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Pubblicato il 1 settembre 2012 by Pier Luca Santoro

Il Panorama dell’Informazione Italiana

«Pano­rama» ha pub­bli­cato anche online lo “spe­ciale” dedi­cato alle inter­cet­ta­zioni delle con­ver­sa­zioni tra il Pre­si­dente della Repub­blica e Nicola Man­cino. Rive­la­zioni appa­ren­te­mente tal­mente sen­sa­zio­nali da atti­rare l’attenzione di tutti i media nazionali

Noti­zia, infor­ma­zione, rela­ti­va­mente alla quale la let­tura dell’arti­colo con­sente di veri­fi­care come si tratti in realtà di rico­stru­zioni basate sul si dice che si dice che si dice.

E’ que­sto il buio pano­rama dell’informazione italiana

Pubblicato il 12 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Colli di Bottiglia & Promozionalità Fallimentare

Sicu­ra­mente sarà capi­tato almeno una volta a cia­scuno di noi di andare in un edi­cola e rice­vere il pro­prio quo­ti­diano senza l’inserto pre­vi­sto per la data d’uscita.

Que­sto avviene poi­ché gli inserti ven­gono stam­pati prima dei quo­ti­diani e la tira­tura del gior­nale può avere varia­zioni, anche signi­fi­ca­tive, in fun­zione di avve­ni­menti che l’editore giu­dica impor­tanti e che imma­gina faranno aumen­tare le ven­dite di quel deter­mi­nato giorno. In que­sto modo si deter­mina dun­que una sfa­sa­tura tra il numero degli alle­gati, degli inserti, e le copie vei­co­late nelle edicole.

Que­sto aspetto di vin­colo del sistema ad un sin­golo com­po­nente si defi­ni­sce gene­ri­ca­mente “collo di bot­ti­glia”.

Nella pra­tica, al di là dei tec­ni­ci­smi, il let­tore si trova dun­que a dover pagare un prezzo mag­gio­rato senza avere il cor­ri­spet­tivo o, in alter­na­tiva, a sce­gliere una diversa pub­bli­ca­zione da quella che avrebbe desiderato.

Quando que­sto avviene, come è il caso di que­sta set­ti­mana, a causa di inter­venti che dovreb­bero essere pro­mo­zio­nali nelle inten­zioni, si sfiora l’assurdo.

Per quanto di mia cono­scenza infatti, la mag­gio­ranza delle edi­cole di Fer­rara e pro­vin­cia al ter­mine della mat­ti­nata di mar­tedì erano già in rot­tura di stock di “Sor­risi & Can­zoni TV” poi­ché era stato distri­buito un numero di copie deci­sa­mente infe­riore a quanto avviene di solito.

Il motivo? La pub­bli­ca­zione di pro­grammi tele­vi­sivi era accop­piata [“ban­ded” come si suol dire in gergo] con Pano­rama. Evi­den­te­mente i costi o il numero di copie dispo­ni­bili, o entrambi gli ele­menti, del set­ti­ma­nale di attua­lità ha con­di­zio­nato tira­tura e dif­fu­sione di Sor­risi e Canzoni.

Risul­tato? Clienti, let­tori, scon­tenti, edi­co­lanti infuriati.

Non vi è dub­bio, pro­mo­zione fa rima con astu­zia. O no?

Pubblicato il 15 aprile 2009 by Pier Luca Santoro

Panorama editoriale

Pano­rama” la scorsa set­ti­mana è uscito in edi­cola con un numero spe­ciale dedi­cato al terremoto.

Lo spe­ciale [in ven­dita al prezzo di 1 euro] è arri­vato quasi una set­ti­mana dopo il tra­gico evento come sup­ple­mento al numero attual­mente in edi­cola, , con­se­gnato due giorni dopo, che invece mostra in coper­tina Eros Ramaz­zotti per dedi­carsi al dramma dei padri separati.

Si arti­cola su 46 pagine, esclusa la coper­tina. Abbiamo con­tato 28 pagine delle 46 riem­pite da foto a tutta pagina; oltre il 50% dello spe­ciale è dun­que riem­pito da imma­gini senza pren­dere in con­si­de­ra­zione, ancora ani­mati da bene­volo spi­rito post festivo, le altre inse­rite di distinte dimen­sioni. Quasi tutte le imma­gini sono dell’Ansa.

