scenari editoria

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Posted on 3 luglio 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Cor­po­rate Stra­tegy Chart — Dia­gramma del ruolo di cia­scuna area di busi­ness di Walt Disney. Un’ ottimo spunto per pen­sare a come dise­gnare quello che riguarda la vostra impresa/organizzazione.
  • Le Città Dove si Legge di Più — La top 10 delle città ita­liane che leg­gono di più indi­vi­duata secondo il numero di titoli in for­mato car­ta­ceo e eBook acqui­stati dai let­tori su Amazon.it durante l’ultimo anno su base pro capite, in città con più di 100.000 abitanti.
  • I Costi dell’Inpgi — Se ancora non l’aveste vista, vale asso­lu­ta­mente la pena di dare un’occhiata alla tabella di quanto costa la mac­china che fa muo­vere l’Inpgi. Istrut­tivo, diciamo…
  • Fac­ciamo un po’ d’Ordine - Gabriele Dos­sena, pre­si­dente dell’Ordine dei Gior­na­li­sti della Lom­bar­dia, fa il punto sulla for­ma­zione obbli­ga­to­ria e auspica che al più pre­sto arrivi la riforma della professione.
  • Met­te­tevi in Fila — Per avere accesso a quello che viene pre­sen­tato come il sito Web più esclu­sivo del mondo biso­gna met­tersi in fila ed aspet­tare il pro­prio turno per acce­dere, uno alla volta. Geniale!
  • All’UPA, all’UPA - Tutti gli inter­venti audio dell’ Assem­blea UPA 2015, da Sas­soli de Bian­chi a Guido Barilla.
  • Evo­lu­zioni del Con­sumo Media­tico — Le pre­vi­sioni di sce­na­rio di Zeni­thOp­ti­me­dia sulle evo­lu­zioni dei con­sumi media­tici e dell’advertising sino al 2017.
  • Enga­ge­ment Edi­tor - Vox Media cerca un enga­ge­ment edi­tor. Arri­ve­remo prima o poi ad avere que­sti ruoli all’interno delle reda­zioni anche nel nostro Paese? Com­ment is free.

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Altre noti­zie e segna­la­zioni su media e comu­ni­ca­zione nella nostra pagina Face­book e, ovvia­mente, su Twit­ter. Buona lettura.

Andamento ANSA
Posted on 29 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

#ResistANSA

Anche da non addetti ai lavori per capire l’impatto dello scio­pero dell’ANSA bastava guar­dare i volti smar­riti e l’affannosa ricerca di “piz­zini” [elet­tro­nici e non] dei gior­na­li­sti di molti TG men­tre cer­ca­vano, quasi, in diretta di nar­rare le prime noti­zie sull’attacco in spiag­gia in Tuni­sia l’altro giorno come scrive, tra gli altri, su Twit­ter il segre­ta­rio nazio­nale FNSI.

Scio­pero che ha rac­colto soli­da­rietà bipar­ti­san sia dagli espo­nenti delle diverse forze poli­ti­che che dal mondo dello spet­ta­colo e che ha supe­rato, ad oggi, i 30mila tweet [inclusi i ret­weet] per l’hashtag #Resi­stANSA coniato da un redat­tore di ANSA Bologna.

ResistAnsa

L’azienda chiede il ricorso al trat­ta­mento di cassa inte­gra­zione gua­da­gni straor­di­na­ria [ex arti­colo 35 legge 416/81] o, in alter­na­tiva, pur­ché suf­fi­ciente a garan­tire uguale ridu­zione, con­tratti di soli­da­rietà per 65 gior­na­li­sti su un orga­nico com­ples­sivo di 324 e di 35 per i poli­gra­fici su un totale di 184; in entrambi i casi ci si pro­pone un taglio della forza lavoro di un quinto.

Sono entrato in pos­sesso del piano di rior­ga­niz­za­zione che è stato pre­sen­tato e che dal punto di vista azien­dale rias­sume le ragioni di un taglio così impo­nente. Docu­mento azien­dale riser­vato, dun­que non pub­bli­ca­bile, che con­tiene gli ele­menti fat­tuali alla base di del piano di riorganizzazione.

