public relations

Inspiring Pr
Pubblicato il 16 maggio 2014 by Pier Luca Santoro

InsPiRing PR

Sabato a Mestre si tiene un evento pro­mosso da FERPI Tri­ve­neto ma con valenza nazio­nale: “InsPi­Ring PR”

La gior­nata di lavoro è aperta a tutti i comu­ni­ca­tori e a coloro che ope­rano nelle orga­niz­za­zioni, pub­bli­che o pri­vate, pro­fit o non pro­fit. Per risco­prire il ruolo delle Rela­zioni Pub­bli­che alla luce dei cam­bia­menti nella gestione delle rela­zioni interne, esterne e della rivoluzione/e-voluzione digitale.

Incau­ta­mente, as usual, com­paio tra gli spea­ker. Qui le poche slide di appog­gio per il mio inter­vento insPi­Ra­tio­nal: “Il futuro della comu­ni­ca­zione è oggi”

Pubblicato il 7 ottobre 2011 by Pier Luca Santoro

Il Giudizio sull’Etica dei Media in Italia

Si è tenuto ieri a Milano un con­ve­gno orga­niz­zato dall’Ordine dei Gior­na­li­sti della Lom­bar­dia su «il futuro del gior­na­li­smo: etica e professione».

Nell’ambito dell’incontro sono stati pre­sen­tati i risul­tati di tre inda­gini demo­sco­pi­che sull’etica del gior­na­li­smo effet­tuate intorno a giu­gno di quest’anno.

La sin­tesi delle evi­denze emer­genti sul tema è rac­colta dal gra­fico sot­to­stante pub­bli­cato da «Affari Italiani».

Ad esclu­sione della Rete, unico media pro­mosso dai par­te­ci­panti al son­dag­gio, emerge con chia­rezza un giu­di­zio nega­tivo rela­ti­va­mente all’eticità di mezzi ed attori dell’informazione e della comu­ni­ca­zione ita­liana. Ad essere cla­mo­ro­sa­mente boc­ciati sono la tele­vi­sione, le imprese che inve­stono in pub­bli­cità e chi  per lavoro [pub­bli­ci­tari e addetti alle pr] le assi­ste, ma anche gior­nali e gior­na­li­sti otten­gono un  giu­di­zio negativo.

Leti­zia Gon­za­les, Pre­si­dente dell’ODG della Lom­bar­dia, nel suo discorso ha evi­den­ziato la respon­sa­bi­lità degli edi­tori in ter­mini di con­di­zio­na­menti legati alla neces­sità di ven­dere e di cat­tiva orga­niz­za­zione del lavoro. Con­si­de­ra­zioni alle quali ha fatto da con­tral­tare il Diret­tore del Sole24Ore che ha ricor­dato come “l’etica nel gior­na­li­smo passa anche dalla capa­cità di cia­scuno di essere pro­fes­sio­ni­sta cor­retto e dalla con­sa­pe­vo­lezza che per miglio­rare il pro­prio gior­nale occorre stu­diare e spe­cia­liz­zarsi e dun­que miglio­rare se stessi”.

Wiki­pe­dia, che ha ria­perto dopo la ser­rata di pro­te­sta con­tro la “legge bava­glio”, spiega che il ter­mine etica [dal greco antico εθος (o ήθος), èthos, “carat­tere”, “com­por­ta­mento”, “costume”, “con­sue­tu­dine”] è un ramo della filo­so­fia che stu­dia i fon­da­menti ogget­tivi e razio­nali che per­met­tono di asse­gnare ai com­por­ta­menti umani uno sta­tus deon­to­lo­gico ovvero distin­guerli in buoni, giu­sti, o moral­mente leciti, rispetto ai com­por­ta­menti rite­nuti cat­tivi o moral­mente inappropriati.

