quotidiani online

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Pubblicato il 3 luglio 2014 by Alessio Cimarelli, Pier Luca Santoro

Nient’Altro da Aggiungere?

Con­clu­diamo il lavoro di ana­lisi, basato sui dati Audi­web da PC, con i dati degli ultimi 18 mesi della sezione, del chan­nel “altro”, di quello che per motivi diversi che abbiamo pro­vato ad iden­ti­fi­care non ricade in un a sezione spe­ci­fica dei quo­ti­diani online.

Anche oggi, di tutti i brand gestiti da Audi­web — 820 —  ne abbiamo sele­zio­nati 50, di cui 15 all digi­tal [Affaritaliani.it, Agora Vox, ANSA, Blitzquotidiano.it, Blogo.it, Dago­Spia, Dailybest.it, Dai­ly­mo­tion, Fan­page, Huf­fing­ton Post Ita­lia, Il Post, LaSiciliaweb.it, Lettera43, Linkiesta.it, TGCOM24] e 35 car­ta­cei, che hanno la cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, [Cor­riere Adria­tico, Cor­riere della Sera, Cor­riere dello Sport, Corriereromagna.it, Gaz­zetta del Sud, Gior­nale di Sici­lia, Il Fatto Quo­ti­diano, Il Foglio.it, Il Gaz­zet­tino, Il Gior­nale, Il Gior­nale di Vicenza, Il Mat­tino, Il Mes­sag­gero, Il Quo­ti­diano della Basi­li­cata, Il Quo­ti­diano della Cala­bria, Il Secolo XIX, Il Sole 24 ORE, Il Tempo, L’Arena, l’Unità Online, La Gaz­zetta del Mez­zo­giorno, La Gaz­zetta dello Sport, La Repub­blica, La Stampa.it, LaSicilia.it, Leggo, Libero Quo­ti­diano, METRO, Milano Finanza, Nano­press, Nuovo Quo­ti­diano di Puglia, Pagina99, Quo­ti­diani Espresso, Quotidiano.net, TuttoSport].

Con­si­de­riamo una misura: la quota di utenti unici gior­na­lieri rela­tivi al solo chan­nel ALTRO, quando pre­sente (21 car­ta­cei e 8 all digi­tal), sul totale degli utenti unici asso­ciati a tutti i chan­nel. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014.

I gra­fici sot­to­stanti ripor­tano il totale gene­rale, attra­verso il menù a ten­dina è pos­si­bile visua­liz­zare ogni sin­gola testata dal novem­bre 2012 ad oggi.

Nel com­plesso la quota del chan­nel altro è dop­pia per le testate all digi­tal rispetto a quelle che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione cartacea.

La punta mas­sima è di TGCOM24 con quasi due terzi dei con­te­nuti attri­buiti a que­sto canale.

Audi­web nono­stante l’impegno di for­nire entro aprile i dati non più som­mati a quelli dei siti part­ner non lo ha fatto. Anche per que­sto comin­ciano ad avere pro­blemi veri di con­cor­renza con com­Score. Alcuni cen­tri media comin­ciano a essere stanchi. 

In attesa di avere, final­mente, i dati disag­gre­gati, il det­ta­glio delle sin­gole testate [clic­cate, “gio­cate” e riflet­tete, please] lascia diversi punti inter­ro­ga­tivi sul valore ed il peso delle aggre­ga­zioni da un lato e, dall’altro lato, sulla quota di traf­fico che gene­rano i con­te­nuti gra­tuiti, non remu­ne­rati, ai blog­ger, che per alcune testate sicu­ra­mente nel com­plesso hanno un peso spe­ci­fico rilevante.

Com­ment is free.

Utenti unici car­ta­cei - Quota (vedi a schermo intero)

 

Utenti unici all digi­tal - Quota (vedi a schermo intero)

audiwebhomepage
Pubblicato il 2 luglio 2014 by Alessio Cimarelli, Pier Luca Santoro

Home Page delle mie Brame

Dopo l’ana­lisi dell’andamento della rea­der­ship online di ieri, abbiamo voluto veri­fi­care la rile­vanza della home page, sia in ter­mini di peso sul totale degli utenti unici che a livello di pagine viste, ana­liz­zan­done la ten­denza negli ultimi 18 mesi.

Anche in que­sto caso, di tutti i brand gestiti da Audi­web — 820 — ne abbiamo sele­zio­nati 50, di cui 15 pure players [Affaritaliani.it, Agora Vox, ANSA, Blitzquotidiano.it, Blogo.it, Dago­Spia, Dailybest.it, Dai­ly­mo­tion, Fan­page, Huf­fing­ton Post Ita­lia, Il Post, LaSiciliaweb.it, Lettera43, Linkiesta.it, TGCOM24] e 35 che hanno la cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea [Cor­riere Adria­tico, Cor­riere della Sera, Cor­riere dello Sport, Corriereromagna.it, Gaz­zetta del Sud, Gior­nale di Sici­lia, Il Fatto Quo­ti­diano, Il Foglio.it, Il Gaz­zet­tino, Il Gior­nale, Il Gior­nale di Vicenza, Il Mat­tino, Il Mes­sag­gero, Il Quo­ti­diano della Basi­li­cata, Il Quo­ti­diano della Cala­bria, Il Secolo XIX, Il Sole 24 ORE, Il Tempo, L’Arena, l’Unità Online, La Gaz­zetta del Mez­zo­giorno, La Gaz­zetta dello Sport, La Repub­blica, La Stampa.it, LaSicilia.it, Leggo, Libero Quo­ti­diano, METRO, Milano Finanza, Nano­press, Nuovo Quo­ti­diano di Puglia, Pagina99, Quo­ti­diani Espresso, Quotidiano.net, TuttoSport].

