Scenari Editoriali

Pubblicato il 16 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

Insoddisfatti

Mar­ke­ting Charts segnala uno stu­dio effet­tuato da Per­for­mics, società inter­na­zio­nale di con­su­lenza di mar­ke­ting, “S-Net: A Study in Social Media Usage and Beha­vior”, rela­ti­va­mente all’importanza attri­buita dalle per­sone a cia­scun social net­work ed al loro atteg­gia­mento nei con­fronti delle imprese pre­senti al loro interno.

Con­tra­ria­mente a quanto si potrebbe pen­sare, dallo stu­dio emerge una buona pro­pen­sione ad espri­mere sod­di­sfa­zione e giu­dizi posi­tivi nei con­fronti delle aziende. Così non è per le imprese del com­parto edi­to­riale che rac­col­gono un livello di appro­va­zione, una sod­di­sfa­zione dav­vero sca­dente come mostra il gra­fico di sin­tesi sottostante.

E’ l’evidenza di come ci si impe­gni nell’accumulare fans e fol­lo­wers senza poi gestire alcuna inte­ra­zione, senza un ascolto ed una con­ver­sa­zione effet­tiva. Una visita ad una pagina di Face­book di un qual­siasi quo­ti­diano a vostra scelta non potrà che confermarlo.

Pubblicato il 31 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Come Produrre Notizie “Smart” per il Telefonino

A mar­gine dell’articolo pub­bli­cato ieri rela­ti­va­mente alla “boc­cia­tura” dei siti web per mobile dei quo­ti­diani e delle appli­ca­zioni per smart­pho­nes rea­liz­zate allo scopo, nei com­menti su frien­d­feed, si è mesco­lato stu­pore rispetto ad una ina­de­gua­tezza che pare scon­tata per chi vive la rete con inten­sità e frequenza.

Nella stessa gior­nata, l’eccellente Mon­day Note, ha toc­cato lo stesso argo­mento arric­chen­dolo da una pro­spet­tiva diversa e con­tri­buendo a com­pren­dere l’ovvio, quello che, come spesso avviene, si ha din­nanzi eppure non si vede.

Nell’arti­colo ven­gono por­tati avanti due pos­si­bili spie­ga­zioni sulla realtà delle appli­ca­zioni per le noti­zie su smartphones.

La prima è che non saranno mai “ric­che” come quelle per l’accesso ai con­te­nuti da pc poi­ché rispondo ad un biso­gno diverso. Fré­dé­ric Fil­loux sostiene che la let­tura da tele­fo­nino risponde ad una esi­genza molto più vicina a quella della let­tura tra­di­zio­nale su carta, senza le “distra­zioni” che l’ipertesto, con rimandi ed appro­fon­di­menti esterni, genera. Nella sua visione il web avrebbe una fun­zione sociale men­tre il tele­fo­nino sarebbe più orien­tato alla let­tura in quanto tale.

Fil­loux, inol­tre, sostiene che la sem­pli­cità delle appli­ca­zioni deri­ve­rebbe dall’essere frutto del lavoro di tec­nici e che un miglio­ra­mento in tal senso si può otte­nere sola­mente nel momento in cui saranno invece i gior­na­li­sti e l’area della reda­zione [che dovrà svi­lup­pare com­pe­tenze in tal senso] a dedi­carsi a quest’ambito.

Sono con­si­de­ra­zioni che, da un lato, con­fer­mano la com­ple­men­ta­rietà dei diversi mezzi e, dall’altro lato, rap­pre­sen­tano una sfida che anche nella mia espe­rienza rap­pre­senta molto spesso una dif­fi­coltà ogget­tiva allo svi­luppo, all’innovazione, all’interno delle imprese: la dif­fi­coltà reci­proca di comu­ni­ca­zione tra reparti, fun­zioni, azien­dali, con par­ti­co­lare rife­ri­mento al con­flit­tuale rap­porto tra tec­nici che svi­lup­pano un pro­dotto [in que­sto caso le app per tele­fo­nini di ultima gene­ra­zione] e chi poi vei­cola, valo­rizza, que­sto lavoro presso l’utenza finale.

La sfida su que­sto fronte, in ambito edi­to­riale come negli altri set­tori, è aperta da sempre.