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Pubblicato il 29 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Chiusure Generali[ste]

Dopo 22 mesi di vita chiude Soitu, quo­ti­diano gene­ra­li­sta — in castel­lano — on line fon­dato da Gumer­sindo Lafuente, ex direc­tor di El Mundo [galas­sia RCS], e finan­ziato dalla BBVA.

Nell’annun­cio di chiu­sura del diret­tore pub­bli­cato ieri, si ricorda come il quo­ti­diano abbia otte­nuto nume­rosi rico­no­sci­menti in meno di due anni, col­le­zio­nando due premi della On Line Asso­cia­tion, l’ingresso nel Museo delle Noti­zie di Washing­ton e nume­rosi altri premi locali.

Emble­ma­tico il pas­sag­gio che riporto testual­mente certo che sia com­pren­si­bile [*]: “Noso­tros hemos buscado per­ma­nen­te­mente otras rutas. Siem­pre uti­li­zando de manera inten­siva tec­no­lo­gía de diseño pro­pio, creando pro­duc­tos inno­va­do­res que fue­sen abriendo bre­cha en un océano de incer­ti­dum­bres. Así nació soitu y todos sus her­ma­nos. El Selec­tor de noti­cias, los wid­gets, las her­ra­mien­tas para hacer grá­fi­cos o selec­cio­nar tags de manera auto­má­tica y, por último, utoi.es. Ape­nas con unas sema­nas de vida, utoi es nue­stra manera de inter­pre­tar las redes socia­les con enfo­que perio­dí­stico. Esta­mos con­ven­ci­dos de que una parte impor­tante del futuro de nue­stro ofi­cio está en la con­ver­sa­ción con los lec­to­res y utoi es nue­stra vía de pro­fun­di­za­ción en ese terreno”

Appa­ren­te­mente, dun­que, tutto corretto.

Sono tre gli inse­gna­menti che que­sta vicenda può appor­tare al dibat­tito attuale sul futuro delle noti­zie e del gior­na­li­smo, in sintesi:

  • La tec­no­lo­gia è impor­tante ma non è tutto, è solo un mezzo.
  • La con­ver­genza edi­to­riale è un obiet­tivo impre­scin­di­bile carta e on line [par­lando di quo­ti­diani] si sosten­gono reci­pro­ca­mente lavo­rare solo su un ver­sante porta al fal­li­mento come già il caso del Seat­tle Post Intel­li­gen­cer aveva dimostrato
  • I quo­ti­diani gene­ra­li­sti ven­gono sop­pian­tati, soprat­tutto se on line, dagli aggre­ga­tori. Il futuro è nella specializzazione.

cerrado lock

[*] Se pro­prio avete biso­gno della tra­du­zione del pas­sag­gio, “chie­dete e vi sarà dato”. Qui una nar­ra­zione da una diversa pro­spet­tiva del fatto.

Pubblicato il 2 ottobre 2009 by Pier Luca Santoro

Ladies & Gentleman … il comunicato stampa

Esat­ta­mente una set­ti­mana fa Class Edi­tori ha lan­ciato un nuovo men­sile: “Ladies & Gen­tle­man”.

La comu­ni­ca­zione al trade, ai punti ven­dita, rice­vuta in qua­lità di gior­na­laio, mi aveva già com­mosso fin dal prin­ci­pio, con un testo che ini­ziava reci­tando: “Gen­tile Edico­lante” [si, con la e maiu­scola, fan­ta­stico!] ed un seguito che vi rispar­mio poi­ché fon­da­men­tal­mente non molto diverso da altri già visti e ripor­tati.

Il meglio, in ter­mini di soste­gno alla pub­bli­ca­zione men­sile, viene espresso nell’arti­colo – comu­ni­cato stampa – adver­to­rial pub­bli­cato su uno dei quo­ti­diani del gruppo il giorno pre­ce­dente all’uscita della rivi­sta. Mi pare asso­lu­ta­mente oppor­tuno ripren­dere i pas­saggi salienti di quello che è a tutti gli effetti un comu­ni­cato stampa per gli addetti ai lavori.

