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Pubblicato il 27 aprile 2015 by Lelio Simi

Bilanci Gruppi Editoriali Italiani 2009–2014

Cosa ci “rac­con­tano” i bilanci dei mag­giori gruppi edi­to­riali ita­liani? Quali dati far emer­gere dai reso­conti di bilan­cio pub­bli­cati, come aggre­gare e con­fron­tare tra di loro que­sti dati per capire meglio la reale dimen­sione della crisi dell’editoria ita­liana in que­sti anni di pas­sag­gio da un unico modello di busi­ness a “qualcos’altro”?

L’idea di “misu­rarci” con i reso­conti finan­ziari dei mag­giori gruppi edi­to­riali ita­liani ci è sem­brato, fin da subito, un pas­sag­gio obbli­gato da fare su Data­Me­dia­Hub visto che ci era­vamo posti l’obiettivo di (ten­tare) di rac­con­tare i media di casa nostra attra­verso i dati, e di leg­gerli – quei dati – in modo diverso da come viene fatto abitualmente.

Esi­stono diversi reso­conti eco­no­mici che dise­gnano lo stato di salute (deci­sa­mente pre­ca­ria) dell’editoria ita­liana, rap­porti e studi di set­tore che defi­ni­scono l’intero set­tore, ma ne esi­stono deci­sa­mente meno (almeno ci sem­bra) quelli che si con­cen­trano solo sui gruppi più impor­tanti in modo da dare, per così dire, un “nome e cognome” a quei dati.

Per que­sto ci è sem­brato subito molto inte­res­sante leg­gere e aggre­gare un bel po’ di numeri e infor­ma­zioni pas­sando al setac­cio i bilanci pub­bli­cati online in que­sti ultimi cin­que anni dai sei prin­ci­pali gruppi edi­to­riali ita­liani: una massa di infor­ma­zioni deci­sa­mente note­vole visto che i docu­menti di bilan­cio variano, a secondo dei Gruppi dalle oltre cento alle circa tre­cento pagine, che mol­ti­pli­cate per cin­que annua­lità e per sei edi­tori fanno, foglio più foglio meno, circa 5mila pagine in totale. Un bel po’ di mate­riale da capire per essere capaci di orien­tarsi e tro­vare i dati da rac­co­gliere e aggregare.

Così all’hac­ka­thon orga­niz­zato al Festi­val del Gior­na­li­smo di Peru­gia il lavoro del track dedi­cato ai bilanci dei gruppi edi­to­riali e al loro rac­conto è stato quello di par­tire pro­prio da quei docu­menti “grezzi” per ricer­care dati da inse­rire nei set dati sui quelli, come Data­Me­dia­Hub, stiamo lavo­rando da quasi un anno, aggior­narli e creare delle visualizzazioni.

Il filo con­dut­tore è stato quello di con­cen­trarci in par­ti­co­lare su alcune delle voci di bilan­cio più impor­tanti: quella dei ricavi con­so­li­dati e delle due prin­ci­pali voci di costo quella rela­tive al per­so­nale e ai ser­vizi per capirne l’incidenza sul fatturato.

Ricavi Con­so­li­dati
Sono ovvia­mente una delle voci più impor­tanti per capire l’andamento del mer­cato edi­to­riale, già nel 2013 com­ples­si­va­mente i sei gruppi ave­vano regi­strato una fles­sione rispetto all’anno pre­ce­dente era di 516 milioni di euro e con­si­de­rando gli eser­cizi 2009–2013 la fles­sione era stata di poco supe­riore al miliardo e mezzo di euro (1.576 milioni di euro). I dati aggre­gati del 2014 segnano un ral­len­ta­mento della fles­sione nel con­fronto con il 2013 (che segna un meno 270,91 milioni di euro). La dif­fe­renza con il 2009 è di 1.847 milioni di euro.

Bilanci Gruppi Edi­to­riali: Ricavi Con­so­li­dati 2009–2014

Gruppo Edi­to­riale
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2014–2010
% 14/10
2014–2013
% 14/13
Gruppo Espresso886,60885,00890,10812,70711,60643,50–241,50–27,29–68,10–9,57
Gruppo 24 Ore502,70472,70467,70430,90385,50310,00–162,70–34,42–75,50–19,58
RCS2.206,402.255,301.860,301.513,001.314,801.279,40–975,90–43,27–35,40–2,69
Cal­ta­gi­rone Editore256,87248,35225,99195,44181,51170,10–78,25–31,51–11,41–6,29
Poli­gra­fici Editoriale242,28239,98230,20206,50189,20207,00–32,98–13,7417,809,41
Gruppo Mon­da­dori1.540,101.558,301.507,201.416,101.275,801.177,50–380,80–24,44–98,30–7,70
Totale5.634,955.659,635.181,494.574,644.058,413.787,50–1872,1–33–270,91–7

La chart a flussi rende ancora più evi­dente il restrin­gi­mento, l’effetto a “imbuto” che si è veri­fi­cato sui fat­tu­rati dei sei editori.

fatturati

(Nota: i dati sono quelli pun­tuali indi­cati dai docu­menti di bilan­cio anno per anno e non ten­gono conto dei valori ride­ter­mi­nati su “base omo­ge­nea”. Il Gruppo 24 Ore nel 2014 ha fatto alcune ces­sioni in par­ti­co­lare l’Area Soft­ware che nel 2013 aveva inciso per circa il 16% sui ricavi con­so­li­dati del gruppo).

