realtà aumentata

I giornali di oggi
Pubblicato il 4 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

I Giornali di Oggi

Inve­stire sul futuro, il digi­tale, è giu­sto e dove­roso. Anzi forse è col­pe­vole non averlo fatto in maniera più gra­duale negli ultimi dieci anni ed aver atteso di essere tra­volti per intra­pren­dere il per­corso tro­van­dosi così nella situa­zione di farlo con risorse deci­sa­mente più limi­tate a causa del crollo dei ricavi.

Se però, come pare pro­prio, i ricavi deri­vanti dal car­ta­ceo con­ti­nue­ranno a rap­pre­sen­tare oltre due terzi del totale da qui ai pros­simi cin­que  anni, o forse più, disin­te­res­sar­sene sarebbe altret­tanto colpevole.

“Based on the decades-old myth of the paper­less office, I don’t expect prin­ted news to go away within my life­time.” — Kevin Sablan

“I don’t think web­si­tes will ever com­ple­tely replace new­spa­pers. I think there will always be peo­ple who want the prin­ted ver­sion for a variety of rea­sons, inclu­ding con­ve­nience, por­ta­bi­lity, etc.” — Mathew Ingram

“No. New­spa­pers as a plat­form have seve­ral advan­ta­ges over the web, both tech­ni­cal and cul­tu­ral, and they are fle­xi­ble enough to adapt in response. The big dif­fe­rence is they’ll have to adapt eco­no­mi­cally as well, which is why they’ll suf­fer more than they did with the advent of radio, TV, etc.” — Paul Bradshaw

L’adozione di sistemi che con­sen­tano di inte­grare carta e digi­tale è asso­lu­ta­mente pos­si­bile ed attuale, volendo, gra­zie a tec­no­lo­gie dif­fuse ed ampia­mente dispo­ni­bili a costi con­te­nuti quali i qr codes, che ho ribat­tez­zato action codes, e la realtà aumentata.

Sino ad oggi ci si è limi­tati a pochi e sal­tuari espe­ri­menti, appa­ri­zioni epi­so­di­che, spesso finite nel dimen­ti­ca­toio. Le oppor­tu­nità sia dal punto di vista della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria che sotto il pro­filo gior­na­li­stico sono sem­pre più con­crete e la loro ado­zione per­ma­nente con­sen­ti­rebbe di rivi­ta­liz­zare il pro­dotto car­ta­ceo su entrambi i fronti.

In attesa che que­sto avvenga con­ti­nuiamo, ahimè, a leg­gere, sem­pre meno, i gior­nali di ieri.

I giornali di oggi

Le opi­nioni vir­go­let­tate di tre esperti del cali­bro di Kevin Sablan,  Mathew Ingram e Paul Brad­shaw, sono tratte dall’articolo “12 Things New­spa­pers Should Do to Sur­vive”. Da leg­gere integralmente.

Catalogo ikea 2014
Pubblicato il 20 agosto 2013 by Pier Luca Santoro

Integrazione Carta — Digitale

Il cata­logo IKEA è la pub­bli­ca­zione car­ta­cea più dif­fusa al mondo con 212 milioni di copie stam­pate nel 2013.

Già  l’edizione  2013  com­pren­deva l’integrazione tra sup­porto car­ta­ceo e digi­tale attra­verso l’utilizzo  smart­phone, ma solo i video e gal­le­rie foto­gra­fi­che pote­vano essere acces­si­bili tra­mite un app per la scan­sione di pagine del cata­logo stesso.

Adesso per l’edizione 2014, gra­zie alla nuova appli­ca­zione di realtà aumen­tata, è suf­fi­ciente posi­zio­nare il cata­logo nel punto in cui si sta valu­tando l’aggiunta di un nuovo pezzo di arre­da­mento, ese­guire la scan­sione del cata­logo con la app stesso sul pro­prio dispo­si­tivo mobile e sele­zio­nare la voce desiderata.

La fun­zio­na­lità di realtà aumen­tata pro­ietta quindi il pezzo di arre­da­mento sele­zio­nato nella vostra casa attra­verso la sovrap­po­si­zione, in tempo reale della vostra camera cat­tu­rata attra­verso la foto­ca­mera del dispo­si­tivo. L’applicazione, dispo­ni­bile anche in ita­liano, per­mette anche di spe­ri­men­tare la scala degli oggetti in rela­zione al vostro spa­zio vivente, come mostra il video sotto riportato.