Ladies & Gen­tle­man nasce dall’esperienza che Class Edi­tori ha matu­rato negli anni por­tando al suc­cesso ita­liano ed inter­na­zio­nale Gen­tle­man [….] Ladies & Gen­tle­man è il primo gior­nale dedi­cato al mondo fem­mi­nile che, senza falsi pudori né riven­di­ca­zioni da quote rosa, rende pro­ta­go­ni­ste le sue let­trici, un tar­get sele­zio­nato, selet­tivo e ricercato ”.

Pro­se­guendo ancora: “ Ladies & Gen­tle­man è un gior­nale veloce, agile, pra­tico e ricco di infor­ma­zioni ed emo­zioni, non la ver­sione fem­mi­nile di un maschile socio – poli­tico né tanto meno un cata­logo di ten­denze impro­ba­bili. E’ invece un gior­nale bello da sfo­gliare, appas­sio­nato, che segue una strada nuova corag­giosa e positiva [.….] ”

Per con­clu­dere: “ [….] Donne impe­gnate nel lavoro e nella vita pri­vata, con­cen­trate nella car­riera per­so­nale e/o a soste­nere il pro­prio uomo nella pro­pria, così come le let­trici del gior­nale che rap­pre­sen­tano il tar­get più alto, il più ambito dal mer­cato pub­bli­ci­ta­rio, con capa­cità di spesa pro­pria e influenza diretta nelle deci­sioni d’acquisto dei loro uomini. Un tar­get che Ladies & Gen­tle­man rag­giunge in modo capil­lare e mira­tis­simo, gra­zie al sistema di ven­dita arti­co­lato messo appunto da Class Edi­tori per garan­tire la mas­sima effi­ca­cia nella diffusione [….] ”

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E’ una set­ti­mana che leggo e rileggo i pas­saggi ripor­tati dell’articolo ed alterno stu­pore, ila­rità e fastidio.

Della stra­bi­liante capa­cità del quo­ti­diano in que­stione di con­ti­nuare a pro­durre reda­zio­nali promo pub­bli­ci­tari vesten­doli da arti­coli ho già par­lato e non credo vi sia nulla d’aggiungere.

Pur con­fi­dando nella ottima capa­cità di ana­lisi e cri­tica di chi legge e com­menta in que­sti spazi, segnalo, da un lato lo straor­di­na­rio numero di agget­tivi con­te­nuti nel testo da me ripreso e, dall’altro, la straor­di­na­ria sequenza di affer­ma­zioni con­trad­dit­to­rie che vi sono contenute.

L’articolo – comu­ni­cato stampa – adver­to­rial [insito!] rias­sume tutta l’incapacità, l’ingenuità e il con­se­guente – mal­de­stro – ten­ta­tivo di molti edi­tori di ven­dere quel che è evi­dente non pos­seg­gano: capa­cità pro­fes­sio­nali — gior­na­li­sti­che, let­tori e com­pe­tenza di mar­ke­ting.

Dan Gill­mor, nell’ arti­colo da me tra­dotto recen­te­mente, parla, tra l’altro, di “rim­piaz­zare alcune espres­sioni orwel­liane delle PR” ; quest’oggi, mio mal­grado, siamo riu­sciti ad avere un esem­pio di a che cosa si rife­risse esattamente.

Pubblicato il 3 giugno 2009 by Pier Luca Santoro

Loop in edicola

Dopo due uscite spe­dite solo in abbo­na­mento approda in edi­cola “Loop, cul­ture lin­guaggi e con­flitti den­tro l’apocalisse”.

Anche se detta così potrebbe sem­brare la pub­bli­ca­zione dei seguaci di Nostra­da­mus o peg­gio, in realtà il bime­strale in que­stione è, a mio avviso, di asso­luto interesse.

La scelta del nome della rivi­sta non è casuale, il ter­mine loop si rife­ri­sce in genere a qual­cosa che si richiude su sé stesso ed infatti la neo­nata pub­bli­ca­zione nell’editoriale di aper­tura spiega che è ciclo infi­nito dal quale è impos­si­bile uscire se non con una ini­zia­liz­za­zione di sistema. Ma senza la fretta del poli­ti­ci­smo, del lavo­ri­smo, dello svi­lup­pi­smo, del sog­get­ti­vi­smo, del fur­bac­chio­ni­smo: loop è attra­ver­sa­mento ica­stico [nota] dell’apocalisse con­tem­po­ra­nea.

