omologazione informazione

Pubblicato il 28 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

L’Uragano dell’Informazione

Come fac­cio quasi ogni mat­tina, stavo dando un’occhiata alla ver­sione online dei prin­ci­pali quo­ti­diani quando, arri­vato al terzo, qual­cosa ha ini­ziato a stri­dere, per­fino ad infa­sti­dirmi, spin­gen­domi ad approfondire.

Ho così veri­fi­cato che l’apertura, il primo titolo in testa, delle home page di tutti i mag­giori gior­nali euro­pei è dedi­cata a Irene l’uragano che sta col­pendo gli Stati Uniti. Non c’è quo­ti­diano per il quale la noti­zia prin­ci­pale non sia rela­tiva a que­sto evento atmo­sfe­rico eccezionale.

Jeff Jar­vis parla di #storm­porn ridi­co­liz­zando la qua­lità della coper­tura gior­na­li­stica, ed in par­ti­co­lare quella tele­vi­siva, dell’uragano.

Se è pos­si­bile com­pren­dere che i gior­nali inglesi dedi­chino tanta rile­vanza ai fatti poi­chè per loro la quota di traf­fico, di visite, che arriva dagli USA è una quota rile­vante, che que­sto avvenga anche per i gior­nali ita­liani, fran­cesi e spa­gnoli desta in me più di qual­che per­ples­sità e preoccupazione.

Se la teo­ria com­plot­ti­sta potrebbe rile­vare una stra­te­gia della disat­ten­zione rispetto ad altri fatti che cer­ta­mente hanno rile­vanza supe­riore nei rispet­tivi Paesi, per­so­nal­mente pro­pendo per una non meno pre­oc­cu­pante omo­lo­ga­zione al ribasso.

L’audience dri­ven jour­na­lism, il gior­na­li­smo che punta tutto sull’attrazione dell’audience, si evolve, pare ad ogni lati­tu­dine, in karaoke jour­na­lism annul­lando di fatto le poten­zia­lità di plu­ra­lità di visione e di pen­siero della Rete in nome degli accessi da ven­dere agli inve­sti­tori pubblicitari.

Tutto cam­bia, nulla muta.

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Pubblicato il 24 marzo 2011 by Pier Luca Santoro

Sempre più Mass Media

Una gio­vane sola, con lo sguardo perso nel vuoto, avvolta in una lunga coperta, che tiene in mano un sac­chetto da super­mer­cato, è sullo sfondo di edi­fici e auto­vei­coli distrutti.

Que­sta foto­gra­fia, scat­tata tra le mace­rie della città d’Ishi­no­maki, una delle più col­pite dal ter­re­moto e dallo tsu­nami che si sono abbat­tuti sul Giap­pone undici giorni fa, ha fatto il giro del mondo.

E’ apparsa sulla prima pagina del Wall Street Jour­nal, del Daily Tele­graph, della Stampa, del Figaro, dell’Estado de S.Paulo e di nume­rosi set­ti­ma­nali in Europa, nelle Ame­ri­che e in Asia.

Il foto­grafo è stato Tada­shi Okubo, appar­te­nente alla reda­zione dell’Yomiuri Shim­bun, il più grande quo­ti­diano giap­po­nese, dif­fuso in 13 milioni 800 mila copie al giorno, che ha messo l’immagine a dispo­si­zione di tre grandi agen­zie di stampa, l’Associated Press, la Reu­ters e l’Agence France Presse. Que­ste l’hanno offerta ai gior­nali. Altre agen­zie hanno natu­ral­mente pre­sen­tato le loro riprese. Ma quella della gio­vane giap­po­nese è stata la pre­fe­rita a livello internazionale.

Il respon­sa­bile del reparto foto­gra­fico del fran­cese Télé­rama, che ha pub­bli­cato la noti­zia, ritiene che le ragioni della scelta siano state la gio­ventù della pro­ta­go­ni­sta, som­ma­ria­mente coperta e col­lo­cata al cen­tro delle distru­zioni, quasi una figura sim­bolo del cata­cli­sma e la tem­pe­sti­vità della diffusione.

Le reda­zioni l’hanno pre­fe­rita ad altre foto­gra­fie, più infor­ma­tive, che avreb­bero con­fer­mato la gra­vità dei fatti con­te­nuti nelle cor­ri­spon­denze, ma espo­ne­vano al rischio del sensazionalismo.

Il gior­na­li­smo su carta si sarebbe oltre tutto imbar­cato in una com­pe­ti­zione, persa in par­tenza, con le migliaia di imma­gini riprese dalle tele­vi­sioni e dalla rete. A que­ste tocca spet­ta­co­la­riz­zare le noti­zie, alla stampa di favo­rire la riflessione.

Ripro­dotto da Irio­spark