NYT

Pubblicato il 6 novembre 2011 by Pier Luca Santoro

La Strategia Multipiattaforma del New York Times

Arthur Sulz­ber­ger, chair­man, mem­bro diret­tivo del  «New York Times», ha tenuto all’inizio di que­sto mese una lec­ture presso la Lon­don School ef Eco­no­mics sulla tra­sfor­ma­zione, sull’evoluzione verso il digi­tale del quo­ti­diano statunitense.

Il discorso riporta la stra­te­gia mul­ti­piat­ta­forma del NYT evi­den­ziando il ruolo ed il signi­fi­cato di cia­scun supporto.

Emerge con chia­rezza come non si tratti sola­mente di pro­durre adat­ta­menti, più o meno abil­mente rea­liz­zati, della ver­sione car­ta­cea dei quo­ti­diani bensì di defi­nire moda­lità ed occa­sioni di con­sumo, di frui­zione dell’informazione.

Si evince con altret­tanta chia­rezza come non vi sia con­trap­po­si­zione tra una ver­sione e l’altra ma, molto spesso, sovrap­po­si­zione, con lo stesso let­tore, la mede­sima per­sona che a seconda del momento uti­lizza uno o l’altro sup­porto  in base alla pro­pria con­ve­nienza, attin­gendo alla stessa fonte d’informazione su carta, smart­phone e tablet.

Si con­ferma come se a tutt’oggi molti degli edi­tori pen­sino ad ero­gare i con­te­nuti in ter­mini di piat­ta­forma, di con­te­ni­tore, que­sto non avvenga da parte degli utenti che hanno una visione oriz­zon­tale anzi­chè verticale.

La con­ve­nienza, non non va intesa solo sotto il pro­filo eco­no­mico ma anche a livello di rispar­mio di tempo, risorse ed even­tuale fru­stra­zione nella frui­zione.  Si tratta di una situa­zione “fluida”, senza sta­bi­lità, nella quale il con­te­sto di rife­ri­mento cam­bia in con­ti­nua­zione, nel quale l’unico ele­mento di cer­tezza pare risie­dere nella costa­ta­zione della neces­sità di rac­co­gliere sotto un ombrello più ampio rispetto al pas­sato tutti i diritti, e rela­tivi ricavi poten­ziali, invece di ten­tare di rac­co­glierli sepa­ra­ta­mente da cia­scun sup­porto, da cia­scuna piattaforma.

Credo sia indub­bia­mente que­sto il punto di svolta di men­ta­lità di approc­cio che possa por­tare alla rea­liz­za­zione della tanto auspi­cata convergenza.

Il caso del debutto di Michele San­toro in onda con­tem­po­ra­ne­mente su più canali, più mezzi [Web incluso] , ed il suc­cesso otte­nuto, ne sono una con­ferma anche per quanto riguarda più diret­ta­mente il nostro Paese.

Parebbe che si chiami mul­ti­chan­nel mar­ke­ting. Tor­ne­remo pre­sto a par­larne, garantisco!

Word Cloud della Lec­ture di Sulzberger

Pubblicato il 1 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Rassegna della Documentazione Wikileaks Disponibile

Il rila­scio ad ondate della docu­men­ta­zione da parte di Wiki­leaks, da un lato, fa parte di una ben pre­cisa stra­te­gia di dif­fu­sione e comu­ni­ca­zione che con­sen­tirà di pro­lun­gare ulte­rior­mente “il ciclo di vita” della noti­zia, dall’altro potrebbe essere det­tata da dif­fi­coltà “tec­ni­che” legate ai con­ti­nui attac­chi infor­ma­tici ed alle per­se­cu­zioni in atto.

Al momento attuale su Wiki­leaks ed all’interno dei siti web dei quo­ti­diani pre­scelti per la dif­fu­sione, su un totale di oltre 251mila, sono dispo­ni­bili i seguenti documenti:

- 291 memo­ran­dum nell’area dedi­cata di Wikileaks

- 169 docu­menti sul Guar­dian online, sud­di­visi per nazione [nes­suno riguar­dante l’Italia]

- 18 “sta­te­logs” all’interno del New York Times [alcune parti della docu­men­ta­zione sono state oscurate]

- 38 cablo­grammi sono stati resi dispo­ni­bili da El Pais

- Pare che nes­sun docu­mento sia stato pub­bli­cato su Le Monde e Der Spie­gel

- Inte­res­sante l’applicazione rea­liz­zata da Owni che rag­gruppa buona parte della docu­men­ta­zione dispo­ni­bile, men­tre New­sweek spiega come effet­tuare le ricer­che tra i docu­menti degli argo­menti d’interesse.