Il gra­fico sot­to­stante mostra l’andamento dei prin­ci­pali indi­ca­tori eco­no­mici di periodo dell’ultimo trien­nio e la stima di chiu­sura per l’anno in corso.

Poi­ché il costo pre­do­mi­nante [circa 70%] è quello del per­so­nale che, invece, per auto­ma­ti­smi di carat­tere con­trat­tuale e dalla pre­vi­denza di set­tore, dal 2015 ha ripreso a salire in maniera sen­si­bile, dal punto di vista azien­dale non resta che inter­ve­nire in tale ambito.

Di solito le aziende pen­sano ai con­tratti di soli­da­rietà quando chiu­dono i bilanci in per­dita, ma gli edi­tori pro­prie­tari dell’Ansa hanno deciso di gio­care d’anticipo: con­tratti di soli­da­rietà in pre­vi­sione di una per­dita di 5 milioni a fine anno.

Il gra­fico sotto ripor­tato mostra l’andamento delle diverse linee di pro­dotto dell’agenzia di stampa.

ANSA Linee di Prodotto

A fronte di tale anda­mento nel docu­mento si scrive: «Il noti­zia­rio gene­rale deve con­ti­nuare ad essere il punto di rife­ri­mento dell’informazione di base di qua­lità ed il timone dell’informazione in Ita­lia e sull’Italia».

Non si tratta dell’unica con­trad­di­zione del docu­mento rispetto alla realtà che foto­grafa. Soprat­tutto quel che col­pi­sce è quanto il piano di rior­ga­niz­za­zione sia vago, gene­rico, non con­tiene di fatto che titoli di capi­toli tutti da riem­pire di con­te­nuti, e di stra­te­gie ad hoc, senza i quali chiun­que, dal sot­to­scritto al CDR pas­sando per le isti­tu­zioni, che gio­cano un ruolo cer­ta­mente impor­tante nella par­tita, possa effet­ti­va­mente dire se oltre al taglio dei costi vi sia un’effettiva rior­ga­niz­za­zione del lavoro e dell’approccio al mer­cato degna di que­sto nome. Dall’inconsistenza di quanto scritto si sarebbe por­tati più a pen­sare di no.

ANSA, di pro­prietà degli edi­tori a cui for­ni­sce i ser­vizi che a loro volta tagliano, è stri­to­lata tra la crisi del set­tore e i tagli del Governo [e di molti altri com­parti della PA] alle agen­zie di stampa nel loro complesso.

Molte testate, a comin­ciare dichia­ra­ta­mente da Il Post di Luca Sofri, uti­liz­zano i social sosti­tuen­doli alle agen­zie di stampa per con­te­nere i costi e più in gene­rale gli edi­tori ridu­cono la richie­sta di ser­vizi. Le agen­zie di stampa asso­mi­gliano sem­pre di più a gior­nali online, come emer­geva già nel 2013 dallo stu­dio: “Il ruolo delle agen­zie di stampa nel XXI secolo”.

Il rap­porto tra le agen­zie e i loro clienti è cam­biato radi­cal­mente con l’avvento delle “nuove” tec­no­lo­gie dell’informazione e della comu­ni­ca­zione. Le agen­zie riman­gono però una fonte sot­to­stante alla catena dell’informazione; gra­zie ai social net­work, le agen­zie di stampa rac­col­gono infor­ma­zioni che ven­gono poi pro­pa­gate nella catena informativa.

Nel nuovo, sem­pre in muta­mento, eco­si­stema dell’informazione si rom­pono i vec­chi equi­li­bri: i gior­nali hanno meno biso­gno delle agen­zie stampa di un tempo gra­zie a social media e citi­zen jour­na­lism; men­tre dall’altro lato, le agen­zie imma­gi­nano in un futuro pros­simo di entrare in con­cor­renza con i loro clienti. Al tempo stesso le imprese, spesso clienti di entrambi, abbrac­ciano sem­pre più l’idea di diven­tare loro stessi edi­tori, pro­dut­tori di con­te­nuti dando vita a quello che viene rac­colto nella defi­ni­zione di brand jour­na­lism.

