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Posted on 29 settembre 2015 by Pier Luca Santoro

Il Futuro della Rete: SEO & Social

Continuano i percorsi di formazione interaziendali di Training Factor[Y]. Dopo il buon esito, in termini di feedback da parte dei partecipanti, sui primi due moduli formativi, il nuovo appuntamento è per il 23 ottobre prossimo.

Training Social Media

Una giornata di formazione su SEO e Social Media Marketing a cura di Alberto Puliafito, Direttore di Blogo, uno dei principali pure players dell’informazione italiana, e Pier Luca Santoro, Consulente e Formatore di Marketing e Comunicazione [aka il sottoscritto].

  • A chi è rivolto: Mana­ger, impren­di­tori, con­su­lenti e gior­na­li­sti che vogliono pro­get­tare, o migliorare, la visibilità dei propri contenuti attra­verso le tecniche di search engine optimization ed il social media marketing.

Grazie alla formazione attiva ed al learning by doing i partecipanti saranno concretamente messi in grado di attivare da subito quanto appreso durante il corso.

Programma:

  • Cos’è la SEO
  • La SEO come alleata del giornalismo
    – Deontologia
    – Rispetto delle regole base giornalistiche
    – Risposta alle domande
    – Appagamento del lettore
    – Valorizzazione del lavoro del giornalista
    – Valorizzazione delle esigenze dell’editore
    – Qualità
    – Unicità
    – Contemporaneità
  • SEO e giornalismo di massa
  • SEO e giornalismo di nicchia
  • Casi pratici
    – Buone pratiche per il posizionamento
    – Scrivere per il lettore [e dunque per il motore di ricerca]
    – Cosa non fare [scrittura bruta per i motori di ricerca, appiattimento]
  • SEO e curation
  • SEO e valore aggiunto
  • Guidelines generali dell’approccio ai social media
  • Le 12 fasi del Social Media Plan
  • Social Media ROI
  • La scelta dei canali, dei mezzi da utilizzare
  • La realizzazione del piano editoriale
  • Strumenti di gestione
  • Strumenti di monitoraggio: verificare e gestire l’efficacia della pro­pria comunicazione

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Dove: Le gior­nate di for­ma­zione si ter­ranno a Bolo­gna nella splen­dida cor­nice del Cen­tro San Dome­nico a pochi passi dalle due torri e a dieci minuti dalla sta­zione per chi arriva da fuori.

Quanto: Ogni gior­nata di for­ma­zione 120 euro [+IVA] a par­te­ci­pante.

La Quota Com­prende: 8 ore di incon­tro, tutte le slide ed i mate­riali del corso e par­te­ci­pa­zione al gruppo chiuso su Face­book con mate­riali inte­gra­tivi, dati, ricer­che ed upda­tes sul tema.

Paga­mento: Com­pila il form di pre-iscrizione sotto ripor­tato. Rice­ve­rai una mail di con­ferma con gli estremi per effet­tuare il boni­fico. Nel caso in cui non ci sia più posto sarai inse­rito in wai­ting list e se si libe­rasse qual­che posto ver­rai avvi­sato. Impor­tante: La pre-iscrizione non dà alcun diritto alla fre­quen­ta­zione dell’incontro. L’iscrizione sarà com­pleta suc­ces­si­va­mente alla rice­zione di una ns mail di con­ferma ed il paga­mento della quota di partecipazione.

Paga­mento e Fat­tura: Il paga­mento [che com­pleta l’iscrizione], dovrà avve­nire entro la data indi­cata nell’e-mail con­te­nente gli estremi per il boni­fico ban­ca­rio — unico metodo accet­tato. La fattura/ricevuta verrà inviata con­te­stual­mente alla rice­zione del boni­fico all’indirizzo email indi­cato nel form di pre-iscrizione.

Per qua­lun­que altro utile chia­ri­mento e/o inte­gra­zione Scri­vici

Il tuo nome e cognome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Il tuo numero di telefono (facoltativo)

Il tuo account Twitter (facoltativo)

Indica il corso che ti interessa frequentare (richiesto)

I tuoi dati per la fattura/ricevuta (richiesto)

Vuoi chiederci qualcosa?

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Acconsento al Trattamento ai sensi dell’art. 23 D.Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali"

Gambino
Posted on 14 luglio 2015 by Pier Luca Santoro

Google Ti Ama Solamente Quando Tutti Gli Altri Ti Amano

In questi giorni si assiste ad un attacco vergognoso ad un gruppo di ragazzi [di “buona famiglia”] colpevoli del troppo successo.

Dà la carica Matteo Bordone in un articolo in cui si parte dalla romanità per arrivare ad un attacco frontale a The Post Internazionale, testata all digital, che sarebbe colpevole di essersi macchiata di avere al suo interno “figli di papà”, di avere un nome “furbetto” che serve a rubare accessi a Il Post [con il quale Bordone ha collaborato] e ad Internazionale, e di avere l’endorsement di Roberto Saviano.

