quotidiani on line

Pubblicato il 24 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi della Condivisione Sociale delle Notizie Online in Italia

Veri­fi­cato il grande inte­resse, sia da parte dei pro­fes­sio­nals del set­tore che delle imprese coin­volte, che si è gene­rato in seguito alla pub­bli­ca­zione dei dati rela­tivi alle con­nes­sioni ed alle con­di­vi­sioni  delle fonti d’informazione prin­ci­pali nel nostro paese, il cui obiet­tivo di fondo era di veri­fi­care la cen­tra­lità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le prin­ci­pali testate del nostro Paese, Human High­way ha rea­liz­zato delle nuove ela­bo­ra­zioni sul tema.

I dati si basano sull’incrocio tra i dati Audi­web e quelli di UAC Meter, stru­mento di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie messo a punto dal pre­ci­tato isti­tuto di ricerca. Rispetto a quelli pre­ce­den­te­mente pub­bli­cati, oltre ad essere attua­liz­zati, è stata effet­tuata l’analisi del peso di cia­scun social net­work, offrendo il det­ta­glio di Face­book e di Twit­ter per cia­scuna delle testate gior­na­li­sti­che prese in considerazione.

Si con­ferma, e non poteva essere altri­menti, la pre­do­mi­nanza asso­luta di Face­book che pesa com­ples­si­va­mente il 91,4% degli sha­ring acts, delle con­di­vi­sioni, Twit­ter, il new­swire per eccel­lenza, incide l’8%; irri­so­ria l’inicidenza di Google+.

La mappa di affi­nità tra le testate e le due piat­ta­forme prin­ci­pali con­sente di veri­fi­care il diverso posi­zio­na­mento delle sin­gole testate al loro interno con, ad esem­pio, «Gior­na­let­ti­smo» che rac­co­glie il 98% delle con­di­vi­sioni da Face­book men­tre per «Il Post», per restare nelle testate all digi­tal, l’incidenza dei tweet sul totale delle con­di­vi­sioni è supe­riore al 40%.

Ele­menti ulte­rior­mente con­fer­mati dall’analisi spe­ci­fi­ca­ta­mente con­dotta sui dati rela­tivi alla con­di­vi­sione delle noti­zie su Twit­ter che vede un ribal­tarsi delle posi­zioni con «Il Cor­riere della Sera» che sca­valca «La Repubblica”.

Se la gerar­chia delle con­di­vi­sioni su Twit­ter  com­ples­si­va­mente rispec­chia i dati gene­rali che face­vano emer­gere come, ad  esclu­sione di «Lettera43», fos­sero i “super­blog”, i quo­ti­diani all digi­tal, ad avere l’indice di par­te­ci­pa­zione più ele­vato, è il rap­porto tra le con­di­vi­sioni su Twit­ter e quelle su Faceb­bok che aiuta ad inqua­drare meglio il pano­rama attuale.

Si evi­den­zia una sorta di bipo­la­ri­smo con una gene­rale ele­vata affi­nità tra i pure players all digi­tal for­te­mente con­cen­trati su Twit­ter e le testate tra­di­zio­nali che invece la fanno da padrone, per così dire, su Face­book. Parebbe quasi di vedere in Twit­ter un pub­blico, mino­ri­ta­rio, fatto di avan­guar­die, al quale si con­trap­pone la grande massa mul­ti­forme di per­sone attive su Face­book. Il nuovo viag­gia su Twit­ter, come testi­mo­nia anche l’affinità con «SKI.it», la testata gior­na­li­stica digi­tale di Sky che si è recen­te­mente rifatta il look, ed il vec­chio, o per­lo­meno ciò che è più tra­di­zio­nale resta su Face­book, pare.

La testi­mo­nianza [in]diretta di pub­blici diversi con atti­tu­dini distinte per le varie testate che non si può che por­tare alla con­clu­sione della neces­sità di uti­liz­zare, in chiave di comu­ni­ca­zione e di rela­zione da parte delle testate, i distinti mezzi in maniera diversa e, pos­si­bil­mente, complementare.

Aspetti che avremo modo di appro­fon­dire ulte­rior­mente al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo gra­zie ai dati che ver­ranno pre­sen­tati in quella sede da Vin­cenzo Cosenza.