Se il taglio dei costi appare una medi­cina tanto amara quanto neces­sa­ria, senza un ridi­se­gno dell’organizzazione del lavoro e una ride­fi­ni­zione stra­te­gica degli asset, anche in que­sto caso, sarà dif­fi­cile venirne fuori.

ANSA Staino

Internet of Things
Posted on 25 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Una sele­zione ragio­nata delle noti­zie di oggi su media, gior­na­li­smi e comu­ni­ca­zione da non perdere.

  • Mes­sen­ger # Face­book — Adesso, in Canada, Uni­ted Sta­tes, Peru e Vene­zuela, non è più neces­sa­rio essere iscritti a Face­book per poter usare Mes­san­ger. Se Zuck spinge così sull’app di instant mes­san­ging ci sarà un perchè
  • Save the Date — Se dovessi sce­gliere un solo evento al quale par­te­ci­pare nel corso dell’anno non ho dubbi che que­sto sarebbe State of the Net. L’appuntamento annuale State of the Net del 2015 si terrà a Milano, invece che a Trie­ste, il 4 e 5 otto­bre e sarà dedi­cata agli algo­ritmi. Su iPres­sLive, piat­ta­forma della quale tor­ne­remo a par­lare molto pre­sto, accre­dito stampa e pagina dedi­cata, che verrà costan­te­mente aggior­nata con noti­zie, foto e video gal­lery, spea­ker, live twit­ting legato all’hashtag #sotn15
  • Le Start-up Ita­liane Viste da Fuori — Busi­ness Insi­der scrive, giu­sta­mente ahimè, che non si pensa all’Italia come nazione facente parte del nucleo duro legato alla tec­no­lo­gia in Europa ed elenca “The 11 hot­test star­tups in Italy”. Bonus Track: “40 of The Best Tools Your Star­tup May Find Useful”
  • Instant Arti­cles — Dopo oltre un mese e mezzo dal debutto uffi­ciale, secondo quanto ripor­tato dal Wall Street Jour­nal, i publi­sher coin­volti ini­zie­ranno a pub­bli­care dav­vero e si parla di una media tra i 30 ed i 40 arti­coli al giorno per testate come il  New York Times o NBC News. Toc­cherà instal­lare l’applicazione.
  • L’Ora dei Saluti — Circa chiude, pro­ba­bil­mente a causa di un approc­cio troppo freddo e razio­nale al mondo delle news che invece ha sem­pre più biso­gno di coin­vol­gere ed emo­zio­nare, e Antony De Rosa saluta e rin­gra­zia i col­la­bo­ra­tori e segnala le loro mail in caso qual­cuno volesse assu­merli. Paro paro a quel che suc­cede in Ita­lia in que­sti casi…
  • Mobile Adver­ti­sing - Si parla molto, troppo?, di adv e mobile, ma il futuro, anzi il pre­sente, è la search da mobile [e anche da que­sto gli edi­tori sono fuori]. Comun­que sia, “The state of mobile ad spen­ding in 5 charts” con­sente di farsi un’idea della situa­zione a livello globale
  • Gra­phic News — A tre mesi dal debutto di Gra­phic News, ini­zia­tiva tutta ita­liana a dispetto del nome, avviene ora il lan­cio della ver­sione inglese e diventa “mobile-first”. Bravi!

Internet of Things

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Trasformazione Digitale
Posted on 24 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

New[s] Business

Le reve­nues da ven­dite di copie in tutto il mondo, ita­lia inclusa, hanno supe­rato i ricavi dalla rac­colta pub­bli­ci­ta­ria nel mix dei publi­sher. Feno­meno che è impu­ta­bile più al crollo dell’advertising sulla stampa che a straor­di­na­rie per­for­mance nelle ven­dite che, di fatto, anche con le copie digi­tali e gli abbo­na­menti alla ver­sione online non rie­scono comun­que a pareg­giare i conti rispetto al passato.

