quotidiani on line

Posted on 24 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Analisi della Condivisione Sociale delle Notizie Online in Italia

Verificato il grande interesse, sia da parte dei professionals del settore che delle imprese coinvolte, che si è generato in seguito alla pubblicazione dei dati relativi alle connessioni ed alle condivisioni  delle fonti d’informazione principali nel nostro paese, il cui obiettivo di fondo era di verificare la centralità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le principali testate del nostro Paese, Human Highway ha realizzato delle nuove elaborazioni sul tema.

I dati si basano sull’incrocio tra i dati Audiweb e quelli di UAC Meter, strumento di misurazione della social popularity delle notizie messo a punto dal precitato istituto di ricerca. Rispetto a quelli precedentemente pubblicati, oltre ad essere attualizzati, è stata effettuata l’analisi del peso di ciascun social network, offrendo il dettaglio di Facebook e di Twitter per ciascuna delle testate giornalistiche prese in considerazione.

Si conferma, e non poteva essere altrimenti, la predominanza assoluta di Facebook che pesa complessivamente il 91,4% degli sharing acts, delle condivisioni, Twitter, il newswire per eccellenza, incide l’8%; irrisoria l’inicidenza di Google+.

La mappa di affinità tra le testate e le due piattaforme principali consente di verificare il diverso posizionamento delle singole testate al loro interno con, ad esempio, «Giornalettismo» che raccoglie il 98% delle condivisioni da Facebook mentre per «Il Post», per restare nelle testate all digital, l’incidenza dei tweet sul totale delle condivisioni è superiore al 40%.

Elementi ulteriormente confermati dall’analisi specificatamente condotta sui dati relativi alla condivisione delle notizie su Twitter che vede un ribaltarsi delle posizioni con «Il Corriere della Sera» che scavalca «La Repubblica”.

Se la gerarchia delle condivisioni su Twitter  complessivamente rispecchia i dati generali che facevano emergere come, ad  esclusione di «Lettera43», fossero i “superblog”, i quotidiani all digital, ad avere l’indice di partecipazione più elevato, è il rapporto tra le condivisioni su Twitter e quelle su Facebbok che aiuta ad inquadrare meglio il panorama attuale.

Si evidenzia una sorta di bipolarismo con una generale elevata affinità tra i pure players all digital fortemente concentrati su Twitter e le testate tradizionali che invece la fanno da padrone, per così dire, su Facebook. Parebbe quasi di vedere in Twitter un pubblico, minoritario, fatto di avanguardie, al quale si contrappone la grande massa multiforme di persone attive su Facebook. Il nuovo viaggia su Twitter, come testimonia anche l’affinità con «SKI.it», la testata giornalistica digitale di Sky che si è recentemente rifatta il look, ed il vecchio, o perlomeno ciò che è più tradizionale resta su Facebook, pare.

La testimonianza [in]diretta di pubblici diversi con attitudini distinte per le varie testate che non si può che portare alla conclusione della necessità di utilizzare, in chiave di comunicazione e di relazione da parte delle testate, i distinti mezzi in maniera diversa e, possibilmente, complementare.

Aspetti che avremo modo di approfondire ulteriormente al Festival Internazionale del Giornalismo grazie ai dati che verranno presentati in quella sede da Vincenzo Cosenza.

Una cosa è certa, come segnala Giuseppe Granieri, “Non coglieremo mai le nuove opportunità se le raccontiamo con la nostalgia per come andavano le cose prima, se continuiamo a descrivere le spinte della cultura digitale in termini generazionali, o se continuiamo ad assolverci dalla responsabilità di usare queste possibilità per creare un mondo in cui la qualità delle connessioni è la norma e non l’eccezione”.

Posted on 11 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Social Popularity & Sharing Through dell’Informazione in Italia

Visto l’interesse rispetto all’analisi proposta ieri, manifestato, a proposito, con numerose condivisioni sulle diverse piattaforme social, ho pensato di rendere disponibili pubblicamente i dati, le elaborazioni realizzate in collaborazione con Human Highway grazie a UAC Meter.

Rispetto ai dati proposti, ho avuto modo di apprendere che Banzai, società attiva nel mercato Internet e focalizzata sui settori e-commerce, media, e Web design che da fine 2011 “controlla” «Giornalettismo», parla di 70mila lettori nel giorno medio per la testata in questione e che stime, riportate nella nota dell’articolo di ieri, erano quindi eccessive. I dati sono dunque stati corretti ed impattano, come potrete verificare nella presentazione sottostante, sullo sharing through e sulle mappe relative realizzate su tale base di dati.