Con­si­de­riamo due misure: gli utenti unici gior­na­lieri e le pagine viste al giorno. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014. Sono con­si­de­rati i dati asso­ciati al solo chan­nel home­page, pre­sente per 24 dei 50 brand presi in con­si­de­ra­zione (16 car­ta­cei e 8 all digital).

Abbiamo ana­liz­zato utenti unici e pagine viste, per le 24 testate prese in con­si­de­ra­zione che hanno un chan­nel “Home­page”, in valori asso­luti. Abbiamo anche ana­liz­zato l’incidenza, solo per quanto riguarda il numero di utenti unici nel giorno medio, della home page sul totale. I gra­fici sot­to­stanti ripor­tano il totale gene­rale, attra­verso il menù a ten­dina è pos­si­bile visua­liz­zare ogni sin­gola testata dal novem­bre 2012 ad oggi.

Il data­base che stiamo creando costi­tui­sce le fon­da­menta del lavoro che andremo a svol­gere quo­ti­dia­na­mente una volta usciti dalla attuale “fase beta”, pre­su­mi­bil­mente a settembre.

Utenti unici car­ta­cei (vedi a tutto schermo)

 

Utenti unici all digi­tal (vedi a tutto schermo)

 

Pagine viste car­ta­cei (vedi a tutto schermo)

 

Pagine viste all digi­tal (vedi a tutto schermo)

 

Con­si­de­riamo ora la quota di utenti unici gior­na­lieri rela­tivi al solo chan­nel home­page, quando pre­sente, sul totale degli utenti unici asso­ciati a tutti i chan­nel [non il totale del brand, ma la somma dei sin­goli chan­nel]. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014.

Come mostra il gra­fico sot­to­stante la media gene­rale del peso della home page sul totale degli utenti unici nel giorno medio si asse­sta intorno al 20%. Il trend è in calo, con­fer­mando come com­ples­si­va­mente search e social abbiano sem­pre più un ruolo pre­va­lente e come le noti­zie siano sem­pre più unbran­ded. Tra i quo­ti­diani che hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea spicca il Gior­nale di Sici­lia abbon­dan­te­mente sopra il 40% di quota.

Utenti unici car­ta­cei — Quota (vedi a tutto schermo)

Ancora infe­riore la quota per i pure players, per le testate “all digi­tal”, che si asse­stano media­mente ad un quota del 10% del totale. Segno evi­dente che si tratta di utenti poco fide­liz­zati e che per­lo­più le testate sono di seconda let­tura rispetto ai mainstream.

Com­ment is free.

Utenti unici all digi­tal - Quota (vedi a tutto schermo)

A mar­gine si segnala che ieri Audi­web ha pub­bli­cato un’anteprima dei dati della total digi­tal audience che, final­mente, verrà resa pub­blica dai dati di luglio in poi. Il com­parto delle news, ad ecce­zione della posta elet­tro­nica, è quello dove il mobile ha la minor inci­denza come già emer­geva dai dati pub­bli­cati in que­sto spa­zio un mese fa.

Dei 20 top brand del data­base Audi­web nel mese di marzo 3 sono testate gior­na­li­sti­che: Repubblica.it, Corriere.it e Gazzetta.it. L’incidenza degli utenti unici nel giorno medio è rispet­ti­va­mente del 22, 23 e 19%. La noti­zia è immo­bile.

Pubblicato il 1 luglio 2014 by Alessio Cimarelli, Pier Luca Santoro

Andamento della Readership Online In Italia

Abbiamo voluto veri­fi­care l’andamento della rea­der­ship dell’informazione online nel nostro Paese dal novem­bre 2012 ad oggi [pre­ce­den­te­mente i dati erano pre­sen­tati in forma distinta].

Di tutti i brand gestiti da Audi­web  - sono 820 —  ne abbiamo sele­zio­nati 50, di cui 15 all digi­tal [Affaritaliani.it, Agora Vox, ANSA, Blitzquotidiano.it, Blogo.it, Dago­Spia, Dailybest.it, Dai­ly­mo­tion, Fan­page, Huf­fing­ton Post Ita­lia, Il Post, LaSiciliaweb.it, Lettera43, Linkiesta.it, TGCOM24] e 35 che hanno la cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea [Cor­riere Adria­tico, Cor­riere della Sera, Cor­riere dello Sport, Corriereromagna.it, Gaz­zetta del Sud, Gior­nale di Sici­lia, Il Fatto Quo­ti­diano, Il Foglio.it, Il Gaz­zet­tino, Il Gior­nale, Il Gior­nale di Vicenza, Il Mat­tino, Il Mes­sag­gero, Il Quo­ti­diano della Basi­li­cata, Il Quo­ti­diano della Cala­bria, Il Secolo XIX, Il Sole 24 ORE, Il Tempo, L’Arena, l’Unità Online, La Gaz­zetta del Mez­zo­giorno, La Gaz­zetta dello Sport, La Repub­blica, La Stampa.it, LaSicilia.it, Leggo, Libero Quo­ti­diano, METRO, Milano Finanza, Nano­press, Nuovo Quo­ti­diano di Puglia, Pagina99, Quo­ti­diani Espresso, Quotidiano.net, TuttoSport].