Una cosa è certa, come segnala Giu­seppe Gra­nieri, “Non coglie­remo mai le nuove oppor­tu­nità se le rac­con­tiamo con la nostal­gia per come anda­vano le cose prima, se con­ti­nuiamo a descri­vere le spinte della cul­tura digi­tale in ter­mini gene­ra­zio­nali, o se con­ti­nuiamo ad assol­verci dalla respon­sa­bi­lità di usare que­ste pos­si­bi­lità per creare un mondo in cui la qua­lità delle con­nes­sioni è la norma e non l’eccezione”.

Pubblicato il 11 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Social Popularity & Sharing Through dell’Informazione in Italia

Visto l’interesse rispetto all’ana­lisi pro­po­sta ieri, mani­fe­stato, a pro­po­sito, con nume­rose con­di­vi­sioni sulle diverse piat­ta­forme social, ho pen­sato di ren­dere dispo­ni­bili pub­bli­ca­mente i dati, le ela­bo­ra­zioni rea­liz­zate in col­la­bo­ra­zione con Human High­way gra­zie a UAC Meter.

Rispetto ai dati pro­po­sti, ho avuto modo di appren­dere che Ban­zai, società attiva nel mer­cato Inter­net e foca­liz­zata sui set­tori e-commerce, media, e Web design che da fine 2011 “con­trolla” «Gior­na­let­ti­smo», parla di 70mila let­tori nel giorno medio per la testata in que­stione e che stime, ripor­tate nella nota dell’articolo di ieri, erano quindi ecces­sive. I dati sono dun­que stati cor­retti ed impat­tano, come potrete veri­fi­care nella pre­sen­ta­zione sot­to­stante, sullo sha­ring through e sulle mappe rela­tive rea­liz­zate su tale base di dati.

L’amico Marco Dal Pozzo, ripren­dendo le ela­bo­ra­zioni for­nite, spiega che i fat­tori che influen­zano lo sha­ring through sono a suo avviso:

  • La qua­lità dei contenuti
  • La stra­te­gia social della testata
  • La pro­pen­sione alla con­di­vi­sione del pub­blico di riferimento

Con­clu­dendo che il peso mag­giore vada alla terza voce, alle terza variabile.

Ipo­tesi di lavoro che mi pare asso­lu­ta­mente con­di­vi­si­bile come, mi pare, affer­mavo già ieri con­fer­man­dolo anche su Twit­ter in una con­ver­sa­zione sul tema.

[tweet https://twitter.com/pedroelrey/status/189601494629224449 align=‘center’ lang=‘it’]

Aspetti che, per cor­ret­tezza e com­ple­tezza, vanno inte­grati con inte­resse sul tema pro­po­sto e situa­zione ambien­tale di rife­ri­mento nel momento spe­ci­fico. Varia­bili che, a parità di con­di­zione, hanno un loro impatto sull’attenzione e la con­di­vi­sione di deter­mi­nate notizie.

Le con­clu­sioni che tiravo ieri, alla luce dei dati dif­fusi in gior­nata sulle per­dite del «The Guar­dian», sono, se pos­si­bile, ancor più rilevanti.

In pro­spet­tiva, a medio-lungo ter­mine, ritengo che reste­ranno pochi gior­nali gene­ra­li­sti in grado di fare grandi volumi di traf­fico a livello inter­na­zio­nale, magari risol­vendo da qui ad allora qual­che “pro­ble­mino”; per gli altri sarà d’obbligo la spe­cia­liz­za­zione, la foca­liz­za­zione su inte­ressi spe­ci­fici delle per­sone e la capa­cità di coin­vol­gere e rea­liz­zare una comu­nità attorno a que­sti interessi.

Ini­ziate a pen­sare come sal­vare il vostro dino­sauro, par­don giornale. [#]

Note:

[#] La visione della slide n° 7 vi con­sen­tirà di com­pren­dere meglio

Nota bene — I dati rela­tivi ai por­tali [Vir­gi­lio, Libero, Yahoo, Tiscali], evi­den­ziati in rosso nella tabella pro­po­sta ieri, sono pura­mente indi­ca­tivi poi­chè non distin­guono tra i ser­vizi gene­rici dei por­tali [search, posta, com­mu­ni­ties… etc.] e i canali spe­ci­fici di news dei por­tali stessi.

Mappa Lettori-Condivisioni nel Giorno Medio
Pubblicato il 10 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Connessioni & Condivisioni Quotidiane

Veri­fi­cato il grande inte­resse per l’elaborazione rea­liz­zata par­tendo dai dati Audi­web di Feb­braio, in col­la­bo­ra­zione con Human High­way [#], società di ricer­che di mer­cato tutta ita­liana a dispetto del nome, abbiamo appro­fon­dito cer­cando di veri­fi­care la cen­tra­lità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le prin­ci­pali testate del nostro Paese, pro­vando, gra­zie a UAC Meter, stru­mento di misu­ra­zione della social popu­la­rity delle noti­zie messo a punto dall’istituto di ricerca, a dare ele­menti di razio­na­lità ad un dibat­tito di asso­luta rile­vanza per l’ecosistema dell’informazione nostrana.

