quotidiani

Arpu
Pubblicato il 23 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Questione di ARPU

Già nel 2012, all’interno della annuale pre­sen­ta­zione di Mary Mee­ker, ana­li­sta della Mor­gan Stan­ley, che rias­sume lo stato di Inter­net e dell’economia digi­tale erano con­te­nuti dei dati rela­tivi all’ARPU, ai ricavi medi per utente, che mostra­vano il for­tis­simo sbi­lan­cia­mento dei quo­ti­diani online rispetto sia ai diversi social media e social net­work che, ancor più rela­ti­va­mente ai quo­ti­diani tra­di­zio­nali cartacei.

Arpu 2012

Que­sta set­ti­mana Fré­dé­ric Fil­loux ha pub­bli­cato altri dati sulla que­stione che ancora una volta mostrano come i quo­ti­diani online abbiamo un gap estre­ma­mente con­si­stente nel valore per lettore.

Se, come si sot­to­li­nea nell’articolo, una parte del con­si­stente diva­rio è dovuta alla valu­ta­zione nega­tiva degli ana­li­sti finan­ziari rela­ti­va­mente alla len­tezza nella ristrut­tu­ra­zione e rior­ga­niz­za­zione delle imprese edi­to­riali, c’è a mio avviso un altro aspetto che non va tra­la­sciato: Il time spending.

Infatti, come noto, il tempo speso dalle per­sone nella frui­zione dei quo­ti­diani online è dram­ma­ti­ca­mente ridotto rispetto a quello inve­stito nei social net­work e social media. Un diva­rio abis­sale che è la misura dello scarso coin­vol­gi­mento che com­ples­si­va­mente i  gior­nali online hanno rispetto ai social e che, per quanto riguarda più diret­ta­mente l’Italia è aggra­vato da una frui­zione che avviene pre­va­len­te­mente da parte di quella fascia della popo­la­zione in età “tardo-matura”, sostan­zial­mente, in buona parte da coloro che leg­gono, o leg­ge­vano, la ver­sione cartacea.

Se cer­ta­mente, ancora una volta, sono dati che vanno presi con le pinze, poi­chè non tutte le per­sone sono uguali nè hanno lo stesso valore sotto il pro­filo pub­bli­ci­ta­rio, l’enorme distanza tra il valore dei quo­ti­diani e quello di alcuni dei prin­ci­pali attori, dei più grandi social in Rete, è la misura con­creta di come la per­ver­sione dei click, delle visite e delle pagine viste sia la deriva per le realtà editoriali.

Da sem­pre ai para­me­tri quan­ti­ta­tivi vanno affian­cati cri­teri qua­li­ta­tivi, tra­scu­rare que­sti ultimi non può che ulte­rior­mente affos­sare le pro­spet­tive del com­parto editoriale.

Arpu

Guardian5
Pubblicato il 18 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Il Piacere Laico del Mattino

«Pres­sGa­zette» pub­blica i dati pre­sen­tati da Anthony Sul­li­van, group pro­duct mana­ger del «The Guar­dian» durante un dibat­tito sulle noti­zie in mobi­lità: “How to make jour­na­lism work on tablet com­pu­ters” tenu­tosi l’11 aprile scorso.

I dati mostrano il con­sumo di noti­zie del quo­ti­diano anglo­sas­sone nell’arco della gior­nata a seconda dei diversi sup­porti utilizzati.

Si con­ferma, come diceva Frie­drich Hegel par­lando di pre­ghiera laica del mat­tino in rife­ri­mento ai gior­nali, che i quo­ti­diani di carta hanno un picco di let­tura nelle prime ore della gior­nata come mostra il gra­fico sottostante.

Guardian1

Deci­sa­mente più “spal­mato” nell’arco della gior­nata l’accesso al sito web del gior­nale bri­tan­nico con un leg­gero picco verso l’intervallo di pranzo, men­tre l’acceso in mobi­lità e la rela­tiva appli­ca­zione mostrano come la frui­zione avvenga durante i momenti di tra­sfe­ri­mento casa-lavoro e vice­versa. Per l’ennesima volta si ha la con­ferma che la frui­zione attra­verso i tablet avviene invece di sera in ambiente dome­stico, pro­ba­bil­mente men­tre si stanno svol­gendo altre attività.

