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Pubblicato il 27 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

L’Edicola del Futuro & Il Futuro delle Edicole

Nella crisi che sta attra­ver­sando l’editoria i diversi sog­getti coin­volti tro­vano tavoli a cui sedersi ed inter­lo­cu­tori con i quali trat­tare, nego­ziare pos­si­bili solu­zioni. Che si tratti di gior­na­li­sti o di edi­tori gli inte­ressi della cate­go­ria rap­pre­sen­tata sono por­tati avanti.

Nell’affannosa ricerca di un’ancora di sal­vezza si per­se­guono molto spesso inte­ressi che sono spe­ci­fici di que­sta o quella cate­go­ria senza che vi sia una visione d’assieme di impli­ca­zioni e solu­zioni orga­ni­che. Testi­mo­nianza con­creta di ciò è rap­pre­sen­tato dal sostan­ziale silen­zio, dopo ten­ta­tivi inqua­li­fi­ca­bili, sotto il quale sono pas­sate le rac­co­man­da­zioni emerse dal docu­mento redatto dall’antitrust quasi un anno fa e rima­sto, ad oggi, let­tera morta.

I gior­na­lai mal rap­pre­sen­tati, stretti nella morsa del “si salvi chi può”, sono in una con­di­zione di sof­fe­renza sia economico-finanziaria che psi­co­lo­gica. Con­di­zione che passa sotto il silen­zio gene­rale da tempo anche per l’incapacità [o peg­gio] degli orga­ni­smi dele­gati a rap­pre­sen­tarli la cui ina­de­gua­tezza ha dato vita a gruppi di pro­te­sta vir­tuale ed ora ad un nascente “sin­da­cato padano” con la Lega pronta a caval­care lo scon­tento che ser­peg­gia da lungo tempo.

In oltre venti anni di lavoro ho avuto l’opportunità di cono­scere molti set­tori e mer­cati ed ovvia­mente anche i rela­tivi canali di sbocco com­mer­ciale o distri­bu­tivo, quel che avviene nel canale edi­cole non ha uguali e non può con­ti­nuare oltre con le moda­lità pra­ti­cate sin ora, né per quella fran­gia qua­li­fi­cata dell’editoria né tanto meno per chi gesti­sce una riven­dita, un’edicola.

Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo una pro­po­sta, della quale avevo par­lato in que­sti spazi tempo fa, ha regi­strato 38 pre­fe­renze [“likes”] e ben 293 com­menti spin­gen­domi a ten­tare di dare orga­niz­za­zione e con­cre­tezza all’insieme di temi.

Nella mag­gior sin­tesi pos­si­bile, per punti, schematizzando.

1) Svi­luppo Aree & Logi­che di Busi­ness per il Canale Edi­cole:

  • Dif­fe­ren­zia­zione tra negozi “misti” [pro­mi­scui] che rap­pre­sen­tano già il 50% del totale ed esclu­sivi, in ter­mini di offerta, livelli com­penso, premi, assortimento.
  • Crea­zione di cir­cuiti di comu­ni­ca­zione nazio­nali, regio­nali e pro­vin­ciali che affit­tino spazi di comu­ni­ca­zione in vetrina e sul banco delle edicole.
  • Rine­go­zia­zione degli attuali mar­gini sui ser­vizi acces­sori offerti a par­tire dalle rica­ri­che tele­fo­ni­che i cui costi dell’abolizione del fee a carico del con­su­ma­tore sono stati ribal­tati esclu­si­va­mente sulle rivendite.
  • Qua­li­fi­ca­zione del canale attra­verso l’offerta esclu­siva di pro­dotti nell’ ambito edi­to­riale sep­pure in maniera allar­gata [libri, musica.…etc.]
  • Intro­du­zione di ser­vizi inte­gra­tivi esclu­sivi coe­renti con la mis­sion di ser­vi­zio pub­blico del canale [bigliet­te­rie treni, con­certi, bus lunga percorrenza…etc.Introduzione di ser­vizi coe­renti con la mis­sion isti­tu­zio­nale del canale quali quelli di “print on demand” con arti­co­la­zione dell’offerta dalla stampa del quo­ti­diano per­so­na­liz­zato a altri col­la­te­rali legati alla carta stam­pata nel suo complesso.