Per tra­slato, per quanto riguarda perio­dici e quo­ti­diani, le oppor­tu­nità sia dal punto di vista della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria che sotto il pro­filo gior­na­li­stico sono sem­pre più con­crete inclusa quella di ren­dere i quo­ti­diani “shop­pa­ble“.

I let­tori, le per­sone desi­de­rano inte­rat­ti­vità non offrirla sarebbe anche in que­sto caso dav­vero sin­tomo di col­pe­vole mio­pia. L’integrazione carta — digi­tale è asso­lu­ta­mente pos­si­bile ed attuale, volendo.

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Pubblicato il 18 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Il Tirreno Aumentato

L’edizione di oggi di «Il Tir­reno», quo­ti­diano locale del gruppo edi­to­riale Espresso-Repubblica, è interattiva.

Gra­zie ad un appli­ca­zione di realtà aumen­tata tutta ita­liana, pun­tando il pro­prio smart­phone o tablet [sia android che iOS] dopo pochi istanti par­tirà il video di una can­zone di Ron­delli, quindi da un menu potranno essere scelti altri con­te­nuti mul­ti­me­diali: foto, video oltre che col­le­ga­menti al sito del gior­nale e alla pagina Face­book della testata.

Che il futuro sia ibrido, che i codici QR e la realtà aumen­tata siano una parte del futuro, dell’evoluzione del pro­dotto car­ta­ceo così come l’abbiamo cono­sciuto sin ora, e che que­ste tec­no­lo­gie pos­sano essere sfrut­tate sia per quanto riguarda la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, resti­tuendo appeal alla carta per gli inve­sti­tori, che per i con­te­nuti gior­na­li­sti, inte­grando i con­te­nuti e ren­dendo l’esperienza di let­tura più inte­res­sante è una tesi che sostengo da tempo e che fa parte delle con­clu­sioni del mio libro.

Final­mente qual­cosa si muove anche in Italia.

copertina_iltirreno_livorno_w510

ScanLife_TrendReport_Q1.2013
Pubblicato il 14 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Diffusione ed Utilizzo di Codici QR

A fine 2015 RCS Media­group si attende di gene­rare il 21% dei pro­pri ricavi dal digi­tale, di riflesso que­sto signi­fica che il car­ta­ceo anche nel medio periodo con­ti­nuerà a pesare ben oltre i due terzi del totale.

Con dati in pic­chiata della rac­colta pub­bli­ci­ta­ria anche nel primo tri­me­stre di quest’anno e ven­dite dei gior­nali il cui calo non è cer­ta­mente com­pen­sato dalle copie digi­tali resta il pro­blema di come affron­tare il pro­cesso di con­ver­genza e di come tenere i ricavi della carta.

Se in gene­rale il mio libro “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata” tratta a tutto campo l’argomento chi fre­quenta que­sta TAZ con assi­duità sa quanto volte è stato affron­tato l’argomento dell’utilizzo dei QR codes e della realtà aumen­tata come ele­mento di svec­chia­mento, di rin­no­va­mento del pro­dotto car­ta­ceo, sia in chiave pub­bli­ci­ta­ria che in ter­mini di miglio­ra­mento dei con­te­nuti più stret­ta­mente gior­na­li­stici e, di riflesso, di recu­pero contributivo.

I codici QR sono la tec­no­lo­gia più cono­sciuta tra le diverse solu­zioni che offrono inte­rat­ti­vità ma molti nutrono dubbi sul loro effet­tivo uti­lizzo. A for­nire i dati sulle dimen­sioni di quale sia l’uso di que­sta tec­no­lo­gia arri­vano ora due ricerche.

La prima, di Scan­Life, il lea­der glo­bale nella for­ni­tura di solu­zioni di con­nes­sione mobile cloud-based che por­tano  vita ai pro­dotti ed  alle infor­ma­zioni, I dati, rias­sunti nell’infografica sot­to­stante, si rife­ri­scono ai primi tre mesi di quest’anno e mostrano la cre­scita costante con oltre 18 milioni di scan­sioni in solo nel primo tri­me­stre del 2013, e con un picco nel solo mese di marzo con 6,7 milioni di scan­sioni nel mondo.

