publishing

Evoluzione Publishing
Pubblicato il 9 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

Da Gutemberg al Brand Journalism

L’infografica riper­corre le evo­lu­zioni dell’editoria dalla prima mac­china da stampa di Gutem­berg alla nascita dei gior­nali sino alla rivo­lu­zione digi­tale ed al brand jour­na­lism.

Fatti più o meno noti che messi insieme aiu­tano a com­pren­dere con quale velo­cità siano avve­nuti i cam­bia­menti rispetto al pas­sato nell’ultimo decen­nio e che, nella mia inter­pre­ta­zione, evi­den­ziano l’inevitabile neces­sità di spe­ri­men­tare e, se del caso, fal­lire velo­ce­mente per ripren­dere una nuova strada, una nuova sperimentazione.

Impos­si­bile, credo dav­vero, un altro per­corso che lasci inges­sati seguendo pra­ti­che gestio­nali e modelli ormai obso­leti por­tando all’immobilismo ed ine­vi­ta­bil­mente alla cer­tezza dell’inadeguatezza.

Diceva Albert Ein­stein che “impa­rare è un’esperienza; tutto il resto è solo infor­ma­zione”, vale la pena di farne un car­tello da appen­dere in certi uffici.

PWC ADV Proiezioni per Mezzo
Pubblicato il 7 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

Rapporto PWC Entertainment & Media Outlook Italia 2012–2016

Price Coo­per Wate­rhouse ha rila­sciato in que­sti giorni i risul­tati dell’analisi di sce­na­rio e le pro­ie­zioni per il periodo 2012 — 2016 per quanto riguarda intrat­te­ni­mento e media.

Oltre alla ten­denze glo­bali, che è comun­que inte­res­sante leg­gere per avere un pano­rama com­ples­sivo, è dispo­ni­bile il det­ta­glio per diverse nazioni Ita­lia inclusa gra­zie a “E&M Outlook in Italy 2012–2016”, che per il 4° anno con­se­cu­tivo descrive in det­ta­glio i trend rela­tivi a 12 seg­menti del mer­cato intrat­te­ni­mento e media nel nostro Paese.

Il report rac­co­glie per l’Italia pre­vi­sioni al 2016 sull’andamento di tutti i prin­ci­pali seg­menti coin­volti: film, tv, musica, radio, pub­bli­cità out-of-home, inter­net, quo­ti­diani, perio­dici, rivi­ste tec­ni­che, edi­to­ria spe­cia­liz­zata, video­game e gaming.

Inter­net sarà il seg­mento che regi­strerà la cre­scita più veloce nei pros­simi cin­que anni, con un tasso di cre­scita medio annuo dell’8,5%, soste­nuto da una cre­scita a due cifre per le com­po­nenti di spesa rela­tive al mobile access e all’advertising e da impor­tanti cre­scite del broad­band che por­te­ranno il valore di que­sto mer­cato a €12,7 miliardi.

Dopo inter­net, il seg­mento a mag­gior cre­scita saranno i video-games, che rag­giun­ge­ranno nel 2016 €1,3 miliardi [CAGR del 6,5%], seguiti dal seg­mento gaming che arri­verà a quota €1,9 miliardi [CAGR 4,5%]. I video games potranno trarre van­tag­gio dalla cre­scita del mer­cato online e wire­less e da una ripresa nei gio­chi di console.

Cat­tive noti­zie per l’editoria, secondo PWC infatti l’altro prin­ci­pale trend sarà lo spo­sta­mento degli inve­sti­menti dal publi­shing al non-publishing media.

Pur inclu­dendo la com­po­nente digi­tale in forte espan­sione, i quat­tro seg­menti del publi­shing [con­su­mer maga­zi­nes, new­spa­pers, con­su­mer edu­ca­tio­nal books e business-to-business] il trend di dimi­nu­zione degli ultimi anni non si ferma e, nono­stante una pre­vi­sione di ripresa nell’ultima parte del periodo, il valore dei quat­tro seg­menti sarà infe­riore nel 2016 rispetto al 2011.

In par­ti­co­lare per quanto riguarda gior­nali e pub­bli­ca­zioni perio­di­che con­su­mer [non spe­cia­liz­zate] è pre­vi­sta una fles­sione nel periodo 2012 — 2016 rispet­ti­va­mente dell’ 0,8% e del 2,1% a cui dovrebbe cor­ri­spon­dere un calo dell’advertising pari all’1,4% per i quo­ti­diani ed invece una cre­scita dell’ 1,2% per i perio­dici. Ten­denze che si basano su pro­ie­zioni favo­re­voli a par­tire dal 2014 dopo un 2012 da incubo, che con­ferma anche Niel­sen nel suo “eco­no­mic e media outlook” dedi­cato al nostro Paese, ed un 2013 comun­que in sofferenza.

L’ exe­cu­tive sum­mary ita­liano di “E&M Outlook in Italy 2012–2016”, che come sem­pre con­si­glio di leg­gere inte­gral­mente con  atten­zione, è libe­ra­mente sca­ri­ca­bile gra­zie a «Pub­bli­cità Italia».

Pubblicato il 25 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Modelli di Business & Aree di Espansione

L’interessantissimo Mon­day Note, già segna­lato pre­ce­den­te­mente, pro­pone una mappa di quelli che ven­gono defi­niti i “media moderni” [defi­ni­zione che mi appare mag­gior­mente con­di­vi­si­bile rispetto all’obsolescenza del ter­mine new media], degli attuali modelli di busi­ness pre­va­lenti e delle possibili,o neces­sa­rie, aree di espan­sione per il recu­pero di redditività.

