point of people

Posted on 9 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Se i Prodotti Editoriali fanno POP

Publishing Trends, nel numero di aprile della propria newsletter, pubblica i risultati di una ricerca sui principali driver, le principali fonti di influenza, per l’acquisto di libri.

Al primo posto in assoluto figura l’esposizione sul punto vendita, seguita dal passaparola di amici e conoscenti, come il grafico di sintesi sottostante, realizzato con pub track, sintetizza.

In generale si conferma, da un lato, come la comunicazione below the line, termine che il caso vuole derivi dal gergo giornalistico e stia ad indicare, letteralmente, il complesso delle notizie nella metà inferiore, cioè sotto [below] la piega [line] della prima pagina di un quotidiano esposto assieme agli altri in edicola, sia sempre di maggior rilevanza e, dall’altro lato, il ruolo e l’importanza del punto vendita anche in ambito editoriale.

E’ importante segnalare che anche nelle diverse classi di età, sino ad arrivare alla “generazione Z” [under 21], il ruolo del Point Of Purchase resta di assoluta rilevanza.

Seppure i dati siano riferiti specificatamente all’acquisto dei libri e non a quotidiani e periodici, evidenziano che l’assoluta carenza di attenzione al punto vendita e l’assenza di qualsivoglia azione di trade marketing è uno dei tanti grossolani errori che caratterizzano questo mercato-canale.

Il vuoto assoluto rappresenta una opportunità importante per chi volesse coglierla. Senza necessariamente dover inseguire, per l’ennesima volta, ipotesi tanto futuribili quanto irrealistiche, spazi di redditività diretti ed indiretti sono assolutamente alla portata di chi, tra gli editori [ma non solo, eh!] si attivasse seriamente in tal senso.

Il futuro dell’edicola è oggi.

Posted on 20 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Comunicazione sul punto vendita

Poichè dalla nascita di Marta ad oggi si susseguono dimostrazioni di interesse e richieste di informazioni sullo stato di crescita della bimba da parte di una fetta consistente dei clienti delle persone in negozio, fedeli alla linea tracciata, abbiamo [ho] deciso di affiggere sulla porta di ingresso del negozio il sottostante manifesto in formato A3.

A voi:

Piango finché mi pare…..

Piango finché mi pare e piango più che posso.

Piango perchè non so parlare.

Piango per solidarietà con i miei amici.

Piango come piangono i bambini in tutto il mondo.

Piango così qualcuno prima o poi verrà.

Piango perchè non so cosa fare.

Piango perchè sono stufa di guardare il soffitto bianco.

Piango perchè ho fatto tanta cacca.

Piango perchè ho caldo, perchè ho freddo, perchè sto bene ma non voglio darvi la soddisfazione.

Piango non so perchè, ditemelo voi se lo sapete, oppure chiedetelo al pediatra che lui ha studiato.

Piango perchè per ora è la cosa che so fare meglio.

Piango perchè così creo un gran bel putiferio.

Piango perchè anche voi alla mia età piangevate.

Non ricordo più perchè ho iniziato a piangere, ma prima un motivo sono sicura che c’era.

Ovviamente piango perchè ho fame e non arrivo ancora alla maniglia del frigo.

Dopo il pasto piango perchè ho mangiato troppo e ho l’aria nella pancia.

Piangere però non fa male, non si muore di pianto, anzi se non piangessi morirei.

Quando piango sono sicura che vi ricordate di me e che state male per me.

In realtà io non piango mai per niente, quando piango è perchè voglio qualcosa e alla mia età desideri e bisogni corrispondono sempre.

Perciò non preoccupatevi troppo e sforzatevi invece di capire di cosa ho bisogno così ci mettiamo tutti calmi e tranquilli.

E fra poco si ricomincia…………….

Marta

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