RCS

Pubblicato il 20 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

RCS MediaGroup: Il Piano di Sviluppo 2013 — 2015

Ieri, al ter­mine della pre­vi­sta riu­nione del Cda, RCS Media­Group ha dif­fuso i con­te­nuti prin­ci­pali del pro­prio piano di svi­luppo per il pros­simo triennio.

Sia per capire quali siano i dif­fe­ren­ziali com­pe­ti­tivi pro­po­sti per i tre anni a venire che per com­pren­dere rispetto agli obiet­tivi ori­gi­na­ria­mente dichia­rati quale fosse lo stato di avan­za­mento, ho rivi­sto quali erano all’epoca i piani di svi­luppo pro­po­sti nel piano stra­te­gico 2011 — 2013 dif­fuso all’inizio dell’anno scorso.

Due sono i prin­ci­pali ele­menti di dif­fe­ren­zia­zione: con­te­ni­mento delle attese di ricavi che nel piano trien­nale pre­ce­dente erano di 2.453 milioni di euro, men­tre oggi si parla di ricavi sta­bili a circa 1.600 milioni di Euro nel 2015, e la dismis­sione di atti­vità “non core”, che pre­ce­den­te­mente non era con­si­de­rata e che tante ten­sioni sta creando nell’ambito di RCS Perio­dici che dovrebbe essere la più col­pita dalla razio­na­liz­za­zione prevista.

RCS Struttura Gruppo

Nel comu­ni­cato stampa, dif­fuso nel primo pome­rig­gio di ieri, sui con­te­nuti del piano 2013 — 2015 si parla di “visione stra­te­gica chiara e impron­tata alla discon­ti­nuità”. Discon­ti­nuità che si fonda su una forte acce­le­ra­zione verso la mul­ti­me­dia­lità e l’internazionalizzazione basata sui seguenti ele­menti chiave e obiet­tivi economici:

– Focus sull’innovazione edi­to­riale e sul raf­for­za­mento qua­li­ta­tivo dei power brand, anche gra­zie a con­te­nuti edi­to­riali di qua­lità creati nati­va­mente digi­tali.
– Svi­luppo ed amplia­mento digi­tale dell’offerta per poten­ziare l’esperienza edi­to­riale del let­tore.
– Foca­liz­za­zione del por­ta­fo­glio verso le aree di busi­ness in cui RCS può espri­mere una solida lea­der­ship.
– Forte pre­si­dio della mar­gi­na­lità con focus sul recu­pero di effi­cienza anche attra­verso signi­fi­ca­tive ridu­zioni di costi.
– Dismis­sioni di attivi “non core” [come già segnalato]

La spinta sul digi­tale, di cui ha par­lato recen­te­mente anche Fede­rico Vit­ta­dello  mobile, tablet, and e-commerce mana­ging direc­tor di RCS Media­group, dovrebbe por­tare a fine 2015 al 25% il peso di quest’area sul totale dall’attuale 14%, per un valore pari quindi a 400 milioni di euro. Si segnala che due anni fa le attese erano di un peso del 20% a fine 2013 con ricavi per 536 milioni di euro a fine 2013 nel set­tore dell’editoria digi­tale. Lascio a chi legge, ed all’apposito spa­zio nei com­menti, ogni pos­si­bile con­si­de­ra­zione al riguardo, ma ovvia­mente non a caso viene detto che “tali linee di svi­luppo non pos­sono pre­scin­dere dal costante pre­si­dio del mezzo cartaceo”.

rcs-piano

Per quanto riguarda l’area dei quo­ti­diani ita­liani, tra le varie azioni che il piano si pro­pone di imple­men­tare, viene spe­ci­fi­ca­ta­mente citato il lan­cio di social com­mu­nity, una pro­po­sta di valore che è stata richia­mata a più riprese, anche recen­te­mente, in que­sti spazi.