 Loop si con­cen­tra sulle dina­mi­che sociali ed eco­no­mi­che che avven­gono, sotto l’alone di indif­fe­renza gene­rale che carat­te­rizza l’attuale fase, a livello inter­na­zio­nale e nazio­nale pro­po­nen­dosi come bacino di rac­colta col­let­tivo non per con­te­nerle ma per farle stra­ri­pare con mag­gior forza. 

L’attuale uscita è incen­trata sull’analisi degli aspetti legati a wel­fare e red­dito con, appunto, il focus “Red­dito vs Lavoro”.  

L’acquisto della rivi­sta è ampia­mente giu­sti­fi­cato dalla pre­senza dell’articolo “Cognitivi”di Andrea Fuma­galli [ex pro­fes­sore asso­ciato a Yale] che effet­tua una bril­lan­tis­sima ed, altret­tanto, estre­ma­mente effi­cace ana­lisi sul lavoro cogni­tivo – rela­zio­nale. Fuma­galli con­stata come sem­pre più la nostra eco­no­mia si basi su i cosid­detti “intan­gi­ble assetts” e di come que­sto crei con­se­guenze impor­tanti nella divi­sione ed orga­niz­za­zione del lavoro e sui pro­cessi di for­ma­zione al/nel lavoro. Straor­di­na­ria la sin­tesi che coin­volge anche il mondo dell’informazione oltre a quello del lavoro: “Siamo di fronte a un para­dosso o meglio ad una poten­ziale con­trad­di­zione: il gene­ral intel­lect con­sente la crea­zione di un valore che trae linfa dalla coo­pe­ra­zione sociale, ma che viene distri­buito tra­mite pro­cessi di espro­pria­zione sociale”. [nota]

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Per­so­nal­mente mi ha anche par­ti­co­lar­mente coin­volto ed inte­res­sato l’apertura dedi­cata alla morte di Sban­cor e sulla sua, appa­rente, incre­di­bile capa­cità pre­dit­tiva e di ana­lisi dei feno­meni economici/finanziari dei nostri tempi. Un exper­tise deci­sa­mente più con­vin­cente e meno auto­re­fe­ren­ziale rispetto a quanto nor­mal­mente in cir­co­la­zione.

La cilie­gina sulla torta, infine, è data dalla coper­tina e dalla frase che reca impressa: “E così muore la libertà sotto scro­scianti applausi” [Star Wars – La ven­detta dei Sith].

I cin­que euro meglio inve­stiti per que­sta set­ti­mana; da acqui­starsi asso­lu­ta­mente; ahimè in un’altra edi­cola che non sia quella del sot­to­scritto aven­done trat­te­nuta io stesso l’unica copia ricevuta.

Pubblicato il 1 giugno 2009 by Pier Luca Santoro

Posizionamento a scaffale

Qual­che giorno fa abbiamo par­lato, tes­sen­done com­ples­si­va­mente le lodi, di Ani­mals la rivi­sta che, come è stato scritto, piace ai blog­ger.

Non posso che con­fer­mare l’apprezzamento espresso per la rivi­sta ma non è que­sto il punto.

Le carat­te­ri­sti­che della pub­bli­ca­zione ne ren­dono in qual­che modo dif­fi­cile la col­lo­ca­zione sugli scaf­fali. Dopo averla tenuta qual­che giorno sul banco del nego­zio per darle la mag­gior visi­bi­lità pos­si­bile [visto anche il gra­di­mento sog­get­tivo] ho dovuto cedere il posto ad altro ed al momento di posi­zio­nare la rivi­sta con le altre ho avuto qual­che titubanza.

Dove met­tere infatti la rivi­sta? Tra i fumetti forse o tra le – poche rivi­ste che par­lano di cul­tura, libri ed arte o.….….….……?

La col­lo­ca­zione insieme ai fumetti, pre­va­len­te­mente dedi­cati ad un pub­blico di bam­bini, la ren­de­rebbe poco visi­bile ad un pub­blico adulto al quale la rivi­sta è indub­bia­mente dedi­cata, le poche rivi­ste dedi­cate agli inte­ressi cul­tu­rali sono ine­vi­ta­bil­mente – vista la scar­sità nume­rica e di ven­dite – rele­gate in posi­zione infe­lice nel nego­zio e dareb­bero poca visi­bi­lità alla neo­nata pubblicazione.