2) Svi­luppo di Canale & Comu­ni­ca­zione della Filiera Edi­to­riale:

  • Con­tri­buti sino ad un mas­si­male di 2000 euro per punto vendita/ragione sociale per l’informatizzazione della rete di edi­cole. Con­tri­buto sta­tale del 70% a fondo per­duto e dal 10 al 15% a carico degli edi­tori in ragione del volume d’affari del sin­golo punto vendita.
  • Cen­si­mento e stra­ti­fi­ca­zione dei circa 35mila punti ven­dita al det­ta­glio che coprono il ter­ri­to­rio nazio­nale, affin­ché per cia­scuna realtà pos­sano essere adot­tate le logi­che di for­ni­tura e distri­bu­zione real­mente ade­guate alle esigenze.
  • Intro­du­zione di incon­tri men­sili a livello pro­vin­ciale tra gior­na­lai, distri­bu­tore locale e un edi­tore a rotazione.
  • Crea­zione di un osser­va­to­rio per­ma­nente su il futuro dell’edicola e l’edicola del futuro com­po­sto da rap­pre­sen­tanti di tutta la filiera [inclusi gior­na­li­sti e con­ces­sio­na­rie pub­bli­cità] che con cadenza seme­strale si con­fron­tino, aggior­nino e lavo­rino con­giun­ta­mente sul tema.
  • Crea­zione di cam­pa­gne di comu­ni­ca­zione promo pub­bli­ci­ta­ria che abbiano l’obiettivo di valo­riz­zare la fun­zione delle edi­cole in virtù della loro con­si­de­ra­zione di ser­vi­zio pub­blico, la loro capil­la­rità in ter­mini di pre­senza sul ter­ri­to­rio ed ancora il ser­vi­zio offerto con orari di aper­tura spesso vicini alle 24h/die.

3) Le Regole del Gioco:

  • Abro­ga­zione della parità di trat­ta­mento ed intro­du­zione di un fee [quo­ti­diani esclusi] per l’introduzione di nuovi pro­dotti edi­to­riali nel canale edicole.
  • Tagli prezzo a carico dell’editore e non del canale di ven­dita con rico­no­sci­mento di una com­pen­sa­zione rispetto al mar­gine in valore asso­luto con­sueto in caso di ope­ra­zione di cut price o abbi­na­mento rivi­ste [banded].
  • Penali in caso di inse­ri­mento cou­pon per abbo­na­menti nei quali lo sconto offerto superi il valore rico­no­sciuto al trade [distributori+edicole]
  • Rico­no­sci­mento di un fee per inse­ri­mento cam­pioni di pro­dotto nelle rivi­ste set­ti­ma­nali e mensili.
  • Revi­sione dei cri­teri di defi­ni­zione di cosa sia pro­dotto edi­to­riale e rela­tive autorizzazioni.
  • Ripri­stino del con­tratto esti­ma­to­rio tra edi­co­lanti ed editori
  • Penali ai distri­bu­tori locali, che gesti­scono le zone di com­pe­tenza come feudi baroc­chi, che non effet­tuino for­ni­ture ade­guate sulla base dello sto­rico delle ven­dite del sin­golo cliente [edicola]
  • Rico­no­sci­mento di un fee per il lavoro di inse­ri­mento di alle­gati svolto dall’edicolante

Diceva l’indimenticabile De Cur­tis in una delle sue cele­bri bat­tute “dove dob­biamo andare per dove dob­biamo andare?” Ho cer­cato di osser­vare la situa­zione da più di una pro­spet­tiva ten­tando di com­pren­dere nei temi pro­po­sti una visione che sia fun­zio­nale ed inte­res­sante non solo per que­sta o quella cate­go­ria, con­vinto che un sistema si [ri]costruisca solo facendo sistema, inclu­dendo e con­si­de­rando inte­ressi di tutti gli attori coinvolti.

Credo che sia impor­tante disin­ter­me­diare l’intermediazione, fare rete per dare voce, corpo e sostanza a que­sti con­cetti e a tutti quelli che è pos­si­bile aggiun­gere. Anche per riu­scire ad otte­nere il giu­sto risalto media­tico credo sia impor­tante san­cire un primo momento del per­corso in cui ritro­varsi, discu­tere, pro­gram­mare e ripar­tire le atti­vità nate dalle pro­po­ste con­di­vise. Con que­sto obiet­tivo, vor­rei orga­niz­zare un bar­camp, in con­co­mi­tanza con eventi legati al mondo dell’informazione quale [per citare il più vicino tem­po­ral­mente] il Festi­val Inter­na­zio­nale di ini­zio ottobre.