L’intento, meglio dirlo subito, non è quello di sta­bi­lire clas­si­fi­che di merito o pun­teggi, che si pre­fe­ri­sce lasciare ad altri, bensì di for­nire ele­menti il più pos­si­bile fat­tuali a inter­ro­ga­tivi spesso restati senza rispo­sta sin ora, auspi­cando che non siano il punto di arrivo ma il punto di par­tenza, sti­molo del dibat­tito al quale si ha, dav­vero, grande pia­cere nel poter partecipare.

Sulla base dei dati dispo­ni­bili e delle rela­tive ela­bo­ra­zioni [§] emer­gono, è dav­vero il caso di dirlo, mol­tis­simi ele­menti di rifles­sione. E’ impor­tante ricor­darsi che sem­pre a valori asso­luti ridotti cor­ri­sponde mag­gior varianza statistica.

Nel com­plesso le ver­sioni online dei quo­ti­diani tra­di­zio­nali otten­gono rispetto agli omo­lo­ghi all digi­tal un livello di dif­fu­sione e con­di­vi­sione sulle tre piat­ta­forme prese in con­si­de­ra­zione enor­me­mente supe­riore con un rap­porto gene­rale di 5:1. Sia per la ver­sione digi­tale dei gior­nali stam­pati che per i new comers dell’informazione è Face­book la rete sociale che genera il mag­gior numero di con­di­vi­sioni. Asso­lu­ta­mente irri­le­vante il valore di Goo­gle Plus la cui inci­denza non lascia spa­zio a inter­pre­ta­zioni o equivoci.

Con­di­vi­sione Arti­coli per Social Net­work e Tipo­lo­gia Testate

Si tratta della con­se­guenza dei valori in gioco sia per numero di utenti unici che di per­sone pre­senti su Face­book in gene­rale e spe­ci­fi­ca­ta­mente fans delle diverse fonti di infor­ma­zione di gran lunga supe­riore a Twit­ter che mostra comun­que una dina­mi­cità dav­vero inte­res­sante anche nel breve, con testate quali «Il Post» e «Wired» dove il numero di con­di­vi­sioni sulla piat­ta­forma da 140 carat­teri è molto vicino a quello dei likes, dei mi piace, su Facebook.

Il det­ta­glio delle diverse testate prese in con­si­de­ra­zione dalla desk research mette in evi­denza che a pesare però sono più gli aspetti qua­li­ta­tivi che non quelli quan­ti­ta­tivi. In par­ti­co­lare è lo “sha­ring through” [°], l’indice di par­te­ci­pa­zione che abbiamo voluto veri­fi­care, che evi­den­zia come non vi sia una cor­re­la­zione diretta tra fol­lo­wers o fans e nep­pure con gli utenti unici.

Si evince infatti, ed è que­sto forse uno degli aspetti di mag­gior valore dell’elaborazione, come pub­blici, gruppi di per­sone distinti con inte­ressi, molto pro­ba­bil­mente, altret­tanto distinti abbiano stili di par­te­ci­pa­zione che sono estre­ma­mente distanti tra loro.

Un aspetto che, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, si può veri­fi­care con chia­rezza nelle dif­fe­renze che emer­gono tra «Il Fatto Quo­ti­diano» e « La Repub­blica» che pur avendo un numero di fans su Face­book e di fol­lo­wers su Twit­ter quasi pari , come mostra la tabella di sin­tesi sot­to­stante, hanno invece uno sha­ring through molto diverso. Piut­to­sto che la for­tis­sima diver­genza rile­vata tra «Lin­kie­sta» ed «Il Sole24Ore», per citare gli estremi opposti.

Con­di­vi­sione Arti­coli Det­ta­glio Testate

- Clicca per Ingrandire -

Se per testate quali «Il Sole24Ore» il diva­rio tra inte­resse nei con­fronti della testata, in ter­mini di utenti unici, ed ade­sione e con­di­vi­sione all’interno dei social media può forse essere spie­gato con una certa tra­di­zio­na­lità del pub­blico di rife­ri­mento, è evi­dente che nel caso dei por­tali si tratta invece di una man­canza di atten­zione a que­ste leve da parte dei responsabili.

