RCS Mediagroup

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Pubblicato il 12 luglio 2013 by Pier Luca Santoro

Inoptato In breve

La bufala sull’unico acqui­rente per l’inoptato di RCS Media­group cir­co­lata sino al tardo pome­rig­gio di ieri e ripresa da quasi tutte le più “auto­re­voli” [ine­vi­ta­bil­mente vir­go­let­tato] testate del nostro Paese ripro­pone per l’ennesima volta il con­fine tra tem­pe­sti­vità ed affi­da­bi­lità,  qua­li­fi­can­dosi ulte­rior­mente per quello che è il titolo scelto da molti quo­ti­diani online che hanno par­lato di “giallo” sull’11% acqui­stato da un solo sog­getto; non a caso in Spa­gna la “prensa ama­rilla”, la stampa gialla let­te­ral­mente, è quella scan­da­li­stica e sensazionalista.

La scelta fatta di non cor­reg­gere gli errori sul pre­sunto “giallo”, ripor­tando ora e moti­va­zione della ret­ti­fica, ma di pro­durre altri arti­coli che cor­reg­ge­vano il tiro sulla que­stione, dimo­stra infine che, per dirla con le parole di Mat­tew Ingram, “If there’s one thing tra­di­tio­nal media outlets still suck at, it’s making corrections”.

Non credo ci sia molto altro da aggiun­gere se non che, almeno, que­sta volta non pare sia colpa di Twit­ter, della Rete o, peg­gio, del “popolo del web”.

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Pubblicato il 14 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

L’Edicola che non c’è e le Copie Digitali

A marzo 2102 fu annun­ciato in pompa magna il lan­cio di Edi­cola Ita­liana, piat­ta­forma multi-editore per offrire online in un unico sito le diverse testate. Ini­zial­mente la piat­ta­forma avrebbe dovuto ospi­tare sia quo­ti­diani che perio­dici di quat­tro edi­tori pas­sati poi a sei alla fine dell’anno scorso quando si tornò a par­lare del pro­getto. Di fatto, ad oggi, non si hanno noti­zie del livello di avan­za­mento e se sono occorsi 9 mesi per giun­gere dalle dichia­ra­zioni di intenti alla crea­zione del con­sor­zio, e com­ples­si­va­mente sono pas­sati 15 mesi, è facile imma­gi­nare che i tempi non siano brevi.

Per­so­nal­mente, tra feb­braio e marzo di quest’anno, ho pro­vato a con­tat­tare alcuni dei mem­bri del con­si­glio di ammi­ni­stra­zione del con­sor­zio Edi­cola Ita­liana per inse­rirne le pro­spet­tive nel mio libro “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata” ma dopo un lungo ter­gi­ver­sare non ho avuto, ahimè, il pia­cere di otte­nere risposte.

Nel frat­tempo, come noto, da gen­naio di quest’anno ADS ha ini­ziato a pub­bli­care i dati delle copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Se per i perio­dici, esclu­dendo gli inserti alle­gati ai prin­ci­pali quo­ti­diani, i volumi di ven­dita sono mar­gi­nali così non è per i gior­nali, o almeno per alcuni di essi.

I primi cin­que quo­ti­diani per ven­dite rea­liz­zano l’86% del totale mostrando una con­cen­tra­zione di gran lunga supe­riore a quella della carta stam­pata. Da quando sono stati resi dispo­ni­bili i dati le ven­dite di copie digi­tali sono pas­sate da 188mila a 242mila con un incre­mento del 28.7%.

«Il Sole24Ore», primo quo­ti­diano per numero di copie digi­tali ven­dute, ha regi­strato nei primi quat­tro mesi di quest’anno un incre­mento del 56% e ad aprile il peso di que­sto for­mato è del 26.8% sul totale delle copie ven­dute [edi­cole + abbonamenti].

Peso quasi dop­pio rispetto a «Il Cor­riere della Sera», che cre­sce del 34%, e di «la Repub­blica», che invece cre­sce “sola­mente” del 6.7%. Anche se i valori asso­luti sono infe­riori rile­vante la quota di copie digi­tali anche per «Il Fatto Quo­ti­diano» con un peso del 16.7% sul totale delle copie ven­dute ed il “feno­meno” di «L’Unione Sarda» con oltre 7mila copie [+12.7% vs gen­naio 2013] per un peso del 13.8% sul totale. Per tutti gli altri quo­ti­diani le copie digi­tali restano asso­lu­ta­mente marginali.

