Posted on 20 dicembre 2012 by

RCS MediaGroup: Il Piano di Sviluppo 2013 — 2015

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Ieri, al ter­mine della pre­vi­sta riu­nione del Cda, RCS Media­Group ha dif­fuso i con­te­nuti prin­ci­pali del pro­prio piano di svi­luppo per il pros­simo triennio.

Sia per capire quali siano i dif­fe­ren­ziali com­pe­ti­tivi pro­po­sti per i tre anni a venire che per com­pren­dere rispetto agli obiet­tivi ori­gi­na­ria­mente dichia­rati quale fosse lo stato di avan­za­mento, ho rivi­sto quali erano all’epoca i piani di svi­luppo pro­po­sti nel piano stra­te­gico 2011 — 2013 dif­fuso all’inizio dell’anno scorso.

Due sono i prin­ci­pali ele­menti di dif­fe­ren­zia­zione: con­te­ni­mento delle attese di ricavi che nel piano trien­nale pre­ce­dente erano di 2.453 milioni di euro, men­tre oggi si parla di ricavi sta­bili a circa 1.600 milioni di Euro nel 2015, e la dismis­sione di atti­vità “non core”, che pre­ce­den­te­mente non era con­si­de­rata e che tante ten­sioni sta creando nell’ambito di RCS Perio­dici che dovrebbe essere la più col­pita dalla razio­na­liz­za­zione prevista.

RCS Struttura Gruppo

Nel comu­ni­cato stampa, dif­fuso nel primo pome­rig­gio di ieri, sui con­te­nuti del piano 2013 — 2015 si parla di “visione stra­te­gica chiara e impron­tata alla discon­ti­nuità”. Discon­ti­nuità che si fonda su una forte acce­le­ra­zione verso la mul­ti­me­dia­lità e l’internazionalizzazione basata sui seguenti ele­menti chiave e obiet­tivi economici:

– Focus sull’innovazione edi­to­riale e sul raf­for­za­mento qua­li­ta­tivo dei power brand, anche gra­zie a con­te­nuti edi­to­riali di qua­lità creati nati­va­mente digi­tali.
– Svi­luppo ed amplia­mento digi­tale dell’offerta per poten­ziare l’esperienza edi­to­riale del let­tore.
– Foca­liz­za­zione del por­ta­fo­glio verso le aree di busi­ness in cui RCS può espri­mere una solida lea­der­ship.
– Forte pre­si­dio della mar­gi­na­lità con focus sul recu­pero di effi­cienza anche attra­verso signi­fi­ca­tive ridu­zioni di costi.
– Dismis­sioni di attivi “non core” [come già segnalato]

La spinta sul digi­tale, di cui ha par­lato recen­te­mente anche Fede­rico Vit­ta­dello  mobile, tablet, and e-commerce mana­ging direc­tor di RCS Media­group, dovrebbe por­tare a fine 2015 al 25% il peso di quest’area sul totale dall’attuale 14%, per un valore pari quindi a 400 milioni di euro. Si segnala che due anni fa le attese erano di un peso del 20% a fine 2013 con ricavi per 536 milioni di euro a fine 2013 nel set­tore dell’editoria digi­tale. Lascio a chi legge, ed all’apposito spa­zio nei com­menti, ogni pos­si­bile con­si­de­ra­zione al riguardo, ma ovvia­mente non a caso viene detto che “tali linee di svi­luppo non pos­sono pre­scin­dere dal costante pre­si­dio del mezzo cartaceo”.

rcs-piano

Per quanto riguarda l’area dei quo­ti­diani ita­liani, tra le varie azioni che il piano si pro­pone di imple­men­tare, viene spe­ci­fi­ca­ta­mente citato il lan­cio di social com­mu­nity, una pro­po­sta di valore che è stata richia­mata a più riprese, anche recen­te­mente, in que­sti spazi.

Forte enfasi ed obiet­tivi ambi­ziosi per quanto riguarda la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria in ambito digi­tale che il piano si attende rea­lizzi per­for­mance supe­riori alle pre­vi­sioni di anda­mento del mer­cato e il con­tri­buto del digi­tale in ambito dif­fu­sio­nale è pre­vi­sto in forte cre­scita, arri­vando in Ita­lia al 36% e in Spa­gna al 23%.

Le stime sono di inve­sti­menti totali per circa 300 milioni di euro sup­porto delle stra­te­gie pre­vi­ste nel piano anche se si rimanda alla pre­sen­ta­zione dei risul­tati del 2012 per il det­ta­glio delle infor­ma­zioni rela­tive alla strut­tura finan­zia­ria neces­sa­ria a sup­porto del piano stesso.

I con­te­nuti resi dispo­ni­bili sono di carat­tere troppo gene­rale per poter entrare spe­ci­fi­ca­ta­mente nel merito del valore di quanto RCS Media­Group si pro­pone, anche se il per­corso intra­preso ieri è cer­ta­mente un segnale in tal senso.

Quel che appare certo è che se il 75% dei ricavi attesi dovrebbe deri­vare dal car­ta­ceo, gene­rando imma­gino scon­forto in quanti pro­cla­mano un giorno si e l’altro pure l’imminente fine dei gior­nali, pre­oc­cupa che non vi sia accenno a quali azioni e mezzi saranno imple­men­tati per il rag­giun­gi­mento di quanto con­ti­nua a rap­pre­sen­tare il core, per usare un ter­mine uti­liz­zato nel comu­ni­cato stampa, del busi­ness. Sarebbe spia­ce­vole vedere but­tar via il bam­bino con l’acqua sporca ancora una volta.

RCS MediaGroup Brands

Sul tema da leg­gere l’articolo pub­bli­cato da “Il Futuro dei Perio­dici”, blog che chi si inte­ressa di edi­to­ria con­si­glio di met­tere tra i pre­fe­riti e che per­so­nal­mente ho inse­rito nel blo­groll per non dimen­ti­carmi di andare a leg­gerlo quotidianamente.
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