Forte enfasi ed obiet­tivi ambi­ziosi per quanto riguarda la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria in ambito digi­tale che il piano si attende rea­lizzi per­for­mance supe­riori alle pre­vi­sioni di anda­mento del mer­cato e il con­tri­buto del digi­tale in ambito dif­fu­sio­nale è pre­vi­sto in forte cre­scita, arri­vando in Ita­lia al 36% e in Spa­gna al 23%.

Le stime sono di inve­sti­menti totali per circa 300 milioni di euro sup­porto delle stra­te­gie pre­vi­ste nel piano anche se si rimanda alla pre­sen­ta­zione dei risul­tati del 2012 per il det­ta­glio delle infor­ma­zioni rela­tive alla strut­tura finan­zia­ria neces­sa­ria a sup­porto del piano stesso.

I con­te­nuti resi dispo­ni­bili sono di carat­tere troppo gene­rale per poter entrare spe­ci­fi­ca­ta­mente nel merito del valore di quanto RCS Media­Group si pro­pone, anche se il per­corso intra­preso ieri è cer­ta­mente un segnale in tal senso.

Quel che appare certo è che se il 75% dei ricavi attesi dovrebbe deri­vare dal car­ta­ceo, gene­rando imma­gino scon­forto in quanti pro­cla­mano un giorno si e l’altro pure l’imminente fine dei gior­nali, pre­oc­cupa che non vi sia accenno a quali azioni e mezzi saranno imple­men­tati per il rag­giun­gi­mento di quanto con­ti­nua a rap­pre­sen­tare il core, per usare un ter­mine uti­liz­zato nel comu­ni­cato stampa, del busi­ness. Sarebbe spia­ce­vole vedere but­tar via il bam­bino con l’acqua sporca ancora una volta.

RCS MediaGroup Brands

Sul tema da leg­gere l’articolo pub­bli­cato da “Il Futuro dei Perio­dici”, blog che chi si inte­ressa di edi­to­ria con­si­glio di met­tere tra i pre­fe­riti e che per­so­nal­mente ho inse­rito nel blo­groll per non dimen­ti­carmi di andare a leg­gerlo quotidianamente.
Riassunto Vendite Giornali Digitali 2011 e Primo trim 2012
Pubblicato il 1 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

Vendite Giornali: Carta & Digitale

Juan Varela ha rea­liz­zato un rias­sunto delle ven­dite di alcune delle prin­ci­pali testate a livello inter­na­zio­nale aggior­nata al primo tri­me­stre 2012. Una sin­tesi dello stato di imple­men­ta­zione dei pay­wall e di altri modelli di ven­dita per quanto riguarda le edi­zioni online/digitali.

Spic­cano le testate di infor­ma­zione eco­no­mica — finan­zia­ria, le uni­che ad avere un inci­denza della ver­sione digi­tale supe­riore al 30% del totale.

Per quanto riguarda diret­ta­mente il nostro Paese, RCS, dun­que «La Gaz­zetta dello Sport» ed «Il Cor­riere della Sera», si asse­sta a 71mila copie, con­tro le 704mila della ver­sione car­ta­cea, pari ad un inci­denza di poco supe­riore al 9% sul totale delle copie vendute.

In molti casi pare essere pre­va­lente un modello “misto” con la ven­dita abbi­nata di carta+digitale. Un det­ta­glio non tra­scu­ra­bile nell’interpretazione del signi­fi­cato dei dati.

- Copie x ‘000 -

Pubblicato il 9 gennaio 2012 by Pier Luca Santoro

Il Mondo va in Orbita?

Dalle colonne del «El Mundo» annun­ciano trion­fali il rag­giun­gi­mento di 50mila abbo­na­menti alla piat­ta­forma pro­prie­ta­ria di distri­bu­zione digi­tale: Orbyt.