Guardian5

I dati con­fer­mano sostan­zial­mente la mede­sima ana­lisi rea­liz­zata da Steve Wing, Busi­ness Direc­tor, Mobile, Guar­dian News and Media, pub­bli­cata ad ago­sto dell’anno scorso che ripren­deva i dati di marzo 2012 for­nendo un mag­giore det­ta­glio rela­ti­va­mente alle dif­fe­renze tra appli­ca­zione per iPad e quella per iPhone/Android — per smart­phone — e per l’app di Face­book, il social rea­der poi dismesso poco prima della fine del 2012.

La pre­ghiera laica del mat­tino con­ti­nua ad essere una realtà, i diversi sup­porti sono pre­va­len­te­mente com­ple­men­tari tra loro e NON alter­na­tivi con occa­sioni di con­sumo, frui­zione in distinti momenti della giornata.

La sfida NON è il digi­tale, la sfida è la con­ver­genza come con­fer­mano, anche, i dati del «The Finan­cial Times».

Guardian2

Avvenire Lettering
Pubblicato il 17 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Povero Lettering

Dal giorno pre­ce­dente l’elezione del nuovo Papa l’«Avvenire» pare aver ini­ziato una revi­sione “mor­bida” della gra­fica del gior­nale e del let­te­ring. E’ in par­ti­co­lare per quanto riguarda la foto-notizia prin­ci­pale del giorno che si nota il cam­bia­mento [Vedi gior­nale del 12 Marzo e del 13 Marzo, e successivi].

Nel titolo della foto-notizia viene sem­pre evi­den­ziata sia per dimen­sione del carat­tere che nel colore una sola parola. I limiti della scelta si mostrano con chia­rezza nella prima pagina di oggi dove l’evidenziazione accen­tua la parola sba­gliata [#] togliendo senso al mes­sag­gio del Pon­te­fice o quanto meno distorcendolo.

Povero let­te­ring.

Avvenire Lettering

[#] Per stres­sare ade­gua­ta­mente il con­cetto espresso dal Papa sarebbe stato neces­sa­rio evi­den­ziare tre parole anzi­ché una sola: “per i poveri”. Credo.

La notizia
Pubblicato il 25 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

La Notizia

Mala tem­pora cur­runt per l’editoria e per la carta stam­pata. I gior­nali con­ti­nuano a per­dere copie, la crisi di RCS, nono­stante i conti del solo «Cor­riere della Sera» siano posi­tivi, è il ter­mo­me­tro della feb­bre di tutto il set­tore, anche, nel nostro Paese e il Web e il digi­tale, ad oggi, sono ben lon­tani dal garan­tire un recu­pero con­tri­bu­tivo significativo.

E’ in que­sto qua­dro che esor­di­sce «La Noti­zia» nuova testata, nuovo quo­ti­diano che sarà online dal 5 marzo pros­simo, dispo­ni­bile anche su smart­phone e tablet —  sia per iOs che Android  — e nelle edi­cole a par­tire dal 12 marzo in for­mato ber­li­ner ed una folia­zione di 24 pagine ad un prezzo di 0,80€ per cin­que giorni alla set­ti­mana. 25mila le copie stam­pate e distri­bu­zione selet­tiva limi­tata solo ai cen­tri cittadini.

Secondo le anti­ci­pa­zioni pub­bli­cate sul numero di feb­braio di «Prima Comu­ni­ca­zione» in uscita oggi, il taglio edi­to­riale è quello del gior­na­li­smo d’inchiesta e i respon­sa­bili dell’iniziativa dicono di ispi­rarsi al modello di Milena Gabanelli.

“Nè di destra nè di sini­stra: noi vogliamo inter­cet­tare il disa­gio, l’arrabbiatura della gente e sup­por­tare un’idea di Paese che si fonda sul merito” dichiara il Diret­tore Gae­tano Pedullà, che però aggiunge “se pro­prio vogliamo tro­vare una con­no­ta­zione poli­tica direi che è un gior­nale  ren­ziano ma lui non lo sa”.

L’edizione online avrà alcune aree dove ver­ranno rea­liz­zate delle inchie­ste “on demand” a pagamento.

