pubblicazioni editoriali

Locandina Giornalisti digitali
Pubblicato il 26 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Giornalisti Digitali & Dintorni

Il Comune di Firenze, in col­la­bo­ra­zione con Asso­cia­zione Stampa ToscanaLSDI, Libertà di Stampa e d’Informazione e Di.gi.ti, pre­senta “Gior­na­li­sti Digi­tali e Din­torni”, 4 incon­tri 2.0 per par­lare di libri, eventi, sto­ria, e quo­ti­dia­nità del web e per il web.

Gli incon­tri si ter­ranno tutti i mer­co­ledì dal 26 giu­gno al 17 luglio dalle 18:30 alle 20:30 presso il Caffè Let­te­ra­rio delle Murate – Piazza delle Murate – Firenze.

Locandina Giornalisti digitali

Come mostra la locan­dina sopra ripor­tata tocca al sot­to­scritto inau­gu­rare la serie di incon­tri con l’arduo com­pito di pro­vare a dare una rispo­sta all’interrogativo: Riu­sci­ranno le edi­cole ad evi­tare la fine delle cabine tele­fo­ni­che? Tema che verrà affron­tato par­tendo dal mio libro: “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata” del quale Marco Renzi, che pre­senta ed intro­duce cia­scun incon­tro, ha pub­bli­cato  un ampio stral­cio non più tardi di ieri.

Se riu­scite a pre­sen­ziare all’incontro ci vediamo, con grande pia­cere lì. In caso con­tra­rio potete dare un’occhiata alla pre­sen­ta­zione che ho pre­pa­rato per l’occasione, tenendo pre­sente, come sem­pre, che le slide sono sem­pli­ce­mente un punto di appog­gio al ragionamento.

Infine, se vi garba, come si dice giust’appunto in toscana, potete fare delle domande, o seguire le opi­nioni di chi sarà pre­sente, uti­liz­zando l’hashtag #gior­na­laio su Twitter.

top-ten-quotidiani-700
Pubblicato il 13 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Dare i Numeri

Dell’inattendibilità dei dati ADS, o quan­to­meno della neces­sità di leg­gere con atten­zione tra le pie­ghe dei numeri i dati, ho avuto modo di par­lare all’inizio di quest’anno segna­lando alcune distor­sioni che emer­gono dalla spac­ca­tura per provincia.

I dati da ini­zio anno con­tem­plano, final­mente, sep­pur in maniera restrit­tiva, le copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici ed anche in que­sto caso appa­ren­te­mente vi sono delle sorprese.

Come mostra la tabella sotto ripor­tata, estratta per sin­tesi dai dati com­pleti del mese di marzo dif­fusi alla fine della scorsa set­ti­mana,  i numeri degli abbo­na­menti digi­tali di cin­que delle prime dieci testate per copie digi­tali, ecce­zion fatta per «Il Sole24Ore», sono deci­sa­mente supe­riori a quelli del cartaceo.

               
               
TESTATA TOTALE VENDITA Abbo­na­menti pagati TOTALE PAGATA ven­dite
copie digitali
ven­dite mul­ti­ple
copie digitali
ven­dite abbi­nate
copie digitali
totale ven­dite
car­ta­cea + digitale
  4 9 10 a b c d
  (5+8)   (4+9)       (10 + a + b)
               
CORRIERE DELLA SERA 387.950 6.269 394.219 42.858 1.394 14.240 438.470
FATTO QUOTIDIANO (IL) 54.285 1.391 55.676 11.071 0 0 66.746
REPUBBLICA (LA) 341.118 2.633 343.751 42.532 5.945 0 392.226
SOLE 24 ORE (IL) 150.435 73.474 223.909 11.264 26.481 21.204 261.654
STAMPA (LA) 202.424 27.683 230.107 7.684 0 0 237.791

Tra­la­sciando la gara a chi ce l’ha più lungo, si nota come gli abbo­na­menti digi­tali siano per tre quo­ti­diani su cin­que fino a dieci volte mag­giori rispetto alle sot­to­scri­zioni alla ver­sione cartacea.

In par­ti­co­lare «Il Sole24Ore» rea­lizza una quota signi­fi­ca­tiva di abbo­na­menti carta+digitale. Con la for­mula “busi­ness class” lan­ciata di recente che offre con­di­zioni vatag­giose [solo 5€ in più per edi­zione digi­tale a chi è già abbo­nato alla carta].