Il gra­fico, rea­liz­zato da Human High­way,  con l’evoluzione delle ven­dite delle copie digi­tali nel primo qua­dri­me­stre di quest’anno, mostra a colpo d’occhio le dina­mi­che evolutive.

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RCS Digital Traiettorie
Pubblicato il 6 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

RCS: La Situazione Attuale & i Piani di Sviluppo

RCS Media­Group è al cen­tro dell’attenzione ormai da mesi, tra conti in bilico, come la stra­grande mag­gio­ranza dei gruppi edi­to­riali, e rela­tive ristrut­tu­ra­zioni non passa giorno senza che il colosso di Via Sol­fe­rino fac­cia noti­zia, emblema, in qual­che modo, dell’attuale fase dell’industria dell’informazione o, meglio, di quella che una volta lo era.

Nella mia rubrica per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory, par­tendo dal bilan­cio 2012 e dal piano di svi­luppo stra­te­gico 2013–2015, ana­lisi e com­mento della situa­zione attuale e dei piani per il futuro del gruppo edi­to­riale milanese.

Buona let­tura.

RCS Digital Traiettorie

Marca Apuestas
Pubblicato il 1 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

I Media Spagnoli Scommettono sul Gioco

Il crollo degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari nella mag­gior parte delle nazioni del sud Europa, Ita­lia com­presa,  uni­ta­mente al forte calo delle ven­dite per quanto riguarda la carta stam­pata, richie­dono la ricerca di nuove forme di ricavo, l’abbandono del tra­di­zio­nale bino­mio basato su ven­dite e rac­colta pub­bli­ci­ta­ria che non basta più.

Se molti nei mesi scorsi hanno ini­ziato a spe­ri­men­tare, attra­verso appli­ca­zioni di realtà aumen­tata, la pos­si­bi­lità di effet­tuare degli acqui­sti diret­ta­mente dai, sui, gior­nali come fonte sup­ple­men­tare di gua­da­gno, in Spa­gna alcuni media su but­tano sul gaming online, sulle scommesse.

Antena 3, gruppo radio-televisivo di rile­vanza nazio­nale, Media­set España, con­trol­lata dalla nostrana Media­set e da Prisa, il gruppo edi­to­riale che tra gli altri detiene «El Pais», e Uni­dad Edi­to­rial, gruppo edi­to­riale che è di pro­prietà di RCS e che è causa di grandi pro­blemi per l’editore di via Sol­fe­rino, a giungo dell’anno scorso hanno otte­nuto le neces­sa­rie licenze da parte dello Stato Spa­gnolo per ope­rare nel set­tore delle scom­messe online.

A fine 2012 «Marca», il prin­ci­pale quo­ti­diano spor­tivo spa­gnolo, di pro­prietà appunto di Uni­dad Edi­to­rial, ha annun­ciato la nascita di Marca Apue­stas sito web di scom­messe sportive.

Marca Apuestas

Accordo che il diret­tore gene­rale del gior­nale spor­tivo, Nicola Spe­roni, ha defi­nito un impor­tante passo per il futuro digi­tale del quo­ti­diano e Uni­dad Edi­to­rial da tempo orga­nizza delle con­fe­renze sulle oppor­tu­nità dell’ e-commerce e dell’ m-commerce.

Nei giorni scorsi è par­tita la cam­pa­gna di pro­mo­zione di Marca Apue­stas con un video col­lo­cato su You­Tube, pre­am­bolo sicu­ra­mente di una cam­pa­gna pub­bli­ci­ta­ria che coin­vol­gerà altri media.

Che il gaming online sia un seg­mento in for­tis­sima espan­sione e che possa gene­rare ricavi inte­res­santi è fuori discus­sione, credo, ma resto per­plesso sulle rica­dute sull’immagine dei media che sce­glies­sero di seguire que­sta strada. Molto meglio valo­riz­zare i new­sbrand in un altro modo a mio avviso.

Pubblicato il 20 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

RCS MediaGroup: Il Piano di Sviluppo 2013 — 2015

Ieri, al ter­mine della pre­vi­sta riu­nione del Cda, RCS Media­Group ha dif­fuso i con­te­nuti prin­ci­pali del pro­prio piano di svi­luppo per il pros­simo triennio.