Con­si­de­riamo due misure: gli utenti unici gior­na­lieri e le pagine viste al giorno. In entrambi i casi si tratta di una media fatta sul mese di rife­ri­mento, da novem­bre 2012 ad aprile 2014. Sono con­si­de­rati i dati asso­ciati ai soli brand, non è presa in con­si­de­ra­zione la divi­sione in chan­nel. I gra­fici sot­to­stanti ripor­tano il totale gene­rale, attra­verso il menù a ten­dina è pos­si­bile visua­liz­zare ogni sin­gola testata dal novem­bre 2012 ad oggi.

A livello di totale gene­rale i 35 quo­ti­diani online con una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea mostrano un trend in fles­sione ed i primi 4 mesi del 2014 sono sem­pre infe­riori al periodo cor­ri­spon­dente del 2013 sia per quanto riguarda gli utenti unici che, ancor più, per quanto attiene le pagine viste. Trend che che per quanto riguarda le prin­ci­pali testate risulta ancora più marcato.

Utenti unici car­ta­cei (vedi a tutto schermo)

Diversa la ten­denza dei quo­ti­diani all digi­tal che invece com­ples­si­va­mente mostrano un trend posi­tivo. Osser­vando il det­ta­glio delle testate biso­gna però rile­vare come pesino l’ingresso di testate che prima non erano rile­vate da Audi­web a comin­ciare da Affaritaliani.it.

Posi­tivo in par­ti­co­lare il trend di Fan­Page e Huf­f­Post Ita­lia a cui fanno da con­tra­sto le nega­ti­vità di ANSA e TGCOM24.

Utenti unici all digi­tal (vedi a tutto schermo)

Com­ples­si­va­mente la rea­der­ship dell’informazione online, in ter­mini di utenti unici nel giorno medio, si atte­sta intorno agli 8.5 milioni di per­sone pari al 67% del totale degli utenti attivi nel giorno medio secondo Audiweb.

In attesa della total digi­tal audience, di cui pro­prio oggi verrà pre­sen­tata la seconda ante­prima, impos­si­bile non rile­vare come da PC l’attenzione nei con­fronti delle noti­zie sia, nella migliore delle ipo­tesi, rima­sta immu­tata nel tempo e le pagine viste — per effetto del mobile, appunto? — subi­scano un calo non trascurabile.

Si segnala infine che gli 8.5 milioni di let­tori che quo­ti­dia­na­mente, in media, frui­scono di infor­ma­zione online rap­pre­sen­tano poco più di un terzo di coloro che leg­gono un gior­nale su carta nel nostro Paese secondo l’ultima rile­va­zione Audipress.

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Pagine viste car­ta­cei (vedi a tutto schermo)

Pagine viste all digi­tal (vedi a tutto schermo)

Penetrazione siti informazione Europa
Pubblicato il 4 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Penetrazione dei Siti d’Informazione in Europa

com­Score, che misura l’audience online in 18 nazioni in Europa su un totale di 44 nel mondo, ha pub­bli­cato i dati della pene­tra­zione dei siti di noti­zie, d’informazione, a set­tem­bre 2013 per tutti i Paesi nei quali effet­tua il moni­to­rag­gio nel nostro continente

Media­mente in Europa 8 per­sone su 10 visi­tano un sito d’informazione nel mese. Al top si col­lo­cano i Paesi della Peni­sola Scan­di­nava tutti oltre il 95% della popo­la­zione online.

L’Italia è sopra la media dell’80.2% delle nazioni esa­mi­nate con una pene­tra­zione dell’85.8%.

Com­ples­si­va­mente 338 milioni di per­sone hanno visi­tato un sito web d’informazione, tra­mite un com­pu­ter desk­top o lap­top, durante il mese. I primi 3 siti in que­sta cate­go­ria erano Yahoo! News Net­work, BBC e Mail Online.

Penetrazione siti informazione Europa

E’ impor­tante con­si­de­rare che nella rile­va­zione di com­Score sono con­si­de­rati sol­tanto coloro che si col­le­gano ad Inter­net da desk­top e lap­top, da PC, così come avviene per Audi­web attual­mente. Nel caso di com­Score però i dati sono men­sili e non del giorno medio come quelli pub­bli­ca­mente dispo­ni­bili  di Audi­web che invece mostrano una pene­tra­zione di circa il 60% dei siti d’informazione sulla base di que­sto para­me­tro [utenti giorno medio 47.7% di utenti nel mese di set­tem­bre secondo Audiweb].

reach_sett2013

Bonus Track: “36 sei cose che ho impa­rato negli ultimi 3 anni (sui siti d’informazione)”, arti­colo del vice­di­ret­tore di «Wired» del quale, nel bene e nel male, mi  sento di con­di­vi­dere la mag­gior parte dei punti [ad esclu­sione del 13]

Audiweb Device
Pubblicato il 31 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

La Total Digital Audience di Audiweb

Come cer­ta­mente molti sapranno da gen­naio 2014, final­mente, le rile­va­zioni Audi­web non saranno più sola­mente da desk­top, da per­so­nal com­pu­ter ma inclu­de­ranno anche i dati rela­tivi alla navi­ga­zione, agli accessi ad inter­net [anche attra­verso appli­ca­zioni] da mobile, da smart­phone e tablet.