Al di là di pun­tua­liz­za­zioni e distin­guo si con­ferma come gruppi di per­sone diverse per tipo­lo­gia ed inte­ressi richie­dano un approc­cio dif­fe­ren­ziato anche sui social media. Bana­lità scon­tata appa­ren­te­mente che nella ten­denza dif­fusa alla gene­ra­liz­za­zione mi pare dove­roso rimarcare.

Ad esclu­sione di «Lettera43» sono i “super­blog”, i quo­ti­diani all digi­tal, ad avere l’indice di par­te­ci­pa­zione più ele­vato. Un dato che incre­menta l’ottimismo dopo due mesi di rile­va­zioni Audi­web che segna­lano tassi di cre­scita a dop­pia cifra e che dovrebbe incen­ti­vare que­ste testate ad una par­te­ci­pa­zione mag­giore rispetto all’attuale, dav­vero scarsa, alla con­ver­sa­zione ed al coin­vol­gi­mento delle per­sone attra­verso le reti sociali.

Dall’altro lato è evi­dente, fatto salvo quanto sin qui pro­po­sto, che le grandi testate tra­di­zio­nali non hanno ancora padro­nanza dei mec­ca­ni­smi e delle moda­lità di coin­vol­gi­mento nella rela­zione con le per­sone attra­verso i social media.

L’interazione delle per­sone, il “word of mouth” vir­tuale eser­ci­tato attra­verso le diverse piat­ta­forme di social net­wor­king, e tutti i feno­meni ad esso col­le­gati, ha cam­biato e con­ti­nuerà a cam­biare ine­vi­ta­bil­mente l’attuale moda­lità di dif­fu­sione delle noti­zie che saranno sem­pre meno divul­gate ano­ni­ma­mente ad una massa ete­ro­ge­nea di sog­getti, sem­pre più dif­fuse attra­verso l’interazione delle per­sone in fun­zione del livello di fidu­cia di cui que­ste per­sone godono tra i mem­bri della pro­pria comu­nità vir­tuale [e non].

Spero di poter dire che i dati pre­sen­tati, in esclu­siva sul “Il Gior­na­laio”, aiu­tano a met­terne a fuoco moda­lità e dina­mi­che. La mappa sot­to­stante ben sin­te­tizza quanto sin qui espresso ed i valori [*] attual­mente in gioco.

Mappa Lettori-Condivisioni nel Giorno Medio

- Clicca per Ingrandire -

Note:

[#] Il sot­to­scritto NON intrat­tiene alcuna forma di col­la­bo­ra­zione remu­ne­rata, nep­pure sotto forma di omaggi o rega­lie, con Human Higway.

[§] Fedele all’idea che que­sto possa essere un punto di par­tenza del dibat­tito sul tema, i dati com­pleti che inte­grano quanto pub­bli­cato sono dispo­ni­bili a chiun­que ne fac­cia richie­sta. Il mio indi­rizzo di posta elet­tro­nica è dispo­ni­bile allo scopo nell’about di que­sto spazio.

[°] Sha­ring through dei con­te­nuti della testata: rap­porto tra il numero di con­di­vi­sioni com­ples­sive sulla testata nel giorno medio e il numero di let­tori nel giorno medio della mede­sima testata.

[*] Il numero di con­di­vi­sioni di un arti­colo è la somma dei Face­book Like, Twit­ter Tweets e +1 su Goo­gle+. Il dato rela­tivo a Giornalettismo.com — è qui sti­mato dai dati di Goo­gle AdPlan­ner e da comu­ni­ca­zioni dell’editore sul numero di let­tori nel mese, pari a poco meno di un milione.

Dati Audiweb Quotidiani e Superblog Feb 2012 Vs Feb 2011
Pubblicato il 29 marzo 2012 by Pier Luca Santoro

Disastri Quotidiani

Sono stati dif­fusi ieri i dati Audi­web rela­tivi all’ audience online del mese di feb­braio 2012.

Com­ples­si­va­mente l’audience online nel giorno medio regi­stra una cre­scita del 7,3%, con 13,8 milioni di utenti attivi. Calano però sia il tempo speso, che passa da 1 ora e 37 minuti a 1 ora e 26 minuti, che le pagine viste, che si ridu­cono a 166 da 202; il tempo per pagina si riduce altret­tanto del 7,2%. Dun­que, a parità di con­di­zione, vi sono più per­sone che acce­dono ad Inter­net ma, pare dav­vero, vi dedi­cano meno tempo, minor atten­zione ed interesse.