Sia per capire quali siano i dif­fe­ren­ziali com­pe­ti­tivi pro­po­sti per i tre anni a venire che per com­pren­dere rispetto agli obiet­tivi ori­gi­na­ria­mente dichia­rati quale fosse lo stato di avan­za­mento, ho rivi­sto quali erano all’epoca i piani di svi­luppo pro­po­sti nel piano stra­te­gico 2011 — 2013 dif­fuso all’inizio dell’anno scorso.

Due sono i prin­ci­pali ele­menti di dif­fe­ren­zia­zione: con­te­ni­mento delle attese di ricavi che nel piano trien­nale pre­ce­dente erano di 2.453 milioni di euro, men­tre oggi si parla di ricavi sta­bili a circa 1.600 milioni di Euro nel 2015, e la dismis­sione di atti­vità “non core”, che pre­ce­den­te­mente non era con­si­de­rata e che tante ten­sioni sta creando nell’ambito di RCS Perio­dici che dovrebbe essere la più col­pita dalla razio­na­liz­za­zione prevista.

RCS Struttura Gruppo

Nel comu­ni­cato stampa, dif­fuso nel primo pome­rig­gio di ieri, sui con­te­nuti del piano 2013 — 2015 si parla di “visione stra­te­gica chiara e impron­tata alla discon­ti­nuità”. Discon­ti­nuità che si fonda su una forte acce­le­ra­zione verso la mul­ti­me­dia­lità e l’internazionalizzazione basata sui seguenti ele­menti chiave e obiet­tivi economici:

– Focus sull’innovazione edi­to­riale e sul raf­for­za­mento qua­li­ta­tivo dei power brand, anche gra­zie a con­te­nuti edi­to­riali di qua­lità creati nati­va­mente digi­tali.
– Svi­luppo ed amplia­mento digi­tale dell’offerta per poten­ziare l’esperienza edi­to­riale del let­tore.
– Foca­liz­za­zione del por­ta­fo­glio verso le aree di busi­ness in cui RCS può espri­mere una solida lea­der­ship.
– Forte pre­si­dio della mar­gi­na­lità con focus sul recu­pero di effi­cienza anche attra­verso signi­fi­ca­tive ridu­zioni di costi.
– Dismis­sioni di attivi “non core” [come già segnalato]

La spinta sul digi­tale, di cui ha par­lato recen­te­mente anche Fede­rico Vit­ta­dello  mobile, tablet, and e-commerce mana­ging direc­tor di RCS Media­group, dovrebbe por­tare a fine 2015 al 25% il peso di quest’area sul totale dall’attuale 14%, per un valore pari quindi a 400 milioni di euro. Si segnala che due anni fa le attese erano di un peso del 20% a fine 2013 con ricavi per 536 milioni di euro a fine 2013 nel set­tore dell’editoria digi­tale. Lascio a chi legge, ed all’apposito spa­zio nei com­menti, ogni pos­si­bile con­si­de­ra­zione al riguardo, ma ovvia­mente non a caso viene detto che “tali linee di svi­luppo non pos­sono pre­scin­dere dal costante pre­si­dio del mezzo cartaceo”.

rcs-piano

Per quanto riguarda l’area dei quo­ti­diani ita­liani, tra le varie azioni che il piano si pro­pone di imple­men­tare, viene spe­ci­fi­ca­ta­mente citato il lan­cio di social com­mu­nity, una pro­po­sta di valore che è stata richia­mata a più riprese, anche recen­te­mente, in que­sti spazi.

Forte enfasi ed obiet­tivi ambi­ziosi per quanto riguarda la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria in ambito digi­tale che il piano si attende rea­lizzi per­for­mance supe­riori alle pre­vi­sioni di anda­mento del mer­cato e il con­tri­buto del digi­tale in ambito dif­fu­sio­nale è pre­vi­sto in forte cre­scita, arri­vando in Ita­lia al 36% e in Spa­gna al 23%.

Le stime sono di inve­sti­menti totali per circa 300 milioni di euro sup­porto delle stra­te­gie pre­vi­ste nel piano anche se si rimanda alla pre­sen­ta­zione dei risul­tati del 2012 per il det­ta­glio delle infor­ma­zioni rela­tive alla strut­tura finan­zia­ria neces­sa­ria a sup­porto del piano stesso.

I con­te­nuti resi dispo­ni­bili sono di carat­tere troppo gene­rale per poter entrare spe­ci­fi­ca­ta­mente nel merito del valore di quanto RCS Media­Group si pro­pone, anche se il per­corso intra­preso ieri è cer­ta­mente un segnale in tal senso.