Dun­que?

Dopo aver riflet­tuto ho deciso di col­lo­carla [vedi imma­gine sot­to­stante] insieme a men­sili e set­ti­ma­nali d’attualità.

Posizionamento a Scaffale

Sono ancora titu­bante sulla scelta effet­tuata e dopo averne testato l’efficacia deci­derò se man­te­nere que­sta o cam­biare la collocazione. 

Evi­den­te­mente se l’editore al momento del lan­cio avesse inviato una comu­ni­ca­zione con dei con­si­gli su que­sti ed altri aspetti, a parità di con­di­zione, le pos­si­bi­lità di ven­dita della rivi­sta sareb­bero sicu­ra­mente incrementate.

Pare pur­troppo dav­vero che il lavoro di svi­luppo in que­sto canale di ven­dita sia tutto da fare sia in chiave di mar­ke­ting che di trade mar­ke­ting.

Forse è que­sta una delle moti­va­zioni che mi ha por­tato a deci­dere di ripren­dere a scri­vere cer­cando ten­ta­tivo di dare un senso com­piuto a que­sto spa­zio. Con­ti­nue­remo a ricer­care, pun­zec­chiare e sti­mo­lare spe­ran­zosi di riu­scire a dare un con­tri­buto posi­tivo alla rivi­ta­liz­za­zione dell’editoria e del canale commerciale.

Pubblicato il 18 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Trasformare un problema in opportunità

Le edi­cole tra­boc­cano di ogni tipo e genere di maroc­chi­ne­rie con­trab­ban­date per pub­bli­ca­zioni edi­to­riali e gli edi­tori incerti tra kindle one & kindle two con­ti­nuano [nes­suno escluso] a pro­porre col­le­zio­na­bili di ogni genere e sorta.

Tutto que­sto genera per il canale edi­cole dif­fi­coltà gestio­nali, logi­sti­che e, soprat­tutto, ne svi­li­sce l’immagine; il più grave degli effetti col­la­te­rali.

E’ in que­sto pano­rama che arriva in edi­cola “Fin­derGuida agli alle­gati, il tuo motore di ricerca per l’edicola”. 64 pagine al prezzo di coper­tina di 1 € inte­ra­mente dedi­cate alla recen­sione e cata­lo­ga­zione dei col­le­zio­na­bili sud­di­visi in 4 cate­go­rie prin­ci­pali: video, audio, com­pu­ter e curiosità.

E’ ovvia­mente in quest’ultima cate­go­ria che tro­viamo il meglio con, tra gli altri, il corso in fasci­coli edito dalla De Ago­stini per diven­tare un’ esperto di meteo.

Insomma chi pub­blica que­sta rivi­sta [chia­marli edi­tori sarebbe dav­vero irri­spet­toso per quelli veri] ha appli­cato il manuale ed ha tra­sfor­mato un pro­blema in un’opportunità rivol­gen­dosi sia ai let­tori che agli edi­tori per vei­co­lare la pro­pria proposta

Occhio

Solo un’ultima nota in con­clu­sione, sfo­gliando la rivi­sta ci si rende conto che man­cano all’appello molte “pub­bli­ca­zioni” che arri­vano in edi­cola e che ren­de­reb­bero il numero di pagine di Fin­der ancora più cor­poso che infatti in chiu­sura – minac­cio­sa­mente – dando appun­ta­mento al mese/numero pros­simo con­clude: “Un altro mese, sem­pre nuovi con­si­gli. Men­tre le edi­cole si pre­pa­rano alla grande inva­sione estiva.….….……” . Già, avevo rimosso quel che suc­cede con i col­le­zio­na­bili tra luglio ed ago­sto, sigh!

Pubblicato il 13 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Diffusione e confusione

Il sabato viene pre­stata mano d’opera gra­tuita per assem­blare quo­ti­diani ed inserti. In par­ti­co­lare un sabato al mese pra­ti­ca­mente tutti i gior­nali hanno l’inserto e quindi la pre­sta­zione d’opera gra­tuita diviene par­ti­co­lar­mente one­rosa in ter­mini di con­sumo di tempo.

