murdoch

The Daily
Pubblicato il 12 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

Il Primo Quotidiano per Tablets Chiude

Dopo l’annuncio dello spin off di News Cor­po­ra­tion , della sepa­ra­zione del ramo di azienda e la rea­liz­za­zione di due imprese distinte, enter­tain­ment e news, auto­nome e sepa­rate tra loro, Mur­doch aveva anti­ci­pato che l’area publi­shing dovrà por­tare alla pro­fit­ta­bi­lità di tutte le testate.

A 18 mesi di distanza dal lan­cio del «The Daily», testata per tablet che nelle inten­zioni avrebbe dovuto segnare l’inizio della rivo­lu­zione edi­to­riale, le evi­denze sono a dir poco delu­denti e appare dav­vero distante il break even point per rien­trare dell’inve­sti­mento ini­ziale di 30 milioni di dol­lari, ai quali si som­mano costi di eser­ci­zio ordi­na­rio di 500mila $ alla settimana.

Ecco che allora il primo quo­ti­diano per tablets viene messo “on watch”, sotto osser­va­zione, ed è già stata fis­sata una data — 6 novem­bre — per deci­derne le sorti.

Annun­ciato come il quo­ti­diano del futuro par­rebbe, ad oggi, appor­tare delu­sioni gior­na­liere, con­fer­mando come una visione a com­par­ti­menti sta­gni basata sul con­te­ni­tore invece che sul con­te­nuto, sul pro­fitto atteso invece che sulle attese dei frui­tori, non sia un per­corso premiante.

Pubblicato il 27 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Morte & Resurrezione della Carta

Sono tempi in cui il lan­cio di una pub­bli­ca­zione su carta fa notizia.

E’ stato lan­ciato ieri «The Sun on Sun­day» erede, sosti­tuto natu­rale in casa Mur­doch del fret­to­lo­sa­mente chiuso a luglio dell’anno scorso «News of the World»  in seguito allo scan­dalo delle inter­cet­ta­zioni dal quale è stato travolto.

Dopo la chiu­sura del set­ti­ma­nale l’80% degli inve­sti­menti pub­bli­ci­tari che vi erano allo­cati e ben 800mila let­tori sono scom­parsi, eva­po­rati nel nulla senza che nes­suno dei con­cor­renti esi­stenti, quale ad esem­pio il  «Sun­day Mir­ror», riu­scisse a recu­pe­rarne una quota significativa.

Secondo quanto annun­ciato su Twit­ter per­so­nal­mente da Rupert Mur­doch il primo numero di ieri di «The Sun on Sun­day» avrebbe ven­duto la bel­lezza di 3 milioni di copie.

[tweet https://twitter.com/rupertmurdoch/status/173865486914813952 align=‘center’ lang=‘it’]

Ovvia­mente si tratta di dati di ven­dita che pro­ba­bil­mente si ridi­men­sio­ne­ranno nelle pros­sime uscite poi­chè è noto che al lan­cio si otten­gano risul­tati supe­riori a quelle che poi saranno le ven­dite fisio­lo­gi­che, ciò nono­stante sia il tasso di sosti­tu­zione di inve­sti­menti e let­tori ten­dente a zero, che il suc­cesso del primo numero credo deb­bano far riflettere.

Se indub­bia­mente non si può pen­sare sola­mente di riar­re­dare il Tita­nic, altret­tanto si tratta, come si suol dire vol­gar­mente, di non but­tare via il bam­bino con l’acqua sporca, come mi pare venga fatto abi­tual­mente da coloro afflitti da tablet­ma­nia o altre simili affe­zioni patologiche.

Come ho già avuto modo di dire , sarò della vec­chia scuola, forse, ma mi hanno sem­pre inse­gnato che per inno­vare, per costruire il futuro è neces­sa­ria una attenta gestione del port­fo­lio prodotti/canali. Mi pare si chiami matrice di boston ed anche in tutti i suoi adat­ta­menti non mi risulta che con­tem­pli la pos­si­bi­lità di but­tare alle orti­che l’80% delle revenues.

Pubblicato il 7 febbraio 2012 by Pier Luca Santoro

Murdoch Ricomincia da Facebook & Gossip

Ad un anno di distanza circa dal lan­cio del «The Daily», testata per tablet che secondo Mur­doch avrebbe segnato l’inizio della rivo­lu­zione edi­to­riale, le evi­denze sono a dir poco delu­denti e appare dav­vero distante il break even point per rien­trare dell’inve­sti­mento ini­ziale di 30 milioni di dol­lari, ai quali si som­mano costi di eser­ci­zio ordi­na­rio di 500mila $ alla settimana.