Costo Per­so­nale e Costi per ser­vizi Un aspetto inte­res­sante (come abbiamo anche scritto in un nostro pezzo recen­te­mente) è quello di comin­ciare a riflet­tere sul supe­ra­mento del modello ven­dite più pub­bli­cità. Per que­sto abbiamo aggior­nato i due set dati sulle due voci di costo più impor­tanti quella rela­tiva al per­so­nale e quella rela­tiva ai ser­vizi. Ecco le due tabelle:

Bilanci Gruppi Edi­to­riali: Costi per servizi

Gruppo Edi­to­riale
2010
2011
2012
2013
2014
2014–2010
% 14/10
2014–2013
%14/13
Gruppo Espresso346,60360,30348,90311,30286,90–59,70–17,22–24,40–7,84
Gruppo 24 Ore230,60224,80226,30208,30182,20–48,40–20,99–26,10–12,53
RCS979,40885,60717,50577,20536,70–442,70–45,20–40,50–7,02
Cal­ta­gi­rone Editore86,2082,4075,6066,5062,60–23,60–27,38–3,90–5,86
Poli­gra­fici Editoriale103,60103,5098,70100,70100,70–2,90–2,800,000,00
Gruppo Mon­da­dori832,54844,47794,66740,99673,47–159,06–19,11–67,52–9,11
Totale2.578,942.501,072.261,662.004,991.842,57–736,36–28,55–162,42–8,10
Ela­bo­ra­zione rea­liz­zata a #hackmedia15 hac­ka­thon orga­niz­zato da Data­Me­dia­Hub su bilanci gruppi edi­to­riali

Bilanci Gruppi edi­to­riali: Costi per Per­so­nale 2009–2014

Gruppo Edi­to­riale
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2014–2010
% 14/10
2014–2013
%14/13
Totale1578,61391,41348,61323,11275,11064,8–326,6–23,5–210,3–16,5
Gruppo Espresso316,0288,7273,9268,7255,3253,1–35,6–12,3–2,2–0,9
Gruppo 24 Ore203,2186,6168,5162,4154,3101,7–84,9–45,5–52,6–34,1
RCS549,7453,0448,7416,8414,0325,5–127,5–28,1–88,5–21,4
Cal­ta­gi­rone Editore111,796,494,598,282,977,8–18,6–19,3–5,1–6,2
Poli­gra­fici Editoriale95,295,292,488,178,176,2–19,1–20,0–1,9–2,5
Gruppo Mon­da­dori302,8271,5270,7288,9290,5230,6–40,9–15,1–59,9–20,6
ela­bo­ra­zione Data­Me­dia­Hub da docu­menti bilan­cio grupi edi­to­riali — Costi per Per­so­nale gruppi edi­to­riali Gruppo Espresso, Sole 24 Ore, RCS, Poli­gra­fici Edi­to­riale, Cal­ta­gi­rone, Mon­da­dori

In una chart abbiamo poi messo in rela­zione le due voci con­fron­tan­dola con i ricavi con­so­li­dati con l’obiettivo di capire il “peso” sui fat­tu­rati. Giu­sto qual­che indi­ca­tore, un primo passo per un pro­getto di lavoro da appro­fon­dire e com­ple­tare su que­sto argo­mento — il rap­porto tra ricavi e costi degli edi­tori — che rite­niamo impor­tante d analizzare.

 

Bonus track: info­gra­fica inte­rat­tiva su retri­bu­zioni di alcuni top mana­ger dell’editoria
Dopo la pub­bli­ca­zione da parte di Ita­liaOggi delle retri­bu­zioni di alcuni dei mas­simi diri­genti di gruppi edi­to­riali ita­liani (non solo quelli presi in con­si­de­ra­zione da noi) ci sem­brava molto inte­res­sante visua­liz­zare que­sti dati in modo inte­rat­tivo. Ecco il risultato:


(il gruppo di lavoro era com­po­sto, oltre che dal sot­to­scritto e Andrea Nel­son Mauro, da Davide Man­cino, Fede­rica Ionta e Nic­colò Gaetani)

Media & Informazione
Pubblicato il 23 aprile 2015 by Pier Luca Santoro

Come Cambia la Dieta Mediatica degli Italiani

In occa­sione della gior­nata di aper­tura della terza edi­zione del Festi­val del gior­na­li­smo cul­tu­rale è stata pre­sen­tata la ricerca dell’Osser­va­to­rio News-Italia su infor­ma­zione e serialità.

