multimedialità

SlatePercentScrolled
Pubblicato il 10 giugno 2013 by Pier Luca Santoro

Engagement del Lettore

«Slate» ha pub­bli­cato i dati for­niti da Chart­beat, società di web ana­ly­tics foca­liz­zata sul mondo edi­to­riale, con le per­cen­tuali di let­tura da parte delle persone.

Nell’articolo “You Won’t Finish This Arti­cle. Why peo­ple online don’t read to the end” sono pub­bli­cati alcuni gra­fici di sin­tesi dai quali emerge come i let­tori della testata in que­stione non scrol­lino, punto che richiama quanto soste­nevo ieri sulla lun­ghezza delle home page di molti quo­ti­diani online.

Emerge inol­tre come media­mente venga letto il 50% del con­te­nuto testuale di un arti­colo men­tre nella stra­grande mag­gio­ranza dei casi ven­gono visti inte­gral­mente i con­te­nuti che hanno la pre­senza di video e/o foto.

SlatePercentScrolled

L’autore dell’articolo si pre­oc­cupa pro­fon­da­mente del defi­cit di atten­zione da parte delle per­sone e mostra, con altri gra­fici, come vi sia una bas­sis­sima cor­re­la­zione tra la con­di­vi­sione di arti­coli su Twit­ter e la loro let­tura com­pleta dimo­strando, o forse per meglio dire con­fer­mando, che ahimè la mag­gio­ranza delle per­sone non legge ciò che poi con­di­vide, segnala ad altri.

L’effetto nega­tivo di Inter­net sull’attenzione è un fatto suf­fi­cien­te­mente noto ma è oppor­tuno andare al di là di que­sto aspetto per riflet­tere su cause e con­cause di que­sto feno­meno per quanto riguarda l’informazione.

I dati, come sopra citato, mostrano come ele­menti di mul­ti­me­dia­lità for­ni­scano un con­tri­buto fon­da­men­tale alla let­tura com­pleta dei con­te­nuti.  Il caso di “Snow Fall” del «The New York Times», che ha otte­nuto recen­te­mente il pre­mio Puli­tzer per la sua nar­ra­tiva evo­ca­tiva, è il miglior esem­pio di inte­gra­zione mul­ti­me­diale.  Troppo spesso si afferma che la let­tura online è veloce e che dun­que gli arti­coli devono neces­sa­ria­mente essere brevi. Affer­ma­zione che pro­ba­bil­mente nasce da una con­fu­sione che non è solo di lin­guag­gio tra veloce e distratta, tra disin­te­res­sata [nel senso di non inte­res­sata, non inte­res­sante] e coinvolta.

Inol­tre, secondo uno stu­dio con­dotto dall’ Uni­ver­sity of Bri­stol e dalla School of Jour­na­lism della Car­diff Uni­ver­sity pub­bli­cato a fine 2012, i gior­nali sof­frono di un defi­cit di leg­gi­bi­lità e chia­rezza. La mis­sione dei gior­na­li­sti è ren­dere com­pren­si­bile ed avvi­ci­nare i let­tori all’informazione senza rinun­ciare alla pro­fon­dità, anzi, aumen­tando però al tempo stesso la com­pren­sione e ridu­cendo il più pos­si­bile il rumore di fondo che asso­pi­sce l’intelligenza ed il giu­di­zio del pubblico.

Il pro­blema non è che le per­sone sono distratte, il pro­blema è che evi­den­te­mente la mag­gio­ranza dei gior­nali non è in grado di inte­res­sarle, di coin­vol­gerle. E’ que­sto l’aspetto sul quale è neces­sa­rio foca­liz­zare l’attenzione.

eyeglasses

Time Space
Pubblicato il 3 febbraio 2013 by Pier Luca Santoro

Incubatori

Il «The New York Times» ha annun­ciato pochi giorni fa la crea­zione di Time­Space incu­ba­tore per start-up nel mondo dei media.