Concetti ripresi ed amplificati da un articolo su Gli Stati Generali, altra testata alla digital, e su Il Giornale di Sallusti che oltre a proporre la medesima tesi sul proprio sito addirittura vi dedica una pagina interna nella versione cartacea con tanto di fotografia degli indagati dalla santa inquisizione del giornalismo.

Gambino

Si tratta di una vicenda dai tratti al tempo stesso inquietanti e divertenti.

L’idea che il nome sia “furbetto” per sfruttare le pieghe del SEO e “rubacchiare” utenti alle due testate delle quali il marchi di The Post Internazionale si compone è infondata sia oggettivamente che soggettivamente.

Lo è soggettivamente poichè Il Post di fatto nasce ispirandosi esplicitamente ad il più celebre The Huffington Post che allora non aveva una versione italiana come oggi. Versione italiana che dovrebbe o sentirsi altrettanto danneggiata dal nome de Il Post o essere furbetta, poichè, arrivata dopo la nascita della testata diretta da Luca Sofri. In entrambi i casi mi pare davvero che la visione di Bordone e amici pour cause sia offuscata, per usare un eufemismo.

Lo è oggettivamente, e denuncia la scarsa conoscenza di come funziona il SEO nel 2015 da parte di tutti e tre i giornalisti che coltivano questa tesi, perchè, banalmente, se si cerca Il Post nelle prime dieci posizioni, quelle che valgono, escono i riferimenti corretti della testata e, appunto quelli di HuffPost Italia ma non quelli di The Post Internazionale. Altrettanto avviene con la ricerca di Internazionale che oltre ai riferimenti della testata della testata diretta da Giovanni De Mauro propone, sempre nelle prime dieci posizioni, quelli del club calcistico, del festival internazionale del giornalismo e dell’inno comunista di storica memoria. Spero che sull’onda del suo ragionamento, ammesso che sia possibile definirlo tale, non sia questo ispirazione per un attacco virulento nei confronti di Thoir e/o dei comunisti, ovviamente romani.

Se invece ci si riferisce ai singoli articoli, nel caso questi ottengano un maggior numero di visitatori dai motori di ricerca rispetto a Il Post e ad Internazionale, questo non è certamente imputabile ad eventuali astuzie e/o sotterfugi ma semplicemente al fatto che evidentemente, se così fosse, a The Post Internazionale lavorano meglio su questo fronte.

Per quanto riguarda l’accusa di essere “figli di papà” [per giunta romani, eh!], da un lato non credo che questa possa essere una colpa ne che tanto meno lo sia aver studiato giornalismo in prestigiose università internazionali, anzi nel secondo caso è una fortuna che queste persone siano rientrate in Italia a spendere il loro know how invece di restare all’estero dove, a parità di condizione, non ho dubbi che avrebbero avuto maggior soddisfazioni a cominciare dall’evitarsi filippiche piene di rancore ed invidia quali quelle citate. Sul tema vale inoltre la pena di rilevare come tra i componenti della redazione non vi siano solo i soggetti indicati e dunque certamente non siano tutti di “buona famiglia”

Saviano fa endorsement nei loro confronti e questo genera un vantaggio. Certo, e quindi qual è il problema? Forse che lo si desiderava per se o che i “ragazzi” sono svegli e, come avrebbe fatto chiunque altro, sfruttano le relazioni dirette e/o indirette che hanno. Conosco realtà editoriali, che preferisco non citare avendo lavorato come consulente per loro, che hanno altrettanto endorsement da personaggi famosi ma non spostano una virgola. Inoltre se è vero che Saviano ha un numero di fan importante su Facebook, ammesso e non concesso che questo sia un driver di traffico al sito rilevante, questo vale anche per la pagina di The Post Internazionale.

La storia dell’attacco a Giulio Gambino ed agli altri componenti della testata è l’ennesima pagina vergognosa del giornalismo italiano fatto di invidie, rancori e amici degli amici ben prima che si affacciasse sul panorama italiano The Post Internazionale colpevole solo del successo che sta ottenendo, e che evidentemente infastidisce i poveri di spirito, o peggio. Giornalisti che, pare, ignorino, a prescindere dal resto, che è vietato dal codice di disciplina dei giornalisti criticare altri giornalisti/testate concorrenti, direttamente o meno.

Google ti ama solamente quando tutti gli altri ti amano, è scritto alla prima pagina del manuale sul SEO for dummies, meglio farsi un ripassino sul tema invece di alienare il prossimo.

Invidia

Posted on 19 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Quotidiani Online & Social Network

Nell’ambito della propria rilevazione periodica, comScore ha pubblicato i dati di sintesi aggiornati a giugno di quest’anno relativamente all’utilizzo di Internet in ciascuna nazione europea, i 30 domini con maggior audience e l’andamento delle visite ai siti web dei quotidiani.