La ricerca, giunta alla sua quinta edi­zione, è curata dal Labo­ra­to­rio di Ricerca sulla Comu­ni­ca­zione Avan­zata [LARiCA] del Dipar­ti­mento di scienze della comu­ni­ca­zione disci­pline uma­ni­sti­che dell’Università di Urbino Carlo Bo e si occupa di osser­vare i cam­bia­menti dell’ecosistema dell’informazione in Ita­lia e di foca­liz­zarsi su alcune ten­denze emer­genti nel pano­rama mediale.

La meto­do­lo­gia adot­tata per la ricerca è di tipo misto, con rile­va­zioni CATI [tele­fo­nia fissa], CAMI [tele­fo­nia mobile] e CAWI [inter­vi­ste online] a un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo della popo­la­zione ita­liana com­po­sto da 1021 rispon­denti di età supe­riore a 18 anni.

Si con­ferma sostan­zial­mente quanto emer­gente da altre ricer­che sul tema con la tele­vi­sione a regnare sovrana, anche se in fles­sione, la forte cre­scita di Inter­net, dove però forse il con­cetto di noti­zia ed infor­ma­zione sono quan­to­meno più “allar­gati”, ed il crollo dei quotidiani.

Media & Informazione

Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente la Rete si nota come in quat­tro anni non siano cre­sciuti in maniera signi­fi­ca­tiva i siti web dei quo­ti­diani. Cre­sce invece in maniera sen­si­bile la spe­cia­liz­za­zione ed i siti ver­ti­cali così come cre­scono i siti web di “blog­ger”, con buona pace per chi con­ti­nua a soste­nere il contrario.

Fonti Internet

La ricerca, il cui primo obiet­tivo è com­pren­dere le tra­sfor­ma­zioni del pano­rama mediale ita­liano, quest’anno si è foca­liz­zata sull’osservazione delle pra­ti­che di frui­zione del medium tele­vi­sivo e su come que­ste siano influen­zate dalla cre­scente dif­fu­sione della rete e della tec­no­lo­gia mobile. Di seguito i prin­ci­pali risul­tati emergenti.

FB Community data
Pubblicato il 23 aprile 2015 by Pier Luca Santoro

Inarrestabile Facebook

Sono stati dif­fusi i risul­tati economico-finanziari di Face­book rela­ti­va­mente al primo tri­me­stre 2015. Durante la con­fe­renza di pre­sen­ta­zione dei risul­tati Mark Zuc­ker­berg ha affer­mato: “This was a strong start to the year”, e guar­dando i numeri pare abbia dav­vero ragione.

Face­book sor­passa i 1.44 miliardi di utenti attivi men­sili [+13% rispetto al pari periodo dell’anno pre­ce­dente] e 1.25 miliardi di utenti da mobile [+24% rispetto al pari periodo dell’anno precedente]

Gli utenti attivi quo­ti­dia­na­mente sono 936 milioni [+17% rispetto al pari periodo dell’anno pre­ce­dente], il 65% del totale, e 798 milioni sono attivi quo­ti­dia­na­mente da mobile [il 64% del totale utenti attivi da mobile], in cre­scita del 31% rispetto al pari periodo dell’anno precedente.

FB Community data

I ricavi sono in fles­sione rispetto all’ultimo qua­dri­me­stre del 2014 ma cre­scono di ben il 42% rispetto al pari periodo dell’anno pre­ce­dente. Resta un for­tis­simo sbi­lan­cia­mento dell’ARPU [Ave­rage Reve­nue per User] tra gli Stati Uniti, a 8.32$, ed il resto del mondo con l’Europa a 2.99$, di poco sopra la media mon­diale di 2.50$.

La pre­sen­ta­zione sotto ripor­tata for­ni­sce tutti i dettagli.

A titolo di curio­sità si segnala che il Wall Street Jour­nal, a con­ferma della rile­vanza, ha effet­tuato un live blog­ging della pre­sen­ta­zione dei risul­tati. Live blog­ging durante il quale il gior­na­li­sta non ha esi­tato a postare un lecca lecca rega­la­to­gli da una collega.

Membership IJF15
Pubblicato il 20 aprile 2015 by Pier Luca Santoro

Membership

Il key­note speech di Jeff Jar­vis durante la quarta gior­nata del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo è stato sicu­ra­mente uno degli eventi che mag­gior inte­resse ha suscitato.

