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Newspeg
Pubblicato il 17 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Nasce Newspeg: “il Pinterest delle Notizie”

Pin­te­rest ha alcune uti­lity per la con­di­vi­sione di con­te­nuti infor­ma­tivi, ma in realtà è più adatto per aggre­gare i pre­fe­riti e per la con­di­vi­sione di foto, moda, design, ricette ed altri elementi.

Con una chiara ispi­ra­zione a Pin­te­rest è stato lan­ciato in que­sti giorni New­speg, piat­ta­forma Web e mobile di social news che chiun­que può uti­liz­zare per rac­co­gliere, curare e con­di­vi­dere le noti­zie con gli altri.

La sostan­ziale dif­fe­renza rispetto ad altre piat­ta­forme di con­tent cura­tion ed aggre­ga­zione è nel “fat­tore umano”, sono infatti gli indi­vi­dui, le per­sone che deci­de­ranno di uti­liz­zare que­sta piat­ta­forma a creare una col­le­zione, una rac­colta di ciò che gli appare inte­res­sante, con­tra­ria­mente alle altre pro­po­ste che invece si basano fon­da­men­tal­mente su algo­ritmi e/o aggre­ga­zione di con­te­nuti da Twit­ter e Face­book, come il caso di Fli­p­board, Zite e Pri­sma­tic, per citare i più noti.

La con­di­vi­sione avviene in maniera sem­plice, ele­men­tare, attra­verso l’utilizzo di un “bot­tone” da inse­rire nel pro­prio bro­w­ser. Su new­speg appare l’anteprima del con­te­nuto che linka diret­ta­mente al con­te­nuto ori­gi­nale; un ele­mento di cor­ret­tezza nei con­fronti di chi pro­duce i contenuti.

Natu­ral­mente,   New­speg  è inte­grato con  Twit­ter  e  Face­book , così le sto­rie, le noti­zie rac­colte pos­sono essere ulte­rior­mente amplificate.

Osser­vando l’home page di New­speg è impos­si­bile non rile­vare una rap­pre­sen­ta­zione ico­no­gra­fica dell’informazione. Ele­mento che, se posso dirlo, mi con­ferma che con Data­Me­dia­Hub siamo sulla strada giusta.

Newspeg

Casa DataMediaHub
Pubblicato il 13 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

Pre-emption DataMediaHub

Come anti­ci­pavo qual­che giorno fa il 2014 deve essere, e sarà, l’anno del fare, dello spe­ri­men­tare. Meno “chiac­chiere” e più azione come, a modo suo, invi­tava a fare Elvis Presley.

Nasce oggi Data­Me­dia­Hub. L’idea di fondo è quella di creare un hub sui media ita­liani e sul gior­na­li­smo, aggre­gando dati sul tema e pre­sen­tan­doli con una forma gra­fica inte­rat­tiva che abbia un impatto visivo e, soprat­tutto, che aiuti la com­pren­sione dei fenomeni.

L’ambito di inter­vento sarà rela­tivo esclu­si­va­mente alla realtà ita­liana, even­tuali dati ed ana­lisi su media, comu­ni­ca­zione e gior­na­li­smi dall’estero saranno inse­riti esclu­si­va­mente come ele­mento di raf­fronto con la realtà nazio­nale nostrana. Ver­ranno inse­riti tutti i dati rela­tivi ai diversi media, agli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari ed al mondo dell’informazione nel senso più ampio del termine.

Le diverse visua­liz­za­zioni, oltre alla pre­ci­tata inte­rat­ti­vità, si distin­gue­ranno per essere ele­mento di sin­tesi e di com­pren­sione dei feno­meni. Ogni visua­liz­za­zione sarà sem­pre cor­re­data da una intro­du­zione meto­do­lo­gica “tec­nica” su scelta del tipo di visua­liz­za­zione e da un com­mento, un’interpretazione del signi­fi­cato del dato. A que­sti ele­menti, sem­pre con cadenza gior­na­liera, si aggiun­gerà una rap­pre­sen­ta­zione ico­nica di fatti atti­nenti ai temi trattati.

