Posted on 9 agosto 2011 by

Il Mezzo NON è il Messaggio

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Il quo­ti­diano tori­nese La Stampa sta­mane, in uno degli arti­coli dedi­cati agli scon­tri in atto da tre giorni in Inghil­terra, titola: “Lon­dra, la rivolta corre su Twit­ter”, lasciando inten­dere  che il tam tam sui social net­work sia respon­sa­bile dei fatti.

E’ oppor­tuno spe­ci­fi­care che si tratta, ad essere bene­voli, di un’inesattezza, poi­chè in realtà il mezzo pre­va­len­te­mente uti­liz­zato dai gio­vani per coor­di­narsi è stato il Blac­k­Berry Mes­san­ger, ser­vi­zio di mes­sag­ge­ria istan­ta­nea che non è pos­si­bile clas­si­fi­care come social network.

Ciò pre­messo, in que­ste ore i cit­ta­dini bri­tan­nici stanno uti­liz­zando i social media ed i social net­work esat­ta­mente in maniera opposta.

Sotto la deno­mi­na­zione di «Riot Clean Up» è un fio­rire di ini­zia­tive spon­ta­nee delle diverse comu­nità di resi­denti che si orga­niz­zano e coor­di­nano attra­verso distinte moda­lità e mezzi, sfrut­tando la Rete, per rista­bi­lire una situa­zione di normalità.

Si va dalle com­mu­nity che si danno appun­ta­mento per pulire i quar­tieri deva­stati, alle pagine su Face­book desti­nate al mede­simo scopo o, addi­rit­tura, per segna­lare con foto e video atti di van­da­li­smo ed autori; com­pito al quale è dedi­cato anche un micro­blog su Tum­blr così come avviene con Flickr.

Si tratta di una ten­denza pre­sente anche su Twit­ter dove i mes­saggi a favore della puli­zia [#riot­clea­nup] hanno quasi pareg­giato quelli di nar­ra­zione, più o meno rea­li­stica e più o meno par­ti­giana su, come ven­gono chia­mati in inglese, i riots [#londonriots].

Il mezzo non è il messaggio.

Per appro­fon­dire: 1234

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