Quel che appare certo è che se il 75% dei ricavi attesi dovrebbe deri­vare dal car­ta­ceo, gene­rando imma­gino scon­forto in quanti pro­cla­mano un giorno si e l’altro pure l’imminente fine dei gior­nali, pre­oc­cupa che non vi sia accenno a quali azioni e mezzi saranno imple­men­tati per il rag­giun­gi­mento di quanto con­ti­nua a rap­pre­sen­tare il core, per usare un ter­mine uti­liz­zato nel comu­ni­cato stampa, del busi­ness. Sarebbe spia­ce­vole vedere but­tar via il bam­bino con l’acqua sporca ancora una volta.

RCS MediaGroup Brands

Sul tema da leg­gere l’articolo pub­bli­cato da “Il Futuro dei Perio­dici”, blog che chi si inte­ressa di edi­to­ria con­si­glio di met­tere tra i pre­fe­riti e che per­so­nal­mente ho inse­rito nel blo­groll per non dimen­ti­carmi di andare a leg­gerlo quotidianamente.
Market Share Quotidiani Italiani
Pubblicato il 20 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

I Conti in Tasca all’Industria dell’Informazione Italiana

La set­ti­mana scorsa sono stati dif­fusi i risul­tati gestio­nali dei prin­ci­pali edi­tori rela­ti­va­mente ai primi nove mesi del 2012.

Nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory, sulla base dei dati pub­bli­cati, si fanno i conti in tasca all’industria dell’informazione ita­liana, per fare il punto della situa­zione sul suo stato di salute, o meglio misu­rare la feb­bre del settore.

Sono stati presi in  con­si­de­ra­zione i reso­conti inter­medi gestio­nali al 30 set­tem­bre dei prin­ci­pali players per quanto riguarda i gior­nali ita­liani: RCS Media­group, Poli­gra­fici Edi­tore, Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 Ore, Espresso-Repubblica.

Buona let­tura.

Pubblicato il 9 gennaio 2012 by Pier Luca Santoro

Il Mondo va in Orbita?

Dalle colonne del «El Mundo» annun­ciano trion­fali il rag­giun­gi­mento di 50mila abbo­na­menti alla piat­ta­forma pro­prie­ta­ria di distri­bu­zione digi­tale: Orbyt.

Se i dati del con­sun­tivo a fine luglio par­la­vano di 33mila abbo­na­menti, per dif­fe­renza, sono state effet­tuate 17mila sot­to­scri­zioni al quo­ti­diano spa­gnolo negli ultimi 5 mesi. Si tratta indub­bia­mente di un’accelerazione significativa.

Secondo quanto ripor­tato, di que­sti, 5mila abbo­na­menti sono stati rea­liz­zati nel mese di dicem­bre gra­zie all’offerta che per­met­teva di otte­nere per meno di 100€ all’anno non solo l’edizione digi­tale del quo­ti­diano gene­ra­li­sta ma anche di altre tre testate del gruppo edi­to­riale, ed in par­ti­co­lare di «Marca», il più popo­lare dei quo­ti­diani spor­tivi spagnoli.

E’ come se in Ita­lia venisse offerto a quel prezzo l’abbonamento a «Cor­riere della Sera» e «Gaz­zetta dello Sport» più altre due pub­bli­ca­zioni del gruppo,che invece nel nostro Paese ven­gono pro­po­sti a 179€ cadauna. Para­gone, oltre che esem­pli­fi­ca­tivo,  asso­lu­ta­mente cal­zante visto stiamo par­lando di testate che appar­ten­gono sem­pre allo stesso gruppo: RCS mediagroup.

Una spinta verso il digi­tale che nasce già priva di valore, stiamo par­lano di meno di 8 cen­te­simi a copia, per­so­nal­mente non mi pare sen­sata sia sotto il pro­filo eco­no­mico che dal punto di vista dell’immagine di marca delle pub­bli­ca­zioni in que­stione. Sbra­gare sui prezzi, come si suol dire vol­gar­mente, è sem­pre la ten­ta­zione più facile quando si cerca di recu­pe­rare ven­dite. Nella mia espe­rienza è anche molto spesso la meno opportuna.

Pubblicato il 1 gennaio 2012 by Pier Luca Santoro

Servire il Lettore 366 Giorni all’Anno

Pochi giorni fa era stato il «Sun­day Times» a rom­pere un accordo in vigore esat­ta­mente da 100 anni di non pub­bli­care i gior­nali il giorno di Natale pro­po­nendo la pro­pria ver­sione per IPad ed Android anche il 25 dicembre.

