Posted on 11 febbraio 2013 by

Sovvertire l’Ordine [dei Giornalisti]

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In occa­sione dei 50 anni della legge isti­tu­tiva dell’ Ordine dei Gior­na­li­sti la scorsa set­ti­mana sono stati pre­sen­tati i risul­tati della la ricerca “I gior­na­li­sti ita­liani, l’etica pro­fes­sio­nale e l’informazione on line” [via].

L’indagine è stata rea­liz­zata tra il 7 e il 19 gen­naio 2013 tra­mite 1.681 inter­vi­ste on line som­mi­ni­strate a un cam­pione di gior­na­li­sti ita­liani: per il 57,9% pro­fes­sio­ni­sti, per il 35,3% pub­bli­ci­sti, per il 6,8% pra­ti­canti o altro.

Lo stu­dio si divide in due parti: la prima riguar­dante l’etica e la deon­to­lo­gia pro­fes­sio­nali, la seconda foca­liz­zata sull’informazione via Inter­net e sulle sue con­se­guenze sul mondo dei media e della pro­fes­sione. Sul sito dell’ODG sono libe­ra­mente sca­ri­ca­bili sia la sin­tesi dei risul­tati che gli oltre 130 gra­fici di det­ta­glio, come sem­pre, se riu­scite a rita­gliarvi mezz’ora di tempo con­si­glio di leg­gere i secondi che con­sen­tono di approfondire.

Per quanto riguarda l’etica e la deon­to­lo­gia pro­fes­sio­nale dei gior­na­li­sti dei sedici com­por­ta­menti ana­liz­zati nes­suno è pre­sente in misura rile­vante secondo la mag­gio­ranza dei gior­na­li­sti: anzi, in 15 casi su 16 non si rag­giunge il 29% e in 11 casi addi­rit­tura il 19%. Dun­que, a parere di gran parte della cate­go­ria in Ita­lia il lavoro gior­na­li­stico non è messo in grado di rispet­tare ade­guati stan­dard etico-deontologici. Lo con­ferma la valu­ta­zione dell’etica rela­ti­va­mente ai diversi media – espressa tra­mite voto da 1/minimo a 10/massimo – secondo la quale solo la radio ottiene un voto medio di suf­fi­cienza [6.2] men­tre i perio­dici spe­cia­liz­zati arri­vano a 5.7, i quo­ti­diani a 5.4, Inter­net a 5.3, i perio­dici non spe­cia­liz­zati a 5.1, la tele­vi­sione pub­blica a 4.8, la tele­vi­sione pri­vata a 4.1.

Col­pi­sce la dif­fe­renza, in molti casi dav­vero signi­fi­ca­tiva, tra le per­sone, i let­tori, ed i gior­na­li­sti rela­ti­va­mente a quali siano le azioni neces­sa­rie per accre­scere l’etica. Come mostra la tavola di sin­tesi sot­to­stante l’opinione di cosa sia neces­sa­rio fare è dav­vero molto diversa. Un pos­si­bile indi­ca­tore della attuale distanza tra pub­blico, tra “clienti” [i let­tori] ed “i for­ni­tori” [i giornalisti].

Miglioramenti Etica Giornalismo

Una distanza che si aggrava pesan­te­mente per quanto riguarda l’importanza delle diverse carat­te­ri­sti­che dell’informazione, delle noti­zie. Da parte dei gior­na­li­sti viene attri­buita una forte rile­vanza alla como­dità di frui­zione delle noti­zie, con il 76,2% dei rispon­denti che ritiene molto o abba­stanza impor­tante che le noti­zie siano facili da tro­vare, veloci da tro­vare e comode da leg­gere e, per con­tra­sto, nel 51,8%   dei casi ritiene che sia poco o per niente impor­tante che siano vere, veri­fi­cate, serie ed affi­da­bili, aspetto quest’ultimo che, giu­sta­mente, è invece rile­vante per il 75,7% della popolazione.

Anche su livello di appro­fon­di­mento delle noti­zie, sulla loro affi­da­bi­lità e, signi­fi­ca­ti­va­mente, sul rispetto della dignità delle per­sone la diver­genza di opi­nioni non è tra­scu­ra­bile come illu­stra una delle due tabelle di sin­tesi dei risul­tati sul tema ripor­tata qui sotto. La tavola sinot­tica degli indici — slide 55 — mostra come solo per il 12,3% dei gior­na­li­sti sia molto impor­tante l’utilità dell’informazione for­nita; per­cen­tuale che scende al 10,8% per quanto riguarda l’approfondimento. Sono tutti aspetti peri­co­lo­sa­mente pre­oc­cu­panti, credo dav­vero, sulla deriva dei pro­fes­sio­ni­sti dell’informazione.

Importanza caratteristiche notizie

Sono aspetti che ven­gono con­fer­mati nell’analisi del pro­filo d’immagine dei diversi media. In par­ti­co­lare per quanto riguarda Inter­net e l’informazione online, giu­di­cata molto o abba­stanza in cre­scita dal 95% dei rispon­denti, emerge forte con­cen­tra­zione sul con­te­ni­tore e sul modo di por­gere e scarsa impor­tanza del con­te­nuto. Non sor­prende che dun­que, di riflesso, solo il 37,1% del cam­pione ritenga che nei pros­simi cin­que anni sem­pre più ita­liani saranno dispo­sti a pagare per avere su Inter­net noti­zie e com­menti di qua­lità o comun­que da da loro desi­de­rati — vd slide 122 -.

Distanza che è con­fer­mata dal pro­filo ideale dei diversi media che era emerso dall’indagine “Ping pong tra carta e rete”, rea­liz­zata sem­pre da Astra Ricer­che, a metà otto­bre 2012.

E’ dav­vero neces­sa­rio sov­ver­tire, urgen­te­mente, l’ordine [dei giornalisti].

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