A metà otto­bre nel corso di IAB Semi­nar Display Adver­ti­sing è stato pre­sen­tato il suo fun­zio­na­mento, for­niti i det­ta­gli sulla meto­do­lo­gia e sul cam­pione che sarà costi­tuito da 3000 per­sone per gli smart­phone e 1.000 tablet e si andranno ad aggiun­gere alle 41mila per­sone del cam­pione da un PC con meter installato.

Dal 2014 sarà vigore un nuovo rego­la­mento per evi­den­ziare nei dati le com­po­nenti di audience ‘’orga­ni­che’’ di un publi­sher e quelle ‘’aggre­gate’’ deri­vanti da accordi edi­to­riali di ces­sione traffico.

Final­mente di una “brand/channel X”, per cia­scun sito rile­vato, sapremo quanta parte dell’audience attri­buire alla navi­ga­zione solo PC, solo smart­phone e solo tablet;  e quanta alla sovrap­po­si­zione PC/Smartphone, PC/Tablet o PC/smartphone/tablet.

Dai dati anti­ci­pati nel corso della pre­sen­ta­zione si evi­den­zia come in realtà coloro che navi­gano esclu­si­va­mente da mobile siano  una ristretta mino­ranza rispetto al totale degli inter­nauti del nostro Paese. L’immagine sot­to­stante for­ni­sce il det­ta­glio dei dati a set­tem­bre 2013.

Audiweb Device

Dalla rile­va­zione di ago­sto 2013 i dati della “total digi­tal audience” men­sile [un dato diverso dagli utenti nel giorno medio] sareb­bero di 23,5 milioni di per­sone da PC, 9,2 milioni da smart­phone e 4 milioni da tablet.

La slide numero 16 della pre­sen­ta­zione spiega come fun­zio­nerà l’“Unique Audience” dedu­pli­cata con il det­ta­glio dei con­sumi da web-browsing rispetto ai con­sumi  da apps.  Quello che però non è chiaro è come verrà con­teg­giata invece la dupli­ca­zione dell’audience, ovvero se la stessa per­sona che accede in momenti diversi della gior­nata da distinti device sarà con­tata comun­que come una sola o meno; un det­ta­glio non trascurabile.

Comun­que sia si tratta cer­ta­mente di un impor­tante passo avanti che con­sen­tirà alle aziende di pia­ni­fi­care le pro­prie cam­pa­gne online con mag­gior pre­ci­sione mirando alle per­sone che uti­liz­zano un  deter­mi­nato device ed adat­tando il for­mat di comunicazione.

Quanto que­sto invece incre­menti la reach, la pene­tra­zione ed il numero totale di per­sone che visi­tano dei siti d’informazione lo vedremo: Se posso fare una pre­vi­sione, secondo me spo­sterà di poco, si impen­nerà il numero di pagine viste ma cam­bierà mar­gi­nal­mente il numero di utenti unici.

Dati Giorno medio
Pubblicato il 2 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

[Dis]Informazione Online

Sono stati dif­fusi un paio di giorni fa i dati Audi­web del mese di agosto.

Fatte ancora una volta le dove­rose pre­messe rispetto al fatto che i dati misu­rano esclu­si­va­mente gli accessi da PC esclu­dendo il mobile la cui rile­vanza è cre­scente. Ho estratto le diverse fonti d’informazione online a carat­tere nazio­nale o comun­que pluriregionale.

La tabella rea­liz­zata è in ordine ascen­dente per numero di utenti unici nel giorno medio. Come si può vedere, nella tabella vi sono alcune testate evi­den­ziate in rosso. Ovvia­mente c’è un motivo.

Da qual­che mese infatti Audi­web, final­mente, per ogni brand, per ogni testata for­ni­sce il det­ta­glio del totale.

Si viene così a sco­prire [regi­stra­tevi gra­tui­ta­mente e veri­fi­ca­telo per­so­nal­mente, ve lo con­si­glio, se posso]  che il totale di «La Repub­blica» è infi­ciato da circa 80mila utenti unici di Tom’s Hard­ware, testata “part­ner” che però ben poco ha a che fare con il quotidiano.

Se in que­sto caso l’escamotage ha un peso rela­ti­va­mente scarso, così come anche per «La Gaz­zetta dello Sport» che ingloba nel totale poco più di 28mila utenti unici di «Max», ben diversa è la situa­zione delle altre testate.

