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Pubblicato il 25 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

La Rivoluzione NON è Annunziata

Come pre­vi­sto, pochi minuti dopo la mez­za­notte è stato annun­ciato che «Huf­fing­ton Post Ita­lia» è online.

[tweet https://twitter.com/HuffPostItalia/status/250355497755090945 align=‘center’ lang=‘it’]

Stesso “family fee­ling”, stessa impo­sta­zione gra­fica delle altre ver­sioni con lo splash foto­gra­fico della noti­zia prin­ci­pale a tutta pagina e la dispo­si­zione su tre colonne ideal­mente sud­di­vise in informazioni/notizie, curiosità/gossip e blog, sono le carat­te­ri­sti­che del visual del sito anche per la ver­sione in ita­liano dell’HuffPost.

Strutt­tura edi­to­riale rela­ti­va­mente snella con una quin­di­cina di gior­na­li­sti, oltre alla Diret­trice Lucia Annun­ziata, e 189 blog/blog [anche se al momento della reda­zione di que­sto arti­colo sono attivi 17] “di fama” dall’ ex Mini­stro dell’Economia Giu­lio Tre­monti a Mau­ri­zio Lan­dini, Segre­ta­rio Gene­rale FIOM, pas­sando per il Sot­to­se­gre­ta­rio di Stato alla Pre­si­denza del Con­si­glio dei Mini­stri Anto­nio Catri­calà e Lele Rizzo del movi­mento NOTAV e del cen­tro sociale tori­nese Askatasuna.

Oltre alle con­si­de­ra­zioni sull’eticità di intra­pren­dere un’attività a fini di lucro basan­dosi ampia­mente sul lavoro non retri­buito, vi sono anche altri aspetti che, in rife­ri­mento alla ver­sione ita­liana ed al pano­rama infor­ma­tivo del nostro Paese, mi pare oppor­tuno considerare.

La ver­sione Spa­gnola, l’ultima nata, dopo un mese, a fine luglio di quest’anno, secondo quanto dichia­rato dalla Diret­trice Mon­tser­rat Domín­guez, avrebbe rag­giunto 1,2 milioni di utenti unici e 10 milioni di pagine viste. Numeri che, in assenza di dati uffi­ciali [che non sono riu­scito a tro­vare, sorry], vanno presi con le pinze poi­chè pos­sono variare signi­fi­ca­ti­va­mente in fun­zione della fonte, che sicu­ra­mente bene­fi­ciano di visite dall’America Latina così come avviene per «El Pais», «El Mundo» e le altre testate online in castellano.

Anche la ver­sione fran­cese, rea­liz­zata in par­te­ci­pa­zione con Le Monde e LNEI [Les Nou­vel­les Edi­tions Indé­pen­dan­tes], anche se si posi­ziona al di sotto dei prin­ci­pali gior­nali online della Fran­cia, ha numeri inte­res­santi con quasi 7 milioni di utenti unici nel mese e 18,5 milioni di pagine viste. Ancora una volta una parte del traf­fico [ circa il 20% da feb­braio, dalla nascita, ad ago­sto] arriva dall’estero, da altre nazioni in cui si parla fran­cese pre­su­mi­bil­mente, e non sono man­cate le pole­mi­che sui van­taggi otte­nuti gra­zie al fatto di essere sorto sulle ceneri di «LePost» e sulla bassa capa­cità di attra­zione che paiono avere gli arti­coli pro­dotti dai blog­ger d’oltralpe che gene­rano sola­mente l’8% del totale delle visite mensili.

Secondo Ric­cardo Luna, «Huf­fing­ton Post Ita­lia» è un “game chan­ger , ovvero un fatto desti­nato a cam­biare le regole del gioco per quel che riguarda l’editoria”. Già dal titolo che ho dato all’articolo avrete capito che evi­den­te­mente non sono d’accordo con la sua visione.

