pubblicazioni editoriali

1939 radio_news paleofuture
Posted on 13 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

I Giornali del Futuro, il Futuro dei Giornali

A circa due anni dall’uscita di «L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole [Ovvero che fine farà la carta stam­pata]» mi sono incau­ta­mente fatto con­vin­cere a scri­vere, sem­pre con lo stesso edi­tore, un altro libro il cui titolo prov­vi­so­rio è «I gior­nali del futuro, il futuro dei giornali».

A metà tra il sag­gio ed il long form jour­na­lism, nel libro, in uscita a marzo, verrà ana­liz­zata ed appro­fon­dita la soste­ni­bi­lità eco­no­mica dei gior­nali esa­mi­nando le aree di ricavo e le pos­si­bili inte­gra­zioni rispetto all’attuale bino­mio ven­dite — pub­bli­cità [che ha ampia­mente dimo­strato di non garan­tirne nep­pure la tenuta eco­no­mica]. Per cia­scuna area di busi­ness vi saranno inol­tre inter­vi­ste a opi­nion lea­ders ed esperti del set­tore sia nazio­nali che internazionali.

Rispetto all’ipotesi di strut­tura del libro sotto ripor­tata, avrei pia­cere di rac­co­gliere nell’apposito spa­zio dei com­menti al fondo [o in alter­na­tiva sui social uti­liz­zando, cor­te­se­mente, l’hashtag #biz­news, se pre­fe­rite], i vostri sug­ge­ri­menti, le vostre opi­nioni su quello che asso­lu­ta­mente non può man­care e/o che vor­re­ste vi fosse contenuto.

Tutti i con­tri­bu­tors saranno, ovvia­mente, citati nel libro. Grazie!

I gior­nali del futuro, il futuro dei giornali

Indice [prov­vi­so­rio] del libro:

- Intro­du­zione: Una breve intro­du­zione scritta da per­so­nag­gio auto­re­vole nel campo dei media
Sce­na­rio: Una pano­ra­mica sullo sce­na­rio di rife­ri­mento con dati aggior­nati sia Ita­lia che inter­na­zio­nali + inter­vi­sta su sce­na­rio di rife­ri­mento a Chief Digi­tal Offi­cer gruppo edi­to­riale inter­na­zio­nale
Dall’attention eco­nomy all’intention eco­nomy
La fine del modello di busi­ness unico per tutti i gior­nali: Ana­lisi del per­ché il modello di busi­ness vendite+pubblicità non è più suf­fi­ciente a garan­tire ricavi ade­guati agli edi­tori e di come dun­que siano neces­sa­rie nuove fonti di ricavo + Inter­vi­sta sul tema a Diret­tore Svi­luppo & Inno­va­zione gruppo edi­to­riale nazio­nale
Modelli di busi­ness 2.0:

a) Modelli No Pro­fit
b) Sub­scrip­tion based
c) Pay­wall e Rever­sed pay­wall
d) Shop­pa­ble & E-commerce.
e) Micro­pa­ga­menti
f) Mem­ber­ship
g) Altre fonti di ricavo

Tutti le diverse aree di svi­luppo, di ricavo, con­ter­ranno case stu­dies e, come detto, interviste.

Con­clu­sioni: Sin­tesi finale.
– Appen­dice: Inter­vi­ste a Media Spe­cia­lists e Opi­nion Lea­ders del set­tore
Biblio­gra­fia e sito­gra­fia.

1939 radio_news paleofuture

Newsstand
Posted on 5 gennaio 2015 by Pier Luca Santoro

La Chiusura di Left, una Strana Storia

Left nasce nel 2006 attra­verso la tra­sfor­ma­zione edi­to­riale della pre­ce­dente Avve­ni­menti. Il suo nome, oltre al chiaro e dichia­rato rife­ri­mento poli­tico, si spiega in ori­gine come acro­nimo delle parole sim­bolo della rivo­lu­zione fran­cese, Liberté, Ega­lité, Fra­ter­nité, con l’aggiunta della T di Trasformazione.

Dal novem­bre del 2011 ha rin­no­vato gra­fica e con­te­nuti ed è uscita per due numeri in alle­gato pro­mo­zio­nale con l’Unità, per poi uscire con il gior­nale ogni sabato a par­tire dal 12 mag­gio 2012. 

Da quando l’Unità ha chiuso, il 31 luglio, la rivi­sta ha con­ti­nuato ad essere distri­buita nelle edi­cole da sola rea­liz­zando ven­dite bas­sis­sime, che ad ago­sto non hanno supe­rato le 6mila copie,  indi­ca­tore che dal rap­porto con l’Unità la rivi­sta non ha gua­da­gnato let­tori, visto che non ha con­qui­stato nes­suno degli orfani del quotidiano.