Se i dati del con­sun­tivo a fine luglio par­la­vano di 33mila abbo­na­menti, per dif­fe­renza, sono state effet­tuate 17mila sot­to­scri­zioni al quo­ti­diano spa­gnolo negli ultimi 5 mesi. Si tratta indub­bia­mente di un’accelerazione significativa.

Secondo quanto ripor­tato, di que­sti, 5mila abbo­na­menti sono stati rea­liz­zati nel mese di dicem­bre gra­zie all’offerta che per­met­teva di otte­nere per meno di 100€ all’anno non solo l’edizione digi­tale del quo­ti­diano gene­ra­li­sta ma anche di altre tre testate del gruppo edi­to­riale, ed in par­ti­co­lare di «Marca», il più popo­lare dei quo­ti­diani spor­tivi spagnoli.

E’ come se in Ita­lia venisse offerto a quel prezzo l’abbonamento a «Cor­riere della Sera» e «Gaz­zetta dello Sport» più altre due pub­bli­ca­zioni del gruppo,che invece nel nostro Paese ven­gono pro­po­sti a 179€ cadauna. Para­gone, oltre che esem­pli­fi­ca­tivo,  asso­lu­ta­mente cal­zante visto stiamo par­lando di testate che appar­ten­gono sem­pre allo stesso gruppo: RCS mediagroup.

Una spinta verso il digi­tale che nasce già priva di valore, stiamo par­lano di meno di 8 cen­te­simi a copia, per­so­nal­mente non mi pare sen­sata sia sotto il pro­filo eco­no­mico che dal punto di vista dell’immagine di marca delle pub­bli­ca­zioni in que­stione. Sbra­gare sui prezzi, come si suol dire vol­gar­mente, è sem­pre la ten­ta­zione più facile quando si cerca di recu­pe­rare ven­dite. Nella mia espe­rienza è anche molto spesso la meno opportuna.

Pubblicato il 1 gennaio 2012 by Pier Luca Santoro

Servire il Lettore 366 Giorni all’Anno

Pochi giorni fa era stato il «Sun­day Times» a rom­pere un accordo in vigore esat­ta­mente da 100 anni di non pub­bli­care i gior­nali il giorno di Natale pro­po­nendo la pro­pria ver­sione per IPad ed Android anche il 25 dicembre.

Ora anche «El Mundo», quo­ti­diano nazio­nale spa­gnolo del gruppo RCS, decide di uscire oggi primo gen­naio con la ver­sione digi­tale del quo­ti­diano ponendo fine a 40 anni di silen­zio. Secondo quanto dichia­rato l’obiettivo è quello di ser­vire il let­tore 366 giorni all’anno.

Il gior­nale spa­gnolo è offerto sulla piat­ta­forma pro­prie­ta­ria di distri­bu­zione digi­tale: Orbyt. E’ gra­zie all’area di busi­ness che fa capo al  quo­ti­diano «El Mundo» ed alla sua piat­ta­forma digi­tale a paga­mento che RCS media­group si attende di rag­giun­gere 103mila sot­to­scri­zioni tra web, smart­pho­nes e tablets. Un risul­tato che secondo gli ultimi dati dispo­ni­bili, che par­lano di 33mila abbo­na­menti alla ver­sione digi­tale del gior­nale, pare dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bile nei tempi previsti.

Forse oltre che a ser­vire il let­tore, la scelta di uscire oggi è legata anche alla neces­sità di pro­mo­zio­nare Orbyt e cer­care di far qua­drare i conti il più possibile.

Qua­lun­que sia la reale moti­va­zione, si tratta, comun­que, di una pro­ble­ma­tica tutta euro­pea visto che negli altri con­ti­nenti del mondo i gior­nali nella ver­sione car­ta­cea sono nor­mal­mente in ven­dita.

Pubblicato il 8 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

TendenzialMente

I dati pub­bli­cati in que­sti giorni sull’andamento di quo­ti­diani e perio­dici online hanno susci­tato sor­presadibat­tito sulla realtà allo stato attuale dell’informazione online nel nostro Paese.