ScanLife_TrendReport_Q1.2013

La seconda, di Forr­re­ster, mostra l’utilizzo nell’ultimo mese offrendo il det­ta­glio di USA e della UE7, Ita­lia com­presa, con valori che si asse­stano intorno ad una media del 6% di coloro che pos­seg­gono uno smart­phone  [oltre il 55% di coloro che hanno un tele­fo­nino nel nostro Paese]. Media che In Ita­lia si asse­ste­rebbe oltre il 10%,

Come con­clude l’analista della nota società di ricer­che di mer­cato: “Nono­stante la loro dif­fu­sione ancora limi­tata oggi, i codici a barre QR/2D hanno un grande futuro davanti a loro”, pro­se­guendo ““L’integrazione di smart­phone con la scan­sione di codici a barre 2D inte­grati come fun­zio­na­lità di base della foto­ca­mera [.…] aiu­terà a sca­lare le oppor­tu­nità offerte dai codici a barre nei pros­simi due o tre anni”.

Agli edi­tori ancora una volta la scelta di per­se­guire, o meno, que­sta oppor­tu­nità.

Smartphone qr scan
Pubblicato il 6 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Interattività Vò Cercando

Gian­carlo Livra­ghi offre una buona defi­ni­zione di inte­rat­ti­vità tutta da leg­gere con­clu­dendo che “L’interattività, così defi­nita, è la carat­te­ri­stica fon­da­men­tale dei nuovi sistemi di comu­ni­ca­zione. E ci offre pos­si­bi­lità inte­res­santi di dia­logo e scam­bio che non sosti­tui­ranno mai altri modi di dia­logo [come il tele­fono, la “carta stam­pata” e soprat­tutto l’incontro per­so­nale] ma hanno una loro carat­te­ri­stica, una loro iden­tità, un loro lin­guag­gio. Tanto è vero che la comu­ni­ca­zione in rete viene usata anche da per­sone che si vedono tutti i giorni”.

Una recente ricerca con­dotta in Olanda sulla cross-medialità dei let­tori del Paese dei tuli­pani [e altro] ha fatto emer­gere come per il 62% dei rispon­denti vi sia una decisa pre­fe­renza per poter clic­care, inte­ra­gire con gli annunci pub­bli­ci­tari all’interno dei gior­nali, con­clu­dendo che l’interazione aumenta l’efficacia com­ples­siva dell’advertising e magari con­duce anche diret­ta­mente all’acquisto. Una pro­pen­sione che ovvia­mente è altret­tanto valida con­cet­tual­mente anche per l’offerta di con­te­nuti inte­gra­tivi in ambito gior­na­li­stico, nella pro­po­sta di infor­ma­zione al lettore.

Secondo i dati di com­Score a luglio 2012 erano 2.8 milioni gli ita­liani che ave­vano scan­sio­nato un QR code per otte­nere mag­giori infor­ma­zioni, con­te­nuti aggiun­tivi, in cre­scita del 75% rispetto allo stesso mese dell’anno pre­ce­dente. Se il trend fosse con­fer­mato a luglio 2013 potreb­bero essere circa 5 milioni gli ita­liani che usano dal loro smart­phone que­sta possibilità.

Le oppor­tu­nità sia dal punto di vista della comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria che sotto il pro­filo gior­na­li­stico sono sem­pre più con­crete inclusa quella di ren­dere i quo­ti­diani “shop­pa­ble”. I let­tori, le per­sone desi­de­rano inte­rat­ti­vità non offrirla sarebbe anche in que­sto caso dav­vero sin­tomo di col­pe­vole miopia.

Smartphone qr scan

Conoscenza Tecnologie Interattive
Pubblicato il 26 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Conoscenza delle Tecnologie Interattive

CBS Out­door, società inter­na­zio­nale attiva nella pub­bli­cità esterna con sedi in 13 nazioni ha dif­fuso i risul­tati della seconda edi­zione di “Inte­rac­tive Europe” inda­gine paneu­ro­pea effet­tuata per pro­prio conto da Kan­tar Media per moni­to­rare i com­por­ta­menti inte­rat­tivi delle persone.

L’indagine è stata con­dotta con oltre 5mila inter­vi­ste nelle sei prin­ci­pali nazioni euro­pee Ita­lia inclusa. I risul­tati, pur essendo spe­ci­fi­ca­ta­mente rife­riti all’advertising out­door, leg­gendo le domande, sono a mio avviso rife­ri­bili più in gene­rale a cono­scenza ed uti­lizzo delle tec­no­lo­gie inte­rat­tive al di là del mezzo specifico.