Dei 474mila di «TGCOM24»,  ben 138mila in realtà sono di Meteo.it, quasi un terzo. Anche «Quo­ti­dia­no­Net» non scherza e prova a gio­care, come si suol dire, tra il lusco e il bru­sco inse­rendo nei suoi 298mila utenti unici 82mila di Hard­ware Upgrade, 27mila di Dicios.it, 26mila di Pro­mo­qui e 12mila di Pron­toim­prese, per un totale di 147mila utenti unici [quasi il 50%]  che ben poco hanno a che fare con le testate del gruppo.

Anche le testate “all digi­tal” hanno impa­rato il truc­chetto pare. Infatti dei 210mila utenti unici di «Lettera43» ben 142mila sono del cir­cuito locale, testate che ade­ri­scono al net­work solo per la rac­colta pub­bli­ci­ta­ria ma che ben poco hanno a che fare con la testata diretta da Paolo Madron. Non va meglio con «Il Post» che tra i suoi 130mila utenti unici conta ben 62mila di Soldionline.net e 39mila di FilmTV, l’83% del totale.

I dati, oltre che nel for­mato tabel­lare “clas­sico” sot­to­stante, sono stati resi gra­fi­ca­mente, se preferite.

La disin­for­ma­zione corre online. Quando pia­ni­fi­cate su delle testate fatevi dare il det­ta­glio dall’agenzia e/o dal cen­tro media. Mi sa che è meglio.

Dati giorno medio Inter­net Audience
Audi­web Data­base, dati ago­sto 2013 — Audi­web powe­red by Nielsen
Brand Utenti unici Pagine viste (.000) Tempo per utente (mm:ss)
La Repub­blica 1.054.816 7.100 05:35
Cor­riere della Sera 839.100 6.095 05:22
Libero Noti­zie 624.770 1.888 01:35
La Gaz­zetta dello Sport 508.097 3.188 04:36
TGCOM24 474.097 2.625 03:38
Affa­ri­ta­liani 359.206 2.102 03:41
Blogo.it 353.779 1.469 02:36
ANSA 318.849 1.921 04:06
La Stampa.it 305.349 1.435 03:44
Quotidiano.net 298.455 1.118 02:49
Il Sole 24 ORE 285.408 1.390 04:13
Fan­page 276.454 854 04:15
Il Fatto Quotidiano 239.677 886 04:07
City­news 258.547 763 02:55
Lettera43 210.851 706 02:34
Il Mes­sag­gero 196.402 691 03:10
Quo­ti­diani Espresso 190.121 1.124 03:43
Cor­riere dello Sport 162.313 1.022 04:21
Il Gior­nale 144.038 499 03:29
Il Post 130.482 528 02:31
Vir­gi­lio Notizie 105.871 506 03:37
Yahoo! News Websites 98.382 242 01:44
Leggo 79.356 308 04:45
Il Mat­tino 64.971 476 06:12
Rai News 58.788 245 02:52
Dago­Spia 57.121 383 06:20
l’Unità Online 40.322 165 03:51
SKY.it TG24 32.565 79 01:44
Gior­na­let­ti­smo 26.147 75 02:31
Linkiesta.it 19.484 37 02:34

 

Ah “il gio­chino” vale anche per i set­ti­ma­nali ovvia­mente. Ad esem­pio, «Donna Moderna» “vanta” 280mila utenti unici, un numero straor­di­na­rio nel deso­lante pano­rama dei perio­dici online, pec­cato che di que­sti la bel­lezza, si fa per dire, di 138mila [circa il 50%] ven­gano da 3BMeteo.

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Pubblicato il 12 agosto 2013 by Pier Luca Santoro

Il Crollo dei Quotidiani Online [o di Audiweb?]

E’ da parec­chio tempo che non ven­gono pub­bli­cati i dati Audi­web delle fonti di infor­ma­zione online all’interno di que­sto spa­zio. Il motivo nasce dalle per­ples­sità sulla par­zia­lità, e dun­que ine­vi­ta­bil­mente sull’inaffidabilità, dei dati.

Secondo la tabella sot­to­stante pub­bli­cata da «Ita­lia Oggi» il 9 ago­sto scorso, a parte raris­sime ecce­zioni il mese di giu­gno di quest’anno [ultimo dato dispo­ni­bile] avrebbe visto un calo, o addi­rit­tura un crollo in alcuni casi, degli accessi alle prin­ci­pali fonti d’informazione ita­liane. Repubblica.it cale­rebbe, il con­di­zio­nale è d’obbligo, del 16% rispetto al giu­gno 2012, Corriere.it addi­rit­tura del 21%, Il Sole24Ore di ben il 23%, La Stampa.it del del 13% ed il Fatto online sola­mente, si fa per dire, del 8%, per restare ai “top five”.

Buona parte della spie­ga­zione a que­sti dati risiede nella man­canza di rile­va­zione degli accessi da mobile, da tablet e smart­phone, da parte di Audi­web. Com­ples­si­va­mente dun­que i dati attual­mente se non inaf­fi­da­bili sono cer­ta­mente estre­ma­mente par­ziali, foto­gra­fia sfuo­cata di quello che è il pano­rama dell’informazione online nel nostro Paese e per tali vanno presi.

Una carenza che l’istituto di rile­va­zione si sta­rebbe impe­gnando a col­mare entro la fine dell’anno. In attesa di quel giorno gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, i cen­tri media, ed ovvia­mente i respon­sa­bili delle testate online e chi ci lavora, restano senza un dato uffi­ciale valido e vali­dato. Amen.