Sul capo di Julian Assange’ pende un ordine di cat­tura da parte dell’Interpol per la sua estra­di­zione dalla Sve­zia. Il mar­chio rosso indica la mas­sima prio­rità, men­tre l’Interpol afferma di non avere alcuna sua foto dispo­ni­bile il Time lo ha inse­rito nella lista da votare come per­so­nag­gio dell’anno.

Si segnala infine che, secondo Journalism.co.uk, 7500 cablo­grammi [non ancora dif­fusi] riguar­de­reb­bero le rela­zioni con i media.

Pubblicato il 28 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

Il Re è Nudo

Attac­chi infor­ma­tici, minacce e rac­co­man­da­zioni non sono ser­viti a fer­mare la dif­fu­sione annun­ciata da Wiki­leaks degli oltre 250mila docu­menti uffi­ciali inviati da 250 amba­sciate sta­tu­ni­tensi nel tempo.

E’ pre­sto, troppo pre­sto per trarre delle con­clu­sioni, per fare delle con­si­de­ra­zioni degne di quest nome sul valore e l’impatto del con­te­nuto della docu­men­ta­zione diffusa.

Il link glo­bale rea­liz­zato dal Guar­dian ai cin­que quo­ti­diani a cui sono stati inviati i docu­menti e, se acces­si­bile, quello ori­gi­nale dell’organizzazione che li ha dif­fusi sono un buon punto di par­tenza sulla coper­tura mon­diale della questione.

A caldo solo due con­si­de­ra­zioni pos­sono, dalla mia pro­spet­tiva, essere sensate.

Il rila­scio ad ondate della docu­men­ta­zione da parte di Wiki­leaks fa parte di una ben pre­cisa stra­te­gia di dif­fu­sione e comu­ni­ca­zione che con­sen­tirà di pro­lun­gare ulte­rior­mente “il ciclo di vita” della notizia.

I media ita­liani sono parte della pro­vin­cia remota dell’impero ed in quanto tali otten­gono una con­si­de­ra­zione di sta­tus pres­so­chè nulla, imma­gino possa essere uno degli ele­menti su cui riflet­tere nei pros­simi giorni.

Una sola cosa è certa: il re è nudo gra­zie alla rete.

Si segnala infine, l’interessante mappa inte­rat­tiva rea­liz­zata da Spie­gel Online e la rac­colta dei tweets da parte di mol­tis­simi gior­na­li­sti di tutto il mondo.

Pubblicato il 2 novembre 2010 by Pier Luca Santoro

The Election Will Be Tweeted [and Retweeted]

Inte­res­sante appli­ca­zione del New York Times che trac­cia i tweets ed i ret­weets nei quali appa­iono i nomi dei can­di­dati alle ele­zioni di Gover­na­tore del Senato.

Per cia­scun can­di­dato i cer­chi si allar­gano e restrin­gono nel tempo in fun­zione del numero di mes­saggi rela­tivi a cia­scuno di essi.

Clic­cando sul sin­golo cer­chio sono dispo­ni­bili infor­ma­zioni sup­ple­men­tari ed è pos­si­bile con­fron­tare i diversi can­di­dati tra loro.

Pubblicato il 7 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Knowledge Network

La for­ma­zione può essere anche stru­mento di coin­vol­gi­mento e di fide­liz­za­zione della clien­tela. E’ un espe­rienza che in più occa­sioni ho avuto per­so­nal­mente modo di spe­ri­men­tare in diversi set­tori quali quello auto­mo­bi­li­stico, cosme­tico ed anche nel campo del fran­chi­sing, veri­fi­can­deone l’efficacia.

Que­sto approc­cio trova ora con­cre­tezza anche in ambito edi­to­riale negli Stati Uniti.

Il New York Times infatti, all’interno della piat­ta­forma di e-learning Kno­w­ledge Net­work, ha lan­ciato un pro­gramma di for­ma­zione dedi­cato ai pro­pri utenti ed ai cit­ta­dini più in generale.

