piano editoriale

Pubblicato il 21 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Il Punto di Arrivo o Il Punto di Partenza?

Il futuro dell’informazione è digi­tale. E’ que­sto pro­ba­bil­mente l’unico punto sul quale la stra­grande mag­gio­ranza di gior­na­li­sti ed esperti del set­tore pare essere d’accordo.

Come sap­piamo, non sono noti i con­torni, i tempi e, soprat­tutto, allo stato attuale non è chiaro con quale soste­ni­bi­lità eco­no­mica, ma non passa giorno senza che venga soste­nuta a gran voce la scom­parsa, più o meno pros­sima, della carta ed i van­taggi, le oppor­tu­nità e le pro­spet­tive del digitale.

Approc­cio, ose­rei direi quasi “ideo­lo­gico”, che è spesso sin­te­tiz­zato nel con­cetto di digi­tal first del quale «The Guar­dian» è diven­tato quasi sino­nimo e ban­diera per il corag­gio e la deter­mi­na­zione nell’affrontare tale percorso.

Cer­ta­mente, come recita la frase di Clay Shirky sopra ripor­tata [NB: clic­cando sull’immagine avrete accesso alla pre­sen­ta­zione com­pleta della quale vi con­si­glio la let­tura se vi fosse sfug­gita in pre­ce­denza] , il modello sul quale si è basata la carta stam­pata negli ultimi 100 anni non fun­ziona e non è più fun­zio­nale ad edi­tori, inve­sti­tori pub­bli­ci­tari e per­sone, nel nuovo eco­si­stema dell’informazione.

Altret­tanto cer­ta­mente si è gene­ral­mente ampia­mente tra­vi­sato il signi­fi­cato dell’idea di digi­tal first sia per­chè è stato com­ples­si­va­mente, come spesso avviene, tra­la­sciato l’impatto e le impli­ca­zioni sull’organizzazione del lavoro delle reda­zioni che, soprat­tutto, per la per­si­stente ten­denza a ragio­nare in ter­mini di con­trap­po­si­zione invece che di siner­gia e com­ple­men­ta­rietà tra carta e digi­tale, tra vec­chio e nuovo.

L’equivoco di fondo è però, direi, di mag­gior ampiezza e portata.

Si con­ti­nua fon­da­men­tal­mente a con­cen­trarsi sul mezzo, sulle solu­zioni, tavolta sulle “tro­vate”, che la tec­no­lo­gia offre, dimen­ti­cando troppo spesso, ho l’impressione, che tutto quello di cui si discute, tutto quello che è è fonte di ragio­na­menti più o meno con­di­visi o con­di­vi­si­bili non può pre­scin­dere da un punto: le persone.

Devo ancora riflet­tere, appro­fon­dire, per dirmi se sia il punto di par­tenza o il punto di arrivo, cer­ta­mente l’idea di met­tere al cen­tro i let­tori, le per­sone, il pas­sag­gio dal digi­tal first ad un più fon­da­men­tale audience first, o ancora meglio, appunto, peo­ple first, è impre­scin­di­bile per edi­tori, imprese che inve­stono in comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria e, ovvia­mente, per le per­sone stesse.

Se, come si va ripe­tendo da tempo, l’ecosistema dell’informazione, e l’equilibrio di gestione delle reda­zioni tra costi e ricavi aggiungo io, non può pre­scin­dere dalla col­la­bo­ra­zione con le per­sone. Se le per­sone, la loro atten­zione ed il loro coin­vol­gi­mento, sono il bene che gli edi­tori da sem­pre [s]vendono agli inve­stori. Se, come credo, senza per­sone inte­res­sate e coin­volte, non esi­stono di fatto notizie.

Allora, che sia il punto di arrivo o quello di par­tenza diviene tra­scu­ra­bile, resta fon­da­men­tale [ri]mettere, anche nel caso del gior­na­li­smo, al cen­tro le per­sone troppo a lungo, nella migliore delle ipo­tesi, trascurate.

Pubblicato il 1 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Apertura & Trasparenza

«The Guar­dian», pro­se­gue con coe­renza straor­di­na­ria, senza esi­ta­zioni, il pro­prio per­corso di aper­tura e tra­spa­renza nei con­fronti dei lettori.

Dopo aver scelto, ad otto­bre dell’anno scorso, di ren­dere noto pub­bli­ca­mente il piano edi­to­riale gior­na­liero del quo­ti­diano coin­vol­gendo i let­tori sia in ter­mini di feed­back rispetto alle scelte che di sug­ge­ri­menti delle tema­ti­che da pub­bli­care, veri­fi­cati i limiti ed i van­taggi della prima fase della spe­ri­men­ta­zione, com­pie ora un ulte­riore passo di avan­za­mento nel per­corso stra­te­gico tracciato.

Da due giorni è attivo New­sdesk Live, blog che in tempo reale, in stile live blog­ging, informa il let­tore sulle moti­va­zioni delle scelte edi­to­riali effet­tuate e lo coin­volge chie­den­do­gli il pro­prio con­tri­buto al riguardo.

In un unico spa­zio sono ora rac­colti il piano edi­to­riale gior­na­liero e, con aggior­na­menti in tempo reale,  le infor­ma­zioni, le noti­zie, e la spie­ga­zione delle scelte effet­tuate dalla reda­zione del Guar­dian. I let­tori pos­sono inte­ra­gire attra­verso Twit­ter, con due account appo­si­ta­mente dedi­cati, o, se pre­fe­ri­scono, via mail, sui temi del giorno.

Final­mente in ambito edi­to­riale aper­tura, tra­spa­renza e con­ver­sa­zione sono ter­mini riem­piti di significato.

Pubblicato il 25 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

Il Ciclo di Vita dei Contenuti

I con­te­nuti, la loro rile­vanza rispetto agli inte­ressi delle per­sone, e la sele­zione di stru­menti e nuove pra­ti­che per sele­zio­nare, orga­niz­zare e dif­fon­dere gli stessi, ser­ven­dosi, anche,  di social media e social net­work, sono sem­pre più ele­mento cen­trale nella rela­zione tra le imprese ed i diversi pub­blici di rife­ri­mento in una logica di attra­zione, di pull, o inbound che dir si voglia.

L’infografica sot­to­ri­por­tata ne rias­sume con buona effi­ca­cia logi­che e processi.

Se, come giu­sta­mente diceva ieri Ste­fano Quin­ta­relli, durante un incon­tro al quale ho avuto il pia­cere di par­te­ci­pare, gli edi­tori devono pas­sare dalla gestione per pro­dotto a quella per cliente, mi appare sem­pre più pros­simo il momento in cui invece di rea­liz­zare il cano­nico media plan, il piano di comu­ni­ca­zione, il piano mezzi con­si­sterà nella rea­liz­za­zione di un piano editoriale.