Chi ha un’idea o un’impresa nascente nell’ambito dei media e della mul­ti­me­dia­lità, mobile, social, video, tec­no­lo­gia pub­bli­ci­ta­ria, ana­lisi, e-commerce o altro, avrà la pos­si­bi­lità di tra­scor­rere quat­tro mesi negli uffici del quar­tier gene­rale del quo­ti­diano sta­tu­ni­tense lavo­rando a con­tatto con chi si occupa di digi­tale all’interno del gior­nale, mostrando loro la demo di pro­dotto ed impa­rando da quella che la Diret­trice, Jill Abram­son, ha deciso debba essere la miglior reda­zione digi­tale del pianeta

Il per­chè lo spie­gano senza mezzi ter­mini nello spa­zio dedi­cato al pro­getto: “Il New York Times, ed i media in gene­rale, sono nel bel mezzo di cam­bia­menti senza pre­ce­denti. Il nostro obiet­tivo cen­trale rimane quella di miglio­rare la società, creando, rac­co­gliendo e distri­buendo noti­zie di alta qua­lità e di infor­ma­zione. Vogliamo spin­gere noi stessi e spin­gere gli altri a tro­vare il modo migliore per farlo, e siamo con­vinti che Time­Space può essere una parte di que­sto processo”.

Si tratta insomma di un’iniziativa che apporta bene­fici ad entrambi, con il gior­nale che potrà rac­co­gliere e valu­tare idee fre­sche e inno­va­tive ed i neo impren­di­tori che potranno cer­ta­mente avere un ritorno posi­tivo dal con­tatto pro­fes­sio­nale con l’expertise di uno dei più impor­tanti quo­ti­diani al mondo che magari potrebbe deci­dere anche di par­te­ci­pare finan­zia­ria­mente alla loro proposta.

Una moda­lità attra­verso la quale, final­mente, il cro­wd­sour­cing non è più un pro­cesso top down che apporta bene­fici a solo una delle parti, l’impresa. Un’idea che visti i tempi fareb­bero bene ad imi­tare anche i gior­nali italiani.

Time Space

Idea che, oltre alla mode­sta opi­nione del sot­to­scritto, viene spo­sata anche da Anthony De Rosa, Social Media Edi­tor per Reu­ters, che infatti la sug­ge­ri­sce, in poco più di tre minuti, nella video inter­vi­sta sottostante.

nyt-articles-comparison
Pubblicato il 21 dicembre 2012 by Pier Luca Santoro

Online Storytelling e Long Form Journalism

Molto spesso si afferma che la let­tura online è veloce e che dun­que gli arti­coli devono neces­sa­ria­mente essere brevi. Affer­ma­zione che pro­ba­bil­mente nasce da una con­fu­sione che non è solo di lin­guag­gio tra veloce e distratta, tra disin­te­res­sata [nel senso di non inte­res­sata, non inte­res­sante] e coinvolta.

«The New York Times» [di]mostra invece cosa è pos­si­bile fare per ren­dere più coin­vol­gente l’esperienza di let­tura online.

E’ online da ieri “Snow Fall”, sto­ria di una ter­ri­bile valanga sulle Cascade Moun­tains vicino a Washing­ton che a tutta pagina, con un lay­out essen­ziale e pulito gra­fi­ca­mente, fonde testo, imma­gini, video, mappe inte­rat­tive ed altri ele­menti gra­fici che si rin­no­vano men­tre si pro­cede nella let­tura ren­den­dola un’esperienza dav­vero coin­vol­gente e con­sen­tendo alle per­sone di appro­fon­dire, se desi­de­rato, rispetto a quanto ripor­tato nel testo.

Approc­cio repli­cato con­cet­tual­mente, sep­pure con una minor puli­zia gra­fica, nell’articolo, gran pezzo di gior­na­li­smo inve­sti­ga­tivo, su come Wall Mart abbia effet­tuato pra­ti­che scor­rette e cor­rotto per entrare con i pro­pri punti ven­dita in Messico.

Arti­coli  che in entrambi i casi vanno ben oltre le 10mila bat­tute la cui rea­liz­za­zione, sia sotto il pro­filo di uti­lizzo delle tec­no­lo­gie dispo­ni­bile che per quanto riguarda la filo­so­fia, l’approccio con­cet­tuale, ven­gono spie­gate da Steve Due­nes, Gra­phics Direc­tor, e Andrew Kue­ne­man, Digi­tal Design, che hanno lavo­rato ad entrambi i pro­getti, in una loro inter­vi­sta con­cessa al «The Atlantic».