Spiega bene Luca Sofri i motivi di suc­cesso del “modello Huf­f­Post”, il pro­blema è che que­sto modello in Ita­lia già esi­ste ed è rap­pre­sen­tato dall’edizione online del  «Il Fatto Quo­ti­diano» che ha già rea­liz­zato, più o meno esat­ta­mente, quello che la neo­nata testata all digi­tal si pro­pone di fare, dall’attenzione ai social net­work [803mila fans su Face­book e 387mila fol­lo­wers su Twit­ter al momento] ai nume­ros­simi blog — gra­tui­ta­mente — ospi­tati nella sua edi­zione online.

Modello che, secondo i dati Audi­web di Luglio, genera 251mila utenti unici e 952mila pagine viste. Numeri che, pur nella loro rile­vanza nel pano­rama delle testate online, danno, anche, la dimen­sione delle dif­fe­renze di poten­zia­lità in Ita­lia rispetto alle altre nazioni dove è stato appli­cato “il modello Huf­f­Post” e che al tempo stesso costi­tui­scono bar­riera per la ver­sione italiana.

Ele­menti che nel loro insieme evi­den­ziano come la rivo­lu­zione non sia annun­ciata [o annun­ziata se si pre­fe­ri­sce], anche per­chè arruo­lare folle di blog­ger che scri­vono gra­tui­ta­mente e/o uti­liz­zare social net­work e SEO alle porte del 2013 non può dav­vero con­si­de­rarsi inno­va­tivo o “rivo­lu­zio­na­rio”, e che deter­mi­nano il per­chè nel nostro Paese non sarà il suc­cesso di altre nazioni finendo pro­ba­bil­mente per minare la già pre­ca­ria salute eco­no­mica delle testate all digi­tal ita­liane. Forse l’unico vero van­tag­gio sarà per il gruppo Espresso-Repubblica che potrà spe­ri­men­tare cose che sulla coraz­zata, nell’edizione online di «Repub­blica», non vuole/non può per­met­tersi di fare.

Ciò detto, comun­que, per prin­ci­pio, non posso che augu­rare la migliore sorte ad «Huf­fing­ton Post Italia».

Pubblicato il 11 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Correlazioni: Il Dato è Tratto

A com­ple­mento e com­ple­ta­mento della visione che emerge dalle ela­bo­ra­zioni rea­liz­zate nell’ultima set­ti­mana, sol­le­ci­tato da una mail a com­mento dei dati, invia­tami da un pro­fes­sio­ni­sta del set­tore di cui ho stima e con­si­de­ra­zione,  ho deciso di para­go­nare i dati pre­ce­de­mente pro­dotti rela­ti­va­mente all’online con quelli delle ven­dite  [edi­cola + abbo­na­menti pagati] dei quo­ti­diani nella loro ver­sione cartacea.

Obiet­tivo dell’analisi veri­fi­care il mer­cato con­ten­di­bile, quello di chi va a com­prare in edi­cola ed ha la pos­si­bi­lita’ di sce­gliere una qua­lun­que testata, e ogni volta che com­pra un gior­nale fa una scelta, come avviene altret­tanto ogni volta che punta un bro­w­ser ad un indi­rizzo di un sito web di un quo­ti­diano online.

L’elaborazione rea­liz­zata si basa sui dati aggior­nati a set­tem­bre di quest’anno per le edi­zioni online, men­tre i dati delle ven­dite sono aggior­nati a luglio 2011. Il totale del mer­cato è ripor­tato a 100 in maniera “fit­ti­zia” per ren­dere il più omo­ge­neo pos­si­bile il con­fronto tra i due seg­menti che sap­piamo essere molto più arti­co­lati e com­plessi di quanto rap­pre­sen­tato dalla tabella di sin­tesi sot­to­ri­por­tata. In base a que­sta, minima, pre­ci­sa­zione meto­do­lo­gica, per inqua­drare i con­torni gene­rali è pos­si­bile con­te­stua­liz­zare meglio il pano­rama gene­rale e le sin­gole specificità.