I QR code sono la tec­no­lo­gia più cono­sciuta con il 54% dei rispon­denti che ne ha sen­tito par­lare [era il 40% nel 2012] e l’utilizzo è intorno al 19%. La cono­scenza della realtà aumen­tata resta invece sta­bile al 14% con un tasso di uti­lizzo del 4.2%.

Il gra­fico di sin­tesi sot­to­stante rias­sume il livello di cono­scenza in ambito pub­bli­ci­ta­rio per cia­scuna tec­no­lo­gia inte­rat­tiva [nero 2012, viola 2013].

Conoscenza Tecnologie Interattive

I QR code sono dun­que una appli­ca­zione inte­rat­tiva della tec­no­lo­gia che gode già attual­mente di una buona base anche nell’utilizzo della stessa e per­ciò può esserne ulte­rior­mente ampliato l’impiego sia in ambito pub­bli­ci­ta­rio che gior­na­li­stico for­nendo in entrambi i casi con­te­nuti mul­ti­me­diali aggiuntivi.

Si nota come all’aumentare della com­ples­sità di frui­zione dimi­nui­sca cono­scenza ed uti­lizzo. Chiara indi­ca­zione della neces­sità di tro­vare solu­zioni faci­li­tanti rispetto a quelle attual­mente offerte per ampliare la base.

A que­sto si aggiunga che il pro­cesso di inte­gra­zione tra “old” e “new” media viene con­dotto molto spesso in maniera che pos­siamo defi­nire eufe­mi­sti­ca­mente appros­si­ma­tiva. Lo spiega molto bene con la vignetta sot­to­stante, ed il rela­tivo com­mento alla stessa, Tom Fishburne.

Le oppor­tu­nità abi­li­tate dalle tec­no­lo­gie inte­rat­tive sono con­crete ma inno­va­zione è sem­pli­fi­care la vita delle per­sone, NON complicarla.

Traditional ADV Goes Digital

 

Experian-Early-Adopt-Millennials-Media-Usage-Mar2013
Pubblicato il 21 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Nuovi Lettori

Tra gli argo­menti di chi pre­vede un’inevitabile scom­parsa della carta vi è il disin­te­resse delle nuove gene­ra­zioni, dei “digi­tal nati­ves” verso i quo­ti­diani stampati.

Una ricerca di Expe­rian sui “mil­le­nials”, coloro nati tra il 1982 ed il 2002, con­dotta que­sto mese, mostra come tra i media uti­liz­zati negli ultimi 7 giorni i gior­nali abbiano ancora un ruolo di rilievo nella dieta media­tica delle nuove gene­ra­zioni, smen­tendo almeno in parte que­sto luogo comune.

Experian-Early-Adopt-Millennials-Media-Usage-Mar2013

Al di là dei dati della ricerca la domanda da porsi è cosa sia stato fatto e cosa sia pos­si­bile fare per attrarre nuovi let­tori, per atti­rare i giovani.

Già il mese scorso aveva avuto eco la noti­zia che un gior­nale giap­po­nese, «The Tokyo Shim­bun», uno dei prin­ci­pali quo­ti­diani del Paese, aveva uti­liz­zato un’applicazione di realtà aumen­tata per favo­rire la let­tura del gior­nale da parte dei bambini.

Ieri «The Times», che aveva spe­ri­men­tato appli­ca­zioni di realtà aumen­tata in una logica com­mer­ciale verso fine 2012, ha pub­bli­cato un video edu­ca­tivo per spie­gare ai bam­bini come fun­ziona il bilan­cio dello Stato. Il video era visi­bile leg­gendo con smart­phone e tablet o un qr code o con Aura­sma, una delle appli­ca­zioni di realtà aumen­tata più diffuse.

Come ha dichia­rato il diret­tore mar­ke­ting del quo­ti­diano inglese, “un ottimo esem­pio di come uti­liz­zare una tec­no­lo­gia inno­va­tiva per inco­rag­giare i let­tori più gio­vani ad inte­ra­gire, a fruire dei giornali”.

