organizzazione lavoro

Pubblicato il 28 aprile 2011 by Pier Luca Santoro

Innovazione d’Impresa & Social Media

Il van­tag­gio com­pe­ti­tivo dipende dalla capa­cità di capire non sol­tanto la catena del valore di un’impresa, ma anche il modo in cui l’impresa si inqua­dra nel sistema del valore nel suo com­plesso, scri­veva Michael Por­ter nel lon­tano 1985. Ogni azienda è un insieme di atti­vità che ven­gono svolte per pro­get­tare, pro­durre, ven­dere, con­se­gnare e assi­stere i suoi pro­dotti. La catena del valore e il modo in cui l’azienda svolge le sin­gole atti­vità sono un riflesso della sua sto­ria, della stra­te­gia e del modo in cui la mette in pra­tica, delle spe­ci­fi­cità eco­no­mi­che che sot­to­stanno alle atti­vità stesse.

La corsa all’oro, l’esplosione nell’utilizzo dei social media in chiave di comu­ni­ca­zione azien­dale, molto spesso tra­la­scia col­pe­vol­mente la parte rela­tiva alla comu­ni­ca­zione interna ed all’orga­niz­za­zione del lavoro quali ele­menti impre­scin­di­bili per il suc­cesso delle azioni di rela­zione e comu­ni­ca­zione attra­verso i diversi social media.

La teo­ria più cono­sciuta e dif­fusa si col­lega ai prin­cipi espressi dalla teo­ria moti­va­zio­nale  di Maslow che par­tendo dai prin­cipi gene­rali ha tro­vato appli­ca­zione in ambito lavo­ra­tivo. Pur man­te­nendo ancora oggi una vali­dità com­ples­siva le teo­rie di Maslow, in spe­ci­fico rife­ri­mento alla cre­cente com­ples­sità in ambito azien­dale, non assol­vono più ade­gua­ta­mente allo scopo.

Gary Hamel, autore di “Future of Mana­ge­ment”, in una sua con­fe­renza al For­tune Inno­va­tion Forum, ha ridi­se­gnato la pira­mide di Maslow ride­fi­nendo la gerar­chia dei fat­tori di moti­va­zione all’interno delle orga­niz­za­zioni aziendali.

I sei livelli da lui defi­niti sono:

  1. Obe­dience : show up, do the job
  2. Dili­gence : work hard, stay focus, long hours etc …
  3. Intel­lect : taking respon­si­bi­lity for their own skills, bring best prac­ti­ces to the work place
  4. Ini­tia­tive : taking owner­ship for a pro­blem, an oppor­tu­nity before you ask them, not bound by a defi­ni­tion of their job
  5. Human crea­ti­vity : brought by peo­ple who would ask how to do this in a fun­da­men­tal dif­fe­rent way ? What is there to learn from other indu­stries ? Where are the chan­ces for radi­cal inno­va­tion in this product/service ?
  6. Pas­sion and zeal : for whom their job is not only intel­lec­tually mea­ning­ful it is indeed spi­ri­tualy mea­ning­ful to them. Enor­mous mea­ning comes out of their work.

I primi tre punti sono dive­nuti, piac­cia o meno, una com­mo­dity che le aziende pos­sono aqui­stare a basso prezzo in qua­lun­que parte del mondo, men­tre sono i tre nella parte alta della pira­mide che diven­gono ele­menti stra­te­gici per l’innovazione  all’interno delle imprese.

Fate un check nelle aziende in cui lavo­rate, se i kno­w­ledge wor­kers pre­senti non hanno que­ste capa­cità e moti­va­zioni, o non sono stati sin ora sup­por­tati nel per­corso neces­sa­rio ad acqui­sirle, non siete ogget­ti­va­mente nella con­di­zione di poter pro­get­tare una vostra pre­senza cor­po­rate nei social media e pro­ba­bil­mente, a breve, nep­pure sul mercato.

Pubblicato il 11 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Community Manager

All’interno della defi­ni­zione delle pro­fes­sio­na­lità richie­ste nei media sociali spicca la figura di Com­mu­nity Manager.

E’ un ruolo che per­so­nal­mente adot­te­rei in ogni impresa, adat­tan­done le respon­sa­bi­lità, in sosti­tu­zione della figura, tanto dif­fusa quanto obso­leta, di  Pro­duct Manager.

