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Engagement per Categoria
Pubblicato il 8 gennaio 2014 by Pier Luca Santoro

L’Informazione non Crea Engagement, in Italia

Out­brain, la piat­ta­forma di con­tent disco­very che per­mette a brand, edi­tori e agen­zie di incre­men­tare l’engagement della pro­pria audience, ha ana­liz­zato i dati sulla base di tutti i link a paga­mento all’interno del pro­prio net­work, di circa 10mila testate gior­na­li­sti­che a livello inter­na­zio­nale, Ita­lia inclusa, tra metà gen­naio e metà aprile 2013.

Dai dati pub­bli­cati, in un “guest post” su «The Wall» di Sarah Gavin, Diret­tore Mar­ke­ting di Out­brain Europa, emer­gono due aspetti d’interesse.

In pri­mis si evi­den­zia come a livello inter­na­zio­nale vi siano varia­zioni signi­fi­ca­tive a livello di ora­rio in ter­mini di picco di con­sumo di infor­ma­zioni, di con­te­nuti in Rete. Se siete un’azienda che opera a livello inter­na­zio­nale, un asso­cia­zione di cate­go­ria e/o una fiera che guarda al di là dei con­fini nazio­nali l’informazione non è da trascurare.

Orari di Picco di Consumo di Contenuti

Di ancora mag­gior inte­resse è la clas­si­fi­ca­zione dei dati per nazione e tipo­lo­gia di con­te­nuto, argomento.

Per quanto riguarda le noti­zie, l’informazione, si tratta della cate­go­ria che crea mag­gior enga­ge­ment, misu­rato in ter­mini di bounce rate medio, in  8 nazioni delle 10 ana­liz­zate. Non è così per l’Italia che invece si col­loca all’ultimo posto per enga­ge­ment, così come defi­nito, per quanto riguarda le notizie.

Se “con­tent is king e distri­bu­tion is queen” sapere quali sono i con­te­nuti che mag­gior inte­resse gene­rano presso il pub­blico poten­ziale di rife­ri­mento è un’informazione pre­ziosa nell’era del brand jour­na­lism in cui le aziende, i brand diven­tano media.

Nel caso dell’Italia pare che non sia l’informazione. Come sem­pre accade, ci sarà un perchè.

Engagement per Categoria

UAC Meter Discrepanze
Pubblicato il 29 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

ConversAzioni & SpiegAzioni

L’articolo di sin­tesi e com­mento ai risul­tati pre­sen­tati da Human High­way, rela­tivi a quelle che sono state le noti­zie e le fonti d’informazione più con­di­vise su social media e social net­work nel nostro Paese, ha pro­vo­cato alcune per­ples­sità sia nei com­menti all’articolo stesso che in alcuni mes­saggi diretti che mi sono stati inviati con richie­sta di spiegazioni.

Mi sono inter­fac­ciato con Gia­como Fusina, tito­lare della società di ricer­che, al riguardo, che dimo­strando grande cor­ret­tezza ha inte­grato la pre­sen­ta­zione ori­gi­na­ria dei risul­tati con la nota meto­do­lo­gica sulla misu­ra­zione e l’interpretazione dei risultati.

UAC Meter Discrepanze

Per i det­ta­gli si riporta alla pre­ci­tata pre­sen­ta­zione che viene sotto ripor­tata per faci­lità di let­tura. Fon­da­men­tal­mente se un arti­colo, anche molto popo­lare, scom­pare dall’homepage, UAC, il tool di rile­va­zione, non lo seguirà più e non aggior­nerà più da quel momento in poi i dati di con­di­vi­sione ad esso rife­riti. Ecco da dove nascono le discre­panze tra i dati ripor­tati e i risul­tati visi­bili dai coun­ter dei bot­toni social.

Con­ver­sA­zione e SpiegAzioni.

