poligrafici editoriale

Pubblicato il 1 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

I Valori dell’Editoria Giornalistica

La FIEG ha ela­bo­rato un’analisi degli anda­menti tri­me­strali ed il con­so­li­dato dell’ultimo trien­nio delle otto società edi­trici quo­tate in borsa [Mon­da­dori, Espresso-Repubblica, RCS Media­group, Cal­ta­gi­rone Edi­tore, Il Sole24Ore, Poli­gra­fici Edi­to­riale, Mon­rif], cam­pione rap­pre­sen­ta­tivo dell’editoria gior­na­li­stica nel suo com­plesso che con­cen­tra oltre tre quarti del mercato.

L’analisi for­ni­sce le varia­zioni sull’andamento docu­men­tando gli sco­sta­menti rispetto al pari periodo.

Com­ples­si­va­mente nel primo tri­me­stre del 2011 i ricavi hanno subito una leg­gera con­tra­zione [-0,3%], senza però che venis­sero com­pro­messi ulte­rior­mente i mar­gini azien­dali a fronte del pro­se­gui­mento delle poli­ti­che di con­te­ni­mento dei costi [-0,6%)]. Il Mol è infatti ulte­rior­mente miglio­rato [+14,9%], e l’utile netto, pur man­te­nendo un risul­tato nega­tivo, ne ha ridotto l’entità.

Sulla base dei dati for­niti, ho rite­nuto inte­res­sante effet­tuare una rie­la­bo­ra­zione che più che le varia­zioni per­cen­tuali iden­ti­fi­casse l’incidenza di cia­scuna voce gene­rale dei ricavi dell’editoria giornalistica.

Come illu­stra la tabella di sin­tesi rea­liz­zata, i ricavi da ven­dita inci­dono media­mente per oltre il 60% del totale men­tre le reve­nues dell’area elet­tro­nica ed online si asse­stano a poco più del 2%.

Sono cer­ta­mente dati mediati che bilan­ciano, ad esem­pio, la pesante crisi di RCS con gli utili di Cal­ta­gi­rone, ciò nono­stante for­ni­scono una dimen­sione ai valori in gioco in quest’area del com­parto edi­to­riale con­sen­tendo di valu­tare con mag­gior ogget­ti­vità le aree da pre­si­diare, quelle da svi­lup­pare e quelle da abbandonare.

Non vi è dub­bio che la ven­dita con­ti­nui, e con­ti­nuerà ancora a lungo, a rap­pre­sen­tare l’area che for­ni­sce mag­giori ricavi. Su come pre­si­diare effi­ca­ce­mente quest’ambito, unendo come si suol dire la pra­tica alla gram­ma­tica, ho idee ben precise.

Note: Valori in milioni di euro, Ricavi da Ven­dita e Pub­bli­cità si rife­ri­scono a 8 società quo­tate, Ricavi dei Col­la­te­rali si rife­ri­scono a 5 società quo­tate, Ricavi Elet­tro­nica & Online si rife­ri­scono a 4 società quotate.

Pubblicato il 3 agosto 2009 by Pier Luca Santoro

Eravamo quattro amici al bar

A metà giu­gno avevo indi­cato con chia­rezza quali fos­sero i cin­que punti essen­ziali per il rilan­cio dell’editoria, spe­ci­fi­cando tra l’altro che si ren­deva neces­sa­rio il « divieto asso­luto per i bar di ren­dere dispo­ni­bili quo­ti­diani e rivi­ste ai loro avven­tori. I bar , infatti, si sono tra­sfor­mati in sale di let­tura gra­tuita minando seria­mente le ven­dite ed i con­se­guenti ricavi per l’editoria nazio­nale. I bar che pre­via auto­riz­za­zione mini­ste­riale voles­sero offrire que­sto ser­vi­zio alla pro­pria clien­tela dovranno regi­strarsi presso il locale “cen­tro di let­tura” auto­riz­zato e pagare una tassa men­sile basata sul rap­porto tra il numero di quo­ti­diani acqui­stati e gli scon­trini fatti nel mese di competenza ».