E’ straor­di­na­rio come gli addetti ai lavori, pare, si accor­gano solo ora di quello che i let­tori, le per­sone mani­fe­stano aper­ta­mente ormai da tempo.  Non resta che augu­rarsi che siano i bene­fici effetti della crisi a por­tare non solo con­sa­pe­vo­lezza ma anche una rea­zione di fronte ad un pro­blema che è cru­ciale per il futuro dell’informazione.

Pubblicato il 27 giugno 2011 by Pier Luca Santoro

Mappa dei Mezzi di Comunicazione

La mappa dei mezzi di comu­ni­ca­zione, a mio avviso erro­nea­mente defi­nita mar­ke­ting map,  è un ottimo stru­mento per avere a colpo d’occhio un pano­rama esau­stivo delle diverse opzioni, dei distinti media che è poten­zial­mente pos­si­bile uti­liz­zare per comunicare.

Molto com­pleta, iden­ti­fica pun­tual­mente pres­so­chè la tota­lità dei mezzi, dalle pub­bli­che rela­zioni al gaming, pas­sando per i social media ed il trai­ning. Rap­pre­senta un eccel­lente punto di par­tenza nella defi­ni­zione della stra­te­gia di comu­ni­ca­zione per deci­dere quali atti­vità sono più rile­vanti per il pub­blico di riferimento.

Da stam­pare e appen­dere in ufficio.

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Pubblicato il 21 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Effetto Streisand

BP, dopo essersi resa par­te­cipe, respon­sa­bile, di uno dei più colos­sali disa­stri ambien­tali della sto­ria, si sta ren­dendo pro­ta­go­ni­sta anche di «disa­stro mediatico».

Dopo aver cer­cato di occul­tare infor­ma­zioni ai media, non ha saputo cogliere l’opportunità di riscatto sce­gliendo di fug­gire, di elu­dere i gior­na­li­sti durante una con­fe­renza stampa.

Anche su inter­net è stata seguita la stessa stra­te­gia com­prando le parole chiave dei motori di ricerca e cer­cando di far chiu­dere l’account su twit­ter che iro­niz­zava sulla com­pa­gnia, pur di mani­po­lare la comunicazione.

Que­sti com­por­ta­menti scia­gu­rati hanno favo­rito, ali­men­tato, la nascita di nuovi foco­lai di pro­te­sta sia su Twit­ter [anche: @britishpollute, @BPCares,] che su You Tube e altrove nel web.

Anche gli ope­ra­tori del call cen­ter della com­pa­gnia petro­li­fera, ad adbun­dan­tiam, hanno sve­lato altri det­ta­gli della fal­li­men­tare stra­te­gia di mani­po­la­zione, som­man­dosi alle accuse dei soci della Bri­tish Petroleum.

Sono dina­mi­che che dovreb­bero essere note poi­ché sono così nume­rose e dif­fuse le casi­sti­che di que­sto tipo che ven­gono rag­grup­pate sotto la deno­mi­na­zione di effetto strei­sand.

Chia­mia­mola gestione della comu­ni­ca­zione di crisi o, se pre­fe­rite, green mar­ke­ting, ma è chiaro che il pro­cesso di disin­ter­me­dia­zione della comu­ni­ca­zione è inar­re­sta­bile, nascon­dersi die­tro a un dito non fa che peg­gio­rare la situazione.

Pubblicato il 20 gennaio 2010 by Pier Luca Santoro

Senza giornali [di carta] per un anno

Adam Vin­cen­zini, lon­di­nese con­su­lente nell’area delle public rela­tions, ha deciso di pro­vare a spe­ri­men­tare se sia pos­si­bile vivere per un anno senza acqui­stare o leg­gere alcun quo­ti­diano nel for­mato tradizionale.

Le regole sono state descritte nel suo blog ad ini­zio 2010 e da allora, con fre­quenza set­ti­ma­nale, ven­gono pub­bli­cati degli aggior­na­menti sull’andamento dell’esperimento in corso.