Sharing Actions Notizie
Pubblicato il 27 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Le Notizie più Social del 2013

Human High­way ha pub­bli­cato i risul­tati rela­tivi a quelle che sono state le noti­zie e le fonti d’informazione più con­di­vise su social media e social net­work nel nostro Paese. Le rile­va­zioni sono state fatte attra­verso UAC meter, tool pro­prie­ta­rio per moni­to­rare Face­book, Twit­ter e G+. La sin­tesi dei prin­ci­pali risul­tati emer­genti è dal novem­bre 2011, ini­zio del periodo di rile­va­zione, a dicem­bre 2013.

Nel com­plesso il numero di con­di­vi­sione cre­sce nel tempo. A domi­nare il pano­rama per numero di con­di­vi­sioni com­ples­sive sono i quo­ti­diani online, la ver­sione web delle testate con una ver­sione car­ta­cea, men­tre con­ti­nuano a restare rela­ti­va­mente mar­gi­nali le testate all digital.

Oltre 300mila indi­vi­dui ogni giorno con­di­vi­dono su social media e social net­work gli arti­coli delle noti­zie di attua­lità che tro­vano sulle prin­ci­pali testate d’informazione online, in cre­scita del 24% rispetto ai 250mila medi gior­na­lieri del 2012.

È Face­book a domi­nare asso­lu­ta­mente la scena con oltre il 93% del totale delle con­di­vi­sioni [e non potrebbe essere altri­menti vista l’enorme dif­fe­renza di iscritti], segue Twit­ter con il 5.8% e G+ con poco più dell’1%.  Rispetto al 2012 la quota di Face­book sale di due punti per­cen­tuali e quella di Goo­gle+ di tre punti per mille, a sca­pito di Twitter.

Sharing Actions Notizie

Sono sem­pre le testate car­ta­cee ad otte­nere il mag­gior numero di con­di­vi­sioni nel giorno medio con «la Repub­blica» sal­da­mente in testa con un numero di con­di­vi­sioni supe­riore dell’80% rispetto a «Il Fatto Quo­ti­diano» e dop­pio di «Il Cor­riere della Sera» . Ogni giorno, media­mente, su Repubblica.it si pro­du­cono oltre 54.000 con­di­vi­sioni degli arti­coli della testata sui tre social net­work esa­mi­nati [+44% rispetto alla media del 2012]. Si inver­tono invece i rap­porti per quanto riguarda il numero medio di con­di­vi­sioni per arti­colo con «Il Fatto Quo­ti­diano» che ottiene il 50% rispetto a  «la Repub­blica». Quindi gli utenti, le per­sone che seguono «Il Fatto Quo­ti­diano» sono nume­ri­ca­mente infe­riori ma hanno una mag­gior pro­pen­sione a con­di­vi­dere rispetto a quelli di «la Repubblica».

Dai dati pub­bli­cati sul sito web della società di ricer­che la noti­zia più con­di­visa [84.676 con­di­vi­sioni] in asso­luto è della testata free press «Leggo» e riguarda uno stu­dio secondo il quale il sesso orale aiuta le donne a com­bat­tere la depres­sione, deso­lante a dir poco. Seguono il video dell’intervento di Crozza su LA7, al quale, come d’abitudine, Repubblica.it appone il pro­prio logo e pub­blica nel suo sito web, e sem­pre un altro con­te­nuto video su Repubblica.it rela­tivo ai “for­coni” che a Genova baciano le forze dell’ordine.

Information Vs Knowledge
Pubblicato il 23 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

La Differenza tra Notizie e Informazione

Il digi­tale ha com­ple­ta­mente stra­volto, rivo­lu­zio­nato come si suol dire, l’ecosistema dell’informazione. Twit­ter, new­swire per eccel­lenza, è fonte pri­ma­ria di noti­zie per i gior­na­li­sti stessi che vi attin­gono abbon­dan­te­mente. La noti­zia è di per se stessa com­mo­dity, pro­dotto indif­fe­ren­ziato di scarso valore per il quale, rebus sic stan­ti­bus, le per­sone mostrano una bas­sis­sima pro­pen­sione ad un rico­no­sci­mento eco­no­mico, a pagare per ottenerla.