Per miglio­rare la situa­zione e l’umore inter­ven­gono solu­zioni crea­tive stre­pi­tose degli edi­tori come nel caso di quella sottoriportata.

AM è una delle tante rivi­ste che vive solo della dif­fu­sione dei quo­ti­diani poi­ché in caso con­tra­rio pra­ti­ca­mente nes­suno l’acquisterebbe. Nel ten­ta­tivo – vano – di pro­porla comun­que rice­viamo la sot­to­stante comu­ni­ca­zione che pra­ti­ca­mente fa si che la rivi­sta per­manga in edi­cola, occu­pando come sem­pre spa­zio pre­zioso, per l’intero mese.

La con­fu­sione rag­giunge poi i mas­simi livelli quando si legge che la rivi­sta in abbi­na­mento al quo­ti­diano costa 0,50 € ed dal giorno suc­ces­sivo passa ad 1,00 €; i geni che hanno inven­tato que­sta mera­vi­gliosa ini­zia­tiva mi spie­ghino gen­til­mente ad un misero edi­co­lante quanto mi costa la rivi­sta e quanto recu­pe­rerò dun­que nel momento della resa.

In attesa della rispo­sta, nel dub­bio, ho reso imme­dia­ta­mente il tutto; prego.

AM Tuttosport

Pubblicato il 8 maggio 2009 by Pier Luca Santoro

Leggo meglio e vedo più chiaro

Recen­te­mente abbiamo par­lato di comu­ni­ca­zione e time to mar­ket esem­pli­fi­cando il caso di “una pub­bli­ca­zione” che par­tendo da un’idea cor­retta aveva appa­ren­te­mente tra­scu­rato l’ultimo miglio non bene­fi­ciando così dell’idea e del rela­tivo investimento.

L’altro ieri ricevo – con vero pia­cere – una mail dal diret­tore respon­sa­bile della pub­bli­ca­zione di chia­ri­mento rispetto a quanto ripor­tato all’interno di que­sti spazi.

Dopo aver rispo­sto chie­dendo, tra l’altro, l’autorizzazione a pub­bli­care quanto rice­vuto in forma pri­vata abbiamo [avete] la pos­si­bi­lità di avere dei chia­ri­menti sia rela­ti­va­mente al caso spe­ci­fico che più in gene­rale sulle dina­mi­che della logi­stica e della filiera edi­to­riale nel suo insieme.

Riprendo dun­que alcuni stralci di quanto ricevuto:

Buon­giorno, sono________direttore respon­sa­bile delle pub­bli­ca­zioni Leg­go­Me­glio e Le scrivo, in forma pri­vata, per alcune pun­tua­liz­za­zioni che ritengo dove­rose a riguardo di quanto da Lei espo­sto nel blog http://giornalaio.wordpress.com/ E’ cer­ta­mente vero che l’operazione da noi por­tata in edi­cola altro non è che un pro­dotto edi­to­riale, secondo la ormai con­so­li­data prassi che ha tra­sfor­mato le edi­cole in pic­coli bazar dove si trova di tutto.….….… In merito alle dif­fi­coltà di approv­vi­gio­na­mento, pur­troppo abbiamo dovuto con­sta­tare che la col­la­bo­ra­zione dei DL nelle varie regioni non è stata molto costrut­tiva. Ma d’altra parte noi non pos­siamo avere con loro un rap­porto diretto, ma solo tra­mite il nostro Distri­bu­tore Nazio­nale. Per que­sto motivo nella seconda uscita del nostro pro­dotto edi­to­riale, abbiamo inse­rito i nostri indi­rizzi e mail e tele­fo­nici ed abbiamo già prov­ve­duto per­so­nal­mente a sosti­tuire una decina di occhiali, in forza della garan­zia pre­vi­sta sul pro­dotto.….…. Riguardo la lunga “tem­pi­stica” di approv­vi­gio­na­mento, pur­troppo le com­pli­ca­zioni sono molte: a par­tire dai tempi “biblici” del saldo delle vendite.….….Siamo comun­que lieti che Lei abbia colto il posi­tivo risvolto com­mer­ciale della nostra ini­zia­tiva (anche se a van­tag­gio di un altro for­ni­tore) e se vorrà comu­ni­carmi il Suo indi­rizzo, il codice edi­cola ed il DL che La serve, prov­ve­de­remo ad inviarle le sosti­tu­zioni che ci vorrà chie­dere, a titolo ovvia­mente gra­tuito”.

