realtà editoriali

liberté
Pubblicato il 5 settembre 2014 by Pier Luca Santoro, Massimo Gentile

Google Vs Editori

Secondo quanto ripor­tato da Prima Comu­ni­ca­zione, gli edi­tori euro­pei chie­dono al com­mis­sa­rio alla con­cor­renza Joa­quin Almu­nia di riget­tare le pro­po­ste di Goo­gle che dovreb­bero met­tere fine all’indagine dell’antitrust Ue. Per gli edi­tori, riu­niti sotto varie sigle, gli impe­gni di Goo­gle non impe­di­ranno alla società di pro­se­guire la “pro­mo­zione abu­siva dei suoi ser­vizi”, anzi, se la Com­mis­sione le accet­tasse, “appro­ve­rebbe for­mal­mente il quasi-monopolio della ricerca”. Gli edi­tori si dicono poi “pre­oc­cu­pati” dal fatto che la Com­mis­sione sem­bra voler met­tere fine all’indagine su Goo­gle, “nono­stante le prove e gli avver­ti­menti di imprese e con­su­ma­tori Ue”.

liberté

The Most
Pubblicato il 3 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

I Giornali Sono Morti

Sono pas­sati solo pochi giorni dal lan­cio di “Antenna” da parte del «Finan­cial Times», aggre­ga­tore di noti­zie che pesca da Twit­ter per tenere i let­tori del gior­nale aggior­nati con le ultime migliori noti­zie sui social media. 

È adesso il «Washing­ton Post» a lan­ciare un nuovo aggre­ga­tore: “The Most”. Il nuovo pro­dotto edi­to­riale aggrega le nosti­zie più con­di­vise sui social e più lette pescando da una doz­zina di fonti tra cui Time, The Atlan­tic, The Den­ver Post, The Hou­ston Chro­ni­cle, New York Public Radio, Slate e The Dodo. 

Sul mini-sito dedi­cato all’iniziativa si legge:

The Most is an expe­ri­ment gathe­ring the most enga­ging sto­ries from a broad array of top news sour­ces. We’ll be adding sour­ces as the fea­ture grows.

I gior­nali sono morti, come si pro­clama ormai da almeno un lustro, ma la que­stione non è se siano morti quelli di carta e quante spe­ranze, quante pos­si­bi­lità abbiano quelli digitali/online, è l’idea di gior­nale come pac­chetto mono­li­tico ad essere defunta e con essa i modelli di busi­ness che l’hanno carat­te­riz­zato negli ultimi 100 anni. Amen!

The Most

Newspapers revenue2013
Pubblicato il 1 settembre 2014 by Pier Luca Santoro

La Crisi dei Media Tradizionali in 6 Grafici

Fre­de­ric Fil­loux, dalle colonne dell’osservatorio set­ti­ma­nale sul mondo dei media: Mon­day Note, rac­co­glie in 6 gra­fici la crisi dei media tra­di­zio­nali negli ultimi 10 anni.

Il primo gra­fico mostra l’andamento del titolo di Goo­gle ver­sus quello di alcuni degli edi­tori tra­di­zio­nali, NYTi­mes compreso.

Newspapers stocks

Men­tre nel 2003 i ricavi di Goo­gle erano infi­ni­te­si­mali rispetto a quelli degli edi­tori tra­di­zio­nali e, all’epoca, anche i ricavi dal digi­tale erano para­go­na­bili, come noto la situa­zione si ribalta com­ple­ta­mente dieci anni dopo.

Newspapers revenue2003

Newspapers revenue2013

Tra il 2003 ed il 2013 i ricavi di Goo­gle sono cre­sciuti di 60 volte men­tre, secondo la NAA - New­spa­pers Asso­cia­tion of Ame­rica -, i ricavi dell’industria dell’informazione sta­tu­ni­tense si sono con­tratti del 34%. In que­sto decen­nio il rap­porto tra quanto gua­da­gnato dall’adv digi­tale è quanto perso da quello car­ta­ceo è di 1 a 12.

Que­sto, ine­vi­ta­bil­mente, si riflette sulla valu­ta­zione, e sugli inve­sti­menti, per le diverse testate.

Newspapers funding_valuation

Ciò nono­stante il valore di cia­scun sin­golo let­tore resta net­ta­mente favo­re­vole ai media tra­di­zio­nali, soprat­tutto a causa della dif­fe­renza di ARPU deri­vante dai ricavi pubblicitari.

Newspapers readrs_value

Newspapers print_adyld

Millenials & News
Pubblicato il 29 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

La Sfida dei Millennials

Tra i diversi pro­blemi da risol­vere nella tran­si­zione, nell’evoluzione digi­tale, per le diverse testate, sicu­ra­mente la scarsa capa­cità di attra­zione, anche online, verso i mil­len­nials, o net gene­ra­tion che dir si voglia, è sicu­ra­mente uno dei più rile­vanti in ter­mini di prospettive.