Notizia Tweet

Come riu­scire dun­que  a dare valore aggiunto, attrarre la giu­sta atten­zione delle per­sone e [spe­rare di] rica­varne un introito è una delle domande di fondo a cui dare una risposta.

La meta­fora delle con­chi­glie sug­ge­rita da Anna­ma­ria Testa è illu­mi­nante in tal senso. Pro­viamo a guar­dare le due imma­gini sotto ripor­tate imma­gi­nando di pas­seg­giare in una spiag­gia. Nel primo caso si pre­ste­rebbe poca, o nulla, atten­zione alle con­chi­glie sparse sull’arenile, forse, addi­rit­tura, le si cal­pe­ste­reb­bero con non­cu­ranza. Nel secondo caso  invece, credo non pos­sano esserci dubbi al riguardo, ci si sof­fer­me­rebbe, la nostra atten­zione ed il nostro inte­resse per le con­chi­glie che for­mano un cuore sarebbe natu­rale, pro­ba­bil­mente scat­te­remmo una foto­gra­fia da con­di­vi­dere sui social network.

Ecco è que­sta l’immagine men­tale. Il trat­ta­mento infor­ma­tivo tra­di­zio­nale non è più valido, o quan­to­meno non crea un livello di inte­resse ed atten­zione suf­fi­ciente a valo­riz­zarlo. Il valore aggiunto sta nel dare forma e senso alla noti­zia. Que­sta è la dif­fe­renza tra noti­zie e informazione.

Conchiglie Sparse

Conchiglie Cuore

Per appro­fon­dire, vale asso­lu­ta­mente il tempo inve­stito nella let­tura, l’articolo pub­bli­cato in que­sti giorni su Nie­man Jour­na­lism Lab: “Con­nec­ting the dots”

Penetrazione Internet Europa per Nazione
Pubblicato il 12 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Impenetrabile

eMar­ke­ter ha pub­bli­cato la pene­tra­zione di Inter­net nelle prin­ci­pali nazioni del vec­chio con­ti­nente, Ita­lia com­presa, pren­dendo come para­me­tro coloro che uti­liz­zano la Rete almeno una volta al mese; quindi anche che ne fa un uso sporadico.

Dai dati for­niti, che sono coe­renti con molte altre inda­gini e dun­que affi­da­bili, emerge come il nostro Paese sia il fana­lino di coda, l’ultimo in Europa per uti­lizzo del Web da parte della popo­la­zione. Situa­zione che, vedendo le pro­ie­zioni da qui al 2017, non pare cam­bierà nel medio periodo.

Penetrazione Internet Europa per Nazione

Osser­vando i dati nell’area dedi­cata all’agenda digi­tale euro­pea si vede come su tutti gli indi­ca­tori rela­tivi all’utilizzo di Inter­net l’Italia sia abbon­dan­te­mente al di sotto della media UE27 e, ovvia­mente, di riflesso, ben sopra per quanto riguarda coloro che invece non uti­liz­zano la Rete.

Internet Usage Chart Italy

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Siamo ben al di sotto degli altri Paesi pra­ti­ca­mente in tutti i para­me­tri: dall’uti­lizzo dei ser­vizi in rete [inclusa la let­tura di quo­ti­diani online] a e-Government ed e-Commerce.

I motivi di fondo sono legati al livello di alfa­be­tiz­za­zione infor­ma­tica della popo­la­zione ita­liana rispetto alla media dei 27 stati mem­bri ed indi­cano con chia­rezza l’analfabetismo dila­gante nel nostro Paese, anche, sotto il pro­filo della capa­cità di uti­lizzo dell’ICT. Non si può non rile­vare come la scuola sia com­ple­ta­mente assente nel pro­cesso di for­ma­zione in tal senso.