Citi­zen Jour­na­lism: Hyper­lo­cal Blog­ging” mira a for­mare coloro che desi­de­rano creare un blog dedi­cato alla pro­pria realtà locale ai quali ver­ranno impar­titi i rudi­menti del gior­na­li­smo dalla veri­fica delle infor­ma­zioni a come iden­ti­fi­care e svi­lup­pare una pro­pria audience

Quando il rap­porto con la pro­pria utenza tende a diven­tare meno solido ed i legami con la comu­nità di rife­ri­mento più labili, ope­ra­zioni di que­sto tipo pos­sono aiu­tare a rin­sal­dare una rela­zione fidu­cia­ria.  E’ pos­si­bile ripren­dere, anche, attra­verso que­sta moda­lità un per­corso che, come tutti quelli basati su van­taggi reci­proci [win-win], sia di mutua soddisfazione.

Sono, tra l’altro, oppor­tu­nità con­crete che, in outsour­cing, anche realtà di minori dimen­sioni rispetto al quo­ti­diano sta­tu­ni­tense pos­sono per­se­guire con successo.

Pubblicato il 16 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Romanzi & Linguaggi

Per l’uscita dell’ultimo libro di Paulo Coe­lho, The Aleph, l’agenzia bra­si­liana Loducca MPM ha creato Ale­phT­weets.

Il sito web “riscrive” il libro in tempo reale, parola per parola, aggre­gando i tweets da tutto il mondo e sud­di­vi­den­doli per cia­scuno dei capi­toli dell’opera mistica di Coelho.

Il risul­tato è straor­di­na­rio sia sotto il pro­filo visivo che, ancor più, in gene­rale, in ter­mini di lin­guaggi e comunicazione.

Ini­zia­tiva pio­nie­ri­stica nel campo del mar­ke­ting edi­to­riale che sicu­ra­mente farà scuola.

Molto inte­res­sante, sem­pre in rife­ri­mento ai pos­si­bili lin­guaggi ed alle poten­zia­lità in ter­mini di nar­ra­tiva e di comu­ni­ca­zione, anche l’articolo del NYT di ieri sul lin­guag­gio di Face­book e i poten­ziali uti­lizzi per la scrit­tura di una novella, di un romanzo.

Pubblicato il 5 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Twitter ed i Quotidiani [Rotflmao]

Il quo­ti­diano spa­gnolo El Pais ha supe­rato recen­te­mente la bar­riera dei 200mila fol­lo­wers su Twit­ter.

Gra­zie a que­sto risul­tato, secondo quanto ripor­tato, si pone non solo primo tra i quo­ti­diani della sua nazione ma anche all’interno della ristretta cer­chia della quale fanno parte pochis­simi players dell’informazione al mondo quali gli sta­tu­ni­tensi New York TimesHuf­fing­thon Post ed i bri­tan­nici Time e Guar­dian.

Sono numeri che danno la dimen­sione della distanza da col­mare, anche sotto que­sto pro­filo, da parte dei quo­ti­diani nostrani tra i quali anche il gior­nale più soste­nuto dal popolo della rete supera di poco i 13mila fol­lo­wers.

Dif­fi­cile non segna­lare come aspi­rante al titolo di “Palma d’Oro dell’Interazione” il gior­nale gene­ra­li­sta nazio­nale “La Repub­blica”, sem­pre pronto ad immo­larsi all’altare del coin­vol­gi­mento solo nelle bat­ta­glie di pro­prio inte­resse, si distin­gue seguendo ben una sola fonte che non voglio pri­varvi del pia­cere di sco­prire voi stessi.

Sta­bi­lito da tempo che la fee­du­cia è una cosa seria, pare che Evan Wil­liams in per­sona abbia com­mis­sio­nato una nuova imma­gine del cele­bre uccel­lino di Twit­ter da dedi­care spe­ci­fi­ca­ta­mente alla nostra realtà nazio­nale. “Il Gior­na­laio” è in grado di mostrar­vela in ante­prima assoluta.

Da ridere e anche NO.

Pubblicato il 15 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

Playboy è il Re dei Media [su Facebook]

Face­ba­kers è un por­tale dedi­cato ai dati rela­tivi a Facebook.

Ricco di infor­ma­zioni, for­ni­sce le sta­ti­sti­che sud­di­vise per nazione, tipo­lo­gia di appli­ca­zioni uti­liz­zate, gruppi e molto altro ancora.