Com­ples­si­va­mente, tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, si evi­den­zia, ad esclu­sione di  «Gaz­zet­tino» e «Mes­sag­gero», entrambi dello stesso gruppo edi­to­riale [Cal­ta­gi­rone], anda­mento nega­tivo per le ven­dite della ver­sione car­ta­cea alle quali cor­ri­sponde invece posi­ti­vità per numero di utenti unici che acce­dono al sito web cor­ri­spon­dente alla mede­sima testata.

L’andamento nega­tivo dei quo­ti­diani tra­di­zio­nali è con­fer­mato, anche se solo in forma aggre­gata, dai dati FIEG che sono aggior­nati a set­tem­bre 2011.  Sep­pure in maniera meno accen­tuata rispetto ad altre nazioni, anche in Ita­lia dun­que si assi­ste ad un  pro­gres­sivo spo­sta­mento verso l’online. Ten­denza che, visti dati di per­ma­nenza sul sito e per sin­gola pagina, al momento, a mio avviso si con­cen­tra sui let­tori deboli di quo­ti­diani tra­di­zio­nali, su coloro, per dirla in una bat­tuta, che comun­que già prima non com­pra­vano quo­ti­dia­na­mente il gior­nale in edicola.

Sono por­tato a rite­nere che invece per gli “heavy users”, per chi frui­sce di infor­ma­zione con con­ti­nuità, si tratti di dupli­ca­zione, di sovrap­po­si­zione tra piat­ta­forme diverse, anche, in fun­zione di momenti diversi della gior­nata. E’ una sen­sa­zione, un’ ipo­tesi di lavoro, che pare essere con­fer­mata dallo share, dalla quota che cia­scuna testata ha nei due formati.

Pro­prio dall’analisi dello share sulle diverse piat­ta­forme emerge come «La Repub­blica» ed «Il Cor­riere della Sera» siano molto sopra la loro quota di mer­cato car­ta­ceo, bene­fi­ciando sia di  inve­sti­menti rea­liz­zati in ambito digi­tale cer­ta­mente supe­riori alle altre testate che del fatto di essere gene­ra­li­sti e nazionali.

A livello di sin­gola pub­bli­ca­zione si evi­den­zia, da un lato, la forza rela­tiva del «Fatto Quo­ti­diano» in Rete con una quota quasi dop­pia rispetto all’edizione car­ta­cea e, dall’altro lato, un alli­nea­mento “per­fetto” tra edi­zione digi­tale e car­ta­cea del «Sole24Ore» con­tra­ria­mente a quanto avviene per gli altri quo­ti­diani presi in considerazione.

Forse il dato più inte­res­sante che emerge dall’analisi rea­liz­zata è rela­tivo a come, com­ples­si­va­mente, l’informazione online sia deci­sa­mente più con­cen­trata rispetto a quella car­ta­cea con le prime 4 testate che rac­col­gono il 65% degli utenti con­tro il 49% delle ven­dite. Una con­cen­tra­zione che con­tri­bui­sce a spie­gare ulte­rior­mente la dif­fi­coltà di emer­gere da parte delle nuove ini­zia­tive edi­to­riali, dei cosi­detti “super­blog”. Sotto que­sto pro­filo sem­bre­rebbe dun­que che la van­tata plu­ra­lità della Rete sia distante dalla realtà delle cose. Aspetto che, evi­den­te­mente, impatta diret­ta­mente non solo sulla qua­lità dell’informazione ma anche sulle pro­spet­tive di otte­nere ricavi dall’online da parte degli “outsider”.

Se a com­mento dei dati Audi­web sono state mosse per­ples­sità da più parti, per­so­nal­mente resto deci­sa­mente più dub­bioso sull’attendibilità dei dati Audi­press che ho incluso nella tavola di sin­tesi che che pre­fe­ri­sco, per que­sto motivo, aste­nermi dal commentare.