Con­ti­nuando nella mail di “auto­riz­za­zione” alla pub­bli­ca­zione: “Ovvia­mente può disporre di quanto Le ho scritto e di cui mi prendo ogni respon­sa­bi­lità, visto che sto impa­rando sulla mia pelle le dif­fi­coltà di inse­ri­mento in un mer­cato così “impe­ne­tra­bile” dove il rap­porto fra edi­tori, Distri­bu­tori Nazio­nali, DL e, final­mente, punti di ven­dita, è tor­men­tato ed osta­co­lato da mille invi­si­bili lacci e lac­ciuoli ( e ritor­sioni com­mer­ciali). E dove alcuni DL (ma que­sto non lo pub­bli­chi).….….….……” Devo per cor­ret­tezza inter­rom­pere qui ma anche il seguito è dav­vero inte­res­sante, garantisco.

100 maneras de matar una idea

100 mane­ras de matar una idea

Colgo l’occasione per rin­gra­ziare pub­bli­ca­mente dell’attenzione e dell’intervento dav­vero inte­res­sante e chia­ri­fi­ca­tore che, come pre­detto, ho rite­nuto impor­tante ripren­dere come ele­mento di ulte­riore dibat­tito rispetto ai temi su cui si fonda lo spa­zio che curo.

Lascio a voi la parola. Lunedì Mar­tedì pro­porrò la mia visione ed i rela­tivi commenti.

Pubblicato il 25 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Hello, Kitty?

Poi­ché par­rebbe che il mes­sag­gio non sia pas­sato ci si arroga uni­la­te­ral­mente il diritto/dovere di riproporlo.

Anche noi que­sta volta abbiamo preso le misure sep­pur da una pro­spet­tiva distinta.

Si riceve in edi­cola non più tardi del 21 marzo scorso l’ennesima nuova pub­bli­ca­zione par­to­rita non vi è dub­bio dopo un brain stor­ming a base di peyote.

Hello Kitty Party”, que­sto il nome della pub­bli­ca­zione, è una rac­colta a fasci­coli — in realtà si tratta di piatti & cera­mi­che varie — con la bel­lezza di 50 uscite pre­vi­ste. Il sot­to­scritto ne ha rice­vute 8 copie sabato scorso ed ha, ahimè, avuto l’opportunità di veri­fi­care per­so­nal­mente che le misure della prima uscita sono esat­ta­mente di 58 cm di lar­ghezza per 40 cm di altezza con­trad­di­stinte da un peso uni­ta­rio cer­ta­mente non con­sono per i più piccini.

Sul retro della con­fe­zione di cotanta magni­fi­cenza leg­giamo scritto a carat­teri minimi di legge: “L’editore si riserva il diritto di intro­durre modi­fi­che per quanto riguarda la strut­tura, la com­po­si­zione, le carat­te­ri­sti­che e il prezzo delle uscite della col­le­zione se cir­co­stanze tec­ni­che o com­mer­ciali lo con­si­glias­sero”.

Mi con­senta: modi­fi­chi, modi­fi­chi, cribbio!

Infine, vista e veri­fi­cata la mis­sion di un gruppo edi­to­riale di rile­vanza inter­na­zio­nale che gra­zie ad “una costante ricerca orien­tata all’innovazione di pro­dotto per­mette di svi­lup­pare col­lane ori­gi­nali, in grado di sod­di­sfare un pub­blico sem­pre più vasto” sono certo che non potranno che cogliere in ter­mini di sti­molo il sug­ge­ri­mento anche di inse­rire il nome di un essere vivente nei rife­ri­menti del loro ser­vi­zio clienti.