Gestione interna della ven­dita pub­bli­ci­ta­ria, dalla quale ci si attende un milione di euro per il primo anno, e forse a breve la crea­zione di una vera e pro­pria con­ces­sio­na­ria.  Due sedi, a Milano e a Roma, 13 gior­na­li­sti, tutti soci all’1%, ed un piano dei costi di 2,3 milioni di euro.

Di que­sti tempi è dav­vero LA notizia.

https://twitter.com/LaNotiziaTweet/status/305665931793797122

Bon Voiage
Pubblicato il 5 gennaio 2013 by Pier Luca Santoro

La Liberazione è Online nel 2013

“Torno Subito” era stato il titolo dell’ultima prima pagina di «Libe­ra­zione», quella del 31.12.2011, che annun­ciava la ces­sa­zione delle pub­bli­ca­zioni del quo­ti­diano che poi in realtà aveva con­ti­nuato le uscite sino al 23 gen­naio del 2012 sep­pure solo in for­mato elet­tro­nico, in PDF.

Che la ces­sa­zione delle pub­bli­ca­zioni fosse solo una sospen­sione era stato affer­mato ad ini­zio aprile del 2012 ma in molti ave­vano pen­sato che dif­fi­cil­mente si sarebbe assi­stito ad un effet­tivo ritorno del quo­ti­diano del Prc.

In que­sti giorni è invece apparso sul sito del gior­nale l’annuncio uffi­ciale a firma di Paolo Fer­rero e del diret­tore Dino Greco che dal 7 di gen­naio ripren­dono le uscite del giornale.

Il gior­nale sarà dispo­ni­bile, con cadenza quo­ti­diana dal lunedì al venerdì, sola­mente online in for­mato digi­tale  per­chè, si legge, i costi della carta non sono soste­ni­bili; anche se a guar­dare i conti eco­no­mici degli ultimi due anni la mag­gior voce di costo pare essere un’altra. L’ultima dome­nica di ogni mese pub­bli­cherà inol­tre un’edizione spe­ciale che avrà il carat­tere dell’analisi e dell’approfondimento dei più impor­tanti temi poli­tici e cul­tu­rali del periodo, trat­tati attra­verso brevi saggi, inter­vi­ste, inchieste.

«Libe­ra­zione» sarà gra­tuito sino al 31 gen­naio per poi pas­sare a paga­mento. Tre le for­mule con la pos­si­bi­lità di acqui­sto della sin­gola edi­zione a 0,30 cen­te­simi oppure abbo­na­mento seme­strale [30€] o annuale [50€].

“La qua­lità della rispo­sta che verrà dai let­tori, da quelli che non ci hanno mai abban­do­nato e dai nuovi che dob­biamo con­qui­stare […] deci­derà del nostro futuro” con­clu­dono Greco e Fer­rero nell’annuncio di ripresa delle pub­bli­ca­zioni. Un test impor­tante per veri­fi­care se il pay­wall della fidu­cia è un con­cetto valido solo al di là dell’oceano o meno.

Buon viag­gio alla rinata Liberazione.

Bon Voiage

Pubblicato il 2 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Investimenti Pubblicitari in Italia per Media

Niel­sen ha rila­sciato la sin­tesi degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari nel nostro Paese, con la sud­di­vi­sione per mezzo, rela­ti­va­mente ai primi nove mesi dell’anno.

Sti­mo­lato da una discus­sione su Twit­ter che, com­plice il limite dei 140 carat­teri ed il fatto che fossi in quel momento impe­gnato, non sono riu­scito a seguire con l’attenzione che meri­tava, ho deciso di appro­fon­dire il tema che perio­di­ca­mente ricorre.

[tweet https://twitter.com/ferrazza/status/274498637067857920 align=‘center’ lang=‘it’]

Nel com­plesso l’andamento degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari nel periodo gennaio-settembre 2012 regi­stra una fles­sione dell’11.7% per­dendo la bel­lezza [si fa per dire] di 720 milioni di euro. Di que­sti ben 403 [56%] sono rela­tivi alla tele­vi­sione che per la prima volta nella sto­ria recente del nostro Paese, per quanto a me noto, vede un calo così significativo.

