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PWC ADV Proiezioni per Mezzo
Pubblicato il 7 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

Rapporto PWC Entertainment & Media Outlook Italia 2012–2016

Price Coo­per Wate­rhouse ha rila­sciato in que­sti giorni i risul­tati dell’analisi di sce­na­rio e le pro­ie­zioni per il periodo 2012 — 2016 per quanto riguarda intrat­te­ni­mento e media.

Oltre alla ten­denze glo­bali, che è comun­que inte­res­sante leg­gere per avere un pano­rama com­ples­sivo, è dispo­ni­bile il det­ta­glio per diverse nazioni Ita­lia inclusa gra­zie a “E&M Outlook in Italy 2012–2016”, che per il 4° anno con­se­cu­tivo descrive in det­ta­glio i trend rela­tivi a 12 seg­menti del mer­cato intrat­te­ni­mento e media nel nostro Paese.

Il report rac­co­glie per l’Italia pre­vi­sioni al 2016 sull’andamento di tutti i prin­ci­pali seg­menti coin­volti: film, tv, musica, radio, pub­bli­cità out-of-home, inter­net, quo­ti­diani, perio­dici, rivi­ste tec­ni­che, edi­to­ria spe­cia­liz­zata, video­game e gaming.

Inter­net sarà il seg­mento che regi­strerà la cre­scita più veloce nei pros­simi cin­que anni, con un tasso di cre­scita medio annuo dell’8,5%, soste­nuto da una cre­scita a due cifre per le com­po­nenti di spesa rela­tive al mobile access e all’advertising e da impor­tanti cre­scite del broad­band che por­te­ranno il valore di que­sto mer­cato a €12,7 miliardi.

Dopo inter­net, il seg­mento a mag­gior cre­scita saranno i video-games, che rag­giun­ge­ranno nel 2016 €1,3 miliardi [CAGR del 6,5%], seguiti dal seg­mento gaming che arri­verà a quota €1,9 miliardi [CAGR 4,5%]. I video games potranno trarre van­tag­gio dalla cre­scita del mer­cato online e wire­less e da una ripresa nei gio­chi di console.

Cat­tive noti­zie per l’editoria, secondo PWC infatti l’altro prin­ci­pale trend sarà lo spo­sta­mento degli inve­sti­menti dal publi­shing al non-publishing media.

Pur inclu­dendo la com­po­nente digi­tale in forte espan­sione, i quat­tro seg­menti del publi­shing [con­su­mer maga­zi­nes, new­spa­pers, con­su­mer edu­ca­tio­nal books e business-to-business] il trend di dimi­nu­zione degli ultimi anni non si ferma e, nono­stante una pre­vi­sione di ripresa nell’ultima parte del periodo, il valore dei quat­tro seg­menti sarà infe­riore nel 2016 rispetto al 2011.

In par­ti­co­lare per quanto riguarda gior­nali e pub­bli­ca­zioni perio­di­che con­su­mer [non spe­cia­liz­zate] è pre­vi­sta una fles­sione nel periodo 2012 — 2016 rispet­ti­va­mente dell’ 0,8% e del 2,1% a cui dovrebbe cor­ri­spon­dere un calo dell’advertising pari all’1,4% per i quo­ti­diani ed invece una cre­scita dell’ 1,2% per i perio­dici. Ten­denze che si basano su pro­ie­zioni favo­re­voli a par­tire dal 2014 dopo un 2012 da incubo, che con­ferma anche Niel­sen nel suo “eco­no­mic e media outlook” dedi­cato al nostro Paese, ed un 2013 comun­que in sofferenza.

L’ exe­cu­tive sum­mary ita­liano di “E&M Outlook in Italy 2012–2016”, che come sem­pre con­si­glio di leg­gere inte­gral­mente con  atten­zione, è libe­ra­mente sca­ri­ca­bile gra­zie a «Pub­bli­cità Italia».

Pubblicato il 26 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Entertainment & Media Outlook in Italy

Dopo le pre­vi­sioni di svi­luppo dei media a livello gene­rale, ven­gono ora rese dispo­ni­bili le ipo­tesi di sce­na­rio a medio ter­mine con spe­ci­fico rife­ri­mento all’Italia.

Secondo il rap­porto di PwC “Enter­tain­ment & Media Outlook 2010–2014”, pre­sen­tato ieri,  il mer­cato nel suo com­plesso dovrebbe cre­scere ad un tasso annuo del 6,6% con un picco nel 2012.

Una ten­denza gene­rale che nell’ambito dei media vede nei video­gio­chi il seg­mento con mag­gior dina­mi­cità e pro­spet­tive di crescita.