Anche una quota non irri­le­vante degli abbo­na­menti a «Il Cor­riere della Sera» è fatta in abbi­nata carta + digi­tale; opzione pre­vi­sta dall’abbonamento “ore7”, non essen­doci però in que­sto caso, con­tra­ria­mente al quo­ti­diano di Con­fin­du­stria, un van­tag­gio eco­no­mico, il numero di abbo­na­menti sorprende.

Diverso il caso di «Il Fatto Quo­ti­diano» e di «La Stampa» che offrono l’abbonamento alla ver­sione digi­tale ad un prezzo che è circa un terzo del cartaceo.

Men­tre, se cer­ta­mente «La Repub­blica» sta spin­gendo forte sull’edizione digi­tale con una pro­mo­zione che pre­vede un iPad a soli 149€ ed altri van­taggi, ci si domanda comun­que se sia una moti­va­zione suf­fi­ciente a gene­rare una tale impennata.

Insomma sem­bre­rebbe dav­vero che il rego­la­mento ADS abbia dav­vero biso­gno di una revi­sione come con­tem­pla l’Art.11 dello stesso e che, più in gene­rale, l’autocertificazione rischi, a mag­gior ragione in momenti dif­fi­cili come gli attuali, di essere un mec­ca­ni­smo che porti a dare i numeri nel senso popo­lare del ter­mine. Con­ti­nuerò a moni­to­rare la que­stione nel tempo, promesso.

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vendite-carta-digitale-febbraio
Pubblicato il 10 aprile 2013 by Pier Luca Santoro

Copie Digitali

Sono stati dif­fusi ieri i dati ADS di feb­braio per la carta stam­pata. I dati da ini­zio anno con­tem­plano, final­mente, sep­pur in maniera restrit­tiva, le copie digi­tali di quo­ti­diani e periodici.

Tra­la­sciando per un momento le distor­sioni del sistema anche da que­sto punto di vista, emer­gono alcuni aspetti che vale la pena di con­si­de­rare, di sottolineare.

Secondo i dati pub­bli­cati su «Prima Comu­ni­ca­zione» [quo­ti­diani, set­ti­ma­nali, men­sili] il quo­ti­diano di Con­fin­du­stria con­so­lida il pri­mato come quo­ti­diano digi­tale, soprat­tutto gra­zie alle ven­dite mul­ti­ple ed a quelle in abbi­nata carta+digitale, come mostra la tavola di sin­tesi sot­to­stante, ed acce­lera sull’offerta digi­tale con nuovi pac­chetti per i lettori.

vendite-carta-digitale-febbraio

 Appro­fon­dendo si notano due aspetti:

  • I primi 12 quo­ti­diani aumen­tano tutti, sep­pur con le dovute dif­fe­renze, la ven­dita di copie digi­tali rispetto al mese di gen­naio [clic­cando sul gra­fico sotto ripor­tato avrete accesso alla ver­sione inte­rat­tiva con det­ta­glio dei dati — blu: feb­braio, rosso: gennaio]
  • Il con­tri­buto delle copie digi­tali torna a “far sor­ri­dere” i gior­nali che com­ples­si­va­mente aumen­tano gra­zie alle stesse le vendite

 Stra­bi­liante il dato di «L’Unione Sarda» con quasi 7mila copie digitali.

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Molto diversa la situa­zione per i perio­dici che invece, se si esclu­dono i set­ti­ma­nali abbi­nati ai quo­ti­diani, hanno ven­dite delle copie digi­tali deci­sa­mente con­te­nute, in alcuni casi dav­vero risibili.

Per i set­ti­ma­nali spic­cano le oltre 34mila copie di «Sor­risi e Can­zoni Tv» a cui seguono a distanza con­si­de­re­vole le 5mila circa di «L’Espresso» e le 1215 di  «Topo­lino» ultimo nella top ten delle ven­dite di copie digi­tali a febbraio.

Ancora minori le ven­dite per i men­sili con il primo per ven­dite, «Cucina Moderna», a poco meno di 19mila copie e l’ultimo tra i primi dieci, «Focus» a 2826 copie.