Oltre alla tele­vi­sione sono tutti i mezzi a regi­strare un anda­mento nega­tivo ad esclu­sione di Inter­net che in un mer­cato calante, di riflesso, vede cre­scere la pro­pria inci­denza dal 7,2% del 2011 all’attuale 8,9%.

Incidenza per Media Investimenti Adv Italia Genn_Sett

Pre­messo che per­so­nal­mente credo sia più cor­retto con­si­de­rare Inter­net un ambiente e non un media, non è una distin­zione solo seman­tica evi­den­te­mente, e che i dati degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari sul Web non inclu­dono la search [*] poi­chè Goo­gle, che in Europa detiene il 93% del mer­cato, custo­di­sce gelo­sa­mente i dati rela­tivi, è inte­res­sante, utile, ana­liz­zare le dina­mi­che all’interno di cia­scun media.

La fles­sione del 15,4% dei  quo­ti­diani, nasce da un crollo dei quo­ti­diani free press [-53,2% a fat­tu­rato e –52% a spa­zio], senza i quali il calo è del 14% in ter­mini di rac­colta pub­bli­ci­ta­ria a valore. In par­ti­co­lare vale la pena di evi­den­ziare che il calo a spa­zio è sen­si­bi­li­mente infe­riore e si atte­sta al –4,4%, cosa che invece non avviene per i perio­dici, ed in par­ti­co­lare per i men­sili che hanno indici nega­tivi sia a fat­tu­rato [-12,4%] che a spa­zio [-13,1%].

Nella mia deco­di­fica que­sto signi­fica che vi sono ten­sioni sui prezzi, sui listini [ammesso che si possa par­lare dei listini in un Paese quale l’Italia dove la norma è il 70%, o più, di sconto], ma che l’interesse da parte degli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, delle aziende, a pia­ni­fi­care sui quo­ti­diani non è così in calo come parebbe dalla sin­tesi rila­sciata da Niel­sen. Si tratta di una ten­denza che peral­tro pro­se­gue anche per il mese di ottobre.

Inter­net, nono­stante la forte cre­scita del for­mato video, rad­dop­piato, e del mobile [+18%], mostra segni di ral­len­ta­mento con ago­sto al +5% e set­tem­bre addi­rit­tura al +1,3%, il tasso più basso di cre­scita dall’inizio del 2012. Una ten­denza, anche in que­sto caso, con­fer­mata anche dai dati di otto­bre [+4%] che por­tano il pro­gres­sivo annuo ad un +9,1%.

Ral­len­ta­mento che si regi­stra com­ples­si­va­mente in mol­tre altre nazioni del vec­chio con­ti­nente e che, se con­fer­mato, costrin­ge­rebbe a vedere al ribasso le stime di espan­sione ed il con­se­guente tanto annun­ciato “sor­passo” sui quo­ti­diani che attual­mente pesano il 70% in più. Se ai quo­ti­diani aggiun­giamo i perio­dici, molto spesso di pro­prietà dei mede­simi edi­tori, l’incidenza a valore della carta stam­pata è del 24,51% del totale con­tro l’8,94% di Inter­net; quasi il triplo.

La strada, com­plice ancora una volta la ten­denza al ribasso dei listini anche per quanto riguarda i valori rico­no­sciuti per CPM, pare dav­vero più lunga di quanto ipo­tiz­zato e non priva di sorprese.

Se, come credo, la spe­ci­fi­ca­zione non è mai ovvia, era dove­roso entrare nel det­ta­glio prima di abban­do­narsi a facili trion­fa­li­smi [pour cause?].

Investimenti Adv per Media Genn_Sett 2012 Nielsen

[*] La stima di com­Score per il 2011 è di 448 milioni di euro per quanto riguarda la search in Italia.

DH Le Sports
Pubblicato il 8 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

Soluzioni all’Obsolescenza della Carta

Tutti i gior­nali ita­liani ieri sono usciti con una prima pagina che era vec­chia, obso­leta. Men­tre in Rete, ma anche in tele­vi­sione ed alla radio, la vit­to­ria di Obama era ormai noti­zia nota, i quo­ti­diani del nostro Paese usci­vano con titoli incerti sul risul­tato delle pre­si­den­ziali sta­tu­ni­tensi. Ne parla Marco Pra­tel­lesi che sin­te­tizza otti­ma­mente la situ­zione in “Obama, la stampa, la rete e un sistema che invec­chia senza cambiare”.