Sul tema, sulle oppor­tu­nità che qr codes e appli­ca­zioni di realtà aumen­tata posso offrire a quo­ti­diani e perio­dici, oltre alle slide del mio inter­vento al con­ve­gno dell’ANES, Asso­cia­zione Nazio­nale Edi­to­ria Perio­dica Spe­cia­liz­zata, di fine otto­bre, da leg­gere il white paper: “Aug­men­ted Rea­lity and the Future of Prin­ting and Publi­shing” che offre una buona pano­ra­mica dei van­taggi sia sotto il pro­filo com­mer­ciale che giornalistico.

Il futuro è ibrido. Insisto.

Tariffe CPM Diversi Media
Pubblicato il 14 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Houston Abbiamo un Problema

La frase “Hou­ston, abbiamo un pro­blema” pro­nun­ciata da Joe Ker­win che annun­ciava l’imminente disa­stro dell’Apollo 13 è scol­pita nella sto­ria dell’uomo ed quella che mi è apparsa più cal­zante per rias­su­mere il meteo­rite mobile in arrivo sui già pre­cari conti dell’industria dell’informazione.

Già Cory Berg­man recen­te­mente avver­tiva che l’effetto della cre­scente  let­tura delle noti­zie in mobi­lità da smart­phone e tablet avrà un  effetto dirom­pente para­go­na­bile a quello che Inter­net ha avuto dieci anni fa met­tendo ulte­rior­mente sotto pres­sione i ricavi delle imprese edi­to­riali, affermando:

As audien­ces shift, the indu­stry will be faced with more reve­nue pres­sure unless news orga­ni­za­tions can create new mobile reve­nue streams to com­pen­sate. In many ways, this is simi­lar to the shift from print to the Web. Just por­ting one busi­ness model to the other isn’t the solu­tion. Tra­di­tio­nal display adver­ti­sing on mobile devi­ces makes up a very small, decli­ning frac­tion of total revenue.

Ora il «The Finan­cial Times» riprende i dati di Magna­Glo­bal ed eMar­ke­ter per illu­strare, attua­liz­zando la situa­zione, quanto già emer­geva dalla pre­sen­ta­zione di metà 2012 di Mary Mee­ker che già mostra­vano come i CPM pagati per il mobile fos­sero 5 volte infe­riori a quelli da desk­top, da PC.

Secondo quanto pub­bli­cato un paio di giorni fa infatti, se i prezzi medi per CPM da PC si atte­stano attual­mente intorno a 4.42$ quelli da smart­phone si col­lo­cano a 1.31 $ abbat­tendo ulte­rior­mente il rap­porto di 1:10 tra quo­ti­diani car­ta­cei e online come mostra il gra­fico di sintesi

Tariffe CPM Diversi Media

E’ l’ennesima evi­denza, se neces­sa­ria, che il bino­mio vendite-pubblicità nel com­plesso non può più essere con­si­de­rato un modello di busi­ness con delle prospettive.

In spe­ci­fico rife­ri­mento alla crea­zione di ricavi dalla let­tura in mobi­lità, sia per gior­nali che rivi­ste, la solu­zione che in pro­spet­tiva appare più inte­res­sante mi sem­bra quella di ren­dere quo­ti­diani e perio­dici diret­ta­mente “shop­pa­ble”, di inte­grare attra­verso appli­ca­zioni di realtà aumen­tata la pos­si­bi­lità di effet­tuare degli acqui­sti diret­ta­mente dai, sui, giornali.

Opzione che, come segna­lavo nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory, ini­zia ad essere eser­ci­tata da diverse testate sia a livello inter­na­zio­nale che in Ita­lia, con  «Gla­mour», ad esem­pio,  che da qual­che mese  ha lan­ciato Gla­mour Per­so­nal Shop­per appli­ca­zione per smart­phone che, anche in que­sto caso, inte­gra con­te­nuti edi­to­riali e pos­si­bi­lità di fare shop­ping online.

Meglio ini­ziare a spe­ri­men­tare, a testarne le opzioni pos­si­bili e l’efficacia, o meno, prima di tro­varsi davanti all’ennesimo pro­blema, all’ultima emergenza.

Mobile ADV ECOSYSTEM

Corriere Innovazione
Pubblicato il 3 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Il Corriere della Sera e l’Innovazione

Poco più di un mese fa, il 25 gen­naio per l’esattezza, il «Cor­riere della Sera» ha lan­ciato un nuovo pro­getto: «Ci — Cor­riere Inno­va­zione» un maga­zine di 48 pagine, un sito inter­net, una rete di eventi, rea­liz­zando di fatto un sistema edi­to­riale inte­grato tra carta, web e territorio.