Aller­tato da que­sto cam­pa­nello d’allarme, ho voluto veri­fi­care la situa­zione di quo­ti­diani e “super­blog”, quo­ti­diani all digi­tal, ela­bo­rando i dati for­niti da Audiweb.

Per le edi­zioni online dei prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali emerge un pano­rama dav­vero deso­lante sia in ter­mini di utenti unici che di pagine viste e tempo per utente. Vi sono cali di utenti unici che rag­giun­gono pic­chi del — 63,5%, com’è il caso dell’ «Unità», e crollo di pagine viste sino al — 68,7% forte discesa delle pagine viste, — 30,3%, per «Il Fatto Quo­ti­diano» [#], una situa­zione che nel com­plesso vede una ridu­zione degli utenti unici, dei soli quo­ti­diani, dell 1,5% e una deba­cle per le pagine viste che rag­giunge ben il — 20,1%. Ridu­zione che col­pi­sce anche «Repub­blica» e «Cor­riere della Sera», che da soli val­gono oltre il 50% degli utenti.

In con­tro­ten­denza, vuoi per la nuova linea edi­to­riale appor­tata dal nuovo Diret­tore, vuoi per inte­resse gene­rale verso i temi pre­va­len­te­mente trat­tati, con­fer­mato anche dal buon anda­mento dell’edizione car­ta­cea, «Il Sole24Ore» con quasi il 40% in più di utenti unici ed un incre­mento del 27,8% delle pagine viste.

Buona altret­tanto la per­for­mance del «Post» di Luca Sofri e di «Lettera43» che con­fer­mano la ten­denza posi­tiva del mese scorso. Final­mente dispo­ni­bili rispetto alle rile­va­zioni pre­ce­denti i dati dell’ «Lin­kie­sta» che ha numeri dav­vero mode­sti rispetto agli altri due super­blog e di «Varese News» che, per avere una con­no­ta­zione locale rispetto agli altri, merita una men­zione d’onore per il numero di utenti che rie­sce ad attrarre. Si tratta, comun­que, nel com­plesso di valori ancora deci­sa­mente mode­sti sia per nume­ro­sità di utenti che per tempo speso per pagina. Gli all digi­tal restano con un peso spe­ci­fico molto ridotto allo stato attuale.

Tra i por­tali, infine, spicca Vir­gi­lio che stacca deci­sa­mente Yahoo e si avvi­cina minac­cio­sa­mente ad intac­care la lea­der­ship di MSN di Micro­soft, entrambi in calo netto.

Quo­ti­diani & Super­blog Feb 2012 vs Feb 2011

- Clicca per Ingrandire -

Insomma, nel com­plesso un mese di feb­braio a tinte fosche per l’informazione online del nostro Paese. Se per alcuni la causa potrebbe essere nella fine dell’effetto traino dell’anti ber­lu­sco­ni­smo, per altri le ragioni sono evi­den­te­mente distinte. Vedendo il numero di pagine viste ed il tempo medio per utente, direi, pare essere la con­ferma degli effetti della “snack information”.

L’evidenza ulte­riore di come neces­sa­ria­mente i gior­nali deb­bano tor­nare ad essere  perno cen­trale degli inte­ressi delle per­sone, delle loro con­ver­sa­zioni e dei diversi gruppi, delle distinte comu­nità, sia in Rete che fisi­ca­mente. O così o morte, non è un pro­blema di sup­porto, di piat­ta­forma di offerta, ma di approc­cio ancora una volta.

———————————————————-

[#] Update: Peter Gomez, mi segnala un errore da me com­messo nel ripor­tare i dati 2011 rela­ti­va­mente al «Il Fatto Quo­ti­diano»; alle ore 11.00 l’articolo è stato aggior­nato e dove­ro­sa­mente cor­retta la tebella dell’elaborazione. I dati sono cer­ta­mente migliori di quelli ripor­tati in pre­ce­denza ma non dram­ma­ti­ca­mente diversi nella sostanza, direi.

Il file di cal­colo dell’elaborazione è dispo­ni­bile, a chi inte­res­sasse, su richie­sta, man­dando una mail all’indirzzo di posta elet­tro­nica ripor­tato nell’about.

Pubblicato il 20 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Media Digitali a Nudo

Prima di met­tere on line un sito d’informazione sul web, o nel momento in cui ne viene rite­nuta neces­sa­ria la revi­sione, l’aggiornamento, è neces­sa­rio un lavoro a monte nel quale si defi­ni­sce quale sarà la sua archi­tet­tura infor­ma­tiva.