Situa­zione che si è veri­fi­cata in tutta Europa poi­chè la dif­fe­renza di fuso ora­rio non ha con­sen­tito di uscire con quella che indub­bia­mente era LA noti­zia del giorno. In realtà, spul­ciando tra le diverse testate euro­pee si sco­pre che alcuni quo­ti­diani sono riu­sciti ad arri­vare ai loro let­tori con un gior­nale che fosse aggior­nato. E’ il caso del «The Guar­dian» che citavo ieri ma anche, per restare in Gran Bre­ta­gna, del «The Times» ai quali si aggiun­gono il tede­sco «Bild», l’olandese «Het Parol», il belga — in lin­gua fiam­minga — «DM Mor­gen», lo spa­gnolo «La Van­guar­dia» e la bril­lante prima pagina dello sviz­zero — in lin­gua tede­sca «Aar­gauer Zei­tung» [di]mostrando che con un’adeguata orga­niz­za­zione delle reda­zioni è pos­si­bile, a parità di con­di­zione per quanto riguarda la filiera distri­bu­tiva, arri­vare in edi­cola con un pro­dotto fre­sco, aggiornato.

 

                                                                                                                                  Un’organizzazione, una strut­tura orga­niz­za­tiva azien­dale deve essere adat­tata, adatta, al mer­cato in cui l’impresa opera, si tratta di un fatto noto che le dif­fe­renze tra i 7 quo­ti­diani euro­pei suc­ci­tati ed “il resto del mondo” evi­den­zia con chiarezza.

Una solu­zione com­ple­men­tare arriva dall’esempio del quo­ti­diano spor­tivo belga «DH Le Sports».  Il quo­ti­diano fran­co­fono ha infatti adot­tato una bril­lante solu­zione: quella di uti­liz­zare un QR code che col­lo­cato in prima pagina sul viso del can­di­dato for­niva al let­tore la pos­si­bi­lità di cono­scere in tempo reale il vin­ci­tore delle elezioni.

Se sin ora l’utilizzo degli “action code” era stato pre­va­len­te­mente in ambito pub­bli­ci­ta­rio, il caso del gior­nale belga con­ferma come que­sti pos­sano essere uti­liz­zati in ambito gior­na­li­stico offrendo sia la pos­si­bi­lità di mostrare con­te­nuti aggiun­tivi che sulla carta non tro­vano spa­zio che, come in quest’occasione, per offrire alle per­sone un’esperienza di let­tura ed una velo­cità di aggior­na­mento che la carta di per se stessa non è in grado di offrire.

Il futuro della carta è ibrido.

Top Attività Possessori Tablets
Pubblicato il 23 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

Quale Impatto dai Tablet per l’Industria dell’Informazione?

Nell’appuntamento set­ti­ma­nale con la mia rubrica per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory, par­tendo dai risul­tati di un’indagine con­dotta da com­Score sulla rea­der­ship di quo­ti­diani e pub­bli­ca­zioni perio­di­che da parte dei pos­ses­sori di tablet e dallo stu­dio con­dotto da Poyn­ter, che con la tec­nica dell’eyetracking ha esa­mi­nato come le per­sone leg­gono le noti­zie sui tablet, si ana­liz­zano i nodi cru­ciali delle attese dell’industria dell’informazione, sin qui tra­dite, rela­ti­va­mente a que­sto device.

Una plu­ra­lità di cause e con­cause che [di]mostrano come, anche in que­sto caso, la distanza tra le attese di pro­fitto da parte delle testate, dei gior­nali, gra­zie ai tablet e la realtà passi per un per­corso che è ancora una volta meno lineare e scon­tato di quanto molti ini­zial­mente supponevano.

Se non lo avete già letto potete farlo QUI.

Suc­ces­si­va­mente alla pub­bli­ca­zione del suc­ci­tato arti­colo, Goo­gle ha dif­fuso i risul­tati di una ricerca sul tema.