Pubblicato il 5 marzo 2009 by Pier Luca Santoro

Gli scaffali non sono estensibili

Il punto ven­dita di cui sono tito­lare è un nego­zio di oltre 90 mq con tre luci — vetrine -, di que­sti circa la metà è dedi­cata alla parte edi­cola. Oltre al banco dedi­cato ai quo­ti­diani, vi sono scaf­fa­la­ture che si svi­lup­pano lungo tutto il peri­me­tro della pre­ci­tata area del nego­zio per un’altezza di circa 2,40 metri.

Credo, quindi, di essere in una posi­zione di rela­tivo van­tag­gio, in ter­mini di dispo­ni­bi­lità di spa­zio, rispetto a buona parte dei miei col­le­ghi che svi­lup­pano la loro atti­vità all’interno dei tra­di­zio­nali chio­schi. Ma non basta.

Anche in que­sto caso il canale di ven­dita ha pecu­lia­rità asso­lu­ta­mente straor­di­na­rie per chi ha espe­rienza in altri settori/mercati.

Non solo, come pre­detto, non esi­stono bar­riere o limiti al lan­cio di nuovi pro­dotti ma nep­pure all’introduzione di nuove refe­renze e/o all’ampliamento — infi­nito? — di gamma.

Quando [con­ce­de­temi que­sta breve paren­tesi nostal­gica spero utile ad esem­pli­fi­care quel che cerco di tra­smet­tere] lavo­ravo con la grande distri­bu­zione uno dei primi con­cetti che appresi fu che gli scaf­fali non sono esten­si­bili e che in fun­zione di que­sto il numero e la tipo­lo­gia di refe­renze allo­ca­bile all’interno dei punti ven­dita non poteva esserlo altret­tanto.

Memo­ra­bile, ed estre­ma­mente istrut­tiva, fu l’esperienza di uno dei miei col­le­ghi di allora Senior Pro­duct Mana­ger del “mitico” dado da brodo Star. Que­sto signore ebbe la fan­ta­stica idea di creare una pro­mo­zione per aumen­tare lo stock in casa del pro­dotto in que­stione abbi­nando due con­fe­zioni di dadi ter­mo­re­tratte ad un piatto. Ovvia­mente nello spa­zio di scaf­fale desti­nato ai dadi era pos­si­bile allo­care solo x di que­ste con­fe­zioni invece del numero n estre­ma­mente supe­riore inse­rito di con­sueto. Risul­tato i punti ven­dita anda­vano in rot­tura di stock a metà mat­ti­nata e le scaf­fa­la­ture non veni­vano rifor­nite sino al giorno suc­ces­sivo, il tutto a bene­fi­cio del main com­pe­ti­tor come risultò imme­dia­ta­mente dalle rile­va­zioni Niel­sen sull’andamento delle quote di mer­cato nel bime­stre della pro­mo­zione. Era esat­ta­mente il mag­gio 1987 quando que­sto avveniva.

Nel 2009 la per­spi­ca­cia e la pro­fes­sio­na­lità degli edi­tori e dei loro reparti mar­ke­ting è arri­vata a sor­pas­sare abil­mente que­sto pro­blema. E’ stata coniata una rivi­si­ta­zione del POS [point of sale] che è stata subito ribat­tez­zata — sep­pur uti­liz­zando la stessa sigla — Point Of Stret­ching. Infatti secondo costoro qua­lun­que put­ta­nata [ho veri­fi­cato essere il ter­mine esatto sullo Zin­ga­relli] ideino nel , vano, ten­ta­tivo di risol­le­vare i loro bilanci trova spa­zio all’interno delle edicole.

E’ così che que­sta set­ti­mana abbiamo il pia­cere di rice­vere, in ordine sparso, “Gente” con ter­mo­re­tratto l’indispensabile box in pvc per con­ser­vare i cibi in frigo le cui dimen­sioni sono state appo­si­ta­mente stu­diate per essere con­fic­cate con mar­tello e scal­pello — non in dota­zione, sorry! — negli scaf­fali, seguito da “Sor­risi e Can­zoni TV” in 415 ver­sioni diverse tra le quali pos­siamo apprez­zare il cofa­netto per con­te­nere i cd di Guc­cini che ha misure che ne ren­dono impos­si­bile per­fino l’inserimento nella casse di con­se­gna e la ver­sione con abbi­nata la fon­da­men­tale borsa shop­per — ovvia­mente “moda” — che è cel­lo­fa­nata su un car­tone che misura esat­ta­mente la radice qua­drata della cir­con­fe­renza del cra­nio di colui/colei che ha ideato que­sta splen­dida ini­zia­tiva, con­clu­dendo con l’immancabile set da sei di col­telli a lama 25 cm. alle­gati alla rivi­sta di cucina.….……ed altri.

