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Ofcom Piattaforme Utilizzate per Notizie
Pubblicato il 18 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

La Massa Intelligente Italiana

Ofcom, l’equivalente bri­tan­nico della nostrana AGCOM, ha pub­bli­cato la scorsa set­ti­mana i risul­tati della set­tima inda­gine com­pa­ra­tiva sul set­tore delle comu­ni­ca­zioni a livello internazionale.

Il rap­porto con­clu­sivo for­ni­sce i dati di 16 nazioni, Ita­lia inclusa, oltre alla Gran Bre­ta­gna e si basa su dati in pos­sesso di Ofcom, desk research, ricer­che ad hoc e di parti terze, quale ad esem­pio Pri­cewa­te­rhou­se­Coo­pers, e da col­lo­qui con opi­nion lea­ders del settore.

Nella let­tura dei risul­tati è neces­sa­rio tenere conto che le aree del rap­porto che si basano su ricer­che con­dotte ad hoc da Ofcom sono state otte­nute attra­verso un cam­pione di 9,152 per­sone in nove nazioni: UK, Ger­ma­nia, Fran­cia, Ita­lia, Spa­gna, USA, Giapp­pone, Cina e Austra­lia e che, soprat­tutto, essendo state con­dotte online l’universo di Inter­net è cer­ta­mente sopra rap­pre­sen­tato rispetto alla realtà gene­rale.

La rela­zione, libe­ra­mente sca­ri­ca­bile, si com­pone di ben 343 pagine e si arti­cola in sei capi­toli tra­sver­sali a tutto il mondo delle comu­ni­ca­zioni e dei media, dalla TV a Inter­net pas­sando per un ana­lisi com­pa­ra­tiva dei prezzi pagati nelle diverse nazioni dalle per­sone per un paniere di ser­vizi nell’ambito delle comu­ni­ca­zioni.  Per l’ennesima volta non posso che invi­tare a pren­dersi il tempo per leg­gere inte­gral­mente il rap­porto che non può essere esau­rito nella mia sintesi.

La prima evi­denza, con­ferma di quanto emer­geva già nelle pre­ce­denti edi­zioni, è che in tutte le nazioni ana­liz­zate la parte più impor­tante della torta, la parte più impor­tante dei ricavi è per le tele­coms, per le società di telecomunicazioni. 

La spesa pub­bli­ci­ta­ria nel suo com­plesso vede Inter­net al terzo posto dopo tele­vi­sione e carta stam­pata.L’Ita­lia dopo gli USA è la nazione con il mag­gior tempo pas­sato davanti allo schermo tele­vi­sivo [253 minuti] e al tempo stesso quella con la minor pene­tra­zione della banda larga dopo l’India.

Ofcom ADV per Media

Forte invece la pene­tra­zione delle con­nes­sioni ad inter­net in mobi­lità che in Ita­lia è supe­riore a quella di molti altri Paesi, pro­ba­bil­mente a causa dei milioni di inter­net key in cir­co­la­zione. Tra le più ele­vate sulle 8 nazioni con­si­de­rate la pene­tra­zione di smart­pho­nes e tablet nel nostro Paese; aspetto che verrà appro­fon­dito di seguito.

La comu­ni­ca­zione de visu resta la forma ampia­mente pre­fe­rita per rela­zio­narsi con amici e fami­liari seguita da chia­mate voce da fisso e/o mobile; i social net­work, nono­stante ampis­simo uti­lizzo e dif­fu­sione sono al fondo delle pre­fe­renze in quest’ambito sta­bi­lendo così la netta dif­fe­renza tra amici e con­tatti. La posta elet­tro­nica resta invece il mezzo pre­fe­rito per comu­ni­care in ambito lavo­ra­tivo, negli affari.