Snow Fall

Moda­lità che sta­rebbe per appro­dare anche in Ita­lia secondo quanto riporta «Ita­lia Oggi» che rac­conta dell’uscita ormai pros­sima di Marco Alfieri, firma eco­no­mia di «La Stampa» dal quo­ti­diano pie­mon­tese che lo por­te­rebbe a «Lin­kie­sta» a gui­dare, appunto, una nuova ini­zia­tiva, che dovrebbe chia­marsi “Lin­k­book”, che a regime dovrebbe edi­tare tra le 3 e le 4 inchie­ste set­ti­ma­nali con appro­fon­di­menti su temi diversi cia­scuno della lun­ghezza di 20 — 30mila bat­tute al cui interno saranno pre­senti con­tri­buti video e un per­corso inte­rat­tivo di informazione.

L’immagine sot­to­stante mostra la dif­fe­renza tra un arti­colo “nor­male” e quanto rea­liz­zato dal NYTi­mes con “Snow Fall”

Il pro­blema non è che le per­sone sono distratte, il pro­blema è che evi­den­te­mente la mag­gio­ranza dei gior­nali non è in grado di inte­res­sarle, di coinvolgerle.

nyt-articles-comparison

Al momento della reda­zione di que­sto arti­colo, se vole­ste appro­fon­dire ulte­rior­mente, ne scri­vono anche The Eco­no­mist, Poyn­ter, Fish­bo­wlNY e Gaw­ker

The Guardian Presidenziali USA #Election2012
Pubblicato il 7 novembre 2012 by Pier Luca Santoro

Presidenziali USA: Vittorie sulla Carta [e dintorni]

Ormai la vit­to­ria di Obama è cosa certa ed anche il «The New York Times», cauto sino all’ultimo, che ha rimosso il suo mete­red pay­wall per l’occasione, asse­gna la vit­to­ria ad Obama.

Il «The Guar­dian», uno dei quo­ti­diani ad aver scelto da tempo l’approccio “digi­tal first”, dimo­stra che digi­tal first doesn’t mean print last e alle 5,20 di sta­mat­tina esce con la prima della ver­sione car­ta­cea con la vit­to­ria di Obama a tutta pagina.

Per quanto riguarda la Rete durante que­ste ele­zioni molte le rap­pre­sen­ta­zioni delle noti­zie che hanno uti­liz­zato bene mul­ti­me­dia­lità e approc­ciato l’informazione in maniera tanto non con­ven­zio­nale quanto efficace.

Di seguito una mia per­so­na­lis­sima sele­zione di quelle che mi sono sem­brate le migliori o comun­que le più inte­res­santi, di cui fare tesoro per riu­ti­liz­zarle, adat­tan­dole ovvia­mente, in futuro. Clic­cando sulle imma­gioni avrete accesso alla fonte ori­gi­nale, spesso interattiva.

- The Words of a Nation — «The New York Times»

Il quo­ti­diano sta­tu­ni­tense ha pro­dotto una sorta di mappa delle parole, degli umori degli ame­ri­cani durante le ele­zioni. E’ pos­si­bile, anche, inse­rire il pro­prio ter­mine preferito

- Ame­rica: Elect! — «The Guardian»

Il gior­nale bri­tan­nico ha pro­dotto una gra­phic novel non sta­tica che rias­sume la corsa alle pre­si­den­ziali dal 2008 ai giorni imme­di­ta­mente pre­ce­denti le elezioni.

- Face­book Sto­ries — Facebook

Il più popo­loso social net­work del pia­neta ha rias­sunto, uti­liz­zando Face­book Sto­ries, in una mappa, ma non solo, le dichia­ra­zioni di voto delle per­sone che hanno usato Face­book Pla­ces durante il voto. Simile l’approccio del grande rivale, di Four­Square, che però ha numeri di gran lunga più ridotti.

- Union Metrics — Rea­zioni su Tumblr

Union Metrics, azienda che moni­tora i trend su Tum­blr, ha rea­liz­zato una visua­liz­za­zione delle rea­zioni alle ele­zioni sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging moni­to­rando anche il numero di post per secondo che sono arri­vati anche a quota 172 men­tre l’osservavo. Cer­ta­mente infe­riori al picco di 300 Tweet per secondo di Twit­ter ma numeri comun­que  dav­vero importanti.