La tesi era stata suc­ces­si­va­mente ripresa dal rela­tore sui con­tri­buti all’editoria della Camera dei Depu­tati che infatti non aveva man­cato di ricor­dare che: “[.…..] è lo stesso discorso dei gior­nali dati gra­tui­ta­mente in let­tura nei bar e in tutti i locali pub­blici: gli edi­tori non pos­sono più per­met­ter­selo

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Una ulte­riore con­ferma della gra­vità del feno­meno arriva ora gra­zie alle dichia­ra­zioni di Andrea Rif­fe­ser Monti che, secondo quanto ripor­tato da Ita­lia Oggi, ha reso noto di “aver atti­vato una col­la­bo­ra­zione con lo Stu­dio Ruf­folo per valu­tare una serie di inter­venti che tute­lino anche per i quo­ti­diani il diritto d’autore, attra­verso la rego­la­men­ta­zione della let­tura dei gior­nali in pub­blico [….] met­tere in atto azioni di razio­na­liz­za­zione strut­tu­rale dei costi, ma anche ini­zia­tive per far si che i gior­nali non deb­bano essere più rega­lati o messi a dispo­si­zione senza oppor­tuna regolamentazione”.

Al di là della con­ferma di come la realtà superi spesso e volen­tieri la fan­ta­sia, sono certo che la con­ces­sio­na­ria di pub­bli­cità [non visi­ta­telo, non hanno un sito web!] del gruppo quando andrà ad argo­men­tare le rea­der­ship presso i key clients non man­cherà di ripor­tare il mes­sag­gio di Monti.

Con­ti­nuano a mani­fe­starsi le dico­to­mie tra i diversi pub­blici di rife­ri­mento [let­tori vs inser­zio­ni­sti + potere poli­tico], anime dei gior­nali [gior­na­li­sti vs com­mer­ciale] e ornai presi dalla dispe­ra­zione del momento, come in que­sto caso, si sfiora il ridi­colo. I diver­genti inte­ressi della filiera edi­to­riale non potranno essere appia­nati o risolti dagli studi legali ma impa­rando dalle lezioni e ripro­gram­mando su nuovi equi­li­bri i rap­porti tra gli sta­ke­hol­der, gior­na­lai com­presi ovviamente.

Pubblicato il 26 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Convegnistica ed apertura al nuovo

Ormai pare non vi sia più dub­bio alcuno i gior­nali ed il gior­na­li­smo [pur­troppo] devono fare i conti con il web e cambiare.

Come que­sto cam­bia­mento debba e possa avve­nire, al con­ve­gno tenu­tosi que­sto wee­kend alla Bagnaia, in fondo non l’ha detto nes­suno ma quel che è certo è che per recu­pe­rare red­di­ti­vità il must è quello di far pagare le noti­zie on line.

E’ tale la deter­mi­na­zione e la con­sa­pe­vo­lezza della neces­sità di aper­tura al cam­bia­mento per sor­pas­sare que­sta crisi che per­sino i per­se­gui­tati poli­tici, nono­stante sino al giorno pre­ce­dente evi­den­zias­sero la fazio­sità [comu­ni­sta!] dei media, in occa­sione del con­ve­gno ricor­dano come il Paese [maiu­scolo in rife­ri­mento alla loca­lità alle porte di Tre­viso] cre­sca gra­zie alla cul­tura, all’informazione ed alla libertà.

Forte di que­sta ras­si­cu­ra­zione il cane da guar­dia della villa di Arcore, sco­din­zo­lando, esulta per la stra­bi­liante ini­zia­tiva che il governo si impe­gna ad imple­men­tare a soste­gno dell’editoria nazio­nale: rega­lare 380mila abbo­na­menti a quo­ti­diani e rivi­ste per un seme­stre a chi com­pie 18 anni.

Ini­zia­tiva neces­sa­ria, oltre­ché lode­vole, poi­ché come ricorda l’ ad di Poli­gra­fici edi­to­riale i gior­na­lai sono col­pe­voli di poter godere di ben 22 dome­ni­che all’anno di chiu­sura [fanno circa sola­mente 330 giorni lavo­ra­tivi all’anno], infatti: la dome­nica metà delle edi­cole sono chiuse, si spende più di ben­zina per andare in edi­cola che per il prezzo del quotidiano.

Insomma ci sono molte strade da pro­vare per sal­vare infor­ma­zione e gior­nali di carta ed al con­ve­gno non ne è stata tra­scu­rata nes­suna: far pagare quel che oggi è gra­tuito, rega­lare ciò che alcuni insi­stono ad acqui­stare e penalizzare/bastonare il canale di sbocco commerciale.

Pare che andan­do­sene qual­cuno abbia scritto sulla lava­gna della sala con­gressi la sua solu­zione: “Sal­vare le noti­zie”. Già.

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