In que­sta fase in un’ottica “web 2.0” chie­de­remo alle per­sone, a voi tutti, come strut­tu­rare il sito e, soprat­tutto, quali infor­ma­zioni e che tipo­lo­gia di visua­liz­za­zioni pos­sano essere di loro inte­resse. A tale scopo, oltre ai con­sueti canali social, sarà aperta all’interno del sito un’area com­mu­nity per rac­co­gliere idee, ade­sioni e, per­chè no, critiche.

Oggi abbiamo cari­cato una breve pre-emption, una dichia­ra­zione di intenti, sul tipo di lavoro che inten­diamo fare, ed un assag­gio del for­mat gra­fico che avremmo pen­sato di adottare.

Dalla pros­sima set­ti­mana con­ti­nuerà il work in pro­gress, spe­riamo con il con­tri­buto di tutti coloro che vor­ranno col­la­vo­rare al pro­getto, con l’apertura pro­gres­siva delle varie aree di DataMediaHub.

Se avete voglia di ini­ziare a dire la vostra sul pro­getto potette farlo attra­verso Twit­ter, Face­book e, se non vi basta lo spa­zio, anche per posta elet­tro­nica. Ben [ri]trovati.

Casa DataMediaHub

CartaBianca-0
Pubblicato il 6 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Narrazioni Internazionali

Come cer­ta­mente molti sapranno è in corso durante que­sto fine set­ti­mana Inter­na­zio­nale a Fer­rara, wee­kend di incon­tri con gior­na­li­sti, scrit­tori e arti­sti pro­ve­nienti da tutto il mondo.

Quest’anno il festi­val ha scelto di rac­con­tarsi in maniera diversa dalle pre­ce­denti edi­zioni. In par­ti­co­lare è stato aperto un Tum­blr “Tal­king Pic­ture Pro­ject” che narra gli incon­tri, i momenti della tre giorni con delle info­gra­fi­che in stile “fumet­toso”, comics. Nar­ra­zione dav­vero inte­res­sante che sin­te­tizza con chia­rezza cia­scun evento.

LarteDiPredireTutto91

Una spe­ri­men­ta­zione comu­ni­ca­tiva che si tra­sforma anche in un istant maga­zine che viene stam­pato e distri­buito in città, con l’edizione “Carta Bianca” dedi­cata al panel “Il futuro del gior­na­li­smo è tutto da scri­vere” con Anthony De Rosa, da poco appro­dato  a «Circa», un gior­nale che si legge solo su smart­phone, e Farhad Man­joo del «The Wall Street Jour­nal», ed una seconda edi­zione: “L’Arte di Pre­dire Tutto” per l’intervista del Diret­tore de «La Stampa» a Nate Silver.

Nar­ra­zioni inter­na­zio­nali da osser­vare con atten­zione e replicare.

CartaBianca-0

Etalia Locandina Presentazione
Pubblicato il 25 settembre 2013 by Pier Luca Santoro

Un Innovativo Ecosistema per l’Informazione Digitale

E’ noti­zia di ieri che Fli­p­board ha rac­colto altri 50 milioni di dol­lari per finan­ziare ulte­rior­mente il suo svi­luppo. Il nuovo finan­zia­mento porta la valu­ta­zione della star­tup che for­ni­sce il popo­lare ser­vi­zio di “let­tura sociale”, di aggre­ga­zione delle noti­zie, a ben 800 milioni di dol­lari, la metà della capi­ta­liz­za­zione di mer­cato del «The New York Times». Aspetto che fa riflet­tere su come la aggre­ga­zione di con­te­nuti abbia attual­mente per le per­sone, e per il mer­cato un valore supe­riore rispetto alla pro­du­zione di sin­gole infor­ma­zioni come dimo­stra la recente ces­sione a Jeff Bezos del «The Washing­ton Post» per 250 milioni di dol­lari, poco più di un quarto del valore del più popo­lare degli aggre­ga­tori di notizie.

In que­sto qua­dro vede, final­mente, la luce Eta­lia, start-up fon­data due anni fa dall’accelleratore d’impresa dell’Università della Sviz­zera Ita­liana, pre­sen­tata in ante­prima al Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo del 2012, che dopo un lungo periodo di raf­fi­na­mento e beta test sarà lan­ciata il 7 Otto­bre prossimo.

