Posted on 14 aprile 2012 by

Anche per “La Repubblica” il Social Media Marketing Comincia dall’Interno

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“Repor­ter”, ini­zia­tiva di gior­na­li­smo par­te­ci­pa­tivo lan­ciata da «La Repub­blica» ha sca­te­nato sin da subito un putiferio.

Non c’è rap­pre­sen­tanza dei gior­na­li­sti che non si sia schie­rata con­tro l’iniziativa. Il sin­da­cato dei gior­na­li­sti [FNSI] con­te­sta dura­mente l’iniziativa par­lando di nuove forme di sfrut­ta­mento e riman­dando il con­fronto al pros­simo Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo di Peru­gia che si annun­cia dav­vero “caldo” anche sotto que­sto pro­filo. L’Asr e il Coor­di­na­mento lavoro auto­nomo ati­pico e pre­ca­rio dell’Associazione Stampa Romana, tra gli altri, insi­nuano il dub­bio che si tratti di un’operazione di mar­ke­ting da parte della testata, aspetto che comun­que non cam­bia l’orientamento nei con­fronti dell’iniziativa.

Se com­ples­si­va­mente con­di­vido la posi­zione espressa sul tema da Luca Conti è leg­gendo la posi­zione del cdr di «La Repub­blica» che si capi­sce la natura del pro­blema. Nel comu­ni­cato, pub­bli­cato a pagina 25 del gior­nale di ieri, infatti si legge:

Il Cdr prende atto della ret­ti­fica apparsa sul sito con­cer­nente gli aspetti retri­bu­tivi e delle scuse da parte di uno dei respon­sa­bili dell’iniziativa. Si augura che l’azienda com­pleti il per­corso di revi­sione cri­tica dell’iniziativa e richiama la stessa alla cor­ret­tezza nelle rela­zioni sin­da­cali, evi­tando in futuro di ripe­tere il lan­cio di simili ini­zia­tive (come la stessa “Blu” per il pub­blico di Face­book) senza la pre­via infor­ma­zione al Cdr stesso come pre­vi­sto dal Con­tratto nazio­nale di lavoro giornalistico.

Si tratta di un pas­sag­gio fon­da­men­tale poi­chè evi­den­zia la carenza di con­cer­ta­zione e l’accostamento con “Blu” altre ini­zia­tiva di social media mar­ke­ting lan­ciata in que­sti giorni dal quo­ti­diano. Evi­den­ziando di riflesso come ci sia stata una parte dell’organizzazione azien­dale che non si è rac­cor­data, non ha coin­volto, nè infor­mato, pare, altre aree azien­dali a comin­ciare dalla redazione.

Che si tratti di open jour­na­lism che impatta sulle rela­zioni interne da gestire con atten­zione in una fase deli­cata quale quella attuale, o che sia un’operazione di social media mar­ke­ting, per­so­nal­mente pro­pendo per la seconda ipo­tesi viste anche le dina­mi­che, l’armonizzazione, il coin­vol­gi­mento di tutte le diverse anime, i diversi com­parti dell’impresa resta fondamentale.

Dimen­ti­car­sene, o peg­gio rimuo­vere que­sto aspetto, non può che cau­sare una crisi di comu­ni­ca­zione. Repor­ter e din­torni ne sono, nella mia inter­pre­ta­zione, l’ennesima conferma.

Update: Da leg­gere anche la discus­sione sul tema su Facebook.

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