Chi vuole col­la­vo­rare e col­la­bo­rare a que­sta ipo­tesi metta, cor­te­se­mente, “un dito qui sotto” nei com­menti. Grazie.

Pubblicato il 20 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Caro Amico ti Scrivo

La set­ti­mana scorsa ho, abbiamo, rice­vuto tre comu­ni­ca­zioni da altret­tanti editori.

Condé Nast pro­muo­veva il suo men­sile “Tra­vel­ler”, il gruppo L’Espresso poneva l’accento su “Vel­vet”, men­tre Perio­dici San Paolo magni­fi­cava la nuova “Fami­glia Cristiana”.

Sono mis­sive che intri­sti­scono per la piat­tezza dei con­te­nuti e l’assenza di una qual­si­vo­glia ragio­ne­vole argo­men­ta­zione della pro­po­sta. Carta sprecata.

Con­ten­gono sostan­zial­mente, sep­pur con parole leg­ger­mente diverse tra loro, tutte la stessa frase, il riven­di­tore [l’edicolante] è caro, gen­tile o, addi­rit­tura, egre­gio, e mirano sem­pre al mede­simo obiet­tivo: richie­dere una espo­si­zione pre­fe­ren­ziale della pro­pria pubblicazione.

Comu­ni­care e richie­dere atten­zione nei pro­pri con­fronti solo ed esclu­si­va­mente nel momento del biso­gno è un errore tanto banale quanto eclatante.

“Di tutte le cose che la sapienza pro­cura in vista della vita felice, il bene più grande è l’acquisto dell’amicizia” — Epi­curo, Mas­sime Capitali -

Pubblicato il 4 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Definizioni e codifiche

Come ho avuto modo di ricor­dare recen­te­mente, una edi­cola tratta media­mente 4mila refe­renze com­ples­si­va­mente, è per que­sto fon­da­men­tal­mente che l’informatizzazione è neces­sa­ria in ter­mini di faci­li­ta­zione e sup­porto alla gestione dell’attività.

Cer­ta­mente, oltre alla quan­tità è la stra­va­ganza delle defi­ni­zioni di alcune pub­bli­ca­zioni che ha inco­rag­giato nel tempo alcuni degli edi­co­lanti ad infor­ma­tiz­zarsi.

In tal senso, non si può che com­pli­men­tarsi con gli edi­tori della pub­bli­ca­zione codice 3389 “Tran­sexy” cata­lo­gato all’interno della cate­go­ria Enigmistica-Puzzle. Chapeau!

Bar Code

Si rin­gra­zia Rita, col­lega fer­ra­rese, per la segnalazione.

Pubblicato il 14 settembre 2009 by Pier Luca Santoro

L’Interrogazione

Poco prima delle vacanze Cate­rina Pes ha pre­sen­tato una inter­ro­ga­zione al Pre­si­dente del Con­si­glio, al Mini­stro del lavoro, della salute e delle poli­ti­che sociali rela­ti­va­mente alla con­di­zione degli edi­co­lanti, con par­ti­co­lare rife­ri­mento ai rap­porti di forza tra i vari sog­getti della filiera – edi­tori e distri­bu­tori – ed, appunto i gior­na­lai.

La depu­tata del PD, in par­ti­co­lare, evi­den­zia come: “Vi è un evi­dente squi­li­brio dei rap­porti di forza tra i vari sog­getti della filiera, squi­li­brio che com­porta solo obbli­ghi per gli edi­co­lanti e soli diritti per il resto dei sog­getti, al punto che edi­tori e distri­bu­tori deci­dono quale e quanto mate­riale sca­ri­care e le rela­tive moda­lità di paga­mento in maniera sostan­zial­mente uni­la­te­rale ed auto­re­fe­ren­ziale”. Rife­ri­sce inol­tre che “la situa­zione attuale è dram­ma­tica per la quasi tota­lità degli edi­co­lanti che non rie­scono più a sop­por­tare il peso di que­sto pena­liz­zante sistema di paga­mento”. Con­clu­dendo “[.….] se il Governo sia a cono­scenza dei fatti rap­pre­sen­tati in pre­messa, se le ten­sioni con­cer­nenti la distri­bu­zione e la ven­dita al det­ta­glio della stampa abbiano pena­liz­zato o rischino di pena­liz­zare il diritto all’informazione dell’utenza e quali ini­zia­tive intenda pro­muo­vere o adot­tare, anche tra­mite l’Osservatorio per il moni­to­rag­gio del mer­cato edi­to­riale ”.