Anche se a prima vista Eta­lia potrebbe sem­brare un altro aggre­ga­tore le dif­fe­renze sono sostan­ziali sia in ter­mini di logi­che di aggre­ga­zione che di modello di busi­ness e, soprat­tutto, di reve­nue sharing

“Et alia”, “e altri” è una locu­zione latina soli­ta­mente usata nelle cita­zioni, per indi­care che oltre all’autore citato esi­stono anche altre fonti che trat­tano il mede­simo argo­mento. Pro­prio quello che accade su Eta­lia, dove il punto di vista su una noti­zia non è mai uni­la­te­rale: su cia­scun argo­mento il let­tore può con­sul­tare una plu­ra­lità di fonti, con­fron­tan­dole e con­tri­buendo con un pro­prio con­te­nuto, che potrà essere messo a dispo­si­zione degli altri utenti per arric­chire il patri­mo­nio di informazioni.

Eta­lia è una piat­ta­forma per la dif­fu­sione di con­te­nuti, che per­mette agli utenti di con­sul­tare e con­di­vi­dere noti­zie pro­ve­nienti da mol­te­plici fonti edi­to­riali, aggior­nate in tempo reale, costruire veri e pro­pri gior­nali per­so­na­liz­zati e fon­dare nuove testate digi­tali. Il tutto incen­ti­vato da un inno­va­tivo modello di business.

Gli utenti di Eta­lia avranno a dispo­si­zione stru­menti fles­si­bili per la let­tura e la pro­du­zione di news, in grado di ampliare le pos­si­bi­lità di acce­dere alle fonti di infor­ma­zione con reci­proci van­taggi per autori e lettori.

“I con­te­nuti ven­gono impor­tati sulle nostre mac­chine e sono indi­ciz­zati seman­ti­ca­mente, non ci limi­tiamo ad aggre­garli”, ha spie­gato Aldo Daghetta, CCO di Eta­lia e Coun­try Mana­ger di Eta­lia Italy, in una sua recente inter­vi­sta sul «Cor­riere della Sera».

Per ogni arti­colo letto all’interno di Eta­lia, la piat­ta­forma trat­tiene il 25 per cento della pub­bli­cità men­tre al sito con­sul­tato viene cor­ri­spo­sto il 75 per cento. A tutti, senza distin­zione, dagli edi­tori – che in molti casi hanno già sot­to­scritto accordi con la piat­ta­forma – ai gior­na­li­sti free­lance ed ai pro­fes­sio­ni­sti, ai blog­ger, Eta­lia offre un modello di busi­ness unico per mone­tiz­zare final­mente in misura ade­guata il frutto della pro­pria atti­vità, intro­du­cendo un sistema di redi­stri­bu­zione dei ricavi pro­ve­nienti sia dalla ven­dita del con­te­nuto sia dalla pub­bli­cità asso­ciata, gestita da Ada­lia, una piat­ta­forma pro­dotta inter­na­mente che ven­derà le inser­zioni in base a un sistema d’asta in tempo reale.

I “jour­nals” pub­bli­cati su Eta­lia pos­sono essere gestiti da una sin­gola per­so­naa opure, pro­prio come i gior­nali veri, da un gruppo di utenti, cia­scuno con un suo ruolo e una sua pre­ro­ga­tiva come avviene nelle redazioni.

Eta­lia è la nuova casa dell’informazione per andare oltre le sin­gole fonti infor­ma­tive ed i tra­di­zio­nali aggre­ga­tori di noti­zie, il primo infor­ma­tion net­work su misura, total­mente per­so­na­liz­zato sulla base degli inte­ressi dell’utente.

Etalia Locandina Presentazione

Passaparola Corriere
Pubblicato il 10 luglio 2013 by Pier Luca Santoro

Il Corriere della Sera Passaparola

E’ online da mar­tedì, da ieri, “Pas­sa­pa­rola”, la nuova piat­ta­forma social del «Il Cor­riere della Sera».

La piat­ta­forma è ancora in ver­sione beta, non defi­ni­tiva, ma si rie­scono già a capire diverse cose sia sulla strut­tura che sulle logi­che che sot­to­stanno alla sua crea­zione. Che l’iniziativa sia rile­vante per la ver­sione online del quo­ti­diano mila­nese lo si capi­sce, banal­mente, dal pop up che si apre con forte impatto visivo acce­dendo a Corriere.it.