Com­Score ha for­nito Digi­Day con i dati dell’audience dei siti noti per la loro popo­la­rità con la gene­ra­zione nata all’incirca tra il 1980 e il 2000, come Buz­z­feed e Upwor­thy, che li ha messi a con­fronto con quelli di testate più tra­di­zio­nali quali il The New York Times o The Wall Street Journal.

I dati pub­bli­cati da Digi­Day con­sen­tono di farsi un idea sulla con­si­stenza del pro­blema di rela­zione con i mil­len­nials e sulle motivazioni.

Tra le testate prese in con­si­de­ra­zione, se si esclude Cosmo­po­li­tan, quelle che hanno una mag­gior com­po­si­zione di per­sone della net gene­ra­tion tra il pro­prio pub­blico non sono testate tradizionali. 

Al primo posto, con il 71.3%, figura Elite Daily che [guarda caso?] sotto il logo della testata si dichiara “The Voice of Generation-Y”, un altro modo per defi­nire i millenials.

Se si esa­mina la linea edi­to­riale delle testate con il mag­gior numero di pub­blico gio­vane, come ad esem­pio Vice, si vede come le hard news e la poli­tica abbiano uno spa­zio mar­gi­nale rispetto a quello delle testate tra­di­zio­nali e come il lin­guag­gio, il “tono di voce” sia ben diverso da quello nor­mal­mente adot­tato dai giornali.

Insomma, se volete avere un pub­blico gio­vane, e delle pro­spet­tive per i pros­simi 20 anni, dedi­ca­tevi a loro, par­late il loro lin­guag­gio e dei loro inte­ressi. Non era tanto dif­fi­cile da imma­gi­nare, no?

Millenials & News

 

Strillone Giornali
Pubblicato il 26 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

La Carta Vince

Uno stu­dio recen­te­mente pre­sen­tato nel nostro Paese rileva che gli stu­denti ten­dono a ricor­dare meno quando si legge su un Kindle rispetto alla let­tura sui libri di carta.

Lo stu­dio, effet­tuato su 50 stu­denti ita­liani,  ha chie­sto loro di leg­gere una sto­ria di 28 pagine sia su un e-reader che su un libro di carta e ha sco­perto che il gruppo del kindle ha avuto mag­giori dif­fi­coltà a ricor­dare la trama.

“I let­tori Kindle hanno pre­sen­tato risul­tati signi­fi­ca­ti­va­mente peg­giori nella rico­stru­zione della trama, quando cioè gli è stato chie­sto di met­tere 14 eventi nel giu­sto ordine,” ha detto il ricer­ca­tore Anne Man­gen nella rela­zione. “Il feed­back aptico e tat­tile di un Kindle non offre lo stesso sup­porto per la rico­stru­zione men­tale di una sto­ria come un libro tasca­bile di stampa fa”.

Non è dif­fi­cile imma­gi­nare che, a parità di con­di­zione, que­sto avvenga anche per la comu­ni­ca­zione pubblicitaria.

La carta vince

Strillone Giornali

Antenna FT
Pubblicato il 25 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

L’Antenna del Financial Times sui Social

Il «Finan­cial Times» ha lan­ciato la scorsa set­ti­mana “Antenna” aggre­ga­tore di noti­zie che pesca da Twit­ter per tenere i let­tori del gior­nale aggior­nati con le ultime migliori noti­zie sui social media, anche non da fonte propria.

La sele­zione dei con­te­nuti di Antenna è scelto da una dop­pia “whi­te­list.” Per un tweet che sarà pub­bli­cato sul sito, il mes­sag­gio deve venire da un account Twit­ter appro­vato, e l’articolo  a cui si col­lega deve pro­ve­nire da un sito web di un elenco sele­zio­nato. Gli utenti di Twit­ter nella lista com­pren­dono docenti uni­ver­si­tari, blog­ger, gior­na­li­sti e per­sone del set­tore finanziario.

Nel mini­sito dedi­cato si legge:

Who’s it for?

It’s for FT rea­ders who don’t have the time to be on Twit­ter all day, but who want to be tip­ped off about a variety of inte­re­sting sto­ries from across the web.

Ci sono, a mio avviso, almeno tre aspetti inte­res­santi nell’iniziativa:

  1. L’idea di for­nire un ser­vi­zio aggiun­tivo — ten­den­zial­mente a costo zero —  al pro­prio pub­blico di riferimento
  2. Invece di fare la “guerra santa”, in cui sono impe­gnati molti, con­tro gli aggre­ga­tori, il pre­sti­gioso quo­ti­diano economico-finanziario com­prende il valore per i let­tori e se ne appropria
  3. Riporta i let­tori, il pro­prio pub­blico di rife­ri­mento, dai social al pro­prio sito; dove può monetizzare.