Annun­ciato come il quo­ti­diano del futuro par­rebbe, ad oggi, appor­tare delu­sioni gior­na­liere, con­fer­mando come una visione a com­par­ti­menti sta­gni basata sul con­te­ni­tore invece che sul con­te­nuto, sul pro­fitto atteso invece che sulle attese dei frui­tori, non sia un per­corso premiante.

Ele­menti che, al di là delle dichia­ra­zioni di cir­co­stanza, hanno di fatto accan­to­nato, pare per sem­pre, un pro­getto segreto di News Inter­na­tio­nal sem­pre basato sull’iPad.

Ecco allora che dall’inizio di que­sto mese si rico­min­cia da Face­book e gos­sip. Dal primo feb­braio infatti, «Fabu­lous», maga­zine set­ti­ma­nale alle­gato ogni sabato al popo­lare «The Sun», è anche una appli­ca­zione per Face­book che distri­bui­sce i con­te­nuti della rivi­sta in esclu­siva sul cele­bre social net­work. Nono­stante tutti i bene­fici, i ricavi pub­bli­ci­tari, dell’operazione siano appan­nag­gio esclu­sivo di Zuc­ker­berg & Co., l’ipotesi è che que­sto sia un modo per spin­gere  rivi­sta e quo­ti­diano del gruppo edi­to­riale che fa capo a Murdoch.

Insomma, per risol­le­varsi dalle delu­sioni dell’attesa rivo­lu­zione su tablet, mas­si­fi­cate e vol­ga­riz­zate qual­cosa resterà attac­cato di sicuro.

Pubblicato il 29 settembre 2011 by Pier Luca Santoro

Delusioni Giornaliere

John Nitti, Exe­cu­tive Vice Pre­si­dent di Publi­cis Groupe, divi­sione media-buying di Zenith Opti­me­dia, ha sve­lato i numeri del «Daily», il quo­ti­diano all digi­tal per tablet lan­ciato in pompa magna qual­che mese fa.

Secondo quanto ripor­tato da «Bloom­berg» il gior­nale digi­tale si atte­ste­rebbe intorno ai 12omila let­tori alla set­ti­mana, una cifra molto distante dai 500mila che Rupert Mur­doch aveva dichia­rato essere il numero minimo per rien­trare dell’inve­sti­mento ini­ziale di 30 milioni di dol­lari, ai quali si som­mano costi di eser­ci­zio ordi­na­rio di 500mila $ alla settimana.

Le cause dei risul­tati delu­denti potreb­bero spie­garsi con le moti­va­zioni rac­colte dalla ricerca, rea­liz­zata nella pri­ma­vera di quest’anno da Kno­w­Di­gi­tal, che evi­den­zia come «The Daily» sia apprez­zato per la parte gra­fica, foto e video, ma rac­colga scarsi con­sensi per quanto riguarda la parte testuale, per i con­te­nuti rite­nuti di scarsa qua­lità e non suf­fi­cien­te­mente aggiornati.

Annun­ciato come il quo­ti­diano del futuro par­rebbe, ad oggi, appor­tare delu­sioni gior­na­liere, con­fer­mando come assenza della socia­lità della noti­zia e una visione a com­par­ti­menti sta­gni basata sul con­te­ni­tore invece che sul con­te­nuto, sul pro­fitto atteso invece che sulle attese dei frui­tori, non sia un per­corso premiante.

Pubblicato il 30 agosto 2011 by Pier Luca Santoro

Iperconcentrazione dei Media

Rogier Klomp, diret­tore di This is Pro­pa­ganda, nel breve docu­men­ta­rio, otti­ma­mente rea­liz­zato con delle ani­ma­zioni, ana­lizza la cre­scente con­cen­tra­zione nel mondo dei media.

Nel 2010 sei imprese con­trol­lano i tre quarti dei net­work tele­vi­sivi del mondo influen­zando ine­vi­ta­bil­mente secondo i pro­pri inte­ressi la per­ce­zione della realtà.

Sono dina­mi­che alle quali, con­tra­ria­mente a quanto si possa comu­ne­mente rite­nere, non si sot­trae nep­pure la Rete.

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