La rivi­sta men­sile viene distri­buita gra­tui­ta­mente in tutto il tri­ve­neto in alle­gato a Sette e in alcune sezioni ven­gono offerti con­te­nuti in realtà aumen­tata che uti­liz­zando un’applicazione per smart­phone  con­sen­tono di visua­liz­zare video e imma­gini che vanno ad arric­chirne il con­te­nuto. Ulte­riore ele­mento di inte­gra­zione editoriale.

Inte­res­sato all’iniziativa ho inter­vi­stato Luca Bar­bieri, capo­ser­vi­zio della reda­zione online del Cor­riere del Veneto e coor­di­na­tore edi­to­riale dell’iniziativa, per appro­fon­dire, per com­pren­dere quale fosse la con­ce­zione del pro­getto da parte di RCS.

Bar­bieri, oltre ad aver rispo­sto alle tre domande poste, ripor­tate di seguito, spiega che “ l’idea di base è quella di con­si­de­rare Cor­riere Inno­va­zione come una start-up: e quindi, essendo inse­riti in un gruppo ben più ampio, abbiamo come man­dato anche quello di spe­ri­men­tare nuove moda­lità per dare pro­fon­dità e ver­ti­ca­lità all’informazione, ini­ziare ad uti­liz­zare nuovi stru­menti che pos­sano poi essere appli­cati anche ad altre realtà editoriali”.

Si tratta insomma di un incu­ba­tore per spe­ri­men­tare, per fare inno­va­zione in ambito edi­to­riale e veri­fi­care idee, intui­zioni da appli­care poi all’interno del gruppo RCS e for­nire al ter­ri­to­rio di rife­ri­mento un ritorno in ter­mini di aggre­ga­zione e svi­luppo su tutto quello che è innovazione.

Ho voluto appro­fon­dire per­ché fosse stato scelto pro­prio il tema dell’innovazione, come mai la scelta fosse caduta sul tri­ve­neto e quali gli obiet­tivi di mar­ke­ting dell’operazione. Domande alle quali ho avuto rispo­ste chiare e con­vin­centi [grazie].

1) Per­ché è stato scelto il tema dell’innovazione?

> Per­ché è al cen­tro dell’agenda poli­tica e cul­tu­rale del paese, è l’unica strada per­cor­ri­bile in un con­te­sto di crisi come quello attuale per rimet­tere al cen­tro la capa­cità di fare impresa e di tro­vare nuove solu­zioni tipica del nostro Paese. A que­sto si è aggiunta la neces­sità di creare una rete fra tutti gli ope­ra­tori che fanno inno­va­zione affin­ché vi fosse un luogo di incon­tro unico in cui affron­tare tutti i temi e ren­derli pubblici.

2) Per­ché è stato scelto il triveneto?

> Per­ché sede natu­rale di alcuni tra i mag­giori pro­ta­go­ni­sti del fare inno­va­zione a livello nazio­nale e per­ché culla sto­rica di un certo modo di fare impren­di­to­ria inno­vando con­ti­nua­mente. In più Cor­riere della Sera da anni pre­si­dia quo­ti­dia­na­mente que­sti ter­ri­tori attra­verso l’informazione locale dei suoi dorsi: Cor­riere del Veneto, Cor­riere del Tren­tino e Cor­riere dell’Alto Adige)

3) Quali gli obiet­tivi di mar­ke­ting dell’operazione

> Met­tere al cen­tro il let­tore utente, pun­tare ad una cre­scita in ter­mini di audience allar­gata a più piat­ta­forme — carta+online+eventi —  con nuove pro­po­ste di busi­ness aperte sia ai poten­ziali utenti pub­bli­ci­tari [che tro­ve­ranno un vero sistema attra­verso cui fare comu­ni­ca­zione], che ai lettori/utenti che tro­ve­ranno pro­po­ste com­mer­ciali sem­pre più pro­fi­late rispetto ai pro­pri interessi.

Un’ottima ini­zia­tiva, alla quale non posso che augu­rare tutta la for­tuna pos­si­bile, da pren­dere a rife­ri­mento nel con­vulso, e con­fuso, pano­rama edi­to­riale italiano.