Si tratta di aspetti macro che all’ora di valu­tare le ogget­tive pro­spet­tive di svi­luppo di busi­ness nel medio periodo — anche in ambito edi­to­riale — legate alla Rete ed al digi­tale devono essere tenute ben pre­senti prima di costruire ipo­tesi senza fondamento.

Impe­ne­tra­bili, Igno­ranti e Immo­bili, devono essere que­ste le tre i di cui par­lava il Mini­stro dell’Istruzione di qual­che Governo fa, se non ricordo male.

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Bonus track: “Inter­net Moni­tor 2013: Reflec­tions on the Digi­tal World” rac­colta di eventi chiave e ten­denze a livello inter­na­zio­nale. Da leggere.

Tempo Quotidiani
Pubblicato il 3 dicembre 2013 by Pier Luca Santoro

Tempo Quotidiano

Ulte­riori ela­bo­ra­zioni ed appro­fon­di­menti su la rela­zione tra let­tori e quo­ti­diani online, sulla pro­fon­dità di let­tura ed il coin­vol­gi­mento delle persone.

Per farlo, in col­la­bo­ra­zione con gli amici di Data­ni­nja, par­tendo dalla mia ela­bo­ra­zione dei dati Audi­web dell’ottobre 2013, abbiamo messo in rela­zione il numero di pagine viste per il numero di utenti unici. Abbiamo anche voluto ana­liz­zare il rap­porto tra media pagine viste per sito e tempo di permanenza.

La domanda di fondo che ci si pone è: i let­tori sono “mordi e fuggi”, arri­vano sui siti più o meno casual­mente e leg­gono una o due noti­zie, oppure effet­tuano una navi­ga­zione e leg­gono più contenuti?

Il primo gra­fico, rea­liz­zato divi­dendo il numero di pagine viste per il numero di utenti unici, mostra media­mente quante pagine visi­tano gli utenti, i visi­ta­tori di cia­scun sito per ogni testata [In azzurro gli “All digi­tal”, in aran­cione i “main stream” ibridi/crossmediali].

Corriere.it risulta al top della clas­si­fica, Lin­kie­sta invece è l’ultimo gior­nale. Com­ples­si­va­mente le testate all digi­tal sono quelle che hanno un minor numero di pagine viste per per­sona rispetto alle testate tra­di­zio­nali. In assenza di dati più appro­fon­diti è sin­ce­ra­mente dif­fi­cile dire se si tratti di una mag­gior pro­fon­dità di let­tura, della let­tura di più arti­coli sulla stessa testata o se il dato sia il risul­tato di “truc­chetti” quali foto­gal­ley e refresh della pagina.

Pagine Viste_Utenti Unici

Il secondo gra­fico invece, rea­liz­zato divi­dendo il numero di pagine viste per il tempo medio com­ples­sivo per utente, prova a veri­fi­care quanto tempo un let­tore dedi­chi ad ogni pagina, alla let­tura di un arti­colo, si presume.

In que­sto caso l’orizzonte si ribalta com­ple­ta­mente ed è pro­prio Lin­kie­sta la testata  con la mag­gior per­ma­nenza per pagina. Ovvia­mente la distri­bu­zione dei valori non è omo­ge­nea — è cer­ta­mente  vero­si­mile ipo­tiz­zare che alcuni utenti leg­gono molto e altri molto poco, un po’ come sem­pre accade nella “sta­ti­stica del mezzo pollo” — però par­rebbe che l’orizzonte si rovesci.

Una cosa è certa, credo dav­vero, il tempo dedi­cato alla let­tura di un arti­colo è dav­vero scarso e, pur con­si­de­rando che media­mente i testi online ten­dono ad essere più brevi, più coin­cisi, rispetto a quelli del car­ta­ceo, evi­den­ziano come sia estre­ma­mente pro­ba­bile che non vi sia appro­fon­di­mento e coinvolgimento.