L’amico Marco Dal Pozzo, riprendendo le elaborazioni fornite, spiega che i fattori che influenzano lo sharing through sono a suo avviso:

  • La qualità dei contenuti
  • La strategia social della testata
  • La propensione alla condivisione del pubblico di riferimento

Concludendo che il peso maggiore vada alla terza voce, alle terza variabile.

Ipotesi di lavoro che mi pare assolutamente condivisibile come, mi pare, affermavo già ieri confermandolo anche su Twitter in una conversazione sul tema.

[tweet https://twitter.com/pedroelrey/status/189601494629224449 align=’center’ lang=’it’]

Aspetti che, per correttezza e completezza, vanno integrati con interesse sul tema proposto e situazione ambientale di riferimento nel momento specifico. Variabili che, a parità di condizione, hanno un loro impatto sull’attenzione e la condivisione di determinate notizie.

Le conclusioni che tiravo ieri, alla luce dei dati diffusi in giornata sulle perdite del «The Guardian», sono, se possibile, ancor più rilevanti.

In prospettiva, a medio-lungo termine, ritengo che resteranno pochi giornali generalisti in grado di fare grandi volumi di traffico a livello internazionale, magari risolvendo da qui ad allora qualche “problemino“; per gli altri sarà d’obbligo la specializzazione, la focalizzazione su interessi specifici delle persone e la capacità di coinvolgere e realizzare una comunità attorno a questi interessi.

Iniziate a pensare come salvare il vostro dinosauro, pardon giornale. [#]

Note:

[#] La visione della slide n° 7 vi consentirà di comprendere meglio

Nota bene – I dati relativi ai portali [Virgilio, Libero, Yahoo, Tiscali], evidenziati in rosso nella tabella proposta ieri, sono puramente indicativi poichè non distinguono tra i servizi generici dei portali [search, posta, communities… etc.] e i canali specifici di news dei portali stessi.

Mappa Lettori-Condivisioni nel Giorno Medio
Posted on 10 aprile 2012 by Pier Luca Santoro

Connessioni & Condivisioni Quotidiane

Verificato il grande interesse per l’elaborazione realizzata partendo dai dati Audiweb di Febbraio, in collaborazione con Human Highway [#], società di ricerche di mercato tutta italiana a dispetto del nome, abbiamo approfondito cercando di verificare la centralità, o meno, di social media e reti sociali, il ruolo ed il valore per le principali testate del nostro Paese, provando, grazie a UAC Meter, strumento di misurazione della social popularity delle notizie messo a punto dall’istituto di ricerca, a dare elementi di razionalità ad un dibattito di assoluta rilevanza per l’ecosistema dell’informazione nostrana.

L’intento, meglio dirlo subito, non è quello di stabilire classifiche di merito o punteggi, che si preferisce lasciare ad altri, bensì di fornire elementi il più possibile fattuali a interrogativi spesso restati senza risposta sin ora, auspicando che non siano il punto di arrivo ma il punto di partenza, stimolo del dibattito al quale si ha, davvero, grande piacere nel poter partecipare.

Sulla base dei dati disponibili e delle relative elaborazioni [§] emergono, è davvero il caso di dirlo, moltissimi elementi di riflessione. E’ importante ricordarsi che sempre a valori assoluti ridotti corrisponde maggior varianza statistica.

Nel complesso le versioni online dei quotidiani tradizionali ottengono rispetto agli omologhi all digital un livello di diffusione e condivisione sulle tre piattaforme prese in considerazione enormemente superiore con un rapporto generale di 5:1. Sia per la versione digitale dei giornali stampati che per i new comers dell’informazione è Facebook la rete sociale che genera il maggior numero di condivisioni. Assolutamente irrilevante il valore di Google Plus la cui incidenza non lascia spazio a interpretazioni o equivoci.

Condivisione Articoli per Social Network e Tipologia Testate

Si tratta della conseguenza dei valori in gioco sia per numero di utenti unici che di persone presenti su Facebook in generale e specificatamente fans delle diverse fonti di informazione di gran lunga superiore a Twitter che mostra comunque una dinamicità davvero interessante anche nel breve, con testate quali «Il Post» e «Wired» dove il numero di condivisioni sulla piattaforma da 140 caratteri è molto vicino a quello dei likes, dei mi piace, su Facebook.

Il dettaglio delle diverse testate prese in considerazione dalla desk research mette in evidenza che a pesare però sono più gli aspetti qualitativi che non quelli quantitativi. In particolare è lo “sharing through” [°], l’indice di partecipazione che abbiamo voluto verificare, che evidenzia come non vi sia una correlazione diretta tra followers o fans e neppure con gli utenti unici.

