione — scu­sate il ter­mine — del gruppo. Secondo indi­scre­zioni, i favo­riti in lizza per il Tg5 sareb­bero due. Si tratta di Fuffy Star, un gol­den retri­ver di tre anni molto bravo a ripor­tare la pal­lina e a lec­care la mano del padrone, e un indi­pen­dente di chiara fama, Paco «machete» San­chez, già por­ta­voce degli squa­droni della morte in Sal­va­dor, con­si­de­rato però da Con­fa­lo­nieri troppo libe­rale. Al tele­gior­nale della rete gio­vane Ita­lia Uno si attende un ricam­bio. Dopo anni di tette, culi e sce­menze pro­dotte dalla casa, ci sarà un rime­sco­la­mento degli ele­menti infor­ma­tivi: si pun­terà tutto su sce­menze della casa, culi e tette. A gestire il rin­no­va­mento verrà chia­mato un costume da bagno di Belen Rodri­guez, che il comi­tato di reda­zione con­si­dera «tutto d’un pezzo», men­tre l’azienda pre­fe­ri­rebbe che a diri­gere Stu­dio Aperto fosse sol­tanto uno slip. Per il Tg4 si era pen­sato a un sal­va­schermo con i pesci rossi, ma troppa auto­no­mia poli­tica spiaz­ze­rebbe gli spet­ta­tori, abi­tuati a Emi­lio Fede.…. [con­ti­nua]

voi siete qui

Pubblicato il 27 aprile 2009 by Pier Luca Santoro

Analisi del discorso

Come noto il Pre­si­dente del Con­si­glio durante le cele­bra­zioni per l’anniversario del 25 Aprile ha pro­po­sto di cam­biare il nome della ricor­renza in festa della libertà.

Mi è sem­brato inte­res­sante fina­liz­zare una breve ana­lisi del suo discorso inte­grale tenu­tosi a Onna gra­zie a que­sto banale ma effi­cace stru­mento.

Su 829 parole con­te­nute nel discorso pro­nun­ciato è pro­prio la parola libertà quella più fre­quente essendo stata uti­liz­zata ben 25 volte.

tag cloud discorso Berlusconi 25 aprile 2009

tag cloud discorso Ber­lu­sconi 25 aprile 2009

Dia­bo­lico!