Non potevo dun­que che rac­co­gliere l’invito di Ste­fano Quin­ta­relli di map­pare le varia­zioni, le dif­fe­renze degli anda­menti rispetto al pari periodo dell’anno pre­ce­dente, mosso, forse, anche, dal legit­timo desi­de­rio di vedere rico­no­sciute alcune pic­cole sod­di­sfa­zioni.

In ter­mini di ten­denza emer­gono dina­mi­che com­ples­si­va­mente distinte. Se, da un lato, i quo­ti­diani vedono cre­scere il numero di utenti che acce­dono all’edizione online, dall’altro lato, la ten­denza dei perio­dici è oppo­sta con una ridu­zione com­ples­siva di coloro che visi­tano i siti web dedicati.

Tra i quo­ti­diani è Il Sole24Ore quello che pre­senta la mag­gior cre­scita con il +61% rispetto al mese cor­ri­spon­dente dell’anno pre­ce­dente, anche se credo che ogget­ti­va­mente par­tisse da una base che era dav­vero minima per un gior­nale di tale auto­re­vo­lezza; da non sot­to­va­lu­tare nep­pure, evi­den­te­mente, il traino della crisi eco­no­mica — finan­zia­ria, che infatti, mi pare sta con­tri­buendo anche alle bendite/diffusione dell’edizione car­ta­cea. Sem­pre in ter­mini di incre­mento, tra i perio­dici, best per­for­mer Marie Claire che però parte da valori esi­gui. Sod­di­sfa­centi le per­for­mance di Lei­web ‚  che oltre ad avere reda­zione pro­pria è espres­sione di Io Donna, A e Amica, e di Donna Moderna.

Nella valu­ta­zione del trend, e dei valori asso­luti, delle sin­gole testate è oppor­tuno ricor­darsi che nel mese di set­tem­bre 2011 l’audience online rag­giunge 27 milioni di Ita­liani dai 2 anni in su che hanno navi­gato almeno una volta attra­verso un PC, il 12% in più rispetto all’anno pre­ce­dente. L’audience online nel giorno medio regi­stra 12,9 milioni di utenti attivi [+7,5% rispetto a set­tem­bre 2010], che hanno con­sul­tato 171 pagine tra­scor­rendo in media 1 ora e 22 minuti al giorno per persona.

Si tratta di un rife­ri­mento non tra­scu­ra­bile che con­sente di inqua­drare quanto del tempo online sia dedi­cato all’informazione dando quindi una misura dell’attuale pene­tra­zione e del livello di coin­vol­gi­mento rela­tivo.  Ele­mento che inte­grato con il numero di pagine viste ed il tempo tra­scorso, pub­bli­cati ieri,

Se per molti dei quo­ti­diani esi­ste, almeno per i prin­ci­pali,  una base quan­ti­ta­tiva dalla quale par­tire per andare oltre i CPM ed arri­vare al coin­vol­gi­mento del let­tore è evi­dente che i perio­dici devono, in gene­rale, rive­dere com­ple­ta­mente il loro approc­cio alla Rete.

Com­ment is free!

TREND QUOTIDIANI SETTEMBRE 2011 Vs.  SETTEMBRE 2010

Fonte: Audi­web Set­tem­bre 2011 — Ela­bo­ra­zione: “Il Gior­na­laio” — Clicca per Ingrandire -

TREND PERIODICI SETTEMBRE 2011 Vs.  SETTEMBRE 2010

Fonte: Audi­web Set­tem­bre 2011 — Ela­bo­ra­zione: “Il Gior­na­laio” — Clicca per Ingrandire -

Pubblicato il 7 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Quanta Gioia Online per i Periodici

Per com­ple­tare la foto­gra­fia sull’andamento dei pro­dotti edi­to­riali nel nostro Paese, ad inte­gra­zione della rac­colta di quo­ti­diani e “super­blog”, ho pen­sato di accor­pare i dati Audi­web del mese di set­tem­bre anche per le testate periodiche.