- Twit­ter — Twit­ter Government

Impres­sio­nante il numero di Tweet sulle ele­zioni con un picco di 327.453 tweet alle 11:19.

[tweet https://twitter.com/gov/status/266040234934939649 align=‘center’ lang=‘it’]

Molto inte­res­santi le ana­lisi pro­dotte da Twit­ter in que­sto periodo. Tra tutte il “Twit­ter Poli­ti­cal Index” che ha misu­rato il “sen­ti­ment degli utenti.

Infine le cele­bra­zioni del vin­cente, di Obama che carica, sem­pre su Twit­ter, le parole “Four more years” accom­pa­gnate dalla foto di lui che abbrac­cia la moglie, grande pro­ta­go­ni­sta di que­ste pre­si­den­ziali. Il tweet, al momento della reda­zione di que­sto arti­colo, ha otte­nuto la bel­lezza di 417.00t ret­weet e 1,8 milioni di “likes” sulla sua pagina Face­book; un altro record.

[tweet https://twitter.com/BarackObama/status/266031293945503744 align=‘center’ lang=‘it’]

Auguri Mr. President!

Spam Magazine Tutorial
Pubblicato il 31 ottobre 2012 by Pier Luca Santoro

Dal Web alla Carta

Di ritorno dalla “gita” mila­nese al con­ve­gno dell’ANES per par­lare davanti ad un’attenta pla­tea di 150 edi­tori delle oppor­tu­nità,  dei modi, e soprat­tutto delle ragioni, della mia pre­vi­sione di un futuro “ibrido”, anche, per l’editoria tec­nica pro­fes­sio­nale spe­cia­liz­zata, ha atti­rato la mia atten­zione una neo nata pub­bli­ca­zione: «Spam Magazine».

La rivi­sta, che viene pub­bli­cata con cadenza men­sile, è stata lan­ciata il 10 otto­bre, ha una folia­zione di 112 pagine ed un for­mato di 14,8 x 21 cm. Per il primo numero è stata fatta una tira­tura di 10mila copie distri­buite gra­tui­ta­mente a Milano in 100 punti di distri­bu­zione e attra­verso delle hostess negli ate­nei uni­ver­si­tari della città.

Men­tre le rivi­ste pas­sano dalla carta al digi­tale, SPAM passa dal digi­tale alla carta. Il free maga­zine nasce  per por­tare su carta i pen­sieri e le idee più inte­res­santi della rete: recen­sioni, arti­coli, gra­fi­che, foto­gra­fie, illu­stra­zioni, ricette, video, per un totale di 12 sezione che vanno dall’attualità all’ambiente pas­sando per let­te­ra­tura e multimedia.

«Spam Maga­zine» si pro­pone come il primo maga­zine da sfo­gliare con uno smart­phone: per col­le­garsi alla fonte degli arti­coli e delle foto pro­po­ste nel maga­zine, per fruire di con­te­nuti mul­ti­me­diali extra, per con­net­tersi diret­ta­mente a lan­ding page com­mer­ciali, gio­chi inte­rat­tivi creati ad-hoc dagli inser­zio­ni­sti o per visua­liz­zare pagine pub­bli­ci­ta­rie che sfrut­tano la tec­no­lo­gia della realtà aumen­tata. Per  ogni arti­colo gra­zie all’utilizzo dei QR codes, o meglio action codes come li ho ormai ribat­tez­zati, sono for­niti con­te­nuti sup­ple­men­tari frui­bili con il pro­prio smartphone.

Molto inte­res­sante anche l’approccio alla comu­ni­ca­zione pub­bli­ci­ta­ria che più che basarsi sui for­mat tra­di­zio­nali, sulle clas­si­che pagine pub­bli­ci­ta­rie, si pro­pone di inte­grare il più pos­si­bile gli annunci pro­mo­zio­nali con i con­te­nuti del maga­zine al fine di ren­dere più natu­rale e inte­res­sante la loro pre­senza, ren­dendo così la pro­po­sta più in sin­to­nia con i let­tori e dun­que di mag­gior appeal per gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, per le aziende.

