notizie on line

Pubblicato il 22 dicembre 2010 by Pier Luca Santoro

Notizie Animate

Next Media Ani­ma­tion è una delle prin­ci­pali imprese nella pro­du­zione di con­te­nuti tri­di­men­sio­nali in Asia.

Uno dei ser­vizi offerti è la rea­liz­za­zione di “noti­zie ani­mate”, car­toni ani­mati 3D che rac­con­tano l’attualità.

NMA si distin­gue per la velo­cità di rea­liz­za­zione, gra­zie ad uno staff di oltre 200 per­sone tra gior­na­li­sti, gra­fici e dise­gna­tori, che con­sente di pro­durre e rila­sciare i con­te­nuti quando la noti­zia è ancora “fresca”.

A con­ferma, nel fil­mato sotto ripor­tato  l’animazione delle indi­scre­zioni fatte tra­pe­lare dal Guar­dian circa i capi di impu­ta­zione di Julian Assange.

Recen­te­mente, visto il suc­cesso otte­nuto, è stato rin­no­vato il sito web dedi­cato all’iniziativa ed i video con noti­zie inter­na­zio­nali sono tra­dotti o sot­to­ti­to­lati in inglese.

Anche se tal­volta, viste le dif­fe­renze cul­tu­rali tra asia­tici ed euro­pei, il risul­tato di quanto pro­dotto può può farci sor­ri­dere, si tratta di una moda­lità di nar­ra­zione della noti­zia  da non sot­to­va­lu­tare come dimo­stra l’esperienza tutta ita­liana di Beau­ti­ful Lab.

Pubblicato il 9 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

L’Ottimismo della Ragione e il Pessimismo dell’Intelligenza

Ieri molti nuovi argo­menti sono stati por­tati rela­ti­va­mente ai pos­si­bili svi­luppi di quo­ti­diani on line nel nostro paese. E’ un dibat­tito molto inte­res­sante che sem­bra final­mente tro­vare con­cre­tezza dopo tanto tempo tra­scorso senza riscon­tri operativi.

Pare siano ces­sati i rife­ri­menti a realtà aliene alla nostra e ci si con­cen­tri sulle dina­mi­che, sulle ini­zia­tive in essere e future in Ita­lia. Fat­tore sca­te­nante [in senso posi­tivo] del dibat­tito l’inter­vi­sta di Ser­gio Mai­strello a Luca Sofri.

Tra tutti [nelle note un elenco delle voci sul tema] spicca l’articolo del Sole24Ore, subito rilan­ciato da coloro che sono più diret­ta­mente coin­volti, che pre­an­nun­cia un’ondata di siti di infor­ma­zione per l’autunno.

Uno dei pro­getti in can­tiere citati dovrebbe chia­marsi let­tera 43, anche in omag­gio alla mac­china da scri­vere che fu stru­mento di tanti gior­na­li­sti, e dichiara come obiet­tivo per il primo annodi voler rag­giun­gere gli 80 milioni di pagine visua­liz­zate , “spar­tiac­que tra suc­cesso e aurea mediocrità”.

Non ci si può che augu­rare si tratti di un refuso dell’articolo poi­ché, se con­fer­mato, sarebbe sulla base degli ultimi dati Audi­web rela­tivi ai quo­ti­diani on line, un tra­guardo che posi­zio­ne­rebbe la nascente ini­zia­tiva edi­to­riale pres­so­ché agli stessi livelli attuali della ver­sione on line del Cor­riere della Sera.

Se così non fosse, si ren­de­rebbe neces­sa­rio essere dida­sca­lici sof­fer­man­dosi sulla dif­fe­renza tra obiet­tivo, sogno ed uto­pia affin­ché il nome della nascente testata on line non diventi pro­fe­zia del suo destino di vani­shing newspaper.

Una famosa espres­sione di Gram­sci, spesso citata, soste­neva di opporre al pes­si­mi­smo dell’intelligenza l’ottimismo della volontà, sulla base delle indi­scre­zioni, delle voci, rac­colte sul tema spe­ci­fico mi pare possa essere più oppor­tuno bilan­ciare l’ottimismo della ragione con il pes­si­mi­smo dell’intelligenza, prima di dare i numeri, in ogni senso.