“Under­stan­ding Tablet Use: A Multi-Method Explo­ra­tion”, ricerca qua­li­ta­tiva che esplora quali atti­vità siano svolte pre­va­len­te­mente dai pos­ses­sori di tablets ed in quali luo­ghi si svolgano.

Emerge come la casa sia il luogo di pre­va­lente uti­lizzo, ed in par­ti­co­lare men­tre si è in pol­trona, spesso in abbi­na­mento con la visione tele­vi­siva, o a letto, con­fer­mando come si tratti essen­zial­mente di un atti­vità serale e legata allo svago.

Si con­ferma che per i pos­ses­sori di tablets le atti­vità prin­ci­pali siano la let­tura della posta elet­tro­nica [84,8% dei par­te­ci­panti], il gioco [51,5%] ed i social net­work [57,6%]. La let­tura delle noti­zie è un’attività che, pur coin­vol­gendo un numero rela­ti­va­mente alto di per­sone [45,5%], viene effet­tuata con una fre­quenza molto ridotta, bassa, come già emer­geva dalla ricerca di comScore.

Enne­sima evi­denza che nel com­plesso l’informazione non rie­sce ad atti­rare in maniera signi­fi­ca­tiva coloro che pos­sie­dono un tablet  e che, ahimè, su que­ste basi sarà com­ples­si­va­mente estre­ma­mente impro­ba­bile che vi sia nel breve periodo un incre­mento impor­tante di coloro che dun­que si ren­de­ranno dispo­ni­bili a pagare le app delle testate.

Non ditelo a Tina Brown ed allo staff [o almeno a quelli che rimar­ranno] di New­sweek, mi raccomando.

PWC ADV Proiezioni per Mezzo
Pubblicato il 7 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

Rapporto PWC Entertainment & Media Outlook Italia 2012–2016

Price Coo­per Wate­rhouse ha rila­sciato in que­sti giorni i risul­tati dell’analisi di sce­na­rio e le pro­ie­zioni per il periodo 2012 — 2016 per quanto riguarda intrat­te­ni­mento e media.

Oltre alla ten­denze glo­bali, che è comun­que inte­res­sante leg­gere per avere un pano­rama com­ples­sivo, è dispo­ni­bile il det­ta­glio per diverse nazioni Ita­lia inclusa gra­zie a “E&M Outlook in Italy 2012–2016”, che per il 4° anno con­se­cu­tivo descrive in det­ta­glio i trend rela­tivi a 12 seg­menti del mer­cato intrat­te­ni­mento e media nel nostro Paese.

Il report rac­co­glie per l’Italia pre­vi­sioni al 2016 sull’andamento di tutti i prin­ci­pali seg­menti coin­volti: film, tv, musica, radio, pub­bli­cità out-of-home, inter­net, quo­ti­diani, perio­dici, rivi­ste tec­ni­che, edi­to­ria spe­cia­liz­zata, video­game e gaming.

Inter­net sarà il seg­mento che regi­strerà la cre­scita più veloce nei pros­simi cin­que anni, con un tasso di cre­scita medio annuo dell’8,5%, soste­nuto da una cre­scita a due cifre per le com­po­nenti di spesa rela­tive al mobile access e all’advertising e da impor­tanti cre­scite del broad­band che por­te­ranno il valore di que­sto mer­cato a €12,7 miliardi.

Dopo inter­net, il seg­mento a mag­gior cre­scita saranno i video-games, che rag­giun­ge­ranno nel 2016 €1,3 miliardi [CAGR del 6,5%], seguiti dal seg­mento gaming che arri­verà a quota €1,9 miliardi [CAGR 4,5%]. I video games potranno trarre van­tag­gio dalla cre­scita del mer­cato online e wire­less e da una ripresa nei gio­chi di console.

Cat­tive noti­zie per l’editoria, secondo PWC infatti l’altro prin­ci­pale trend sarà lo spo­sta­mento degli inve­sti­menti dal publi­shing al non-publishing media.

Pur inclu­dendo la com­po­nente digi­tale in forte espan­sione, i quat­tro seg­menti del publi­shing [con­su­mer maga­zi­nes, new­spa­pers, con­su­mer edu­ca­tio­nal books e business-to-business] il trend di dimi­nu­zione degli ultimi anni non si ferma e, nono­stante una pre­vi­sione di ripresa nell’ultima parte del periodo, il valore dei quat­tro seg­menti sarà infe­riore nel 2016 rispetto al 2011.