Pare insomma che l’interesse per la ver­sione digi­tale dei perio­dici sia di gran lunga infe­riore a quella per i quo­ti­diani e che il per­corso per il recu­pero delle ven­dite sia deci­sa­mente più acci­den­tato, se pos­si­bile, rispetto ai quotidiani.

Alla pros­sima puntata.

Avvenire Lettering
Pubblicato il 17 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Povero Lettering

Dal giorno pre­ce­dente l’elezione del nuovo Papa l’«Avvenire» pare aver ini­ziato una revi­sione “mor­bida” della gra­fica del gior­nale e del let­te­ring. E’ in par­ti­co­lare per quanto riguarda la foto-notizia prin­ci­pale del giorno che si nota il cam­bia­mento [Vedi gior­nale del 12 Marzo e del 13 Marzo, e successivi].

Nel titolo della foto-notizia viene sem­pre evi­den­ziata sia per dimen­sione del carat­tere che nel colore una sola parola. I limiti della scelta si mostrano con chia­rezza nella prima pagina di oggi dove l’evidenziazione accen­tua la parola sba­gliata [#] togliendo senso al mes­sag­gio del Pon­te­fice o quanto meno distorcendolo.

Povero let­te­ring.

Avvenire Lettering

[#] Per stres­sare ade­gua­ta­mente il con­cetto espresso dal Papa sarebbe stato neces­sa­rio evi­den­ziare tre parole anzi­ché una sola: “per i poveri”. Credo.

BenEssere SPaolo
Pubblicato il 15 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Il BenEssere dei Periodici

La dif­fu­sione dei primi dati ADS sulle copie digi­tali dei perio­dici mostra come, ad ecce­zione dei due set­ti­ma­nali fem­mi­nili di «la Repub­blica» ed «Il Cor­riere della Sera» che però sono in abbi­na­mento con i rispet­tivi quo­ti­diani, le ven­dite di set­ti­ma­nali e men­sili rispetto alla ver­sione car­ta­cea abbiano un’incidenza risibile.

E così c’è chi pensa che valga la pena di con­ti­nuare a ten­tare la strada tra­di­zio­nale affi­dan­dosi a carta ed edi­cole anche per nuove pro­po­ste editoriali.

E’ il caso di Perio­dici San Paolo che il 21 marzo pros­simo ven­turo lan­cia «BenEs­sere» men­sile che si rivolge pre­va­len­te­mente a donne di età 35–55 anni, attente alla salute e al pro­prio stile di vita.

La rivi­sta è sud­di­visa in cin­que aree: Essere & benes­sere, con inter­vi­ste su salute e pre­ven­zione, ser­vizi e incon­tri con per­so­naggi famosi che rac­con­tano il loro rap­porto con il vivere sano. Cibo & benes­sere, dedi­cata al buon cibo, alla cor­retta ali­men­ta­zione, agli stili di vita, al fit­ness e alla cura del corpo. Notes è la guida ai ser­vizi e ai diritti: assi­stenza, fisco, con­sumi, aspetti legali e uno “spor­tello reclami” per le segna­la­zioni dei let­tori; Noi & gli altri, tra psi­co­lo­gia e spi­ri­tua­lità, argo­menti legati alle rela­zioni inter­per­so­nali e al rap­porto con il divino. In ultimo, Tempo libero dedi­cato agli iti­ne­rari, alla sco­perta dei per­corsi dello spi­rito, gli appun­ta­menti cul­tu­rali ed eno­ga­stro­no­mici da non perdere.

Il primo numero di «BenEs­sere» sarà in ven­dita al prezzo di lan­cio di 1 euro men­tre dal secondo numerò pas­serà a prezzo pieno a 2.90. Il pro­getto gra­fico del nuovo men­sile è stato affi­dato a Luca Pitoni, vin­ci­tore di nume­rosi premi [Pre­mio com­passo d’oro ADI, SPD Award, D&AD Award,European New­spa­per Award e molti altri rico­no­sci­menti ancora] e art direc­tor dei Perio­dici San Paolo.