Come dimo­stra ogni anno Goo­gle Zeit­geist da una parola, e da quanto è ricer­cata sul web, è pos­si­bile com­pren­dere molti fat­tori a comin­ciare dal livello di inte­resse rela­tivo al ter­mine, all’argomento.

Nelle ricer­che del ter­mine Com­mu­nity Mana­ger l’Italia occupa la decima posi­zione ed è il fana­lino di coda nella clas­si­fica dell’interesse sul tema.

E’ un segnale evi­dente della distanza del per­corso ancora da com­piere del quale ho avuto per­so­nal­mente con­ferma durante un recente incon­tro, quando il Diret­tore Web gior­nali locali di uno dei prin­ci­pali edi­tori nostrani, rispon­dendo ad una mia domanda, ha affer­mato di non avere ancora inse­rito que­sta figura nel gruppo di lavoro di cui è responsabile.

In un momento di crisi come que­sto, il rischio che non si com­prenda la cen­tra­lità stra­te­gica di figure pro­fes­sio­nali, e del lavoro che svol­gono, quali quella del Com­mu­nity Mana­ger potrebbe con­tri­buire a minare il per­corso di svi­luppo e [ri]qualificazione in ambito editoriale.

E’ que­sto il segnale che voglio oggi lanciare.

Inte­resse in Goo­gle Ricerca Web: Com­mu­nity Manager

 

Pubblicato il 29 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Definizione delle Professionalità Richieste nei Media Sociali

Ho, abbiamo, rac­colto l’invito arri­vato da più parti di pro­ce­dere alla tra­du­zione dell’info­gra­fica ori­gi­nale rela­ti­va­mente alla ter­mi­no­lo­gia dei mestieri web 2.0.

Abi­tuati ad usare le defi­ni­zioni, l’idioma anglo­sas­sone, anche se pro­ba­bil­mente alcune descri­zioni delle posi­zioni potranno sem­brare ano­male, il lavoro di tra­du­zione mi ha aiu­tato a riflet­tere sulla spe­ci­fi­cità di cia­scuna fun­zione e quindi sul senso di cia­scun ruolo. Mi auguro possa essere ele­mento di chia­rezza anche per chi legge.

Se pen­sate che man­chino delle posi­zioni e le rela­tive job descrip­tion non esi­tate a far­melo sapere, nulla impe­di­sce di rea­liz­zare appro­fon­di­menti ed evo­lu­zioni della proposta.

Rin­gra­zio Sal­va­tore Mul­liri — Digi­tal Desi­gner — per l’editing dell’infografica

Pubblicato il 19 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Terminologia dei Mestieri Web 2.0

Sep­pure non sia cer­ta­mente del tutto esau­stiva, l’infografica sot­to­stante sin­te­tizza  con un buon  livello di det­ta­glio le pro­fes­sio­na­lità richie­ste nell’ambito dei social media.

Per cia­scuna posi­zione ven­gono iden­ti­fi­cati i com­piti prin­ci­pali e spe­ci­fi­cati gli obiet­tivi primari.

Avendo veri­fi­cato per­so­nal­mente, non più tardi della scorsa set­ti­mana, che nella mag­gior parte dei casi le imprese edi­to­riali sono sprov­vi­ste di que­ste figure al loro interno, imma­gino possa essere d’utilità anche sotto que­sto profilo.

[Fonte]

Pubblicato il 23 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

Organigramma

Owni ha lan­ciato una pro­pria new­slet­ter che non posso che rac­co­man­darvi cal­da­mente di sottoscrivere.

Nel primo numero, del 21 luglio scorso, tra i diversi argo­menti pro­po­sti, pre­sen­tano il loro orga­ni­gramma [vd. imma­gine] ponendo l’accento su come alcune fun­zioni “tec­ni­che” siano inse­rite nello staff al pari dei giornalisti.

Per­so­nal­mente quello che mi ha col­pito mag­gior­mente è la rap­pre­sen­ta­zione dell’organigramma in sé che, al di là delle spe­ci­fi­cità fun­zio­nali, riflette un modello orga­niz­za­tivo non pira­mi­dale, non verticistico.

Osser­va­telo con atten­zione e poi, se ne avete voglia, inve­stite cin­que minuti del vostro tempo nel veri­fi­care le rap­pre­sen­ta­zioni orga­niz­za­tive di tre dei mag­giori gruppi edi­to­riali italiani.

A voi la conclusione.