Si evince infatti, ed è questo forse uno degli aspetti di maggior valore dell’elaborazione, come pubblici, gruppi di persone distinti con interessi, molto probabilmente, altrettanto distinti abbiano stili di partecipazione che sono estremamente distanti tra loro.

Un aspetto che, a titolo esemplificativo, si può verificare con chiarezza nelle differenze che emergono tra «Il Fatto Quotidiano» e « La Repubblica» che pur avendo un numero di fans su Facebook e di followers su Twitter quasi pari , come mostra la tabella di sintesi sottostante, hanno invece uno sharing through molto diverso. Piuttosto che la fortissima divergenza rilevata tra «Linkiesta» ed «Il Sole24Ore», per citare gli estremi opposti.

Condivisione Articoli Dettaglio Testate

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Se per testate quali «Il Sole24Ore» il divario tra interesse nei confronti della testata, in termini di utenti unici, ed adesione e condivisione all’interno dei social media può forse essere spiegato con una certa tradizionalità del pubblico di riferimento, è evidente che nel caso dei portali si tratta invece di una mancanza di attenzione a queste leve da parte dei responsabili.

Al di là di puntualizzazioni e distinguo si conferma come gruppi di persone diverse per tipologia ed interessi richiedano un approccio differenziato anche sui social media. Banalità scontata apparentemente che nella tendenza diffusa alla generalizzazione mi pare doveroso rimarcare.

Ad esclusione di «Lettera43» sono i “superblog”, i quotidiani all digital, ad avere l’indice di partecipazione più elevato. Un dato che incrementa l’ottimismo dopo due mesi di rilevazioni Audiweb che segnalano tassi di crescita a doppia cifra e che dovrebbe incentivare queste testate ad una partecipazione maggiore rispetto all’attuale, davvero scarsa, alla conversazione ed al coinvolgimento delle persone attraverso le reti sociali.

Dall’altro lato è evidente, fatto salvo quanto sin qui proposto, che le grandi testate tradizionali non hanno ancora padronanza dei meccanismi e delle modalità di coinvolgimento nella relazione con le persone attraverso i social media.

L’interazione delle persone, il “word of mouth” virtuale esercitato attraverso le diverse piattaforme di social networking, e tutti i fenomeni ad esso collegati, ha cambiato e continuerà a cambiare inevitabilmente l’attuale modalità di diffusione delle notizie che saranno sempre meno divulgate anonimamente ad una massa eterogenea di soggetti, sempre più diffuse attraverso l’interazione delle persone in funzione del livello di fiducia di cui queste persone godono tra i membri della propria comunità virtuale [e non].

Spero di poter dire che i dati presentati, in esclusiva sul “Il Giornalaio”, aiutano a metterne a fuoco modalità e dinamiche. La mappa sottostante ben sintetizza quanto sin qui espresso ed i valori [*] attualmente in gioco.

Mappa Lettori-Condivisioni nel Giorno Medio

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Note:

[#] Il sottoscritto NON intrattiene alcuna forma di collaborazione remunerata, neppure sotto forma di omaggi o regalie, con Human Higway.

[§] Fedele all’idea che questo possa essere un punto di partenza del dibattito sul tema, i dati completi che integrano quanto pubblicato sono disponibili a chiunque ne faccia richiesta. Il mio indirizzo di posta elettronica è disponibile allo scopo nell’about di questo spazio.

[°] Sharing through dei contenuti della testata: rapporto tra il numero di condivisioni complessive sulla testata nel giorno medio e il numero di lettori nel giorno medio della medesima testata.

[*] Il numero di condivisioni di un articolo è la somma dei Facebook Like, Twitter Tweets e +1 su Google+. Il dato relativo a Giornalettismo.com – è qui stimato dai dati di Google AdPlanner e da comunicazioni dell’editore sul numero di lettori nel mese, pari a poco meno di un milione.

Dati Audiweb Quotidiani e Superblog Feb 2012 Vs Feb 2011
Posted on 29 marzo 2012 by Pier Luca Santoro

Disastri Quotidiani

Sono stati diffusi ieri i dati Audiweb relativi all’ audience online del mese di febbraio 2012.

Complessivamente l’audience online nel giorno medio registra una crescita del 7,3%, con 13,8 milioni di utenti attivi. Calano però sia il tempo speso, che passa da 1 ora e 37 minuti a 1 ora e 26 minuti, che le pagine viste, che si riducono a 166 da 202; il tempo per pagina si riduce altrettanto del 7,2%. Dunque, a parità di condizione, vi sono più persone che accedono ad Internet ma, pare davvero, vi dedicano meno tempo, minor attenzione ed interesse.