Se il livello di atten­zione, di inte­resse e coin­vol­gi­mento, che i quo­ti­diani nella loro ver­sione online rie­scono ad otte­nere è com­ples­si­va­mente delu­dente, le testate a pub­bli­ca­zione set­ti­ma­nale, se pos­si­bile, hanno  per­for­mance ancor più desolanti.

In que­sto caso infatti, anche testate con brand forti che sono alto ven­denti ed hanno buoni livelli di rea­der­ship nella ver­sione su carta, on line scom­pa­iono, diven­gono asso­lu­ta­mente insi­gni­fi­canti e inconsistenti.

Quasi nes­suna pub­bli­ca­zione si avvi­cina ai 100mila utenti unici e nep­pure una rag­giunge il milione di pagine viste. Anche rivi­ste come «Gioia» o «Gra­zia» tra i ferm­mi­nili o quali «Wired» e «Inter­na­zio­nale» per i “cult maga­zi­nes” hanno un traf­fico di utenti al loro sito web che è para­go­na­bile a quello dell’ora di punta a Pol­le­na­troc­chia, come direbbe l’illustre Totò.

Rispetto alla tabella dei quo­ti­diani, gra­zie al con­tri­buto dell’amico Paolo Valenti,  sono state inse­rite anche le pagine viste per utente e, soprat­tutto, il tempo medio per pagina vista, ovvero per quanto tempo ogni per­sona media­mente si sof­ferma a leg­gere una pagina del sito web.

Dati che non neces­si­tano nep­pure di un com­mento, autoe­spli­ca­tivi, con una media infe­riore ai 30″ che for­ni­sce la dimen­sione della incon­si­stenza, oltre che dei volumi di traf­fico, anche dell’interesse e livello di appro­fon­di­mento di let­tura di cui godono, si fa per dire, que­ste riviste.

“Engage or die” scri­veva circa un anno fa Brian Solis. Pare che il mes­sag­gio non sia stato ancora recepito.

Fonte: Audi­web Set­tem­bre 2011 — Ela­bo­ra­zione: “Il Gior­na­laio” — Clicca per Ingrandire -

Pubblicato il 24 marzo 2011 by Pier Luca Santoro

Quanto Brilla il Sole

“Il Sole24Ore” ha pub­bli­cato nei giorni scorsi la sin­tesi dei risul­tati del bilan­cio 2010.

Secondo quanto ripor­tato da “Affari Ita­liani”, che pub­blica il com­mento di Nicola Borzi, gior­na­li­sta ed ex mem­bro del Cdr del quo­ti­diano in que­stione, la per­for­mance del 2010, sep­pure miglio­ra­tiva rispetto all’anno pre­ce­dente, è deci­sa­mente infe­riore a quella regi­strata dagli edi­tori più diret­ta­mente in con­cor­renza con il gior­nale di Confindustria.

Ana­liz­zando le piege del bilan­cio emer­gono alcuni aspetti d’interesse gene­rale che, dalla mia pro­spet­tiva, vanno al di là delle sin­gole specificità.

I ricavi con­so­li­dati del gruppo nel suo insieme regi­strano un’incidenza del 38% dalla rac­colta pub­bli­ci­ta­ria, del 28,5% per ven­dite ed abbo­na­menti e   del 25% dal digi­tale. Una visione non accu­rata di que­ste cifre com­ples­sive potrebbe trarre in inganno. Infatti, di estrema rile­vanza, per quanto riguarda l’area digi­tale, è la parte pro­fes­sio­nale di pub­bli­ca­zioni spe­cia­li­sti­che di aggior­na­mento legi­sla­tivo e pro­fes­sio­nale, che ha quasi il 55% dei ricavi dal digi­tale. In ambito spe­cia­li­stico dun­que, il digi­tale ha red­di­ti­vità e rile­vanza, men­tre  negli altri seg­menti così non è. Mi pare un’informazione non trascurabile.