Inte­res­sante esem­pio con­creto di con­ver­genza edi­to­riale e con­ferma di come sia pos­si­bile inno­vare anche sulla carta.

Eurisko Sovrapposizioni Carta & Online
Pubblicato il 10 luglio 2012 by Pier Luca Santoro

La Multimedialità in Italia

Euri­sko Media Moni­tor ha pre­sen­tato a fine giu­gno i risul­tati della ricerca “La mul­ti­me­dia­lità in Ita­lia”. Lo stu­dio è stato con­dotto tra feb­braio e dicem­bre 2011 ed è stato rea­liz­zato con un cam­pione di 10mila per­sone oltre i 14 anni alle quali sono state effet­tuate delle inter­vi­ste per­so­nali e ben 280mila per­sone inter­vi­state con meto­do­lo­gia CATI.

I risul­tati della ricerca sono stati incro­ciati con gli stili di vita Euri­sko con­sen­tendo una map­pa­tura accu­rata della dieta media­tica degli ita­liani  facen­done uno stru­mento di asso­luto inte­resse sia per il com­parto edi­to­riale che per quello pubblicitario.

Il rap­porto, asso­lu­ta­mente da sca­ri­care, leg­gere e dige­rire, com­ples­si­va­mente evi­den­zia un forte dete­rio­ra­mento dei “rap­porti ver­ti­cali” [con poli­tica, aziende, ma anche con i media] a favore di “rap­porti oriz­zon­tali”, carat­te­riz­zati da una mag­giore part­ner­ship. Il tutto si è tra­dotto in un aumento della mul­ti­me­dia­lità. Situa­zione che implica di riflesso un’inevitabile con­tra­zione dell’efficacia pub­bli­ci­ta­ria, spe­cial­mente per quelle cam­pa­gne basate su pia­ni­fi­ca­zioni monomediali.

Con­tra­ria­mente alle rile­va­zioni Audi­press, la ricerca evi­den­zia un calo dei let­tori di quo­ti­diani dal 2009 al 2001. Fles­sione sia nel giorno medio [33,9% Vs. 26,4%], che nella set­ti­mana [61,4% Vs 41,5%] e nel mese [74,4% Vs 61,6], che inte­ressa in par­ti­co­lare quella che Euri­sko chiama “elite maschile” che nel bien­nio scen­dono da una pene­tra­zione nel giorno medio del 50,5 del 2009 al 38,4% nel 2011. Calo che, con­tra­ria­mente a quanto ipo­tiz­za­bile, vede solo mar­gi­nal­mente inter­net come sosti­tu­tivo e molto più il DTT free, come appro­fon­dirò più avanti nella sin­tesi ed inter­pre­ta­zione, dei risul­tati, che già viene evi­den­ziato dal gra­fico di sin­tesi sottoriportato.

Sem­pre per quanto riguarda i quo­ti­diani, il rap­porto for­ni­sce anche i dati rela­tivi ad esclu­si­vità e sovrap­po­si­zione nella frui­zione della ver­sione tra­di­zio­nale car­ta­cea e le ver­sioni online e per tablet. Aspetti misu­rati spe­ci­fi­ca­ta­mente, ahimè, solo per cin­que quo­ti­diani, ma che comun­que for­ni­scono un qua­dro suf­fi­cien­te­mente defi­nito del con­te­sto attuale visto che nel com­plesso le cin­que testate prese in con­si­de­ra­zione fanno circa l’80% del totale degli utenti dei siti dei quotidiani.

Si evi­den­zia come la quota degli esclu­si­viti per online e tablet sia estre­ma­mente ridotta. Per quanto riguarda le edi­zioni online coloro che leg­gono sola­mente su Inter­net uno di que­sti cin­que gior­nali pesano nel giorno medio il 4% [+42,8% Vs 2009], men­tre chi legge sola­mente la ver­sione per tablet rap­pre­senta un mode­sto 0,2% nel giorno medio.

Aumenta nel com­plesso il tempo dedi­cato ai media che passa dai 291 minuti del 2009 ai 301 del 2011. Aumento sul quale incide pre­va­len­te­mente l’avvento del DTT free mostrando che in realtà la frui­zione di tele­vi­sione non è ancora satura come si sarebbe potuto pensare.

