Posted on 14 ottobre 2013 by

Edicolapp — Dinamiche di Fruizione e Business Sostenibile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione?

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Dopo un lungo silen­zio pare che nella pri­ma­vera del 2014 dovrebbe final­mente vedere la luce “Edi­cola Ita­liana”, il chio­sco digi­tale dove com­prare quo­ti­diani e rivi­ste dei prin­ci­pali editori.

In attesa di quel giorno, se la pro­messa verrà man­te­nuta visto il dila­tarsi dei tempi dal primo annun­cio dell’iniziativa ad oggi, le ven­dite di copie digi­tali secondo i dati ADS non bril­lano. Come mostra il gra­fico sot­to­stante, se si esclude «Il Sole24Ore»,  le ven­dite ten­dono ad un  appiat­ti­mento o addi­rit­tura, come è il caso di «Il Cor­riere della Sera», ad un calo. Non ci spe­re­rei più di tanto in ulte­riori svi­luppi a breve.

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E’ in que­sto qua­dro gene­rale che nasce la pro­po­sta di Emma Ciceri, appas­sio­nata di tec­no­lo­gie dell’informazione, studi filo­so­fici e noma­di­smo nel cuore, come lei stessa si defi­ni­sce, che ritiene che la solu­zione sia pun­tare ad un ser­vi­zio di print on demand di quo­ti­diani e perio­dici con quella che lei chiama “Edi­co­lapp” i cui det­ta­gli sono sin­te­tiz­zati nella pre­sen­ta­zione sottostante.

Nella pro­po­sta c’è del buono. Infatti, se non capi­sco male, que­sto ser­vi­zio sarebbe com­ple­men­tare e non alter­na­tivo alle edi­cole tra­di­zio­nali inte­gran­dosi al loro interno e, dopo una neces­sa­ria fase di test, pre­vede anche una quota desti­nata ai gior­na­lai, ma con­sen­ti­rebbe di abbat­tere, di eli­mi­nare, i costi di resa e distri­bu­zione che, in par­ti­co­lare per le testate con ven­dite basse, hanno una grossa inci­denza sui conti degli editori.

Che una parte dello svi­luppo, delle edi­cole del futuro e del futuro delle edi­cole possa pas­sare per il print on demand è una delle tesi che sostengo con mio libro, pub­bli­cato ad aprile di quest’anno, sul tema, come mostra la mappa da me rea­liz­zata sotto riportata.

I limiti sono, altret­tanto, spie­gati nel libro dove viene citata un’iniziativa simile, “Mega­News Maga­zi­nes”, che gli amici di LSDI hanno pub­bli­cato come estratto del libro di recente.

Come dico, vale dun­que anche per “Edi­co­lapp”, il print on demand può essere con­ce­pito come ser­vi­zio inte­gra­tivo. Un’area di poten­ziale inte­resse e svi­luppo dell’ ini­zia­tiva che con­sen­ti­rebbe alle edi­cole di inte­grare la loro attuale offerta e di annul­lare la dif­fi­cile gestione attuale che di fatto com­plica la dif­fu­sione di gior­nali e rivi­ste stra­niere, si pensi, in par­ti­co­lare ma non solo, al bene­fi­cio durante la sta­gione turi­stica, o comun­que di testate con ven­dite che siano ecces­si­va­mente ridotte per sop­por­tare gli oneri della distri­bu­zione. A que­sto si potrebbe asso­ciare un ser­vi­zio di print on demand per arti­coli o sezioni spe­ci­fi­che da ren­dere dispo­ni­bili entro due ore dalla richie­sta sod­di­sfa­cendo desi­de­rio di per­so­na­liz­za­zione dell’ infor­ma­zione e gene­rando reve­nues supplementari.

Dina­mi­che di Frui­zione e Busi­ness Soste­ni­bile per il Mondo dell’Editoria e dell’Informazione? Per­so­nal­mente credo di si, voi?

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