Ci sono mol­tis­sime varia­bili in gioco ed ovvia­mente è neces­sa­rio valu­tare l ’oppor­tu­nità di uti­lizzo di uno o l’altro genere in fun­zione dell’obiet­tivo di comu­ni­ca­zione, di informazione.

Nono­stante i cri­teri che devono gui­dare il pro­cesso deci­sio­nale e di rea­liz­za­zione ope­ra­tiva si arti­co­lino su sei aree, si tende a con­cen­trare l’attenzione ricer­cando il giu­sto equi­li­brio ideal­mente tra infor­ma­zione, coin­vol­gi­mento e pubblicità.

In que­sto pro­cesso può essere di ausi­lio Wirify, book­mar­klet che inse­rito nella barra dei pre­fe­riti con­sente di visua­liz­zare la strut­tura della pagina web che si sta guardando.

Lo stru­mento può essere uti­liz­zato sia per ana­liz­zare i siti web di quelli che si ritiene essere i com­pe­ti­tors di rife­ri­mento che al fine di valu­tare le diverse soluzioni.

Adesso non avete più scuse per fare un cat­tivo lavoro.

- NYT Home Page & Struttura —

Pubblicato il 20 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Cinguettii Quotidiani

Twit­ter nel nostro paese è un feno­meno rela­ti­va­mente mode­sto nei numeri, con valori asso­luti e pene­tra­zione dell’utenza nem­meno lon­ta­na­mente para­go­na­bile a quella di Facebook.

E’ una realtà che, se appli­cata spe­ci­fi­ca­ta­mente ai quo­ti­diani, diviene ancor più limi­tata con sol­tanto il 16% dei gior­nali ita­liani che ha un account uffi­ciale su Twit­ter come rile­vato dal moni­to­rag­gio effet­tuato prima di quest’estate.

Uti­liz­zando que­sto stru­mento ho voluto veri­fi­carne  le ten­denze attua­liz­zan­dole rispetto alle pre­ce­denti indagini.

Per sem­pli­cità di let­tura mi sono con­cen­trato sui prin­ci­pali quo­ti­diani gene­ra­li­sti. E’ stato escluso «Il Sole24Ore» poi­chè con oltre 20 account distinti diviene molto dif­fi­cile da censire.

E’  «La Repub­blica» il gior­nale nazio­nale con il mag­gior numero di fol­lo­wers, men­tre la miglior ten­denza negli ultimi tre mesi è quella regi­strata per «Il Fatto Quo­ti­diano» con un incre­mento quasi al raddoppio.

Com­ples­si­va­mente tutti i quo­ti­diani presi in con­si­de­ra­zione hanno un trend estre­ma­mente posi­tivo con tassi di cre­scita che, par­tendo da valori asso­luti rela­ti­va­mente con­te­nuti, sono dav­vero importanti.

- Ela­bo­ra­zione “Il Giornalaio” —

- Elaborazione "Il Giornalaio" -

Con uno stato dell’informazione sul web, che anche nel nostro paese ha ormai un peso rile­vante, è pro­prio il suc­cesso del “Fatto” che dovrebbe indurre a riflet­tere circa l’opportunità offerta da una pre­senza cor­retta, inse­rita all’interno di una più ampia stra­te­gia di rela­zione con l’utenza,  su una piazza vir­tuale comun­que signi­fi­ca­tiva quale è Twit­ter.

Se si vuole che le per­sone par­lino delle noti­zie e dei gior­nali, pro­muo­ven­doli dun­que, non esi­ste altra alter­na­tiva che non sia quella di dive­nire signi­fi­ca­tivi, nell’accezione più ampia del ter­mine, per loro.

Anche per le imprese del com­parto edi­to­riale è giunto il momento di rove­sciare i para­digmi, abban­do­nare iden­tità pre­co­sti­tuite ed ingag­giare la con­ver­sa­zione par­tendo dall’ascolto attento dell’utenza, della comu­nità di riferimento.

—————————————————————————————-

Update: Gra­zie al con­fronto sorto su Frien­d­Feed, rela­ti­va­mente ai dati pub­bli­cati ed alle rela­tive impli­ca­zioni, due inte­gra­zioni rispetto a quanto pub­bli­cato stamattina.

1) Gli account Twit­ter @corriereit & @gazzettait NON sono uffi­ciali ma impor­tano i feed rss dai rispet­tivi siti dei due quotidiani.