Gra­zie a “Pas­sa­pa­rola”, i let­tori, le per­sone pos­sono con­fron­tarsi sulle noti­zie del giorno, della set­ti­mana, ed in pro­spet­tiva del mese, uti­liz­zando diversi stru­menti a dispo­si­zione sulla piat­ta­forma. E’ pos­si­bile seguire argo­menti spe­ci­fici clic­cando sui tag pre­senti in arti­coli e foto, ma anche seguire alcuni gior­na­li­sti del gior­nale di Via Sol­fe­rino o altri let­tori regi­strati. Si può espri­mere il pro­prio “sen­ti­ment” sulle noti­zie attra­verso una “reac­tion bar” con cin­que stati d’animo, cin­que umori che vanno da “indi­gnato” a “sod­di­sfatto”, inte­ra­gire con gli altri let­tori sia votando che rispon­dendo ai loro com­menti, ed ovvia­mente con­di­vi­dere gli arti­coli sui diversi social network.

Passaparola Corriere

La sezione comune a tutti è quella di “Cosa dice il Paese” con i temi in evi­denza quo­ti­dia­na­mente, men­tre esi­ste una sezione per­so­nale: “La mia pagina” dove sono rac­colte le pro­prie pre­fe­renze sia per quanto riguarda gli arti­coli del gior­nale che gior­na­li­sti ed altri utenti, altre per­sone che si seguono.

Al piede della pagina una nuova barra inte­rat­tiva sem­pre aggior­nata accom­pa­gna durante la navi­ga­zione anche se non si è log­gati o regi­strati e segnala qual è il pas­sa­pa­rola del momento, qual è il sen­ti­mento più dif­fuso tra i let­tori e quali gli argo­menti più seguiti.

Se il tempo speso sul sito del gior­nale è, come ho avuto modo di sot­to­li­neare a più riprese , un indi­ca­tore impor­tante del livello di coin­vol­gi­mento effet­tivo del let­tore. Uno dei modi per aumen­tare la per­ma­nenza sul sito è quella di coin­vol­gere il let­tore rispetto ad atti­vità, ad inte­ressi che fac­ciano appunto sì che abbia voglia di pas­sare una parte cre­scente del tempo speso online all’interno del sito web della testata invece che, come avviene in maniera cre­scente, all’interno dei diversi social net­work a comin­ciare da Face­book ovvia­mente che ormai è un eco­si­stema a parte, a se stante.

In tal senso l’iniziativa del gior­nale diretto da De Bor­toli, al di là delle pos­si­bili miglio­rie ed evo­lu­zioni, è cer­ta­mente apprez­za­bile, di valore. Final­mente si ini­ziano a creare anche in Ita­lia delle com­mu­nity NEL sito del giornale.

La mia pagina Corriere Passaparola

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Pubblicato il 14 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

L’Edicola che non c’è e le Copie Digitali

A marzo 2102 fu annun­ciato in pompa magna il lan­cio di Edi­cola Ita­liana, piat­ta­forma multi-editore per offrire online in un unico sito le diverse testate. Ini­zial­mente la piat­ta­forma avrebbe dovuto ospi­tare sia quo­ti­diani che perio­dici di quat­tro edi­tori pas­sati poi a sei alla fine dell’anno scorso quando si tornò a par­lare del pro­getto. Di fatto, ad oggi, non si hanno noti­zie del livello di avan­za­mento e se sono occorsi 9 mesi per giun­gere dalle dichia­ra­zioni di intenti alla crea­zione del con­sor­zio, e com­ples­si­va­mente sono pas­sati 15 mesi, è facile imma­gi­nare che i tempi non siano brevi.

Per­so­nal­mente, tra feb­braio e marzo di quest’anno, ho pro­vato a con­tat­tare alcuni dei mem­bri del con­si­glio di ammi­ni­stra­zione del con­sor­zio Edi­cola Ita­liana per inse­rirne le pro­spet­tive nel mio libro “L’edicola del futuro, il futuro delle edi­cole. Ovvero che fine farà la carta stam­pata” ma dopo un lungo ter­gi­ver­sare non ho avuto, ahimè, il pia­cere di otte­nere risposte.