Risul­tato? Que­ste ed altre pub­bli­ca­zioni fini­scono ine­vi­ta­bil­mente o rese imme­dia­ta­mente al distri­bu­tore o, comun­que, accan­to­nate ed acca­ta­state in qual­che angolo sino al giorno della resa; inver­tendo l’ordine dei fat­tori il risul­tato non cam­bia. I signori edi­tori sono, spero, stati resi con­sa­pe­voli; ora o mai più

PS: In com­penso di “Sor­risi e Can­zoni TV” «liscio» sono in rot­tura di stock da ieri mat­tina [esce il lunedì]

Pubblicato il 28 febbraio 2009 by Pier Luca Santoro

Wired

Appa­ren­te­mente il mer­cato edi­to­riale non pre­senta nes­suna bar­riera all’ingresso, spe­cial­mente per quanto riguarda le nuove referenziazioni.

Per il mio back­ground que­sto è dav­vero straor­di­na­rio. Mi sor­prende note­vol­mente veri­fi­care come almeno ogni set­ti­mana arrivi in edi­cola una nuova pub­bli­ca­zione o, pas­sa­temi il ter­mine, “sottopubblicazione”.

Per que­sto ho pen­sato, con oggi, di inau­gu­rare uno spa­zio set­ti­ma­nale spe­ci­fi­ca­ta­mente dedi­cato ai nuovi pro­dotti edi­to­riali che arri­vano in edicola.

Par­tiamo dall’edizione ita­liana di Wired, arri­vata in edi­cola il 19 feb­braio scorso.

La rivi­sta sia come imma­gine pro­po­sta [coper­tina, carta uti­liz­zata e qua­lità di stampa] che come prezzo di coper­tina sem­bra posi­zio­narsi nella fascia medio-alta del mercato.

Ne ho rice­vute “ben 4 copie”, come spesso avviene per le novità, in conto depo­sito [tor­nerò su que­sto argo­mento in futuro altri­menti ora si allarga troppo il discorso] e, sin ora, ne ho ven­duta una copia su mia spinta/consiglio al diret­tore della locale filiale bancaria.

Senza dub­bio accat­ti­vanti ed anche, per­ché no, pre­sti­giose alcune delle firme ingag­giate; si va da Luca Sofri a Mat­teo Bit­tanti, pas­sando per l’Acca­de­mia della Cru­sca, Vito Di Bari & Gian­luca Nico­letti., tanto per citarne alcuni.

Molti dei mar­chi più noti hanno una loro pre­senza pub­bli­ci­ta­ria all’interno della rivi­sta, ma non sapendo se e quanto è omag­gio non fa testo.

E’ quando si apre la rivi­sta che però si resta per­plessi. Le pre­ci­tate firme hanno spazi minu­scoli per le loro rubri­che, men­tre il resto degli arti­coli poco aggiunge rispetto ai vari Focus, Jack e, forse, anche al recen­te­mente ri-lanciato Playboy.

Anche le mappe, tanto in voga on line, inse­rite con solu­zioni car­to­gra­fi­che – costose? — a 4 ante nella rivi­sta ren­dono poco e, nel caso di quella dedi­cata al “mani­fe­sto di wired”, non potendo con­tare sull’ipertesto del web, deludono.

Insomma, come avrete capito, sono rima­sto per­so­nal­mente par­zial­mente deluso e resto per­plesso sui risul­tati a medio ter­mine della rivi­sta. Come si chie­deva, tra gli altri, anche Alberto nel suo con­tri­buto rela­tivo al futuro dei media ….….…publi­shing, publi­shing, publishing.….…..cui prodest?

Spe­riamo dav­vero che si avveri la con­clu­sione pro­po­sta nell’editoriale di aper­tura dal diret­tore della rivi­sta “Ben­ve­nuto Wired! Il meglio deve ancora venire”. Noi pic­coli edi­co­lanti ci con­tiamo davvero.