Dai dati forniti si evidenzia una crescita dell’11% rispetto al pari periodo dell’anno precedente pari a 167,2 milioni di utenti unici che complessivamente hanno visitato le edizioni online dei giornali in Europa.

I quotidiani britannici, specificatamente The Daily Mail e The Guardian, sono i due giornali che hanno il maggior numero di visitatori, unico quotidiano non europeo che attrae 5,7 milioni di vitatori dall’Europa è il New York Times. Nessuna citazione specifica per le pubblicazioni italiane che hanno numeri davvero esigui rispetto ai loro omologhi delle altre nazioni.

L’analisi evidenzia il ruolo  di Facebook come referente dei quotidiani on line in Europa con un’incidenzia media del 7,4% quasi raddoppiata rispetto al giugno 2010 che arriva addirittura al 14% per il tedesco Bild. Non poteva essere altrimenti vista la massa di utenti presenti sul social network in questione e l’attenzione che ormai tutti i quotidiani vi dedicano almeno in termini di presenza.

Al tempo stesso l’aggiornamento dei dati forniti da Outbrain conferma come complessivamente la quota più rilevante delle visite ai siti web degli editori arriva dai motori di ricerca ed in particolare, ancora una volta, da Google [che però è l’unico in calo con il -5,5% rispetto alla rilevazione precedente].

La rilevazione del secondo trimestre 2011 evidenzia come vi siano delle differenze significative tra i diversi contineti del mondo in termini di incidenza che i social network hanno come veicolo per attirare visitatori alle edizioni online dei giornali. Il report fornisce anche i dati relativi a Twitter evidenziando  il ruolo primario rispetto a Facebook come referrer con un incidenza di ben il 75%.

Sono informazioni che confermano il diverso ruolo dei distinti social network richiamando l’attenzione dunque ad un utilizzo diverso in termini di comunicazione corporate sia in riferimento al comparto editoriale che più in generale.

Posted on 10 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Il Momento Zero della Verità

L’incremento delle fonti d’informazione complessivamente a disposizione delle persone, social media e social network, il passaparola digitale, hanno trasformato definitivamente modelli di relazione e meccanismi d’influenza tra imprese e individui.

Se, in termini di stimolo nel processo d’acquisto, la comunicazione pubblicitaria continua ad esercitare un ruolo primario,  il processo canonico, tradizionalmente codificato in tre passaggi [stimolo, acquisto, esperienza d’uso del prodotto/servizio] è cambiato. Siamo oggi di fronte al momento zero della verità.

Come evidenziano gli esempi sopra riportati, il momento zero della verità è un passaggio aggiuntivo che precede la decisione nel quale le persone, grazie alla Rete, hanno di fatto acquisito un nuovo modello mentale che li porta a ricercare informazioni rispetto agli stimoli ricevuti. Si tratta di un fenomeno che è, in generale, in forte aumento e che diviene sempre più determinante poichè si avvicina sempre più al momento d’acquisto grazie all’utilizzo di Internet in mobilità.

Sono questi, in sintesi, i risultati salienti emergenti della ricerca commissionata da Google: “Zero Moment of Truth” che l’e-Book, scaricabile gratuitamente, realizzato da Jim Lecinski, Managing Director of US Sales & Service di Google, propone.

La conferma della necessità di rovesciare i paradigmi da parte delle imprese che vogliano reggere il momento zero della verità che l’esperienza d’uso del prodotto/servizio fatta da altre persone influenza in maniera determinante, come mostra il grafico di sintesi del processo contenuto nell’ e-Book.

Posted on 4 luglio 2011 by Pier Luca Santoro

Passaparola

Google e Keller Fay hanno realizzato uno studio teso ad analizzare l’influenza di internet nel passaparola.

La ricerca ha coinvolto un campione stratificato di 3.000 persone rappresentativo della popolazione analizzando il ruolo di ciascun media come canale di marketing per generare conversazione e dunque passaparola. Pur essendo particolarmente focalizzato sul ruolo della search, com’è naturale che fosse visto il committente, lo studio evidenzia degli elementi che sono di assoluto interesse.

Il 95% del passaparola avviene offline  [84% “face to face” – di persona – e 11% al telefono] e nel 5% dei casi online.

Internet sorpassa qualsiasi altro mezzo di comunicazione come fonte in grado di generare, alimentare e sostenere la conversazione. Di particolare importanza appare il ruolo della Rete nella fase di approfondimento successiva ad una conversazione interpersonale e nel caso di informazioni apprese dalla televisione.

La search influenza il 15% del totale nella ricerca di informazioni prima, durante e dopo le conversazioni, mentre le versioni online dei mainstream media ed i siti web  di notizie pesano rispettivamente attorno al 2%.

Il video sottostante riassume le principali evidenze raccolte i cui dettagli sono liberamente scaricabili.

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