L’Evoluzione del Mer­cato nei Diversi Segmenti

L’evoluzione della spesa in adver­ti­sing vede la tele­vi­sione con­ti­nuare a fare la parte del leone, anche, nel nostro paese con un tasso di cre­scita pre­vi­sto del 4,9%. Inter­net sarà il media che regi­strerà il mag­gior svi­luppo in ter­mini di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari, pas­sando dall’attuale inci­denza dell’11% al 16% nel 2014.

L’editoria pre­senta segnali di ripresa a par­tire dal 2011 con un anda­mento for­te­mente influen­zato dal com­parto della pub­bli­cità. Un ele­mento di debo­lezza strut­tu­rale da non sottovalutare.

La carta stam­pata non pare essere il vei­colo pre­fe­rito dagli inve­sti­tori ed è infatti il seg­mento che “cede quota” ad inter­net in ter­mini di spesa pubblicitaria.

Il rap­porto pre­vede il rad­dop­pio degli inve­sti­menti della pub­bli­cità digi­tale per i quo­ti­diani da qui al 2014, tut­ta­via si tratta di uno svi­luppo che non sem­bra in grado di com­pen­sare il calo sulla carta stam­pata sia a livello di dif­fu­sioni [ven­dita di copie] che rac­colta pub­bli­ci­ta­ria in ambito tradizionale.

Come avviene in tutti i mer­cati sta­bili o in fles­sione, al loro interno le sin­gole mar­che pos­sono comun­que per­se­guire obiet­tivi di cre­scita “rubando quota” ai com­pe­ti­tors; i suc­cessi del “Fatto Quo­ti­diano” stanno lì a dimostrarlo.

Pubblicato il 16 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Previsioni di Sviluppo dei Media

Buone noti­zie per il set­tore della stampa, secondo il rap­porto rea­liz­zato da PWC per WAN-IFRA, il declino dei gior­nali dovrebbe ter­mi­nare nel 2012.

La tabella di sin­tesi del World Digi­tal Media Trends 2010, con lo sto­rico dell’ anda­mento di cia­scun seg­mento e le pre­vi­sioni sino al 2014, pub­bli­cata da SFN, mostra un asse­sta­mento dei gior­nali entro il pros­simo bien­nio.  Potrebbe trat­tarsi di un posi­zio­na­mento fisio­lo­gico dopo l’urto, l’impatto delle tec­no­lo­gie digi­tali, che smen­ti­rebbe le pre­vi­sioni più cata­stro­fi­che [alle quali per­so­nal­mente non ho mai cre­duto] di scom­parsa dei giornali.

I seg­menti che mostrano una pro­spet­tiva di mag­gior viva­cità sono quelli della comu­ni­ca­zione sul web, sia fisso che in mobi­lità, e dei video­gio­chi.

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Pubblicato il 2 marzo 2010 by Pier Luca Santoro

Armageddon

In que­sti spazi sono già stati pre­sen­tati e com­men­tati, , all’epoca, i risul­tati del New­spa­pers Outlook 2009 con­dotto da PWC in col­la­bo­ra­zione con The World Asso­cia­tion of Newspapers.

Rileg­gendo il rap­porto, in vista del work­shop di dome­nica pros­sima, ha atti­rato la mia atten­zione il gra­fico sot­to­stante che con­fronta la ten­denza della quota di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari tra inter­net e la stampa.

Certo esi­stono distin­zioni tra le diverse nazioni e l’Italia ha una quota di inve­sti­menti deci­sa­mente infe­riore rispetto a quella che il gra­fico pro­pone, certo si può con­ti­nuare a con­tare sulle sov­ven­zioni anche per il 2010, certo le pre­vi­sioni sono sem­pre suscet­ti­bili di errore.

Pas­serà un anno in più o, più pro­ba­bil­mente, vista la pre­po­tente acce­le­ra­zione delle dina­mi­che in atto, uno in meno, ma non vi è dub­bio che senza una impor­tante e dra­stica ricon­si­de­ra­zione di modi e moda­lità di pro­po­si­zione l’Arma­ged­don della carta stam­pata sia sem­pre più prossimo.

Se è vero che quel che avviene oltreo­ceano anti­cipa le ten­denze di quanto acca­drà in Europa e nel nostro paese, potrebbe essere que­sta la chiave di let­tura della par­tenza da que­sta set­ti­mana di un cir­cuito di ben 850 mega­schermi sui quali ven­gono vei­co­lati i con­te­nuti [e la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, eh!] del New York Times.