Riporta anche i numeri rela­tivi alle pagine con il mag­gior numero di fans, sud­di­vi­den­dole a sua volta per tipo­lo­gia. Al suo interno vi si trova la cate­go­ria Media e Gior­na­li­smo che vede Play­boy al primo posto domi­nando la clas­si­fica per numero di fans e sur­clas­sando realtà quali la CNN, il NYT o The Economist.

Come ita­liani pos­siamo con­so­larci veri­fi­cando che, nel ran­king di quest’area dedi­cato spe­ci­fi­ca­ta­mente al nostro paese,   Spi­noza rad­dop­pia le pre­fe­renze rispetto al TGCom e le tri­plica addi­rit­tura in rife­ri­mento a GovernoBerlusconi.it.

Non tutto è perduto.

Pubblicato il 7 luglio 2010 by Pier Luca Santoro

[Ec]Citazioni Mondiali

La coppa del mondo di cal­cio del 2010, al di là del risul­tato spor­tivo finale, pas­serà alla sto­ria pro­ba­bil­mente per il momento nel quale le edi­zioni on line dei prin­ci­pali quo­ti­diani inter­na­zio­nali hanno defi­ni­ti­va­mente intra­preso la strada della gra­fica interattiva.

E’ il caso sicu­ra­mente del New York Times che dal due di que­sto mese ha pub­bli­cato [con i risul­tati retroat­tivi sin dall’inizio del tor­neo] una time­line inte­rat­tiva dei gio­ca­tori del mon­diale più citati su Facebook.

I risul­tati gior­na­lieri pos­sono essere visua­liz­zati in ordine alfa­be­tico dei gio­ca­tori o dei nomi delle squa­dre e per numero di cita­zioni. Ponendo il pun­ta­tore del mouse su cia­scun gio­ca­tore ven­gono evi­den­ziati i dati rela­tivi allo stesso.

Inte­res­sante.

Pubblicato il 1 giugno 2010 by Pier Luca Santoro

Forme Diverse di Fornire Informazione sul Web

Inter­net non sarà un’altra Tv, spe­riamo.

Da un lato, i dati recen­te­mente pub­bli­cati a livello euro­peo sulla com­pe­ti­ti­vità digi­tale ricor­dano quanto siamo ancora lon­tani da un’economia soste­ni­bile e dalla società dell’informazione. Dall’altro lato, per­mane l’arretratezza della pub­bli­cità digi­tale.

Sono i due aspetti più evi­denti di come il per­corso sia ancora lungo e non privo di insi­die, costi­tuite fon­da­men­tal­mente dalle ambi­zioni dei gate­kee­peers e dai limiti di avven­tu­rieri ed improv­vi­sati.

Per ridare fiato, spe­ranza, a chi, come il sot­to­scritto, non vuole sot­to­stare alle prove gene­rali di pen­siero unico e auspica che il web abbia un ruolo impor­tante di pro­pul­sione dell’innovazione anche in ambito infor­ma­tivo, ho voluto ripren­dere ed ampliare il per­corso sug­ge­rito ieri gra­zie ad una rac­colta di forme diverse e fun­zio­nali di spie­gare le cose, di for­nire infor­ma­zioni, sul web.

  1. Word Cloud [Wordle]: Il discorso di Obama.
  2. Coper­tura in tempo reale in “blog for­mat”: News Blog del Guardian
  3. Foto­gra­fia: Big Pic­ture del Boston Globe & Lens del NYT
  4. Dise­gno: Seat­tle Sket­cher del Seat­tle Times
  5. Gra­fici Inte­rat­tivi: Gra­fi­cos di La Informaciòn
  6. Mashups: Where are the Party Lea­ders? The Guar­dian & Living with Less del NYT
  7. Audio & Mappa: Badia­fo­nia
  8. Nar­ra­tiva Mul­ti­me­diale: Indigo Brain Media

C’è, giu­sta­mente, chi si chiede se i gior­na­li­sti ita­liani siano pronti a per lavo­rare in que­sto modo. Viste le evi­denze rac­colte recen­te­mente, la rispo­sta al que­sito è neces­sa­ria­mente posi­tiva. Forse il pro­blema con­ti­nua ad essere rela­tivo agli effet­tivi desti­na­tari dei gior­nali.

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