Il lan­cio della nuova testata è sup­por­tato da una cam­pa­gna di comu­ni­ca­zione impor­tante di que­sti tempi con un bud­get tra above e belowe the line di circa 1 milione di euro. La pia­ni­fi­ca­zione della cam­pa­gna si arti­co­lerà su Tv [Sipra e Publi­ta­lia], Radio Rai e com­mer­ciali e stampa quo­ti­diana e perio­dica. La tira­tura com­ples­siva pre­vi­sta per i primi tre numeri è di 510 mila copie e, per quanto a me noto, il primo numero ha già una coper­tura del 100% delle pagine pubblicitarie.

Il lan­cio del men­sile salu­ti­stico rien­tra in un  più ampio piano di rilan­cio e svi­luppo dei Perio­dici San Paolo che coin­vol­gerà tutto il por­ta­fo­glio delle testate del gruppo sia con la rivi­si­ta­zione “mor­bida” di «Fami­glia Cri­stiana» che con altri nuovi pro­dotti con l’obiettivo di pre­si­diare al meglio i seg­menti di rife­ri­mento. In par­ti­co­lare i pros­simi lanci riguar­de­ranno l’area della reli­gione con un nuovo set­ti­ma­nale e quella ragazzi con pro­dotti che andranno a pre­si­diare le diverse fasce d’età.

Un per­corso ambi­zioso che però, da quello che mi ha mostrato e rac­con­tato in un nostro incon­tro ad ini­zio set­ti­mana Marco Basile, publi­sher dell’area fami­glia e varia, che include appunto  «BenEs­sere», è stato con­ce­pito e svi­lup­pato dav­vero con pro­fes­sio­na­lità ed atten­zione. Pre­messa indi­spen­sa­bile al suc­cesso che non si può che augu­rare all’iniziativa.

BenEssere SPaolo

007 - 50 anni dal primo film di James Bond
Pubblicato il 9 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Editoria Specializzata

 L’amico Angelo Cen­tini, sce­gliendo pro­prio la notte degli oscar, insieme a un team di 7 gio­vani cri­tici cine­ma­to­gra­fici, ha lan­ciato Cine­Run­ner, Blog-Magazine mono­te­ma­tico su tutto quel che riguarda il cinema, con un forte orien­ta­mento al web, ai social media e al mobile.

Il nome fa un vago rife­ri­mento a Blade Run­ner, pre­sente anche nel logo con la silhouette di Rick Dec­kard, ma anche all’idea di un maga­zine pronto a cogliere le nuove sfide det­tate dai media in con­ti­nuo cambiamento.

Visi­tando Cine­Run­ner il let­tore può con­sul­tare recen­sioni, ana­lisi com­pa­rate su autori, temi, schede di film clas­si­fi­cate e avere l’orario della pro­gram­ma­zione nei cinema delle prin­ci­pali città.

Gra­zie ad un inno­va­tivo pun­teg­gio di valu­ta­zione meta-cinematografico, il “Cine­Run­ner Index”, che si basa su un algo­ritmo testato su un cam­pione di circa 2000 film e che rac­co­glie oltre 80 fonti del mer­cato cine­ma­to­gra­fico glo­bale e ita­liano, clas­si­fi­cando que­sti pun­teggi in base al suc­cesso di cri­tica, misu­rato in premi alle prin­ci­pali ras­se­gne e festi­val cine­ma­to­gra­fici, e al suc­cesso di pub­blico, misu­rato con i risul­tati rag­giunti al botteghino.

E’ que­sto, a mio avviso, senza nulla togliere al resto, l’aspetto più inte­res­sante dell’iniziativa edi­to­riale. Il data­base uti­liz­zato per testare l’algoritmo del Cine­Run­ner Index è quello dif­fuso da David McCand­less di Infor­ma­tion is Beau­ti­ful che in occa­sione degli Oscar 2012 aveva pro­dotto un set di visua­liz­za­zioni dav­vero straor­di­na­rio sull’industria cine­ma­to­gra­fica sta­tu­ni­tense la cui com­ple­tezza di infor­ma­zioni aveva indotto il cele­bre Data­blog del «The Guar­dian» a par­larne come esem­pio vir­tuoso di rac­colta e visua­liz­za­zione di infor­ma­zioni. Dati che ancora si uti­liz­zano poco nell’ambito dei modelli di busi­ness, men­tre la riven­dita di ana­lisi ogget­tive potrebbe essere un ulte­riore spunto, un ulte­riore fonte di ricavo.