Cha­peau!

Antenna FT

Moderazione Commenti
Pubblicato il 19 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

Speak to Me

Che Face­book sia, tra i social, il mag­gior dri­ver di traf­fico per i quo­ti­diani è un dato di fatto ampia­mente asso­dato, come lo è la cat­tiva gestione delle pagine uffi­ciali dei prin­ci­pali quo­ti­diani ita­liani — «La Stampa» esclusa, eh! — che si limi­tano a con­si­de­rare la pre­senza sul social net­work più popo­loso del pia­neta alla stre­gua di una cam­pa­gna di pay-per-click, o peggio.

L’esempio più recente viene dai com­menti, ancora una volta NON gestiti, ad una pro­mo­zione de «La Gaz­zetta dello Sport» che si riem­pie di impro­peri nei con­fronti della testa in que­stione senza che, appunto, via sia alcun ten­ta­tivo di mode­ra­zione, di dia­logo, da parte di chi gesti­sce [dovrebbe gestire?] il social media marketing.

Per restare in ambito spor­tivo capita che a fronte della pub­bli­ca­zione della noti­zia rela­tiva alla nomina di Conte come CT della nazio­nale ita­liana sulla pagina di Eta­lia ven­gano postati due com­menti con­te­nenti delle volgarità.

Dia­logo con le per­sone in que­stione cer­cando di dire che sono libe­ris­simi di espri­mere il loro parere, che è richie­sto ed apprez­zato, pre­gan­doli però di farlo con un lin­guag­gio ade­guato. Il risul­tato, posi­tivo, è quello visi­bile nello screen­shot sotto riportato.

Se si parla alla per­sone si ottiene un risul­tato inte­res­sante per loro e “per noi”, se li trat­tiamo come bot da click, ovvia­mente, avremo pari con­tro­par­tita. Come si suol dire, sapevatelo!

Moderazione Commenti

quadrato_semiotico_dei_click_bait
Pubblicato il 4 agosto 2014 by Pier Luca Santoro

Quadrato Semiotico del Click Baiting

Della corsa alla pagine viste da parte della grande mag­gio­ranza delle testate del nostro Paese, con i noti “boxini mor­bosi” o del click bai­ting attra­verso i social media, si è ampia­mente par­lato in que­sti spazi.

Sul tema, rilan­cio il qua­drato semio­tico del click bai­ting pro­po­sto da Andrea Coc­cia su Lin­kie­sta recen­te­mente che, in maniera tanto scan­zo­na­to­ria quanto effi­cace, rap­pre­senta una buona sin­tesi del fenomeno.

Com­menti is free!

quadrato_semiotico_dei_click_bait

Lettura
Pubblicato il 31 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Comportamento di Lettura Carta Vs Digitale

Sono stati dif­fusi in que­sti giorni i risul­tati di una ricerca com­mis­sio­nata dal ‘’Syn­di­cat de la Presse Sociale’’ su un cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo di 1.165 per­sone sul com­por­ta­mento di let­tura su carta rispetto a quella digitale.

Emerge con chia­rezza come ci si affidi alla carta per l’approfondimento e la con­ser­va­zione dell’informazione, men­tre la let­tura da digi­tale sia foca­liz­zata sull’essenzialità dell’informazione e la con­di­vi­sione sui social.

Si tratta, da un lato, della con­ferma di nume­rosi studi sulle dif­fe­renze cogni­tive nella let­tura su sup­porto car­ta­ceo rispetto al digi­tale e, dall’altro lato, dell’evidenza di come allo stato attuale non vi sia con­flitto ma com­ple­men­ta­rietà tra i diversi supporti.

Lettura

Beckham
Pubblicato il 22 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Community Management De Noantri

La Repub­blica su Face­book ha una fan­base, un numero di fan, che tra le testate ita­liane è secondo solo a Fan­Page con la bel­lezza di quasi 1.8 milioni di fan al momento della reda­zione di que­sto articolo.

Suc­cede, ad esem­pio ma non è, ahimè, un caso iso­lato, che venga pub­bli­cata sulla pagina la noti­zia, ammesso che sia tale, di “David Bec­kham e il gavet­tone che non ti aspetti”.

Se cer­ta­mente è discu­ti­bile la scelta edi­to­riale lo è ancor di più la NON gestione di quanto avviene a seguito della pub­bli­ca­zione. Ancora una volta infatti il post viene riem­pito di com­menti con insulti e addi­rit­tura nume­rose bestem­mie. A due giorni dalla pub­bli­ca­zione è tutto visi­bile. Nes­suna rispo­sta, nes­suna can­cel­la­zione, nes­suna gestione.

Com­mu­nity mana­ge­ment de noantri…

Beckham

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