Si tratta di temi da appro­fon­dire ulte­rior­mente, da raf­fi­nare come ana­lisi, poi­ché è sem­pre più su tempo spesso ed atten­zione del let­tore che si gio­cherà il futuro dei gior­nali, la loro soste­ni­bi­lità eco­no­mica. Su que­sto non ho dubbi.

Tempo Quotidiani

Quotidiani All Digital Ottobre 2013
Pubblicato il 29 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

I Perimetri dell’Informazione Italiana

Sono stati pub­bli­cati ieri i dati Audi­web per il mese di otto­bre 2013. Ho fatto alcune ela­bo­ra­zioni per quanto riguarda i quo­ti­diani online.

Le prin­ci­pali testate, quelle che hanno un numero di utenti unici supe­riore a 100mila per­sone nel giorno medio sono 12, tutte le altre rag­giun­gono un pub­blico inferiore.

La tavola di sin­tesi sot­to­stante mostra il det­ta­glio di cia­scuna testata [si fac­cia atten­zione alle note a fondo dell’articolo nella let­tura dei dati]. Nel com­plesso que­ste testate rag­giun­gono quo­ti­dia­na­mente  poco meno di cin­que milioni e mezzo di per­sone. Un numero che al netto delle dupli­ca­zioni, di coloro che leg­gono più di un gior­nale online è cer­ta­mente infe­riore anche se è dif­fi­cile dire di quanto in assenza di dati.

Quotidiani Ottobre 2013

Le testate all digi­tal, quelle che non hanno una cor­ri­spon­dente ver­sione car­ta­cea, rile­vate da Audi­web sono 12, la loro audience com­ples­siva, nel giorno medio, è di circa un milione e 700mila utenti unici, esat­ta­mente un terzo, a parità di numero, delle testate tra­di­zio­nali, Ansa e TgCom24.

City­news e Fan­page si con­ten­dono lo scet­tro con accessi oltre i 300mila utenti [anche in que­sto caso si fac­cia atten­zione alle note a fondo dell’articolo nella let­tura dei dati]. Dago­spia è invece, in asso­luto, la testata con il mag­gior tempo per utente con oltre 7 minuti di per­ma­nenza media sul sito; quasi due minuti in più del best per­for­mer delle testate tra­di­zio­nali: «Il Mattino».

Quotidiani All Digital Ottobre 2013

I tre quo­ti­diani spor­tivi nazio­nali nel loro insieme rag­giun­gono 891mila utenti unici nel giorno medio. Lea­der «La Gaz­zetta dello Sport» a 558mila utenti unici.

Tutte le altre testate, sia quelle nazio­nali che non rag­giun­gono la soglia dei 100mila visi­ta­tori nel giorno medio quali, ad esem­pio «L’Unità», che quelle regionali/locali, come l’«Unione Sarda» [88.245 utenti unici], com­ples­si­va­mente assom­mano ad un pub­blico di poco più di 777mila utenti unici.

Nell’insieme dun­que il totale dell’informazione online nel nostro Paese rag­giunge poco più di 8 milioni di utenti unici gior­na­lieri [8.109.914] al netto degli aggre­gati nei dati. Il 59.4% degli utenti attivi nel giorno medio in Rete [13.657.000].

Secondo i dati Audi­press, alla seconda rile­va­zione del 2013 [– 1% rispetto 1^ rile­va­zione 2013] i let­tori di quo­ti­diani, cosa diversa dagli acqui­renti, come noto, sono poco meno di 21 milioni nel giorno medio [20.790.000].

I let­tori di quo­ti­diani online rap­pre­sen­tano dun­que il 39% dei let­tori di quo­ti­diani. Anche in que­sto caso biso­gne­rebbe cono­scere dupli­ca­zioni e sovrap­po­si­zioni per entrare ulte­rior­mente nel det­ta­glio dell’analisi.

I peri­me­tri dell’informazione italiana.