Per la natura del suo lavoro, Vin­cen­zini è [era] legato alla let­tura dei gior­nali oltre che per avere aggior­na­menti sulle noti­zie per veri­fi­care il buon anda­mento, o meno, delle cam­pa­gne pro­mosse dalla sua società di PR.

Nel corso di tutto il 2010, per­ciò, ten­terà di leg­gere le noti­zie sola­mente su sup­porti elet­tro­nici via inter­net dovendo evi­tare a tutti i costi qual­siasi con­tatto con la ver­sione car­ta­cea dei quo­ti­diani. L’esperimento tende dun­que a dimo­strare se que­sto sia pos­si­bile o meno. Dal video pub­bli­cato sabato 16 gen­naio scorso si ini­ziano a vedere le prime dif­fi­coltà e si apprezza come i gior­nali nella loro ver­sione tra­di­zio­nale [di carta] siano parte inte­grante e fon­da­men­tale della nostra quotidianità.

Sarà inte­res­sante con­ti­nuare a seguire il test durante il corso dell’anno per veri­fi­carne l’avanzamento e l’impatto. Stay tuned.

Pubblicato il 16 novembre 2009 by Pier Luca Santoro

Comunicazione pubblicitaria e copertura giornalistica

I dubbi, che i let­tori più attenti hanno sem­pre nutrito sulla reale indi­pen­denza di gior­nali e gior­na­li­sti sono con­fer­mati, o quanto meno ali­men­tati, da Diego Rinallo [Uni­ver­sità Boc­coni] e Suman Basu­roy [Uni­ver­sity of Okla­homa] che nell’articolo Does Adver­ti­sing Spen­ding Influence Media Cove­rage of the Adver­ti­sers?, pub­bli­cato sul numero di novem­bre del “Jour­nal of Mar­ke­ting” [di]mostrano una forte influenza da parte degli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari sul con­te­nuto della stampa di tutto il mondo.

Ana­liz­zando la spesa pub­bli­ci­ta­ria e la coper­tura gior­na­li­stica di 291 imprese ita­liane della moda sulle pub­bli­ca­zioni di 123 edi­tori in Ita­lia [61], Fran­cia [15], Ger­ma­nia [15], Gran Bre­ta­gna [16] e USA [16], i due stu­diosi con­clu­dono peren­to­ria­mente che “ci sono le prove di una forte influenza «posi­tiva» della pub­bli­cità sulla coper­tura giornalistica”.

In par­ti­co­lare dalla ricerca emerge che:

  • Gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari rice­vono un trat­ta­mento pre­fe­ren­ziale nella coper­tura giornalistica.
  • Le testate spe­cia­liz­zate che dipen­dono esclu­si­va­mente da un deter­mi­nato set­tore sono mag­gior­mente influenzabili.
  • Le pres­sioni di gruppi d’interesse influen­zano le deci­sioni sul tipo di coper­tura giornalistica.
  • Le imprese di mag­giori dimen­sioni e con pro­dotti inno­va­tivi hanno pos­si­bi­lità supe­riori alle altre di otte­nere una coper­tura mediatica.
  • Gli effetti dell’influenza da parte degli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari esi­stono sia negli USA che in Europa.

Editoria e Condizionamenti

Fin­ché gli arti­coli dei gior­nali saranno scritti sul retro degli annunci pub­bli­ci­tari cre­di­bi­lità e fidu­cia nei media non potranno che con­ti­nuare a crol­lare inesorabilmente.

Pubblicato il 2 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Ladies & Gentleman … il comunicato stampa

Esat­ta­mente una set­ti­mana fa Class Edi­tori ha lan­ciato un nuovo men­sile: “Ladies & Gen­tle­man”.

La comu­ni­ca­zione al trade, ai punti ven­dita, rice­vuta in qua­lità di gior­na­laio, mi aveva già com­mosso fin dal prin­ci­pio, con un testo che ini­ziava reci­tando: “Gen­tile Edico­lante” [si, con la e maiu­scola, fan­ta­stico!] ed un seguito che vi rispar­mio poi­ché fon­da­men­tal­mente non molto diverso da altri già visti e ripor­tati.