L’interrogazione pro­pone una parte dei temi che anche all’interno di que­sti spazi sono stati ripresi più volte nel tempo e che, ad oggi, sono rima­sti ina­scol­tati.

Rin­gra­zio Cate­rina Pes per l’attenzione posta al tema, anche se for­mal­mente sarebbe stata più inci­siva una inter­pel­lanza par­la­men­tare, come un ser­vi­zio pub­blico – quali sono le edi­cole – meriterebbe.

Sono pur­troppo que­sti tempi bui nei quali i nostri gover­nanti tuo­nano con­tro i gior­nali e si inte­res­sano a ben altre inter­ro­ga­zioni.

Ho la sen­sa­zione che le ini­zia­tive da met­tere in campo siano neces­sa­ria­mente di mag­gior inten­sità e vigore rispetto a quella, pur meri­te­vole, qui ripor­tata; nei pros­simi giorni por­terò la mia pro­po­sta al riguardo in que­ste pagine. Ancora una volta, si accet­tano sug­ge­ri­menti utili.

San

Pubblicato il 9 settembre 2009 by Pier Luca Santoro

Segni e segnali

Da lunedì di que­sta set­ti­mana la locan­dina, alle­gata al bime­strale del Sinagi, è sulla porta di ingresso , anche, del mio negozio.

Come potete leg­gere voi stessi sono poche parole di estrema chia­rezza: “ Gen­tile cliente, ci scu­siamo per il disa­gio che ti arre­chiamo non tro­vando sem­pre le pub­bli­ca­zioni che ti inte­res­sano; non dipende da noi edi­co­lanti ma da pre­cise scelte editoriali”.

Sinagi Locandina

E’ l’ultimo in ordine cro­no­lo­gico dei segni, dei segnali di una frat­tura sem­pre più ampia tra gli oltre 37mila punti ven­dita distri­buiti sul ter­ri­to­rio nazio­nale e i loro fornitori.

Le poli­ti­che di distri­bu­zione e la gravi carenze della filiera, anche, sul ver­sante logi­stico fanno sì che para­dos­sal­mente le edi­cole siano stoc­cate in eccesso di pro­dotti non richie­sti e sog­getti a micro­rot­ture di stock cro­ni­che [par­liamo soprat­tutto di perio­dici] per gli alto vendenti.

Se la rete ven­dita, i gior­na­lai, ha da sem­pre fatto della cura e della rela­zione con il cliente il pro­prio punto di forza, dall’altro l’editoria ha per­se­guito un modello di busi­ness sem­pre più incen­trato sugli introiti deri­vanti dalla pub­bli­cità per­dendo il con­tatto con let­tori e rete ven­dita, pre­ci­pi­tando così in caduta libera quando si è veri­fi­cato il crollo degli inve­sti­menti per la crisi eco­no­mica e dei modelli di comu­ni­ca­zione tradizionali.

Oggi l’editoria anna­spa fati­co­sa­mente alla ricerca tar­diva di una ristrut­tu­ra­zione, di una rior­ga­niz­za­zione e di una neces­sa­ria revi­sione com­ples­siva del modello di busi­ness sul quale si era fon­data. A farne le spese sono, da un lato, i let­tori con i quali si è perso nel tempo ogni con­tatto, assorti a merce di scam­bio con gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari anzi­ché ad indi­vi­dui con i quali sta­bi­lire e man­te­nere una rela­zione e, dall’altro, i gior­na­lai, gli edi­co­lanti, tito­lari di pic­cole e microim­prese mal­trat­tati e sbef­feg­giati ai quali viene fatto pagare il prezzo della crisi da edi­tori di pochi scru­poli e scarsa capa­cità mana­ge­riale alla [spa­smo­dica] ricerca di liquidità.

Pro­dotti non ven­di­bili che, senza bar­riera alcuna, entrano in edi­cola annul­lando di fatto, almeno sotto il pro­filo finan­zia­rio, i ricavi ed i mar­gini del gior­na­laio e pro­dotti, mal­grado tutto, ven­di­bili, mal distri­buiti che minano cre­di­bi­lità e rela­zione dei gior­na­lai con la pro­pria – pre­ziosa e fedele — clien­tela le per­sone che quo­ti­dia­na­mente fre­quen­tano chio­schi e negozi di tutta Italia.