Rifles­sioni e Voci sul tema:

Pubblicato il 8 settembre 2010 by Pier Luca Santoro

Ricavi Virtuali

L’ottimo lavoro svolto da Mas­simo Russo rela­ti­va­mente ai pos­si­bili ricavi del Post ha richia­mato imme­dia­ta­mente la mia memo­ria all’intervista che Arianna Huf­fing­ton, co –fon­da­trice del famoso gior­nale on line sta­tu­ni­tense al quale il quo­ti­diano fon­dato da Sofri si ispira a par­tire dal nome, ha rila­sciato a fine luglio a Newsweek.

Nell’ arti­colo la Huf­fing­ton, rispon­dendo alle domande del suo col­lega del cele­bre set­ti­ma­nale eco­no­mico, dopo aver effet­tuato un inte­res­sante excur­sus sul futuro del gior­na­li­smo e lo sce­na­rio [anche pub­bli­ci­ta­rio] digi­tale, rivela i numeri del quo­ti­diano da lei diretto.

Secondo quanto dichia­rato, il 2010 sarebbe final­mente l’anno, a cin­que anni dal lan­cio, con ricavi posi­tivi per la testata sta­tu­ni­tense. In par­ti­co­lare emerge che l’Huf­fing­ton Post è stato visi­tato da 24,3 milioni di utenti unici nel giu­gno 2010 e che la pre­vi­sione di chiu­sura per quest’anno dovrebbe asse­starsi intorno ai 30 milioni di dol­lari di ricavi. Se non vado errato signi­fica orien­ta­ti­va­mente un dol­laro all’anno di ricavi per cia­scun let­tore.

Come osserva Zam­bar­dino, pare dav­vero che le ini­zia­tive edi­to­riali on line non main­stream fac­ciano dav­vero fatica a tro­vare uno modello soste­ni­bile dovendo lot­tare, tra l’altro, con un con­si­de­re­vole van­tag­gio dei brand che nascono dall’off line.

Sep­pure sia dif­fi­cile, ed erro­neo, trarre delle con­clu­sioni gene­ra­liz­zate, per­so­nal­mente ritengo che nel nostro paese le pro­spet­tive di suc­cesso, in chiave eco­no­mica, a breve-medio ter­mine siano dav­vero ridotte anche per i main players.

La ricerca di una Arianna Huf­fing­ton ita­liana passa attra­verso numeri e per­corsi che sono dav­vero a lon­tani dal venire. I ricavi sono ancora virtuali.

Pubblicato il 13 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

No, Non è la BBC

Erik Hug­gers, Direc­tor of BBC Future Media & Tech­no­logy, illu­stra il per­corso di svi­luppo della area on line dell’emittente di stato inglese.

Nell’arti­colo riper­corre sin­te­ti­ca­mente le tappe del cam­mino effet­tuato sin ora, moti­van­dolo attra­verso la sto­ria dell’evoluzione del con­sumo di media da parte delle fami­glie del Regno Unito, coniu­gando effi­ca­ce­mente sin­tesi e chiarezza.

Spiega come il ruolo, ed anche il dovere, di una emit­tente pub­blica sia quello di adat­tarsi alle nuove esi­genze del pro­prio pub­blico di riferimento.

Con l’ausilio di imma­gini sem­plici e chiare illu­stra la situa­zione ex ante e gli obiet­tivi, il punto d’arrivo della tele­vi­sione anglo­sas­sone. Come mostra l’immagine sot­to­stante, una strut­tu­ra­zione defi­nita per cin­que macroa­ree: Noti­zie, Bam­bini, Radio & Musica, Cono­scenza & For­ma­zione e Tele­vi­sione ed iPlayer.

Con spe­ci­fico rife­ri­mento alla area delle noti­zie si impe­gna pub­bli­ca­mente ad offrire il miglior gior­na­li­smo on line al mondo, ricor­dando come la BBC per qua­lità, impar­zia­lità ed accu­ra­tezza dell’informazione, sia una delle orga­niz­za­zioni che godono di mag­gior fidu­cia e miglior repu­ta­zione a livello internazionale.

Que­sto avverrà, assi­cura Hug­ger, ripor­tando anche altre fonti esterne con punti di vista distinti così da evi­tare inu­tili dupli­ca­zioni ed arric­chire ulte­rior­mente la qua­lità dell’offerta.