Recinto

Nota Bene: Il totale dei dati Audi­web per l’informazione online in Ita­lia asso­mano a 8.888.781, ma il netto è di 8.109.914 poichè:

[*] La Repub­blica — 107.769 di Tom’s Hardware

[#] QN — 102.461 di Hard­ware Upgrade, –35.435 di Dicios.it, — 30.321 di Pro­mo­qui, — 22.976 di Prontoimprese.it

[°] TGCom24 — 113.833 di Meteo.it, — 66.926 di Panorama.it

[§] Il Post — 89.511 di Soldionline.it, — 29.389 di Film TV

[^] Lettera43 — 180.196 cir­cuito local

World wide news web
Pubblicato il 21 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Come 3 Decenni di Notizie hanno Plasmato la Nostra Visione del Mondo

Con­ti­nua l’ottimo ed inte­res­sante lavoro di Mark Gra­ham e Ste­fano De Sab­bata. I due ricer­ca­tori, dopo aver pro­dotto la map­pa­tura dei siti web più visi­tati al mondo e della pene­tra­zione di Inter­net nelle diverse nazioni del pia­neta, si con­cen­trano ora sul mondo delle noti­zie, dell’informazione, rea­liz­zando delle ela­bo­ra­zioni gra­fi­che che oltre ad essere molto belle visi­va­mente sono di grande inte­resse ancora una volta.

Gra­ham e De Sab­bata hanno lavo­rato sul data­base di Glo­bal Data­base of Events, Lan­guage, and Tone (GDELT)  e iso­lato 43 milioni di eventi in cui gli attori prin­ci­pali erano loca­liz­zate in luo­ghi diversi, e quindi trac­ciato i risul­tati. Più bril­lante è la linea, nell’immagine sotto ripor­tata, mag­giori i link ci sono tra i luoghi.

E ‘una visuale che offre alcuni spunti inte­res­santi circa i paesi che hanno domi­nato i titoli dal 1979 in poi. Gli Stati Uniti emer­gono come un punto geo­gra­fico focale, “core” per gli eventi rile­vati. Secondo i ricer­ca­tori, il più delle volte appa­iono accanto Afgha­ni­stan, Cina, Iran, Iraq, Israele e Rus­sia in arti­coli su affari internazionali.

World wide news web

In un’altra ana­lisi effet­tuata par­tendo dallo stesso data­base mostra le dif­fe­renze di atten­zione da parte dei media nei con­fronti delle diverse nazioni del pianeta.

Nel gra­fico sot­to­stante, la dimen­sione di ogni torta è cor­re­lata al numero di eventi di cro­naca che si veri­fi­cano in ogni regione, e la dimen­sione di ogni fetta indica la per­cen­tuale rela­tiva di eventi che si svol­gono in ogni Paese. Nord Ame­rica e Asia domi­nano, men­tre l’Africa sub-sahariana e in Ame­rica Latina rice­vono scarsa atten­zione rispetto alla dimen­sione delle loro popo­la­zioni. L’Asia viene rap­pre­sen­tata con un numero simile di eventi a quelli del  Nord Ame­rica, anche se la popo­la­zione dell’Asia è, per il cal­colo di Gra­ham e De Sab­bata, circa 12 volte più grande. Le zone di con­flitto in Medio Oriente e Nord Africa rice­vono più atten­zione di quelle in Africa, come la Repub­blica Demo­cra­tica del Congo.

Geographic Focus of Media

Inol­tre, per tre anni con­se­cu­tivi, Ben­ja­min Hen­nig dell’Università di Oxford ha map­pato il mondo come sarebbe se la dimen­sione dei paesi si basasse sul numero di volte che in Gran Bre­ta­gna il «The Guar­dian» li copriva. Qui sotto la mappa per il 2012 [la coper­tura del Regno Unito è esclusa]:

Il Mondo visto dal Guardian

[Via]

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Pubblicato il 20 novembre 2013 by Pier Luca Santoro

Twitter è come un Giornale, Secondo Twitter

Twit­ter­Guide è il nuovo account uffi­ciale creato ad ini­zio otto­bre, evi­den­te­mente sulla scorta del fatto che per molti la piat­ta­forma di micro­blog­ging resta crip­tica, di dif­fi­cile com­pren­sione ed uti­lizzo, come con­fer­mato da una recente ricerca effet­tuata da Reuters/Ipsos.