Segni e segnali che da troppo tempo restano ina­scol­tati e disat­tesi nel gioco che coin­volge la triade potere poli­tico, inve­sti­tori pub­bli­ci­tari ed edi­to­ria. Sog­getti che a vario titolo non per­dono occa­sione per ricor­dare l’importanza delle pic­cole imprese nel nostro paese salvo disat­ten­dere nei fatti le dichia­ra­zioni d’intenti rese.

Le regole del gioco vanno discusse, con­di­vise e rivi­ste con la rete di distri­bu­zione com­mer­ciale. Ora!

Pubblicato il 26 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

Nuovi prodotti e immagine di canale

Hachette, edi­tore spe­cia­liz­zato in col­le­zio­na­bili del quale abbiamo avuto già modo di par­lare, ha lan­ciato un nuovo “pro­dotto edi­to­riale” che oltre­passa i limiti della decenza e della ragionevolezza.

Dècou­page Coun­try”è una rac­colta dedi­cata agli appas­sio­nati di deco­ra­zione, della prima uscita [PVP1,99 €] me ne sono stati con­se­gnati sei pezzi.

Il primo numero con­tiene: un fasci­colo, due tegole, una carta coun­try, due carte « fir­mate Sarah Kay » ed una decal­co­ma­nia ad acqua. L’ingombro è di 50 cm di altezza per 40 di lar­ghezza ed un peso che sfiora i tre kg.

Que­sto canale di ven­dita, l’edicola, deve ces­sare al più pre­sto di essere il ricet­ta­colo di ogni sorta di maroc­chi­ne­rie pos­si­bile. E’ neces­sa­rio porre al più pre­sto un freno all’introduzione smo­data di nuovi pro­dotti desti­nati pre­va­len­te­mente al fal­li­mento, uti­liz­zati solo per fare cassa che svi­li­scono l’immagine del canale.

Il mori­bondo [l’editore] non può tra­sci­nare nella fossa un canale di ven­dita che pos­siede carat­te­ri­sti­che fon­da­men­tali di qua­lità quali capil­la­rità, coper­tura e servizio.

Il Giornalaio Magazine

Pubblicato il 10 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

L’intervista

Nel tempo le inter­vi­ste si sono dap­prima dequa­li­fi­cate e suc­ces­si­va­mente appiat­tite dive­nendo la rap­pre­sen­ta­zione fat­tuale più evi­dente del ser­vi­li­smo al potente inter­vi­stato da parte del gior­na­li­sta di turno.

Quando que­sto non avviene, quando ven­gono poste domande sco­mode o “inop­por­tune” l’intervistato accusa l’intervistatore, abban­dona l’intervista o la con­fe­renza stampa e, spesso, minac­cia [non man­te­nendo di solito suc­ces­si­va­mente] la querela.

L’intervista è dun­que diven­tata un mezzo, facile, per pro­muo­vere l’immagine di se stessi e della pro­pria orga­niz­za­zione sia poli­tica che pri­vata, la cui distin­zione peral­tro appare oggi ahimè sem­pre più labile.

In que­sto pare essersi spe­cia­liz­zato, inau­gu­rando forse un filone ine­dito, il “quo­ti­diano eco­no­mico – giu­ri­dico e poli­tico” Ita­lia Oggi.

Nella rubrica quo­ti­diana “Un pro­fes­sio­ni­sta al giorno”, il pre­ci­tato gior­nale, che si carat­te­rizza per il giallo – nero, pro­pone un’intervista roman­zata di un per­so­nag­gio [o sedi­cente tale] dell’economia e degli affari ita­liani in generale.

Oltre a magni­fi­care ed ampli­fi­care imman­ca­bil­mente sia le doti pro­fes­sio­nali che quelle umane dell’intervistato, la gab­bia gra­fica della pagina in que­stione pre­vede come schema fisso l’equivalente di due colonne con “i pre­fe­riti” dell’intervistato. Gli oggetti sono quasi sem­pre libri, viaggi, film e motori; l’unica variante è dipen­dente dal sesso dell’intervistato che se uomo è un oro­lo­gio, men­tre se donna scarpe o borse, restiamo sem­pre comun­que nell’ambito dei com­ple­menti – acces­sori dell’abbigliamento. Imma­gini dei pro­dotti e mar­chi “di pre­sti­gio”, in linea con il tar­get dei let­tori del quo­ti­diano, sono sem­pre ben visibili.