Nel frat­tempo, come noto, da gen­naio di quest’anno ADS ha ini­ziato a pub­bli­care i dati delle copie digi­tali di quo­ti­diani e perio­dici. Se per i perio­dici, esclu­dendo gli inserti alle­gati ai prin­ci­pali quo­ti­diani, i volumi di ven­dita sono mar­gi­nali così non è per i gior­nali, o almeno per alcuni di essi.

I primi cin­que quo­ti­diani per ven­dite rea­liz­zano l’86% del totale mostrando una con­cen­tra­zione di gran lunga supe­riore a quella della carta stam­pata. Da quando sono stati resi dispo­ni­bili i dati le ven­dite di copie digi­tali sono pas­sate da 188mila a 242mila con un incre­mento del 28.7%.

«Il Sole24Ore», primo quo­ti­diano per numero di copie digi­tali ven­dute, ha regi­strato nei primi quat­tro mesi di quest’anno un incre­mento del 56% e ad aprile il peso di que­sto for­mato è del 26.8% sul totale delle copie ven­dute [edi­cole + abbonamenti].

Peso quasi dop­pio rispetto a «Il Cor­riere della Sera», che cre­sce del 34%, e di «la Repub­blica», che invece cre­sce “sola­mente” del 6.7%. Anche se i valori asso­luti sono infe­riori rile­vante la quota di copie digi­tali anche per «Il Fatto Quo­ti­diano» con un peso del 16.7% sul totale delle copie ven­dute ed il “feno­meno” di «L’Unione Sarda» con oltre 7mila copie [+12.7% vs gen­naio 2013] per un peso del 13.8% sul totale. Per tutti gli altri quo­ti­diani le copie digi­tali restano asso­lu­ta­mente marginali.

Il gra­fico, rea­liz­zato da Human High­way,  con l’evoluzione delle ven­dite delle copie digi­tali nel primo qua­dri­me­stre di quest’anno, mostra a colpo d’occhio le dina­mi­che evolutive.

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Recontando
Pubblicato il 30 maggio 2013 by Pier Luca Santoro

Vietato ai Maggiori

Se pare dav­vero che com­ples­si­va­mente l’accettazione e l’interesse per i quo­ti­diani online da parte dei più gio­vani sia dav­vero limi­tato, forse è anche per­ché i gior­nali gene­ra­li­sti dedi­cano poco spa­zio ai loro inte­ressi ed uti­liz­zano un lin­guag­gio non con­sono a rela­zio­narsi ade­gua­ta­mente con que­sta fascia di pubblico.

Sem­bre­rebbe essere que­sta la lezione che viene da “Recon­tado: Jor­ma­li­smo da madi­das das crias”, Rac­con­tando: gior­na­li­smo a misura di bam­bino, sito web  d’informazione bra­si­liano fatto a misura per i ragazzini.

La testata, lan­ciata a fine marzo di quest’anno, adatta le sto­rie prin­ci­pali sui prin­ci­pali argo­menti, dall’economia allo sport pas­sando per ambiente e spet­ta­colo ed arte, in car­toni ani­mati edu­ca­tivi per i bam­bini, comics e giochi.

Recontando

Secondo quanto rac­conta il suo fon­da­tore l’iniziativa sta già mostrando segni di suc­cesso con i bam­bini, i geni­tori e gli edu­ca­tori e nel primo mese si sono già avute circa 70mila visite al sito web della testata.

Il modello di busi­ness non si basa sol­tanto sulla pub­bli­cità ma anche sulla crea­zione, e ven­dita, di mate­riale per le scuole e la rea­liz­za­zione di work­shop edu­ca­tivi. Oltre 16mila fans su Face­book ed un PTAT[*] del 13,5% al momento della reda­zione di que­sto arti­colo. Il canale You­Tube della testata offre video non solo in por­to­ghese ma anche in inglese e francese.