La scorsa set­ti­mana ha dif­fuso un video che spiega cosa sia Twit­ter, secondo Twit­ter, breve guida a cosa sia la piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri. Nel video si para­gona ad un gior­nale evi­den­ziando i van­taggi rispetto al for­mat ed alle carat­te­ri­sti­che di un quotidiano.

Peer­Reach, in occa­sione della quo­ta­zione in borsa ha dif­fuso alcuni dati dav­vero inte­res­santi sulla pene­tra­zione di Twit­ter in 23 diverse nazioni del mondo, Ita­lia compresa.

Dai dati pub­bli­cati si con­ferma la dif­fi­coltà di uti­lizzo con sola­mente 3 milioni di account, di per­sone, tra i 90 milioni di nuovi utenti negli ultimi 3 mesi, che sono diven­tati utenti attivi men­tre il 56% che non ha mai twee­tato dall’iscrizione in poi.

Le prime cin­que nazioni per pene­tra­zione di Twit­ter, per rap­porto di utenti iscritti rispetto a coloro che uti­liz­zano la Rete, sono di lin­gua non anglo­sas­sone; si tratta di Ara­bia Sau­dita, Indo­ne­sia, Spa­gna, Vene­zuela e Argentina.

Per quanto riguarda spe­ci­fi­ca­ta­mente il nostro Paese, secondo Peer­Reach la pene­tra­zione è del 5% del totale. Pren­dendo a rife­ri­mento i dati sugli utenti attivi nel mese di Audi­web si trat­te­rebbe di 1,4 milioni di per­sone. Se Twit­ter, come sostiene, è un gior­nale, in meglio, la sua frui­zione per quanto riguarda l’Italia riguarda una ristretta mino­ranza, un élite di persone.

Siamo infine la nazione nella quale l’età media di chi ha un account sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging è la più ele­vata in asso­luto [32 anni] ed infatti, per con­tro, siamo tra le nazioni con il minor numero di tee­na­gers che lo uti­liz­zano con una pene­tra­zione del 22% con­tro l’87% delle Filip­pine o il 53% della Francia.

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 A mar­gine, si segnala che da ieri Twit­ter ha intro­dotto nuove fun­zio­na­lità nella search.

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Pubblicato il 30 ottobre 2013 by Pier Luca Santoro

Una Possibile Gerarchia per Determinare Impatto e Coinvolgimento delle Notizie

Il ciclone che sta attra­ver­sando il mondo dei media e dell’informazione ha com­ple­ta­mente cam­biato la rela­zione tra gior­nali, gior­na­li­sti e quello che una volta era il pub­blico. Sul tema la sin­tesi effet­tuata da Katha­rine Viner, deputy edi­tor of the Guar­dian and editor-in-chief of Guar­dian Austra­lia, “L’ascesa del let­tore: il gior­na­li­smo nell’era dell’open web”, tra­dotta e [ri]pubblicata pochi giorni fa sul sito del Festi­val Inter­na­zio­nale del Gior­na­li­smo, fa otti­ma­mente il punto della situazione.

Se il mondo cam­bia devono di riflesso ine­vi­ta­bil­mente cam­biare le metri­che, i para­me­tri di valu­ta­zione. Che le pagine viste ed il numero di utenti siano sol­tanto la cuspide della pira­mide, para­me­tri esclu­si­va­mente quan­ti­ta­tivi che, al di là di ogni altra pos­si­bile con­si­de­ra­zione, non sono suf­fi­cienti a spie­gare, ed a valo­riz­zare, l’attenzione verso l’informazione online e verso un deter­mi­nato sito web di una testata, ini­zia ad essere, final­mente, suf­fi­cien­te­mente chiaro.