No, non è la Bbc, que­sta è la Rai, la Rai-tv, diceva una vec­chia can­zo­netta, impos­si­bile non notare ancora oggi la sostan­ziale dif­fe­renza rispetto all’approccio uti­liz­zato dall’emittente di stato del nostro paese, nella quale, il potere fon­dato sulla tele­vi­sione, sul con­trollo dell”informazione o disin­for­ma­zione tele­vi­siva, viene ante­po­sto, di volta in volta, ai dik­tat del padrone anzi­ché al ser­vi­zio del pubblico.

Pubblicato il 4 agosto 2010 by Pier Luca Santoro

Micropagamenti e Deperibilità della Notizia

Quando ho ini­ziato a pren­dermi cura di que­sta zona tem­po­ra­nea­mente auto­noma, che con­ven­zio­nal­mente chia­miamo blog, una delle ipo­tesi che andava per la mag­giore era legata all’idea che attra­verso un sistema di micro­pa­ga­menti simile a quello di iTu­nes si sarebbe riu­scito ad otte­nere il paga­mento delle notizie.

E’ tra­scorso poco più di un anno da allora e mi pare che l’ipotesi di lavoro sia deci­sa­mente meno quotata.

Il motivo è sem­plice: le noti­zie sono un bene depe­ri­bile non sono come una can­zone, un brano, da sca­ri­care da iTu­nes per goderne più volte anche a distanza di tempo.

Update: Pur non risol­vendo il pro­blema di fondo legato ai con­te­nuti, que­sta pare una solu­zione deci­sa­mente più interessante.

Pubblicato il 27 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Mi si è Staccato un Bottone

Ragio­nare per dif­fe­renze aiuta a esem­pli­fi­care, age­vola, attra­verso il para­gone, il pro­cesso logico. Ci proviamo.

Nel corso della stessa set­ti­mana due quo­ti­diani nazio­nali di due diversi stati cam­biano la veste gra­fica ed alcuni con­te­nuti della home page.

Da un lato, in Ita­lia, “La Repub­blica”, che appro­fitta dell’occasione per attac­care qual­che bot­tone « social » ed inau­gu­rare al tempo stesso la sta­gione dell’inva­si­vità pub­bli­ci­ta­ria.

Dall’altro, in Argen­tina, “La Voz”, che, let­te­ral­mente, « sbatte il let­tore in prima pagina », inse­rendo nella home page la sezione dedi­cata agli utenti del gior­nale ed all’area dedi­cata ai con­tri­buti rea­liz­zati dagli stessi.

Come ricorda giu­sta­mente l’amico Gian­luca Die­goli “non è la vostra pro­mo­zione ma la loro con­ver­sa­zione a dif­fe­ren­ziare il vostro pro­dotto, e pro­vo­care un acquisto”.

Per quanto mi riguarda, null’altro da aggiungere.

Pubblicato il 19 aprile 2010 by Pier Luca Santoro

Cattive Notizie per le Notizie Online

Jour­na­lism Org, area di ricerca dello sta­tu­ni­tense Pew Research Cen­ter dedi­cata spe­ci­fi­ca­ta­mente all’analisi del gior­na­li­smo ed alle sue evo­lu­zioni, pub­blica un reso­conto di quelli che sono stati i risul­tati com­ples­sivi delle noti­zie online.

Per fina­liz­zare l’analisi sono stati presi in con­si­de­ra­zione ben 4600 siti web di noti­zie ed informazione.

Come rias­sume il gra­fico sot­to­stante, a fronte di una cre­scita gene­rale dell’audience del 9,25% i ricavi sono dimi­nuiti del 4,6% rispetto all’anno pre­ce­dente. Il gap, in ter­mini reali, è dun­que circa del 14%.

In que­sta dina­mica gene­rale vi è sicu­ra­mente l’impatto della nego­zia­zione dei prezzi che in momenti di crisi tende ine­vi­ta­bil­mente al ribasso, ma resta una indi­ca­zione, alter­na­ti­va­mente, o di quanto scarso valore sia attri­buito alle noti­zie on line o delle enormi dif­fi­coltà di riu­scire ad otte­nerne il giu­sto rico­no­sci­mento in ter­mini economici.

Le con­si­de­ra­zioni espresse sul futuro della media­sfera sem­brano dun­que con­fer­mate oltre che giu­sti­fi­cate. Rifles­sioni che, se rife­rite in maniera spe­ci­fica all’Italia, richie­dono ancora mag­giore atten­zione ai facili entusiasmi.

Non si tratta di negare l’onda che sta arri­vando ma di tenere sem­pre in mente il vec­chio pro­ver­bio hawa­iano.