Nono­stante una reda­zione ridotta, com­po­sta da otto gior­na­li­sti, due poli­gra­fici, un ammi­ni­stra­tivo, la testata in que­stione ha accu­mu­lato circa 150mila euro di debiti in sei mesi ed è stata chiusa da un giorno all’altro.


Pare che la moti­va­zione prin­ci­pale alla rinun­cia da parte di Mat­teo Fago di soste­nere eco­no­mi­ca­mente e rilan­ciare la testata dipen­de­rebbe da pro­ble­ma­ti­che legate a pos­si­bili con­flitti rela­tivi ai con­tri­buti pub­blici per l’editoria essendo lo stesso
parte di Nie,  la società edi­trice messa in liqui­da­zione per per­dite pari a 25 milioni di euro per il fal­li­mento de l’Unità.

Fago, che è pro­prie­ta­rio anche del domi­nio della testata il cui sito web è stato com­ple­ta­mente oscu­rato per 36 ore [per­chè?], ha inter­rotto le trat­ta­tive, in corso da mesi, per la rica­pi­ta­liz­za­zione della testata a gio­chi fatti, quando i soci della coo­pe­ra­tiva non avreb­bero mai avuto il tempo di ripia­nare i debiti per tempo, nono­stante, come riporta  Il Fatto, avesse chie­sto e otte­nuto la nomina di un con­di­ret­tore di fidu­cia, Ila­ria Bonac­corsi, sorella di Luca Bonac­corsi che aveva ten­tato la sca­lata a Libe­ra­zione, che poi ha chiuso, ed è stato diret­tore di Terra, che anche in que­sto caso ha chiuso. 

Un gruppo di per­sone che, per usare un eufe­mi­smo, non pare certo bril­lare per capa­cità mana­ge­riale e gestio­nale vista la lunga fila di fal­li­menti in ambito edi­to­riale. Non a caso, forse, a Fago è stato poi pre­fe­rito Vene­ziani per il rilan­cio de l’Unità. 

Potrebbe essere che si sia spinto ad accu­mu­lare debiti con false pro­messe con l’intento di acqui­stare poi la testata dal cura­tore fal­li­men­tare gua­da­gnan­doci rispetto al ripia­na­mento dei debiti ed avendo anche diritto agli ammor­tiz­za­tori pre­vi­sti per i nuovi assunti nella nuova società che diven­terà pro­prie­ta­ria di Left, testata senza gior­na­li­sti né debiti a quel punto. O più banal­mente potrebbe essere l’ennesima dimo­stra­zione di carenza di professionalità.

Comun­que la si veda è certo che la chiu­sura improv­visa di Left è dav­vero una strana sto­ria, dif­fi­cile cre­dere nel lieto fine nono­stante le spe­ranze dell’ex diret­tore Gio­vanni Maria Bellu.

 

corriere
Posted on 24 settembre 2014 by Pier Luca Santoro, Massimo Gentile

Il Nuovo Corriere della Sera

Dopo aver pub­bli­cato una serie di video “tea­ser” sul nuovo for­mato de Il Cor­riere della Sera è oggi il giorno del grande debutto.

Da sta­mane sarà infatti in edi­cola in for­mato ber­li­nese, un for­mato vicino a quello dei tabloid, molto dif­fuso all’esterno e già uti­liz­zato da Repub­blica, Gaz­zetta dello Sport e La Stampa. 

“La nuova era dell’editoria è incen­trata sul rap­porto tra carta e rete e il Cor­riere della Sera evolve per offrire un sistema di pro­dotti sem­pre più in grado di dia­lo­gare tra loro, cam­biando nel segno della con­ti­nuità – spiega Ales­san­dro Bom­pieri, diret­tore della Divi­sione Media di Rcs Media­Group -. Abbiamo rivi­sto e ordi­nato la brand archi­tec­ture del sistema Cor­riere, ren­den­dola più coe­rente, armo­niosa e chiara, per con­sen­tire al nostro pub­blico di ritro­vare la stessa voce e lo stesso tono ogni volta che entra in con­tatto con il quotidiano”.

L’immagine sot­to­stante sin­te­tizza il quo­ti­diano ed il “sistema Cor­riere” a cui fa rife­ri­mento Bom­pieri.

Nuovo Corriere

Se il sito web dalla sua rivi­si­ta­zione ad oggi, con il calo di pagine viste —  e dun­que di ricavi — che ha com­por­tato e la “mar­cia indie­tro” pro­gres­siva al for­mato a tre colonne e una decisa mag­gior rile­vanza di testo rispetto al giorno del lan­cio, non sono certo stati un suc­cesso, la rivi­si­ta­zione gra­fica e, soprat­tutto, il cam­bio di for­mato potreb­bero segnare un altro brutto colpo per il quo­ti­diano di via Sol­fe­rino i cui let­tori, tra­di­zio­na­li­sti, potreb­bero non apprez­zare la vici­nanza con il grande rivale — anche “ideo­lo­gico” — di la Repubblica.