Un’iniziativa simile è pros­sima al lan­cio anche in Olanda, come riporta LSDI che spiega della nascita ormai pros­sima di ‘’Nieuws-Je’’ (‘’Notizie-I’’), un sito di infor­ma­zione online, molto sem­plice come design, per bam­bini fra i 7 e i 12 anni. Sito con una inter­fac­cia molto ‘’ami­che­vole’’ che con­sente ai bam­bini di costruirsi dei loro ava­tar che li aiu­te­ranno a sco­prire le notizie.

La ver­ti­ca­liz­za­zione, la spe­cia­liz­za­zione, per dif­fe­ren­ziarsi ed otte­nere suc­cesso, ovvia­mente, non passa solo per i temi ma anche per il pub­blico al quale si rivolge. Strano che nes­suno ci abbia pen­sato prima.

[*] PTAT= Peo­ple That are Tal­king About it — per­sone che ne par­lano — la base minima di misu­ra­zione del coin­vol­gi­mento su Facebook.

BenEssere SPaolo
Pubblicato il 15 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Il BenEssere dei Periodici

La dif­fu­sione dei primi dati ADS sulle copie digi­tali dei perio­dici mostra come, ad ecce­zione dei due set­ti­ma­nali fem­mi­nili di «la Repub­blica» ed «Il Cor­riere della Sera» che però sono in abbi­na­mento con i rispet­tivi quo­ti­diani, le ven­dite di set­ti­ma­nali e men­sili rispetto alla ver­sione car­ta­cea abbiano un’incidenza risibile.

E così c’è chi pensa che valga la pena di con­ti­nuare a ten­tare la strada tra­di­zio­nale affi­dan­dosi a carta ed edi­cole anche per nuove pro­po­ste editoriali.

E’ il caso di Perio­dici San Paolo che il 21 marzo pros­simo ven­turo lan­cia «BenEs­sere» men­sile che si rivolge pre­va­len­te­mente a donne di età 35–55 anni, attente alla salute e al pro­prio stile di vita.

La rivi­sta è sud­di­visa in cin­que aree: Essere & benes­sere, con inter­vi­ste su salute e pre­ven­zione, ser­vizi e incon­tri con per­so­naggi famosi che rac­con­tano il loro rap­porto con il vivere sano. Cibo & benes­sere, dedi­cata al buon cibo, alla cor­retta ali­men­ta­zione, agli stili di vita, al fit­ness e alla cura del corpo. Notes è la guida ai ser­vizi e ai diritti: assi­stenza, fisco, con­sumi, aspetti legali e uno “spor­tello reclami” per le segna­la­zioni dei let­tori; Noi & gli altri, tra psi­co­lo­gia e spi­ri­tua­lità, argo­menti legati alle rela­zioni inter­per­so­nali e al rap­porto con il divino. In ultimo, Tempo libero dedi­cato agli iti­ne­rari, alla sco­perta dei per­corsi dello spi­rito, gli appun­ta­menti cul­tu­rali ed eno­ga­stro­no­mici da non perdere.

Il primo numero di «BenEs­sere» sarà in ven­dita al prezzo di lan­cio di 1 euro men­tre dal secondo numerò pas­serà a prezzo pieno a 2.90. Il pro­getto gra­fico del nuovo men­sile è stato affi­dato a Luca Pitoni, vin­ci­tore di nume­rosi premi [Pre­mio com­passo d’oro ADI, SPD Award, D&AD Award,European New­spa­per Award e molti altri rico­no­sci­menti ancora] e art direc­tor dei Perio­dici San Paolo.

Il lan­cio della nuova testata è sup­por­tato da una cam­pa­gna di comu­ni­ca­zione impor­tante di que­sti tempi con un bud­get tra above e belowe the line di circa 1 milione di euro. La pia­ni­fi­ca­zione della cam­pa­gna si arti­co­lerà su Tv [Sipra e Publi­ta­lia], Radio Rai e com­mer­ciali e stampa quo­ti­diana e perio­dica. La tira­tura com­ples­siva pre­vi­sta per i primi tre numeri è di 510 mila copie e, per quanto a me noto, il primo numero ha già una coper­tura del 100% delle pagine pubblicitarie.