In par­ti­co­lare per quanto riguarda gior­nali e pub­bli­ca­zioni perio­di­che con­su­mer [non spe­cia­liz­zate] è pre­vi­sta una fles­sione nel periodo 2012 — 2016 rispet­ti­va­mente dell’ 0,8% e del 2,1% a cui dovrebbe cor­ri­spon­dere un calo dell’advertising pari all’1,4% per i quo­ti­diani ed invece una cre­scita dell’ 1,2% per i perio­dici. Ten­denze che si basano su pro­ie­zioni favo­re­voli a par­tire dal 2014 dopo un 2012 da incubo, che con­ferma anche Niel­sen nel suo “eco­no­mic e media outlook” dedi­cato al nostro Paese, ed un 2013 comun­que in sofferenza.

L’ exe­cu­tive sum­mary ita­liano di “E&M Outlook in Italy 2012–2016”, che come sem­pre con­si­glio di leg­gere inte­gral­mente con  atten­zione, è libe­ra­mente sca­ri­ca­bile gra­zie a «Pub­bli­cità Italia».

Groupon The NYTimes
Pubblicato il 10 agosto 2012 by Pier Luca Santoro

A Caro Prezzo

Le ven­dite degli abbo­na­menti all’edizione digi­tale del «The New York Times» con­ti­nuano a cre­scere e, nono­stante rap­pre­sen­tino il 30% degli abbo­na­menti dell’edizione car­ta­cea, c’è chi sostiene che nel giro di un paio d’anni la situa­zione potrebbe ribal­tarsi con il sor­passo del digitale/online rispetto alla ver­sione tradizionale.

Se que­sto avve­nisse sarebbe un ulte­riore pro­blema per i tra­bal­lanti conti del quo­ti­diano statunitense.

Infatti se ini­zial­mente un abbo­na­mento veniva ven­duto a 220$ con­tro i 730$ della ver­sione stam­pata, un dif­fe­ren­ziale che pur con­si­de­rando costi di stampa e distri­bu­zione è dav­vero note­vole, ora la pro­mo­zio­na­lità sta facendo scen­dere dra­sti­ca­mente il prezzo. Con attual­mente in corso una pro­mo­zione, vei­co­lata addi­rit­tura nell’home page con più box [3 per l’esattezza], che pro­pone un mese di abbo­na­mento “full” — edi­zione online + edi­zione per tablet + ver­sione per smart­phone -  a 99¢  con­tro i 35$ nor­mal­mente richiesti.

Offerta che viene sor­pas­sata, bat­tuta, su Grou­pon che vei­cola, evi­den­te­mente d’accordo con «The New York Times», addi­rit­tura due mesi di abbo­na­mento per edi­zione online + ver­sione per smart­pho­nes ad 1$ con­tro i 15.99$ del listino.

Non a caso, secondo quanto ripor­tato, a fronte di un incre­mento dell’80% rispetto all’anno pre­ce­dente degli abbo­na­menti alle vesr­sione online/digitale vi è stata una cre­scita dell’11% dei ricavi dalle sot­to­scri­zioni di abbonamento.

Il futuro del quo­ti­diano visto dal suo diret­tore Jill Abram­son è affa­sci­nante ma, nono­stante si noti un appiat­ti­mento, una tenuta della fles­sione dei ricavi negli ultimi due anni, ipo­tiz­zando la sta­bi­liz­za­zione anche del calo dei ricavi dalla ven­dita di pub­bli­cità dell’edizione car­ta­cea con un –7% costante anno per anno da qui al 2017, il gior­nale new­yor­kino dovrebbe, nel pari periodo veder cre­scere del 14% le reve­nues deri­vanti dalla ven­dita di spazi pub­bli­ci­tari per la pro­pria edi­zione digitale/online; ipo­tesi che attual­mente non pare verosimile.

La forte pro­mo­zio­na­lità in corso potrebbe costi­tuire un ulte­riore ele­mento per il dis­se­sto dei conti del gior­nale che fini­rebbe per pagarla a caro prezzo.

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