Il rap­porto dedica una parte spe­ci­fica al con­sumo di infor­ma­zione, di noti­zie a livello inter­na­zio­nale ripren­dendo i dati del Reu­ters Insti­tute Digi­tal News report, pub­bli­cati a luglio 2012 e inte­gran­doli con dati emer­genti da ricer­che ad hoc com­mi­sio­nate da Ofcom che, è bene ricor­darlo, sot­to­li­nearlo ulte­rior­mente, si rife­ri­scono agli inter­nauti e dun­que NON sono rap­pre­sen­ta­tivi dell’universo in par­ti­co­lare per quanto riguarda l’Italia dove la pene­tra­zione di Inter­net è net­ta­mente infe­riore alle altre nazioni prese in con­si­de­ra­zione.

In Ita­lia le per­sone che uti­liz­zano inter­net, 14,8 milioni di utenti attivi nel giorno medio secondo i dati ad otto­bre 2012 di Audi­web, lo pre­fe­ri­scono a qua­lun­que altro media per infor­marsi sia che si tratti di noti­zie nazio­nali o locali ed ancor più nel caso di quelle internazionali.

Il rap­porto non indica ahimè quali siano le fonti d’informazione a cui attin­gono gli ita­liani in Rete anche se visti i dati di por­tali e social net­work non sarebbe sor­pren­dente sco­prire che i quo­ti­diani online hanno un ruolo circoscritto.

Quel che è certo è che si assi­ste, ancora una volta, ad un Paese a due velo­cità dove il tempo speso per vedere la tele­vi­sione è quasi il più ele­vato del pia­neta e al tempo stesso un gruppo suf­fi­cien­te­mente allar­gato della popo­la­zione ha depu­tato il Web ad essere la pro­pria prima fonte, il primo canale pri­vi­le­giato per otte­nere noti­zie. Potrebbe essere la massa intel­li­gente di cui da tempo parla The Eco­no­mist, un gruppo di per­sone, la massa intel­li­gente appunto, suf­fi­cien­te­mente ampio ed altret­tanto evo­luto che può rap­pre­sen­tare il nucleo cen­trale di rife­ri­mento per con­te­nuti di valore non mas­si­fi­cati.

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La parte di “The Com­mu­ni­ca­tions Mar­ket Report” dedi­cata ad Inter­net ed al web-based con­tent con­sente di approfondire.

Tra i dieci siti più visi­tati in Ita­lia non com­pare alcun sito d’informazione ad ecce­zione dei due por­tali nazio­nali, Vir­gi­lio e Libero, che hanno anche una parte dedi­cata alle noti­zie. Nelle prime tre posi­zioni Goo­gle, Face­book e You­Tube. Negli USA ed anche in Spa­gna invece emerge la pre­senza rispet­ti­va­mente di AOL Media Net­work [che include la ver­sione sta­tu­ni­tense dell’HuffPost] ed ElMundo.es [di pro­prietà dell’italiana RCS].

L’Ita­lia è l’ultima nazione tra i 16 con­si­de­rati per quota di inve­sti­menti pub­bli­ci­tari in valori asso­luti su inter­net rispetto al totale e fana­lino di coda per quanto riguarda la quota di inve­sti­menti in adver­ti­sing online pro capite, per per­sona nono­stante tassi d’incremento a due cifre negli ultimi 5 anni. Inve­sti­menti che si ripar­ti­scono per il 42% sulla search, 35% display, 21% clas­si­fied e 2% video. Gli inve­sti­menti in mobile adver­ti­sing nel nostro Paese sfio­rano la risi­bile cifra di 30 milioni di euro pari a 0,62€ a pro­ca­pite.

Ofcom Quota ADV Online su totale

Gli smart­pho­nes, di cui siamo grandi pos­ses­sori ma non uti­liz­za­tori pare, sono uti­liz­zati nel 6% dei casi per col­le­garsi ad Inter­net [50% lap­top & 40% desk­top] ed il traf­fico deri­vante da mobile pesa in Ita­lia il 5,6% del totale.