Inter­vento che per quanto riguarda i busi­ness model, gli ele­menti per ren­dere soste­ni­bile l’evoluzione digi­tale dell’informazione, è stato for­te­mente incen­trato sull’idea di membership.

Membership IJF15

Il caso vuole, diciamo, che il work­shop tenuto dal sot­to­scritto due giorni prima, nella gior­nata di ini­zio di #ijf15, su quali i pos­si­bili modelli di busi­ness per la soste­ni­bi­lità dell’informazione sia incen­trato pre­va­len­te­mente pro­prio sullo stesso argo­mento, sulla stessa area come pos­si­bile elemento.

Se, per impe­gni di lavoro o per­ché atti­rati da altri meri­te­voli ini­zia­tive durante il Festi­val, ve lo foste perso, pren­de­tevi un’oretta per guar­dare il work­shop e le rela­tive slide.

A mar­gine si segnala lo speech di Andrea Ran­gone, Coor­di­na­tore del Cen­tro di Ricerca Osser­va­tori Digi­tal Inno­va­tion del Poli­tec­nico di Milano, su digi­tal media and inno­va­tion in busi­ness models, che nella pre­messa con­tiene alcun i dati d’interesse sul tema, e  il panel sui nuovi modelli di busi­ness per il gior­na­li­smo con rela­tori illu­stri come il fon­da­tore di Blendle e il senior vice pre­si­dent di News Corp.

Quando e qua­lora vi inte­res­sasse appro­fon­dire ulte­rior­mente non esi­tate a con­tat­tarci.

Membership Slide

Jesus Community
Pubblicato il 15 aprile 2015 by Pier Luca Santoro, Francesca Clementoni

Festival Internazionale del Giornalismo 2015

Ini­zia oggi il Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo 2015 [Peru­gia dal 15 al 19 aprile]. 5 giorni dav­vero intensi, con oltre 200 eventi, 600 spea­ker da 34 Paesi diversi, tutto rigo­ro­sa­mente a ingresso libero.

Ieri vi abbiamo dedi­cato la 23esima pun­tata di “In Media Stat Virus: I Media nell’Era di Twit­ter”  con una pano­ra­mica su quello che Mathew Ingram, auto­rità del set­tore , ha defi­nito il miglior evento al mondo sul gior­na­li­smo ed alcuni sug­ge­ri­menti su quali eventi seguire.

Nel pod­cast sot­to­stante, come d’abitudine, è pos­si­bile ria­scol­tare e, volendo, sca­ri­care l’intera puntata.

Oggi due work­shop su temi di asso­luta attualità.

Il primo, 14:30 — 16:00, dedi­cato a Social media mar­ke­ting per le news: La gestione dei social per i gior­nali. Com­mu­nity mana­ge­ment per andare oltre il click bai­ting. Di seguito le slide che ver­ranno uti­liz­zate durante l’intervento for­ma­tivo. Nel corso della gior­nata sul sito del Festi­val saranno dispo­ni­bili anche quelle in inglese.

Il secondo, 18:00 — 19:00, dedi­cato a Il dilemma del pri­gio­niero: Il bino­mio vendite-pubblicità è defunto. Quali i pos­si­bili modelli di busi­ness per la soste­ni­bi­lità dell’informazione? Anche in que­sto caso, sotto ripor­tate le slide che faranno da base al lavoro con i par­te­ci­panti al workshop.

Domani, per un’intera gior­nata, dalle 9.30 alle 20.00 tutto il team di Data­Me­dia­Hub al com­pleto coor­di­nerà i lavori per #hackmedia15 il primo hac­ka­thon dedi­cato al mondo dei media ita­liani [in par­ti­co­lare quelli legati all’informazione gior­na­li­stica]. L’evento ha il prin­ci­pale obiet­tivo di costruire assieme a gior­na­li­sti, edi­tori, svi­lup­pa­tori, ricer­ca­tori e tutti coloro che sono inte­res­sati a que­sto tema, discus­sione e con­fronto, pro­muo­vendo un nuovo modo di rac­co­gliere, leg­gere e ela­bo­rare i dati rela­tivi ai media italiani.

Durante #hackmedia15, oltre a lavo­rare insieme sulle track defi­nite, teste­remo, pro­du­cendo dei con­te­nuti ad hoc, un pro­dotto di sup­porto a un’agenzia di infor­ma­zione radio­fo­nica o a un cen­tro media rea­liz­zato da una start up tutta italiana.

M Obama Hackmedia

Per la durata di tutto il Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo moni­to­re­remo, con tool pro­fes­sio­nali ad hoc, sia le men­tion su carta e web che le con­ver­sa­zioni sui social rela­ti­va­mente a #ijf15, pro­du­cendo, a par­tire da domani, una ana­lisi quo­ti­diana che verrà pub­bli­cata in que­sti spazi.

Ci vediamo a Perugia.

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