Il meglio, in ter­mini di soste­gno alla pub­bli­ca­zione men­sile, viene espresso nell’arti­colo – comu­ni­cato stampa – adver­to­rial pub­bli­cato su uno dei quo­ti­diani del gruppo il giorno pre­ce­dente all’uscita della rivi­sta. Mi pare asso­lu­ta­mente oppor­tuno ripren­dere i pas­saggi salienti di quello che è a tutti gli effetti un comu­ni­cato stampa per gli addetti ai lavori.

Ladies & Gen­tle­man nasce dall’esperienza che Class Edi­tori ha matu­rato negli anni por­tando al suc­cesso ita­liano ed inter­na­zio­nale Gen­tle­man [….] Ladies & Gen­tle­man è il primo gior­nale dedi­cato al mondo fem­mi­nile che, senza falsi pudori né riven­di­ca­zioni da quote rosa, rende pro­ta­go­ni­ste le sue let­trici, un tar­get sele­zio­nato, selet­tivo e ricercato ”.

Pro­se­guendo ancora: “ Ladies & Gen­tle­man è un gior­nale veloce, agile, pra­tico e ricco di infor­ma­zioni ed emo­zioni, non la ver­sione fem­mi­nile di un maschile socio – poli­tico né tanto meno un cata­logo di ten­denze impro­ba­bili. E’ invece un gior­nale bello da sfo­gliare, appas­sio­nato, che segue una strada nuova corag­giosa e positiva [.….] ”

Per con­clu­dere: “ [….] Donne impe­gnate nel lavoro e nella vita pri­vata, con­cen­trate nella car­riera per­so­nale e/o a soste­nere il pro­prio uomo nella pro­pria, così come le let­trici del gior­nale che rap­pre­sen­tano il tar­get più alto, il più ambito dal mer­cato pub­bli­ci­ta­rio, con capa­cità di spesa pro­pria e influenza diretta nelle deci­sioni d’acquisto dei loro uomini. Un tar­get che Ladies & Gen­tle­man rag­giunge in modo capil­lare e mira­tis­simo, gra­zie al sistema di ven­dita arti­co­lato messo appunto da Class Edi­tori per garan­tire la mas­sima effi­ca­cia nella diffusione [….] ”

Rofl

E’ una set­ti­mana che leggo e rileggo i pas­saggi ripor­tati dell’articolo ed alterno stu­pore, ila­rità e fastidio.

Della stra­bi­liante capa­cità del quo­ti­diano in que­stione di con­ti­nuare a pro­durre reda­zio­nali promo pub­bli­ci­tari vesten­doli da arti­coli ho già par­lato e non credo vi sia nulla d’aggiungere.

Pur con­fi­dando nella ottima capa­cità di ana­lisi e cri­tica di chi legge e com­menta in que­sti spazi, segnalo, da un lato lo straor­di­na­rio numero di agget­tivi con­te­nuti nel testo da me ripreso e, dall’altro, la straor­di­na­ria sequenza di affer­ma­zioni con­trad­dit­to­rie che vi sono contenute.

L’articolo – comu­ni­cato stampa – adver­to­rial [insito!] rias­sume tutta l’incapacità, l’ingenuità e il con­se­guente – mal­de­stro – ten­ta­tivo di molti edi­tori di ven­dere quel che è evi­dente non pos­seg­gano: capa­cità pro­fes­sio­nali — gior­na­li­sti­che, let­tori e com­pe­tenza di mar­ke­ting.

Dan Gill­mor, nell’ arti­colo da me tra­dotto recen­te­mente, parla, tra l’altro, di “rim­piaz­zare alcune espres­sioni orwel­liane delle PR” ; quest’oggi, mio mal­grado, siamo riu­sciti ad avere un esem­pio di a che cosa si rife­risse esattamente.