Il tempo speso su Inter­net è di 208 minuti alla set­ti­mana, incluse le appli­ca­zioni, secondo i dati Niel­sen ad ago­sto 2012 ripor­tati nel rap­porto. Ancora una volta il più basso tra le 8 nazioni considerate.

Enne­sime evi­denze di come basarsi sulle pro­prie espe­rienze per­so­nali possa essere molto spesso fuorviante.

Face­book è il ter­mine più ricer­cato su Inter­net in tutti i Paesi ana­liz­zati ad esclu­sione di Rus­sia, Cina e Giap­pone, Ita­lia inclusa ovvia­mente. Face­book che ha una reach del 71% in Ita­lia con Twit­ter e Goo­gle­Plus a pari merito all’8%. Il ter­mine che ha otte­nuto il mag­gior incre­mento nelle ricer­che tra ago­sto 2011 e ago­sto 2012 nel nostro Paese è [sigh!] Belen.

Il valore del B2C e-commerce in Ita­lia è il più basso di tutti i Paesi occi­den­tali con 141,50 € di spesa pro capite. Nel nostro Paese solo il 6% degli inter­nauti paga rego­lar­mente per dei con­te­nuti online, qua­lun­que esso sia, men­tre il 55% non paga mai ed il 31% paga raramente/qualche volta.

Se per gli inter­nauti ita­liani Inter­net è la fonte pri­ma­ria di con­sul­ta­zione delle noti­zie non è attra­verso gli smart­pho­nes che que­sto avviene con solo il 10% di chi ne pos­siede uno ad acce­dere quo­ti­dia­na­mente ad un sito o ad uti­liz­zare un’applicazione dedi­cata. Una fre­quenza tal­mente ridotta da stron­care qua­lun­que vel­leità su un signi­fi­ca­tivo recu­pero con­tri­bu­tivo delle testate da que­sta piattaforma/device.

Ofcom Frequenza accesso siti web app informazione

Ho volu­ta­mente foca­liz­zato l’attenzione su alcuni capi­toli del rap­porto, che torno ad invi­tarvi a leg­gere per intero se il vostro inte­resse sul tema è tale di avervi fatto leg­gere sin qui, e sulla nostra realtà nazio­nale che credo sia d’interesse pri­ma­rio. Per una visione più inter­na­zio­nale sug­ge­ri­sco la let­tura di Paid Con­tent sul tema che cita anche una ricerca che amplia la visione sulla realtà sta­tu­ni­tense, che però appare molto distante da quella ita­liana come mostra anche la sin­tesi del capi­tolo del rap­porto su Inter­net e i Web-based Con­tent rea­liz­zata da Marco Dal Pozzo.

Pubblicato il 21 dicembre 2011 by Pier Luca Santoro

È la Distribuzione dei Contenuti a Generare i Ricavi Online

Appun­ta­mento set­ti­ma­nale con la mia colonna negli spazi di EJO, Euro­pean Jour­na­lism Obser­va­tory, di ana­lisi di sce­na­rio del mondo dei media e della comu­ni­ca­zione d’impresa.

La sin­tesi e la mia per­so­nale inter­pre­ta­zione delle 365 pagine di «Inter­na­tio­nal Com­mu­ni­ca­tion Mar­ket Report 2011».

Il rap­porto prende in con­si­de­ra­zione la situa­zione del Regno Unito para­go­nan­dola con le prin­ci­pali nazioni euro­pee, Ita­lia inclusa, e i mag­giori stati del mondo, dagli USA al Bra­sile, pas­sando per Rus­sia, India e Cina. Si com­pone di 6 capi­toli che ana­liz­zano i prin­ci­pali media ed il set­tore delle comu­ni­ca­zioni trac­ciando un pano­rama dav­vero esau­stivo della situa­zione attuale. Lo stu­dio, oltre a basarsi su oltre 6mila inter­vi­ste con­dotte nell’ottobre di quest’anno, uti­lizza ed assem­bla i dati di diverse fonti di buona auto­re­vo­lezza quali, tra le altre,  Niel­sen, Pricewaterhouse-Coopers, For­re­ster, com­Score  e Kan­tar Media.