Par­rebbe insomma che si rie­sca final­mente a pren­dere i clas­sici due pic­cioni con una fava pro­muo­vendo sia il per­so­nag­gio di turno che pro­dotti e mar­chi. Una tro­vata dav­vero ammi­re­vole che rap­pre­senta indub­bia­mente un colpo di genio dell’ufficio mar­ke­ting del quo­ti­diano in que­stione al quale vanno i miei complimenti.

Que­sta è vera inno­va­zione dalla quale altri dovreb­bero trarre spunto ed inse­gna­mento, non è, infatti, di tutti i giorni l’introduzione del pro­duct pla­ce­ment nel car­ta­ceo e la con­tem­po­ra­neità nel pro­mo­zio­nare bril­lan­te­mente nello stesso spa­zio, otti­miz­zando risorse e costi, il per­so­nag­gio – e la sua orga­niz­za­zione, eh! — del giorno. Chapeau!

sala_stampa

Mi resta solo un’ultima curio­sità, gli introiti deri­vanti dalla rubrica come ver­ranno messi a bilan­cio? Si tratta infatti di ricavi dalla ven­dita di spazi pub­bli­ci­tari o dalla ven­dita di con­te­nuti edi­to­riali a terzi?

Pubblicato il 5 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

La borsa o la vita

L’elenco com­pleto, credo, delle pub­bli­ca­zioni “ban­ded” con una borsa abbi­nata rice­vute la scorsa settimana:

  • Novella2000 + Borsa Vintage

  • Donna Moderna + Maxi Borsa

  • Chi + Maxi Borsa Mare

  • DiPiù TV + Borsa frigo

  • Sor­risi e Can­zoni TV + Zai­netto Frigo

  • Cose Inno­va­tive + Esclu­siva “Glachette”

  • Gente + Borsa Frigo

  • Zaino & Borsa “Free Time” Diadora

  • Lo Zai­netto di Topolino

Ingom­bri varia­bili reca­pi­tati sul punto ven­dita con una nave pirata del Lagos e prezzi al pub­blico com­presi tra tra 4,90 e 14,90 €.

Si apprezza la visione stra­te­gica e la capa­cità di diver­si­fi­ca­zione anche nelle pro­mo­zioni degli editori.

I gior­na­li­sti ora hanno le UOR, i gior­na­lai si stanno pre­pa­rando alla WAR!

Innovative thinking

Pubblicato il 20 giugno 2009 by Pier Luca Santoro

Una confidenza [tra amici] alla Mondadori

Cari amici del mar­ke­ting Mon­da­dori, che in tempi di crisi non abbiate risorse da impie­gare a soste­gno dei vostri pro­dotti edi­to­riali è una spia­ce­vole evi­denza che siamo coster­nati nel dover con­sta­tare quo­ti­dia­na­mente, ma suv­via rim­boc­ca­tevi [un pochino eh!] le mani­che e met­te­teci, almeno, un bri­ciolo di fan­ta­sia nel costruire le argo­men­ta­zioni di ven­dita nelle vostre comunicazioni.

Sono costretto ad infor­marvi che ci sono sprov­ve­duti per­di­tempo quali il sot­to­scritto che non solo le leg­gono ma, lavo­rando solo 6 giorni e ½ su 7, hanno anche anche il tempo di com­men­tarle su quella strana cosa [ ma si dai che anche a Segrate ci sono] che gene­ri­ca­mente viene chia­mata blog.

Fateci atten­zione suv­via che poi c’è gente che diret­ta­mente o, magari, digi­tando il nome della rivi­sta sul motore di ricerca , que­sti blog li legge e si fa una cat­tiva idea della ele­vata qua­lità del vostro lavoro.

Riflet­te­teci e, per favore, almeno non man­date a breve distanza una comu­ni­ca­zione foto­co­pia per due testate diverse. Datemi retta.

Confidenze Mondadori

Reloa­ded from yester­day – a comu­ni­ca­zione foto­co­pia si rilan­cia con con­clu­sione fotocopia — :

Quindi la rete di edi­cole deve esporre la rivi­sta dan­dole spa­zio pre­fe­ren­ziale ed esporre la locan­dina [non rice­vuta, by the way] per rica­varne la metà dei già miseri con­sueti aggi e tutto que­sto viene ven­duto nella comu­ni­ca­zione come una stra­bi­liante ope­ra­zione di ri-lancio della rivista!