Pubblicato il 11 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Newspapers Outlook 2009

Pri­cewa­te­rhou­se­Coo­pers in col­la­bo­ra­zione con the World Asso­cia­tion of New­spa­pers ha con­dotto il New­spa­pa­pers Outlook 2009 i cui risul­tati sono stati resi pub­blici recentemente.

La ricerca è dav­vero com­pleta poi­ché affronta la que­stione del futuro dei gior­nali da più di una pro­spet­tiva ana­liz­zando sia la visione dei pub­blici di rife­ri­mento che quella dell’impresa con­tem­plando anche i biso­gni ed i desi­de­rata degli inser­zio­ni­sti e degli editori.

L’outlook ha coin­volto circa 5000 rispon­denti per quanto riguarda l’area dedi­cata ai consumatori/pubblici di rife­ri­mento men­tre sono stati inter­vi­stati 30 edi­tori dei prin­ci­pali quo­ti­diani e 10 opi­nion lea­ders respon­sa­bili delle mag­giori agen­zie di media buy­ing nel mondo. Le nazioni prese in con­si­de­ra­zione ed ana­liz­zate in maniera spe­ci­fica sono state Canada, Fran­cia, Ger­ma­nia, Sviz­zera, Gran Bre­ta­gna, Olanda e Stati Uniti; sono state, inol­tre, prese in con­si­de­ra­zione le dina­mi­che di Austra­lia, India, Ita­lia e Spa­gna. La foca­liz­za­zione sulle dina­mi­che del mer­cato euro­peo e le con­si­de­ra­zioni spe­ci­fi­che rela­tive all’Italia ne fanno dun­que un docu­mento stra­te­gico di asso­luto interesse.

Com­ples­si­va­mente vi sono noti­zie rela­ti­va­mente di con­forto per gli edi­tori tra­di­zio­nali [e di riflesso per noi miseri gior­na­lai] anche se è inte­res­sante rile­vare come vi siano approcci distinti da parte dei tre pre­ci­tati seg­menti di rife­ri­mento presi in con­si­de­ra­zione dal survey.

Cer­cando di sche­ma­tiz­zare e sin­te­tiz­zare al mas­simo seguirò la sud­di­vi­sione per com­parti pro­po­sti dalla ricerca stessa alla quale non posso che riman­dare per tutti gli appro­fon­di­menti del caso.

Le carat­te­ri­sti­che del mer­cato di rife­ri­mento:

In gene­rale, come emerge dalle due figure di sin­tesi sot­to­stanti, il cam­bia­mento del modello di busi­ness ha un impatto rela­ti­va­mente mode­sto sui ricavi degli editori,

Newspapers business model

ed anche in pro­spet­tiva la ven­dita di copie car­ta­cee e la comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria sulle stesse reste­ranno le prin­ci­pali fonti di red­dito per gli editori.

Newspapers publishing m,arket

La pro­spet­tiva dei pub­blici di rife­ri­menti – i con­su­ma­tori di noti­zie:

Al di là di piat­ta­forme e sup­porti emerge con chia­rezza come vi sia da parte dei let­tori la forte aspet­ta­tiva di essere parte del dibat­tito, della con­ver­sa­zione, sia in ter­mini di abi­li­ta­zione a com­men­tare i con­te­nuti for­niti che di ero­ga­zione dei con­te­nuti stessi. Non vi è dub­bio che la strada intra­presa da alcune pub­bli­ca­zioni sia l’unica per­se­gui­bile. I gior­nali sono con­ver­sa­zioni.

Esclu­dendo l’elemento prezzo i quo­ti­diani riman­gono la fonte d’informazione preferita.

Sep­pure le dichia­ra­zioni rese dai rispon­denti con­fer­mino come l’interesse com­ples­si­va­mente con­ti­nui ad essere incen­trato sulle “noti­zie gene­rali” emerge un chiaro inte­resse, e dispo­ni­bi­lità a pagare, per infor­ma­zioni di qua­lità e spe­ci­fi­che. Que­sta è sicu­ra­mente un’area di svi­luppo per gli editori.

Ini­zia ad emer­gere una pro­pen­sione a pagare con­te­nuti di qua­lità for­niti on line che dovrebbe cre­scere in futuro gra­zie ad una com­ples­siva mag­gior pro­pen­sione alla spesa su/via internet.