Sono infor­ma­zioni e rela­tive rifles­sioni che l’analisi dei dati spe­ci­fici del solo solo quo­ti­diano confermano.

In  que­sto caso infatti, il digi­tale, sep­pure con tassi di cre­scita estre­ma­mente inte­res­santi, ha un peso asso­lu­ta­mente mino­ri­ta­rio con il for­mato tra­di­zio­nale, il gior­nale in ver­sione car­ta­cea, che incide per il 75%.

Tra tutti i mezzi, le aree di busi­ness del Sole24Ore, l”unica a regi­strare una cre­scita è la radio che fa regi­strare un +8,5% rispetto al 2009 ma con­ti­nua ad avere un ebitda negativo.

Se vole­ste appro­fon­dire veri­fi­cando i bilanci degli altri prin­ci­pali gruppi edi­to­riali ita­liani, sono dispo­ni­bili online quelli di RCS, Gruppo Repubblica-Espresso e Cal­ta­gi­rone Edi­tore.

Pubblicato il 23 febbraio 2011 by Pier Luca Santoro

Il Piano Strategico 2011 — 2013 di RCS

Il piano stra­te­gico di svi­luppo di RCS per il periodo 2011 – 2013, rila­sciato defi­ni­ti­va­mente la scorsa set­ti­mana, si arti­cola attra­verso le seguenti diret­trici strategiche:

– Con­so­li­dare e raf­for­zare la pro­du­zione edi­to­riale di qua­lità, con il ripen­sa­mento dei pro­dotti e dell’offerta.

– Svi­lup­pare rela­zioni dura­ture con i let­tori e gli inve­sti­tori, con l’obiettivo di aumen­tarne e con­so­li­darne la fidelizzazione.

– Poten­ziare l’evoluzione mul­ti­me­diale e digi­tale dei Power Brand Quo­ti­diani ita­liani e spa­gnoli, dei Perio­dici Ver­ti­cali e dei Libri.

– Ripro­get­tare i modelli di busi­ness con par­ti­co­lare rife­ri­mento ai ricavi, all’assetto orga­niz­za­tivo gene­rale, ad una nuova orga­niz­za­zione del lavoro e soprat­tutto al patri­mo­nio di com­pe­tenze aziendali.

- Foca­liz­zare gli inve­sti­menti e le ambi­zioni di cre­scita in Ita­lia e all’Estero per la difesa dell’editoria tra­di­zio­nale e per lo svi­luppo del busi­ness mul­ti­me­diale e digi­tale, disin­ve­stendo da asset non core.

In ter­mini eco­no­mico — finan­ziari, l’obiettivo del gruppo RCS è di rag­giun­gere un incre­mento di 536 milioni di euro a fine 2013 nel set­tore dell’editoria digi­tale sta­bi­liz­zando gli attuali ricavi dal com­parto tra­di­zio­nale che attual­mente ammon­tano a 1.917 milioni di euro.

Com­ples­si­va­mente dun­que l’area digi­tale dovrebbe pesare in pro­spet­tiva poco più del 20% rispetto ad un totale di ricavi attesi per 2.453 milioni di euro.

Con spe­ci­fico rife­ri­mento all’area dei quo­ti­diani online ed all’informazione digi­tale il gruppo edi­to­riale ripone le sue spe­ranze fon­da­men­tal­mente sul mer­cato spa­gnolo, men­tre sono deci­sa­mente meno rosee le ipo­tesi per quanto riguarda diret­ta­mente il nostro paese che vedreb­bero una forte con­tra­zione dei ricavi dalla rac­colta pub­bli­ci­ta­ria online.

In par­ti­co­lare è gra­zie all’area di busi­ness che fa capo al  quo­ti­diano “El Mundo” ed alla sua piat­ta­forma digi­tale a paga­mento che si attende di rag­giun­gere 103mila sot­to­scri­zioni tra web, smart­pho­nes e tablets.