Le con­clu­sioni alle quali giunge il report, pub­bli­cato la set­ti­mana scorsa, sono nel titolo del pezzo, il resto potete leg­gerlo qui.

Pubblicato il 25 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Communications Market Report 2010

Ofcom, orga­ni­smo anglo­sas­sone equi­va­lente all’ AGCOM [Auto­rità per le Garan­zie nelle Comu­ni­ca­zioni], ha rila­sciato il 19 di que­sto mese la set­tima edi­zione del rap­porto annuale sul mer­cato delle comu­ni­ca­zioni in Gran Bretagna.

Il Com­mu­ni­ca­tion Mar­ket Report 2010 con­sta di ben 377 pagine ed ana­lizza con pro­fon­dità e det­ta­glio ogni media, ogni mezzo di comu­ni­ca­zione, for­nendo un pano­rama del mer­cato di rife­ri­mento dav­vero par­ti­co­la­reg­giato ed esaustivo.

Ho sele­zio­nato alcuni dei dati di sin­tesi che mi sono sem­brati più inte­res­santi, che mag­gior­mente mi sono parsi in grado di sti­mo­lare la rifles­sione ed il con­fronto sul pano­rama media­tico, con­cen­trando i com­menti sull’area rela­tiva alla carta stampata.

La tele­vi­sione con­ti­nua ad essere il mezzo prin­ci­pale ed in gene­rale i media tra­di­zio­nali ten­gono in ter­mini di pene­tra­zione della popo­la­zione. La carta stam­pata com­ples­si­va­mente ha una pene­tra­zione di circa il 50% che sale all’80% su base settimanale.

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Lo stato di crisi e la disaf­fe­zione dei let­tori nei con­fronti della carta stam­pata emerge con chia­rezza esa­mi­nando la ten­denza delle varia­zioni rela­ti­va­mente a quali mezzi i cit­ta­dini sen­ti­reb­bero una mag­giore man­canza. Come evi­den­zia il gra­fico di sin­tesi sot­to­stante, la stampa risulta essere il media che ha il peg­gior rap­porto, del quale con minor dif­fi­coltà i consumatori-lettori potreb­bero pre­scin­dere. Que­sto si acu­tizza nella fascia di popo­la­zione in età tardo adulta che rap­pre­senta com­ples­si­va­mente “lo zoc­colo duro” di que­sto mezzo.

Si evi­den­zia, inol­tre, come per la fascia d’età 16–24 anni i video­gio­chi rap­pre­sen­tino il media che riscuote mag­gior affezione.

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La col­lo­ca­zione della stampa nel qua­drante in basso a destra, rela­tivo ad alta impor­tanza ma basso livello di atten­zione, è un altro cam­pa­nello di allarme sull’appeal del mezzo sia del rap­porto con i let­tori che in rife­ri­mento alla rela­zione con gli inve­sti­tori pubblicitari.

Sotto que­sto pro­filo la solu­zione pre­sen­tata ieri potrebbe rap­pre­sen­tare un impor­tante con­tri­buto sia per i con­te­nuti infor­ma­tivi che per le pro­po­ste di comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria, soprat­tutto per [ri]avvicinare i giovani.

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Oltre a rac­co­man­dare ine­vi­ta­bil­mente la let­tura com­pleta del docu­mento, sono di asso­luto inte­resse, a mio avviso le con­si­de­ra­zioni espresse da Sil­via Cobo, gior­na­li­sta presso la Fun­da­ció Escacc , che giu­sta­mente rileva come l’analisi delle diverse fasce ora­rie di con­sumo dei media debba essere tenuto in con­si­de­ra­zione nella pro­get­ta­zione di nuovi pro­dotti editoriali.

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