È scritto alla prima pagina del bigino sulla ven­dita che quando non è pos­si­bile, e/o è troppo one­roso, lavo­rare oriz­zon­tal­mente, ovvero ampliare il parco clienti, l’alternativa logica è quella di ope­rare in maniera ver­ti­cale, ossia for­nire un mag­gior numero di prodotti/servizi al parco clienti trat­tanti, ai clienti esi­stenti. Dopo tanto rumore su come gene­rare nuovi ricavi per l’editoria pare che, final­mente, qual­cuno inizi a com­pren­dere que­sto con­cetto appa­ren­te­mente basico.

Il Mai­lOn­line, in col­la­bo­ra­zione con WPP e Sna­p­chat, lan­cia “Truf­fle Pig”, agen­zia di con­tent mar­ke­ting per offrire un’ampia gamma di ser­vizi nell’area della comu­ni­ca­zione d’impresa quali con­tent crea­tion, info­gra­fi­che, video, social media mana­ge­ment e molto altro ancora.

Jon Stein­berg, ceo di Daily Mail Nord Ame­rica ha com­men­tato: “Il maiale da tar­tufo trova un cibo raro e gustoso. Con la neces­sità di piani mar­ke­ting basati sullo sto­ry­tel­ling sui nostri siti e su quelli delle altre media com­pany e i nuovi for­mati di annunci come quelli di Sna­p­chat, i mar­chi hanno biso­gno di un maiale da tar­tufo. Siamo entu­sia­sti di lavo­rare con sigle lea­der a livello mon­diale, le loro agen­zie media e tutte le piat­ta­forme digi­tali per creare un’unica realtà dedi­cata al digi­tal marketing”.

Truf­fle Pig uti­liz­zerà DailyMail.com, Elite Daily e Sna­p­chat per testare le prime ini­zia­tive che saranno per ora svi­lup­pate sola­mente negli Stati Uniti ed uti­liz­ze­ranno il 3V video, i cui con­cetti sono rias­sunti nel video sot­to­stante dal CEO di Snapchat.

Con­tem­po­ra­nea­mente Les Echos, lunedi 22 giu­gno, ha annun­ciato il lan­cio di una piat­ta­forma digi­tale per ser­vizi alle imprese. Par­zial­mente finan­ziato dal fondo di Goo­gle — per la somma di 2 milioni di euro di un bilan­cio totale di circa 4 milioni — que­sta piat­ta­forma riu­ni­sce le offerte di ser­vizi per le imprese attual­mente pro­po­ste dal gruppo: il depo­sito di note legali con­sul­ta­zione di gara, ricer­che di mer­cato, stru­menti di comunicazione.

Lo svi­luppo di que­sta piat­ta­forma è anche emble­ma­tico del rapido svi­luppo del modello di busi­ness di Echoes, uno dei media che meglio sta affron­tando la tran­si­zione al digi­tale, con buona pace per chi pensa che Fre­de­ric Fil­loux , Mana­ging Direc­tor, Digi­tal Ope­ra­tions di Les Echos, dica bana­lità. Ser­vizi che attual­mente con­tri­bui­scono al 31% del fat­tu­rato del gruppo, con­tro il 12% nel 2011 [la pub­bli­cità pesa per il 30% e le ven­dite di con­te­nuti il 39%]. Il gruppo vuole rag­giun­gere, entro il 2018, il 50% dei ricavi gene­rati dai servizi.

Il gruppo ha modi­fi­cato passo dopo passo il suo busi­ness ori­gi­nale, le infor­ma­zioni eco­no­mi­che e finan­zia­rie, che potreb­bero diven­tare, a medio ter­mine, una quota di mino­ranza dell’attività sul modello del gruppo tede­sco Sprin­ger, per esempio.