Ora anche «El Mundo», quo­ti­diano nazio­nale spa­gnolo del gruppo RCS, decide di uscire oggi primo gen­naio con la ver­sione digi­tale del quo­ti­diano ponendo fine a 40 anni di silen­zio. Secondo quanto dichia­rato l’obiettivo è quello di ser­vire il let­tore 366 giorni all’anno.

Il gior­nale spa­gnolo è offerto sulla piat­ta­forma pro­prie­ta­ria di distri­bu­zione digi­tale: Orbyt. E’ gra­zie all’area di busi­ness che fa capo al  quo­ti­diano «El Mundo» ed alla sua piat­ta­forma digi­tale a paga­mento che RCS media­group si attende di rag­giun­gere 103mila sot­to­scri­zioni tra web, smart­pho­nes e tablets. Un risul­tato che secondo gli ultimi dati dispo­ni­bili, che par­lano di 33mila abbo­na­menti alla ver­sione digi­tale del gior­nale, pare dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bile nei tempi previsti.

Forse oltre che a ser­vire il let­tore, la scelta di uscire oggi è legata anche alla neces­sità di pro­mo­zio­nare Orbyt e cer­care di far qua­drare i conti il più possibile.

Qua­lun­que sia la reale moti­va­zione, si tratta, comun­que, di una pro­ble­ma­tica tutta euro­pea visto che negli altri con­ti­nenti del mondo i gior­nali nella ver­sione car­ta­cea sono nor­mal­mente in ven­dita.

Pubblicato il 1 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

I Valori dell’Editoria Giornalistica

La FIEG ha ela­bo­rato un’analisi degli anda­menti tri­me­strali ed il con­so­li­dato dell’ultimo trien­nio delle otto società edi­trici quo­tate in borsa [Mon­da­dori, Espresso-Repubblica, RCS Media­group, Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Il Sole24Ore, Poli­gra­fici Edi­to­riale, Mon­rif], cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo dell’editoria gior­na­li­stica nel suo com­plesso che con­cen­tra oltre tre quarti del mercato.

L’analisi for­ni­sce le varia­zioni sull’andamento docu­men­tando gli sco­sta­menti rispetto al pari periodo.

Com­ples­si­va­mente nel primo tri­me­stre del 2011 i ricavi hanno subito una leg­gera con­tra­zione [-0,3%], senza però che venis­sero com­pro­messi ulte­rior­mente i mar­gini azien­dali a fronte del pro­se­gui­mento delle poli­ti­che di con­te­ni­mento dei costi [-0,6%)]. Il Mol è infatti ulte­rior­mente miglio­rato [+14,9%], e l’utile netto, pur man­te­nendo un risul­tato nega­tivo, ne ha ridotto l’entità.

Sulla base dei dati for­niti, ho rite­nuto inte­res­sante effet­tuare una rie­la­bo­ra­zione che più che le varia­zioni per­cen­tuali iden­ti­fi­casse l’incidenza di cia­scuna voce gene­rale dei ricavi dell’editoria giornalistica.

Come illu­stra la tabella di sin­tesi rea­liz­zata, i ricavi da ven­dita inci­dono media­mente per oltre il 60% del totale men­tre le reve­nues dell’area elet­tro­nica ed online si asse­stano a poco più del 2%.

Sono cer­ta­mente dati mediati che bilan­ciano, ad esem­pio, la pesante crisi di RCS con gli utili di Cal­ta­gi­rone, ciò nono­stante for­ni­scono una dimen­sione ai valori in gioco in quest’area del com­parto edi­to­riale con­sen­tendo di valu­tare con mag­gior ogget­ti­vità le aree da pre­si­diare, quelle da svi­lup­pare e quelle da abbandonare.

Non vi è dub­bio che la ven­dita con­ti­nui, e con­ti­nuerà ancora a lungo, a rap­pre­sen­tare l’area che for­ni­sce mag­giori ricavi. Su come pre­si­diare effi­ca­ce­mente quest’ambito, unendo come si suol dire la pra­tica alla gram­ma­tica, ho idee ben precise.

Note: Valori in milioni di euro, Ricavi da Ven­dita e Pub­bli­cità si rife­ri­scono a 8 società quo­tate, Ricavi dei Col­la­te­rali si rife­ri­scono a 5 società quo­tate, Ricavi Elet­tro­nica & Online si rife­ri­scono a 4 società quotate.