E’ invece risi­bile la pro­pen­sione e l’interesse verso gli e-readers [spe­riamo di riu­scire a chiu­dere pre­sto que­sto tri­ste ed inu­tile capi­tolo del dibat­tito sul futuro dei gior­nali] sia per le carat­te­ri­sti­che tec­ni­che degli stessi che, soprat­tutto, per i costi di con­nes­sione richie­sti dagli ope­ra­tori telefonici.

First choice of medium

La pro­spet­tiva degli inser­zio­ni­sti pub­bli­ci­tari:

Gli inve­sti­tori sono sem­pre più alla ricerca di un approc­cio inte­grato in grado di assi­cu­rare, a parità di con­di­zione, il miglior ritorno sull’investimento. E’, com­ples­si­va­mente, prio­ri­ta­ria una con­ver­sa­zione costante con la clien­tela ed è que­sto cer­ta­mente un – se non IL – punto di con­tatto con l’editoria da soddisfare.

Newspapers quote

Misu­ra­bi­lità ed affi­da­bi­lità delle misu­ra­zioni sono i punti car­dine che gui­dano, e gui­de­ranno sem­pre più, le logi­che di inve­sti­mento pub­bli­ci­ta­rio. Molti degli opi­nion lea­ders inter­vi­stati hanno dichia­rato riduzioni/contenimento degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari a causa della carenza di con­senso rela­tiva a metri­che tra­di­zio­nali e nuove. Viene rile­vato come la crisi eco­no­mica acce­le­rerà ulte­rior­mente il pas­sag­gio dei bud­get di comu­ni­ca­zione verso mezzi per­ce­piti come più affi­da­bili e misu­ra­bili. Spiace doverlo ricor­dare ma esi­steva, quasi due anni or sono, un pro­getto [“Defi­ni­zione di ana­lisi com­pa­rata di nuove metri­che per la “nuova comu­ni­ca­zione d’impresa” ed il “nuovo Mar­ke­ting”] di ricerca appli­cata che ten­deva pro­prio a que­sto obiet­tivo; un’occasione sprecata.

Di asso­luto inte­resse è lo svi­luppo in atto di pro­cessi di inte­gra­zione tra media tra­di­zio­nali e non quale è il caso dell’esempio sotto riportato.

integrazione dei media

La pro­spet­tiva degli edi­tori:

Per il futuro degli edi­tori il pas­sag­gio fon­da­men­tale in ter­mini di pro­spet­tive è rela­tivo al cam­bia­mento da una strut­tura di comu­ni­ca­zione basata sui distinti mezzi e canali ad una strut­tura fon­data sulla pro­du­zione di con­te­nuti come la figura sot­to­ri­por­tata illu­stra egregiamente.

Structural change of channel distribution

Sotto que­sto pro­filo gli edi­tori pos­sie­dono un van­tag­gio com­pe­ti­tivo rile­vante, rispetto ad attuali e pos­si­bili new comers, in ter­mini di capa­cità e di orga­niz­za­zione azien­dale per la crea­zione di con­te­nuti. Nono­stante la crisi è su que­sto aspetto fon­da­men­tal­mente che biso­gna fare leva e, se neces­sa­rio, inve­stire ulte­rior­mente. I rita­gli sono dei – dove­rosi – paliativi.

Lo svi­luppo non potrà che venire, infine, oltre che dagli aspetti sopra citati dalla capa­cità di svi­lup­pare coe­ren­te­mente con­te­nuti di nic­chia e per­so­na­liz­zati.

Qua­lora non in grado di sod­di­sfare que­sta domanda la carta stam­pata [non] avrà che il futuro che già oggi è ben deli­neato.

Qua­lun­que ricerca, di qual­siasi tipo­lo­gia, non va letta [né tanto meno uti­liz­zata per giustificare/avvallare scelte azien­dali pre defi­nite] ma deve essere oggetto di tara­ture ed inter­pre­ta­zioni ade­guate. E’ anche su que­sti aspetti, credo, che si misu­rano capa­cità e pro­fes­sio­na­lità – mana­ge­ria­lità come si suol dire in sin­tesi – dei sog­getti e delle orga­niz­za­zioni che li impiegano.

Sin­te­tiz­zando 56 pagine di report ho, ine­vi­ta­bil­mente, for­nito la mia inter­pre­ta­zione e pro­po­sto la mia per­so­nale chiave di let­tura. Del resto è ormai noto che i blog siano curati da per­sone — sog­getti – forse è que­sto che ne ha deter­mi­nato l’esplosione a suo tempo.

A vous.….….….…..

PS:  ah, se fati­cate a pro­se­guire la let­tura a video e casual­mente vi inte­res­sasse quel che viene scritto in que­sti spazi.….….…stampatevelo.