Che il trade mar­ke­ting sia una disci­plina sco­no­sciuta a chi opera in que­sto canale è con­cla­mato, ora pos­siamo appu­rare come al mar­ke­ting Mon­da­dori sia [quasi] tutto dovuto.

Pubblicato il 19 giugno 2009 by Pier Luca Santoro

Per Grazia ricevuta

Anche all’interno di que­sti spazi abbiamo più volte rimar­cato come nella sua debo­lezza di fondo l’essere umano ricer­chi sem­pre con­ferme alle pro­prie ipo­tesi ed abitudini.

Dovrei dun­que essere con­for­tato dal vedere con­fer­mati entrambi i postu­lati ripor­tati,  men­tre in realtà que­sta set­ti­mana lo scon­forto cau­sato dal con­sta­tarne la fon­da­tezza e dal doverne, inerme, subire le azioni degli edi­tori ha rag­giunto il mas­simo livello [spero].

Infatti nel corso della set­ti­mana cor­rente la pro­mo­zio­na­lità e la fan­ta­sia degli edi­tori ha rag­giunto livelli che supe­rano ogni ragionevolezza.

Oltre ad aver rice­vuto il mas­simo numero con­ce­pi­bile di rivi­ste ban­ded tra le quali, in ordine sparso , spic­cano perio­dici della Mon­da­dori come “Donna Moderna” + “Chi” assem­blati con­giun­ta­mente e ven­duti allo stesso prezzo della sin­gola rivi­sta, “Chi” + la maxi borsa di paglia – ovvia­mente fan­ta­stica e di Belen Rodri­guez – il cui ingom­bro ha richie­sto una por­tae­rei per la con­se­gna — , seguiti da quelli di RCS con “Oggi” in ben 4 formati-proposte diverse [Oggi + Anna, Oggi + Tup­per­ware, Oggi + Io Cucino ed infine Oggi + libro di cucina] ed ancora “Gente + Gente Motori”.

Ad adbun­da­tiam sono state pro­mosse ini­zia­tive anche di taglio prezzo tout court, sia per quanto riguarda “Gra­zia” che “Confidenze”.

Rivi­ste ven­dute ad un prezzo di coper­tina che pro­ba­bil­mente non copre nem­meno i costi vivi di pro­du­zione e pagine pub­bli­ci­ta­rie rega­late agli inser­zio­ni­sti non appa­iono né un modello di busi­ness e nep­pure un oppor­tu­nità futura per inser­zio­ni­sti, edi­tori e – sigh! — giornalai.

Oltre al danno eco­no­mico e di imma­gine si aggiunge quello di una gestione del lay­out di ven­dita impra­ti­ca­bile anche per il più volon­te­roso dei giornalai.

Una gestione fal­li­men­tare su tutta la linea che affetta nega­ti­va­mente tutta la filiera.

E’ infine il livello della comu­ni­ca­zione che fa si che si rag­giunga dav­vero il paradosso.

Come potete apprez­zare dall’immagine sot­to­stante, la comu­ni­ca­zione rice­vuta dalla Mon­da­dori rela­ti­va­mente al taglio prezzo di “Gra­zia” recita: “Un prezzo irre­si­sti­bile [….…..] Que­sta ini­zia­tiva sarà sot­to­li­neata dal pre­an­nun­cio sulla rivista.….…e da locan­dine nei punti ven­dita su tutto il ter­ri­to­rio nazio­nale. Le chie­diamo di riser­vare par­ti­co­lare atten­zione nel garan­tire la mas­sima visi­bi­lità a que­sto numero di Gra­zia. Il nostro suc­cesso sarà anche il suo!.….…”

Quindi la rete di edi­cole deve esporre la rivi­sta dan­dole spa­zio pre­fe­ren­ziale ed esporre la locan­dina [non rice­vuta, by the way] per rica­varne la metà dei già miseri con­sueti aggi e tutto que­sto viene ven­duto nella comu­ni­ca­zione come una stra­bi­liante ope­ra­zione di ri-lancio della rivista!

Che il trade mar­ke­ting sia una disci­plina sco­no­sciuta a chi opera in que­sto canale è con­cla­mato, ora pos­siamo appu­rare come al mar­ke­ting Mon­da­dori sia tutto dovuto “per Gra­zia ricevuta”.

Grazia  - Comunicazione al Trade

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