Sem­pre in  tema di com­menti, in con­clu­sione, ancora una volta, ogni com­mento è gra­dito, auspi­cato, non­chè gratuito.

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Pubblicato il 7 settembre 2011 by Pier Luca Santoro

Andamento di Quotidiani e “SuperBlog” Italiani sul Web

Audi­web ha pub­bli­cato il 05 set­tem­bre i dati di audience online aggior­nati al mese di luglio di quest’anno. Com­ples­si­va­mente sono 26,2 milioni gli Ita­liani che hanno navi­gato almeno una volta attra­verso un PC nel mese di luglio 2011, con un incre­mento annuo del 10%.  Nel giorno medio sono online 12,2 milioni di utenti attivi, il 12,8% in più rispetto al 2010.

Se il dato gene­rale con­sente, in attesa del con­sun­tivo di ago­sto, di con­fer­mare che inter­net non va in vacanza, il det­ta­glio rela­tivo ai gior­nali online per­mette di aggior­nare la visione rispetto all’ anda­mento di quo­ti­diani e “super­blog” pro­po­sto ad aprile, che non aveva man­cato di susci­tare  dibat­tito ed anche qual­che polemica.

L’elaborazione rea­liz­zata da jum­ping­shark si pre­sta a più di una con­si­de­ra­zione sia in rife­ri­mento ai quo­ti­diani tra­di­zio­nali che, forse ancor più, ai “super­blog”, a quelle fonti di infor­ma­zione all digi­tal che sono nata rela­ti­va­mente di recente in Italia.

Per quanto riguarda le ver­sioni online dei quo­ti­diani tra­di­zio­nali, jum­ping­shark ha ela­bo­rato l’andamento di pagine viste, visi­ta­tori unici e tempo di per­ma­nenza per 9 impor­tanti quo­ti­diani ita­liani [La Repub­blica, Cor­riere della Sera, Il Fatto Quo­ti­diano, Il Gior­nale, L’Unità, La Stampa, La Gaz­zetta dello Sport, Libero, Il Sole 24 Ore] più l’agenzia ANSA.  L’ela­bo­ra­zione rea­liz­zata con­sente di visua­liz­zare in maniera dina­mica l’andamento di que­sti ele­menti dal gen­naio 2010 a luglio 2011 per­met­tendo così anche una visione pun­tuale di quale sia l’impatto di certe noti­zie per cia­scuna testata. E’ un fat­tore che, tempo per­met­tendo, appro­fon­dirò domani.

In ter­mini di pagine viste e visi­ta­tori unici si con­ferma lo stra­po­tere di Repub­blica e Cor­sera che hanno numeri del tri­plo supe­riori rispetto alla Gaz­zetta dello Sport, terzo quo­ti­diano per volumi di visite,  seguito da La Stampa che evi­den­te­mente nella ver­sione online rie­sce a scrol­larsi di dosso l’immagine di quo­ti­diano solo pie­mon­tese, o addi­rit­tura tori­nese, gra­zie ad arti­coli e firme che hanno il potere di atti­rare un utenza più allar­gata rispetto alla ver­sione car­ta­cea ed alla pos­si­bi­lità di supe­rare lacci e lac­ciuoli della distri­bu­zione tra­di­zio­nale che il Web permette.

- Fonte: Audi­web — Ela­bo­ra­zione: Jum­ping­shark — Clicca per acce­dere alla ver­sione inte­rat­tiva dei dati -

E’ una forza che il quo­ti­diano della fami­glia Agnelli con­ferma e rin­forza per quanto riguarda la per­ma­nenza dei visi­ta­tori sul sito web. Se da un lato va reso il merito al diret­tore Cala­bresi ed allo staff della Stampa per il lavoro che svol­gono in ambito digi­tale, risulta altret­tanto evi­dente il pro­blema di coin­vol­gi­mento e trat­te­ni­mento di Repub­blica e Cor­sera come il gra­fico di sin­tesi sot­to­ri­por­tato evidenzia.