Un pun­teg­gio chiaro e con­di­vi­si­bile, con para­me­tri obiet­tivi e non affi­dati ai gusti dei sin­goli cri­tici o agli umori del pub­blico, con il rispetto della cri­tica cine­ma­to­gra­fica che viene posta al cen­tro e con i richiami al pub­blico con il quale costruire spazi aperti al dibat­tito tra­mite com­menti al sito, che hanno un sistema for­te­mente orien­tato alla crea­zione di com­mu­nity e, come sem­pre più spesso avviene, può con­ti­nuare , anche sui canali social Face­book, Twit­ter e YouTube.

cinerunner-logo

Il mondo dell’editoria spe­cia­liz­zata dell’editoria dedi­cata al cinema è estre­ma­mente varie­gato e vede rivi­ste sto­ri­che e ben posi­zio­nate, per­ché popo­lari, come Ciak e FilmTV alla quale si affian­cano rivi­ste spe­cia­liz­zate nell’approfondimento e nell’analisi cri­tica, quali Segno­ci­nema, Cine­fo­rum, Film­cri­tica, Fata Mor­gana, Duel­lanti, Noc­turno, distri­buite in libre­ria. A que­sti si affian­cano rivi­ste solo online come Bad­ta­ste, Sen­tieri Sel­vaggi e Gli Spietati.

Chi ha la rivi­sta car­ta­cea pare spin­gere solo quella, come nel caso di Mon­da­dori con Ciak. Le altre rivi­ste citate, di alto livello qua­li­ta­tivo e cul­tu­rale, hanno ini­ziato solo da poco ad affac­ciarsi nel mondo dei media e di inter­net. Nascono però nuovi modelli di busi­ness come per la testata Sen­tieri Sel­vaggi che pro­pone i pro­pri corsi con la Scuola di Cinema.

Un tempo l’opinione del cri­tico era l’unico modo per valu­tare la qua­lità di un film prima di andare a visio­narlo e molto spesso i pun­teggi del pub­blico erano visti come super­fi­ciali e ancora oggi sono influen­zati da un gusto di massa. Oggi que­sta con­ce­zione pare, se non del tutto supe­rata, per lo meno modi­fi­cata, poi­ché, ai tempi del web 2.0, le per­sone sono più inclini a fidarsi degli amici o dell’opinione di un gruppo di sco­no­sciuti spet­ta­tori che lascia il pro­prio giu­di­zio sui siti di rac­colta recen­sioni da parte degli utenti.

Anche sotto que­sto pro­filo Cine­Run­ner lan­cia il suo mes­sag­gio per rom­pere que­sta divi­sione e con il già citato Cine­Run­ner Index valo­rizza sia il pun­teg­gio della cri­tica che l’opinione degli spettatori.

Bella ini­zia­tiva con una buona dose di inno­va­zione e spunti dav­vero inte­res­santi nell’affollato mondo dell’editoria spe­cia­liz­zata dedi­cata a cinema e din­torni. Buona fortuna.

007 - 50 anni dal primo film di James Bond

Newsstand
Pubblicato il 22 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Pricing e Risultati

«The Eco­no­mist» negli ultimi mesi del 2012 ha cam­biato la pro­pria poli­tica di pri­cing per quanto riguarda gli abbo­na­menti alla rivi­sta per il mer­cato sta­tu­ni­tense offrendo la ver­sione car­ta­cea e quella digi­tale senza distin­zione allo stesso prezzo di 127$ [96,1€] e pro­po­nendo il bundle, il pac­chetto carta + digi­tale a 160$ [121,1€].

Al con­ve­gno “Digi­tal Media Stra­te­gies” che si è tenuto in que­sti giorni a Lon­dra tra i vari rela­tori è inter­ve­nuto anche Nick Blun­den, respon­sa­bile di tutta l’area digi­tal del set­ti­ma­nale anglo­sas­sone che ha par­lato pro­prio delle stra­te­gie di prezzo  e dei risul­tati ottenuti.

Secondo quanto ripor­tato il 75% dei nuovi abbo­na­menti dopo il cam­bio di prezzo com­prende la ver­sione car­ta­cea della rivi­sta con un 25% di sot­to­scri­zioni alla sola ver­sione car­ta­cea, che comun­que dà accesso anche all’edizione online, e ben il 50% di abbo­na­menti sono per il pac­chetto carta + digi­tale nono­stante que­sto costi il 25% in più come sopra ripor­tato. Solo il restante 25% va alla ver­sione esclu­si­va­mente digitale.