Gli 11 arti­coli fir­mati da altret­tanti gior­na­li­sti, Bruno Vespa incluso, sono di una tale piat­tezza ed incon­si­stenza che con­fer­mano come della reda­zione di Pano­rama evi­den­te­mente nes­suno si sia recato in loco. Mera­vi­glioso quello di chiu­sura, fir­mato da Laura Mara­gnani, dove capeg­gia la scritta “Nes­suno verrà lasciato solo” al fianco della foto a dop­pia pagina del pro­filo assorto del nostro attuale Pre­si­dente del Con­si­glio che sor­vola in eli­cot­tero le zone col­pite dal sisma. Siamo certi che Bona­iuti ne abbia imme­dia­ta­mente rice­vuta una copia auto­gra­fata da tenere sul como­dino affianco al letto.

Se i quo­ti­diani ven­gono bat­tuti dal web sulla tem­pe­sti­vità della noti­zia, non è su que­sto ter­reno che i set­ti­ma­nali devono e pos­sono pro­porsi evi­den­te­mente, bensì sull’investigazione e l’approfondimento sul campo. Non è cer­ta­mente que­sto il caso dello spe­ciale di cui abbiamo par­lato sin ora.

Insomma un modello di busi­ness vec­chio per con­te­nuti vec­chi e ser­vili come nella migliore tra­di­zione edi­to­riale. Nono­stante la con­cla­mata crisi sem­bra che ci sia biso­gno di una scossa ancor più forte per smuo­vere con­sue­tu­dini e vizi arcaici dei media­sauri.

Ci aspet­ta­vamo dav­vero di più e di meglio dopo le dichia­ra­zioni di Briglia.

giornalisti-affissione

Pubblicato il 3 aprile 2009 by Pier Luca Santoro

In fondo a destra

Sia i quo­ti­diani di regime quali “Libero” ed “Il Gior­nale” che “Pano­rama”, in osse­quio alla cam­pa­gna di otti­mi­smo lan­ciata dal loro padrone, stanno dedi­cando spa­zio e dando par­ti­co­lare risalto alle occa­sioni di lavoro.

Da un lato “Pano­rama”, dalla scorsa set­ti­mana, pub­blica oltre 10mila offerte di lavoro, dall’altro entrambi i quo­ti­diani in prima pagina pon­gono enfasi sul lavoro che c’è e pub­bli­cano spe­ciali set­ti­ma­nali sul tema.

L’obiettivo è duplice, atti­rare let­tori in cerca di occu­pa­zione e con­tem­po­ra­nea­mente far pas­sare il mes­sag­gio che  le occa­sioni di lavoro esi­stono e che “basta darsi da fare”.

Come ricor­dava Michele Serra nella sua rubrica quo­ti­diana [“L’Amaca”] “.……que­sto schifo non trova una defi­ni­zione tec­nica con­vin­cente nella parola “regime”. Si chiama con­for­mi­smo, o ser­vi­li­smo, o pigri­zia intel­let­tuale, o doci­lità pro­fes­sio­nale, o zelo azien­da­li­sta, ed è molto peg­gio, per­ché affonda le sue radici non in regole liber­ti­cide o in cen­sure con­cla­mate, ma nella pro­gres­siva assue­fa­zione di un paese intero.….….….. all’ inci­vile assetto dell’ infor­ma­zione in Ita­lia”.

Non vi è dun­que nulla di sor­pren­dente nella enne­sima cam­pa­gna di disin­for­ma­zione pour cause lan­ciata sul lavoro, quel che lascia per­plessi è invece il pro­gres­sivo assot­ti­gliarsi delle pagine e della qua­lità delle stesse sia su “Il Cor­riere della Sera” che su “La Repub­blica” che cer­ta­mente stor­diti dalla crisi di ven­dite che li col­pi­sce non col­gono l’opportunità di atti­rare let­tori con inserti sul lavoro che sino a poco tempo fa producevano.

Spe­riamo di non doverci abi­tuare a sen­tirci dire [come nella migliore tra­di­zione] il lavoro? In fondo a destra.

giornalisti