Il lan­cio del men­sile salu­ti­stico rien­tra in un  più ampio piano di rilan­cio e svi­luppo dei Perio­dici San Paolo che coin­vol­gerà tutto il por­ta­fo­glio delle testate del gruppo sia con la rivi­si­ta­zione “mor­bida” di «Fami­glia Cri­stiana» che con altri nuovi pro­dotti con l’obiettivo di pre­si­diare al meglio i seg­menti di rife­ri­mento. In par­ti­co­lare i pros­simi lanci riguar­de­ranno l’area della reli­gione con un nuovo set­ti­ma­nale e quella ragazzi con pro­dotti che andranno a pre­si­diare le diverse fasce d’età.

Un per­corso ambi­zioso che però, da quello che mi ha mostrato e rac­con­tato in un nostro incon­tro ad ini­zio set­ti­mana Marco Basile, publi­sher dell’area fami­glia e varia, che include appunto  «BenEs­sere», è stato con­ce­pito e svi­lup­pato dav­vero con pro­fes­sio­na­lità ed atten­zione. Pre­messa indi­spen­sa­bile al suc­cesso che non si può che augu­rare all’iniziativa.

BenEssere SPaolo

Icon Times
Pubblicato il 13 marzo 2013 by Pier Luca Santoro

Informazione Iconica

Siamo, da tempo, nella società della cono­scenza, dell’informazione e della comu­ni­ca­zione iconica.

Deve essere da que­sta con­sta­ta­zione che è par­tito il desi­gner pari­gino Syl­vain Boyer per creare «Icon Times» aggre­ga­tore di noti­zie che sele­ziona arti­coli da The New York Times, The Guar­dian, Reu­ters, CNN ed altri e le tratta in forma gra­fica for­nendo una rap­pre­sen­ta­zione ico­no­gra­fica del tema sul quale è cen­trata la notizia.

La home page si pre­senta come un insieme di icone con solo il titolo della noti­zia. Per ogni arti­colo viene pub­bli­cato un estratto della noti­zia e for­nito il link alla fonte ori­gi­nale per la let­tura completa.

Icon Times

Ogni icona è ori­gi­nale ed è dise­gnata par­tendo dalla pre­messa di con­tri­buire alla com­pren­sione della noti­zia in modo semplice.

Secondo quanto dichia­rato da Boyer “i prin­ci­pali siti di noti­zie offrono infor­ma­zioni di dif­fi­cile let­tura. Ci sono troppe infor­ma­zioni, troppi titoli … un over­dose di infor­ma­zioni che con­fonde i let­tori.  […] I segni for­ni­scono un’informazione chiara, sem­plice e uni­ver­sale”. E que­sto è pro­prio quello che ci siamo pro­po­sti di fare: “Icon Times è un sito che tra­sforma le noti­zie in infor­ma­zione gra­fi­che sotto forma di segnale.”

Alcune icone sono dav­vero ben rea­liz­zate, effi­caci. Inte­res­sante evo­lu­zione di quanto l’amico Mas­simo Gen­tile, “col­lega” di Boyer, rea­lizza da tempo per quanto riguarda l’attualità italiana.

Sanità

Sem­pre in tema di design dell’informazione, il «The New York Times» ha pub­bli­cato ieri il pro­to­tipo del nuovo sito che sarà com­ple­ta­mente ridi­se­gnato rispetto all’attuale.

Dalle infor­ma­zioni dispo­ni­bili il visual com­ples­si­va­mente è molto simile a quello di un’applicazione per tablet, offre un accesso più diretto alle sezioni del gior­nale di pro­prio inte­resse e pro­mette una nuova espe­rienza di let­tura con una mag­gior inte­gra­zione di imma­gini, video ed altri ele­menti mul­ti­me­diali inte­rat­tivi. Anche l’impatto visivo della pub­bli­cità dovrebbe otte­nere un bene­fi­cio dal re design.

Dopo il recente lan­cio dell’app rea­liz­zata in html5, stante l’elevato numero di abbo­nati all’edizione online/digitale del quo­ti­diano, il nuovo sito potrebbe rap­pre­sen­tare un’ulteriore mossa verso la scelta di bypas­sare l’Apple Store, e le sue esose com­mis­sioni, come già il caso del «The Finan­cial Times».

All’iniziativa, che verrà svi­lup­pata in base al feed­back otte­nuto da un sele­zio­nato gruppo di let­tori, è stato dedi­cato un blog.

NYTimes 1st Look

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