In un momento in cui la ten­sione per il recu­pero dei ricavi è alle stelle «The Eco­no­mist» rie­sce ad alzare i prezzi e dun­que di riflesso, come giu­sta­mente viene evi­den­ziato, a garan­tirsi una migliore mar­gi­na­lità a con­ferma della rela­tiva ine­la­sti­cità della domanda per l’informazione di qualità.

E’ anche la con­ferma di come in un ambiente, in un eco­si­stema dell’informazione sem­pre più mul­ti­piat­ta­forma la carta con­ti­nui a gio­care un ruolo essenziale.

Newsstand

Periodici Inglesi Carta vs Digitale
Pubblicato il 17 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

La Carta è Morta e il Digitale non si Sente Tanto Bene

Le ven­dite di copie digi­tali di men­sili e set­ti­ma­nali sono in cre­scita ma il calo delle ver­sioni car­ta­cee è di dieci volte superiore.

I dati sulle dif­fu­sioni dei perio­dici in  Gran Bre­ta­gna mostrano una cre­scita del 16%, pari a 29mila repli­che digi­tali delle rivi­ste aggiun­tive, che por­tano il totale a 224mila copie nel secondo seme­stre del 2012. Nello stesso periodo le edi­zioni tra­di­zio­nali car­ta­cee hanno avuto un calo del 3,6% pari a 314mila copie in meno ven­dute. Nel com­plesso dun­que il calo è stato di 285mila copie. Un rap­porto di 10 a uno tra calo della carta e cre­scita del digitale.

Per la stra­grande mag­gio­ranza dei perio­dici le repli­che digi­tali pesano meno del 3% del totale delle copie ven­dute come mostra l’elaborazione rea­liz­zata da The Media Brie­fing dei dati sopra ripor­tati. Anche per rivi­ste di grande pre­sti­gio quale, una per tutti, «The Eco­no­mist» il peso delle ver­sioni digi­tali non rag­giunge il 5% del totale con 30mila copie digi­tali rispetto alle 640mila della carta [ver­sione USA esclusa].

Periodici Inglesi Carta vs Digitale

Sono cifre che anche nel mer­cato d’oltreoceano sono estre­ma­mente simili come ten­denza e rap­porto tra calo della carta e cre­scita del digi­tale che negli USA pesa l’1,7% del totale delle copie.

Il pro­blema è duplice. Da un lato risulta evi­dente come attual­mente l’acquisto delle ver­sioni digi­tali dei perio­dici non com­pensi mini­ma­mente il crollo delle ven­dite di quella su carta. Dall’altro lato la defi­ni­zione di copia digi­tale adot­tata nelle rile­va­zioni è castrante poi­chè si limita stret­ta­mente a quelle che sono le repli­che digi­tali, ter­mine uti­liz­zato sin qui non a caso, della ver­sione car­ta­cea fre­nando pesan­te­mente in que­sto modo l’innovazione nel settore.

E’ un pro­blema che si pre­sen­terà a breve anche in Ita­lia. Da gen­naio infatti ADS ha ini­ziato, final­mente, il cal­colo delle copie digi­tali di quo­ti­diani e rivi­ste nel nostro Paese e da marzo tali dati saranno pub­bli­ca­mente disponibili.

Se ci sono voluti almeno due anni per­ché si arri­vasse final­mente a una rile­va­zione sulle copie digi­tali, le defi­ni­zioni di ADS sono for­te­mente restrit­tive sia per quanto riguarda le carat­te­ri­sti­che che deve avere una copia digi­tale che ancor più per quanto riguarda i dati sulla rea­der­ship ed infatti c’è chi si è imme­dia­ta­mente ade­guato, al ribasso.

La carta è morta e il digi­tale non si sente tanto bene.

Do not read me

Redazione
Pubblicato il 15 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Quando il Prodotto Editoriale è il Giornalista

Dalle ceneri di «De Pers», free press olan­dese chiuso circa un anno fa, nasce all’inizio di que­sta set­ti­mana  DNP De Nieuwe Pers, il nuovo Pers, appli­ca­zione che offre ai let­tori la pos­si­bi­lità di sot­to­scri­vere un abbo­na­mento anche ad un sin­golo giornalista.