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Pubblicato il 6 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Il Grande Brusio della FIEG

Titolo “forte” sta­mat­tina, non per­chè, ci tengo a spe­ci­fi­carlo, ce l’abbia con qual­cuno, non aven­done fon­da­men­tal­mente motivo da alcun punto di vista, ma per­chè credo sia oppor­tuno fare chia­rezza, distin­guere i fatti dalle, pur legit­time per defi­ni­zione, opinioni.

Se, a vario titolo, come il sot­to­scritto, vi inte­res­sate ai media ed all’informazione ita­liana, saprete cer­ta­mente che ieri a Roma è stato pre­sen­tato lo stu­dio annuale “La Stampa in Ita­lia” [ 2010–2012], curato dalla Fede­ra­zione Ita­liana Edi­tori Giornali.

La noti­zia, sulla quale si sono con­cen­trate pra­ti­ca­mente tutte le fonti di infor­ma­zione, è il calo di ven­dite del 22% negli ultimi cin­que anni, pari ad un milione di copie in meno ven­dute, e, per la prima volta, calo della rea­der­ship emerso dalle ultime rile­va­zioni Audi­press pub­bli­cate a fine mag­gio. Al riguardo, a titolo di curio­sità, si segnala lo stra­fal­cione di Reu­ters che con­fonde calo delle copie con calo del let­to­rato e, presa dall’ansia pre­sta­zio­nale di “bat­tere” il prima pos­si­bile la noti­zia, titola “Gior­nali, in 5 anni perso un let­tore su 5, un milione di copie”.

Lo stu­dio, anche se per chi segue quo­ti­dia­na­mente que­sti aspetti non con­tiene fon­da­men­tal­mente nulla di nuovo, anzi in alcuni casi con­tiene infor­ma­zioni datate pur essendo dispo­ni­bili dati più aggior­nati, vale comun­que la let­tura. Al suo interno, in par­ti­co­lare, vi sono almeno due aspetti che vale la pena di sot­to­li­neare, di evidenziare.

1. COSTI

L’azione di con­te­ni­mento dei costi non è effi­cace da diversi punti di vista. I ricavi edi­to­riali nel 2012 dimi­nui­scono del 9%, a fronte dei quali il com­plesso dei costi ope­ra­tivi calano per poco più della metà [-5,0%]. La FIEG punta il dito su inver­sione di ten­denza del costo del lavoro, aumen­tato del 1.1%, e, soprat­tutto, su aumento delle mate­rie prime, la carta.

Per quanto riguarda l’incidenza del costo del lavoro, le stime del 2012 pub­bli­cate all’interno del rap­porto, sono di un peso del 35.1% con­tro il 27.2 del periodo “pre-crisi” [2007]. Nello stesso arco tem­po­rale la popo­la­zione poli­gra­fica, i poli­gra­fici occu­pati, calano del 27.6% pas­sando da 6.995 unità a 5.065, e quella gior­na­li­stica, i gior­na­li­sti e pub­bli­ci­sti occu­pati, calano del 10.9% pas­sando da 11.117 unità a 9.908. Nono­stante dun­que i tagli occu­pa­zio­nali, come sem­pre avviene per i costi fissi, l’incidenza cre­sce poi­chè dimi­nui­scono i ricavi come dimo­stra il crollo del MOL [Mar­gine Ope­ra­tivo Lordo] che regi­stra un –85% nel 2012 rispetto al 2011.

Il rap­porto for­ni­sce il det­ta­glio delle ven­dite, e delle rese. Per quanto riguarda i quo­ti­diani l’incidenza dei resi nel 2012 è stata del 42%. Per i Perio­dici, per i quali il canale edi­cole pesa il 79% delle ven­dite [3^ nazione tra le 15 prese in con­si­de­ra­zione], i set­ti­ma­nali nel 2012 hanno un’incidenza delle rese sul ven­duto del 35.4% ed i men­sili  schiz­zano addi­rit­tura oltre il 50% [52.5%].

LA solu­zione, di cui ho sot­to­li­neato l’importanza così tante volte da averne a noia, è tanto sem­plice quanto sinora inap­pli­cata, si chiama infor­ma­tiz­za­zione delle edicole.

L’informatizzazione delle edi­cole con­sen­ti­rebbe all’editore di cono­scere in tempo reale il ven­duto per cia­scun punto ven­dita garan­tendo otti­miz­za­zione del costo delle rese, l’attenuazione [o scom­parsa] delle “micro rot­ture di stock” che para­dos­sal­mente carat­te­riz­zano le pub­bli­ca­zioni alto ven­denti, effi­cien­tando nel com­plesso il sistema e con­sen­tendo un saving che stimo possa avere per­cen­tual­mente un’incidenza a dop­pia cifra. Saving che, come inse­gna il manua­letto della casa­linga di Voghera, andrebbe imme­dia­ta­mente ad impat­tare sull’ultima riga del conto eco­no­mico: quella dei ricavi.