Corriere Innovazione

Bonus track sul tema dell’innovazione un arti­colo del «The Wall Street Jour­nal»: “The Power of Imagination”

Online vs Offline
Pubblicato il 7 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Multimediale & Multitasking

Giu­seppe Gra­nieri, in un arti­colo pub­bli­cato su «La Stampa» all’inizio di que­sto mese che ana­lizza la situa­zione attuale e le pos­si­bili ten­denze della tran­si­zione dalla carta al digi­tale, apre ripor­tando una frase di Earl Wil­kin­son: “Noi in qual­che modo siamo osses­sio­nati dall’idea della carta oppo­sta al digi­tale”; tesi che il sot­to­scritto sostiene da anni aven­done par­lato a più riprese sin dal 2009.

Sul tema KPMG, nota società inter­na­zio­nale di con­su­lenza, ha pub­bli­cato l’estratto di una ricerca che ha rac­colto  le abi­tu­dini di con­sumo dei diversi media in 9 diverse nazioni. Il rap­porto evi­den­zia come  vi sia un insa­zia­bile appe­tito per i media in gene­rale da parte delle per­sone e come nel com­plesso i “new media”, il digi­tale, non abbiano sosti­tuito gli “old media” ma si siano affian­cati sia in ter­mini di tempo, che di con­se­guenza cre­sce come emerge da nume­rose altre ricer­che sul tema, che in ter­mini di atti­vità,  gene­rando quello che viene rac­colto nella defi­ni­zione di multitasking.

I dati emer­genti dallo stu­dio sug­ge­ri­scono che, men­tre vi sono buone ragioni per esa­mi­nare l’aumento dei media digi­tali e sociali, la grande popo­la­rità e la por­tata dei media tra­di­zio­nali non deve essere trascurato.

Sono cin­que i punti che le con­clu­sioni del rap­porto evi­den­ziano come aspetti prio­ri­tari sui quali intervenire:

  • Capire il con­su­ma­tore. Le aziende il più volte non rie­scono a gene­rare ricavi suf­fi­cienti dal con­te­nuto che for­ni­scono per­ché non offrono l’esperienza mul­ti­me­diale che i con­su­ma­tori stanno cercando.
  • Creare un nuovo modello pub­bli­ci­ta­rio. I media tra­di­zio­nali, imprese quali gli edi­tori di rivi­ste di fascia alta, non pos­sono più rima­nere come sem­plici inter­me­diari come avviene attual­mente ma devono for­nire agli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari le metri­che del let­tore che faci­li­tino una rela­zione  uno-a-uno.
  • “Abbrac­ciare” il nuovo mondo.  Le aziende dei media tra­di­zio­nali hanno neces­sità di con­ti­nuare ad abbrac­ciare digi­tale ed evol­vere i pro­pri modelli di busi­ness per garan­tire il man­te­ni­mento delle loro posi­zioni di forza come newsbrand.
  • Ingag­giare i digi­tal multi-tasker. Asso­cian­dosi con le aziende tec­no­lo­gi­che in grado di tra­sfor­mare l’esperienza del ‘secondo schermo’ per arric­chire l’esperienza sia di con­su­ma­tori che inser­zio­ni­sti, com­bi­nando la por­tata del con­te­nuto tra­smesso con l’interattività online.
  • Tro­vare nuovi sistemi ed inno­vare per ren­dere l’online di valore come l’offline.

David Elms, Head of Media KPMG UK, spiega che: “ Non si tratta di svi­lup­pare una stra­te­gia azien­dale digi­tale  ma di svi­lup­pare una stra­te­gia di con­te­nuti che si esten­dono a tutti i media ed ai canali digitali”.

L’infografica di sin­tesi dei risul­tati sulle atti­vità mag­gior­mente effet­tuate nell’ultimo mese, sia online che offline, mostra come attual­mente nella stra­grande mag­gio­ranza delle nazioni esa­mi­nate la let­tura di un quo­ti­diano tra­di­zio­nale supera quella del cor­ri­spon­dente online.

La strada è fatta di con­ver­genza e cross­me­dia­lità. Il futuro è ibrido.

Online vs Offline

“Bonus track”: Non but­tate via il bam­bino con l’acqua sporca — “Don’t Throw the New­spa­per Out With the Bath­wa­ter: Print Media and Gene­ra­tion Y” — da leg­gere.

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