2) Gra­zie alla segna­la­zione di Fede­ri­caB del tool che mi ha con­sen­tito di effet­tuare l’approfondimento all’analisi di sta­mane rela­ti­va­mente a sovrap­po­si­zione degli utenti, dei fol­lo­wers, del «Fatto Quo­ti­diano» e dell’ «Ante­fatto» sottoriportata.

Emerge come vi sia una sovrap­po­si­zione di circa 7mila utenti e dun­que l’utenza totale ammonta a 23.960 utenti unici.

Non man­cherò di appro­fon­dire ulte­rior­mente nei pros­simi giorni. Sfido chiun­que ad affer­mare che la con­ver­sa­zione è inu­tile, superflua.

- clicca per ingrandire —

Pubblicato il 10 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Quotidiani: Digitale vs Carta

Il video pro­mo­zio­nale rea­liz­zato dal quo­ti­diano on line cileno El Dinamo è diver­tente, accat­ti­vante,  uti­lizza con la giu­sta dose di iro­nia quella che è sem­pre la prima con­si­de­ra­zione sulla carta da parte di molti.

Lo spot si con­clude con la frase: “Lo sap­piamo, ci sono cose nelle quali non supe­re­remo mai la carta stam­pata” con­ti­nuando a gio­care con iro­nia sul tema dell’annuncio.

Rischia di essere una riso amaro quello del gior­nale suda­me­ri­cano poi­chè allo stato attuale per ogni dol­laro di ricavi persi dall’edizione car­ta­cea media­mente sono stati recu­pe­rati due cen­te­simi dall’on line.

La pro­fe­zia del pay off rischia seria­mente di diven­tare realtà in un qua­dro nel quale la pro­spet­tiva resta pes­sima sia per i quo­ti­diani che, ancor più,  per il lettore.

Pubblicato il 4 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Lettori Stampa & Visitatori Internet nel Giorno Medio

Il Cen­sis ha pre­sen­tato ieri i risul­tati del 44° Rap­porto Cen­sis sulla situa­zione sociale del Paese/2010, come avviene ogni anno al suo interno è con­te­nuto il capi­tolo dedi­cato a «Comu­ni­ca­zione e Media».

Rispetto ad altre edi­zioni  mi pare che sia stata dedi­cata mag­gior atten­zione ad altri feno­meni della società ita­liana e dun­que vi sia mag­gior super­fi­cia­lità rispetto agli anni pre­ce­denti per quanto riguarda quest’area.

Avendo ripreso e pub­bli­cato ieri alcuni estratti rela­ti­va­mente al minu­tag­gio dei par­titi poli­tici all’interno dei tg nazio­nali, sulla pro­pen­sione a pagare per con­te­nuti dell’infor­ma­zione online e sull’utilizzo del pc da parte dei nativi digi­tali,  i cui dati sono autoe­spli­ca­tivi e non neces­si­tano, a mio avviso, di par­ti­co­lari com­menti, ho deciso di con­cen­trare la mia atten­zione sul rap­porto tra let­tori dei quo­ti­diani su carta e quelli on line.

La que­stione di fondo, la domanda che chi si inte­ressa a media e comu­ni­ca­zione si pone, è fon­da­men­tal­mente sem­pre una: il digi­tale supe­rerà dav­vero il car­ta­ceo sia per numero di let­tori che a livello di ritorni?

La tabella 9 del capi­tolo su quest’argomento mostra i let­tori della stampa ed i visi­ta­tori inter­net nel giorno medio sud­di­visi per quelle che sono le testate nazio­nali di mag­gior importanza.

Non vi è dub­bio che ci sia sovrap­po­si­zione tra le due cate­go­rie e che una quota dei let­tori online sia anche pre­sente all’interno dei let­tori su carta.

Per alcuni quo­ti­diani, spe­ci­fi­ca­ta­mente “Repub­blica” ed “Il Sole24Ore”, i let­tori on line pesano quasi un quinto del totale.

I visi­ta­tori inter­net dei quo­ti­diani on line com­ples­si­va­mente calano nel secondo tri­me­stre di quest’anno pas­sando dal 14,5% al 13,9%, una fles­sione del 2,2%.

I let­tori su carta al con­tra­rio aumen­tano dell’ 1,8% pas­sando da 17,8 milioni a 18,1.

Que­sto, nella mia per­so­nale inter­pre­ta­zione avviene poi­chè, sep­pur la pene­tra­zione di inter­net sia in cre­scita nel nostro paese [anche se a tassi infe­riori alle attese], da un lato le nuove ini­zia­tive hanno rubato quota agli esi­stenti e, dall’altro,  por­tali e social net­work hanno cata­liz­zato l’attenzione e tempo degli internauti.