DNP attual­mente offre la pos­si­bi­lità di abbo­narsi a dodici gior­na­li­sti ma ben pre­sto l’offerta potrebbe allar­garsi ad un numero supe­riore di gior­na­li­sti ed inclu­dere anche alcuni foto­grafi. Il costo dell’abbonamento è di 1.79€ al mese per sin­golo gior­na­li­sta [16.99€ annui] o 4.49€ per il pac­chetto com­pleto dei 12 gior­na­li­sti [37.99€ annui].

Jan-Jaap Heij, respon­sa­bile dell’iniziativa, ha dichia­rato: “We see our­sel­ves as a com­bi­na­tion of a new­spa­per, a news app and a publi­shing plat­form. Peo­ple have asked me whe­ther this is the answer to the cri­sis in jour­na­lism and I have said I don’t think it’s *the* answer, but it is one pos­si­ble answer.”

Redazione

L’idea è sicu­ra­mente inte­res­sante per­chè final­mente esce dalla tra­di­zio­nale idea, legata alla con­ce­zione di pro­dotto edi­to­riale car­ta­ceo, di offrire al let­tore, di costrin­gere le per­sone ad acqui­stare un gior­nale o una rivi­sta “com­pleta” con con­te­nuti che va da sè in parte sicu­ra­mente non interessano.

Dall’altro lato però tra­sforma il gior­na­li­sta in brand. Se di fatto si tratta di una ten­denza già in atto come testi­mo­nia il fatto che molti gior­na­li­sti, anche in Ita­lia, abbiano indi­vi­dual­mente più fol­lo­wers su Twit­ter e Face­book   che le testate per le quali lavo­rano, pone una ulte­riore minac­cia per i new­sbrand.

Non è un caso infatti che in diverse testate, una per tutti «The Eco­no­mist», non com­pa­iano mai le firme, i nomi dei gior­na­li­sti che hanno redatto l’articolo poi­chè “la garan­zia”  è data dal mar­chio della testata.

Quando il pro­dotto edi­to­riale è il gior­na­li­sta le pub­bli­ca­zioni edi­to­riali per­dono imma­gine e  forza, appeal, anche nei con­fronti degli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari oltre che del let­tore. E’ un aspetto al quale pre­stare estrema attenzione.

Pubblicato il 30 gennaio 2013 by Pier Luca Santoro

La Bocca della Verità in Tempo Reale

Al «The Washing­ton Post» tira aria di cam­bia­mento e inno­va­zione. Dopo “Live Grid”, for­mato di live blog­ging mul­ti­me­diale, e “Post Pulse”, segna­lati e com­men­tati il 22 gen­naio scorso, adesso viene lan­ciata la bocca della verità in tempo reale.

“Truth Tel­ler”, ancora in fase di pro­to­tipo, è un’applicazione rea­liz­zata da quo­ti­diano sta­tu­ni­tense con il finan­zia­mento della Knight Foun­da­tion che veri­fica le affer­ma­zioni dei poli­tici in tempo reale.

Secondo quanto spiega il gior­nale viene uti­liz­zata la tec­no­lo­gia di Micro­soft Audio Video Inde­xing Ser­vice [MAVIS] per estrarre i file audio dai video dei discorsi dei poli­tici e tra­sfor­marli in testo com­bi­nan­doli al data­base di infor­ma­zioni del quo­ti­diano o a fonti esterne per il fact chec­king, la veri­fica delle affer­ma­zioni in tempo reale.

Guar­dando le prime rea­liz­za­zioni pub­bli­cate il risul­tato è dav­vero inte­res­sante. In un unico spa­zio vi è il video del discorso, la tra­scri­zione dello stesso al cui interno sono evi­den­ziate le por­zioni di testo che sono state veri­fi­cate alle quali si ha accesso come mostra lo screen­shot sottostante.

Ottima ini­zia­tiva sia per­chè riporta, final­mente, il gior­na­li­smo ed i gior­nali al loro ruolo di wat­ch­dog che per la pre­ge­vole rea­liz­za­zione gra­fica, oltre che tec­no­lo­gica, con lo splash a tutta pagina di grande impatto per la sto­ria principale.

Truthteller

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