Più che di digi­tal divide sem­bre­rebbe neces­sa­rio par­lare di diva­rio cul­tu­rale e ana­gra­fico. Rispetto ad una media degli ita­liani di 27 minuti al giorno spesi su Inter­net, coloro che hanno solo la licenza ele­men­tare ne spen­dono 6 [con­tro i 54 di chi ha una lau­rea] e gli over 64 anni ne tra­scor­rono 5 [con­tro i 50 dei 18-24enni].

Euri­sko iden­ti­fica dieci stili mul­ti­me­diali rac­co­glien­doli in 4 aree: stili tra­di­zio­nali, stili cen­trali, stili gio­va­nili e stili eli­tari. Sono pro­prio que­sti ultimi a mostrare la mag­gior dina­mi­cità, la mag­gior cre­scita. In par­ti­co­lare sono “mul­ti­me­dia­lità iper­se­let­tiva” e “inter­net e gli altri media”   i due stili di con­sumo mediato che hanno la mag­gior evo­lu­zione. Clu­ster, gruppi di per­sone che pesano attual­mente oltre il 20% della popo­la­zione. Potreb­bero essere l’equivalente della “massa intel­li­gente” iden­ti­fi­cata dal «The Eco­no­mist», credo.

Da non tra­scu­rare che il 7,7% della popo­la­zione ita­liana, che Euri­sko defi­ni­sce “l’élite tra­di­zio­nale della società ita­liana”, man­tiene una forte cen­tra­tura sulla stampa, soprat­tutto quo­ti­diani, ele­mento che va oltre il con­cetto di tempo speso con cia­scun media che sarebbe inop­por­tuno tralasciare.

Il rap­porto si con­clude con un’analisi cen­trata sulla tele­vi­sione e trac­cia quello che viene defi­nito come “il mondo dei due schermi”. Mul­ti­me­dia­lità e mul­ti­ka­sking in salsa social che pare essere la vera grande novità emer­gente nel pano­rama media­tico nostrano. Una logica pre­va­lente di abbi­na­mento tra la frui­zione audio/video e la dina­mica “social” con chiare oppor­tu­nità sul ver­sante edi­to­riale e sul ver­sante pub­bli­ci­ta­rio. Meno entu­sia­smanti, allo stato attuale, anche se ric­che altret­tanto di oppor­tu­nità, le dina­mi­che dei pos­ses­sori di smat­pho­nes che l’istituto di ricerca liquida affer­mando che: “La comu­ni­ca­zione sul tema Smart­phone ha sol­le­vato forse un otti­mi­smo supe­riore all’attuale realtà di frui­zione da parte del pubblico”.

La rela­zione dei risul­tati della ricerca si con­clude ricor­dando che è’ cru­ciale com­pren­dere come il pub­blico meta­bo­lizza e assi­mila i vari device, i diversi sup­porti. Impos­si­bile non essere d’accordo, è que­sto l’elemento chiave di valore, e non solo il tempo speso come è stato pre­va­len­te­mente sin ora, sul quale il mondo edi­to­riale e quello pub­bli­ci­ta­rio devono con­cen­trare sem­pre più la loro attenzione.

Pubblicato il 31 ottobre 2010 by Pier Luca Santoro

Media: Fruizione & Disattenzione

Il gra­fico sot­to­stante, pub­bli­cato da busi­ness insi­ders qual­che giorno fa, mostra i com­menti su Face­book nei 15 minuti suc­ces­sivi alla rea­liz­za­zione di un “home run” durante una par­tita di base­ball negli Stati Uniti.

Se da un lato è la dimo­stra­zione, o più banal­mente la con­ferma, della frui­zione di più media con­tem­po­ra­nea­mente, dall’altro lato pone seri inter­ro­ga­tivi su quali siano i livelli di atten­zione che l’utenza pre­sta all’uno ed all’altro dei mezzi.

Per le imprese, per gli inve­sti­tori pub­bli­ci­tari, non è domanda di poco conto per poter deci­dere dove e come allo­care i pro­pri inve­sti­menti in comunicazione.