- Fonte: Audi­web — Ela­bo­ra­zione: Jum­ping­shark — Clicca per acce­dere alla ver­sione inte­rat­tiva dei dati -

Per quanto riguarda i “super­blog”, ed in par­ti­co­lare le testate che sono a cavallo tra un quo­ti­diano tra­di­zio­nale ed un blog. Nello spe­ci­fico ven­gono pub­bli­cati Il Post e Lettera43 men­tre non com­pare L’Inkiesta ed altri che, pro­ba­bil­mente, non pagando Audi­web, così come avviene per Audi­tel, non ven­gono dif­fusi pub­bli­ca­mente anche se cer­ta­mente rilevati

Sia rispetto agli obiet­tivi dichia­rati al lan­cio da Lettera43 che più in gene­rale, i nuovi player “sten­tano”, non sem­bra che rie­scano a sfon­dare se non presso una ristretta cer­chia di utenti fedeli come mostrano i dati rela­tivi al tempo di per­ma­nenza del Post e Lettera43.

Se da un lato potrebbe esserci un tempo fisio­lo­gico di costru­zione del brand da parte dei new comers che non godono evi­den­te­mente della noto­rietà accu­mu­lata negli anni dai player tra­di­zio­nali [in pri­mis Repub­blica & Cor­sera come mostrano i dati], dall’altro lato potrebbe essere la con­ferma di come vi sia com­ple­men­ta­rietà e rin­forzo reci­proco di cia­scun mezzo, di cia­scuna piattaforma.

- Fonte: Audi­web — Ela­bo­ra­zione: Jum­ping­shark — Clicca per acce­dere alla ver­sione inte­rat­tiva dei dati -

Pubblicato il 28 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

L’Uragano dell’Informazione

Come fac­cio quasi ogni mat­tina, stavo dando un’occhiata alla ver­sione online dei prin­ci­pali quo­ti­diani quando, arri­vato al terzo, qual­cosa ha ini­ziato a stri­dere, per­fino ad infa­sti­dirmi, spin­gen­domi ad approfondire.

Ho così veri­fi­cato che l’apertura, il primo titolo in testa, delle home page di tutti i mag­giori gior­nali euro­pei è dedi­cata a Irene l’uragano che sta col­pendo gli Stati Uniti. Non c’è quo­ti­diano per il quale la noti­zia prin­ci­pale non sia rela­tiva a que­sto evento atmo­sfe­rico eccezionale.

Jeff Jar­vis parla di #storm­porn ridi­co­liz­zando la qua­lità della coper­tura gior­na­li­stica, ed in par­ti­co­lare quella tele­vi­siva, dell’uragano.

Se è pos­si­bile com­pren­dere che i gior­nali inglesi dedi­chino tanta rile­vanza ai fatti poi­chè per loro la quota di traf­fico, di visite, che arriva dagli USA è una quota rile­vante, che que­sto avvenga anche per i gior­nali ita­liani, fran­cesi e spa­gnoli desta in me più di qual­che per­ples­sità e preoccupazione.

Se la teo­ria com­plot­ti­sta potrebbe rile­vare una stra­te­gia della disat­ten­zione rispetto ad altri fatti che cer­ta­mente hanno rile­vanza supe­riore nei rispet­tivi Paesi, per­so­nal­mente pro­pendo per una non meno pre­oc­cu­pante omo­lo­ga­zione al ribasso.

L’audience dri­ven jour­na­lism, il gior­na­li­smo che punta tutto sull’attrazione dell’audience, si evolve, pare ad ogni lati­tu­dine, in karaoke jour­na­lism annul­lando di fatto le poten­zia­lità di plu­ra­lità di visione e di pen­siero della Rete in nome degli accessi da ven­dere agli inve­sti­tori pubblicitari.

Tutto cam­bia, nulla muta.

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