Allertato da questo campanello d’allarme, ho voluto verificare la situazione di quotidiani e “superblog”, quotidiani all digital, elaborando i dati forniti da Audiweb.

Per le edizioni online dei principali quotidiani nazionali emerge un panorama davvero desolante sia in termini di utenti unici che di pagine viste e tempo per utente. Vi sono cali di utenti unici che raggiungono picchi del – 63,5%, com’è il caso dell’ «Unità», e crollo di pagine viste sino al – 68,7% forte discesa delle pagine viste, – 30,3%, per «Il Fatto Quotidiano» [#], una situazione che nel complesso vede una riduzione degli utenti unici, dei soli quotidiani, dell 1,5% e una debacle per le pagine viste che raggiunge ben il – 20,1%. Riduzione che colpisce anche «Repubblica» e «Corriere della Sera», che da soli valgono oltre il 50% degli utenti.

In controtendenza, vuoi per la nuova linea editoriale apportata dal nuovo Direttore, vuoi per interesse generale verso i temi prevalentemente trattati, confermato anche dal buon andamento dell’edizione cartacea, «Il Sole24Ore» con quasi il 40% in più di utenti unici ed un incremento del 27,8% delle pagine viste.

Buona altrettanto la performance del «Post» di Luca Sofri e di «Lettera43» che confermano la tendenza positiva del mese scorso. Finalmente disponibili rispetto alle rilevazioni precedenti i dati dell’ «Linkiesta» che ha numeri davvero modesti rispetto agli altri due superblog e di «Varese News» che, per avere una connotazione locale rispetto agli altri, merita una menzione d’onore per il numero di utenti che riesce ad attrarre. Si tratta, comunque, nel complesso di valori ancora decisamente modesti sia per numerosità di utenti che per tempo speso per pagina. Gli all digital restano con un peso specifico molto ridotto allo stato attuale.

Tra i portali, infine, spicca Virgilio che stacca decisamente Yahoo e si avvicina minacciosamente ad intaccare la leadership di MSN di Microsoft, entrambi in calo netto.

Quotidiani & Superblog Feb 2012 vs Feb 2011

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Insomma, nel complesso un mese di febbraio a tinte fosche per l’informazione online del nostro Paese. Se per alcuni la causa potrebbe essere nella fine dell’effetto traino dell’anti berlusconismo, per altri le ragioni sono evidentemente distinte. Vedendo il numero di pagine viste ed il tempo medio per utente, direi, pare essere la conferma degli effetti della “snack information”.

L’evidenza ulteriore di come necessariamente i giornali debbano tornare ad essere  perno centrale degli interessi delle persone, delle loro conversazioni e dei diversi gruppi, delle distinte comunità, sia in Rete che fisicamente. O così o morte, non è un problema di supporto, di piattaforma di offerta, ma di approccio ancora una volta.

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[#] Update: Peter Gomez, mi segnala un errore da me commesso nel riportare i dati 2011 relativamente al «Il Fatto Quotidiano»; alle ore 11.00 l’articolo è stato aggiornato e doverosamente corretta la tebella dell’elaborazione. I dati sono certamente migliori di quelli riportati in precedenza ma non drammaticamente diversi nella sostanza, direi.

Il file di calcolo dell’elaborazione è disponibile, a chi interessasse, su richiesta, mandando una mail all’indirzzo di posta elettronica riportato nell’about.

Posted on 20 gennaio 2011 by Pier Luca Santoro

Media Digitali a Nudo

Prima di mettere on line un sito d’informazione sul web, o nel momento in cui ne viene ritenuta necessaria la revisione, l’aggiornamento, è necessario un lavoro a monte nel quale si definisce quale sarà la sua architettura informativa.

Ci sono moltissime variabili in gioco ed ovviamente è necessario valutare l ’opportunità di utilizzo di uno o l’altro genere in funzione dell’obiettivo di comunicazione, di informazione.

Nonostante i criteri che devono guidare il processo decisionale e di realizzazione operativa si articolino su sei aree, si tende a concentrare l’attenzione ricercando il giusto equilibrio idealmente tra informazione, coinvolgimento e pubblicità.

In questo processo può essere di ausilio Wirify, bookmarklet che inserito nella barra dei preferiti consente di visualizzare la struttura della pagina web che si sta guardando.

Lo strumento può essere utilizzato sia per analizzare i siti web di quelli che si ritiene essere i competitors di riferimento che al fine di valutare le diverse soluzioni.

Adesso non avete più scuse per fare un cattivo lavoro.

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