È un tema che ritengo estre­ma­mente impor­tante, sul quale ho pro­vato a creare spunti di rifles­sione e con­fronto a più riprese, poi­chè senza para­me­tri con­di­visi e certi la valu­ta­zione si con­nota di una tale sog­get­ti­vità da per­dere valore.

Che sia argo­mento di rile­vanza stra­te­gica non è evi­den­te­mente solo la mia opi­nione. Anche durante il Moz­Fest 2013, tenu­tosi a Lon­dra lo scorso wee­kend, il tema ha tenuto banco con una ses­sione appo­si­ta­mente dedicata.

Il con­fronto si è arti­co­lato su cin­que grandi aree:

  1. Enga­ge­ment: Quali metri­che di coin­vol­gi­mento sono vera­mente importanti?
  2. Impatto: Qual è l’effetto del giornalismo?
  3. Metri­che social e il ciclo di vita di un arti­colo: Come pos­siamo trac­ciare come un arti­colo si dif­fonde in Rete?
  4. Mone­tiz­za­zione: Come pos­sono le testate uti­liz­zare la misu­ra­zione per gene­rare ricavi?
  5. Numeri in reda­zione: Quali numeri pos­sono aiu­tare i giornalisti?

Tra tutte le argo­men­ta­zioni emerse quella che mi pare di mag­gior inte­resse è rela­tiva ad una pos­si­bile gerar­chia per deter­mi­nare impatto e coin­vol­gi­mento delle noti­zie, dell’informazione.

Se nes­suna sin­gola metrica è suf­fi­ciente a misu­rare il livello di coin­vol­gi­mento del let­tore, il tasso di enga­ge­ment, ma si tratta di un’insieme di para­me­tri che nel loro insieme ne danno la misura, come sot­to­li­neavo recen­te­mente, misu­rare l’impatto è ancora più dif­fi­cile che misu­rare l’impegno. Un gruppo di lavoro, durante la ses­sione sul tema, ha deli­neato la pira­mide nell’immagine sotto ripor­tata per rap­pre­sen­tare i pos­si­bili livelli di coin­vol­gi­mento e di impatto.

Per quanto riguarda l’impatto inte­gre­rei i livelli ripor­tati con para­me­tri che ten­gano conto del livello di com­pren­sione dell’informazione, tema appa­ren­te­mente banale e scon­tato che invece non lo è affatto, e para­go­ne­rei le aree tema­ti­che trat­tate dalle testate con quelli che sono invece gli argo­menti trat­tati in Rete e nei social per veri­fi­care l’effettiva ade­sione tra quello che è di inte­resse delle per­sone e ciò che i main­stream pro­pon­gono. Ritengo che deb­bano essere entrambi fat­tori da tenere asso­lu­ta­mente in cosiderazione.

Del tema si par­lerà il 15 novem­bre pros­simo a Glocal2013 nell’incontro dedi­cato, appunto, a “Gior­nali tra numeri, social e mobile”, che vede la par­te­ci­pa­zione di Marco Alfieri [Diret­tore Lin­kie­sta], Clau­dio Giua [Diret­tore dello svi­luppo e inno­va­zione del Gruppo Edi­to­riale L’Espresso], Enrico Gaspe­rini [Pre­si­dente Audi­web] non­chè del sot­to­scritto, invi­tato incau­ta­mente ancora una volta come relatore.

In attesa di quel giorno se vole­ste for­nire il vostro con­tri­buto, inte­grando i para­me­tri defi­niti dal gruppo di lavoro al Moz­Fest e quelli ipo­tiz­zati da me, lo spa­zio dei com­menti è, come sem­pre, a disposizione.

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- A pos­si­ble hie­rar­chy to help deter­mine news enga­ge­ment and impact? -

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