Rupert Murdoch

Old News
Posted on 12 giugno 2015 by Donata Columbro

Una settimana nel futuro del giornalismo: Apple news format, Blendle in Germania, Costolo lascia Twitter e molto altro

 

La rubrica dove raccogliamo i link per non perdere le novità nel mondo dell’informazione.

Cosa ci fa Apple ai media. Due le novità dalla conferenza degli sviluppatori di Apple con il lancio del nuovo iOS 9. La prima è quella che, nel mondo dell’informazione hanno notato tutti, ovvero la dismissione dell’Edicola e il lancio di una nuova app, chiamata semplicemente News, che si ispira a Flipboard. In news gli articolo potranno essere caricati in formato generico oppure secondo nuovi standard forniti da Apple, gli Apple News Format al quale, secondo me, dovremmo imparare ad adeguarci. La seconda, passata meno osservata, riguarda la prossima versione di Safari per mobile, che prevede la possibilità di bloccare adv, banner e cookies, con un’applicazione già prevista nella versione desktop. Le conseguenze della Content Blocking Safari Extension, così si chiama il plugin, le subirà il mercato del mobile advertising ma anche, ipotizza Joshua Benton, i giornali che usano i paywall, soprattutto negli Stati Uniti, con la perdita di revenue dai lettori abbonati al digitale.

Lo spotify delle notizie arriva in Germania. Blendle, il servizio di micropagamento per le news, nato in Olanda nel 2014, ha lanciato la sua versione tedesca. Con Blendle i lettori possono acquistare gli articoli da una piattaforma, scegliendo da diversi giornali: agli editori va il 30 per cento dei profitti, con prezzi che oscillano tra i 20 e i 40 centesimi per i magazine e tra i 10 e il 20 per i quotidiani. Il pubblico di Blendle è molto giovane e la sua espansione in Europa potrebbe cambiare il mercato nelle notizie digitali.

Gli hashtag di Aj Plus. “Ne usiamo pochi”, spiega  su Poynter. E, comunque, per quello definitivo, che caratterizza una notizia o una campagna che la redazione vuole raccontare, ci arrivano dopo una discussione e vari esperimenti. Di sicuro non più di due, e quando possibile ne scelgono uno, studiando il trend di frequenza sui social, a cui associare la storia. Una best practice da studiare. E copiare.

Ceo che se vanno. Dick Costolo lascia come Ceo di Twitter, a partire dal 1 luglio: al suo posto il cofondatore Jack Dorsey, in attesa che il consiglio di amministratore nomini un nuovo amministradore delegato. Costolo rimane comunque nel consiglio. Lascia un altro Ceo: pare tocchi a Rupert Murdoch, 84 anni, che si prepara a lasciare il posto di amministratore della 21st Century Fox al figlio James. Non c’è un annuncio ufficiale, ma lo indicano fonti della famiglia.

Nuove edizioni del Wall street journal. Il WSJ rilancia a settembre le sue versioni europea e asiatica con un nuovo design a colori, anche nella versione per iPad e tablet Android. Il nuovo formato porterà il 50 per cento di contenuti in più in termini di notizie, secondo il direttore Gerard Baker.

Come Buzzfeed, il New York Times ha i trend. È in versione beta, ma la pagina dei temi e gli articoli più letti del NYT si ispira a quella di BF e mostra gli articoli più cliccati, più condivisi per ogni singolo social network, compreso Reddit, più cliccati e la sezione “In Case You Missed It”, con una raccolta di link selezionati dalla redazione. La pagina è aggiornata ogni minuto.

Bonus: le pratiche di factchecking di Upworthy. Come un sito di curation dedica molto tempo alla verifica di dati e fatti prima di pubblicare contenuti online.

Photo credit: @Doug88888 / Foter / CC BY-NC-SA

Word Cloud Rupert Murdoch's Memo to News Corp Staff
Posted on 18 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

L’Alto Costo del Sensazionalismo

«Estrella Digital», quotidiano all digital spagnolo, pubblica i costi sostenuti da News Corp a seguito dei numerosi scandali legati alle intercettazioni del «The News of The World» che ad un anno di distanza dalla chiusura del quotidiano continua a creare problemi al più grande colosso del mondo dei media con  addirittura la Chiesa d’Inghilterra schierata contro.

Sono ad oggi 224 milioni di dollari in spese legali e 125 in azioni di marketing i costi diretti sostenuti da News Corp per far fronte ad un a delle peggiori pagine del giornalismo internazionale. Costi ai quali certamente è legata la decisione di scorporare le attività di publishing del gigante mediatico di Rupert Murdoch che a causa della ristrutturazione ha accumulato perdite per la bellezza, si fa per dire, di 2.800 milioni di dollari [circa 2.200 milioni di euro].

Un costo economico e d’immagine che ha portato all’annuncio della revisione del codice etico dell’azienda con una nota interna diffusa direttamente da Murdoch a tutti i dipendenti di richiamo ai nuovi standard dell’impresa.

Dal testo integrale del memo interno ho creato la nuvola di parole per vedere quali fossero i termini più usati e, come mostra appunto l’immagine sottostante, tra tutti spicca “compliance”. Termine che in economia indica la funzione atta a prevenire il rischio connesso alla possibilità di giungere a danni di immagine o perdite finanziarie, in seguito a cattivo funzionamento e/o comportamento.

L’alto costo del sensazionalismo.

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