Sul tema, Giu­lio Anselmi, Pre­si­dente della Fieg, nella sua rela­zione, dopo aver sot­to­li­neato che “la carta stam­pata, che resta il core busi­ness ben cono­sciuto e spe­ri­men­tato, e tut­tora pro­duce oltre il 90 % dei ricavi”, non spende una parola al riguardo ed anche nella “let­tera aperta al Governo e pro­po­ste di inter­vento” l’unico rife­ri­mento è agli sgravi fiscali con­cessi dall’allora Sot­to­se­gre­ta­rio Paolo Peluffo per il 2012; dimen­ti­cando evi­den­te­mente che ora siamo a giu­gno 2013.  Al riguardo non posso che con­si­gliare  la let­tura del mio  libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata” che con­tiene un ampio capi­tolo dedi­cato all’informatizzazione delle edi­cole ed ai bene­fici, anche, per gli editori.

Insomma, emerge fon­da­men­tal­mente che le azioni di con­te­ni­mento dei costi non ven­gono fatte effi­cien­te­mente e che, a pre­scin­dere dalla neces­sa­ria gestione da “buon padre di fami­glia”, è sui ricavi che biso­gna agire.

FIEG MOL

 2. ONLINE/DIGITALE

I ricavi da edi­to­ria online delle imprese edi­trici di quo­ti­diani sono l’1.4% del totale, men­tre nei gruppi di mag­giori dimen­sioni la loro inci­denza sul fat­tu­rato com­ples­sivo ha supe­rato la soglia del 5.5%. Siamo ancora dav­vero agli inizi, e si vede.

Infatti, se pochi giorni fa ave­vano susci­tato scal­pore una parte delle dichia­ra­zioni rese dal neo Sot­to­se­gre­ta­rio Gio­vanni Legnini in una sua inter­vi­sta a «Il Cor­riere della Sera» , quelle con­te­nute  nel rap­porto e riprese nell’intervento di Anselmi sono, a mio avviso, di gran lunga più pre­oc­cu­panti oltre che contraddittorie

Nel rap­porto infatti si legge, nell’introduzione, che: “Oggi il gior­na­li­smo è un gigan­te­sco ping pong di noti­zie, rim­bal­zate sulla rete da infi­nite rac­chette, agi­tate da milioni di gio­ca­tori, pro­fes­sio­ni­sti e no. Le testate gior­na­li­sti­che fati­cano a incas­sare i bene­fici delle pur pre­ge­voli pre­sta­zioni pro­fes­sio­nali dei loro redat­tori per­ché il sistema dell’informazione a rete, facendo cir­co­lare fre­ne­ti­ca­mente noti­zie, ser­vizi e repor­tage, indi­pen­den­te­mente da chi li ha pro­dotti, ne riduce la valo­riz­za­zione sul mer­cato”. Pro­se­guendo “Ci sono segnali inco­rag­gianti: come l’accorrere dei navi­ga­tori ai siti delle testate tra­di­zio­nali, per­ce­piti come brand che vali­dano e garan­ti­scono l’intervento, nel grande bru­sio della rete”.

Con­cetto, appunto, ripreso nella rela­zione del Pre­si­dente della Fieg che spiega: “È assai posi­tivo l’accorrere dei navi­ga­tori ai siti delle testate tra­di­zio­nali, per­ce­piti come brand che vali­dano e garan­ti­scono l’intervento, nel grande bru­sio della rete”.

Affer­ma­zioni che, a pre­scin­dere da tutte le con­si­de­ra­zioni alle quali si pre­stano rispetto ad una mani­fe­sta non cono­scenza dell’online, non sono vere. Come mostra il gra­fico di sin­tesi sot­to­stante infatti, gli utenti unici nel giorno medio inter­cet­tati dai quo­ti­diani online regi­strano una cre­scita che è meno della metà rispetto a quella del numero di per­sone che acce­dono alla Rete. Non pare asso­lu­ta­mente che “accor­rano”, direi. Anzi, per la pre­ci­sione, il rap­porto tra totale utenti unici nel giorno medio e quelli che visi­tano i siti web dei quo­ti­diani passa dal 46.5% del 2011 al 43.9% nel 2012.

Il grande bru­sio della Fieg.

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Pubblicato il 2 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Infrequentemente Informati

E’ stato pub­bli­cato in que­sti giorni il “Rap­porto Ita­lia 2013″ dell’Eurispes. Il Rap­porto, giunto alla ven­ti­cin­que­sima edi­zione, con le sue 1.000 pagine, è stato costruito, come di con­sueto, attorno a sei dico­to­mie, illu­strate attra­verso altret­tanti saggi accom­pa­gnati da ses­santa schede feno­me­no­lo­gi­che. La scheda 41 è dedi­cata alle abi­tu­dini di uti­lizzo e con­sumo delle diverse tec­no­lo­gie e dei diversi media.

Se molti dei dati sono la con­ferma di aspetti già noti nel com­plesso, col­pi­sce la fre­quenza di frui­zione dell’informazione da parte degli ita­liani. Infatti, secondo quanto ripor­tato nel cor­poso estratto del rap­porto, che si com­pone comun­que di circa un cen­ti­naio di pagine, esi­ste un pro­blema di fre­quenza per tutti i media.