Il Piano stra­te­gico 2011 – 2013, com­pren­sivo dei risul­tati pre­li­mi­nari del 2010, è libe­ra­mente sca­ri­ca­bile e la let­tura del docu­mento com­pleto è cal­da­mente raccomandata.

Emerge con asso­luta chia­rezza come il futuro dei quo­ti­diani a medio ter­mine non sia online né in ter­mini di rac­colta pub­bli­ci­ta­ria né a livello di pos­si­bili ricavi signi­fi­ca­tivi dal paga­mento delle edi­zioni online/digitali.

Credo che defi­ni­ti­va­mente non possa esserci dub­bio rela­ti­va­mente al fatto che, in pro­spet­tiva, il futuro dei quo­ti­diani si gio­chi sulla capa­cità di rea­liz­zare siner­gie, con­ver­genza, tra le ver­sioni digi­tali e quelle tra­di­zio­nali, uti­liz­zando cia­scun mezzo, cia­scuna ver­sione a sup­porto dell’altra.

So che risulta sgra­de­vole ricor­darlo, ma da que­ste parti è da un pezzo che lo stiamo dicendo.

Pubblicato il 23 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

Organigramma

Owni ha lan­ciato una pro­pria new­slet­ter che non posso che rac­co­man­darvi cal­da­mente di sottoscrivere.

Nel primo numero, del 21 luglio scorso, tra i diversi argo­menti pro­po­sti, pre­sen­tano il loro orga­ni­gramma [vd. imma­gine] ponendo l’accento su come alcune fun­zioni “tec­ni­che” siano inse­rite nello staff al pari dei giornalisti.

Per­so­nal­mente quello che mi ha col­pito mag­gior­mente è la rap­pre­sen­ta­zione dell’organigramma in sé che, al di là delle spe­ci­fi­cità fun­zio­nali, riflette un modello orga­niz­za­tivo non pira­mi­dale, non verticistico.

Osser­va­telo con atten­zione e poi, se ne avete voglia, inve­stite cin­que minuti del vostro tempo nel veri­fi­care le rap­pre­sen­ta­zioni orga­niz­za­tive di tre dei mag­giori gruppi edi­to­riali italiani.

A voi la conclusione.

Pubblicato il 30 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Iperconcentrazione della Stampa in Italia

Le 24 pagine dello spe­ciale rega­lato per cele­brare i primi 40 anni di vita del Mani­fe­sto sono tutte da guar­dare e da leggere.

Offrono uno spac­cato appro­fon­dito dello stato dell’arte dei media nel nostro paese da diverse pro­spet­tive, sin­te­tiz­zando la massa di infor­ma­zioni con info­gra­fi­che chiare e ben realizzate.

Tra tutte ho scelto quella rela­tiva all’iperconcentrazione della stampa nel nostro paese che mostra come circa il tre quarti del mer­cato sia nelle mani di cin­que gruppi edi­to­riali: RCS, L’Espresso, Mon­da­dori, Il Sole24Ore e Cal­ta­gi­rone; det­ta­gliando per cia­scun edi­tore la tipo­lo­gia di attività.

Se pochi attori deten­gono il mer­cato e rie­scono ad avere bilanci in pas­sivo viene natu­rale pen­sare o che non sap­piano fare il pro­prio mestiere o che gli inte­ressi eco­no­mici di chi detiene il comando di que­sti gruppi siano rivolti altrove.  Nes­suna delle due ipo­tesi è di con­forto per chi lavora, a vario titolo, in que­sto settore.

- clicca per ingrandire —

Rin­gra­zio gli amici del Mani­fe­sto per avermi for­nito il file imma­gine sopra­ri­por­tato con cor­te­sia e sol­le­ci­tu­dine. Ricordo che lo spe­ciale è dispo­ni­bile per il down­load gra­tuito.

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