Nella mappa per cia­scuna cate­go­ria sono inse­riti esempi spe­ci­fici e può essere stru­mento di rifles­sione rispetto al pro­prio posi­zio­na­mento ed alle poten­ziali aree di allar­ga­mento. Non sono esclusi, ovvia­mente, i social media dalla mappatura.

Inte­res­sante rile­vare come l’Huffington Post venga inse­rito nella cate­go­ria delle com­mo­dity news e quindi nell’area a minor valore aggiunto.

Da segna­lare anche come l’ambito dell’ancil­lary publi­shing venga valu­tata come attual­mente sco­perta e per­ciò di sicuro inte­resse per chi volesse entrare oggi in ambito edi­to­riale.  E’ una nic­chia verso la quale anche nel nostro paese si nota inte­resse da parte di new comers.

Pubblicato il 11 febbraio 2010 by Pier Luca Santoro

Diffusione e condivisione degli articoli di giornale

Per­ché certi arti­coli più di altri sono letti, dif­fusi e con­di­visi attra­verso il pas­sa­pa­rola? Si sono chie­sti Jonah Ber­gerKathe­rine L. Milk­man, due stu­diosi di mar­ke­ting e di ope­ra­tions and infor­ma­tion mana­ge­ment della Whar­ton School dell’University of Penn­syl­va­nia, che hanno con­dotto una ricerca su «Social tran­smis­sion and viral cul­ture». La rispo­sta è nella capa­cità di chi scrive di essere «awe inspi­ring», cioè di susci­tare nel let­tore un misto di timore e rispetto.

I due hanno ana­liz­zato più di 7.700 arti­coli, apparsi sul «New York Times» online tra il 30 ago­sto 2008 e il 15 feb­braio 2009, rile­vando gli accessi unici ogni quin­dici minuti. Il loro rap­porto di ricerca è ancora in revi­sione.
Di ogni arti­colo hanno con­si­de­rato l’argomento, l’autore, il con­te­sto degli avve­ni­menti rile­vanti, il tono del reso­conto, la posi­zione nella pagina d’accoglienza del gior­nale, il rap­porto tra com­por­ta­mento indi­vi­duale e risul­tati collettivi.

Ne hanno rica­vato che se una noti­zia fa leva sulle emo­zioni del let­tore, que­sti ha forti pro­ba­bi­lità di ritro­var­cisi. Ugual­mente, se affronta un aspetto posi­tivo di una que­stione sociale, il let­tore è por­tato a goderne. L’autore è un altro motivo d’attrazione, la noto­rietà, l’autorevolezza [meglio se cer­ti­fi­cata] hanno un ruolo impor­tante, la cre­di­bi­lità e la novità delle infor­ma­zioni raf­for­zano il legame di fidu­cia e ispi­rano la voglia di par­te­ci­pare con altri quello che una per­sona ha letto per con­di­vi­dere i sen­ti­menti provati.

Per i gior­nali online il fatto che la noti­zia possa essere discussa su un social net­work è un ulte­riore motivo di atten­zione e con­di­vi­sione. La pro­spet­tiva futura e l’utilizzo dell’informazione, il taglio dimo­stra­tivo e le espe­rienze descritte sono altri motivi di spinta alla par­te­ci­pa­zione con gli altri di quello che si è conosciuto.

La lun­ghezza e la bre­vità del testo vanno cor­re­late con il con­te­nuto. Se la sto­ria emo­ziona si vogliono cono­scere tutti i det­ta­gli. Se l’utilizzo deve essere ope­ra­tivo si vogliono trarne istru­zioni pre­cise. Se si tratta di avere valu­ta­zioni dei fatti e sem­plici opi­nioni, l’autorevolezza dell’autore deve essere fuori discus­sione per arri­vare in fondo a un arti­colo lungo.

Col­lo­ca­zione di un arti­colo — mag­giore o minore evi­denza sulla pagina d’apertura —

La rea­zione alla let­tura non è imme­diata. Ci sono rifles­sioni più ragio­nate ed espresse per iscritto, a titolo indi­vi­duale, solo se il let­tore si sente pro­vo­cato e coin­volto fortemente.

La dif­fu­sione e discus­sione ver­bale, che suscita altri accessi al sito è più pronta, ma lo scam­bio mag­giore di opi­nioni tra i let­tori avviene fuori dal medium, con il pas­sa­pa­rola. Se la per­sona inter­viene in un forum, che ha atti­vato il dibat­tito con il pezzo, l’autore deve soste­nere l’apertura al con­fronto delle opi­nioni, non negarle o mani­po­larle e inter­ve­nire giu­sto per dare con­ti­nuità logica, ordine o chia­ri­menti allo sviluppo.

Un arti­colo di suc­cesso è al ser­vi­zio del let­tore, ogni altro uso è sleale e non ispira certo né inte­ra­zione con chi lo ha scritto, né dif­fu­sione virale.

In con­clu­sione, scri­vono gli autori, una vera effi­ca­cia col­let­tiva richiede una pro­spet­tiva ope­ra­tiva inte­grata, che con­si­deri il pro­cesso di dif­fu­sione e con­di­vi­sione dalla let­tura indi­vi­duale alla tra­smis­sione per por­ta­pa­rola, attra­verso una spinta com­bi­nata dell’articolista e del medium.

[Fonte]