La tele­vi­sione resta il mezzo più uti­liz­zato con solo il 7,3% della popo­la­zione che dichiara di non guar­darla mai, ma quando si passa ai tele­gior­nali solo il 48,1% delle per­sone guar­dano un noti­zia­rio tele­vi­sivo ogni giorno,  il 23,1% spesso, il 15,4% qual­che volta. Emerge quindi che  circa il 29% della popo­la­zione ha scarso o nullo inte­resse per l’informazione, per le notizie.

Per quanto riguarda i quo­ti­diani nella loro ver­sione tra­di­zio­nale car­ta­cea, oltre un terzo del cam­pione [37,9%] afferma di non com­prarlo mai, il 26,1% rara­mente, il 16,9% qual­che volta, l’8,5% spesso, solo un sog­getto su 10, il 10,5%, tutti i giorni.

Del 79,6% della popo­la­zione ita­liana, pari a 38,4 milioni di per­soneche, secondo i dati dif­fusi nel recente rap­porto tri­me­strale Audi­web Trends aggior­nato a dicem­bre 2012, che pos­sono acce­dere a inter­net da loca­tion fisse o da mobile [smart­pho­nes , tablets ma anche, se non soprat­tutto, 4 milioni di inter­net keys, di “chia­vette”], che si ridu­cono a 28, 2 milioni [50,9% della popo­la­zione] che hanno effet­ti­va­mente uti­liz­zato inter­net almeno una volta nel mese di dicem­bre e calano ulte­rior­mente a 13,8 milioni di indi­vi­dui nel giorno medio [25,1% degli ita­liani], secondo il rap­porto di Euri­spes il 22,3%  legge i quo­ti­diani online tutti i giorni, il 21,8% spesso, il 22,8% qual­che volta, il 16,5% rara­mente, solo il 16,5% mai.

La mia per­so­nale deco­di­fica dei dati è che per i quo­ti­diani sia neces­sa­rio lavo­rare sulle “3F”:

  • Fre­quenza
  • Fide­liz­za­zione
  • For­mati

Se i primi due sono aspetti che pos­sono por­tare ad un risul­tato signi­fi­ca­tivo i gior­nali che hanno un bacino di utenza suf­fi­cien­te­mente ampio, il terzo può ser­vire ad atti­rare nuovi let­tori ed essere l’ariete delle nuove pro­po­ste per scar­di­nare il pre­do­mi­nio dei new­sbrand di mag­gior rile­vanza del nostro Paese. Le “3F”, così come le ho defi­nite per sin­tesi, sono da sem­pre leve sulle quali il mar­ke­ting opera in altri set­tori, in altri seg­menti di mer­cato, tra­scu­rarne la por­tata potrebbe essere l’ennesima mossa fatale per l’industria dell’informazione.

Bon Voiage
Pubblicato il 5 gennaio 2013 by Pier Luca Santoro

La Liberazione è Online nel 2013

“Torno Subito” era stato il titolo dell’ultima prima pagina di «Libe­ra­zione», quella del 31.12.2011, che annun­ciava la ces­sa­zione delle pub­bli­ca­zioni del quo­ti­diano che poi in realtà aveva con­ti­nuato le uscite sino al 23 gen­naio del 2012 sep­pure solo in for­mato elet­tro­nico, in PDF.

Che la ces­sa­zione delle pub­bli­ca­zioni fosse solo una sospen­sione era stato affer­mato ad ini­zio aprile del 2012 ma in molti ave­vano pen­sato che dif­fi­cil­mente si sarebbe assi­stito ad un effet­tivo ritorno del quo­ti­diano del Prc.

In que­sti giorni è invece apparso sul sito del gior­nale l’annuncio uffi­ciale a firma di Paolo Fer­rero e del diret­tore Dino Greco che dal 7 di gen­naio ripren­dono le uscite del giornale.

Il gior­nale sarà dispo­ni­bile, con cadenza quo­ti­diana dal lunedì al venerdì, sola­mente online in for­mato digi­tale  per­chè, si legge, i costi della carta non sono soste­ni­bili; anche se a guar­dare i conti eco­no­mici degli ultimi due anni la mag­gior voce di costo pare essere un’altra. L’ultima dome­nica di ogni mese pub­bli­cherà inol­tre un’edizione spe­ciale che avrà il carat­tere dell’analisi e dell’approfondimento dei più impor­tanti temi poli­tici e cul­tu­rali del periodo, trat­tati attra­verso brevi saggi, inter­vi­ste, inchieste.

«Libe­ra­zione» sarà gra­tuito sino al 31 gen­naio per poi pas­sare a paga­mento. Tre le for­mule con la pos­si­bi­lità di acqui­sto della sin­gola edi­zione a 0,30 cen­te­simi oppure abbo­na­mento seme­strale [30€] o annuale [50€].

“La qua­lità della rispo­sta che verrà dai let­tori, da quelli che non ci hanno mai abban­do­nato e dai nuovi che dob­biamo con­qui­stare […] deci­derà del nostro futuro” con­clu­dono Greco e Fer­rero nell’annuncio di ripresa delle pub­bli­ca­zioni. Un test impor­tante per veri­fi­care se il pay­wall della fidu­cia è un con­cetto valido solo al di là dell’oceano o meno.

Buon viag­gio alla rinata Liberazione.

Bon Voiage

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