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Pubblicato il 20 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

I Conti in Tasca all’Industria dell’Informazione Italiana

La set­ti­mana scorsa sono stati dif­fusi i risul­tati gestio­nali dei prin­ci­pali edi­tori rela­ti­va­mente ai primi nove mesi del 2012.

Nella mia rubrica set­ti­ma­nale per l’European Jour­na­lism Obser­va­tory, sulla base dei dati pub­bli­cati, si fanno i conti in tasca all’industria dell’informazione ita­liana, per fare il punto della situa­zione sul suo stato di salute, o meglio misu­rare la feb­bre del settore.

Sono stati presi in  con­si­de­ra­zione i reso­conti inter­medi gestio­nali al 30 set­tem­bre dei prin­ci­pali players per quanto riguarda i gior­nali ita­liani: RCS Media­group, Poli­gra­fici Edi­tore, Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Gruppo 24 Ore, Espresso-Repubblica.

Buona let­tura.

Pubblicato il 19 giugno 2012 by Pier Luca Santoro

Social Trends dei Quotidiani Italiani

Social­Trends è un pro­getto del gruppo Web Appli­ca­tion for Future Inter­net dell’Istituto di Infor­ma­tica e Tele­ma­tica del CNR, ha come obiet­tivo il moni­to­rag­gio, l’analisi e lo stu­dio dei social media e della loro evo­lu­zione nel tempo. Il ser­vi­zio, dispo­ni­bile pub­bli­ca­mente dalla scorsa set­ti­mana, mostra clas­si­fi­che aggior­nate quo­ti­dia­na­mente sulla popo­la­rità, l’attività e l’influenza di per­so­naggi famosi, quo­ti­diani, par­titi poli­tici, gior­na­li­sti e molto altro ancora.

Il pro­getto prende in con­si­de­ra­zione Face­book, Twit­ter e You­Tube per 10 cate­go­rie distinte in 5 nazioni diverse, Ita­lia inclusa.

Per quanto riguarda i quo­ti­diani ita­liani si evi­den­zia chia­ra­mente come non vi sia cor­re­la­zione diretta tra livello di atti­vità, tra numero di post su Face­book, i tweet ed il numero di video cari­cati su You­Tube, e popo­la­rità. Un feno­meno che spicca ancora con mag­gior chia­rezza ana­liz­zando l’influenza, il numero di con­di­vi­sioni di “likes” e di com­menti su Face­book e il numero di video visti.

Pur non essendo ancora dispo­ni­bile l’influenza per quanto riguarda Twit­ter, “new­swire” per eccel­lenza sem­pre più anche nel nostro Paese, emerge distin­ta­mente come non sia la quan­tità ma la qua­lità, il modo di por­gere e di rela­zio­narsi sui diversi social media ad influen­zare la rea­zione posi­tiva degli utenti.

Aspetto che deve ulte­rior­mente far riflet­tere sulla cura neces­sa­ria nella rela­zione con i let­tori, con le per­sone, da parte dei gior­nali in un momento in cui “la pub­bli­ca­zione è un bot­tone”, e la dif­fe­renza, il valore aggiunto viene creato dai ser­vizi aggiun­tivi for­niti e dall’apertura, nei con­te­nuti e nella rela­zione, con il pub­blico di riferimento.

Da segna­lare, da un lato l’ottima per­for­mance gene­rale di «Il Mani­fe­sto» che in poco più di 5 mesi di lavoro, final­mente, ben svolto rac­co­glie frutti inte­res­santi che lasciano ben spe­rare per il quo­ti­diano al di là del noto dis­se­sto eco­no­mico attuale, e dall’altro lato, lo stra­po­tere del «Il Fatto Quo­ti­diano» che uti­lizza molto meglio di qua­lun­que altro gior­nale, sia in ter­mini di popo­la­rità che di atti­vità ed influenza, il canale video.

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Pubblicato il 4 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

La Repubblica & Il Social Media Marketing

Il 2 giu­gno il quo­ti­diano “La Repub­blica” ha lan­ciato l’iniziativa a soste­gno del voto ai refe­ren­dum di dome­nica pros­sima: “Io vado a votare: Passaparola”.

Si tratta di una cam­pa­gna che è pos­si­bile clas­si­fi­care nell’ambito del social mar­ke­ting, o cause rela­ted mar­ke­ting che dir si voglia, che coniuga, appunto, una causa, una moti­va­zione sociale, ad un obiet­tivo d’impresa.

Il 28 mag­gio infatti, “Il Fatto Quo­ti­diano” annun­ciava trion­fal­mente il supe­ra­mento di mezzo milione di fan su Face­book. Nell’arti­colo veni­vano rie­pi­lo­gati il numero di fan degli altri prin­ci­pali quo­ti­diani nazio­nali Repub­blica inclusa che, secondo quanto ripor­tato, con­tava quel giorno 365.293 fan.

E’ quasi cer­ta­mente que­sto l’obiettivo di quella che in qual­che modo è pos­si­bile defi­nire come una con­tro­mossa del quo­ti­diano diretto da Ezio Mauro, incre­men­tare il numero di soste­ni­tori su Face­book. Non a caso, nella pagina dedi­cata all’iniziativa [pro­mossa anche in home page] sotto il logo dise­gnato da Altan, che si viene inci­tati a con­di­vi­dere, viene ripor­tato con grande evi­denza, tutto maiu­scolo e in colore rosso, l’invito a diven­tare fan di Repub­blica sul cele­bre social network.

Se su Twit­ter par­rebbe che l’impatto della cam­pa­gna sia limi­tato, la ricerca su Goo­gle all’interno dei blog resti­tu­sce circa 50mila risul­tati.

Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente Face­book, ho moni­to­rato il numero di fans sulla pagina del quo­ti­diano rile­vando, a que­sto momento, 383.143 fans. Un incre­mento di oltre 16mila utenti rispetto ai dati del 28 mag­gio e di poco meno di 1500 rispetto allo stesso momento di ieri quando avevo visio­nato il loro numero.  Il post   dedi­cato all’iniziativa ha otte­nuto 1579 “likes” e 112 com­menti. Con­ti­nuerò a moni­to­rare quo­ti­dia­na­mente il numero di fan aggior­nando quest’articolo con i nuovi dati sino al giorno del voto.

Pare dun­que che l’iniziativa, ad ecce­zione di Twit­ter, che comun­que ha una bassa pene­tra­zione sia in asso­luto che in rife­ri­mento spe­ci­fico all’Italia, stia fun­zio­nando. Una volta incre­men­tato il numero di fan e rag­giunta una massa cri­tica signi­fi­ca­tiva resta il pro­blema di come “sfrut­tare”, di come rela­zio­narsi ade­gua­ta­mente con que­ste per­sone, di quali obiet­tivi darsi e di come man­te­nerli attivi con­ver­ten­doli in visi­ta­tori fedeli del sito del quo­ti­diano. Non vi è dub­bio che sia que­sta la parte più rile­vante di una cam­pa­gna di social media mar­ke­ting di un quo­ti­diano, e dun­que anche di Repubblica.

Se fossi chia­mato infine ad espri­mere una mia per­so­nale rac­co­man­da­zione, sug­ge­ri­rei di inte­grare que­sta pre­senza con la rea­liz­za­zione di una piat­ta­forma sociale pro­prie­ta­ria. In tal senso il miglior esem­pio, ad oggi, di gestione attiva delle rela­zioni con l’utenza in ambito edi­to­riale, dal quale trarre spunto, è Eskup di “El Pais” che rin­forza sia il brand della testata che il rap­porto con l’audience.

Inu­tile dire che, al di là della sin­te­tica ana­lisi svolta, il 12 giu­gno per­so­nal­mente non vi è dub­bio che io vada cer­ta­mente a votare.

Pubblicato il 30 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

Specificazioni Bilanciate

Il dibat­tito sul futuro dell’editoria, sui modelli di busi­ness per­se­gui­bili, è legato a dop­pio filo agli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, ele­mento [par­rebbe] inscin­di­bile per poter soste­nere le eco­no­mie delle imprese editoriali.

Basan­dosi su que­sta logica si sono mosse, incau­ta­mente, da un lato, le aspet­ta­tive delle ver­sioni gra­tuite dei quo­ti­diani on line e, dall’altro, le ipo­tesi di recu­pero con­tri­bu­tivo che rara­mente pren­dono in con­si­de­ra­zione inte­ressi ed aspet­ta­tive del let­tore, dei seg­menti di utenza, con­cen­tran­dosi pre­va­len­te­mente su quelle degli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari.

In que­sto sce­na­rio gene­rale i soste­ni­tori di un futuro tutto digi­tale della let­tura citano [pour cause?] i dati pro­ve­nienti da oltreo­ceano dove le reve­nues pub­bli­ci­ta­rie arri­vano a rap­pre­sen­tare sino all’87% dei ricavi di quo­ti­diani quali il New York Times.

La realtà ita­liana è ben distinta e attual­mente vi è un per­fetto equi­li­brio tra ricavi dalle ven­dite delle pub­bli­ca­zioni e quelli deri­vanti dalla pub­bli­cità. Dimen­ti­carlo signi­fica fal­sare realtà e rela­tive prospettive.

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E’, altret­tanto, oppor­tuno rile­vare come esi­stano realtà emer­genti che allo stato attuale sono estra­nee a que­ste dina­mi­che con quo­ti­diani di carta che basano pra­ti­ca­mente esclu­si­va­mente la pro­pria esi­stenza e sus­si­stenza sulle ven­dite, tra tutte “Il Fatto”, ed altre che invece si fon­dano sola­mente sugli attesi ricavi pub­bli­ci­tari, com’è il caso dell’ottimo [ho dav­vero pia­cere di poterlo dire, dopo averlo seguito sin dalle ante­prime ] neo nato quo­ti­diano gui­dato da Sofri.

Non biso­gna, infine, a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, dimen­ti­care una realtà sto­rica ed impor­tante, almeno sotto il pro­filo qua­li­ta­tivo, nel pano­rama dei quo­ti­diani del nostro paese quale “Il Mani­fe­sto” che, come mostra il bilan­cio 2009, ottiene circa l’85% dei pro­pri ricavi gra­zie alle ven­dite, gra­zie a pro­pri lettori.

Ana­liz­zare uno sce­na­rio è la pre­messa neces­sa­ria alla spe­ci­fica disa­nima della sin­gola realtà da pren­dere in con­si­de­ra­zione, per la quale è oppor­tuno effet­tuare spe­ci­fi­ca­zioni bilan­ciate che gui­dino ad altret­tanti inter­venti mirati.

Chi si rife­ri­sce esclu­si­va­mente al gene­rale o è con­fuso o, in alter­na­tiva, vuole con­fon­dere, in ogni caso meglio diffidare.

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Con­si­de­ra­telo, se vi pare, un resumè del “cam­pio­nato” 2009/2010 dell’editoria nostrana e dintorni.

PS: Il bilan­cio del Mani­fe­sto è stato pub­bli­cato il 18 luglio scorso, rin­gra­zio ancora una volta gli amici che lavo­rano nel quo­ti­diano per aver­melo inviato in forma da poterlo ripub­bli­care in que­sti spazi.