Les Echos

Per for­tuna qual­cosa si muove anche nel pano­rama nazio­nale con RCS che ha recen­te­mente dato vita a NuMix Agency che aggrega, sotto la guida del Mana­ging Direc­tor Alceo Rapa­gna, Con­necto, cen­tro di com­pe­tenza di ser­vizi di mar­ke­ting below the line con l’obiettivo di affian­care le aziende nel pro­cesso di tra­sfor­ma­zione digi­tale,  RCS Live, area dedi­cata ai grandi eventi del gruppo RCS, e InPro­ject, unità dedi­cata a pro­getti mul­ti­me­diali su misura per le aziende, per for­nire, anche in que­sto caso, ser­vizi di comu­ni­ca­zione inte­grata a 360 gradi.

Insomma, dopo tanto par­lare di modelli di busi­ness 2.0 per i publi­sher, le ini­zia­tive in tal senso, final­mente, ini­ziano a fio­rire in ogni angolo del pia­neta. Ovvia­mente, dando per scon­tata la bontà dei ser­vizi offerti, la dif­fe­renza la farà la capa­cità delle reti ven­dita delle con­ces­sio­na­rie che dovranno tra­sfor­marsi da ven­di­tori di colonne e pixel in veri e pro­pri con­su­lenti di comu­ni­ca­zione. In caso di biso­gno siamo qui.

Trasformazione Digitale

How Old
Posted on 24 giugno 2015 by Pier Luca Santoro

Post-it

Le noti­zie di oggi su media e comu­ni­ca­zione che, secondo noi, non potete perdervi.

  • Press Release - Com’è fatto un vero comu­ni­cato stampa di Che­vro­let tra emoji e suc­ces­sive release non crip­tate. Interessante!
  • World­wide Mobile Inter­net Con­nec­tions — Il World Eco­no­mic Forum pub­blica gli ultimi dati dispo­ni­bili sulle con­nes­sioni ad Inter­net in mobi­lità. Nono­stante l’elevatissima con­cen­tra­zione di tele­fo­nini l’Italia è sotto la media OECD.
  • Nasce l’Instagram delle Noti­zie - Nasce Kite a cavallo tra l’aggregatore di noti­zie e il social net­work, con una spic­cata voca­zione al mobile, tra­sforma l’esperienza di navi­ga­zione del let­tore. Le rac­co­man­da­zioni non sono create da algo­ritmi ma dalle per­sone con cui ci col­le­ghiamo e/o seguiamo e la search nel bro­w­ser viene sosti­tuita dai social. Da tenere sotto osservazione.
  • Peri­scope — Dopo l’entusiasmo ini­ziale il buzz [e l’uso?] su Peri­scope sem­bra essersi note­vol­mente ridi­men­sio­nato. Comun­que sia, Nestle sarà il primo brand a lan­ciare delle social video clip uti­liz­zando Peri­scope. Espe­ri­mento da seguire.
  • Ricet­ta­zione - Al diret­tore del set­ti­ma­nale che acqui­stò e pub­blicò i cele­bri scatti “rubati” di Mr.B a Villa Cer­tosa in com­pa­gnia di “gio­vani ospiti”, non può essere con­te­stato il reato di ricet­ta­zione se manca la prova di un van­tag­gio eco­no­mico o di car­riera. La Cas­sa­zione annulla la con­danna della Corte d’Appello e rin­via per un nuovo giudizio.
  • Quo­ziente digi­tale — Ana­lisi di McKin­sey di 150 tra le prin­ci­pali mul­ti­na­zio­nali del mondo per veri­fi­care le buone pra­ti­che secondo 18 para­me­tri che danno ori­gine al “quo­ziente digi­tale”. Inte­res­santi sia i risul­tati che il det­ta­glio dei para­me­tri presi in considerazione.
  • Frodi nella Pub­bli­cità Online — Metà, o più, del display adv  che ad net­works, media buyers, e agen­zie hanno ven­duto ai loro clienti non è mai com­parso davanti ad un essere umano. Una frode che coin­volge ampia­mente anche gli edi­tori e che si stima valga la bel­lezza [si fa per dire] di 7.5 miliardi di dol­lari. Come fun­zioni e, soprat­tutto, come porvi rime­dio il più pos­si­bile, nell’arti­colo “The Alle­ged $7.5 Bil­lion Fraud in Online Advertising”

How Old

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