Non è forse un caso che  la cam­pa­gna di comu­ni­ca­zione ha adot­tato il claim “Si può cam­biare e rima­nere se stessi”. Claim che sicu­ra­mente rac­chiude il timore della rea­zione nega­tiva di una parte del pub­blico di rife­ri­mento attuale della ver­sione car­ta­cea del quo­ti­diano di via Solferino.

Corriere Nuovo ADV

Corriere Nuovo ADV

Corriere Nuovo ADV

Corriere Nuovo ADV

Per l’occasione qui a Data­Me­dia­Hub abbiamo pre­pa­rato una rap­pre­sen­ta­zione ico­no­gra­fica sulla que­stione. Spe­rando si sba­gliarci, per principio.

corriere

 

Update ore 8:45: MI segna­lano [GRAZIE] che la cam­pa­gna di comu­ni­ca­zione rea­liz­zata dall’agenzia Armando Testa per il lan­cio del nuovo Cor­riere pro­prio nuova non è, anzi. A Il Tempo sosten­gono che sia stata copiata da quella fatta da loro. Guar­dan­dole dif­fi­cile dar­gli torto…

Il Tempo

Futuro Quotidiano
Posted on 17 luglio 2014 by Pier Luca Santoro

Futuro Quotidiano

In un momento in  cui i nuovi entranti, le testate alla digi­tal, ancora non rie­scono a far qua­drare i conti ed a causa delle dif­fi­coltà di far qua­drare i bilanci il diret­tore Alfieri lascia Lin­kie­sta, nasce con oggi una nuova testata all digi­tal: Futuro Quotidiano.

La nuova testata, diretta da Giam­piero Mar­razzo, la cui pub­bli­ca­zione era stata anti­ci­pata da Dago­spia circa un mese fa, avrà una reda­zione com­po­sta da un desk cen­trale, che verrà gestito da gior­na­li­sti pro­fes­sio­ni­sti seniors che si sono for­mati negli anni presso alcune delle più impor­tanti testate nazio­nali. A que­sti si aggiun­ge­ranno una serie di desk gestiti in remoto da col­la­bo­ra­tori indi­pen­denti che, facendo rife­ri­mento al cen­trale, aggior­ne­ranno i con­te­nuti del sito in tempo reale, anche per uti­liz­zare al meglio una delle prin­ci­pali pecu­lia­rità della Rete, la multimedialità.

La scelta del nome, Futuro Quo­ti­diano, rispec­chia lo spi­rito gior­na­li­stico con il quale si strut­tu­rerà l’intero impianto edi­to­riale: la sele­zione delle noti­zie e dei ser­vizi [poli­tici, eco­no­mici, legati all’energia, all’Expo ’15, all’agenda digi­tale, al turi­smo e alla cul­tura], insieme al taglio dei pezzi saranno tutti impron­tati al futuro, quello che va da “adesso a domani”: uno sce­na­rio che nell’immaginario col­let­tivo man­tiene ancora un’accezione posi­tiva e allo stesso tempo non perde di concretezza.

Futuro Quo­ti­diano intende pro­durre news e inchie­ste esclu­sive, lon­tane dall’informazione gene­ra­li­sta. Una scelta di posi­zio­na­mento ben pre­cisa, distante dai ten­ta­tivi rea­liz­zati sin ora, che potrebbe essere, final­mente, un rife­ri­mento di suc­cesso. L’immagine sot­to­stante rias­sume i key pil­lars della nascita del nuovo quo­ti­diano all digital.

A tutta la reda­zione della testata un grosso in bocca al lupo da parte mia e di tutta DataMediaHub.

Futuro Quotidiano

Media-NYT-Upshot-Recession
Posted on 6 giugno 2014 by Pier Luca Santoro

La Rivoluzione Digitale & La Crisi dei Media

Il «The New York Times» a fine aprile ha lan­ciato “The Upshot”, sito web inte­ra­mente dedi­cato all’analisi ed all’approfondimento di noti­zie par­tendo dai dati e dalla loro visua­liz­za­zione grafica.

Ieri al suo interno è stato pub­bli­catoHow the Reces­sion Resha­ped the Eco­nomy, in 255 Charts”, un lavoro di data jour­na­lism che è ridut­tivo defi­nire spettacolare.

Tra i diversi set­tori presi in esame non poteva man­care quello dei media. I due gra­fici sot­to­stanti dedi­cati alla rivo­lu­zione digi­tale ed ai diversi com­parti dei media foto­gra­fano in maniera eccel­lente l’evoluzione del set­tore nell’ultimo decennio.

Digital-Revolution-NYT

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