E’ il sin­tomo, uno dei tanti, dell’ inso­ste­ni­bi­lità di un eco­si­stema dell’informazione inquinato.

Sono numeri che riman­dano a data da desti­narsi la digi­ta­liz­za­zione dei quo­ti­diani ita­liani e le rela­tive ipo­tesi di red­di­ti­vità di quest’area che è ben lon­tana dal dive­nire primaria.

Pubblicato il 5 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

I numeri del Post

Ad ini­zio set­tem­bre vi era stato un dibat­tito dif­fuso sui numeri del Post.

Erano state svi­lup­pate diverse ipo­tesi, tutte mirate a veri­fi­care la soste­ni­bi­lità del modello,  tutte smen­tite dai diretti inte­res­sati che hanno argo­men­tato anche una scor­ret­tezza di fondo in fun­zione di dati presi in un periodo sto­ri­ca­mente di calo per inter­net e per la scarsa signi­fi­ca­ti­vità, a pre­scin­dere, poi­chè si trat­tava di un’iniziativa ancora in fase di lancio.

Ora Ban­zai, in occa­sione di un work­shop tenu­tosi ai due giorni dello IAB forum appena con­clu­sosi, for­ni­sce qual­che dato sul quo­ti­diano online diretto da Luca Sofri.

Sono dati che, a poco più di 7 mesi dal lan­cio dell’iniziativa edi­to­riale on line, posi­zio­nano Il Post posi­ti­va­mente nel pano­rama dei quo­ti­diani on line.

Spe­rando che si tratti sola­mente dell’inizio di un per­corso di suc­cesso, attual­mente per­man­gono le per­ples­sità espresse che tro­vano con­ferma anche in fun­zione  del diva­rio tra domanda di con­te­nuti e pro­li­fe­rare dell’offerta, con ine­vi­ta­bile abbas­sa­mento della red­di­ti­vità, come docu­menta Ban­zai stessa.

Se per i quo­ti­diani tra­di­zio­nali la vera sfida si gioca, anche in ter­mini eco­no­mici, sul ter­reno della con­ver­genza, ritengo che per i pure players on line sia neces­sa­rio adot­tare moda­lità di nar­ra­zione della noti­zia meno con­ven­zio­nali di quelle viste sin ora per otte­nere risul­tati e red­di­ti­vità adeguate.

Pubblicato il 18 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Questo NON è un Post

Chi mi cono­sce da tempo sa con quale rilut­tanza uti­lizzi, in rife­ri­mento a me stesso ed ai temi pro­po­sti quo­ti­dia­na­mente, i ter­mini «blog­ger» e «post».

Ho sem­pre imma­gi­nato di essere una per­sona che ha delle cose da dire, ipo­tiz­zando che il ter­mine arti­colo non dovesse essere appan­nag­gio esclu­sivo di chi si occupa full time [che è diverso da pro­fes­sio­nal­mente] di giornalismo.

Que­sta per­so­nale opi­nione è tal­mente radi­cata che anche per que­sto spa­zio alla defi­ni­zione con­ven­zio­nale di blog pre­di­ligo quella meno usuale di zona tem­po­ra­nea­mente auto­noma.

Recen­te­mente, a com­mento dell’infografica sullo stato della blo­go­sfera nel 2010, mi chie­devo se il ter­mine blog fosse dive­nuto un for­mat edi­to­riale, rilan­ciando il tema per appro­fon­dirlo nei giorni successivi.

Argo­mento rilan­ciato ed appro­fon­dito da Slate che pur segna­lando alcune dif­fe­renze “tec­ni­che” rileva altret­tanto come blog e web maga­zi­nes si asso­mi­glino sem­pre di più.

I con­fini si assot­ti­gliano, si fanno sem­pre più labili, ren­dendo dav­vero dif­fi­cile trac­ciare una linea netta di demar­ca­zione tra cosa sia un post e cosa un arti­colo, tra cosa sia un blog e cosa un web maga­zine, un quo­ti­diano on line.

Sono segnali ine­qui­vo­ca­bili di come nel tempo la con­ta­mi­na­zione abbia lavo­rato su entrambi i fronti, tra­sfe­rendo il valore dalla noti­zia al com­mento, all’analisi della stessa.

Il primo vero punto di non ritorno su cosa sia infor­ma­zione ai tempi del web.

Older Posts